|
GENE
|
Un segmento
di
DNA che esplica una funzione informatica specifica (per
esempio: il gene per il controllo dell'insulina).
L'informazione trascodificata da un gene (l'informazione e'
contenuta nel campo -CEM- degli atomi che vi sono nei geni)
viene inizialmente trascritta sull'RNA
messaggero e successivamente tradotta in
proteine. |
|
PROTEINA |
Una
molecola
costituita da una sequenza di aminoacidi (costituenti
fondamentali delle proteine).
Le proteine possono essere strutturali oppure funzionali. In
una
cellula
ci sono almeno 5.000 tipi di proteine, ogni tipo è presente
all'interno della cellula in grande numero (da 10.000 a
1.000.000 molecole). |
|
DNA |
Acido desossiribonucleico. Il
Dna cellulare è composto da nucleotidi. Un nucleotide è la
risultante di un fosfato + uno zucchero + una base azotata.
I nucleosidi sono formati invece da uno zucchero ed una base
azotata.
Contiene l'informazione genetica nella forma di sequenze di
basi azotate. |
|
BASI |
Unità
contenute dal
DNA:
Adenina
(A),
Guanina (G),
Citosina (C),
Timina (T). Il linguaggio
genetico è determinato da queste quattro basi. |
Il
Genoma si può definire come l'insieme dei geni di una qualunque
cellula
che appartenga a un organismo semplice come un batterio o a un organismo
complesso come può essere l'uomo.
I Geni sono costituiti dalle basi presenti nel DNA (acido
deossiribonucleico): le basi sono quattro molecole formate da uno
zucchero, il deossiriboso e da basi azotate nominate
Adenina
(A),
Guanina
(G),
Citosina
(C),
Timina
(T) =
AGCT, che si uniscono tramite
legami a idrogeno per formare una lunga sequenza che prende la ormai
famosa forma di doppia elica scoperta da
Watson e
Crick nel 1953.
Definizione (sintetica) di DNA:
Il DNA è un lungo
polimero costituito da unità ripetute di
nucleotidi. La catena del DNA è larga tra i 22 ed i
26 Ångström
(da 2.2 a 2.6 nanometri)
ed ogni unità nucleotidica è lunga 3.3 Ångstrom
(0.33 nanometri). Sebbene ogni unità occupi uno spazio
decisamente ridotto, la lunghezza dei polimeri di DNA
può essere sorprendentemente elevata, dal momento che
ogni filamento può contenere diversi milioni di
nucleotidi. Ad esempio, il più grande
cromosoma umano (il
cromosoma 1) contiene quasi 250 milioni di
paia di basi.
Le
basi del DNA non si uniscono tra loro in modo casuale ma ogni
Adenina
si può unire esclusivamente con la
Timina
e viceversa, allo
stesso modo la
Guanina
si può unire solamente alla
Citosina,
questo fa sì che se noi conosciamo la sequenza di basi di una catena
possiamo ricavarne per deduzione la sequenza anche dell'altra singola
catena.
Si afferma che il DNA umano è formato da circa 3 miliardi di basi
che codificano
assieme a quello dei mitocondri ed alle cellule stesse, le caratteristiche di tutta la persona
(NdR: non ne siamo matematicamente sicuri), cioè l'informazione tradotta dal
DNA consiste nel formare le proteine, che sono le effettive prime
discendenti del
DNA, infatti dal DNA vengono prodotte le proteine che
costituiscono allo stesso tempo i mattoni e i muratori delle
cellule.
Il
DNA oltre alla struttura della doppia elica presenta altre strutture
cosiddette superiori, infatti, tecnicamente si dice che esiste una
struttura primaria identificata con la sequenza delle quattro basi che si
alternano su un filamento (ad esempio potrebbe essere ATCGGA... che
significa: adenina, timidina, citosina, guanina, guanina, adenina…), una
struttura secondaria identificata dalla caratteristica doppia elica, una
struttura terziaria identificata dall'avvolgersi di questa doppia elica
intorno a proteine dette ISTONI e, infine, una struttura
quaternaria molto complessa identificata dall'avvolgersi della struttura
costituita dal DNA con gli istoni a formare quelli che noi
conosciamo come
Cromosomi e che nell'uomo sono in numero di 46.
L'unità chiamata
Gene è, invece, quella che codifica una
proteina: si intende per gene quella sequenza di basi che, tradotta dagli
organuli della cellula, porta alla formazione di una proteina. Questo
significa che noi possiamo prendere un gene (cioè la sequenza di basi del
DNA che lo rappresentano) e inserirlo in una provetta con adeguati enzimi
e corpuscoli cellulari ottenendo alla fine una proteina perfettamente
sviluppata.
In
tutto il genoma abbiamo all'incirca 20.000 /25.000 geni di lunghezza variabile e
molte sequenze di DNA non codificanti,
per un totale di circa 90'000
proteine prodotte (in 40.000 anni la variazione genetica è
stata dello 0.02); questo significa che esiste una
grossa quantità di DNA che in teoria, allo stato attuale delle
conoscenze, non serve al fine della crescita della
cellula.
