Complimenti.....Sei entrato nel piu' completo Portale sulle Medicine Alternative, Biologico  Naturali e Spirituali - la Guida alla Salute Naturale - Leggi, Studia, Pratica e starai in Perfetta  Salute, senza Farmaci ne' Vaccini


GUIDA  alla  SALUTE con la Natura

"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 

"La Vita e’ cio’ che ne facciamo" (Socrate)
Questo e' il Portale, il Sito della Via al Benessere
.....la Salute e' nelle vostre mani.....ecco la via Giusta per uscire dalle "malattie".....

.....il tecnico informa, la Natura guarisce....
 

BIOETICA 1 - Introduzione, commenti, proposte

“Ogni Organismo, risponde in maniera differenziata, agendo secondo precise leggi biologiche e biochimiche adeguandosi ogni istante, alle varie esigenze di stimolazione esterna dell'atmosfera nella quale vive; infatti tutte le variazioni iono atmosferiche, anche minime, modificano ad ogni istante le cariche bioelettroniche dei liquidi (il Terreno o Matrice) dei corpo dei vari organismi viventi

BIOETICA 1 - INTRODUZIONE, commenti, proposte
BIOETICA 2 - INDICE, SOMMARIO - Articoli, Studi, Proposte

BIOETICA + Codice etico della ricerca Europea
La Bioetica (termine italiano composto da due parole greche: bios= vita ed ethikos= teoria del vivere) è una disciplina moderna molto recente che applica la riflessione etica alla scienza ed alla biomedicina.
Prevede dunque l'interazione dell'etica con le scienze, con lo scopo di affrontare e valutare anche a livello morale alcuni processi medici quali il trapianto di organi, l'eutanasia, la fecondazione artificiale e tanti altri.

Come Nasce la Malattia ?  +  Dove e perché Nasce la Malattia ?
CONFLITTI SPIRITUALI IRRISOLTI 
+  Piu' Caos = Meno Salute
Infiammazione
(conCausa delle malattie fisiche)  +  Tossiemia
La Bugia Pasteuriana  (di Pasteur)  +  Falsita' della medicina ufficiale  
  
Pericolo Farmaci  Terrorismo Mediatico  +  Malattie Inventate + Conflitti di Interesse
VUOI VIVERE per SEMPRE ?
Progetto per Realizzare un VILLAGGIO della SALUTE
(Ricerca dell'Autosufficiente)

Questa la sintesi della Medicina Naturale:
Tutte le "malattie" e specialmente quelle degenerative hanno come causa principale i Conflitti Spirituali irrisolti e come concausa fisiologica le intossicazioni (ad esempio e particolarmente quelle dei Vaccini, droghe, farmaci, alimenti contaminati, ecc.) che generano alterazioni nel microcircolo, nel metabolismo cellulare e quindi infiammazioni nei tessuti degli organi bersaglio del Conflitto Spirituale irrisolto.

SPIRITO e SALUTE = Mente sana in Corpo Sano
PERDONARE  e NON TENERE RANCORE, FA BENE alla SALUTE
Un gruppo di ricercatori hanno sperimentato con successo la terapia del “perdono” di genitori di vittime di omicidi in Irlanda del Nord; i risultati della sperimentazione su 259 persone, sono stati presentati al meeting dell’American Psycological Association a San Francisco  (USA) dallo psicologo Carl Thorensen della Stanford University in California, che ha tenuto a sottolineare che il perdono deve essere inteso come rinuncia al diritto di provare, esasperazione, rancore, irritazione o desiderio di vendetta; 
un carattere clemente, facilita anche l’amore ed i rapporti intimi !!
Universo Intelligente + Universo Elettrico + SOVRANITA' INDIVIDUALE (Dichiarazione)
 

Bugiardi attenti, mentire fa male alla salute  - Dire la verità fa bene alla salute, i bugiardi sono avvisati - 08 Ago. 2012 
Per arrivare a queste conclusioni gli studiosi hanno proposto a 110 volontari di età tra i 18 e i 71 anni un bizzarro esperimento.

