TOSSINFEZIONI alimentari
Continua in:
Alimenti Contaminati - 2
Esistono oggi al
mondo più di 250 tossinfezioni alimentari, che
si manifestano con differenti sintomi e sono
causate da diversi agenti patogeni, perlopiù
batteri, virus e parassiti. Con il passare degli
anni, vengono identificati continuamente nuovi
patogeni (i cosiddetti patogeni emergenti, come
Campilobacter jejuni, Escherichia coli
157:H7, Listeria monocytogenes,
Yersinia enterocolitica, etc), alcuni dei
quali si diffondono anche per effetto
dell’incremento di scambi commerciali, di
ricorso alla ristorazione collettiva, di grandi
allevamenti intensivi e di viaggi.
vedi:
NORMATIVA
ALIMENTARE
(Leggi, decreti, norme) +
Tossine anche alimentari
+
Tossine +
Alimenti contaminati (PDF dal Centro
Tumori di Aviano) +
Alimenti contaminati da Batteri +
Sicurezza
alimentare +
Bevete latte che vi
fa male
La PATTUMIERA delle SCHIFEZZE CHIMICHE
TROVATI anche nei CIBI che consumiamo: i
POP
I POP (persistent organic pollutants) vengono
anche chiamati “la sporca dozzina” (Aldrin,
Chlordane, DDT o Dichlorodiphenyl
trichloroethane, Dieldrin, Heptachlor,
Hexachlorobenzene, Mirex, Toxaphene,
Polychlorinated biphenyls, Polychlorinated
di-benzo-p-dioxins o Dioxins, Polychlorinated
dibenzofurans).
I POP sono stati banditi a livello mondiale
(Dic. 2002,
Conferenza di Johannesburg, e 2001,
Convenzione di Stoccolma), in quanto
permangono per decenni nell’ambiente, nelle
pozze d’acqua, nel terreno, nelle falde
acquifere, nella stessa aria.
Questi POP vengono assorbiti nel fegato e
nell’intestino, di chi si ciba dei prodotti
coltivati in quei terreni, causando danni
aggiuntivi ai già tartassati organismi viventi.
Certi alimenti
contengono anche dei
vaccini !
DIRETTIVA
EU autorizza
immissione sostanze tossiche
negli alimenti,
VERGOGNA !
Sull'elenco delle sostanze ammesse dalla
direttiva, emanata per proteggere la nostra
salute, troviamo infatti sotto la voce "fonti
autorizzate di nutrienti" l'idrossido
di sodio, l'idrossido
di potassio e l'ossido
di calcio.
Il
metanolo
lo si puo' trovare anche negli
alimenti industriali !
Viene spruzzato regolarmente all'interno delle
singole confezioni sigillate di merendine per
bambini, allo scopo di evitare lo sviluppo di
muffe superficiale assorbendo l'umidità del
prodotto. Si può facilmente riconoscere una
merendina contaminata da metanolo, quando
aprendone la confezione in bustina di plastica
si senta un odore di alcool denaturato o
spirito, quello comunemente usato in casa come
disinfettante. I
Il consumo esagerato di queste merendine al
metanolo produce distorsioni nello sviluppo
psicofisico dell'infante che ne abusa,
soprattutto alterandone il metabolismo e
danneggiandone il fegato, favorisce alla lunga
l'obesità e danneggia organi come l'occhio e i
reni, e per quanto riguarda la psiche favorisce
la predisposizione all'alcolismo, aumenta
l'aggressività e intorpidisce la mente.
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Micotossine nel
latte di formula e negli
omogeneizzati alla carne, per i
bambini -
25/07/2011
Un’alta percentuale di latti formulati e di
omogeneizzati di carne, commercializzati in
Italia, potrebbe essere contaminata da
micotossine, un gruppo di sostanze
potenzialmente tossiche e cancerogene, come
recepito dalle numerose leggi che ne proibiscono
la presenza negli alimenti. E potenzialmente più
pericolose se presenti in alimenti per lattanti,
dato che questi non hanno una dieta variata come
i bambini più grandi e gli adulti, ma spesso
vengono alimentati solo o principalmente con
latte formulato e omogeneizzati.
I risultati della ricerca pubblicati su
Journal of Pediatrics.
La scoperta è di un gruppo di ricercatori
dell’Università di Pisa ed è stata pubblicata
dalla prestigiosa rivista USA Journal of
Pediatrics (1). Gli autori dell’articolo hanno
analizzato 185 campioni di latte formulato, sia
in polvere sia liquido e pronto all’uso, di 14
marche trovati in vari punti vendita nel 2007 e
2008.
I latti erano in maggioranza di tipo 1, quelli
raccomandati per i primi 6 mesi, ma c’erano
anche dei latti per neonati prematuri. Hanno
analizzato anche 44 campioni di omogeneizzati di
carne, di solito raccomandati dai 4 mesi di età,
di 7 marche, tutti commercializzati nel 2008. Le
carni usate erano di manzo, vitello, pollo,
tacchino, coniglio, maiale, cavallo e agnello.
L’analisi consisteva nel cercare la presenza di
diversi tipi di
zearalenone, una micotossina non steroidea
prodotta da batteri spesso presenti in diversi
cereali, usati appunto negli allevamenti di vari
animali, comprese le mucche da latte,
ingrediente base per la preparazione delle
formule per lattanti.
Cos’hanno trovato ?
Contaminati il 9-28% di latti 1 e il 27% degli
omogeneizzati
Diversi tipi di zearalenone erano
presenti tra il 9% e il 28% dei latti 1, ma
anche in uno dei campioni di latte per neonati
pretermine, senza differenze significative tra
le varie marche. Le micotossine erano presenti
anche nel 27% dei campioni di omogeneizzati alla
carne, anche in questo caso senza differenze
significative tra marche. Gli autori hanno anche
stimato le quantità medie di micotossine che un
lattante ingerirebbe per kg di peso, se fosse
alimentato solamente con latte di formula.
Questo valore supererebbe gli 0.5 microgrammi
per kg di peso al giorno che è il limite di
sicurezza raccomandato dalle più importanti
agenzie di controllo internazionali. E per i
bambini questo rappresenta un considerevole
rischio, data la loro velocità di crescita e
sviluppo, il metabolismo elevato, e l’immaturità
dei loro sistemi di depurazione e di molti
organi e tessuti, sistema nervoso centrale in
primo luogo.
Preparazioni casalinghe vs
alimenti industriali: chi vince in sicurezza ?
“Le micotossine trovate negli alimenti
per l’infanzia – precisano in un comunicato
congiunto ACP – AICPAM – BABYCONSUMERS – IBFAN
ITALIA – IL MELOGRANO – MAMI – provengono
evidentemente dalle carni degli animali usati
dall’industria per la preparazione di questi
prodotti.
Più precisamente dalle granaglie usate per
l’alimentazione di questi animali, spesso non
controllate rigorosamente, o addizionate di
sostanze proibite. Il dato mette in seri dubbi
la tanto decantata maggior sicurezza di questi
prodotti rispetto agli alimenti di preparazione
casalinga, pubblicizzata dalle ditte
produttrici.
Grazie al marketing, il pubblico in generale ha
una percezione degli
alimenti industriali per bambini
(compresi i latti artificiali) come di cibi
molto sicuri e controllati, mentre evidentemente
non è così. Gli autori della ricerca
raccomandano a ragione controlli più rigorosi.
Noi chiediamo quindi che tutti gli ingredienti
che rientrano nei latti formulati e nei cibi
destinati all’infanzia vengano maggiormente
controllati per la loro qualità e sicurezza, e
che le ditte si impegnino a rispettare il Codice
Internazionale al 100%, per la tutela della
salute dei bambini e la protezione
dell’allattamento.”
By Linda Grilli - Tratto da: genitorimagazine.it
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SOLFITI nei Cibi !
Tutti abbiamo sentito parlare dei solfiti e
dell’ anidride solforosa contenuta nel vino. Le
sigle degli additivi alimentari conservanti E220
e228 molto meno. Eppure sono contenuti in
alimenti come bevande, succhi di frutta, frutta
secca…. e tanti altri
I solfiti sono composti sconosciuti alla maggior
parte della popolazione, che non si rende conto
che inconsapevolmente ne assume tutti i giorni
in grandi quantità. Infatti sono largamente
usati nel campo alimentare come conservante per
evitare effetti indesiderati e aumentare la
shelf life (vita di scaffale) dei prodotti.
Scopriamo quanti solfiti ingeriamo e che danni
possono provocare e come evitare di assumerne.
I solfiti: conservante utilizzato fin dall’
antichità; i Romani e gli antichi Egizi, già
utilizzavano il biossido di zolfo per ripulire
dai batteri i tini dove veniva fatto fermentare
il vino. Tuttavia il loro utilizzo divenne
massiccio solo nel secolo scorso in concomitanza
con le nuove esigenze alimentari dettate dallo
sviluppo industriale.
Che cosa sono i solfiti e l’ anidride
solforosa. Da non confondere con i solfati.
L’anidride
solforosa ora è indicata con la sigla E220.
L’anidride solforosa è un gas incolore ma
altamente irritante che si produce dalla
combustione dello zolfo nell’ aria. Avete
presente i vulcani ? Durante le eruzioni ne
emette in quantità notevoli ! Decisamente un
clima inospitale per la vita.
All’interno del nostro sangue l’anidride
solforosa, si comporta allo stesso modo: è un
veleno in grado
di inattivare la vitamina B1 e B12. A dosaggi
bassi può causare faringite , perdita dell’
odorato, del gusto, acidità urinaria e
stanchezza. I sintomi più conosciuti sono quelli
legati al mal di tesa post sbornia e disturbi
nervosi.
I
solfati invece, sono i prodotti della
combustione del petrolio e sono i maggiori
responsabili delle
piogge acide !
L’anidride
solforosa provoca vari disturbi, infatti
influenza negativamente l’assorbimento della
vitamina B1 provoca irritazioni gastriche e il
famoso cerchio alla testa (anche se alcuni
autori non sono d’accordo).
In particolare i solfiti sono molecole che
creano reazioni non allergiche ma reazioni di
sensibilità.
In particolare può causare disturbi respiratori
in soggetti asmatici pochi minuti dopo
l’ingestione di alimenti che contengono solfiti
(Halpern GM et al,1985 Annals of allergy).
Altri lavori hanno confermato gli effetti
avversi che i solfiti procurano al corpo (es. H.
Vally et al;Clinical effects of sulphite
additives, Clinical & Experimental Allergy,
2009)
Resta solo che chiedersi se siano veramente
necessari e se l’industria alimentare non debba
rivedere le proprie posizioni su questo
additivo.
I Solfiti contengono ioni SO2 -SO3 e vengono
impiegati maggiormente sotto forma liquida,
gassosa e solida (Sali, ampiamente utilizzati).
Dove vengono impiegati i solfiti ?
Sono largamente usati
sia nel campo alimentare che farmaceutico
come conservanti (azione antisettica),
antiossidanti, coloranti e per ridurre
l’imbrunimento di molti cibi.
Molte volte vengono usati anche nel materiale di
imballaggio come cellofan per ridurre al minimo
il deterioramento degli alimenti.
Come vengono utilizzati i conservanti a base di
anidride solforosa.
Il loro utilizzo come additivi alimentari è
legato alla loro proprietà antimicrobiche,
antifungine , antiossidanti ed inibitrici dell’
imbrunimento enzimatico ( Avete presene le
patate o le mele che si ossidano senza pelle ?)
Altri impieghi prevedono il loro utilizzo come
sbiancanti per lo zucchero negli zuccherifici,
come conservante per il mosto in enologia e come
antimicrobico nelle bevande, bibite succhi di
frutta ed insaccati. Vengono utilizzati anche in
alcune lavorazioni degli ortaggi sfruttando la
loro capacità antiossidante. (imbrunimento
chimico)
Come riconoscere i conservanti A base di
anidride solforosa che e' un gas. Essa e'
identificata dalla sigla E220.
Gli altri solfiti non sono gassosi ma sono Sali,
e quindi NON cambia nulla: i Sali liberano
anidride solforosa !
E220 Anidride Solforosa
E221 Sodio Solfito
E222 Sodio Solfito Acido
E223 Sodio disolfito
E224 Potassio Disolfito
E226 Calcio Solfito
E227 Calcio Bisolfito Acido
E228 Solfito Acido di Potassio
Solfiti negli alimenti
Gli alimenti che contengono questo additivo sono
molteplici, ne riportiamo una breve lista:
-vino
-birra (meno frequente) alcolica e non alcolica
-alcuni cereali che contengono aggiunte di amidi
particolari
-prodotti di salumeria
-Succhi di frutta
-frutta disidratata
-marmellate
-ecc
(NdR: Un centinaio di campioni di diverse
categorie alimentari (crostacei, carne, frutta
secca e vino) prelevati ed esaminati in
laboratorio hanno confermato che contengono
solfiti ma non sono indicati in etichetta, come
invece vuole la legge, né rispettano i limiti
massimi consentiti).
I solfiti sono solo uno dei moltissimi additivi
nocive per il nostro organismo ed assieme ai
solfiti ingeriamo moltissime altre sostanze
tossiche che si accumulano nel nostro organismo.
Sapere in quali alimenti è maggiormente
concentrato può essere di aiuto a limitarne l’
assunzione.
La soglia massima di assunzione giornaliera che
è posta tra 0 e 0,7mg per kg di peso, può essere
facilmente superata a causa dell’ubiquità di
tale additivo, soprattutto nei forti consumatori
di fruta secca e vino.
Solfiti nel vino
Il vino è un alimento particolare perchè da
sempre è sulle tavole di tutto il mondo per
conciliare sapori e emozioni. Basta vedere le
vendite di vino per comprendere la quantità che
ogni anno viene consumata.
I solfiti nel vino vengono aggiunti sottoforma
liquida, gassosa o solida (metabisolfito di
potassio) per esplicare le seguenti funzioni:
- Antisettica: interferisce sulle funzioni
vitali dei microrganismi, inibendoli o
provocandone la morte. Essa si comporta in modo
selettivo, colpendo prima i batteri, poi i
lieviti, per cui, a seconda delle quantità
adoperate, può essere impiegata per eliminare
solo i primi od entrambi
- Antiossidasica: inibisce gli enzimi ossidatici
tirosinasi e laccasi
Un vino non ha l’obbligo di riportare in
etichetta la dicitura solfiti, quando la loro
concentrazione non è superiore a 10mg/l. Tenete
presente che ottenere un vino con zero solfiti è
quasi impossibile, in quanto i lieviti ne
producono naturalmente una piccola quantità.
La cosa però sulla quale vi invito a riflettere
è che se un vino contiene 11mg/l di solfito
oppure 250mg/l voi non lo saprete mai, perchè in
etichetta non è obbligatorio riportare le
quantità, ma piuttosto i produttori sono
obbligati a segnalarne la presenza.
Quindi in situazioni
di incertezza, o si conosce direttamente il
produttore, oppure se si va alla cieca conviene
orientarsi verso prodotti senza solfiti
aggiunti, che per fortuna esistono in commercio.
Effetti sulla salute
Le conseguenze sulla nostra salute ed i limiti
di legge imposti per l’utilizzo dei solfiti.
I danni da solfiti si dividono in quattro
categorie
1 - Alterazioni vitaminiche: l’ anidride
solforosa ed i solfiti distruggono la tiamina e
la cianocobalamina (vitamine del gruppo B : B1
e B12 )
2 - Appesantisce il nostro sistema
detossificante: questi additivi vengono
eliminati per via urinaria dopo essere stati
detossificati ad opera del fegato tramite un
‘enzima chiamato solfito ossidasi. Se la dose di
solfiti è superiore alla nostra capacità di
eliminarli, compaiono mal di testa .
3 - Reazioni allergiche ed allergie Un pericolo
in agguato è rappresentato da possibili allergie
e reazioni asmatiche con manifestazioni
respiratorie anche gravi. Riniti, eczemi,
orticaria e dissenteria possono essere causati
dai solfiti . in queste malattie una delle
componenti più ostiche è proprio l’
identificazione della causa. Immaginate l’
efficacia di un trattamento se non viene rimossa
la causa che ha scatenato la malattia!
4 - Interazione con farmaci cortisonici. Da non
sottovalutare anche l’ interazione con farmaci,
in particolar modo i cortisonici che aumentano
la sensibilità individuale ai solfati.
Quanti solfiti possiamo ingerire e quanti
realmente ne assumiamo ?
Il limite di legge imposto
per l’ assunzione di solfiti e di 0,7 g. per kg
di peso corporeo . l’ organizzazione Mondiale
per la Sanità ha stabilito questo limite di
sicurezza. Per interpretare correttamente questo
valore è necessario poter calcolare in linea di
massima quanti solfiti possiamo ingerire.
In quali alimenti troviamo i
Conservanti E220 e similari ?
Potenzialmente i solfiti sono presenti in quasi
tutti gli alimenti conservati e perfino in molti
freschi.
Nei prodotti preconfezionati devono essere
indicati in etichetta o con il codice
identificativo o con il nome chimico.
Sfortunatamente in molti casi non è obbligatorio
segnalare né la loro presenza ne la loro
quantità.
Un esempio: il pesce fresco (tipicamente nei
gamberetti, gamberi e surimi )
Sono presenti anche nei cereali come l’ orzo
perlato, purè di patate, ortaggi sottolio,
sottaceto e salamoia ( con sale ). Nelle bibite
a base di frutta , nei funghi secchi e nella
frutta essiccata, nella frutta candita.
Nei prodotti a base di carne, essendo
maggiormente soggetti a fenomeni putrefattivi i
quantitativi di conservanti sono ancora maggiori
e possono contenere anche 450 mg al kg.
Il vino li contiene. I limiti legali imposti
dalla comunità europea sul contenuto finale di
anidride solforosa nel vino consentono fina a
160 mg/litro per i vini rossi e di 210 mg/litro
per i vini bianchi. Mediamente più è scarsa la
qualità del vino e maggiormente se ne rende
necessaria l’ aggiunta in quantità superiori.
Per legge non è obbligatorio indicare la loro
presenza, se il quantitativo è inferiore a 10 mg
al kg o lt.
In soggetti allergici anche quantitativi modesti
possono scatenare serie conseguenze !
Quanti solfiti mangiamo ?
Come avrete ben compreso è molto difficile
stabilirlo. In molti casi la loro presenza non è
indicata e data la loro alta diffusione è molto
facile che questi quantitativi si accumulino
oltrepassando molto facilmente il valore
consigliato dalla OMS.
Facciamo un esempio semplicissimo. Se peso 80
Kg il tasso limite è di 70 mg per kg , quindi
560 mg.
Una cenetta con un po’ di insaccati, 2 bicchieri
di vino bianco con un po’ di frutta secca e
siamo già oltre i limiti consigliati.
Senza contare il resto dei conservanti …
Quantità massime di solfiti
maggiormente presenti negli alimenti ammesse
secondo la regolamentazione della comunità
europea
ALIMENTI – DOSE MASSIMA mg o ml / kg di solfiti
- Aceto - 170
- Amidi - 50
- Crostacei - 50
- Stoccafisso o baccala - 200
- Senape - 250/500
- Surrogati carne pesce o crostacei - 200
- Concentrati di frutta - 250
- Albicocche, pesche, uvetta, prugne, e fichi
secchi - 2000
- Banane essiccate - 1000
- Mele e pere secche - 600
- Preparati per purè - 400
- Pomodori secchi - 200
- Vini rossi - 210
- Vini bianchi - 160
- Vini tedeschi Spatlese e Aulese - 300
- -Vini bordeaux - 300
- Vini francesi Barzac, Cadillac… - 400
- Succo d’uva concentrato - 200
- Succo di limone - 350
Etichetta
I solfiti sono additivi e come tali la loro
aggiunta va segnalata sotto forma di sigla (E
che indica la sigla dei conservanti).
Inoltre tutti i vini (od altri cibi) alla quale
sono stati aggiunti i solfiti riportano la
scrittura “Solfiti Aggiunti”.
La sigla sugli alimenti è compresa tra E220 -
E228.
E220 Anidride Solforosa
E221 Sodio Solfito
E222 Sodio Solfito Acido
E223 Sodio disolfito
E224 Potassio Disolfito
E226 Calcio Solfito
E227 Calcio Bisolfito Acido
E228 Solfito Acido di Potassio
Fonte: senzasolfiti.it + naturopataonline.org
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L’ESPLOSIVA SITUAZIONE ITALIANA di
TORVISCOSA e DINTORNI
Una delle zone agricole più importanti d’Italia
è quella delle
Aziende Agricole di Torviscosa in prov di
Udine, basilari per la produzione di
latte e derivati
(controllata dalla multinazionale
Parmalat che produce il marchio Torvis, e
che sta per passare al colosso francese
Lactalis).
I terreni risultano per Green Peace (vedi
www.greenaction-transnational.org)
inquinati e ad alto rischio, in quanto carichi
di schifezze chimiche.
Tremila ettari di terreni a pascolo con
arsenico, cobalto, fitofarmaci, azidrine e POP.