(NdR: vedi Commento in fondo alla pagina)
"Sono
quindi questi geni che codificano tutte le particolarità di cui
è costituita una persona";
http://www.newscientist.com/article/dn14631-human-geography-is-mapped-in-the-genes.html
DNA e
geografia by John Novembre e Manfed Kayser
http://www.nature.com/nature/journal/v456/n7218/full/nature07331.h
PDF:
Genes mirror
geography within Europe (2008)
Quantita' dei Geni:
È stata ipotizzata
l'esistenza di 20.000–25.000
geni codificanti proteine.
Il numero
stimato di geni umani è stato ripetutamente abbassato
dalle iniziali predizioni di 100 000 o più man mano che
la qualità del sequenziamento genomico e dei
metodi di
predizione dei geni sono migliorati, e potrebbe
scendere ulteriormente. Secondo una stima di Craig
Venter (nel 2007) i geni sarebbero 23.224, mentre
secondo Jim Kent (2007) sarebbero 20.433 codificanti e
5.871 non codificanti.
Sorprendentemente, il numero
di geni umani sembra essere solo poco più del doppio
rispetto a quello di organismi molto più semplici, come
Caenorhabditis elegans e
Drosophila melanogaster. In ogni caso, le
cellule umane utilizzano
massicciamente lo
splicing alternativo per produrre un gran numero di
proteine differenti da un singolo gene, e si pensa che
il
proteoma umano sia molto più grande di quello degli
organismi summenzionati.
La maggior parte dei geni
umani ha
esoni multipli e degli
introni, che sono frequentemente molto più lunghi
degli esoni fiancheggianti.
I geni umani sono
distribuiti in maniera non uniforme lungo i cromosomi.
Ogni cromosoma contiene varie regioni ricche di geni e
poveri di geni, che sembrano correlate con le
bande cromosomiche ed il
contenuto in GC.
Il significato di questa alternanza non casuale di
densità genica non è ben compresa allo stato attuale
della conoscenza scientifica.
In aggiunta ai geni
codificanti proteine, il genoma umano contiene diverse
migliaia di
geni codificanti un RNA incluso il
tRNA, l'RNA
ribosomico,
microRNA, ed altri geni ad RNA non codificanti.
Funzioni dei Geni:
Utili per capire i meccanismi cellulari e quelli del
DNA sono i lavori di B. Lipton:
Bruce Lipton, Ph.D, quando lavorava come ricercatore
e professore alla scuola di medicina, fece una
sorprendente scoperta sui meccanismi biologici
attraverso i quali le cellule ricevono ed elaborano le
informazioni: infatti, piuttosto che controllarci, i
nostri geni sono controllati, sono sotto il controllo di
influenze ambientali al di fuori delle cellule, inclusi
i pensieri e le nostre credenze.
Questo prova che non siamo degli "automi genetici"
vittime dell'eredità biologica dei nostri antenati.
Siamo, invece, i co-creatori della nostra vita e della
nostra biologia. Lipton descrive questa nuova scienza,
chiamata epigenetica, nel suo libro: La biologia delle
Credenze.
vedi anche:
L'abuso infantile
"marca" i geni del DNA
+
DNA ANTENNA
+
Oscillatori cellulari +
Campi Morfici e DNA +
DNA Sintetico
+
Amminoacidi
e DNA
+ MAPPA DNA
+ DNA, CROMOSOMI, CELLULE +
Cervello Mente e Genetica
+ Sitchin e gli Annunaki
+
Oscillazione cellulare
NdR -
IMPORTANTE:
Ricordiamo che esiste
il
DNA detto "autologo" (quello interno
all'organismo vivente contenuto nel
nucleo e nei
mitocondri delle cellule e
quello che proviene dagli scarti proteico-mitocondriali
che derivanti dalla necrosi-apoptosi
cellulare, chiamato virus) e quello
detto "eterologo" che non fa parte di un certo
organismo vivente, ma proviene dal suo esterno; quello
eterologo e' quello che e' molto
tossico, cioe'
intossica e quindi
infiamma
sempre i
tessuti, perche' crea
stress ossidativo cellulare, nell'organismo nel quale
viene introdotto (es. con i
Vaccini); esso produce
SEMPRE DANNI anche
genetici,
oltre che
immunitari.
vedi anche:
Ruolo del
DNA Mitocondriale nell'Oncogenesi
"La disputa tra Alessandro
Volta e Luigi Galvani e' stata considerata una vittoria del
meccanicismo sul vitalismo.
vedi : http://ppp.unipv.it/VoltaGalvani/Pagine/PrincipRif.htm
http://www.ipbz.it/ImagesUpload/Area/9/materiali_didattici/brescia08/russo01.pps
Tale disputa e stata evidentemente chiusa nell'ambito delle
conoscenze dell'epoca, limitate da considerazioni di
contatto che quindi non riguardano le conoscenze attuali
relative all'Entanglement
Quantistico e con esso della possibilita' biologica di
comunicazione simultanea a distanza per mezzo i
campi di informazione
estesa (Ei)
Ad es i due DNA, cioe il nDNA
(nucleare) ed il mtDNA (mitocondriale ) comunicano
interattivamente tra loro in tempo reale.
