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GUIDA  alla  SALUTE con la Natura

"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


CONSENSO INFORMATO - 2

Da settembre 2013, in tutta l’UE (Unione Europea), sul foglietto illustrativo (bugiardino) di determinati medicinali
farà la sua apparizione un triangolo capovolto.
Un contrassegno che segnala a pazienti ed operatori sanitari quei farmaci per i quali i consumatori
sono caldamente invitati a segnalare agli operatori nazionali, eventuali effetti collaterali inattesi.
In gergo tecnico, le medicine sottoposte a monitoraggio addizionale.
Si tratta di tutte le confezioni autorizzate dopo il 1° gennaio 2011 che contengono una nuova sostanza attiva; vaccini o prodotti derivati dal plasma di origine biologica; i medicamenti per i quali sono necessarie determinate informazioni supplementari nella fase successiva alla messa in commercio, o la cui autorizzazione è subordinata al rispetto di determinate condizioni o restrizioni per un impiego sicuro ed efficace.- vedi: PDF del comunicato stampa Commissione Europea


"Noi medici siamo plagiati, fin dall'inizio, dagli insegnamenti universitari che ci vengono propinati da un manipolo di "professori" che hanno il solo interesse di lasciarci nell'ignoranza sulla vera origine delle malattie. Alcuni di noi, alla fine, raggiungono la consapevolezza e mettono in moto delle grosse energie che provocano reazioni positive nel Tutto."
Dott. Giuseppe De Pace (ortopedico ospedaliero)

I colossi farmaceutici fanno ammalare ogni anno milioni di persone
La descrizione del meccanismo che nel secolo scorso permise ai grossi capitali finanziari di impadronirsi
 dell’intero sistema medico americano
  e non solo, attraverso il controllo dell’insegnamento universitario,
 i Rockefeller amavano chiamarla filantropia efficiente”, e' qui in questa pagina,  ben descritto.
 

La Legge - vedi: Consenso Informato 1 

La prima doverosa citazione è riservata alla Costituzione
"La libertà personale è inviolabile" (art. 13) e 
"La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana" (art. 32).
L'articolo 50 del Codice Penale stabilisce la non punibilità di chi lede un diritto, o lo mette in pericolo, con il consenso di chi può validamente disporne. Disattendere a questa norma può comportare il reato di lesioni personali (art. 582) o lesioni personali colpose (art. 590).
L'articolo 1325 del Codice Civile sancisce l’obbligo dell’accordo tra le parti per il perfezionamento del contratto, accordo la cui carenza dà luogo a nullità del contratto stesso (art. 1418).
Nella Convenzione del Consiglio d'Europa, invece, la materia è molto più dettagliata. In particolare il testo afferma: 
“I desideri precedentemente espressi a proposito di un intervento medico da parte di un paziente che, al momento dell'intervento, non è in grado di esprimere la sua volontà saranno tenuti in considerazione" (art. 9)
e più avanti:
“Ogni persona ha il diritto di conoscere ogni informazione raccolta sulla propria salute. Tuttavia, la volontà di una persona di non essere informata deve essere rispettata" (art. 10).

 

Le norme italiane più esplicite e complete si ritrovano nel Codice Deontologico del Medico, la disciplina cui ogni professionista si deve attenere nell'esercizio della professione.
 Più precisamente in maniera molto dettagliata l’attuale Codice Deontologico sancisce l’obbligo di informazione al paziente (art. 30) o all’eventuale terzo (art. 31), nonché l’obbligo di acquisire il consenso informato del paziente (art. 32) o del legale rappresentante nell’ipotesi di minore (art. 33).
Lo stesso Codice Deontologico stabilisce poi l’obbligo di rispettare la reale ed effettiva volontà del paziente (art. 34) nonché i comportamenti da tenere nell’ipotesi di assistenza d’urgenza (art. 35).
Si può pertanto sostenere che sussiste un obbligo diretto, di natura deontologica, all’informazione al paziente, nonché all’acquisizione del consenso informato. Obbligo che, ove non ottemperato, potrebbe dar luogo di per sé, indipendentemente da eventuali danni in capo al paziente, all’apertura di procedimento disciplinare a carico del sanitario, avanti all’Ordine professionale competente.