Un mix davvero micidiale sui terreni dove cresce
il materiale usato per il mangime bovino.
Queste letali sostanze
finiscono nella catena alimentare, nel latte,
nei formaggi, nel burro e nelle carni.
L’unica preoccupazione delle autorità pubbliche
è stata quella di escludere ogni pericolo. L’Istituto
Superiore della Sanità ha applicato i comodi
e tolleranti protocolli del SIN (Siti Inquinati
Nazionali), usati per Napoli Orientale e
Brindisi, che hanno consentito il tranquillo
riutilizzo dell’area inquinata.
PESTICIDI e METALLI PESANTI nelle ZONE
di PRODUZIONE AGRICOLA della
PARMALAT
Trieste, 24 gennaio 2011.
La principale zona di produzione agricola del
Friuli Venezia Giulia risulta essere
pesantemente inquinata. Ma le autorità pubbliche
minimizzano dichiarando l’assenza di rischi
sanitari. Come stanno realmente le cose ? Ci si
può fidare delle rassicuranti dichiarazioni
istituzionali ? Come sono stati fatti i
controlli per escludere il rischio ?
Partiamo dall’inizio.
L’area è quella delle Agenzie Agricole di
Torviscosa (Udine). E’ una zona importante per
la produzione del latte e derivati.
Una delle più importanti a livello nazionale,
sotto controllo della multinazionale Parmalat
(che qui produce anche con il marchio Torvis).
Tremila ettari di terreni da pascolo.
Un pascolo ad alto rischio
però.
I terreni risultano contenere arsenico,
berillio, cobalto, vanadio e concentrazioni
elevate di fitofarmaci (dieldrin, alaclor, DDT e
derivati).
Metalli pesanti e pesticidi nei terreni dove
pascolano le mucche da latte. Un mix davvero
micidiale. Metalli pesanti e pesticidi sui quali
crescono i vegetali utilizzati per fare il
mangime che viene dato alle mucche.
Possibile che nessuno abbia considerato che poi
questi letali inquinanti finivano nella catena
alimentare con il latte (e i suoi derivati
formaggi, yogurt, burro) e le carni degli stessi
bovini? In effetti, seppur con ritardo (di
qualche decennio), lo Stato si è mosso. Ma
l’unica preoccupazione delle autorità pubbliche
sembra essere stata quella
di escludere qualsiasi pericolo.
Come si fa ?
Semplice, da una parte basta non
verificare le
concentrazioni degli inquinanti nella filiera
alimentare, e dall’altra decidere di non
poter decidere sui
limiti di inquinanti nei terreni agricoli.
Il tutto a norma di legge naturalmente.....
E così l’Istituto Superiore
della Sanità ha applicato i protocolli dei
SIN (Siti Inquinati Nazionali) Napoli Orientale
e Brindisi, per cui non ha svolto indagini
proprie ma si è limitato a convalidare
analisi presentate dal proprietario privato, in
base alle quali ha fornito soltanto una stima
teorica della possibile contaminazione diretta
dei foraggi e dei lavoratori.
Mentre i
Ministeri competenti (Ambiente, Lavoro e
Salute) hanno consentito il riutilizzo
agricolo dell’area inquinata «in assenza di
un riferimento normativo che consenta di
stabilire i livelli di contaminazione».
E il gioco è fatto. Salvi gli
interessi della
Parmalat. Un pò meno evidentemente quelli
dei consumatori che si bevono il latte ai
pesticidi.
(NdR: e cosi avviene anche per altri
problemi importanti come quello dei
vaccini per
animali
ed umani
!)
Approfondimento: quella “sporca dozzina” (i POP)
Il Dieldrin (derivato dell’Aldrin), è un
insetticida organoclorurato liposolubile,
persistente e bioaccumulante, e fa parte con il
DDT, i furani e le diossine, di quella che è
stata definita la “sporca dozzina” i cosiddetti
POP (Persistent Organic Pollutants) banditi a
livello mondiale nel dicembre 2000 dalla
Conferenza di Johannesburg e poi dal Trattato di
Stoccolma nel maggio del 2001.
I POP permangono e circolano nell’ambiente dove
sono stati diffusi, nelle pozze d’acqua, nel
terreno, nelle falde, nell’aria, per decenni.
Vengono assorbiti e si accumulano nei tessuti
grassi degli organismi biologici, animali (umani
compresi ovviamente) dove le concentrazioni
possono ammontare fino a 70 mila volte i livelli
ambientali di background.
Perciò si chiamano anche BCC (Bioaccumulative
Chemicals of Concern).
Il
Dieldrin è altamente tossico per la maggior
parte dei pesci. Si fissa molto tenacemente
nelle particelle del terreno. Negli animali e
nell’uomo l’aldrin e il dieldrin vengono
prontamente assorbiti attraverso il tratto
gastrointestinale.
La trasformazione dell’aldrin in dieldrin
avviene molto più rapidamente rispetto alla
successiva biotrasformazione ed eliminazione del
dieldrin, con un conseguente accumulo di
dieldrin nei tessuti ricchi di grasso.
Gli effetti tossici prevalenti si osservano a
carico del sistema nervoso, del fegato e del
sistema riproduttivo. È considerato
potenzialmente cancerogeno, e nell’Unione
Europea è ritenuto
sostanza indesiderabile nei mangimi animali.
Tratto da: legambientefvg.it/
ALIMENTI
CONTAMINATI
(oltre ai
vaccini)
con il consenso
e l'approvazione
degli Enti Sanitari,
OMS,
CDC, FDA,
Ministeri,
ecc., per
rendere
malati e
sterili gli
abitanti della Terra...(English +
Espagnol)
Gli
ENTI a
"tutela della salute" ed i CONTROLLI
INESISTENTI
Gli "enti" che dovrebbero tutelare la salute ed
il controllo degli alimenti sono
SEMPRE
latitanti perche' collusi o legati in altro modo
con le
aziende produttrici dei vari cibi,
per cui lasciano
correre.....non
controllano che raramente e/o su
ordine di un giudice, per cui gli industriali si
sentono autorizzati ad inserire all'interno dei
cibi, qualsiasi sostanza che faccia a loro
comodo o che sia autorizzata dalla legge che
pero' non tiene conto della salubrita' o meno di
dette sostanze, es. le vitamine sintetiche,
che quasi tutti i cibi, anche per
bambini, animali ed umani, ormai
contengono e che possono
produrre
gravi
allergie, e
malattie
autoimmuni ecc.
ALIMENTI CONTAMINATI dalle
industrie
multinazionali
Recentemente
Wikileaks ha pubblicato una scottante
rivelazione che centra in pieno l’argomento,
poiché prende di mira i grandi colossi dell’agribusiness
e della
chimica industriale, che sono fra i
maggiori responsabili del degrado ambientale
del pianeta.
Nel dettaglio, la nota (dell'EPA, ndr) diffusa
da Wikileaks è datata 2 novembre 2010 e parla
della
clothianidina, una sostanza utilizzata come
pesticida e commercializzata dalla Bayer con il
nome di Poncho, che sembra avere effetti
devastanti sulla salute e sulla stessa vita
delle api, animali che svolgono un ruolo
fondamentale per l’equilibrio dell’ecosistema.
L’organizzazione responsabile dello scandalo
svelato da Wikileaks è l’EPA –
Enviromental Protection Agency – l’agenzia
dell’ambiente americana. Questo ente ha il
compito di vigilare sulla tutela ambientale e,
fra le altre cose, di autorizzare l’impiego
di sostanze chimiche in agricoltura.
Poncho, prodotto dalla Bayer, sembra avere
effetti devastanti sulla salute e sulla stessa
vita delle api
La clothianidina è già da tempo oggetto di una
richiesta d’impiego avanzata dalla Bayer;
nel giro di pochi anni, dal 2003 al 2010,
l’istanza è passata da una bocciatura secca a
una sospensione temporanea per effettuare test
sugli effetti del pesticida sulle api, poi a
un’approvazione con riserva che attendeva i
risultati della sperimentazione, fino ad
arrivare all’aprile del 2010, quando è
stato autorizzato
incondizionatamente l’impiego
della sostanza, peraltro senza una motivazione
che giustificasse il parere dal punto di vista
tecnico-scientifico.
Lo scandalo che Wikileaks ha portato alla luce è
incentrato su una nota di due scienziati,
dipendenti della stessa EPA, che si sono
occupati del caso e che hanno tratto preoccupate
conclusioni in merito all’utilizzo della
clothianidina e ai rischi per la popolazione
delle api.
Nonostante sia stata messa all’angolo dalla
notizia trapelata, l’EPA ha confermato la
decisione di consentire l’utilizzo del Poncho
non solo su quelle per cui era già stato
autorizzato – mais (la coltura più diffusa negli
Stati Uniti), colza, barbabietola, grano e
girasole –, ma anche su due nuove coltivazioni,
senape e cotone.
La situazione è resa ancor più grave dalle
decisioni di Italia, Francia, Germania e
Slovenia, che hanno tassativamente vietato l’uso
della clothianidina proprio per gli effetti
mortali che aveva sulla popolazione delle api.
Un altro caso portato alla luce da Wikileaks che
– pur entrando nella sfera dei giochi e dei
rapporti di forza politici – prende
esplicitamente di mira il mondo dell’agribusiness,
è quello che svela le commistioni fra la
diplomazia americana ed europea e il colosso
dell’agricoltura chimica Monsanto.
Wikileaks svela anche le
commistioni fra la diplomazia americana ed
europea e il colosso dell’agricoltura
chimica Monsanto
La notizia è stata riportata anche da The
Guardian, una della cinque grandi testate
partner di Wikileaks, e denuncia le pressioni
statunitensi, provenienti in particolare
dall’ambasciata USA francese, affinché i paesi
europei liberalizzino il più possibile l’impiego
di organismi geneticamente modificati in
agricoltura. Molti governanti americani e i loro
protetti dell’agribusiness infatti, sono da
tempo infastiditi dalla politica agricola
dell’Unione Europea, tendenzialmente ostile
all’utilizzo della chimica nei campi dei paesi
membri.
Questi due casi portano quindi
alla luce con decisione trame ormai provate, i
cui fili si dipanano a partire da un lato dalle
politiche decise da governi ed organismi di
controllo e dall’altro, dall’azione
commerciale delle multinazionali della
chimica, Bayer e Monsanto
in testa.
Un ringraziamento va doverosamente rivolto a
Wikileaks: non abbiamo sciolto i dubbi che
riguardano l’effettiva genuinità dell’opera di
controinformazione di Assange e compagni, ma
come si dice “ogni pubblicità è una buona
pubblicità” e la cosa che conta davvero quando
si tratta di temi così drammaticamente
importanti è che se ne parli, che vi sia una
reazione e che le notizie vengano diffuse, poco
importa se fanno parte di qualche oscura
strategia propagandistica o meno.
Tratto da: adriannaeditrice.it
ALLARME
MICOTOSSINE, il PRIMO REPORT a 360 GRADI su
CIBO e MANGIMI - 03 Mar. 2011
L’Europa mantiene alta la guardia sull’allarme
micotossine e il Piemonte risponde dati alla
mano.
Giovedì 3 marzo presso la sede Arpa di
Torino in via Pio VII 9, è stato presentato il
primo report a 360 gradi scaturito dalla
collaborazione fra
Istituto Zooprofilattico Sperimentale di
Piemonte Liguria e Valle d’Aosta e
Arpa, che a Grugliasco hanno dato vita a un
laboratorio unificato per il controllo delle
diossine in campo ambientale e sanitario.
Nel dossier (scaricabile
da questa pagina) è radiografata in modo
analitico la situazione relativa a cibo e
mangimi dal 2009 ai giorni nostri, un
monitoraggio continuo e costante a tutto
vantaggio dei consumatori.
Le micotossine sono sostanze tossiche prodotte
da alcune specie di funghi e lieviti in
particolari condizioni ambientali.
Sono considerate dei metaboliti secondari, muffe
che si sviluppano sulle derrate alimentari, come
cereali e frutta secca, e sugli alimenti per il
bestiame, come foraggi, insilati, farine di
estrazione. Nel recente passato si sono
registrati casi di inquinamento alimentare,
provocato dall’uso di mangimi contaminati.
Situazione risolte senza danni per le persone
grazie a una tempestiva ed efficace opera di
prevenzione.
Valutate universalmente più pericolose dei
pesticidi, nonostante il rischio che possono
creare le micotossine rimangono misconosciute.
L’attività di prevenzione sulla crescita dei
funghi produttori rimane pertanto cruciale sia
da un punto di vista economico sia in termini di
salute pubblica.
E’ quanto stanno facendo in Piemonte, lavorando
spalla a spalla, l’Istituto Zooprofilattico e
l’Arpa. Una sinergia che fa risparmiare
ingenti risorse e consente di effettuare
indagini sistemiche di ricerca e controllo su
ambiente e catena alimentare.
Tratto da: izsto.it
vedi:
Comunicato Stampa
dell'ARPA (ente di controllo) sugli alimenti
contaminati
GERMANIA - Polli
e uova alla diossina.
Chiusi allevamenti - 4 Gen. 2011
Oltre mille allevamenti di polli, maiali e
tacchini sono stati chiusi in Bassa Sassonia,
dopo la scoperta di mangimi contenenti diossina.
Anche nella vicina Sassonia-Anhalt il ministero
dell'Agricoltura di Magdeburgo ha chiuso 4
allevamenti, in cui oltre mille tonnellate di
mangimi erano state contaminate dall'aggiunte di
55 tonnellate di sostanze grasse contenenti
diossina.
Solo un'analisi delle bestie gia' macellate
potra' chiarire se la contaminazione abbia
riguardato maiali o polli.
Nel complesso sono gia' quattro i Laender in cui
e' scattato l'allarme diossina, dopo che la
settimana scorsa erano stati abbattuti 8mila
polli di un allevamento di Soest, nel
Nordreno-Westfalia, ai quali era stato
somministrato mangime alla diossina.
Nel frattempo oltre 120mila uova erano gia'
state messe in commercio e vendute, mentre il
veterinario Wilfried Hopp ha spiegato che
"alcune migliaia di uova sono state restituite".
Un allevamento di maiali e' stato chiuso invece
oggi in Turingia, dopo la scoperta di 52
tonnellate di mangimi contaminati dalla
diossina. Dalle prime indagini sembra che
i mangimi velenosi
siano arrivati dall'Olanda - Fonte:
ADUC
GERMANIA -
Diossina nei mangimi per animali - 5
Gen. 2011
Fino a 3 mila tonnellate di grasso per
mangimi contaminato da diossina sono state
prodotte in Germania. Lo scrive oggi l'agenzia
stampa tedesca
Dpa, che cita fonti del governo.
Secondo un rapporto del
Ministero dell'Agricoltura, il grasso
contaminato sarebbe stato venduto tra il 12
novembre e il 23 dicembre 2010 in almeno quattro
regioni tedesche.
In seguito alla recente scoperta di tracce di
diossina nei mangimi destinati a pollame e
suini, migliaia di polli sono gia' stati
abbattuti e un migliaio di aziende agricole nel
nord-est della Germania si sono viste vietare la
vendita di qualsiasi prodotto.
ITALIA -
Diossina, si muovono i
sindaci: vietato consumare uova e carne - 16
Feb. 2011
L'allarme. Dopo i valori superiori ai limiti di
legge rilevati dall'Asl in alcune cascine a
ridosso di attività siderurgiche.
Il provvedimento preso dai primi cittadini di
Castegnato e Ospitaletto Accuse all'Asl: «Perchè
non siamo stati informati della situazione?»
Rabbia e apprensione dei sindaci per le «uova
alla diossina». Uova raccolte dall'Asl di
Brescia in cinque pollai privati (Brescia,
Castegnato, Montirone, Ospitaletto e Sarezzo)
vicini a grandi fonderie. E che contengono
diossine e pcb (sostanze cancerogene) fino a 5
volte i limiti consentiti. I sindaci sono venuti
a conoscenza ieri della delicata questione non
dall'Asl, bensì leggendo Bresciaoggi. I primi
cittadini di Castegnato e Ospitaletto hanno già
emesso ordinanze di «Divieto assoluto di consumo
di uova e carni provenienti da allevamenti
domestici di galline ed altri animali avicoli».
E chiedono all'Asl un tavolo urgente e
chiarimenti. Avanza tra gli amministratori il
ragionevole dubbio su quanti danni siano stati
causati all'ambiente da un certo tipo di
industria e la necessità di una mappatura molto
più estesa dei rischi.
Il PIÙ ARRABBIATO di tutti è Giorgio Prandelli,
sindaco di Ospitaletto e assessore provinciale
all'edilizia scolastica:
«È scandaloso che sia venuto a conoscenza di
questa grave questione leggendo Bresciaoggi.
Sono arrabbiatissimo con l'Asl (la quale ieri ha
preferito non rilasciare alcun comunicato
ufficiale, ndr) che deve darsi un freno su
questi modi di fare. Ho scritto al direttore
generale Carmelo Scarcella, che deve dare
informazioni in primis ai sindaci e poi ai
cittadini».
Non è da meno il collega Giuseppe Orizio, primo
cittadino di Castegnato: «La prima cosa che
preoccupa è che la notizia non sia stata per
tempo fornita ai sindaci dall'Asl. Ci risulta,
nel caso di Castegnato, che il prelievo di
alcune uova dall'allevamento domestico della
cascina, sia
avvenuto a fine settembre e
che solo il 3 gennaio siano stati comunicati gli
esiti delle prove ai diretti interessati il cui
pollame, una quindicina di capi, è stato poi
subito abbattuto. Sono passati più di quaranta
giorni e nessuno ha detto niente ai Comuni e
tantomeno agli abitanti delle cascine limitrofe.
Perché?».
Per Orizio «quanto accaduto è ancora più grave
perché non si è a conoscenza delle cause (quindi
dei possibili rimedi) e della dimensione del
fenomeno, forse troppo affrettatamente
ricondotto alla sola presenza di fonderie».
Francesco Lazzaroni, sindaco di Montirone, più
che la rabbia nei confronti dell'Asl è molto
preoccupato per la presenza sul suo territorio
di due aziende. «All'indomani del nostro
insediamento - spiega Lazzaroni - abbiamo
scoperto che la zona dove sono state trovate le
uova alla diossina è molto inquinata. Io
sostengo che la criticità ambientale nel nostro
territorio non siano le cave, ma la presenza di
due aziende come la Profilati Nave e la Metalli
Capra. Per questo abbiamo commissionato dei
carotaggi per fare delle analisi attorno a
questi siti e invito anche l'opposizione a
lavorare assieme su questo».
LA SCOPERTA delle uova alla diossina (pollai
privati, non allevamenti che servono la grande
distribuzione) nasce da un piano di monitoraggio
di latte e uova voluto dall'ente sanitario
regionale (50 campioni nelle 12 province).
Nel suo report l'Asl segnala le grandi fonderie
vicine ai pollai «avvelenati». I valori più
allarmanti si sono registrati a Castegnato nella
cascina Lumini (29 picogrammi/grammo di grasso,
contro un valore di legge di 6 picogrammi): una
zona critica dove ci sono la fonderia Montini e
la Ghial, l'autostrada A4 e vicino due
discariche (Pianera e Pianerino). Altre uova off
limits a Montirone in via Belleguardello (18
picogrammi), all'ombra della Profilati Nave, a
Ospitaletto (14,5 pg) vicino alla Isa, a Sarezzo
in via 1850 (14 pg), vicino alla Acciaierie
Venete e a Brescia in via Manestro (9,3 pg),
vicino alla Ori Martin. Nella prossima settimana
l'Asl effettuerà esami del sangue ai consumatori
di queste uova.
By Pietro Gorlani - Tratto da bresciaoggi.it
Mozzarelle
italiane: sette su dieci sono infette da batteri
- 13/02/2011
Pronta perizia di 4 prof universitari sulle
mozzarelle blu
Italy, TORINO - Quasi il 70% delle mozzarelle
prodotte dai caseifici italiani contiene al suo
interno microrganismi dannosi come lo pseudomonas
fluorensces. A confermarlo è una perizia
consegnata direttamente al procuratore di
Torino Raffaele Guariniello da quattro docenti
universitari.
L'analisi, condotta su oltre un migliaio di
prodotti, era partita per individuare le cause
precise del fenomeno delle mozzarelle blu ed ha
evidenziato un altro dato importante quanto
allarmante: le Asl del territorio non riescono a
controllare tutti i latticini prodotti e, molti
di questi, finiscono sulle tavole dei
consumatori rappresentando un vero e proprio
rischio per la salute.
I risultati sono stati trascritti dallo stesso
pm torinese e trasmessi direttamente al
ministero della Salute.
Gli studi, condotti per la precisione su 1027
referti, sono stati portati avanti da due
esperti di chimica e due esperti di
microbiologia. In tutto, sarebbe 10 i caseifici
finiti sotto inchiesta per violazione
della legge 1962 sugli alimenti e il commercio
di prodotti pericolosi per la salute. I titolari
degli esercizi, utilizzavano anche acqua di
pozzo per la lavorazione dei latticini e
riuscivano a scongiurare i controlli degli
organi sanitari.