In particolare i
mitocondri sono a forma di bevi filamenti contenenti due
membrane che separano due intercapedini.
La prima contiene gli enzimi capaci
di attivare reazioni biochimiche per approvvigionare la
cellula dell'energia necessaria (ATP)
per le molteplici attività metaboliche che utilizzano
l'ossigeno. Nella seconda intercapedine i mitocondri,
contengono un liquido sieroso con un contenuto di sali
minerali cosi che questo strato e' un buon conduttore di
elettricità.
Nell'insieme di tali funzioni i mitocondri costituiscono dei
sofisticati "bio-nano sistemi" che si comportano come
circuiti
oscillanti ultramicroscopici capaci di oscillare e
diffondere (NdR: e ricevere) un'ampia gamma di onde corte che interattivamente
vengono ricevute dal nDNA, in modo che ad es. diviene
possibile programmare l'apoptosi cellulare necessaria alla
continua ricostruzione dei sistemi viventi".
By Paolo Manzelli - Universita' di Firenze
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Complessità del genoma - La doppia
personalità del DNA
La doppia elica del DNA può
assumere una forma alternativa ma funzionale, suggerendo che
ci siano più livelli di informazione immagazzinati nel
codice genetico
Il DNA ha un alter ego che solitamente resta nascosto, ma
che ogni tanto si fa vivo e per breve tempo ne distorce i
blocchi costitutivi conferendogli una forma differente.
L'inaspettata scoperta è stata fatta da ricercatori
dell'Università del Michigan e dell'Università della
California a Irvine, che firmano
un articolo pubblicato in anteprima on line da Nature.
Era già noto che il DNA può piegarsi e torcersi a volte in
modo singolare, ma nonostante tutto le sue basi restano
accoppiate nel modo descritto da James Watson e Francis
Crick nel 1953. Grazie a un raffinamento della tecnica di
risonanza magnetica, il gruppo diretto da Al-Hashimi è stato
però in grado di osservare forme transitorie alternative in
cui alcuni "pioli" della spirale classica si separano e
riassemblano in strutture stabili differenti dai classici
accoppiamenti di basi di Watson-Crick.
"E' come se si prendesse metà di un gradino di una scala e
si girasse in basso la parte che sta in su. In questo modo
si può ancora mettere insieme le due metà del gradino ma a
questo punto non si ha più un coppia di basi di Watson-Crick,
ma quella che a volte è chiamata coppia di Hoogsteen."
Queste coppie di basi erano già state osservate in doppi
filamenti di DNA, ma solo quando la molecola era legata a
proteine o farmaci, o quando il DNA era danneggiato. Lo
studio mostra invece che anche in circostanze normali, senza
influssi esterni, alcune sezioni del DNA tendono a volte a
deformarsi in una struttura alternativa, detta stato
eccitato.
Dato che le interazioni fra DNA e proteine sono dirette sia
dalla sequenza i basi sia dallo stato di flessione della
molecola, secondo i ricercatori questi stati eccitati
rappresentano un nuovo livello di informazione: "Abbiamo
mostrato che la doppia elica del DNA esiste in una forma
alternativa, per l'uno per cento del tempo, e che questa
forma alternativa è funzionale. Complessivamente questi dati
suggeriscono che ci siano più livelli di informazione
immagazzinati nel codice genetico", ha detto Hashim M.
Al-Hashimi. (gg)
Tratto da: lescienze.espresso.repubblica.it
vedi: Come riordinare
l'informazione del DNA mitocondriale ?
Struttura chimica del DNA:
Il genoma frattale
Da parecchi anni la
SBQ sottolinea
e richiama l’attenzione di scienziati, specialisti,
addetti ai lavori ed opinione pubblica sul fatto che
non esiste un unico DNA,
bensì due, uno nucleare ed uno mitocondriale, per cui è
più appropriato riferirsi ad esso discernendolo in n-DNA
e mit-DNA. l'articolo
completo
Il principio di ricorsività del genoma
Sulla base degli studi sul genoma frattale
mitocondriale i ricercatori della SBQ hanno iniziato nel
2011 una collaborazione con ricercatori degli Stati
Uniti, ed in particolare con il team californiano del
genetista Andras Pellionisz. l'articolo
completo
Waves genomics e reversione del mit-DNA
La scoperta del genoma frattale, gli approfondimenti
sulla struttura frattalica del genoma mitocondriale, e
la validazione SBQ, già con la Manuel story, del PRFGF (Principle
of Recursive Fractal Genome Function) di Pellionisz,
legittimano l’esistenza di una comunicazione diretta e
bidirezionale tra i due tipi di DNA e strutture a valle
(proteine, mitocondri, ecc.). l'articolo
completo
vedi anche:
DNA Antenna
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Gli ORGANISMI TRANSGENICI
A
questo punto possiamo anche inserire la definizione di "organismi
transgenici": infatti, per organismo transgenico si intende
quella
cellula
od organismo che contiene nel suo DNA una parte modificata o
totalmente nuova (spesso un intero gene) in grado di produrre una proteina
nuova o modificata.