Chi acconsente
Il consenso, per essere valido, deve essere rilasciato esclusivamente dal diretto interessato, salvo alcune eccezioni. Nel caso in cui il paziente sia minorenne ovvero incapace di intendere e di volere, il valido consenso dovrà esser prestato da chi ne esercita la potestà: i genitori o il tutore legalmente designato, ovvero il rappresentante legale (tutore o curatore) dell'incapace. Il minorenne, però, ha diritto a essere informato e a esprimere i suoi desideri, che devono essere tenuti in considerazione. Lo stesso vale per la persona interdetta, che ha diritto a essere informata e di veder presa in considerazione la sua volontà. Nel caso in cui il diniego del consenso provenga da un tutore legale il medico ha il dovere di sottoporre la questione all'autorità giudiziaria.
Accade spesso, nel caso di paziente temporaneamente impossibilitato a fornire il proprio consenso (per esempio perché in coma), che il medico si rivolga ai prossimi congiunti, chiedendo loro il preventivo consenso ad un intervento di particolare difficoltà. Sotto il profilo strettamente giuridico, e specificamente penale, occorre sottolineare che il consenso dei prossimi congiunti non ha alcun valore.
Nelle ipotesi in cui il paziente non possa prestare alcun valido consenso, pertanto, il medico dovrà assumersi in prima persona ogni responsabilità, e, qualora decidesse di intervenire, non sarà punibile. Sia il Codice Penale (art. 54), infatti, sia il Codice Deontologico (artt. 7 e 35) prevedono che, in situazioni d'emergenza, il medico è tenuto a prestare la sua opera per salvaguardare la salute del paziente.
Il medico può agire senza l'assenso del malato anche nelle situazioni che mettono a repentaglio la salute della collettività. Per esempio per prevenire la diffusione di epidemie sono obbligatorie alcune vaccinazioni o la cura forzata della tubercolosi e delle malattie veneree contagiose.

Informare come e perché
Per poter esprimere o negare il proprio consenso occorre essere opportunamente informati sulla questione in oggetto. Il compito di informare il paziente in modo chiaro e comprensibile spetta al medico. Egli dovrà spiegare al paziente: quale trattamento (diagnostico, chirurgico o farmacologico) gli sta proponendo; quali benefici il paziente può attendersi dal trattamento stesso; quali inconvenienti potrebbero verificarsi in caso di accettazione; a quali rischi per la salute si espone il paziente con un eventuale rifiuto; quali trattamenti alternativi, se ve ne sono, sono disponibili. Informativa e consenso possono essere solo verbali oppure scritti: la legge non prescrive alcun obbligo perciò, generalmente, si ricorre al documento scritto solo quando l'intervento presenta rischi consistenti.
Sulle modalità d'informazione, l'articolo 30, quarto comma, del nuovo Codice Deontologico prescrive: "Le informazioni riguardanti prognosi gravi o infauste, o tali da poter procurare preoccupazioni e sofferenze particolari al paziente, devono essere fornite con circospezione, usando terminologie non traumatizzanti, senza escludere mai elementi di speranza".
Questo comma si rifà al testo costituzionale, interpretando la tutela della salute nella sua accezione più ampia di integrità fisica e psicologica. Comunicare con eccessiva crudezza la gravità di una situazione fisica, infatti, può causare sentimenti di ansia, angoscia e depressione nel malato. Ove non necessario, perciò, il medico non deve compromettere l'equilibrio psicologico del malato che, oltre a essere un suo diritto tutelato dalla legge, è un fattore fondamentale, capace di incidere positivamente sul decorso della malattia. Il paziente, tuttavia, ha diritto di chiedere e ricevere informazioni più dettagliate, oppure può scegliere di non essere informato o delegare una terza persona a ricevere le informazioni ed esprimere il consenso.
By Elisa Lucchesini
Tratto da :
http://www.dica33.it/argomenti/bioetica/consenso_informato/consenso_info1.asp
 

Corruzione e sistemi sanitari nel mondo: vedi http://www.epicentro.iss.it/focus/globale/globalcorrupt.asp
Visionare questi link: http://www.informatori.it/informatori/filepdf/sperimentazioni.pdf
video: http://www.youtube.com/watch?v=DoS02m0OevM

 

Visionate questo video, parla un'informatore farmaceutico, sul Business dei Farmaci e Vaccini
http://ildocumento.it/farmaci/il-business-farmaceutico-current.html
 

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Consenso informato e rifiuto di trattamenti sanitari  
L’origine della regola del necessario consenso del paziente ai trattamenti sanitari  - Il principio del necessario consenso ai trattamenti sanitari nell’ordinamento italiano -  Dal consenso ai trattamenti al “consenso informato”.  Dal consenso informato al rifiuto di cure -  Il concetto di salute -  Il rispetto dell’autodeterminazione del paziente non più cosciente - A proposito della disciplina normativa del testamento biologico.
By Alessandra Pioggia, professore ordinario di Diritto Amministrativo presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Perugia.
vedi: PDF sul Tema


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IL CONSENSO INFORMATO
Con il termine consenso informato si identifica una procedura con cui i genitori dei pazienti minorenni (o i loro rappresentanti legali) vengono messi a conoscenza delle eventuali terapie mediche o chirurgiche e dei trattamenti che il loro bambino dovrà subire.