Troppi i caseifici e troppo poco il personale ed
i mezzi disponibili, lamentano dalle varie Asl
delle diverse regioni (solo in Piemonte sono 722
gli stabilimenti attivi e quindi da
controllare). Dopo le mozzarelle blu comparse a
giugno, il ministro alla Salute Ferruccio Fazio
aveva ordinato agli enti locale di effettuare
controlli capillari e ripetuti su tutte le
strutture casearie ma, stando agli ultimi dati
raccolti, l'operazione non è stata effettuata a
dovere.
Guariniello ricorda che, utilizzare l'acqua di
pozzo per il raffreddamento dei prodotti è
illegale e viola il decreto legislativo 31 del
2001. Data la gravità della situazione e
l'impossibilità da parte delle Asl di osservare
con celerità ed efficacia l'ordinanza
ministeriale, si è così deciso di istituire un
pool speciale composto dalla polizia giudiziaria
guidata dal procuratore di Torino e dai
carabinieri del Nas.
Ai consumatori, nel frattempo, non resta che
rinunciare al piacere della mozzarella o, in
alternativa, affidarsi alla buona sorte.
BATTERIO
E.COLI in GERMANIA: CHIAMATI in CAUSA
ALLEVAMENTI INTENSIVI, INCUBATORI di BATTERI
ANTIBIOTICO-RESISTENTI. - 6 giugno 2011
La psicosi collettiva causata dalla paura del
contagio del batterio E. Coli proveniente dalla
Germania sembra riguardare soprattutto cetrioli,
insalata, germogli o altre verdure crude, ma è
basilare far sapere al pubblico che invece la
contaminazione da E. Coli avviene sempre a
partire da una fonte animale.
Il batterio E. Coli vive nell'intestino degli
animali d'allevamento, e la carne che viene
poi commercializzata può essere infettata
durante il processo di macellazione. Un'altra
possibile fonte è il latte non pastorizzato, e,
ancora più preoccupante, la diffusione sul
terreno e nelle acque degli escrementi degli
animali d'allevamento, che possono contaminare i
vegetali coltivati (che vanno quindi sempre ben
lavati).
Oltre la contaminazione fecale dell'acqua e del
cibo, esiste il problema della contaminazione
dai cibi animali a quelli vegetali durante la
preparazione degli alimenti.
Il problema aggiuntivo, che è quello che rende i
batteri come l'E. Coli molto pericolosi, è l'antibiotico
resistenza: nuovi ceppi di batteri si
formano da quelli esistenti e sono inattaccabili
dagli
antibiotici, rendendo così impossibile
contrastare l'infezione. Anche per questo
problema, il colpevole è la pratica
dell'allevamento intensivo e il consumo elevato
di carne, latte, latticini e uova.
E' di pochi mesi fa la pubblicazione di due
nuovi studi, uno europeo e uno statunitense, che
rilanciano l'allarme sull'utilizzo di
antibiotici negli allevamenti a scopo non
curativo ma "preventivo" o per la promozione
della crescita degli animali.
Il dossier europeo, pubblicato
dell'Organizzazione Mondiale della Sanità,
sottolinea come questo sia un problema di
sicurezza alimentare: l'uso di antibiotici negli
animali d'allevamento contribuisce in modo
sostanziale alla comparsa di batteri resistenti
e consente ai batteri portatori dei geni
responsabili di tale antibiotico-resistenza di
diffondersi dagli animali agli umani attraverso
la catena alimentare.
In precedenza erano già state svolte indagini
negli USA da parte del sistema di monitoraggio
nazionale sulla resistenza antimicrobica, che
aveva indicato come la carne fosse spesso
contaminata da ceppi resistenti a diversi
farmaci dei batteri Campylobacter, Salmonella,
Enterococcus ed Escherichia coli.
Con la nuova emergenza di questi ultimi giorni,
dovrebbe essere chiara l'urgenza di cambiare
modello alimentare, e diminuire in modo drastico
il consumo di carne e altri alimenti di origine
animale: l'uso massiccio di antibiotici è
infatti sempre più necessario negli allevamenti,
perché gli animali sono tenuti in condizioni di
tale affollamento e di sofferenza fisica e
psicologica che non sarebbero in grado di
sopravvivere senza farmaci e sostanze chimiche
di vario genere. Non è realisticamente possibile
mantenere gli attuali ritmi di produzione e allo
stesso tempo cambiare le condizioni di
allevamento in modo da non rendere più necessari
antibiotici ed altri farmaci.
Per questo, la soluzione del problema spetta a
ciascuno di noi, alle istituzioni come ai
singoli cittadini: per contrastare questa
situazione ed evitare disastri futuri, le scelte
alimentari di ogni singolo individuo sono
importanti, e lo spostamento verso il consumo di
alimenti vegetali anziché animali è il primo e
più efficace cambiamento da mettere in atto.
Comunicazione a cura di Società
Scientifica di Nutrizione Vegetariana SSNV
Comunicato Stampa di: scienzavegetariana.it -
info@scienzavegetariana.it
Societa' Scientifica di Nutrizione Vegetariana -
SSNV si prefigge di fornire ai professionisti
della salute e alla popolazione generale
informazioni corrette sulla nutrizione a base di
cibi vegetali (c.d. plant-based nutrition) e sui
suoi rapporti con la salute.
E. COLI: Affiora
la prova forense che il superbatterio in Europa
è stato ingegnerizzato per provocare
decessi
By Mike Adams
Anche se la gara per
dare la colpa ai vegetali è attualmente in corso
in tutta l'UE, dove un ceppo di E. Coli
super resistente sta facendo ammalare
pazienti e riempiendo gli ospedali in Germania,
praticamente nessuno sta parlando di come l'E.coli
è magicamente diventato resistente a otto
diverse classi di farmaci antibiotici e poi,
improvvisamente, è apparso nella catena
alimentare.
Questa particolare
variante dell'E.coli è un membro del ceppo O104,
e i ceppi O104 non sono quasi mai
(normalmente) resistenti agli antibiotici. Per
acquisire tale resistenza,
devono essere ripetutamente esposti agli
antibiotici al fine di fornire la
"pressione di mutazione" che li spinga verso
l'immunità completa al farmaco.
Quindi, se siete
curiosi di conoscere le origini di tale ceppo,
potete in sostanza analizzare in dettaglio il
codice genetico dell'E.coli e determinare con
sufficiente precisione a quali antibiotici è
stato esposto durante il suo sviluppo.
Questo passo è stato fatto (vedi sotto), e
quando si guarda la decodificazione genetica di
questo ceppo O104 che ora minaccia i consumatori
di prodotti alimentari in tutta l'UE, emerge un
quadro affascinante di come è stato generato.
Il codice genetico
rivela la storia
Quando gli
scienziati del Robert Koch Institute in Germania
hanno decodificato la struttura genetica del
ceppo O104, hanno trovato che è resistente a
tutte le classi e le combinazioni di
antibiotici:
- penicilline
- tetraciclina
- acido nalidixico
- trimetoprim-sulfamethoxazol
- cefalosporine
- amoxicillina / acido clavulanico
-
piperacillina-sulbactam
- piperacillina-tazobactam
Inoltre, questo
ceppo O104 possiede una capacità di produrre
particolari enzimi che gli conferiscono quella
che potrebbe essere chiamata "superpotenza
batterica" nota tecnicamente come ESBL:
" I Beta-Lattamasi a Spettro Esteso (ESBL) sono
enzimi che possono essere prodotti dai batteri e
li rendono resistenti alle cefalosporine, ad
esempio, cefuroxima, cefotaxime e ceftazidime -
che sono gli antibiotici più utilizzati in molti
ospedali", spiega la
Health Protection Agency del Regno Unito.
Per di più, questo ceppo O104 possiede due geni
- TEM-1 e CTX-M-15 - che "hanno fatto
rabbrividire i
medici
dal 1990", scrive
The Guardian. E perché fanno rabbrividire i
medici? Perché sono così mortali che molte
persone infette da tali batteri sperimentano
l'insufficienza critica di un organo e
semplicemente muoiono.
Creare biologicamente un superbatterio mortale
Come, esattamente,
nasce un ceppo batterico che è resistente a più
di un dozzina di antibiotici in otto classi di
farmaci differenti ed è caratterizzato da due
mutazioni genetiche mortali, nonché dalla
capacità di produrre enzimi ESBL ?
In effetti c'è un
solo modo in cui questo accade ... (e uno solo)
- si deve esporre questo ceppo di E. coli a
tutte le otto classi di farmaci antibiotici. Di
solito questo non avviene contemporaneamente,
naturalmente: prima si espone alla penicillina e
si trovano le colonie superstiti che sono
resistenti alla penicillina. Poi si prendono le
colonie sopravvissute e si espongono alla
tetraciclina. Le colonie superstiti sono
diventate resistenti sia alla penicillina che
alla tetraciclina. Poi si espongono a un
sulfamidico e si raccolgono le colonie
sopravvissute, e così via. Si tratta di un
processo di selezione genetica effettuata in un
laboratorio con un risultato desiderato. Si
tratta essenzialmente di come alcune armi
biologiche sono costruite dall'esercito degli
Stati Uniti nella sua struttura di laboratorio a
Ft. Detrick, nel Maryland.
Anche se il processo
reale è più complicato di questo, il risultato è
che la creazione di un ceppo di E. coli
resistente a otto classi di antibiotici richiede
ripetute, prolungate esporsizioni a tali
antibiotici. E' praticamente impossibile
immaginare come questo possa accadere del tutto
spontaneamente nel mondo naturale. Ad esempio,
se questo batterio è nato nel cibo (come ci è
stato detto), allora da dove ha acquisito tutta
questa resistenza agli antibiotici in
considerazione del fatto che gli antibiotici non
sono utilizzati nelle verdure ?
Quando si considera la prova genetica che ora è
di fronte a noi, è difficile immaginare come
questo possa accadere "in natura". Mentre la
resistenza a un antibiotico singolo è comune, la
creazione di un ceppo di E. coli che è
resistente a otto diverse classi di antibiotici
- in combinazione - sfida semplicemente le leggi
della permutazione genetica e combinazione in
natura. In poche parole, questo ceppo di
superbatteri e.coli non avrebbe potuto essere
creato in natura. E questo lascia solo una
spiegazione per cui in realtà proveniva da: il
laboratorio.
Progettato e poi rimesso in libertà
Le prove ora puntano
verso il fatto che questo ceppo mortale di
E.coli è stato progettato e poi rilasciato
nella catena alimentare o in qualche modo è
usciito da un laboratorio finendo nelle scorte
alimentari inavvertitamente. Se non siete
d'accordo con tale conclusione - e siete
sicuramente benvenuti - allora siete costretti a
concludere che questo superbatterio octobiotico
(immune a otto classi di antibiotici) si è
sviluppato in modo casuale per suo conto ... e
questa conclusione è molto più spaventosa della
spiegazione della "bioingegneria", perché
significa che superbatteri octobiotici possono
semplicemente apparire ovunque e in qualsiasi
momento senza motivo. Questa sarebbe una teoria
davvero molto esotica.
La mia conclusione
ha effettivamente più senso: questo ceppo di E.
coli è stato quasi certamente costruito e poi
immesso in forniture alimentari per un fine
specifico.
Quale potrebbe essere tale fine ? E
'ovvio, spero. E' in funzione il solito metodo
problema, reazione, soluzione.
Prima si causa un problema (un ceppo mortale di
Escherichia coli nel rifornimento alimentare).
Poi si aspetta la reazione del pubblico (enorme
clamore in quanto la
popolazione è terrorizzata dall'E. Coli).
In risposta a questo, si mette in atto la
soluzione desiderata (il controllo totale della
fornitura globale di cibo e la messa fuori legge
di germogli crudi, latte crudo e verdure crude).
E' tutto quì, ovviamente. La
FDA ha invocato
lo stesso fenomeno negli Stati Uniti quando ha
fatto pressione per la sua recente "Legge di
Modernizzazione per la sicurezza alimentare" che
in sostanza, mette fuori legge le piccole
aziende organiche familiari a meno che non
lecchino le scarpe alle autorità di
regolamentazione della FDA.
La FDA è stata in grado di schiacciare la
libertà agricola in America aggiungendo il
timore diffuso che ha seguito la diffusione di
focolai di E.coli nella catena alimentare
statunitense.
Quando le persone hanno paura, ricordate, non è
difficile far loro accettare qualsiasi livello
di regolamentazione tirannica.
E rendere la gente spaventata dal loro cibo è
una cosa semplice ... pochi comunicati stampa
del governo inviati via e-mail ai media
mainstream affiliati, è tutto quello che serve.
Prima il divieto
della medicina
naturale, quindi l'attacco alle scorte
alimentari
Ora, ricordate:
tutto questo sta accadendo sulla scia del
divieto
europeo per piante medicinali e integratori
alimentari - un divieto che palesemente
mette fuorilegge terapie nutrizionali che
aiutano a mantenere le persone sane e libere da
malattie.
Ora che tutte queste erbe e supplementi sono
fuorilegge, il passo successivo è quello di
rendere la gente anche spaventata dagli alimenti
freschi. Questo perché gli
ortaggi freschi sono medicinali, e
fintanto che il pubblico ha il diritto di
acquistare ortaggi e legumi freschi, puo sempre
prevenire le malattie.
Ma se si
rende la gente SPAVENTATA dalle verdure fresche
- o se si mettono fuorilegge del tutto - allora
è possibile forzare l'intera popolazione ad una
dieta di
cibi
morti e prodotti alimentari trasformati che
favoriscono le malattie degenerative e
sostengono i profitti delle potenti
aziende farmaceutiche.
Fa tutto parte dello
stesso programma, evidentemente: Rendere le
persone malate, negare loro l'accesso ad erbe
medicinali e integratori, poi approfittare delle
loro sofferenze per mano dei cartelli dei
farmaci a livello mondiale.
Gli OGM svolgono un ruolo
simile in tutto questo, naturalmente: Sono
progettati per contaminare le scorte alimentari
con un codice genetico che causa infertilità
diffusa tra gli esseri umani. E coloro che sono
in qualche modo in grado di riprodursi dopo
l'esposizione agli OGM soffrono anche di
malattie degenerative che arricchiscono le case
farmaceutiche attraverso le "cure".
Ricordate quale
paese è stato preso di mira in questo
recente allarme e.coli ? La
Spagna. Perché la Spagna ?
Ricordiamo che le
rivelazioni trapelate da
Wikileaks hanno messo in luce che
la Spagna ha resistito
all'introduzione degli
OGM nel
suo sistema agricolo, anche se il governo degli
Stati Uniti, di nascosto, ha
minacciato ritorsioni politiche per la sua
resistenza.
Questa falsa accusa alla Spagna, per i
morti da E.coli, è probabilmente una
rappresaglia per la mancata volontà della
Spagna di saltare sul carro OGM.
Questa è la vera storia dietro la devastazione
economica dei coltivatori di vegetali spagnoli.
E 'una delle sottotrame perseguite attraverso
questo intrigo del superbug e.coli.
Il cibo come arma di
guerra - creato da
Big Pharma
?
A questo proposito,
la spiegazione più probabile per cui questo
ceppo di E. coli è stato ingegnerizzato è che i
giganti farmaceutici
hanno potuto farlo nei propri laboratori. Chi
altro ha accesso a tutti gli antibiotici e alle
attrezzature necessarie per gestire le mutazioni
mirate di probabili migliaia di colonie di
e.coli ? Le
aziende farmaceutiche
sono in una posizione unica per attuare questa
trama e trarne profitto. In altre parole, essi
hanno i mezzi e il movente per impegnarsi
proprio in tali azioni.
Oltre alle
case farmaceutiche,
forse solo le autorità di regolamentazione delle
malattie infettive hanno questo tipo di capacità
di laboratorio. Il CDC, per esempio,
probabilmente avrebbe potuto attuare questo, se
avesse voluto davvero.
La prova che
qualcuno ha manipolato biologicamente questo
ceppo di Escherichia coli
è scritta proprio nel DNA dei batteri.
Queste sono prove giudiziarie, e quello che
rivelano non può essere negato. Questo ceppo ha
subìto ripetute e prolungate esposizioni a otto
diverse classi di antibiotici, e quindi in
qualche modo è riuscito ad apparire nella catena
alimentare. Come si arriva a questo se non
attraverso un programma ben pianificato condotto
da scienziati canaglia? Non esiste una cosa come
la "mutazione spontanea" in un ceppo che è
resistente alle principali otto classi di
farmaci antibiotici di marca, venduti oggi da
Big Pharma. Tali mutazioni devono essere
deliberate.
Ancora una volta, se non siete d'accordo con
questa valutazione, allora state dicendo che NO,
non è stato fatto volutamente ... è accaduto
accidentalmente ! E di nuovo, dico che
è ancora più spaventoso
!
Perché significa che la contaminazione da
antibiotici del nostro mondo è adesso a un
tale livello estremo di annientamento che un
ceppo di E. coli in natura puo' essere saturato
con otto diverse classi di antibiotici, fino al
punto da trasformarsi naturalmente nel suo
stesso superbatterio mortale.
Se è questo che la gente crede, allora è una
teoria quasi più spaventosa della spiegazione
bioingegnieristica !
Una nuova era è
cominciata: armi
biologiche nel vostro cibo
Ma in entrambi i
casi - non importa cosa credete - la semplice
verità è che il mondo affronta oggi una nuova
era a livello mondiale di ceppi di superbatteri
di batteri che non possono essere trattati con
farmaci conosciuti.
Tutti possono, ovviamente, essere facilmente
uccisi con l'argento colloidale, che è
esattamente il motivo per cui la
FDA e le
autorità di regolamentazione mondiale della
sanità hanno violentemente attaccato le aziende
di argento colloidale in tutti questi anni: essi
non possono permettere che il pubblico metta le
mani su antibiotici naturali che funzionano
veramente, evidentemente. Verrebbe vanificato
l'obiettivo di rendere tutti malati, in primo
luogo.
In effetti, questi
ceppi di superbatteri E.coli possono essere
abbastanza facilmente trattati con una
combinazione di antibiotici naturali a spettro
completo ricavati da piante come l'aglio,
lo
zenzero, la cipolla e le erbe medicinali.
Primi tra tutti, i
probiotici possono aiutare l'equilibrio
della
flora del tubo digerente ed eliminare il
"mortale" e.coli.
Un sistema
immunitario sano e un
tratto digerente ben funzionante possono
combattere un'infezione da superbatterio E.coli, ma questo è ancora un altro fatto che la
comunità medica non vuole
farvi sapere. Essi preferiscono di
gran lunga che voi rimaniate una vittima inerme
che giace in ospedale, in attesa di morire,
senza opzioni a vostra disposizione.
Questa è la "medicina
moderna" per voi.
E' causa dei problemi che essi pretendono di
trattare, e che poi non saranno nemmeno trattati
con tutto ciò che essenzialmente funziona.
Quasi tutti i
decessi attribuibili a questo focolaio di
Escherichia coli sono facilmente e prontamente
evitabili. Queste sono morti per ignoranza. Ma
ancor più, esse possono anche essere morti
causate da una nuova era di
armi biologiche
su base alimentare, scatenata o da un gruppo di
scienziati pazzi o dall'agenda portata avanti da
un'istituzione che ha dichiarato guerra contro
la popolazione umana.
Fonte:
Naturalnews - Traduzione: I Lupi di Einstein
- Tratto da: luogocomune.net
Commento NdR:
VERDURE KILLER
? NO,
assolutamente:
NON sono le verdure ad uccidere, coloro che si
sono ammalati e sono morti, e' perche' hanno
malmenato,
cioe' ROVINATO i loro
intestini,
specie quello
tenue (flora
batterica autoctona +
sistema
enzimatico +
pH
digestivo +
mucosa
irritata +
immunoglobuline, sono altamente
ALTERATI per
anni di errori alimentari + utilizzo di
farmaci
specie
antibiotici e soprattutto
Vaccini !
...ma e' possibile anzi certo che quel batterio
sia stato immesso
VOLONTARIAMENTE e nascostamente
(con azione Criminale di guerra batteriologica e
di marketing....) nei cibi
vegetariani
analizzati, per far credere alla bufala
della pericolosita' dell'E.Coli (che e' un
commensale, transiente, anche del nostro
intestino
e che in condizioni normali di
eubiosi NON puo' produrre
NULLA di dannoso,
e cosi' poter
spaventare politici e
sudditi
ignoranti..., e per far successivamente
propinare i vaccini agli animali (vacche) ed
all'uomo....come volevasi dimostrare ecco la
PROVA PROVATA:
La prova della
premeditazione di
Big Pharma e'
che stranamente il
Vaccino e'
pronto (ci vogliono circa 6 mesi per
preparare un
vaccino...)
cosi' affermano i
fabbricanti,
ma stranamente il
vaccino e'
pronto in 20 giorni....
DENUNCIA SANITARIA
-
Batterio killer.
Miracolo:
c'è il
Vaccino per
l'E.Coli !
E' davvero un grande miracolo, anche italiano. E
la cosa più miracolosa, è che l'annuncio
dell'imminente
vaccino
contro la malefica Escherichia Coli sia arrivato
circa
un anno prima dell'epidemia che è scoppiata
in Europa.