Ma come si fa a passare dalla sequenza di basi di DNA
al prodotto finale, cioè le
proteine
? I processi sono tanti ed andrebbero
approfonditi uno ad uno, qui ne facciamo solo una piccola sintesi.
Il
DNA viene inizialmente copiato da determinati enzimi presenti nel nucleo
(quali le TRASCRITTASI) passando dal DNA che è a doppio filamento
all'RNA che è a singolo filamento e che comprende un nuovo tipo di
zucchero non presente nel DNA: il riboso in luogo del deossiribosio, da
qui il nome acido ribonucleico o RNA. Inoltre al posto della base timidina
verrà utilizzato l'URACILE, cioè una nuova base azotata presente
solo nell'RNA.
Il
compito dell'RNA è, in pratica, di trasportare l'informazione del DNA dal
nucleo al citoplasma dove verrà tradotta e servirà a produrre una
proteina grazie a organuli chiamati “RIBOSOMI”.
Una
proteina
è spesso ma non solo formata da aminoacidi, cioè molecole organiche presenti in
una varietà limitata nel nostro organismo. Praticamente il corpo umano
utilizza solo 20 aminoacidi e con questi forma tutte le proteine presenti,
è un pò come se prendessimo il nostro alfabeto levassimo una lettera
(magari la H che è quella meno utilizzata) e tentassimo di comporre tutte
le parole che conosciamo, come potete ben capire si verrebbero a formare
un numero illimitato di parole.
Le
proteine vengono prodotte dai
ribosomi; il ribosoma legge l'RNA
a triplette, cioè tre basi dell'RNA per volta, ovvero quelle sufficienti
a codificare per l'aminoacido che dovrà essere attaccato alla neocatena
della proteina da rifinire.
In
questa maniera grazie alle quattro basi dell'RNA che si uniscono a formare
le triplette avremo 64 combinazioni diverse di triplette che daranno le
informazioni per costruire la proteina; tra queste triplette oltre alla
codificazione per gli aminoacidi abbiamo anche quelle che codificano per
il termine della traduzione della proteina e quelle che codificano per
l'avvio della traduzione.
Ma
se gli aminoacidi presenti nell'uomo sono 20 a cosa servono 64 triplette ?
La
risposta è nella RIDONDANZA, cioè più triplette codificano per
lo stesso aminoacido.
In questa maniera se abbiamo variazioni minime del
DNA quali mutazioni di una sola base otterremo comunque un
amminoacido
spesso uguale
(dipende da quale base cambia) a quello di partenza.
(NdR: Cambiando una base si può passare da
Glutammico
(carico negativamente) a
Valina (apolare).
Purtroppo,
però, le mutazioni non sono così valide e a volte l'amminoacido sarà
completamente diverso e potrà modificare completamente la proteina finale
un pò come succede in alcune patologie del sangue.
A volte esistono
mutazioni ancora più pericolose che levano o aggiungono una base alla
sequenza del DNA: in questa situazione il segnale di avvio e di stop può
essere variato e quindi la proteina potrebbe anche non essere più
codificata o addirittura sviluppare proteine senza alcun senso; per
fortuna all'interno della cellula esistono determinati enzimi che riescono
a correggere gli errori che avvengono sul DNA, questo perché come abbiamo
visto sopra noi abbiamo due filamenti che sono opposti, quindi se si viene
a formare un errore su un filamento, ne abbiamo comunque un altro su cui
basare la correzione, infatti, se noi abbiamo la vecchia sequenza
conosciamo perfettamente anche quella che si aveva sull'altro filamento
per il fatto che adenina si lega con
timidina e
guanina si lega con
citosina = (NdR: vedi YHWH).
Una
volta che le proteine sono state prodotte si può formare il resto
dell'organismo perché si può dire che le proteine sono le macchine che
permettono di unire gli zuccheri, trasmettere segnali, riparare e
quant'altro deve essere fatto nella
cellula
e nell'organismo.
By Fabio Venzano - con piccoli commenti da parte del
redattore di questa pagina = NdR.
Commento
NdR: l'autore di questo scritto si e' dimenticato che noi
utilizziamo per sintetizzare
proteine
solo il 10% del nostro
DNA e l'altro 90% a cosa serve...? in quanto la
Natura
intelligente non fa di queste cose.....
Il redattore di questa Pagina
ringrazia le indicazioni e le precisazioni di vari
personaggi del NG di it.scienza.biologia, i quali hanno
permesso di precisare alcuni punti poco chiari e/od
imprecisi.