Settimanalmente la metà dei partecipanti riceveva il compito di non dire nemmeno una piccola bugia. L'ordine perentorio era quello di non dire falsità "per nessuna ragione".

La ricerca, condotta dall'università statunitense di Notre Dame dell'Indiana, è chiara nell'affermare che i bugiardi abituali o i mentitori occasionali vedrebbero migliorare la loro salute psicofisica se smettessero di dire bugie. L'altra metà invece era lasciata libera di dire o non dire fandonie.

Nel tempo, l'esperimento ha messo in rilievo una relazione diretta tra le frottole e la salute.
Come spiegato da Anita Kelly, coordinatrice della ricerca, "Ogni volta che il tasso delle bugie saliva, la salute dei partecipanti scendeva, quando le bugie scendevano la salute migliorava".

Nel corso dell'esperimento le bugie venivano conteggiate, e quando un volontario, appartenente al gruppo che aveva ricevuto l'istruzione di non mentire, raccontava di aver detto tre bugie in meno durante la settimana, mediamente la sua salute migliorava in quattro aree specifiche. Meno mal di testa, mal di gola e raffreddori, senza contare che dal lato psicologico il partecipante era meno afflitto da stress o tensioni e malinconia.

Secondo i dati presentati alla conferenza della American Psycholagical Society un adulto americano dice mediamente 11 bugie a settimana. In sintesi le conclusioni riferiscono che mentire genera stress. Resta comunque la curiosità di capire se il volontario che raccontava di aver detto meno frottole mentisse o meno.

Video straordinari, Zeitgeist
Temi trattati, problema monetario, problema sociale, problema energia, problema religioni:
qui i links con i sottotitoli in italiano:
Zeitgeist 2: http://video.google.com/videoplay?docid=-922737582620416065
Zeitgeist 1: http://video.google.it/videosearch?q=Zeitgeist&hl=it&emb=0#
Zeitgeist 1: http://video.google.it/videoplay?docid=8843401698699797775&ei=uC_BSLeULI-c2wLFhOy4CQ&q=zeitgeist+sottotitoli

 
"Ogni azione effettuata crea SEMPRE un legame-relazione con l'essere alla quale e' rivolta; per cui occorre stare molto attenti a cosa si fa da e per gli altri, le relazioni devono essere improntate alla MASSIMA Etica possibile"

Una legge dell'Arabia Saudita (paese che noi occidentali riteniamo retrogrado...) afferma: "un prodotto NON puo' essere immesso sul mercato se non se produce prima la dimostrazione della sua assoluta inocuita"....
Controllo della popolazione nei paesi del terzo Mondo