Le vie della Provvidenza sono davvero infinite.
La Saga,
Continua
qui:
Mangia crudo e
guarirai dai tuoi problemi !
INFEZIONE
Le tossinfezioni alimentari possono derivare
dall’infezione con micro organismi patogeni che
colonizzano le mucose intestinali oppure
dall’ingestione di alimenti contaminati da
questi micro organismi o anche dalla presenza
nei cibi di tossine di origine microbica, che
causano malattia anche quando il microrganismo
produttore non c’è più.
Oltre alle tossine di origine biologica, possono
causare contaminazioni del cibo anche sostanze
chimiche ad azione velenosa, come ad esempio i
pesticidi utilizzati in agricoltura. Per evitare
questo genere di problemi, la distribuzione di
queste sostanze è strettamente regolamentata.
Esistono poi categorie di alimenti naturalmente
tossici, come ad esempio i funghi velenosi o
alcune specie di frutti di mare.
La contaminazione dei cibi può avvenire in molti
modi. Alcuni microrganismi sono presenti negli
intestini di animali sani e vengono in contatto
con le loro carni (trasmettendosi poi a chi le
mangia) durante la macellazione.
Frutta e verdura possono contaminarsi se lavate
o irrigate con acqua contaminata da feci animali
o umane.
Fra gli altri, la Salmonella può
contaminare le uova dopo aver infettato il
sistema ovarico delle galline.
I batteri del genere Vibrio, normalmente
presenti nelle acque, vengono filtrati e
concentrati dai frutti di mare, come ostriche e
mitili, e quindi possono causare infezioni se
gli alimenti vengono ingeriti crudi.
Le infezioni possono essere trasmesse al cibo,
da parte degli operatori, anche durante la fase
di manipolazione e preparazione degli alimenti
(è il caso del batterio Shigella e di
molti altri patogeni) sia per contatto con le
mani che con gli strumenti della cucina,
utilizzati ad esempio nella preparazione di
diversi alimenti e non disinfettati a dovere. Un
cibo cotto e quindi sicuro (la maggior parte dei
microrganismi non resiste a temperature
superiori ai 60-70 gradi) può contaminarsi per
contatto con cibi crudi. Inoltre, grande
importanza rivestono le condizioni in cui i cibi
sono mantenuti durante le varie fasi di
conservazione: la catena del freddo, ad esempio,
previene lo sviluppo e la moltiplicazione di
alcuni microrganismi, che per essere tossici
necessitano di una popolazione molto numerosa.
Tratto da:
http://www.epicentro.iss.it/problemi/tossinfezioni/tossinfezioni.asp
SALMONELLA
Scoperta più
di un secolo fa da un medico di nome Salmon, la
Salmonella, nelle sue varie forme, è
l'agente batterico più comunemente isolato in
caso di infezioni alimentari sia sporadiche che
epidemiche. Nei Paesi industrializzati le
tossinfezioni alimentari rappresentano un
importante problema di sanità pubblica, con
milioni di persone affette ogni anno. Il
problema è aggravato dal fatto che la diffusione
di alimenti contaminati può assumere anche
carattere transnazionale dato l'attuale sistema
di distribuzione globale degli alimenti stessi.
Oltre agli effetti sanitari, sia in termini di
prevalenza delle infezioni che di mortalità, si
registrano quindi anche gravi danni economici e
sociali, soprattutto in termini di fiducia da
parte dei consumatori. Nonostante le numerose
campagne e iniziative volte a garantire una
migliore sicurezza alimentare, le infezioni da
Salmonella e di altri contaminanti
alimentari rimangono un enorme problema la cui
incidenza non è affatto in riduzione.
Esistono numerosi tipi di salmonelle, ma le più
frequenti sono la S. enteritidis e la
S. typhimurium, anche se la presenza di
qualunque ceppo di Salmonella deve essere
valutata come segnale importante di rischio per
la sicurezza degli alimenti. Nella maggior parte
dei casi, la Salmonella causa diarrea,
febbre, e crampi addominali nel giro di 12-72
ore dopo l'infezione. Trattandosi di sintomi
molto generici, spesso la persona che contrae
l'infezione non si rivolge al servizio di sanità
pubblica e conseguentemente non vengono eseguiti
i test di isolamento e identificazione
dell'agente patogeno. La persona infetta
solitamente guarisce nel giro di 4-7 giorni,
senza bisogno di particolari trattamenti.
In qualche caso però la diarrea può essere così
grave da richiedere ricovero, trattamento di
reidratazione e con antibiotici per prevenire la
diffusione dell'infezione ad altri organi
attraverso il flusso sanguigno. Purtroppo, molte
salmonelle sono diventate resistenti agli
antibiotici, in parte anche grazie all'uso
frequente degli stessi negli allevamenti di
animali.
In rari casi, le persone affette da
Salmonella possono avere conseguenze più a
lungo termine, come dolori alle giunture e
irritazione agli occhi. Questi sintomi possono
permanere anche per mesi o anni e perfino
portare a una forma cronica di artrite, definita
sindrome di Reiter, difficile da trattare.
Tratto da:
http://www.epicentro.iss.it
TOSSINE -
La
melamina: un pericolo per l’alimentazione dei
nostri pets
Per anni
i produttori di cibi per animali hanno
addizionato i loro prodotti con la
melamina, un additivo economico che viene
registrato come proteina nei test sugli alimenti
ma non ha alcuna proprietà nutritiva
Nel Marzo 2007 la Food and Drug Administration (FDA)
aveva annunciato in una conferenza stampa di
aver identificato la melamina, una sostanza
utilizzata come fertilizzante e nella produzione
della plastica (es., utensili da cucina) nei
campioni degli alimenti per animali. La sostanza
era stata inoltre identificata nelle urine e nei
campioni tissutali prelevati da gatti ammalati e
dai reni di un gatto che era stato nutrito con
l’alimento ritirato.
Infatti una società
dell’Ontario, la
Menu Foods, aveva ritirato alcuni prodotti
dopo improvvisi decessi di alcuni animali. In
quel momento il problema aveva riguardato solo
gli Stati Uniti, Canada e Messico.
In seguito la Commissione Europea ha chiesto
agli stati membri di monitorare la presenza di
melamina negli alimenti per animali d’affezione,
soprattutto quelli prodotti in Cina e la FSA ha
invitato le aziende alimentari ad effettuare i
controlli necessari. In risposta alla richiesta
della CE, la Food Standards Agency (FSA) inglese
ha inoltre coordinando un programma di
monitoraggio del pet food nazionale per
verificare il rispetto delle leggi sui prodotti
alimentari.
La melamina, oggi al centro dell’attenzione per
la contaminazione del latte in polvere che ha
intossicato migliaia di bambini in
Cina, viene anche individuata nella farina di
riso addizionata al cibo in scatola per cani
e gatti.
Gli operatori
dell’industria cinese di alimenti per animali
ammettono apertamente che la melamina viene
abitualmente addizionata ai cibi per animali
come «falsa proteina». Per anni i produttori di
cibi per animali hanno addizionato i loro
prodotti con la melamina, un additivo economico
che viene registrato come proteina nei test
sugli alimenti ma non ha alcuna proprietà
nutritiva.
La melamina viene ricavata dal carbone e poi
utilizzata per produrre materie plastiche e
fertilizzanti. Ma, nella sua forma in polvere,
in Cina viene aggiunta agli alimenti per animali
con lo scopo di aumentarne fraudolentemente il
contenuto proteico, che risulta così gonfiato.
Molto più economicamente che aggiungere proteine
della soia, del grano o del mais.
La combinazione tra
due contaminanti presenti negli alimenti per
animali, la melamina e l’acido cianurico, si
conferma la più accreditata causa della morte
dei cani e dei gatti: quando le due sostanza
sono presenti nell’alimento, si combinano
formando cristalli, dannosi per la funzionalità
renale. La teoria prevalente ritiene che acido
cianurico, amamelide e ammelina fossero
co-contaminanti dei cibi e che reazioni
incomplete durante la produzione di melamina
potrebbero aver portato alla formazione di
questi co-contaminanti.
L'Istituto zooprofilattico sperimentale (Izs) di
Piemonte, Liguria e Valle D'Aosta, sostiene che
gli animali si sono rivelati di nuovo preziose
sentinelle, e forse bisognava prestar loro più
attenzione. Per esempio, non è un caso che si
siano ammalati più i gatti dei cani: i primi
hanno reni più delicati. Non è un caso neppure
che la contaminazione abbia provocato più
vittime tra i cani di piccola taglia, come negli
esseri umani.
Fino a oggi al Centro di referenza torinese sono
state eseguite 160 analisi su campioni
provenienti da tutto il territorio nazionale e
in due casi sono stati riscontrati la presenza
di melamina. Entrambi erano materie prime
vegetali. Due casi su 160 non sono comunque un
buon segnale.
L'attuale sistema di importazione ha allungato a
dismisura la catena alimentare e i prodotti
provenienti dall'Asia sono ben lontani dalla
capillarità di controlli cui invece sono
sottoposte le produzioni europee. In questo
momento il Centro sta lavorando per poter
identificare il contaminante anche nel latte
liquido.
By Donatella Cedolini - 29/09/2008
Tratto da: diariodelweb.it
IMPORTANTE:
Presenza di nitrati negli ortaggi,
secondo i diversi tipi di
coltivazioni
adottati - le dosi massime approvate dalla CEE
vanno dai 2000 ai 4000 mg/kg:
Azienda con agricoltura omeodinamica:
324 mg/kg
Azienda biologica
1080
mg/kg
Azienda convenzionale (chimica) su terra
2500/6500 mg/kg
Azienda convenzionale (chimica) a coltura
idroponica
8000/10000 mg/kg
MICOTOSSINE es., T2 HT-2 , negli
alimenti - Appartenenti al gruppo dei
Tricoteceni e prodotte da diverse specie di
Fusarium, possono contaminare diversi
cereali quali mais, grano, orzo e avena.
Pur nella limitatezza dei dati disponibili,
sembra che, qualora presenti nei mangimi,
rappresentino un rischio reale per il
consumatore di alimenti di origine animale tanto
che viene rimarcata l’importanza di sviluppare
metodi analitici sensibili e incentivare
indagini e ricerche supplementari sulla presenza
nei mangimi, cereali soprattutto e in
particolare sull’avena e derivati.
Gli effetti tossici, di tipo subacuto-cronico,
consistono nella progressiva riduzione dello
stimolo alimentare, diarrea, emorragie multiple
e non è secondaria l’azione di
immunosoppressione. Sono in grado di provocare
forte irritazione cutanea fino all’effetto
caustico necrotizzante.
File scaricabile:
https://sites.google.com/site/studioolisticobenessereesalute/documents
COLORANTI -
Dal 20 luglio 2010 -
nuove norme restrittive per 6 coloranti, ed
etichette più chiare.
Il 20 luglio con l’entrata in vigore del
regolamento europeo 1333/2008 che impone
sull’etichetta dei prodotti contenenti i
coloranti E 102, E 104, E 110, E 122, E 124 ed E
129 la frase “può influire negativamente
sull’attività e l’attenzione dei bambini “ è
praticamente finito l’uso di questi composti ( i
prodotti etichettati prima di questa data
potranno essere commercializzati fino alla
scadenza) Quale mamma darebbe al proprio
bambino una bibita, una caramella o uno snack
con un simile avvertimento sull’etichetta?
La questione è delicata perché
stiamo parlando di coloranti molto utilizzati
dalle imprese per un’ampia gamma di
prodotti alimentari destinati a grandi e piccini
come bevande analcoliche, caramelle, snack,
prodotti da forno e dessert.
Tutto è iniziato con
uno studio realizzato qualche anno fa
dall’università di Southampton che correlava la
presenza di questi coloranti all’iperattività
dei bambini. La questione è stata discussa a
lungo e ha creato molte polemiche, perché lo
studio riguardava un cocktail di coloranti, e le
accuse erano considerate dal mondo
industriale troppo generiche. «Anche il panel
dell’Autorità europea per la sicurezza
alimentare (Efsa) di Parma che si occupa di
additivi - spiega Catherine Leclercq
ricercatrice dell’Inran e membro a suo
tempo del gruppo di esperti Efsa che si occupa
di additivi alimentari - quando ha
esaminato il problema ha espresso un parere
generico, trovandosi di fronte ad uno studio
realizzato su miscele di coloranti e non a
singoli composti.
La vicenda però è
andata avanti, e un anno fa il panel
ha preso in considerazione gli studi
tossicologici più recenti su questi
singoli coloranti, decidendo di ridurre la dose
giornaliera accettabile (Dga) per giallo
chinolina (E104), giallo arancio S (E110) e
rosso cocciniglia A (E124) e riconoscendo che
parte della popolazione può manifestare
intolleranza alla tartrazina (E 102) anche al di
sotto della Dga». Nel frattempo la questione era
già arrivata al Parlamento europeo che nel
dicembre 2008 in piena autonomia, ha optato per
una forma di cautela inserendo sull’etichetta la
scritta”può influire negativamente sull’attività
e l’attenzione dei bambini “. In questi anni
alcune industrie hanno cercato alternative
ricorrendo a coloranti ottenuti da vegetali
(erbe, ortaggi, frutta, petali di fiori) in
grado di dare la stessa tonalità e stabilità.
Gianna Ferretti dell’università Politecnica
delle Marche nel suo blog
http://trashfood.com/ riferisce di nuovi
ingredienti come l’estratto di cartamo (un fiore
dai petali aranciati conosciuto anche con il
nome di zafferanone) che viene usato per le
bibite analcoliche colorate di giallo,
al posto della tartrazina. Per il colore rosso
si pensa al licopene ottenuto dai pomodori,
all’estratto di rape rosse o alle antocianine
ricavate da frutti di bosco. Estratti di curcuma
o paprika potranno essere impiegati per
conferire diverse sfumature dal giallo
all’arancione.
By Roberto La Pira (articolo pubblicato anche
su: corriere.it)
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flavourings and other food ingredients with
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24) Arena J. W.. Poisoning toxicology, symptoms,
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Springfield, IL, 1979.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Non solo pomodori
ma anche tartufi, formaggi, arance, limoni,
aglio, funghi, miele e olio, sono i "falsi
alimentari" che invadono il nostro mercato e
ingannano il consumatore. Se un prodotto viene
dall'estero, non e' detto che sia
necessariamente cattivo, dipende dalla qualita'
e dalle tecniche di coltivazione. Rimane il
problema dei controlli, soprattutto per gli
alimenti provenienti dai Paesi extra Ue, sulla
presenza di sostanze non ammesse dalla normativa
comunitaria (antibiotici, insetticidi, ecc.),
perche' il commercio globalizzato espone ad
alcuni rischi se le regole non sono altrettanto
globalizzate.
Il problema e' dovuto al fatto che questi
prodotti vengono spacciati come "made in Italy",
cioe' come prodotti nostrani, quando invece non
lo sono, ingannando cosi' i consumatori.
Cosi' i consumatori continueranno a consumare
passata di pomodoro italo-cinese, a grattugiare
tartufo afro-cino-albanese messo accanto a
quello italiano per farne assorbire l'odore, a
tagliare formaggio danese, a sbucciare arance e
limoni maturati al sole del Sud America e del
Sud Africa, a soffriggere con aglio cinese
venduto a pochi euro nei mercatini rionali, a
mangiare una pizza ai funghi dell'Est Europa, a
far colazione con il miele ungherese e a condire
con olio mediterraneo.
Il tutto
pensando che stiamo mangiando prodotti della
nostra terra, l'Italia.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Nelle aziende agricole italiane arriva il
pomodoro
OGM
E’ stato presentato in occasione dell’Assemblea
della Coldiretti, che si è tenuta nell’ambito
del Salone dell’Innovazione nella tradizione, il
pomodoro OGM
che dovrebbe, cosi ci dicono stupidamente gli
enti governativi, essere utile come anti
invecchiamento. Si tratta di un super-pomodoro
con una quantità di licopene del 50% superiore
ai pomodori normali.
E’ un pomodoro modificato OGM e viene coltivato
da aziende agricole dell’Emilia Romagna e della
Lombardia. Ha una curiosa forma squadrata
e una pezzatura delle bacche di circa 70 grammi.
L’obiettivo è usare questo super pomodoro per
realizzare succhi concentrati e sughi in modo da
favorire un migliore assorbimento del licopene
da parte dell’organismo......
Ma dove stanno gli studi scientifici che
certifichino l'assoluta
inocuita' di questo pomodoro
OGM ?
NON
esistono !
I
PESTICIDI in VAL DI NON (Trentino, Italy).
Con gli ATOMIZZATORI, VELENI ANCORA PIU’ VICINI
alle CASE - By Scilipoti (IDV):
Roma, 16/06/2010: “In Val Di Non, 18 comuni
vedono aumentati i rischi di avvelenamento da
pesticidi”. Così l’On. Domenico Scilipoti (IDV),
in riferimento ad una delibera della Giunta
Provinciale che quasi dimezza l’area di rispetto
oltre cui si possono irrorare i pesticidi.
“Dall’analisi fatta sulle urine di adulti e
bambini ivi residenti, risultano dati piuttosto
allarmanti: presenza di principi attivi -
continua il deputato di Italia dei Valori - e
quindi veleni, fino a sei volte di più del resto
della popolazione. Morale: i veleni irrorati nei
terreni dei Comuni interessati dalla
coltivazione intensiva di mele della Val Di Non,
arrivano direttamente nelle case!”. “Ancora una
volta sono costretto a denunciare pubblicamente
la pericolosità, per la salute e per l’ambiente,
dei pesticidi. Attiverò anche la Camera dei
Deputati - conclude l’On. Scilipoti (IDV) – con
atti di sindacato ispettivo”.
Pesticidi, il
veleno invisibile
I
fitofarmaci sono presenti in quasi la meta'
della frutta e verdura che consumiamo a tavola.
Spesso contaminate anche le falde acquifere.
Decine di studi confermano: gravi effetti sulla
salute, specie dei bambini - 19 luglio 2010 -
Fonte: criticamente.it.
Il pesticida e' una
sostanza che interferisce, ostacola o distrugge
organismi viventi (microrganismi, animali,
vegetali). In quest'analisi ci riferiremo in
particolare ai pesticidi usati in agricoltura,
meglio indicati come 'fitofarmaci', ovvero a
tutte quelle sostanze che caratterizzano
l'agricoltura su base industriale, quindi
diserbanti, fungicidi, agenti chimici usati per
difendere le colture da insetti, acari, batteri,
virus, funghi e per controllare lo sviluppo di
piante infestanti.
Non va dimenticato, inoltre, che i principi
attivi dei pesticidi sono presenti anche nei
prodotti per piante ornamentali e negli
insetticidi, spesso usati senza alcuna
precauzione nelle nostre case. Il capostipite di
tali sostanze e' un erbicida tristemente famoso
usato massicciamente durante la guerra del
Vietnam per irrorare le boscaglie e conosciuto
come 'agente orange' dal colore delle strisce
presenti sui fusti usati per il suo trasporto e
prodotto da una multinazionale, la
Monsanto,
ampiamente discussa e con grandi interessi
tutt'oggi nel campo dei pesticidi e degli
Ogm. I suoi effetti sono
purtroppo ancora presenti sulle popolazioni, sui
reduci di guerra e sui loro discendenti a
distanza di oltre 40 anni dal suo spargimento.
I fitofarmaci sono per la massima parte
costituiti da sostanze tossiche, persistenti,
bioaccumulabili, spesso estremamente nocive ed
e' ormai largamente confermato che il loro
impiego ha un impatto sulle proprieta' fisiche e
chimiche dei suoli e comporta effetti
indesiderati per tantissimi organismi viventi,
spesso utili all'uomo: basti pensare alla
recente moria delle api attribuita a pesticidi
neonicotinoidi.
Di fatto pesticidi si ritrovano in circa la
meta' della frutta e verdura che ogni giorno
arriva nei nostri piatti e, cosa forse ancora
piu' grave, essi contaminano diffusamente le
matrici ambientali, comprese le acque, arrivando
fino alle falde: una recente indagine dell'Ispra
(Istituto Superiore per la Protezione e la
Ricerca Ambientale) ha dimostrato che il
36.6% dei campioni di acqua analizzati nel
nostro paese e'
contaminato da pesticidi in quantita'
superiore ai limiti
di legge.
Complessivamente sono stati identificati nelle
acque esaminate ben 131 di queste sostanze,
compresi inquinanti vietati da molto tempo come
l'atrazina.
Particolare preoccupazione desta poi la scoperta
che la clorazione dell'acqua (metodica usuale
per la sua disinfezione e potabilizzazione) puo'
comportare la trasformazione delle molecole
inquinanti presenti in agenti dotati di effetti
cancerogeni certi, in particolare i
trialometani.
D'altra parte, al di la' delle buone intenzioni
del legislatore per una riduzione delle sostanze
chimiche in agricoltura, il loro utilizzo e'
sempre piu' massiccio e nel nostro paese sono
circa 300 quelle di uso abituale. I dati
ufficiali e piu' recenti al riguardo sono
riportati nella tabella qui a destra in basso.