Es.:e NON tralasciamo anche altre cose importanti che servono
alla "composizione" di una persona e cioe’:
i segnali
extracellulari, topografici, epigenetici, e non tralasciamo
pure il fatto che a innescare la divisione in una
cellula
uovo animale, è la fusione con un altra cellula fecondante,
a cui la cellula uovo risponde con tutta se stessa in quanto
rete dinamica autoregolata (in cui è compreso il DNA nel suo
complesso).
Inoltre l'autore si e' dimenticato di ricordare che il
DNA
ed i
Cromosomi che sono la scala del DNA avviluppata su se
stessa, sono di fatto una antenna dinamica
(ricetrasmittente) immersa in liquido, antenna che risuona a
tutte le frequenze dell'UniVerso
(per armoniche).
Ricordiamo anche che il DNA non è una
struttura statica, ma è libera di muoversi nello spazio
fluido della
cellula, assumendo varie conformazioni
topologiche (da
topos =
spazio), come annodarsi e avvolgersi
su se stesso; inoltre, tutti i processi cellulari che
comportano uno scorrimento di complessi proteici sul DNA
alterano la sua struttura nello spazio, torcendolo,
srotolandolo e creando delle regioni di super avvolgimento
del tutto simili a quelli che può assumere una corda od un
elastico. Questa struttura del DNA nello spazio viene
controllata e regolata da una serie di enzimi che si
chiamano DNA
Topoisomerasi.
Inoltre da recenti scoperte
effettuate da studiosi e ricercatori del laboratorio di
fluidi complessi e
biofisica molecolare dell'Universita' di Milano (Italy)
e pubblicati su "Science", nell'acqua
i frammenti di
DNA, secondo questo studio, hanno la tendenza
"spontanea" a formare
cristalli liquidi, ossia strutture molto ordinate
nelle quali le
molecole si collocano in modo regolare; i frammenti
di DNA tendono ad aderire gli uni agli altri formando
catene fisiche piu' lunghe delle singole molecole, spiega Tommaso Bellini, uno degli autori dello studio.
vedi:
http://www.sciencemag.org/cgi/content/abstract/318/5854/1276
Questa e' una importante scoperta perche' dimostra
inequivocabilmente le proprieta' di
autoorganizzazione
della
materia e potrebbe fornire la prova di cio' che
sarebbe avvenuto alle origini della
Terra, perche'
questo fenomeno avrebbe favorito la nascita nel mondo
prebiotico di
legami chimici a partire da frammenti di DNA.
Questa ricerca
dimostra anche le proprieta' della materia (che essa ha
insita a livello subatomico, atomico, molecolare ecc.)
di avere in se' un "Programma
di Vita" e quindi anche nell'
acqua (solvente
primordiale) proprieta' di aggregazione da studiare e da
"riscoprire"...ma gia' inizialmente ben enunciate da
Benveniste,
nella sua ricerca primordiale ma importante, sulla
memoria
dell'acqua e
del
sangue e sulle sue proprieta' aggregatrici (cluster
dell'acqua, "recettori" dell'informazione) a livello sub atomico, atomico e molecolare.
(CEM) Infatti vedi:
La vita intima
del
Genoma =
autoorganizzazione - 24 Mar. 2011
Il funzionamento dei nostri
geni in condizioni di salute e/o di malattia è
influenzato dalla loro
disposizione e dal modo in cui si
muovono nello spazio
tridimensionale del
nucleo cellulare.
I
cromosomi non sono sparsi a
caso dentro il nucleo della
cellula, ciascuno occupa
una posizione specifica.
Questa organizzazione nucleare riflette lo stato
funzionale di ciascun cromosoma e dei geni che
trasporta. L’organizzazione può cambiare quando
il comportamento cellulare si
modifica e nel corso di una malattia.
Identificare le posizioni che i geni occupano
all’interno del nucleo – e capire in che modo queste
posizioni cambiano in diverse condizioni – dà
importanti indizi sul funzionamento cellulare in
condizioni di normalità e in condizioni patologiche che
portano ad alcune malattie, fra cui i tumori.
By Tom Misteli - Fonte: Le scienze, Aprile 2011 n.512 -
Tratto da: lescienze.espresso.repubblica.it
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Un dispositivo genetico
artificiale per comandare l’Rna - 01 Dic. 2010
I
ricercatori dell’Università di Stanford (Usa) sono
riusciti a riprogrammare una cellula di lievito senza
toccare il Dna, ma utilizzando un “dispositivo genetico
sintetico” che interferisce con la catena di montaggio
delle proteine. Come dimostra il loro studio su
Science, questo dispositivo controlla il destino
dell’Rna e può essere usato per ottenere una proteina
piuttosto che un’altra.
Gli autori del lavoro hanno sfruttato un processo che
avviene normalmente all'interno di tutte le cellule. È
lo splicing, un'operazione di “taglia e cuci” che
interessa l'Rna messaggero, cioè la molecola che
trasporta l'informazione contenuta nel Dna alle
strutture deputate alla sintesi delle proteine.