Predestinati alla bonta', generosita', altruismo, bellezza, giustizia, dai nostri geni (DNA)- Luglio 2009
Secondo l'antropologo Donald. E. Brown dell'Universita' della California (USA) alcune disposizioni di animo, cioe', cio' che noi chiamiamo bonta', generosita', riconoscimento dei diritti altrui, (giustizia), la proscrizione di violenze come l'omicidio, lo stupro, hanno sempre albergato nella nostra mente, da quando l'uomo esiste sulla faccia della Terra.
Infatti l'Umanita' fin dall'inizio ha sempre cercato la dimensione sociale, crescita della prole, creazione della famiglia, la difesa dei deboli, vivere nel e per il gruppo, cosa diversa dall'organizzazione comunitaria, che ne e' una fase successiva.
La collaborazione fra individui, clan, gruppi, tribu', popoli, nazioni, sono la giusta conseguenza di questi fattori innati nella specie umana. Cio' significa quindi che la bonta' il mantenimento della pace e' da sempre una caratteristica dell'Umanita'.
Questo fatto deriva dalla capacita' intrinseca di distinguere il bene dal male = Bene (piacere) - male (dolore e sofferenza) e cio' si evidenzia specialmente nel fenomeno "malattia".
La distinzione di questi due concetti, permette all'essere di evolvere sempre piu' verso il "Giusto, il bello ed il piacevole".
La natura umana tende alla pace, Il filosofo Jean-Jacques Rousseau ci ricorda che la "guerra" e' un concetto che non concerne direttamente il rapporto fra individui, che lo mantengono all'interno del semplice "contrasto" fra soggetti, ma lo diviene quando pochi individui forzando, e' il caso di dirlo, questo tipo di contrasto, incitano altri ad unirsi a loro per ottenere vantaggi, in genere personali, a discapito di altri con i quali i contrasti vengono ad essere esplicati in forme di violenza esagerata.
Per il soggetto umano e' sempre stata una "forzatura" (dolore) fare del male a qualcuno, mentre fare del bene fornisce piacere.
Il prof. G. Berns psichiatra docente all'Universita' di Atlanta (USA), utilizzando tecniche elettroniche di "imaging" ha scoperto che quando le persone mettono in atto comportamenti altruistici, nel loro cervello aumenta il flusso di sangue proprio nelle aree del piacere, cioe' e' come dire che un semplice gesto di bonta', e' gia' sufficiente a farci felici.
Il prof. Steven Pinker, professore di Psicologia dell'Universita' di Harward afferma: "il senso morale NON deriva dalla religione che ci viene inculcata; i principi morali che ciascuno sente di rispettare sono pre-programmati nel nostro cervello (DNA) fin dalla nascita ed hanno basi neurologiche".
Infatti le religioni sono semplici derivazioni e deviazioni dai principi morali insiti nella natura umana, per dare un certo senso a quelle disposizioni innate e cercare di fornire una "causa" primaria (origine) a questi desideri-funzioni innate.
Anche negli animali e' possibile ritracciare questi "programmi" nella loro mente, esempio ?: anche la scimmia piuttosto che tirare una catena che da cibo, ma fornisce una scossa alla scimmia vicina, preferisce rinunciare al cibo.
Ma da dove provengono queste funzioni innate ?
Dal "centro=buco" del nostro Ego/IO, cioe' dal VuotoQuantoMeccanico, la casa di "Dio".

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La nascita della "scienza moderna", iniziata con Galileo Galilei ha dato impulso alle idee di indole "meccanica" che hanno proliferato in epoca industriale in quanto la concezione "quantitativa" della scienza  ha coinciso con l' idea del superamento del "Vitalismo Rinascimentale" . 
Oggi compendiamo che tale impostazione "meccanica" propone una visione riduttiva e parziale delle "Scienze della Vita" che induce nuove barriere culturali e scientifiche, perche ' eccessivamente condizionata da concezioni che sono state  utili alla produzione industriale di macchine,  oggi in evidente crisi anche per i suoi aspetti di progressiva distruzione "entropica"  dell' ecosistema. 
Pertanto le concezioni "meccaniche" al presente non tengono conto della complessita’  delle Scienze della Vita e dei moderni aspetti ineludibili del  BIO-VITALISMO, che appropriatamente condivisi e indirizzati culturalmente divengono capaci di focalizzare gli aspetti decisamente importanti della vita quali quelli della difesa della qualita' alimentare e della  biodiversita’ ed altro ancora che nel loro insieme preludono allo sviluppo della Knowledge Based Bio-Economy. 
Gli aspetti innovativi sociali, economici e culturali, che sono inseriti nel progetto internazionale " FLORENTINE RENAISSANCE FOR a NEW MEASUREMENT of HUMANITY" sono rivolti ad attuare una aperta discussione sulla tematica in oggetto e tendono ad esplorare strategie ed opportunita’ di sviluppo delle scienze della vita nell' epoca della KNOWLEDGE BASED BIO-ECONOMY , associate alle effettive capacita' di realizzazione della Green-Economy e della Blu-Economy del mare.
By Paolo Manzelli - Director of LRE/EGO-CreaNet – University of Florence - Dipartimento di Chimica, Polo Scientifico 50019 -SESTO F.no - 50019 Firenze - E.mail: LRE@UNIFI.IT