Gli effetti
sulla salute
Gli effetti esercitati sugli organismi superiori
e quindi anche sull'uomo da queste sostanze sono
molto complessi, difficili da valutare
singolarmente, presenti anche a dosi
infinitesimali (per l'atrazina sono descritti
effetti a dosi 30.000 volte inferiori ai limiti
di legge).
Tali effetti si manifestano spesso tardivamente
(anche dopo decenni) e variano anche a seconda
del momento in cui avviene l'esposizione:
gravidanza, allattamento, vita fetale, infanzia
e puberta' sono momenti cruciali in cui il
contatto con tali agenti puo' comportare effetti
particolarmente gravi. Ad esempio, si e' di
recente dimostrato che l'esposizione a Ddt (un
agente in uso come insetticida negli anni ‘50
che - anche se bandito da anni - ancor oggi e'
presente nelle matrici ambientali) e' correlato
ad un aumentato rischio di cancro mammario se
l'esposizione e' avvenuta in eta' pre-pubere.
Molte di queste sostanze rientrano fra gli
'endocrin disruptor', ovvero 'inferenti' o
'disturbatori endocrini': si tratta cioe'
molecole in grado di interferire, anche a dosi
bassissime, con funzioni delicatissime quali
quelle ormonali, immunitarie, metaboliche,
riproduttive: la diminuzione della fertilita'
maschile con diminuzione sia nel numero che
nella motilita' degli spermatozoi, disturbi alla
puberta', endometriosi, malformazioni (in
particolare a carico dell'apparato genitale),
patologie neurodegenerative come il Parkinson,
disfunzioni tiroidee sono solo alcuni degli
effetti segnalati.
Tutto cio' da' ragione della crescente
attenzione e preoccupazione circa gli effetti di
queste molecole da parte delle piu' importanti
istituzioni a livello nazionale ed
internazionale. Prima di esporre i principali
rischi per la salute umana correlati a pesticidi
ed emersi dagli studi epidemiologici e' bene
tuttavia ricordare i limiti che caratterizzano
questo tipo di indagini.
Questi limiti sono di particolare rilievo in
patologie croniche, multifattoriali, che
insorgono a decenni dall'esposizione ed in cui
assume sempre piu' importanza l'esposizione
intrauterina e nelle prime fasi della vita, come
avviene per il cancro.
Inoltre la diffusione ormai ubiquitaria degli
agenti inquinanti rende molto difficile
identificare una popolazione di controllo
realmente non esposta: pertanto non va mai
dimenticato che la mancata evidenza del rischio
non corrisponde affatto ad una reale assenza del
rischio !
Bisogna inoltre essere consapevoli che anche
l'epidemiologia non e' immune dalla crescente
influenza che la grande industria esercita anche
su questa disciplina, offuscandone talvolta
obiettivita' e scientificita'.
Tali problematiche sono state affrontate da
numerosi autori, in modo particolare da Lorenzo
Tomatis e a piu' riprese e' stato segnalato come
condizionamenti economici e conflitti di
interesse influiscono sulle conclusioni degli
autori e sulla valutazione che si da' dei
risultati ottenuti. Quanto agli effetti dei
pesticidi sulla salute umana e' ormai assodato
che molti di questi agenti hanno anche una
azione mutagena e cancerogena e numerosissimi
sono i tipi di cancro messi in relazione col
loro uso per esposizioni professionali, in
particolare: tumori cerebrali, tumori alla
mammella, al pancreas, ai testicoli, al polmone,
sarcomi ed ovviamente leucemie, linfomi non
Hodgkin (LNH) e mielomi che sono quelli che piu'
ci interessano.
Una recente revisione che ha preso in esame 104
studi selezionandone 83 ha mostrato i rischi di
cancro riportati nella tabella seguente.
Gli effetti sulle malattie del sangue
La tabella 1 documenta un aumentato rischio di
leucemie per esposizione a pesticidi in 14 su 16
degli studi esaminati ed un aumentato rischio di
linfomi non Hodgkin in 23 dei 27 studi
esaminati. Un recentissimo studio condotto in
Francia ha evidenziato un rischio elevato anche
per il linfoma di Hodgkin, prima raramente
emerso: in particolare per esposizione a
triazolo (fungicida) e per esposizione ad
erbicidi a base di urea il rischio aumenta in
modo statisticamente significativo (cioe' non
attribuibile al caso) rispettivamente di oltre
il 700% ed oltre il 900%.
Ulteriori informazioni provengono da studi molto
ampi condotti sulla salute degli agricoltori in
U.S.A. Tali indagini hanno confermato quanto
gia' emerso da precedenti studi ed in
particolare e' emerso un aumentato rischio di:
leucemie: (incremento tra il 120% e il 135%);
linfomi Non Hodgkin: (incremento tra il 25 e il
160%); mieloma multiplo: (incremento tra il 34%
e il 160%).
L'azione dei pesticidi sulla salute ed in
particolare l'azione sulle malattie del sangue
e' stata messa in relazione al fatto che alcuni
di tali agenti, a cominciare dall' agente
'orange' sono spesso contaminati da diossine e
proprio la diossina (Tcdd) e' una delle sostanze
su cui piu' si e' accentrata l'attenzione dei
ricercatori.
La correlazione fra esposizione a Tcdd e
patologie emolinfopoietiche (linfomi, leucemie)
e' infatti ben documentata dai dati recentemente
pubblicati sulla mortalita' a 25 anni
dall'incidente di Seveso: il Rischio Relativo
(RR) di morte per emolinfopatie e' infatti, a
distanza di piu' di 20 anni dall'incidente e
nell'area piu' inquinata, pari a 5.38, quindi un
aumento del rischio del 438%, risultato
statisticamente significativo, ovvero non
attribuibile al caso.
Proprio da studi sulla popolazione esposta
all'incidente di Seveso sono anche giunte
importanti osservazioni circa il meccanismo di
azione esercitato dalla diossina sui linfociti.
In pratica si e' visto che negli individui in
cui era piu' alta la presenza di Tcdd nel
sangue, aumentava proporzionalmente nei
linfociti circolanti la presenza della
traslocazione tanto che nel gruppo con maggior
dosaggio di Tcdd nel sangue la frequenza di
linfociti 'traslocati' era quasi 10 volte piu'
alta rispetto alla popolazione meno esposta.
La traslocazione, un'alterazione cromosomica, e'
stata ritrovata anche nei linfociti circolanti
di individui in buona salute e non puo'
ritenersi indicatore certo di malattia. Tuttavia
essa rappresenta sicuramente un primo gradino
nel processo di trasformazione tumorale ed il
netto incremento di linfociti portatori della
traslocazione in seguito a massiccia esposizione
a diossina suggerisce che la diossina comporti
una sorta di 'facilitazione' all'espansione del
clone traslocato.
Del tutto recentemente un meccanismo analogo e'
stato dimostrato in agricoltori esposti a
pesticidi in Francia: anche in questo caso un
gruppo di agricoltori esposti a pesticidi e
seguito per 9 anni ha mostrato una drammatica
espansione di cloni di linfociti con la
traslocazione, primo passaggio per la successiva
evoluzione linfomatosa. Questo studio e' di
fondamentale importanza perche' per la prima
volta viene fatta luce sui meccanismi molecolari
che mettono in relazione l'esposizione ai
pesticidi con le malattie del sangue.
Per concludere
Possiamo con ragionevole certezza affermare che
la relazione fra pesticidi/fitofarmaci e tumori
umani, in particolare linfomi, mielomi e
leucemie, ma anche diversi tumori solidi, e'
stata ormai dimostrata in modo inequivocabile
per gli agricoltori o per i lavoratori esposti.
La dimostrazione che l'esposizione a dosi
'ambientali' sia parimenti pericolosa e'
certamente piu' ardua (anche perche' e' ormai
difficile trovare popolazioni di controllo
veramente non esposte), tuttavia e' difficile
pensare di poter 'assolvere' queste molecole,
ormai entrate nel nostro habitat, anche se
assunte a dosi inferiori rispetto alle
esposizioni lavorative.
L'Italia detiene, in Europa, il triste primato
della piu' alta incidenza di cancro
nell'infanzia (in media 30 casi in piu' ogni
anno per milione di bambini) e si registra nel
nostro paese un incremento annuo quasi doppio
rispetto alla media europea: 2% annuo contro
l'1.1%. Per linfomi e leucemie nell'infanzia
l'incremento annuo in Italia e' rispettivamente
del 4.6% e dell'1.6% nei confronti di un
incremento in Europa rispettivamente dello 0.9%,
e dello 0.6%.
Tutto cio' deve farci seriamente riflettere:
certamente tanti altri agenti sono coinvolti,
basti pensare al benzene, alle radiazioni -
ionizzanti o non ionizzanti - e su tutti questi
bisogna agire per una loro drastica riduzione,
ma cio' non toglie che sia del tutto legittimo
pretendere di sapere anche cosa c'e' nel nostro
piatto, nel cibo che mangiamo, nell'acqua che
beviamo e soprattutto cosa arriva sulla tavola
dei nostri bambini.
Su temi tanto importanti, quali quelli che
riguardano la salute, i cittadini hanno il
diritto di ricevere informazioni serie,
puntuali, chiare: la protezione di momenti
'cruciali' della vita quali la gravidanza,
l'allattamento, l'infanzia deve inoltre
diventare un imperativo per tutti.
L'attenzione verso queste problematiche in tanta
parte del mondo scientifico e' crescente ed in
un recente e documentatissimo libro della grande
epidemiologa americana Devra Davis e' scritto:
"Quando scopriamo che quel che ieri era 'il
trionfo della chimica moderna' e' invece una
minaccia mortale all'ambiente mondiale, e'
legittimo chiedersi cosa altro non sappiamo".
Di fatto la probabilita' di ricevere una
diagnosi di cancro nell'arco della vita in
Italia e' ormai del 50% sia per i maschi che per
le femmine, ovvero ad un uomo su due ed a una
donna su due verra' fatta una diagnosi di cancro
nel corso della vita.
Sempre piu' emerge nella letteratura
internazionale che i fattori comunemente
ritenuti responsabili del cancro
(invecchiamento, stile di vita, tabagismo ecc.)
possono spiegare non piu' del 40% dei casi ed
altri fattori, in primis quelli ambientali,
devono essere invocati. D'altra parte non
possiamo sperare certo di risolvere il problema
del cancro con farmaci costosissimi che il piu'
delle volte possono prolungare un po' la vita,
ma che non comportano una guarigione definitiva.
Di fronte a queste considerazioni appare sempre
piu' urgente imboccare l'unica strada che fino
ad ora non e' stata percorsa nella guerra contro
il cancro, ovvero la strada della prevenzione
primaria, cioe' una drastica riduzione della
esposizione a tutti quegli agenti chimici e
fisici gia' ampiamente noti per la loro
tossicita' e cancerogenicita'.
La dimostrazione di quanto sia vincente la
strada della prevenzione primaria viene proprio,
nel campo dei pesticidi, da quanto e' stato
fatto in Svezia dove, grazie alle ricerche di un
coraggioso medico Lennart Hardell, negli anni
'70 furono messi al bando alcuni pesticidi. Ora,
a distanza di trenta anni, in quel paese si sta
registrando una diminuzione nell'incidenza dei
linfomi.
E' nell'interesse di tutti e soprattutto di chi
verra' dopo di noi passare dalle parole ai
fatti, adottare precise norme a tutela della
salute pubblica e pretendere l'applicazione
delle leggi gia' esistenti, perche' come ha
detto Sandra Steinberg: "Dal diritto di
conoscere e dal dovere di indagare discende
l'obbligo di agire".
Bibliografia
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Monsanto' Arianna Editrice -
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S. Epstein, How to win the war against cancer
http://www.preventcancer.com
- Hardell L. Pesticides, soft tissue sarcoma and
non Hodgkin lymphoma - historical aspects on the
precaution principle in cancer prevention Acta
Oncologica 2008;47:347-354
* (Medico Oncologo
ed Ematologo Isde Italia, Associazione medici
per l'ambiente)
Tratto da: ariannaeditrice.it
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
ARIA ed ACQUE
INQUINATE
1) In Italia Sono oltre
50 i siti gravemente inquinati nel
nostro paese ed in attesa di bonifiche che non
arrivano mai. Perchè non investire i tanti soldi
raccolti dalle varie campagne contro il
cancro
in questo, dato che non servono a nulla, visti i
risultati....
2) Oltre 1.200.000
cittadini italiani hanno bevuto nel 2008
acqua contaminata da
arsenico oltre il limite di legge di 10
microgrammi/litro grazie a deroghe ? L’arsenico
è un cancerogeno
certo per l’uomo e non è che alzando con deroghe
i limiti di legge che la sua cancerogenicità
diminuisce.
3) I controlli per
diossine che escono dagli inceneritori vengono -
per legge - eseguiti in regime di
"autocontrollo" 3 volte all’anno per complessive
24 ore su 8.000 ore di funzionamento ?
4) Contro un limite
per le diossine che l’Oms
raccomanda per gli adulti di 2pg/kg, un bambino
di Brescia, residente nel sito contaminato della
Caffaro, ne ha assunto 1200 pg/kg/die con il
latte materno, a Taranto 400 pg e in Toscana, in
prossimità di un
inceneritore circa 80 ?
5) Perché non
impegnarsi a togliere
gli assurdi
incentivi alla combustione dei rifiuti (prassi
già stigmatizzata anche dalla Federazione
nazionale degli
Ordini dei Medici), che
droga
pesantemente il mercato ed impedisce il
decollo di una corretta
filiera di trattamento piu’ salubre ?
6) I
rifiuti possono essere gestiti innanzitutto
riducendoli e poi differenziandoli per
riciclarli e recuperare materia senza alcun
bisogno di ricorrere a processi di combustione,
né a discariche, con creazione di posti di
lavoro e benefici per la comunità tutta !
7) Sapete che in
Svezia, dove 30 anni fa
sono stati vietati alcuni
pesticidi, si registra una riduzione
dell’incidenza dei
linfomi ?
8) Siete a
conoscenza del fatto che in Italia da 0 a 14
anni i linfomi crescono del 4,6% annuo vs una
media europea dello 0,9% e che nel 2007 sono
state distribuite sul suolo agricolo italiano
1.534.000 tonnellate di fitofarmaci che poi
passano degli organismi viventi che si
alimentano dei prodotti coltivati su quei
terreni inquinati ?
9) Sapete che il
57.3% dei 1123 campioni delle acque
italiane è contaminato
da
pesticidi e che nel 36.6% dei casi si
superano i limiti di legge ?
10) Siete a
conoscenza del fatto che i processi produttivi
ed industriali possono essere riconvertiti
in cicli chiusi
in modo da ridurre
drasticamente i quintali di
cancerogeni che ogni anno riversiamo - a
norma di legge - in
aria ed
acqua ?
Riportiamo una
tabellina riassuntiva fatta con i dati ufficiali
su alcuni degli inquinanti immessi “a norma di
legge” in aria ed acqua in Italia nel 2005:
-
Arsenico (As) e composti = 8.016,6 Kg
-
Cadmio (Cd) e composti = 3.033,0 Kg
-
Cromo (Cr) e composti = 140.026,6 Kg
-
Nichel (Ni) e composti = 80.613,1 Kg
- Benzene, toluene, etilbenzene, xileni
=715.567,4
- Mercurio (Hg) e composti = 3.887,1 Kg
- Piombo (Pb) e composti = 114.967,1
- Diossine (PCDD) + furani (PCDF) = 103,0 ga
La lista è lunga, credo
infinita, ma ci fermiamo qui.
L’articolo 32 della Costituzione - ancora in
essere - riconosce la "Salute come un diritto
individuale ed un bene per la collettività".
Dando ascolto alle nostre voci, Voi “politici”
e
Presidente della Repubblica e del
Consiglio, fareste il vostro dovere
ed un enorme e grande regalo anche, ai vostri e
nostri figli o nipoti.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Ecco
alcuni prodotti chimici, metallici e additivi
con i quali veniamo in contatto
“INCONSAPEVOLMENTE”:
https://sites.google.com/site/studioolisticobenessereesalute/documents
By Renato Ventura - 27 set. 2010
vedi: PDF
Additivi ed eccipienti Tossici
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Le
Biotossine algali e i molluschi bivalvi
Il livello di
attenzione delle Autorità sanitarie e ambientali
sulle problematiche connesse alla presenza di
tossine di origine algale nei frutti di mare è
cresciuto enormemente in questi ultimi anni
anche nella Regione Sardegna a seguito
dell'evidenza dei danni che questi composti
tossici possono provocare alla salute dei
Consumatori, alla molluschicoltura, alla pesca,
agli ecosistemi marini.
La presenza lungo le zone costiere marine di
organismi microscopici fitoplanctonici
produttori di tossine che possono accumularsi
nelle parti edibili di determinati prodotti
ittici (in particolare molluschi bivalvi
filtratori) rappresenta un rischio non
trascurabile per la salute umana.
Le intossicazioni da tossine marine
costituiscono infatti in molte aree del mondo un
rilevante problema di sanità pubblica, oltre che
una importante causa di perdite economiche per
le imprese del settore ittico e della
molluschicoltura in particolare.
Il riscontro di queste tossine nei molluschi
bivalvi oltre i limiti stabiliti dalla normativa
vigente comporta, infatti, il divieto di
raccolta e di commercializzazione dei prodotti
interessati dalla contaminazione per ovvi motivi
di tutela della salute pubblica.
Le cause
La presenza e lo sviluppo di microalghe tossiche
(talvolta visibile in occasione di vere e
proprie fioriture) è essenzialmente la
conseguenza di fenomeni di eutrofizzazione
(soprattutto di origine umana) delle aree
costiere e della progressiva diffusione e
adattamento di specie tossiche in nuove aree
geografiche a seguito della globalizzazione dei
mercati e dell'intensificazione dei commerci
internazionali per via navale (si ritiene che le
acque di zavorra delle navi da carico
rappresentino la causa principale della
diffusione delle alghe tossiche in nuove zone
acquee).
Come è noto agli operatori di sanità pubblica
del settore, in Italia i fenomeni di accertata
tossicità dei molluschi bivalvi per accumulo di
tossine hanno assunto da oltre un decennio un
particolare rilievo nel medio e alto Adriatico,
ove gli allevamenti di mitili rimangono chiusi
per molti mesi all'anno a causa della presenza
di tossine del tipo D.S.P. e, in questi ultimi
anni, anche nella Regione Sardegna (la presenza
di tossine del tipo P.S.P. è stata riscontrata
negli allevamenti di cozze del golfo di Olbia
nel 2002 e 2003 e nel golfo di Cugnana nel 2005,
negli allevamenti della laguna di S.Gilla per
biotossine del tipo D.S.P. nel 2002 e negli
allevamenti di mitili in alcune zone acquee del
golfo di Oristano per presenza di tossine del
tipo P.S.P. nel 2006).
Nel novero delle migliaia di specie algali
identificate, attualmente sono circa 70 quelle
che producono principi tossici e la quasi
totalità appartengono ai taxa delle
Dinoflagellate (generi Alexandrium, Gymnodinium
e Dinophysis) e delle Diatomee (genere
Nitzschia).
Nell'ambito delle tossine di natura non
proteica, le tossine sintetizzate dai
dinoflagellati sono tra le più potenti che si
conoscano.
Documenti correlati
-
Decreto legislativo n.530/1992 sulla
commercializzazione dei molluschi [file.pdf]
-
Decreto Ministero della Salute 16/05/2002
(Tenori massimi e metodi di analisi per
biotossine algali nei molluschi) [file.pdf]
-
Regolamento (CE) n.853/2004
(Norme specifiche sull'igiene per gli alimenti
di origine animale) [file.pdf]
Il rischio sanitario per il
consumatore
Il rischio deriva dalla possibilità di
intossicazione conseguente al consumo di
molluschi bivalvi filtratori contenenti tossine
algali. E' importante sottolineare che le
tossine algali sono stabili al calore e
rimangono attive anche dopo la cottura dei
molluschi bivalvi.
La situazione in Sardegna
Nella nostra Regione il primo indicente dovuto a
tossine di origine algale risale al 2001, quando
l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della
Sardegna accertò la presenza di tossine algali
del tipo D.S.P. in concentrazioni superiori al
limite di legge.
La prevenzione sanitaria
nell'Isola
Le misure di prevenzione delle patologie umane
associate alla presenza di biotossine marine nei
molluschi bivalvi filtratori utilizzati per
l'alimentazione sono basate sulla applicazione
puntuale delle misure di sorveglianza previste
dai Piani regionali predisposti dall'Assessorato
alla Sanità.
La gestione delle emergenze
Quando l'I.Z.S. (Istituto Zooprofilattico
Sperimentale della Sardegna) riscontra una
presenza di tossine algali nei mitili in
concentrazioni superiori ai limiti stabiliti
dalla legge, deve porre in essere una serie di
provvedimenti per tutelare la salute pubblica.