Cambiando il modo in cui il messaggero viene tagliato,
si possono ottenere proteine più o meno funzionanti. Come degli hacker professionisti, i ricercatori sono
riusciti a ingannare questo sistema, introducendo una
molecola-sensore per proteine (le proteine in questione
possono essere ogni volta diverse, a seconda di ciò che
si vuole ottenere. Per esempio, i bioingegneri
californiani hanno messo alla prova la loro tecnica
innovativa su un gene che rende le cellule sensibili a
un farmaco. In questo caso il sensore è stato progettato
per segnalare la presenza della beta-catenina (una
proteina prodotta in grande quantità nelle cellule
tumorali). Se il sensore non percepiva la beta-catenina,
l'Rna messaggero veniva tagliato in modo tale che la
cellula non fosse sensibile al farmaco. In questo modo,
solo le cellule tumorali potevano essere uccise, mentre
le altre sopravvivevano.
Siamo nelle prime fasi della ricerca, ma le applicazioni
che questa tecnica lascia intravedere sono tantissime,
soprattutto perché i sensori possono essere disegnati in
modo da recepire la presenza di qualsiasi proteina. Tra
i possibili utilizzi, uno particolarmente interessante
potrebbe proprio essere quello nella terapia genica
applicata all’oncologia: programmando degli appositi
circuiti genetici da inserire nelle cellule si potrà,
per esempio, eliminare in modo selettivo soltanto quelle
tumorali, lasciando intatte quelle sane.
DOI:
10.1126/science.1192128
By Moreno Colaiacovo - Fonte: galileonet.it
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Dna, ecco la struttura
interna - Come l'elica entra nella
cellula
La caratteristica forma è lunga fino a due metri. Un
mistero, fino ad oggi, come potesse entrare in un nucleo
cellulare dal diametro di appena un centesimo di
millimetro
Una struttura avveniristica, capace di stivare in uno
spazio molto piccolo la quantità di dati da cui dipende
la sopravvivenza di un'intera specie. Non si tratta di
un nuovo e potentissimo hard disk, ma di una delle
struttura più antiche del mondo: il
DNA, che contiene il
patrimonio genetico di ogni essere vivente. La struttura
a doppia elica è stata scoperta nel 1953, ma rimaneva un
mistero, fino ad oggi, come si potesse ripiegare -
continuando a funzionare - nello spazio del nucleo di
una cellula.
La scoperta della
Harvard University e del
Mit di Boston ha messo in luce forma e
funzionamento del DNA
(che, srotolato, è lungo circa 2 metri) rinchiuso in uno
spazio di un centesimo di millimetro di diametro. La
doppia elica, spiegano i ricercatori, si attorciglia
fino a formare un frattale (oggetto geometrico la cui
struttura ripete la stessa forma su scale diverse) a
forma di globulo.
Come funziona.
La ricerca, pubblicata sulla rivista
Science, ha svelato anche come fa il
DNA a svolgere il suo
lavoro: metà del globulo formato dall'elica ripiegata
contiene i geni in funzione in un certo momento nella
cellula; l'altra metà, quelli inattivi. Al momento del
bisogno i geni che si devono accendere scivolano
dall'altra parte, sostituendo quelli che si sono spenti.
La zona in attività, poi, sarebbe anche quella meno
densa, permettendo così alle proteine di raggiungere più
facilmente i geni.
Oltre che ai ricercatori, il merito della scoperta va a
una nuova tecnologia, chiamata Hi-C: "Rompendo il genoma
in milioni di pezzi abbiamo creato una mappa spaziale
che mostra quanto vicine possono essere le diverse parti
l'una all'altra", spiegano gli scienziati. Tagliuzzando
il genoma e ricomponendolo poi al computer "come un
fantastico puzzle tridimensionale", ecco la rivelazione:
un'architettura a globulo frattale che permette di
comprimere tutta la spirale nel
nucleo cellulare
evitando lesioni o interferenze che potrebbero
alterare le
capacità della
cellula
di
leggere le
informazioni genetiche: "La natura ha trovato una
soluzione sorprendentemente elegante per conservare le
informazioni: una struttura superdensa e a prova di
nodi".
Tratto da: repubblica.it
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GENI ed
HLA:
Geni:
sono le Unità, contenute in
ciacun cromosoma, che controllano i diversi
caratteri ereditari. Nella Specie Umana il Corredo
Cromosomico è pari a 46 (Cromosoma = Struttura
Intracellulare a forma di bastoncello, composta da DNA
contenente i Geni.
Ciascuno di questi elementi è caratterizzato da una
sequenza di Geni.
In certi soggetti, specie quelli
vaccinati, e'
possibile riscontrare oltre alle
mutazioni
genetiche delle
anomalie genomiche.
HLA: (Tratto da wikipedia.org)
Sigla di
Human Leucocyte Antigens (antigeni umani
leucocitari), detto anche sistema di istocompatibilità,
composto da
molecole che si trovano sulla
superficie cellulare e che si comportano come
antigeni: venute a contatto con il
sistema immunitario di un
individuo diverso, sono riconosciute come estranee
e suscitano una risposta immune.