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Orizzonti della bioetica
Negli ultimi vent’anni la medicina e più in generale le scienze legate alla biologia hanno compiuto progressi enormi.
Nello stesso tempo, però, questi vorticosi cambiamenti hanno sollevato una serie di interrogativi di carattere morale e giuridico che alimentano ansie e paure rispetto agli scenari del prossimo futuro.
Si è aperta una nuovissima fase della storia della scienza nella quale l’uomo rischia di trasformarsi da soggetto a oggetto di manipolazione, sperimentazione incontrollata, trasformazione della sua più intima natura.
Di tutte queste inquietudini tenta di farsi carico una nuova disciplina, la bioetica, nata all’inizio degli anni Settanta negli Stati Uniti. Attraverso di essa filosofi, giuristi, psicologi, medici, teologi, sociologi cercano una risposta attendibile alla domanda fondamentale: che cosa è giusto fare e in che modo è lecito agire nell’esercizio della medicina?
Questa riflessione parte da un presupposto: non tutto ciò che è tecnicamente realizzabile è per ciò stesso moralmente accettabile. Per questo motivo, la bioetica può essere correttamente definita come quella parte della filosofia morale che considera la liceità o meno degli interventi sulla vita dell’uomo, in particolare in ambito medico-biologico.
Ma se la bioetica, intesa come disciplina organica - a partire dalla parola che la designa, "inventata" dall’oncologo Van Rensselaer Potter nel 1970 - è relativamente recente, i suoi contenuti, i suoi problemi e le sue risposte hanno in realtà origini molto più antiche: già nel V secolo il greco Ippocrate elaborò un "giuramento" che conteneva l’indicazione dei principali doveri di un buon medico. Questo giuramento è rimasto per secoli il codice di deontologia per i medici di tutto il mondo.
Oggi la bioetica è chiamata a volgere il suo sguardo sia in direzione del passato che in quella del futuro: da un lato, riappropriandosi dei principi fondamentali tracciati da Ippocrate, e dall’altro dotandosi di strumenti capaci di applicare questi principi alla pratica clinica di ogni giorno.

La bioetica - come ogni ambito del sapere umano - ha i propri esperti e i propri "luoghi" di approfondimento specialistico.
Ma la bioetica è, anche e soprattutto, questione che interroga le persone comuni, che hanno il diritto e insieme il dovere di partecipare a un dibattito così decisivo per il futuro della nostra civiltà.
Nessuno oggi può dire: la bioetica non mi riguarda.
Questo portale - il primo in Italia interamente dedicato alla bioetica - è la più avanzata risposta al bisogno che la nostra società ha, oggi come un tempo, di tornare a interrogarsi sull’uomo, sul suo destino, sul suo volto, sulla sua dignità.
By Prof. Mario Palmaro - Istituto di filosofia del diritto Università degli Studi di Milano - Tratto da: portaledibioetica.it

 

Aspettando l’Esperanto - 01/10/2010
Quello della lingua franca è un problema antico quanto il mondo. Quando due popoli, che parlano lingue diverse, vogliono comunicare fra loro, ci sono solo due possibilità: o uno dei due si adatta a parlare la lingua dell’altro, oppure si ricorre ad una terza lingua, conosciuta a sufficienza da ambedue, che viene detta appunto “lingua franca”. Nel primo caso succede che automaticamente una della parti – quella che si adatta a parlare la lingua dell’altro – si ritrovi in posizione di inferiorità psicologica, mentre la seconda soluzione pone le due parti, almeno teoricamente, su un piano di parità. In realtà, anche la seconda soluzione riflette una situazione di inferiorità, non più fra un popolo e l’altro, ma fra tutti i popoli che la utilizzano e quello che detiene il potere nella regione in quel momento.
A ben guardare, infatti, le più importanti lingue franche nella storia della civiltà occidentale sono state il greco, il latino, il francese e l’inglese, ed hanno corrisposto, non a caso, al periodo di predominio della Grecia nel Mediterraneo, al Primo e Secondo Impero Romano, al periodo del colonialismo francese, ed infine a quello del colonialismo inglese. E la metamorfosi dal colonialismo inglese al moderno imperialismo americano non ha fatto che rafforzare l’importanza della lingua inglese, che ormai è diventata per antonomasia la lingua franca in tutto il mondo.
Fu proprio per evitare gli aspetti di “sudditanza psicologica”, fra le altre cose, che sul finire del 19° secolo l’oftalmologo polacco Ludwik Zamenhof decise di creare ”a tavolino” una lingua franca completamente nuova, chiamata Esperanto, che fosse “equidistante” da tutti, in senso culturale, storico e politico. E nonostante l’Esperanto non abbia avuto il successo e la diffusione sperati, sono in molti oggi a sostenere che sarebbe una soluzione decisamente migliore rispetto a quella dell’inglese.