Elenco Centri di riferimento
Tratto da sardegnasalute.it
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
ALIMENTI CONTAMINATI da
Batteri e Malattie DIFFUSE -
PDF Dossier aggiornato al Ott. 2010
Commento NdR: Pur condividendo quasi al
100 % cio' che si considera in questo Dossier
che pubblichiamo, vogliamo ricordare che anche i
Vaccini,
sostanze altamente tossiche
ammalano
oltre ali Uomini
(bambini, ragazzi, militai, adulti, anziani)
anche i nostri amici animali di cui
quasi tutti si cibano, per cui l'
UNICA
alimentazione sanificatrice e' quella
prevista dal CRUDISMO
!
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7 modi segreti con cui ci stanno
avvelenando
- 5
settembre 2010 - Fonte: laleva.org
L'oggettività del metodo scientifico sembra
essere stata dirottata dalle corporazioni che
spesso pagano gli scienziati e i ricercatori per
supportare i loro prodotti, così come i politici
che si muovono attraverso la porta girevole tra
il settore pubblico e privato.
L'oggettività del
metodo scientifico sembra essere stata dirottata
dalle corporazioni che spesso pagano gli
scienziati e i ricercatori per supportare i loro
prodotti, così come i politici che si muovono
attraverso la porta girevole tra il settore
pubblico e privato. Ancor peggio quando alcune
agenzie per la protezione del consumatore sono
complici. La fiducia dei consumatori negli studi
scientifici e nella supervisione federale è
stata violata a favore del profitto in maniera
che i prodotti vengano introdotti sul mercato
con uno standard di sicurezza molto ridotto. Le
sostanze chimiche di sintesi che troviamo
quotidianamente nei nostri alimenti, nell'acqua
e nel nostro ambiente circostante stanno
aumentando dimostrandosi disastrose alla nostra
salute mentale e fisica. Potrebbero essere
scritti interi volumi - quindi sono stati
scritti - sia dagli esperti della medicina
ufficiale che alternativa che documentano i
giochi di prestigio che hanno raggirato i
consumatori e compromesso la nostra salute. Le
categorie sottostanti sono da considerare come
una approfondita investigazione che vale come
esempio per cosa dobbiamo affrontare come specie
continuamente bombardata da queste sostanze
chimiche.
ALIMENTI
GENETICAMENTE MODIFICATI
La Monsanto
esordì come l'industria chimica che portò nel
mondo un veleno come l'"Agent Orange" e il
"Roundup". Questi agenti chimici sono oggi
meglio conosciuti per il loro utilizzo nella
coltivazione degli alimenti geneticamente
modificati possedendo quasi il 90% dei prodotti
modificati come il mais, la soia e il cotone.
Uno studio indipendente sui "Frankenfood" li ha
associati al collasso degli organi interni e un
recente studio condotto in Russia ha riscontrato
la quasi totale sterilità nei criceti di terza
generazione alimentati con soia OGM. Nonostante
questi e molti altri allarmi sui rischi
riguardanti la salute riteniamo molto difficile
che l'FDA
(controllata dalla
Monsanto e dalle
industrie farmaceutiche)
terrà a freno la produzione degli
OGM fino a che gli studi condotti dall'USDA
sulla gestione dei rischi avrà 3 milioni di $ a
sua disposizione. Naturalmente gli studi
condotti dagli industriali mostrano che gli
effetti degli OGM sulla salute umana sono
"trascurabili".
ADDITIVI ALIMENTARI
Quando molti di noi pensano agli additivi
alimentari pericolosi pensano al Glutammato
Monosodico (MSG) che è ancora presente in
moltissimi alimenti industriali ma
sfortunatamente l'MSG sembra essere il veleno
"meno pericoloso" che si trova nei nostri
alimenti.
Nel 2008 venne trovata la Melamina nel latte in
polvere e in alcuni prodotti provenienti dalla
Cina. L'FDA dichiarò l'innocuità della stessa
nonostante si ammalarono migliaia di persone. Il
pericolo degli additivi alimentari è presente
quasi in tutti gli alimenti anche con i
coloranti più diffusi come il Red 40, Yellow 5 e
Yellow 6 che sono stati associati all'insorgenza
di cancro. Recentemente 41.730 kg (92000 libbre)
di pollo congelato sono stati ritirati dal
mercato perché contenevano dei "pezzi di
plastica blu", mentre le Chicken McNuggets della
McDonald contenevano dei
pericolosi agenti chimici. Infatti, alcuni
ricercatori hanno stimato che il pollo che
mangiamo oggi è talmente pieno di sostanze
chimiche che contiene solamente il 51% di carne.
FLUORO
Non tutto il fluoro è cattivo, come quello
promosso dai dentisti e aggiunto alla nostra
acqua e alimenti. Il fluoruro di calcio è un
minerale naturale, mentre la sua controparte
sintetica, il fluoruro di sodio (silicofluoride)
è un pericoloso sottoprodotto di scarto
industriale ottenuto durante la produzione di
fertilizzanti. La sua storia passata include
l'utilizzo brevettato come veleno per topi ed
insetticida. Ci sono molti studi a cieco e
doppio-cieco che mostrano come il fluoruro di
sodio viene accumulato dal nostro organismo
portando allergie, disordini gastrointestinali,
indebolimento delle ossa, cancro e problemi
neurologici.
In questo caso, un
gruppo di scienziati ha realizzato un studio (white
paper) condannando la fluorizzazione delle
acque.
Comunque, il fluoro, essendo un prodotto di
scarto molto pericoloso il suo smaltimento è
molto costoso. Forse potrebbe essere uno dei
motivi per i quali questo inquinante, più
tossico del piombo e pericoloso quanto
l'arsenico, è stato utilizzato per l'utilizzo
umano.
MERCURIO
E' un metallo pesante molto pericoloso nella sua
forma naturale, il mercurio vivo, ma molto di
più come neurotossina, il metilmercurio,
rilasciato nell'ambiente a causa delle attività
umane. Il mercurio danneggia il sistema nervoso,
soprattutto quello non ancora formato dei
neonati, sia nella sua forma organica che
inorganica. Riesce a penetrare in tutte le
cellule
del corpo umano ed è stato documentato
soprattutto per l'aumento del
rischio dell'autismo.
Questo rimette in discussione l'uso del mercurio
nelle amalgame dentali, i vaccini e tutto quelle
che contiene sciroppo di fruttosio di mais,
molto utilizzato nella dieta americana, inclusi
i bambini.
Ma la Corn Refiners Association difende
http://www.webmd.com/food-recipes/news/20090127/mercury-in-high-fructose-corn-syrup
questo inquinante che è pericoloso ad ogni
livello.
ASPARTAME
L'aspartame il dolcificante artificiale per
antonomasia, introdotto nel mercato nel 1981 dal
Commissario dell'FDA
Arthur Hulla Hayes, ignorando i suggerimenti del
comitato scientifico e le preoccupazioni dei
consumatori.
L'aspartame è una neurotossina che interagisce
con gli organismi viventi nella stessa maniera
dei farmaci, producendo una
larga fascia di problematiche salutistiche,
disordini e sindromi.
Ma chi ha eletto questo commissario che legiferò
andando contro la commissione e i consumatori ?
Donald Rumsfeld, CEO della GD Searle, produttore
dell'Aspartame. Rumsfeld faceva parte della
squadra di transizione di Reagan e il giorno
successivo al suo insediamento, elesse il nuovo
Commissario dell'FDA per poter difendere i suoi
affari con uno dei più eclatanti casi di
"profitto contro sicurezza"
mai registrato nella storia. L'aspartame è
oggi quasi
onnipresente, nascondendosi dietro i
prodotti "light" e "senza zucchero" e più in
generale negli alimenti, bevande, farmaci e
prodotti per i bambini. Recentemente è stato
rinominato nel più gentile e suadente
"AminoSweet".
IGIENE PERSONALE e
PRODOTTI COSMETICI
Ogni giorno i prodotti utilizzati per la pulizia
della casa e per la cosmetica vengono applicati
direttamente sulla pelle, assorbiti tramite
cuoio capelluto e inalati. La "STORIA DEI
COSMETICI"
http://storyofstuff.org/cosmetics/ è
un video che racconta la storia di questa
industria e le sue continue violazioni delle
leggi e della complicità di gruppi "per la
sicurezza pubblica" raccontando in realtà
solamente metà della storia. La lista dei
prodotti ad
uso comune e i loro componenti chimici è
enciclopedica.
La somma totale della schiacciante presenza di
questi chimici è stata associata a quasi tutte
le allergie, le infezioni croniche e le malattie
conosciute dall'uomo.
Recentemente, i prodotti utilizzati per la
pulizia della casa sono stati associati al
cancro al seno e all'ADHD
nei bambini.
INQUINANTI
AEROTRASPORTATI
In un
articolo della NASA intitolato "Gli
inquinanti aerotrasportati non hanno confini" è
stato stabilito che "Qualsiasi sostanza
introdotta nell'atmosfera è potenzialmente in
grado di girare tutta la terra".
Le
correnti d'aria collegano tutto e tutti.
C'e' una categoria di inquinanti aerotrasportati
che rimane classificata tra le teorie
cospirative nonostante l'incredibile numero di
documenti non classificati resi disponibili
nel 1977 da un'udienza dal senato: "Aerosol
chimici (scie chimiche) da velivoli commercial e
privati. Ammissioni
recenti di alcuni pubblici ufficiali hanno
rafforzato il caso.
Le ricadute di
materiali da queste scie chimiche sono stati
testate e hanno mostrato
livelli molto alti di bario e alluminio.
Interessante
la nota con la quale la Monsanto ha annunciato
lo sviluppo e l'introduzione di un nuovo gene
resistente all'alluminio. La questione scie
chimiche può sembrare mera paranoia, ma c'e' un
esempio corrente che è innegabile: il caso
Corexit spruzzato nel
Golfo del Messico
Questo processo può
anche essere associato alla
semina dei campi che è una pratica che
esiste da più di 100 anni. Anche le guerre in
giro per il mondo sembrano influenzare la
qualità globale dell'aria, come le munizioni
militari e
l'uranio
impoverito che sono entrati nella parte alta
dell'atmosfera, diffondendosi così in tutto il
pianeta. Gli effetti osservabili dell'uranio
impoverito sono
tutt'altro che confortevoli. In generale,
l'inquinamento atmosferico è stato associato
alle allergie, alle mutazioni genetiche e
all'infertilità. Tutto questo porta ad una
gestione scientifica, governativa e
medica della
salute e dei
diritti
dell'individuo.
E' ironico (o una coincidenza) che quando ci si
ammala a causa di un prodotto chimico riportato
in questo articolo, la
medicina
ufficiale punta a trattare il disturbo
provocato con ulteriori prodotti chimici.
Per di più alcuni personaggi che ricoprono alte
cariche accademiche o di governo come John P.
Holdren, l'attuale capo scientifico della Casa
Bianca, ha invocato
il controllo della popolazione tramite
"particelle inquinanti" cosi come nei libri del
1977 come Ecoscience.
La visione dell'umanità di Holdren potrebbe
far riflettere sull'avvelenamento intenzionale
del nostro ambiente.
Articolo tradotto da
Ivan Ingrillì:
7 Secret Ways We Are Being Poisoned
Activist Post
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Benvenuti nel Mar Morto - 10/7/2010
Di petrolio nel Golfo del Messico ora ne sgorga
un pò meno. In compenso comincia ad abbondare il
Corexit, il composto chimico “disperdente”
utilizzato dalla
BP per “far sparire” il petrolio alla vista
delle telecamere. Ma la sua tossicità sembra
essere micidiale, ed i suoi effetti a lungo
termine sono ancora tutti da scoprire.
Nemmeno di fronte ad un disastro di queste
dimensioni gli uomini della BP e del governo
federale – che ormai sembrano viaggiare
all’unisono, contro il buon senso e contro la
volontà popolare - hanno saputo rinunciare al
classico atteggiamento “allopatico”, tipico
della nostra cultura occidentale, che ti spinge
a combattere il sintomo con un qualunque
antidoto, anche a costo di danni collaterali
mille volte più gravi.
Non importa se ammazzi tutto quello che c’è
intorno, l’importante è che il petrolio “non si
veda”.
Il Corexit infatti riesce a disgregare il
petrolio fino a renderlo invisibile,... ma
naturalmente non è in grado di farne scomparire
una sola molecola. Il residuo disgregato finisce
in parte sul fondo marino, ed in parte rimane a
galleggiare sotto la superficie, formando delle
ampie macchie scure che sono molto simili a
quelle del plancton. Talmente simili, in realtà,
che i pesci abituati a cibarsi di plancton vi
entrano felici con le fauci spalancate, convinti
di avere davanti il loro pranzo di Natale. Vanno
invece ad ingollare miliardi di molecole
altamente tossiche, che andranno a fissarsi
per sempre nella loro carne, portandoli
probabilmente ad una morte precoce.
E di certo nessuno proteggerà le nostre tavole
dai pesci saturi di Corexit, con risultati a
lungo termine, per la nostra salute, che nemmeno
possiamo immaginare.
Naturalmente, la società che produce il Corexit
sostiene
che sia “meno dannoso del normale sapone da
cucina”. Talmente poco dannoso, in realtà, che
la stessa casa produttrice
suggerisce
di usare maschere, guanti e occhiali protettivi
quando lo si maneggia. Talmente poco dannoso -
ironia della sorte - che nella stessa
Inghilterra il Corexit
è addirittura proibito.
In realtà il prodotto è talmente tossico che
alcuni pescatori,
venuti inavvertitamente in contatto con acqua
marina contenente Corexit, hanno immediatamente
registrato disturbi
polmonari, gonfiori alla gola e bruciature sulla
pelle.
E questi pescatori erano stati solo colpiti
dagli schizzi d’acqua di una rete che stavano
tirando a bordo: figuriamoci cosa potrebbe
succedere a chi cadesse in mare in una
situazione simile.
Ormai i pescatori parlano di intere zone di mare
in cui la vita è completamente scomparsa, sia
sott’acqua che sul fondale, mentre gli
specialisti di fauna marina sostengono che ci
vorranno alcuni decenni per cominciare a
ripopolare queste acque ormai condannate al
totale deperimento biologico.
E mancano ancora tre settimane al completamento
del primo dei due pozzi che dovrebbero – e
diciamo dovrebbero – porre finalmente fine alla
fuga di petrolio nel
Golfo del Messico.
Se questi non dovessero funzionare, c’è già chi
comincia a suggerire che dovremo aspettare che
il petrolio del giacimento si esaurisca del
tutto.
Chissà, nel frattempo, quanti soldi sarà ancora
riuscito a guadagnare
Dick Cheney ?
By Massimo Mazzucco - Tratto da: luogocomune.net
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La frutta e la verdura che portiamo a tavola
tutti i giorni possono celare una brutta
sorpresa.
Ad esempio, residui di
pesticidi e
nanoparticelle di metalli tossici. Per
quantificare il fenomeno l'associazione di
difesa dei consumatori -
Altroconsumo
ha portato in laboratorio 89
campioni di frutta e verdura. Quasi la metà dei
campioni contiene residui di pesticidi. Ma la
cosa grave e' che molto spesso queste sostanze
superano i limiti previsti dalla legge, o sono
un cocktail di più
fitofarmaci - vedi:
Multinazionali
I
prodotti
fitosanitari (o
fitofarmaci) sono tutti
quei prodotti, di sintesi o
naturali, che vengono utilizzati
in agricoltura (in modo
innaturale) per tentare di
combattere le principali
avversità delle
piante (malattie
infettive,
fisiopatie,
parassiti e
fitofagi animali,
piante infestanti).
L'uso improprio di queste
sostanze soprattutto se di
derivazione chimica, oltre che a
creare un danno all'ambiente,
possono provocare nell'uomo
tossicità
acuta o
cronica.
Siti per la Sicurezza
degli alimenti - Notizie mensili sulle sostanze
tossiche negli alimenti
http://www.sicurezzadeglialimenti.it/notizia70029.htm
http://www.eurosurveillance.org/ew/2006/060601.asp#2
- (lingua inglese)
L'inganno a Tavola:
http://www.youtube.com:80/watch?v=jnIQaEqWzF4
TOSSINE nei SEMI
http://www.corriere.it/salute/nutrizione/10_gennaio_12/tossine-frutta-secca-ue-alza-soglia_9e2bc63a-ff5a-11de-a791-00144f02aabe.shtml
Chiaro e' che non e' bene mangiare cibi
contenenti
tossine, ma sinceramente spaventano di più i
lotti di cibo "fuori dai limiti" che sfuggono ai
controlli, piuttosto che quelli che vengono
controllati e che magari hanno una dose conforme
alla nuova normativa.
Il problema e' essere sicuri che tutti i lotti
di frutta siano conformi, e non fare controlli a
campione (come ora avviene).
Il problema e' piu’ che altro per il
mais e cereali per la
prima colazione, perche’ uno potrebbe
effettivamente mangiarne in quantità; per il
resto, quante arachidi e pistacchi, mandorle,
mangia una persona ?? veramente poche.
Ma ci sono tanti prodotti derivati (snack,
dolcetti, biscotti e poi la pasta e il latte di
mandorle e l'elenco potrebbe allungarsi…), che
ne contengono molto, e vi sono molte persone che
si "abbuffano" di questi
cibi industrializzati.
vedi:
https://webgate.ec.europa.eu/rasff-window/portal/index.cfm?event=notificationsList&orderby=notif_date&orderDir=desc
LATTE TOSSICO: 2008 - La
morte di 4 bambini e l'intossicazione
di decine di migliaia di piccoli per un
latte
contaminato in Cina, ha giustamente scandalizzato
l'opinione pubblica ed ha attirato per qualche giorno
l'attenzione dei mezzi di comunicazione.
Ma e' stata anche l'occasione per renderci conto dell'insicurezza
di tanti altri cibi,
non solo in Cina e non solo per i bambini, nell'economia
globalizzata e senza
scrupoli in cui viviamo,
alla ricerca sfrenata di materie prime a basso costo,
incurante delle conseguenze per la salute chi consuma il cibo.
Una riflessione sfuggita ai più, ci viene da IBFAN
(International Baby Food Action Network) Italia, che ricorda le
gravi responsabilità del mercato con la compiacenza dei
governi che permettono la pubblicità del latte artificiale.
"Diminuisce di conseguenza l'allattamento al seno - dice la nota
di IBFAN - aumentano morte e malattia. E noi zitti. Ci svegliamo
solo quando un incidente alla
melamina interrompe la "normalità" dei quotidiani attentati
contro il latte materno e dei conseguenti 50.000 mila morti
l'anno. In Cina. Nel mondo ben oltre un milione".
La PLASTICA fa MALE al
CERVELLO
anche a BASSI LIVELLI
Il
bisfenolo A, un composto chimico che si trova nella plastica
usata per la fabbricazione di bottiglie e di biberon, anche a
bassi dosaggi puo' causare danni al cervello. Lo hanno scoperto
alcuni ricercatori della
Yale University School of medicine che hanno pubblicato i
risultati delle loro ricerche condotte su primati sulla rivista
Proceedings of National Academy of Sciences.
Lo studio porta nuove conoscenze sulla questione sollevata in
Canada prima e ora anche negli Stati Uniti sulla sicurezza dei
contenitori alimentari in plastica.
Fino ad oggi infatti si riteneva che i bassi livelli di
bisfenolo A rilevati nei liquidi contenuti nelle bottigliette di
plastica e nei biberon non avessero alcuna rilevanza per la
salute. Ora questa ricerca condotta su modello animale, riapre
la questione.
"Il nostro studio - ha spiegato Tibor Hajszan, principale autore
della ricerca - conferma che la lunga esposizione anche a bassi
dosaggi di questa sostanza implica problemi per la salute
cerebrale non solo nei primati ma anche nell'uomo". In
particolare, i ricercatori hanno osservato che una esposizione
prolungata a una dose al di sotto dei limiti di legge danneggia
la corteccia cerebrale rallentando e impedendo la creazione di
connessioni nervose tra le
cellule.
ALIMENTI - SCILIPOTI (IDV),
SICUREZZA e QUALITA' PRIMA di TUTTO
Roma - 09.12.2008 - "Che fine hanno fatto la sicurezza e
la qualita' degli alimenti che mettiamo sulle nostre tavole"
cosi' l'onorevole Domenico Scilipoti dell'Italia dei valori
in merito all'allarme suini. "Negli ultimi anni si sono
susseguiti uno dopo l'altro i casi di
emergenza
alimentare in cui il rischio
era attribuito alla
contaminazione da
diossina - sostiene il deputato dipietrista - Si
rilevano sempre piu' tracce di diossina
superiori ai limiti consentiti e la colpa e' dell'uomo che,
per ridurre i tempi di produzione, non si preoccupa di
effettuare accurati controlli sugli alimenti.
Oltre ai suini il rischio della presenza di diossine
riguarda altri alimenti quali il latte ed i suoi derivati.