I geni che contengono le informazioni necessarie alla
sintesi dei prodotti HLA sono localizzati, in ogni
individuo, sul braccio corto del
cromosoma 6 e sono stati suddivisi in due classi
principali: la I che contiene 3 loci (A, B, C) e la II o
HLA-D (che comprende i geni DP, DQ, DR).
La distribuzione ubiquitaria degli antigeni di classe I
ne fa presumere l'importanza quali marker di
riconoscimento tra ciò che l'organismo riconosce come
appartenente a esso (self) e ciò che è estraneo (non-self)
e come mezzo per individuare modificazioni cellulari
indotte da infezioni virali, attivando all'occorrenza il
linfociti T citotossici.
Le proteine di classe II hanno distribuzione più
limitata: in particolare, esse si ritrovano sui
macrofagi, sui linfociti B e T helper, sui monociti e
sulle cellule epiteliali e partecipano al riconoscimento
del non-self attivando i linfociti T helper e il
processo di cooperazione tra
linfociti B e T.
Come appare evidente, il sistema HLA è alla base del
rigetto dei
trapianti:
se il tessuto trapiantato in un soggetto non è
HLA-compatibile (ossia le cellule
che lo compongono non hanno gli stessi antigeni HLA del
ricevente), il trapianto viene riconosciuto come
estraneo e rigettato. Per questo motivo, prima di
eseguire un trapianto, è necessario accertare che
donatore e ricevente siano HLA-compatibili, mediante un
procedimento detto
tipizzazione tissutale.
Oltre che nel campo del trapianto di organi e tessuti,
le molecole del sistema HLA rivestono un'importanza
fondamentale nei meccanismi di riconoscimento
immunologico di tutte le sostanze estranee
(eterologhe, come per esempio i
vaccini od i
farmaci di
sintesi) che vengono in contatto con l'organismo.
È stato possibile valutare l’associazione tra malattie e
particolari antigeni HLA.
Esempio, vedi:
Danni dei Vaccini
....grazie a
Big Pharma
vedi gli
Studi e scoperte del dott.
M. Montinari
+
Danni biologici dai Vaccini
e
Neurologici
Quindi le HLA sono
glicoproteine espresse sulla superficie di quasi
tutte le cellule del corpo.
Il
sistema immunitario utilizza le HLA per distinguere
gli elementi "self" da quelli "non-self", ed in
particolare il ruolo delle HLA è quello di presentare i
peptidi derivati dalla digestione di elementi
patogeni ai linfociti T.
Le cellule con il maggior livello di espressione di HLA
sono i
leucociti.
Mappa cromosomica o
Cariotipo
La mappa cromosomica si esegue mediante un semplice
prelievo di sangue. Le indagini citogenetiche (mappa
cromosomica) permettono di individuare alterazioni del
numero e della struttura dei cromosomi, mentre le
indagini di genetica molecolare evidenziano
mutazioni a livello
del DNA.
La Tipizzazione HLA viene richiesta quando
vi e' il sospetto di una patologia autoimmunitaria la
cui clinica insieme a determinati esami bioumorali non
permettono una diagnosi precisa e quindi la presenza di
un determinato antigene HLA puo' aiutare ad indirizzare
verso una diagnosi piu' precisa, in quanto si e' visto
che determinati antigeni sono presenti con maggior
frequenza in pazienti affetti da determinate malattie.
L'esame eseguito, in assenza di qualsiasi manifestazione
clinica, non ha alcun significato diagnostico.
Il Complesso Maggiore di Istocompatibilità o
anche Major Histocompatibility Complex (MHC)è un gruppo
di geni polimorfici che codificano per proteine espresse
sulla
membrana cellulare le quali espletano una funzione
di riconoscimento di alcuni agenti proteici da
parte dei linfociti T.
C'è un rapporto tra l'influenza genetica
(predisposizione del soggetto) per una malattia e la
presenza di un sottotipo.
Non necessariamente la presenza di un sottotipo HLA è
legata allo sviluppo di una determinata patologia.
Commento NdR: Dopo un esame HLA, non significa che
tutti coloro che risultano positivi a certi HLA, siano
assolutamente ammalati, ma occorre la conferma
dall'aspetto clinico, in quanto diverse volte si trovano
certi soggetti, positivi ad un determinato HLA ed in
assenza di qualsiasi sintomo, ma indubbiamente questi
possono essere soggetti a maggior rischio.