L'inglese infatti, benchè venga spesso definita come una lingua semplice - e questo può anche essere vero, se la si confronta con il russo o con il cinese - non è affatto una lingua facile “in assoluto”.
Come ogni altra lingua infatti si è evoluta con il tempo, grazie all'uso che ne è stato fatto da tutte le popolazioni che l’hanno adottata, ... integrando quindi anche i risultati della cultura che man mano queste popolazioni producevano.
Questo implica che per utilizzarla in maniera sufficientemente funzionale sia necessario conoscere anche, almeno in parte, la cultura che quella lingua ha generato.
La necessità di una lingua internazionale è particolarmente importante per gli europei perchè questi, pur facendo parte di una sorta di federazione con la stessa moneta, che sta con il tempo uniformando anche le sue leggi ed altre direttive organizzative, non hanno invece nulla in comune riguardo alla lingua.
Del problema si è parlato proprio in sede europea, nel 2007, quando il commissario europeo per il multilinguismo Lenoard Orban ha posto a diversi esperti la domanda "Cosa pensate delle lingua in Europa ?"
Riportiamo l’interessante risposta di Claude Piron, linguista e psicologo belga - oltre che famoso esperantista - che dal dal 1957 al 1961 è stato traduttore per l'ONU dalle lingue cinese, inglese, russo e spagnolo al francese.
“Signor Commissario, La ringrazio per aver invitato dei semplici cittadini ad esprimere il proprio parere. Lo ritengo un simpatico segno di rispetto per l'uomo della strada.
Il problema delle lingue in Europa è caratterizzato dalla tensione tra due bisogni in apparenza contraddittori: il bisogno di comunicare in modo efficace ed il bisogno di rispettare uguaglianza ed anche identità di ognuno. Avvalersi dell'inglese non è democratico, anzi porta la maggior parte degli Europei all'afasia. Osservi la comunicazione tra due cittadini Europei, di lingua non germanica, sulla trentina e che abbiano studiato l'inglese per sei o sette anni durante l'iter scolastico. Vi reperirà tutti i sintomi dell'afasia: frasi spezzettate, costante ricerca della parola voluta, necessità di numerose ripetizioni per poter capire, pronuncia bloccata o disturbata di alcuni fonemi, ecc. Quanto all'investimento necessario in tempo e fatica, il risultato è piuttosto deludente e riconducibile alla non adattabilità dell'inglese alle esigenze della comunicazione interculturale. Prova oggettiva ne è che un investimento 10 volte minore dà un esito decisamente migliore, laddove la lingua di comunicazione venga scelta con più discernimento.
Non solo avvalersi dell'inglese non è democratico, ma nel modo stesso di presentare il problema alle popolazioni si annida un drammatico deficit di democrazia. Autorità, mass media, elite intellettuale orchestrano, anche in buona fede, un gigantesco inganno collettivo.
1. Viene fatto credere ai non anglofoni che sia possibile imparare bene l'inglese. Questo è vero solo per una limitata percentuale di coloro che parlano una lingua germanica, o per coloro che hanno i mezzi per frequentare per 4 o 5 anni una università di lingua inglese, anche se una disuguaglianza tra anglofoni e non anglofoni permane comunque. Inganno.
Da una ricerca condotta ad Hannover su 3700 studenti con 8/10 anni d'inglese alle spalle, emerge che solo l'1% è stato classificato nella categoria ottimo e il 4% nella categoria buono, in base alle percentuali di successo riferite al test di lingua. (Oltretutto questi ragazzi si illudevano sulle proprie capacità, ritenendosi il 34% di livello ottimo ed il 38% di livello buono).
2. Viene fatto credere che sia possibile imparare bene l'inglese attraverso l'insegnamento scolastico. La maggior parte dei giovani si lascia ingannare su questo punto e si capisce perche'. Dal punto di vista psicologico infatti è più comodo lasciarsi ingannare piuttosto che dover affrontare la realtà e rendersi conto di essere stati presi in giro. La tendenza a scambiare i propri desideri con la realtà è complice dell'inganno.
3. Viene fatto credere che una volta imparato l'inglese sia possibile comunicare ovunque nel mondo. Inganno. Nell'Europa continentale oltre il 90% della popolazione non è in grado di capire un brano di inglese corrente. Provi in Polonia o in Francia ad esprimersi in inglese con persone incontrate per strada e si accorgerà di essere stato ingannato sull'universalità dell'inglese.