Infatti - prosegue il parlamentare - gli allevamenti sono
spesso posizionati accanto a svincoli stradali, ad
insediamenti industriali e a poca distanza dagli
inceneritori e questo naturalmente compromette la sicurezza
e la qualita' del cibo. Un caso e’ il latte di alcuni
allevamenti situati vicino l’inceneritore di Brescia come
per la mozzarella di Bufala inquinata a causa dell’ambiente
circostante e della cattiva gestione dei rifiuti sul
territorio campano. Non dobbiamo preoccuparci solo degli
alimenti che provengono dall'esterno - conclude Scilipoti -
Dobbiamo guardare prima quelli di casa nostra e tutelare
il consumatore".
Orrori
dell’alimentazione industriale. Uova alla
diossina e altri
156 cibi alla diossina
By
Noi, i Giardinieri di Gaia - 14 Gen. 2011
 |
Maiali, polli e uova
alla diossina ultimamente in giro per l’Europa
sono solo l’ultimo anello della catena di orrori
legati al cibo industriale.
Mangiamo un sacco di schifezze, se non ve ne
siete ancora accorti. Del resto, siamo ormai 7
miliardi su questo malandato pianeta, il clima
impazzito mette alle corde la produzione
agricola, il cibo costa sempre di più. E il
desiderio di guadagnare due centesimi aggiuntivi
fa il resto.
E allora si applica a 360 gradi il criterio che
nonni e bisnonni contadini applicavano soltanto
all’ingrasso del maiale: si inserisce di tutto
nella catena alimentare.
Con la differenza che il buon, vecchio maiale si
ingozzava con gli scarti di cucina. Mentre, solo
negli ultimi anni, ci sono state nel mondo ben
156 segnalazioni di diossina superiori ai limiti
consentiti in mangimi ed alimenti.
Come ha ricostruito Trashfood, la maggior parte
delle 156 segnalazioni relative alla diossina
riguardavano mangimi animali, e 56 riguardavano
invece alimenti destinati all’uomo: interessati
prodotti animali e vegetali, e spesso Paesi
europei.
Per limitarci all’Europa e all’Italia, si
comincia nel 1999 dal Belgio: diossina in polli
e uova con concentrazione 500 volte superiore a
quella che l’Organizzazione mondiale della
Sanità indica come “tollerabile” dall’organismo
umano.
Nei mangimi, la diossina compare in Germania nel
2003; ancora in Germania ma anche in Olanda e
Belgio nel 2004; in Francia nel 2005.
Il 2008 è l’anno della diossina nei mangimi e
nei maiali irlandesi e delle indagini per la
diossina nelle mozzarelle di bufala italiane. Ma
ci sono state segnalazioni di diossina anche in
mangimi per pesci in Danimarca e in olio d’oliva
proveniente dalla Tunisia.
Prima di arrivare alle uova & C. di questo 2011,
bisogna ancora citare i fatti dell’anno scorso:
diossine in olio di palma idrogenato dalla
Spagna, in uova biologiche e in integratori di
mangimi tedeschi, in uova francesi, in semi di
girasole italiani destinati ai mangimi. E ho
tagliato corto su tante segnalazioni “minori”.
Come difenderci ? Bella domanda.
Personalmente cerco di mangiare alimenti
biologici, anche se non rappresentano certo una
garanzia assoluta: dall’elenco si nota che la
diossina ha colpito anche lì, visto che solo di
diossina stiamo parlando.
Un’altra possibile difesa, secondo me, è cercare
di acquistare alimenti-base: il meno possibile
trasformati, dal momento che ogni stadio di
lavorazione espone il cibo industriale a
procedimenti talora innominabili.
Questo significa, ad esempio, comprare uova,
farina, zucchero e burro anziche' torte e
merendine già confezionate. Significa anche
evitare la carne, e più in generale cercare di
ridurre anche gli alimenti di origine animale.
Gli
animali d’allevamento vivono una una vita di
orrori, inquinano -
http://www.blogeko.it/2009/bistecche-peggio-dei-suv-limpatto-della-carne-sullambiente-e-sul-clima/,
sottraggono cibo ed acqua -
http://www.blogeko.it/2009/la-settimana-vegetariana-i-risvolti-sociali-ed-ambientali-dellallevamento-del-bestiame/
ad un mondo affamato ed assetato.
Ma soprattutto nei loro corpi si concentrano
tutte le schifezze inserite nella catena del
cibo industriale. Ci avete mai pensato ?
Su Trashfood 156 volte diossina:
http://trashfood.com/2011/01/156-volte-diossina.html
Su Uno Notizie uova alla diossina in Germania:
http://www.unonotizie.it/13043-allarme-diossina-uova-contaminate-dalla-germania-in-italia-quantitativi-minimi-di-uova-alla-diossina.php
ALLARME
DIOSSINA
sulla CARNE BOVINA e SUINA
ROMA – 10.12.2008 - “Si
devono combattere le contaminazioni degli alimenti”,
così l’on. Domenico Scilipoti dell’Italia dei valori
commenta la notizia della carne bovina alla diossina.
“Dopo la carne di maiale contaminata, adesso sono state
trovate tracce di diossina anche nella carne bovina. e'
inammissibile che nel terzo millennio – dichiara il
parlamentare – si possa essere contaminati dai cibi che
portiamo sulle nostre tavole. Se nel mondo ci fossero
solidi principi etici tutto questo non succederebbe. Ma
purtroppo dobbiamo fare i conti con la gente che pensa
soltanto al proprio profitto economico.
Per questo – continua Scilipoti – sono necessari rigidi
controlli da parte degli Stati sugli allevamenti, nelle
industrie alimentari, sulle colture. Oggi verranno
abbattute 1700 pecore allevate in otto masserie tra
Taranto, Statte e lo stabilimento delle acciaierie Ilva,
contaminate dalla diossina. Non sappiamo – conclude il
parlamentare dipietrista – quando l’Ilva abbia potuto
influire sulla contaminazione, ma devono essere eseguiti
accurati controlli affinche' tutto questo non accada di
nuovo. e' dovere dello Stato salvaguardare la salute dei
cittadini.”
By On. Domenico Scilipoti
“Nella nostra
alimentazione sono presenti
prodotti nocivi, come
sostanze chimiche rilasciate
dallo smodato uso della
plastica, nonche'
conservanti e coloranti
presenti persino nei
farmaci, che hanno
effetti
devastanti sul
nostro organismo.” Così
l’On. Domenico Scilipoti al
convegno sulla cura e
prevenzione delle malattie
degenerative presso i Molini
Marzoli di Busto Arsizio.
“Secondo uno studio
epidemiologico - prosegue il
deputato IDV-condotto da
ricercatori del Rhode Island
Hospital e della Brown
University, i
conservanti
alimentari e i
fertilizzanti
agricoli sarebbero i
principali responsabili
di alcune malattie
degenerative come il morbo
di Parkinson, il morbo di
Alzheimer e il Diabete.
Queste gravi patologie
sarebbero strettamente
correlate all'aumento
dell'esposizione alle
nitrosammine. I nitriti e i
nitrati sono presenti, come
additivi, in molti alimenti
comuni, soprattutto di
origine animale, e
nell'acqua che beviamo.
Le ricerche effettuate -
conclude Scilipoti -
dimostrano anche come il
consumo eccessivo di
insaccati con conservanti
sia una delle cause
accertate di
cancro allo stomaco.” -
Italy, Roma 21/10/09
"Rifiuti tossici come concime
agricolo"
- Un'agghiacciante lettura
dal Mattino di Napoli
(Italy).
05/07/2007 - Maxioperazione
dei carabinieri denominata
«Chernobyl». Il porto di
Napoli crocevia dei
traffici.
Scorie nocive e veleni
nelle
campagne:
arresti e sequestri in tutta
la regione.
L’hanno chiamata, non a
caso, Operazione Chernobyl.
Veleno usato come concime;
cromo esavalente mischiato
al terreno agricolo. Un vero
e proprio attentato alla
salute, consumato per oltre
due anni da affaristi senza
scrupoli e da contadini
compiacenti, prima in
provincia di Caserta e poi
nel resto della regione. Il
«cimitero» delle scorie
industriali e' nelle
campagne dell’agro
nocerino-sarnese, nella
piana del Sele, in provincia
di Foggia.
E nelle falde freatiche di
quasi tutta la Campania.
Sconvolgenti i risultati
del monitoraggio fatto dai
carabinieri del Noe.
Un’operazione, firmata
dalla procura di Santa Maria
Capua Vetere, che ha portato
a trentotto arresti, al
sequestro delle società
degli indagati e dei quattro
depuratori di Cuma, Mercato
San Severino, Orta di Atella
e Marcianise, che però
continueranno a funzionare.
Il Porto di Napoli come
crocevia dei traffici.
By Arcovio, Capacchione e
Del gaudio - PAGG. 30 e 31
http://www.ilmattino.it/mattino/view.phpdata=20070705&ediz=NAZIONALE&npag=29&file=APRE.xml&type=STANDARD
Il Glutammato
monosodico
si trova in dadi,
insaccati, conserve, salse, snack, per far
aumentare il senso di fame,
ma produce
lesioni irreparabili ali centri nervosi deputati
al controllo della fame;
viene molto utilizzato
dai
ristoranti....
per
aumentare
il
desiderio
di
mangiare....
Eppure
la
FAO,
l'OMS,
la FDA,
l'EMEA
continuano a
dichiarare che e' innocuo......per forza
sono colluse ed agli ordini delle
Multinazionali
dell'alimentazione,
le quali lo
utilizzano in tutti i loro prodotti.....
La "sindrome
da ristorante cinese"
e'
nota da alcuni anni per una serie di sintomi che
produceva...per
via della
intolleranza
a
questo
additivo...
Inquietudine da additivi:
Fonte:
Salutetest, ottobre 2004
Uno studio su 300
bambini di 3 anni, dimostra che queste sostanze
coloranti ed altro, ma in particolare il
benzoato, li rende iperattivi (ADHD)
- Fonte: Archives of Desease in Childfood 2004
Quei bambini sono stati resi
ipersensibili dai vaccini
che gli hanno propinato a loro insaputa
! Questi piccoli
ringrazino
i loro genitori che
non si sono
documentati.... ma e
soprattutto i
medici
vaccinatori, le
ASL
e la
sanita'
pubblica....
Ministero della "salute" in testa con l'Istituto
Superiore di Sanita'
....
Sul mercato Europeo
e quindi anche Italiano, vi sono numerosi
alimenti, prodotti alimentari mutanti, oltre ai
soliti cereali, derivanti di sementi irraggiate
e/o prodotte per mutagenesi da laboratorio gia'
da diversi anni. Tra di questi molti
ortaggi e anche alberi da frutta (specie le
mele)
Scaricate il database completo,
(aggiornato al 2000), il link e' questo:
http://www-INFOCRIS.iaea.org/Refs/MutBree-Rev-1.pdf
TRACCIABILITA'
(etichetta con la filiera per tutti i
prodotti)
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Nel
RECENTE STUDIO DA DUE SCIENZIATI MODENESI IN
COLLABORAZIONE CON BEPPE GRILLO, SI DIMOSTRA
CHE VI SONO
PRODOTTI ALIMENTARI
REGOLARMENTE VENDUTI IN ITALIA E NEL MONDO, CHE
CONTENGONO PARTICELLE
DI METALLI
PESANTI ALTAMENTE
CANCEROGENE, PROVENIENTI DAL FUMO DI
"TERMOVALORIZZATORI", CHE ALTRO NON SONO SE NON
INCENERITORI DI RIFIUTI.
COME TESTIMONIA GRILLO NEL SUO ULTIMO
SPETTACOLO, QUESTE MICROPARTICELLE SONO MOLTO
PIÙ PERICOLOSE DELLE MACROPARTICELLE DEI GAS DI
SCARICO DELLE AUTO, (LE QUALI SI DEPOSITANO NEI
POLMONI E COMPORTANO TOSSE E ASMA) PERCHÈ
ENTRANO NEL NOSTRO SANGUE E SI ANNIDANO NEGLI
ORGANI RIMANENDOVI PER SEMPRE E PROVOCANDO
PURTROPPO GRAVI FORME DI CANCRO.
E' NECESSARIO QUINDI CHE CHIUNQUE LEGGA QUESTO
TESTO, COMUNICHI A TUTTI I SUOI AMICI,
PARENTI, CONOSCENTI CHE CI SONO DELLE
AZIENDE CHE CI STANNO AVVELENANDO
CONSAPEVOLMENTE.
ECCO LE MARCHE E I PRODOTTI RISULTATI
POSITIVI ALLE ANALISI SULLA PRESENZA DI
METALLI PESANTI:
- PANE PANEM
- CORNETTO SANSON
- BISCOTTO MARACHELLA SANSON
- OMOGENEIZZATI PLASMON AL MANZO
- OMOGENEIZZATI PLASMON AL PROSCIUTTO E VITELLO
- CACAO IN POLVERE LINDT
- TORTELLINI FINI
- HAMBURGER MC DONALDS
- MOZZARELLA GRANAROLO
- CHEWING GUM DAYGUM PROTEX PERFETTI
- INTEGRATORI FORMULA 1 E 2 HERBALIFE
- PANDORO MOTTA
- SALATINI TINY ROLD (USA)
- BISCOTTI OFFELLE BISTEFANI
- BISCOTTI GALLETTI MULINO BIANCO BARILLA
- BISCOTTI MACINE MULINO BIANCO BARILLA
- BISCOTTI GRANETTI MULINO BIANCO BARILLA
- NASTRINE MULINO BIANCO BARILLA
- BAULETTO COOP
- PLUMCAKE GIORLETTO BISCOTTI
- BISCOTTI RINGO PAVESI
- PANE CARASAU I GRANAI DI QUI SARDEGNA
- PANE CIABATTA ESSELUNGA
- PANE MORBIDO MULINO BIANCO BARILLA
- PANEANGELI CAMEO
NESSUNA DI QUESTE AZIENDE HA AVUTO
LA DIGNITA' DI
RISPONDERE ALLE LETTERE CHE GLI HANNO
INVIATO I DUE RICERCATORI, AI QUALI TRA L'ALTRO
STANNO
CERCANDO DI
SEQUESTRARE
I
MICROSCOPI
DI PROPRIETÀ DELL'UNIVERSITA'.
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Micropolveri nei cibi.
http://lelioilel.spaces.live.com/blog/cns!9BF31B7FF7E48016!2005.entry
Informazioni
varie su micropolveri e nanopolveri.......buon
appetito
Dal blog di Beppe Grillo
http://www.beppegrillo.it/2005/12/ferramenta_ambu.html
L’elenco che segue riporta
alcuni
metalli contenuti in prodotti che
mangiamo
tutti i giorni,
metalli come Titanio,
Cobalto,
Argento.
Basta saperlo.
Come per le sigarette è
sufficiente aggiungere un’etichetta
con su scritto: “Attenzione,
vetro all’interno”, oppure “Piombo, Bismuto e
Solfato di Bario possono produrre
effetti collaterali”.
L’elenco:
Pandoro
Motta: Alluminio, Argento
Salatini
Tiny Rold Gold (USA): Ferro, Cromo, Nichel (cioè
acciaio), Alluminio
Biscotti
Offelle Bistefani: Osmio, Ferro, Zinco,
Zirconio, Silicio-Titanio
Biscotti
Galletti Barilla: Titanio, Ferro, Tungsteno
Macine
Barilla: Titanio
Granetti
Barilla: Ferro, Cromo
Nastrine
Barilla: Ferro
Plum cake
allo yogurt Giorietto Biscotti:
Ferro. Cromo
Ringo
Pavesi: Ferro, Cromo, Silicio, Alluminio,
Titanio
Pane carasau
(I Granai di Qui Sardegna):
Ferro, Cromo
Pane ciabatta
Esselunga: Piombo, Bismuto,
Alluminio
Pane morbido a fette
Barilla: Piombo, Bismuto,
Alluminio
Paneangeli
Cameo: Alluminio, Silicio
Pane Panem:
Ferro, Nichel, Cobalto, Alluminio, Piombo,
Bismuto, Manganese
Cornetto
Sanson (cialda): Ferro, Cromo e Nichel (cioè
acciaio)
Biscotto
Marachella Sanson: Silicio, Ferro
Omogeneizzato
Manzo Plasmon: Silicio, Alluminio
Omogeneizzato
Vitello e Prosciutto Plasmon: Ferro, Solfato di
Bario, Stronzio, Ferro-Cromo, Titanio
Cacao
in polvere Lindt: Ferro, Cromo, Nichel
Tortellini
Fini: Ferro, Cromo
Hamburger
McDonald’s: Argento
Mozzarella
Granarolo: Ferro, Cromo, Nichel
Chewing gum
Daygum Microtech Perfetti:
Silicio (cioè vetro)
Integratore
Formula 1 (pasto sostitutivo) Herbalife: Ferro,
Titanio
Integratore
Formula 2 Herbalife: Ferro, Cromo
I
metalli
elencati
sono tutti sotto forma di
particelle nano e micro-metriche
(nano = dal miliardesimo al
decimilionesimo di metro, micro = dal
milionesimo al centomillesimo di metro).
Nessuno
degli inquinanti particolati di
cui sopra
è biodegradabile
e, dunque,
resta
dov'è
per sempre.
E dov'è è un
tessuto umano.
Alcuni dei
metalli elencati come inquinanti
fanno parte di quelli che si
chiamano OLIGOELEMENTI e, in quell’ottica, sono
essenziali per la vita. Per esempio, il Ferro è
un componente dell’emoglobina e, se non ci
fosse, i nostri tessuti non potrebbero essere
ossigenati; il Rame è fondamentale per la
formazione dell’emoglobina, il Cobalto è
presente nella composizione della Vitamina B12,
e così via. Attenzione, però
a non cadere nell’equivoco.
Ciò di cui stiamo parlando
non sono ioni
(atomi) che entrano nella
composizione di sostanze naturali e che, non
raramente, sono indispensabili per la
nutrizione; ciò di cui parliamo
sono particelle,
minuscoli sassolini, che vengono
involontariamente immessi come inquinanti nei
cibi.
Le fonti di questi materiali estranei sono
tantissime. Tra i tanti esempi che si possono
fare, c’è quello del Ferro-Cromo-Nichel nei
cibi.
I
sistemi di macinazione
sono spesso costituiti da acciaio
(Ferro-Cromo-Nichel, appunto) e questo materiale
si usura, perdendo scorie che entrano nel
macinato.
Queste scorie sono proprio le
particelle che non dovrebbero esserci
e che, una volta ingerite,
entrano nel circolo sanguigno per essere
rapidamente sequestrate da vari organi (reni,
fegato, ecc.), dove
restano in eterno
perché non sono biodegradabili.
Il problema è che sono dei
corpi estranei
e l’organismo li vede come tali,
facendo partire una reazione
infiammatoria
(granulomatosi) che si cronicizza e può
diventare cancro o restare, comunque,
un’infiammazione che è pur sempre una malattia.
Dunque,
un conto è mangiare una bistecca
che contiene Ferro organico
perché presente naturalmente nel sangue
dell’animale del cui muscolo ci stiamo nutrendo
e
un conto è mangiarsi delle
palline piccole piccole di Ferro.
Da notare che
più queste particelle sono
minuscole,
più sono aggressive, potendo addirittura
penetrare all’interno dei
nuclei delle cellule
quando la loro dimensione è al di
sotto di una certa soglia.
Tra i
metalli elencati,
comunque, ce ne sono diversi che non entrano in
nessuna combinazione biologica utile (Titanio,
Bario, ecc.) e sono
chimicamente tossici.
Naturalmente
le aziende sono tutte
perfettamente a posto dal punto di vista legale,
non esistendo alcuna legge che imponga non solo
l’eliminazione, ma anche solo la ricerca o
l’elencazione
in etichetta
di quelle sostanze.
Che la scienza viaggi con un
passo diverso rispetto alla legge
è un fatto noto di cui non c’è da
stupirsi.
Così come non c’è da stupirsi (anche se può fare
leggermente schifo) che
le industrie
non abbiano alcuna voglia di
scoperchiare loro stesse il calderone. Fin che
va… By
Giulio Curioni,
del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” -
ottobre 2006
http://www.circoloambiente.org/cementeria/nanopolveri.htm
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Intervista a Stefano Montanari, Direttore
Scientifico del laboratorio Nanodiagnostics di
San Vito
(Modena)
Cosa sono le
nanopolveri
? Si tratta di particolato inorganico di
dimensioni comprese tra 10^-7 e 10^-9
metri, cioè tra dieci millesimi di millimetro e
un milionesimo di millimetro. Le micropolveri,
comprendenti le famigerate PM10, sono
decisamente più grossolane, avendo dimensioni
dell’ordine di 10^-6 - 10^-5
metri, vale a dire tra un millesimo di
millimetro e un centesimo di millimetro. La
differenza tra i due tipi è enorme, paragonabile
all’incirca a quella esistente tra le dimensioni
di un uomo e quelle dell’Everest.
Entrambe le micro e
nanoparticelle
sono molto dannose per la salute, sia per la
loro grandezza fisica sia per la loro
composizione chimica, e sono tanto più
pericolose quanto più sono piccole. Ciò
significa che le famose PM10 non sono le uniche
particelle di cui dobbiamo preoccuparci, e che
anzi ne esistono di più piccole a noi più
nocive.