In un consenso informato ci deve essere:

-

una spiegazione chiara delle condizioni mediche del piccolo paziente;

-

lo scopo finale del trattamento;

-

una descrizione dettagliata delle procedure e degli effetti collaterali;

-

una discussione dei rischi e benefici cui va incontro il piccolo paziente con tale terapia;

-

una possibile presentazione di vie alternative di trattamento o di procedure;

-

una spiegazione delle conseguenze a cui va incontro il piccolo paziente se il trattamento viene rifiutato;

-

una spiegazione sul fatto che, i genitori del piccolo paziente in qualsiasi momento possono decidere di interrompere il trattamento e che questa decisione non inficerà le possibilità di essere comunque trattato e seguito.


E’ responsabilità del medico tentare di spiegare tutte queste informazioni nel miglior modo possibile, cercando parole chiare.
Se necessario altre persone, come il personale infermieristico con esperienza specifica, possono rispondere alle domande dei genitori, integrando il discorso del medico curante.

Da parte del medico, si devono incoraggiare domande su tutto quello che è stato spiegato, per permettere ai genitori di capire fino in fondo a che cosa và incontro il piccolo paziente.
Per tale motivo molto spesso sono richiesti più colloqui.
Per molte procedure e trattamenti si usa un consenso informato scritto e tale documento deve contenere tutte quelle informazioni che abbiamo citato sopra e chiaramente essere conforme alla discussione che il medico ha tenuto con i genitori.
Firmare un documento del genere, non esula i genitori dal poter fare ancora altre domande di chiarimento.

Tale documento viene generalmente firmato anche dal medico, di fronte ai genitori, e se è possibile anche da una terza persona, che viene detta testimone.

Una copia del consenso firmato viene inserito nella cartella di ricovero del piccolo paziente ed una copia è sempre a disposizione dei genitori, se questi lo richiedono.

Le informazioni sulla malattia e l’acquisizione del Consenso Informato del Paziente vengono effettuate rispettando i principi e le regole stabilite dal Codice di Deontologia Medica.


Articolo 30 : Informazione al Cittadino
Il Medico deve fornire al paziente la più idonea informazione sulla diagnosi, sulla prognosi, sulle prospettive di cura ed eventuali alternative diagnostico-terapeutiche e sulle prevedibili conseguenze delle scelte operate.
 

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La documentata volontà della persona assistita di non essere informata o di delegare ad altro soggetto l’informazione deve essere rispettata.

Articolo 31 : Informazione a Terzi
L’informazione a Terzi è ammessa solo con il consenso esplicitamente espresso dal paziente.
Il Medico deve raccogliere gli eventuali nominativi delle persone preliminarmente indicate dallo stesso a ricevere la comunicazione delle informazioni.

Articolo 32 : Acquisizione del Consenso Informato
Il Medico non deve intraprendere attività diagnostica e/o terapeutica senza l’acquisizione del Consenso Informato del Paziente.
Il consenso deve essere espresso in forma scritta nei casi previsti dalla legge e nei casi in cui, per la pericolosità della prestazione diagnostico e/o terapeutiche o per le possibili conseguenze delle stesse sulla integrità fisica, si renda opportuna una manifestazione inequivoca della volontà della persona stessa.

In ogni caso, in presenza di un documentato rifiuto di persona capace di intendere e di volere, il Medico deve desistere dai conseguenti atti diagnostici e/o terapeutici ,non essendo consentito alcun trattamento contro la volontà della persona,ove non ricorrano le condizioni di incapacità di esprimere la propria volontà in caso di grave pericolo di vita ( art. 34 ).

Articolo 33 : Consenso del legale rappresentante
Allorché si tratti di minore, di interdetto o di inabilitato, il Consenso agli interventi diagnostici e terapeutici, nonché al trattamento dei dati sensibili, deve essere espresso dal rappresentante legale.
In caso di opposizione da parte del rappresentante legale al trattamento necessario e indifferibile a favore dei minori o di incapaci, il Medico è tenuto ad informare l’autorità giudiziaria.

Articolo 34 : Autonomia del cittadino
Il medico deve attenersi, nel rispetto della dignità ,della libertà e dell’indipendenza professionale, alla volontà di curarsi ,liberamente espressa dalla persona.
Il medico ,se il paziente non è in grado di esprimere la propria volontà in caso di grave pericolo di vita, non può non tenere conto di quanto precedentemente espresso dallo stesso
Il medico ha l’obbligo di dare informazioni al minore e di tenere conto della sua volontà , compatibilmente con l’età e con la capacità di comprensione, fermo restando il rispetto dei diritti del legale rappresentante.

Tratto da: http://www.ail.it/bambini/il_consenso_informato.htm

Commento all’art 33 NdR:
Ma chi determina che il trattamento sia necessario ed indifferibile (il medico ??) non di certo anche perche’ DEVE essere rispettato il volere del paziente (art. 32 Costituzione) inoltre i medici della medicina ufficiale NON conoscono Tutte le tecniche sanitarie possibili quindi non conoscendole, NON sono in grado di valutare con cognizione di causa la necessita’ improrogabile od indeferibile o meno di un determinato trattamento sanitario !

 

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