4. Viene fatto credere che lo status dell'inglese come unica lingua globale sia definitivo, che la cosa sia ineluttabile e che pertanto sarebbe assurda la proposta di passare ad altro sistema, fosse anche a termine. La storia insegna che un simile giudizio ha buone probabilità di essere smentito più che di essere convalidato . Nessuno conosce il futuro. Presentare una congettura come un dato di fatto significa ingannare il prossimo.
5. Si opera un inganno quando viene taciuto che per molti versi la fonetica dell'inglese ne fa una lingua particolare, più difficile da pronunciare di gran parte delle altre lingue per la maggioranza della popolazione. Si evita di dire che i tanti suoni vocalici dell'inglese (24) e la presenza di suoni come il /th/ sono una fonte costante di malintesi o di pronuncie ridicole (sentire e riprodurre la differenza tra *fourteen*, *fourty*, *thirteen*, *thirty*, oppure tra *soaks*, *socks*, *sucks*, *sacks*, *sex*, *six*. *seeks*, ecc., è fuori portata per la maggior parte dei non anglofoni.)
6. Si opera un inganno quando si evita di sottolineare che per acquisire la padronanza lessicale dell'inglese occorre una fatica doppia rispetto a quella necessaria per un'altra lingua. In quasi tutte le lingue si riscontra un collegamento formale che agevola la memorizzazione di nozioni connesse: si fa derivare *lunare* da *luna*, *dentista* da *dente*, *disarmo* da *arma*. In inglese invece occorre ogni volta imparare due parole diverse: *moon*/*lunar*, *tooth*/*dentist*, *weapon*/*disarmament*. Inoltre non si ha una buona padronanza dell'inglese se non si conoscono migliaia di doppioni del tipo *buy*/*purchase*, *read*/*peruse*, *freedom*/*liberty*, *threat*/*menace*, ecc. La maggior parte delle lingue funziona benissimo senza un simile ingombro lessicale.
7. Viene fatto credere che l'inglese sia una lingua precisa quanto la maggior parte delle altre lingue. Inganno. L'inglese è decisamente più approssimativo, per via dei pochi riferimenti grammaticali e dei campi semantici spesso troppo vasti, come ad esempio:
a) *Develop an industry* può significare tanto *creare una industria* quanto *sviluppare una industria già esistente*..
b) *Bush warned against attacking Iran* può significare *Bush ha consigliato di non attaccare l'Iran* oppure *Bush (è) messo in guardia (da qualcun altro) contro l'idea di attaccare l'Iran*.
c) Una interprete di mia conoscenza ha iniziato col tradurre *Iraqis today have no power* con *gli iracheni non hanno potere*, laddove il successivo svolgimento del discorso indicava che si sarebbe dovuto tradurre con *In Irak oggi non c'è corrente elettrica*.
d) *English teacher* può riferirsi correttamente sia ad un professore di inglese che insegni la matemateca che ad un professore ungherese che insegni l'inglese.
Potrei moltiplicare gli esempi, ma questi quattro sono sufficienti. Ho lavorato con parecchie lingue e nessuna è così ambigua. Ciò è particolarmente deplorevole, specie per i testi giuridici e scientifici.