Le nanopatologie sono tutte quelle malattie –
principalmente tumori, ma non solo – provocate
dalla penetrazione e dall’accumulo nei tessuti
di tali particelle, che essendo molto piccole
riescono a entrare all’interno delle cellule
arrivando in alcuni casi a introdursi nel
nucleo, interagendo quindi col DNA.
La particolarità delle micro- e
soprattutto delle nanopolveri è che rimangono
sospese in aria per lungo tempo a causa delle
loro minuscole dimensioni e possono giungere
lontanissimo rispetto al luogo dove sono state
liberate. Inoltre non hanno tempo di
dimezzamento e non sono biodegradabili, pertanto
rimangono indefinitamente in circolazione, fino
a depositarsi al suolo o a inserirsi in qualche
organismo vivente. In quest’ultimo caso le
nanopolveri si accumulano nei tessuti ed è
praticamente impossibile liberarsene sia
attraverso il metabolismo sia con tecniche
artificiali, almeno allo stato attuale delle
nostre conoscenze.
Le principali vie di assunzione
sono l’inalazione e l’ingestione. Cito qualche
esempio riportato da Montanari. La caduta delle
Torri Gemelle ha ufficialmente causato finora
400.000 malati a causa delle polveri liberatesi
in atmosfera, ma probabilmente il numero reale è
molto superiore, addirittura sopra il milione.
Tutti i cani che sono stati utilizzati per le
operazioni di soccorso sono morti di tumore. Un
secondo esempio è il caso di una signora che per
svariati anni si faceva portare del radicchio di
campagna proveniente da un colle vicino a
Modena. Le alte concentrazioni di metalli
prodotte da un’industria di ceramica distante
qualche chilometro dal colle hanno causato
l’insorgere di un cancro nella signora.
Sono molti gli alimenti che
contengono nanoparticelle. Il laboratorio
Nanodiagnostics ne ha trovate in alcuni tipi di
biscotti, pani, carni, in alimenti per
l’infanzia e in molti altri cibi. Un esempio per
tutti sono le gomme da masticare, che la
pubblicità ci invoglia a comprare perché
puliscono i denti. Contengono delle
nanoparticelle di silicio che effettivamente
asportano il cibo rimasto sulle gengive ma che
finiscono poi per essere ingerite con la saliva.
Ma da dove arrivano tutte queste
particelle? Certamente sono sempre esistite in
natura, liberate in gran quantità dalle eruzioni
vulcaniche, dagli incendi e in generale da tutti
i fenomeni erosivi agenti sulla superficie
terrestre. Attualmente però il ruolo dell’uomo è
diventato sempre più evidente. Le attività umane
hanno incrementato in maniera esponenziale
l’emissione di polveri in atmosfera, fenomeno
favorito anche dall’incessante crescita della
popolazione mondiale registratasi negli ultimi
decenni, con conseguente aumento delle attività
inquinanti. Pressoché ogni nostra attività
genera polveri, dall’accensione di un fiammifero
a una saldatura, da una frenata con l’auto a una
qualsiasi attività industriale. Particolarmente
dannose sono tutte quelle attività che operano
ad alte temperature, come gli inceneritori. A
tal proposito Montanari ha espresso con
chiarezza la sua contrarietà allo smaltimento
dei rifiuti mediante incenerimento. Riporto
brevemente le sue argomentazioni.
Come abbiamo imparato dalla chimica “nulla si
crea e nulla si distrugge, tutto si trasforma”.
Perciò quando bruciamo un rifiuto, semplicemente
lo convertiamo in un’altra forma, scorporandolo
in numerosissime molecole. Queste vengono in
parte bloccate dai sistemi di abbattimento
presenti negli impianti e dovranno poi essere
smaltite da qualche parte, generalmente in
discariche – per questo gli inceneritori non
sono una valida alternativa alle discariche, in
quanto non le sostituiscono – e in parte vengono
liberate in atmosfera.
Più sono alte le temperature più si libera
particolato fine, che, come è già stato detto, è
decisamente il più aggressivo e pericoloso per
la salute. Un’attenzione particolare la meritano
i metalli pesanti, dato che sono tra i maggiori
responsabili delle nanopatologie. Essi
fuoriescono dai camini sotto forma di ioni, ma
appena usciti incontrano temperature minori e si
aggregano in nanoparticelle solide, spesso
formando leghe del tutto casuali. Il problema è
che i nuovi inceneritori lavorano a temperature
sempre maggiori, rilasciando di conseguenza
enormi quantità di particolato molto fine.
Ovviamente durante la conferenza non sono stati
presi in considerazione gli altri aspetti
riguardanti gli inceneritori, quali l’efficacia
dei sistemi di abbattimento e i vantaggi
economici e di recupero energetico, ma dal punto
di vista medico è emerso che un inceneritore non
è un buon affare.
Montanari ha infine espresso
qualche dubbio anche relativamente ai nuovi
filtri anti-particolato dei motori diesel, i
cosiddetti veicoli euro 4. I filtri infatti
finiscono per sminuzzare ulteriormente le
micropolveri liberando grosse quantità di
nanopolveri, molto più aggressive.
L’intervento si è concluso con l’auspicio che
venga introdotta a breve una regolamentazione
sulla produzione di nanopolveri, dato che finora
non esistono limiti di emissione da rispettare.
È evidente che per affrontare il problema
bisogna conoscerlo a fondo, e per questo
occorrerebbe investire molto in ricerca.
Consultate anche:
http://www.nanodiagnostics.it/CiboPulito.aspx
http://www.beppegrillo.it/2007/02/heavy_metals.html
http://www.gagliano.ws/blog/archives.cfm/category/default
www.rachel.org
http://www.beppegrillo.it/eng/2005/12/walking_ironmongers.html
The following list gives some
metals
contained in products that we eat
every day,
metals like Titanium, Cobalt, Silver.
You just need to know.
Just like they do for cigarettes, it’d be OK to
add a label with the words: “Watch Out: glass
inside”, or Lead, Bismuth and Barium Sulphate
can produce side effects.”
The list:
Pandoro Motta: Aluminium, Silver
Tiny Rold Gold Snacks (USA): Iron, Chromium,
Nickel (that is steel), Aluminium
Offelle Bistefani Biscuits: Osmium, Iron, Zinc,
Zirconium, Silicon-Titanium
Galletti Barilla: Titanium, Iron, Tungsten
Macine Barilla: Titanium
Granetti Barilla: Iron, Chromium
Nastrine Barilla: Iron
Plum cake allo yogurt Giorietto Biscotti: Iron.
Chromium
Ringo Pavesi: Iron, Chromium, Silicon,
Aluminium, Titanium
Pane carasau (I Granai di Qui Sardegna): Iron,
Chromium
Pane ciabatta Esselunga: Lead, Bismuth,
Aluminium
Pane morbido a fette Barilla: Lead, Bismuth,
Aluminium
Paneangeli Cameo: Aluminium, Silicon
Pane Panem: Iron, Nickel, Cobalt, Aluminium,
Lead, Bismuth, Manganese
Cornetto Sanson (cialda): Iron, Chromium e
Nickel (cioè acciaio)
Biscotto Marachella Sanson: Silicon, Iron
Omogeneizzato Manzo Plasmon: Silicon, Aluminium
Omogeneizzato Vitello e Prosciutto Plasmon:
Iron, Barium Sulphate, Strontium, Iron-Chromium,
Titanium
Cacao in polvere Lindt: Iron, Chromium, Nickel
Tortellini Fini: Iron, Chromium
Hamburger McDonald’s: Silver
Mozzarella Granarolo: Iron, Chromium, Nickel
Chewing gum Daygum Microtech Perfetti: Silicon
(that is: glass)
Integratore Formula 1 (pasto sostitutivo)
Herbalife: Iron, Titanium
Integratore Formula 2 Herbalife: Iron, Chromium
The metals listed above are
all in the form of particles
measured in nano and micro
metres. (nano= from a thousand millionth to a
ten millionth of a metre, micro= from a
millionth to a hundred thousandth of a metre)
None of these polluting particles is
biodegradable and so they stay where they are
forever.
Where they are is human tissue.
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ALIMENTI CONTAMINATI
nel NOSTRO PIATTO, il DOSSIER del WWF
Roma - 23 settembre 2006 - Nei nostri piatti
inquinanti vecchi e nuovi.
Gli
ftalati, utilizzati per rendere
flessibili le materie plastiche, sono stati
trovati nell’olio d’oliva, nei formaggi e
nella carne. I
pesticidi
organoclorurati, utilizzati in
agricoltura contro gli insetti nocivi
(compreso il
DDT bandito da decenni), nel pesce, nel
burro, persino nella carne di renna. I
muschi artificiali (fragranze utilizzate per
l'igiene personale o per la casa) e
organostannici (gli
antivegetativi
- infatti, le antivegetative a base di
silicone e rame continuano a contenere
elevati livelli di biocidi e di metalli
pesanti - , i conservanti del legno) nel
pesce. I ritardanti di fiamma, utilizzati
per prevenire la combustione nei tessuti e
nel mobilio ma anche nelle apparecchiature
elettroniche, erano nella carne e nel pesce.
In totale 119 sostanze tossiche appartenenti
a 8 diversi gruppi di composti chimici sono
state rinvenute nei 27 campioni di alimenti
di largo consumo presi in esame in 7 paesi
europei.
Il nuovo dossier del WWF - "La catena
della contaminazione globale" - il
ruolo dell'alimentazione rivela che la
principale via di esposizione alla maggior
parte delle sostanze chimiche, in
particolare quelle persistenti e
bioaccumulabili (come il DDT e i PCB banditi
da decenni) è l’alimentazione.
La “catena di contaminazione” è un
percorso complesso che i composti chimici
compiono intorno al mondo: dai produttori ai
prodotti di consumo, alla fauna selvatica
fino agli esseri umani. Sono presenti nelle
case, nei luoghi di lavoro e anche a tavola.
“Neanche la dieta più salutare ci mette
al riparo dagli inquinanti chimici tossici
– commenta Michele Candotti, Segretario
Generale del WWF Italia – Per questo
crediamo che le sostanze chimiche debbano
essere sottoposte ad una normativa più
efficace. Siamo alla vigilia del voto su
REACH, lo strumento dell’Ue per la
regolamentazione delle sostanze chimiche, e
chiediamo ai parlamentari europei che siano
bandite le sostanze più pericolose e
applicato il principio di sostituzione,
siano fissati requisiti severi per i
produttori al fine di garantire trasparenza
di informazione su tali sostanze. E’
necessario, inoltre, che il consumatore
sappia quali sostanze sono presenti nei
prodotti di uso quotidiano”.
I 27 campioni di alimenti, provenienti da
Gran Bretagna, Polonia, Svezia, Italia,
Spagna, Grecia e Finlandia, sono tutti di
largo consumo come prodotti caseari (latte,
burro e formaggio), carne (salsicce, petti
di pollo, salame, bacon), pesce (salmone,
tonno, aringhe) e ancora pane, olio d’oliva,
miele, succo d’arancia. Nessuno dei prodotti
– tutti acquistati in supermercati e di
marche comuni - è risultato esente da tracce
di sostanze chimiche, al contrario in tutti
sono stati rinvenuti, in varia misura e
secondo miscele differenti, i 119 composti
tossici appartenenti agli 8 gruppi di
sostanze presi in esame.
In parallelo grazie alla collaborazione del
prof. Silvano Focardi dell’Università di
Siena sono state effettuati test su campioni
di lasagna, acquistate nei supermercati di 4
città italiane e sono stati rintracciati più
di 42 Pcb e 13 residui di pesticidi, tra cui
il DDT.
I livelli di contaminanti rilevati negli
alimenti analizzati non sono in grado di
causare conseguenze dirette o immediate
sulla salute (i consumatori non devono
allarmarsi o evitare questi cibi), ma deve
essere seriamente valutato l’effetto di
un’esposizione cronica – anche a basse dosi
- di un cocktail di contaminanti attraverso
la dieta, soprattutto nel feto in via di
sviluppo, nei neonati e nei bambini.
Per sensibilizzare i politici di Bruxelles
sulle sostanze chimiche pericolose alla
vigilia del voto di REACH il WWF ha prodotto
uno spot che sarà trasmesso su Euronews ed è
visibile anche on line nel sito internet del
Wwf.
Dove gli attori sono gli stessi membri del
Parlamento Europeo:
Guido Sacconi (Italia, PSE) relatore del
provvedimento, Péter Olajos (Ungheria, PPE),
Chris Davies (UK, ADLE) et Riita Myller
(Finlandia, PSE), riuniti in una seduta di
outing in cui dichiarano di essere stati
contaminati da quei veleni che REACH
dovrebbe bandire.
Tratto da: Sesto Potere.com
vedi anche
Consigi
Alimentari
+
http://www.sicurezzadeglialimenti.it/archivio.htm
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MELAMINA,
Scandaloso - Ott. 2008
Non c’è altro da dire per descrivere le
contaminazioni da melamina. Dopo i
mangimi (OGM e quelli contaminati) che
dalla Cina sono stati esportati in altri
stati, latte in polvere e altri prodotti del
settore caseario - si parla di yogurt - sono
risultati contaminati in queste
ultime settimane.
A che scopo aggiungere melamina a latte in
polvere o altri prodotti alimentari ? al
fine di aumentare fraudolentemente -alle
analisi di controllo- il livello di sostanze
azotate.
Che cosa ho
imparato in queste ultime ore ?
Ci sono 6 bambini deceduti, spero tanto che
non ci siano altre vittime, si parla di piu’
di 6000 neonati che manifestano sintomi a
livello renale, indice che sono venuti a
contatto e hanno assunto il latte contenente
la melamina.
Sembra che la vicenda fosse nota dai primi
di agosto, qualche giorno prima della
inaugurazione delle Olimpiadi.
Il gruppo
caseario San Lu, coinvolto nella vicenda è
stato acquisito per il 43% dalla
multinazioanle neo-zelandese Fonterra, che
ovviamente non sta facendo un figurone.
La Fonterra è uno dei piu’ grande fornitori
di prodotti lattiero-caseari, esporta il 90%
dei suoi prodotti lattiero-caseari in 140
paesi.
Un altro marchio straniero probabilmente
coinvolto si chiama Kocci, una joint-venture
tra Cina-Australia.
Finora nessun problema è stato riscontrato
tra gli altri partner commerciali stranieri
che si forniscono di latte in polvere tra
cui Abbott, Meadjohnson, Nestlè, Wyeth o
Dumex.
Tra i marchi cinesi sulla
lista nera ci sono Yashili, Yili, Mengniu, e
Shengyuan. Tra tutti i prodotti contenenti
melamina, il latte in polvere della San Lu è
quello in cui è stata evidenziata la
qunatità maggiore di melamina (2563 mg per
kg). Il contenuto di melamina in altri
marchi è risultato tra 0,09 e 619 mg per
chilogrammo.
La melamina non è stata trovata in campioni
di prodotti lattiero-caseari forniti durante
le Olimpiadi di Pechino.
Ci sono degli indagati, tra questi un
rivenditore di melamina, è ritenuto
responsabile di aver venduto il composto ad
alcuni fornitori di latte della San Lu.
Fonte:
chinastakes.com
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Diossina
nel cibo - 4 ottobre 2007
Dagli yogurt ai gelati, dalla maionese
ai surgelati, dagli integratori
dietetici ai prodotti senza glutine.
L'agente cancerogeno è finito nei nostri
piatti per un periodo lunghissimo: da
quanto ha ricostruito Il Salvagente,
circola per l'Europa da almeno due anni.
Sono potenzialmente a rischio i prodotti
che contengono l'additivo addensante
Guar Gum (indicato anche come farina
di Guar, o con la sigla E412)
importato dall'India, e in particolare
dall'industria chimica India Glycols.
L'allarme
Il 25 luglio 2007,
la Commissione europea ha
scoperto la diossina in 117 lotti di
Guar Gum, importati in Europa
dall'azienda svizzera Unipektin. A oggi,
ispettori della Commissione sono in
missione India, per comprendere a fondo
la natura e le dimensioni della crisi.
Nel frattempo, però, si accavallano
notizie sempre più allarmanti. Che
smentiscono, e superano, il primo
allerta europeo. Il Salvagente ha
scoperto che il guar gum con la diossina
non è limitato a 117 partite. Non è
stato importato solo in Svizzera. E
circola anche per l'Italia. Lo
confermano i dati di Unipektin:
l'importatore elvetico, che si è trovato
nell'occhio del ciclone, ha condotto
analisi su campioni delle importazioni
degli ultimi due anni. Con risultati
sconcertanti.
Il direttore di Unipektin, Bruno Jud -
intervistato dal Salvagente - rivela che
tutte le analisi hanno mostrato la
presenza di diossina, anche in quantità
superiori a quelle scoperte dalla
Commissione europea.
Anche in Italia
Il Guar Gum incriminato è arrivato anche
in Italia:
lo rivela il dirigente di un grande
laboratorio di analisi, e lo conferma il
ministero della Salute. Un carico
contaminato, inoltre, è approdato a
giugno nel porto di Genova. E' già stato
distribuito alle aziende alimentari,
tranne una parte, sottoposta ad analisi.
Nei giorni scorsi, il ministero ha
divulgato i risultati, che evidenziano
tracce di sostanze contaminanti. Non è
stato reso noto, però, quanti e quali
prodotti contengono l'additivo alla
diossina. In ogni caso, dal ministero
assicurano che le Regioni che "stanno
procedendo al rintraccio sul territorio
nazionale di tale partita". I
consumatori, come al solito, vengono
lasciati all'oscuro.
Ritiri in mezza Europa
Nel resto d'Europa, invece, il
meccanismo di salvaguardia è scattato
subito, e l'opinione pubblica ha
percepito immediatamente l'emergenza.
Fin dai primi giorni di agosto, le
principali multinazionali si sono
attivate per rintracciare l'additivo a
rischio, ritirando i prodotti dai
supermercati.
Dalla Spagna all'Ungheria, dalla
Svizzera alla Finlandia, la sirena
d'allarme ha suonato con forza, anche
sui giornali. Il ministero della Salute
ungherese, ad esempio, per precauzione
ha ordinato il sequestro di una
quarantina di marchi, coinvolgendo
alcuni nomi celebri: Danone, Coca Cola,
Ceres. In Romania, una filiale del
gruppo Danone ha interrotto la
produzione di yogurt alla frutta (che in
seguito, però, è stato giudicato esente
da rischi). In Finlandia, il maggiore
produttore di dolciumi, Valio, ha
ritirato dal mercato 30mila cartoni di
crema da cucina, avviando analisi
accurate, e scoprendo la diossina nei
prodotti confezionati già a partire da
aprile.
Notizie col contagocce
In Italia, invece, le informazioni
arrivano col contagocce: tutto
succede al riparo dai riflettori.
Il ministero ha diramato due circolari:
la prima, diffusa il 14 agosto e
destinata a Fedechimica e
Federalimentare, era un generico invito
a effettuare controlli. La seconda,
datata 30 agosto e rivolta anche ai
farmacisti, agli erboristi, e in genere
ai commercianti e agli artigiani,
ribadisce e sottolinea l'allarme, ha un
tono più perentorio, e introduce un
nuovo elemento di inquietudine:
alcuni prodotti - cibi dietetici e
integratori alimentari - sono più a
rischio di altri. Infatti, negli yogurt
e nei gelati, la percentuale di Guar è
relativamente bassa.
Il pericolo per la salute, quindi, è
legato soprattutto all'assunzione per un
tempo prolungato, attraverso un'ampia
varietà di prodotti.
Ma in commercio,
fra gli scaffali dedicati al
"benessere", si trovano pasticche,
bevande, integratori dietetici, che sono
addirittura a base di guar. Il carico di
diossina potrebbe essere impressionante.
Tratto da:
http://www.ilsalvagente.it/modules.php?name=News&file=article&sid=113
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ADDITIVI:
Sono
molti i prodotti che le possono
contenere, pertanto si suggerisce
un’accurata lettura dell’etichetta, dove
possono essere indicate per esteso
o con le sigle E410 ed E412, ma
potrebbero anche essere presenti senza
alcuna indicazione.
Tra i prodotti da tenere sotto controllo
si segnalano:
* BEVANDE AL CACAO
* BEVANDE AL COCCO
* BUDINI INDUSTRIALI
* CARNE IN SCATOLA
* CHEWING-GUM
* CONFETTERIA
* CARAMELLE
* CREME PER
PASTICCERIA
* FARINA DI PATATE
* FRUTTA CANDITA
* ALCUNI PRODOTTI DA
FORNO
* PRODOTTI DOLCIARI
IN GENERE
* ALCUNI GELATI
* ALCUNE SALSE
INDUSTRIALI
* TORRONE E MARZAPANE
Tratto da:
da
http://eurosalus.lycos.it/1060861749_33.html
Commento NdR:
Nel dubbio, non acquistare le cose
che si trova sugli scaffali dei
supermercati che riportano la dicitura
*GUAR* oppure E412.
Continua in:
Alimenti
Contaminati - 2