8. Si opera un inganno quando si fa credere che l'esperanto è un passatempo, una cosa da dilettanti, che non funziona. Ebbene, se lo paragoniamo, nella pratica, ad altri linguaggi internazionali, cioè ad una buona conoscenza dell'inglese, al broken English, ll'interpretazione simultanea o consecutiva, alla mimica o al linguaggio maccheronico, ecc. ci si rende conto della sua superiorità. Infatti con l'esperanto non si è costretti ad investire un solo centesimo nella comunicazione linguistica ed essendo l'impegno decisamente minore (sei mesi di studio dell'esperanto danno una capacità di comunicazione che in un'altra lingua, inglese compreso, non viene raggiunta nemmeno dopo sei anni), il rapporto costo-efficacia risulta senz'altro più favorevole rispetto ad altri sistemi (vedi Claude Piron, Communication linguistique: etude comparative faite sur le terrain, *Language Problems & Language Planning*, vol. 26, 1 23-50 o http://claudepiron.free.fr/articlesenfrancais/etudesurterrain.htm).
9. Viene fatto credere che l'inglese sia l'unica risposta alla sfida della diversità linguistica e che i costi che ne scaturiscono siano trascurabili e non riducibili. Inganno. La sostituzione dell'inglese con l'esperanto porterebbe ad una apprezzabile riduzione dei costi sia nell'insegnamento che nelle relazioni internazionali. Inoltre viene fatto credere che il monopolio quasi totale dell'inglese nell'insegnamento sarebbe un vantaggio e non un inconveniente. Si evita di dire che la sua sostituzione con l'esperanto consentirebbe di dedicare ad altri idiomi centinaia di ore di lezione, rendendo in tal modo possibile una effettiva diversificazione nell'insegnamento delle lingue. La scuola tornerebbe a rispecchiare la diversità culturale invece di essere costretta a influenzare gli studenti con un'unica cultura presentata di fatto come superiore alle altre.
Insomma, l'organizzazione linguistica dell'Europa e del mondo in generale si regge su una impressionante serie di inganni, reiterati da un discorso all'altro, da un articolo all'altro, sia perchè i propagatori delle falsità sono in malafede, sia ­ ed è sicuramente il caso più frequente ­ perchè ripetono quanto viene detto senza curarsi di verificare i fatti.
“Signor Commissario, Lei conta di fare qualcosa e conta di fare qualcosa la Commissione per ristabilire la verità e consentire agli Europei di scegliere un regime linguistico in piena consapevolezza ?”
“Ci auguriamo di sì, perchè se si continuerà sulla via dell'inerzia, capiremo che la democrazia non avrà più nulla da aspettarsi dalle istituzioni europee. Infatti qualsiasi inganno, anche se divulgato in buona fede, apre la porta alle derive antidemocratiche.”
Claude Piron
Da quando è iniziata l’era di Internet sono anche cresciute le possibilità di diffondere l’Esperanto nel mondo. Esiste già infatti una piccola ma solida comunità esperantista, composta da migliaia di persone, che si incontrano regolarmente in rete su siti, forum ed IRC. Inoltre sono disponibili diversi corsi online per imparare la lingua o perfezionarla, e alcuni addirittura prevedono un tutor che segua lo studente nelle varie fasi, dando un valido supporto professionale. Il tutto avviene gratuitamente.
Ma l’Esperanto soffre oggi dello stesso problema di tante altre “novità impossibili”, che sono ritenute tali solo perchè la nostra chiusura mentale ci impedisce di prenderle seriamente in considerazione.
Noi possiamo solo aggiungere che quasi tutti coloro che hanno deciso di lanciarsi nell'impresa di studiare questa nuova lingua ne sono rimasti entusiasti, al punto fa diventarne spesso degli "evangelisti" loro stessi.
Il resto, se ne avete voglia, scopritelo da soli.
Tratto da luogocomune.net

BIOETICA 2 - INDICE, SOMMARIO - Articoli, Studi, Proposte
 

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