Tipizzazione:
Alcuni laboratori specializzati possono effettuare
questi esami degli HLA:
- HLA (Tipizzazione sierologica e/o molecolare) - per i
Danni da Vaccino -
vedi: Danni
Biologici
- HLA A: l'analisi copre il 99,7% degli alleli HLA A
(sottogruppi A*01-A*80)
- HLA B: verifica tutti gli alleli HLA B noti
(sottogruppi B*07 - B*83)
- HLA C: l'analisi copre il 95,5% degli alleli HLA C
(sottogruppi Cw*01 - Cw*18)
- HLA classe I COMPL: l'analisi indaga HLA di classe I
di tipo A, B e C sopra descritti
- HLA DRB1: l'analisi verifica tutti gli alleli noti
DRB1 in associazione con gli alleli DRB3, DRB4 e DRB5
- HLA DRB decoder: l'analisi identifica tutti gli alleli
noti di DRB1*1130
- HLA DQB1: l'analisi verifica tutti gli alleli DQB1
noti (sottogruppi DQB1*02-DQB1*06), copre per l'85,6% a
livello allelico e per il 100% a livello di gruppo HLA
DQA1: l'analisi verifica tutti gli alleli DQA1 noti
(sottogruppi DQA1*01-DQA1*06)
- HLA
DPB: l'analisi verifica tutti gli alleli DPB noti
(sottogruppi DPB*01-DPB*98)
- HLA
classe II COMPL: l'analisi indaga tutti gli HLA di
classe II (DRB1, DRBdec, DPB1, DQB1, DQA1) sopra
descritti
- HLA
classe II PARZ: l'analisi indaga gli HLA di classe II
DRB1, DRBdec, DQB1 sopra descritti
- HLA
I+II TOT: l'analisi indaga gli HLA di classe I (A, B e
C) e di classe II (DRB1, DRBdec, DQB1) sopra descritti
Le
analisi prevedono l'utilizzo della tecnica di PCR; i
prodotti così ottenuti vengono poi sottoposti a metodica
line probe assay (LIPA) con kit commerciale Innogenetics.
La robotizzazione e refertazione è, in certi laboratori,
certificata da apposito ente.
Le "predisposizioni genetiche" alle "malattie",
NON fidarsi dei test sul DNA
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/scienza/2013/05/20/Genetista-fidarsi-test_8735603.html
Anche se questo genetista dimostra maggiore prudenza,
dalle sue parole trapela quella che é la mentalità
corrente: si da troppa importanza al
CARIOTIPO e si trascura il
FENOTIPO.
Il cariotipo è il corredo genetico per
come sono i cromosomi indipendentemente dall'individuo
che andranno a formare o che si é già formato. Il
fenotipo é l'individuo già formato, risultato
dell'interazione fra genetica e ambiente in cui si é
sviluppato e che ha pesanti ripercussioni anche
sull'espressione genica dello stesso
DNA. Non si vuole capire che l'attivazione o
disattivazione di certi geni dipende dalle
caratteristiche dell'individuo completo, in larga misura
indipendentemente dal puro e semplice genoma.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
DEFINIZIONE di
GENE
Si
parla moltissimo di genetica……ma ...Che COSA E' un
GENE da un punto di vista rigorosamente scientifico e
sperimentale, cioe' trascurando le pittoresche descrizioni
dei mass media ???
Come fanno i biologi molecolari ad individuare sul
segmento di DNA un certo tratto di catena come gene ?
Quale metodo usano ? Come fanno i biologi a dire gia'
da ora che il nostra genoma si compone complessivamente di
“n” geni ?
Un’esperto risponde: “Un gene e' un tratto di acido
ribonucleico (o desossiribonucleico) che codifica per una
proteina, cioe' per una catena polipeptidica. ora, fate
conto di scoprire la sequenza di un certo tratto di DNA.
bene, conoscendo il codice genetico, cioe', conoscendo la
"chiave di lettura" e l'interpretazione che il macchinario
di traduzione DNA->proteina (in realta', spesso, si tratta d
più passaggi: DNA->RNA->PROTEINA) dara' a quella sequenza,
saremo in grado di dire se quel certo tratto e' o meno un
gene od un "pezzo" di gene se, in base al codice genetico,
quel segmento codifica o meno per una proteina (o per un RNA
ribosomiale o transfer)”.
By Stefano - News group. di Biologia
DNA
e CROMOSOMI
Il
DNA (in Italiano
ADN) e' un acido nucleico ed e'
l’elemento indispensabile per tutte le forme viventi. i
Cromosomi sono costituiti da
DNA
e sono strutture a bastoncello (forma: X ed Y) ancora poco
note nella loro costituzione e racchiuse nel nucleo, nella
parte più interna di ogni cellula ed e' composto
morfologicamente da una “doppia” elica a spirale avvolta su
se stessa. ma probabilmente all’origine della specie umana,
questa “scala genetica” era più complessa, cioe' era,
secondo la ns. ipostesi, l’insieme di 12 scale avvolte su se
stesse. si e' in seguito “ridotta” solo a 2, da qui il
termine di “doppia”, pare per mezzo di manipolazioni
genetiche volute da una stirpe di esseri conoscitori della
scienza genetica, che ci hanno messo centinaia di migliaia
di anni or sono su questo pianeta, come prigione della
Galassia.
La prova sta nel fatto che coloro che studiano il
DNA hanno trovato degli “strani” frammenti di DNA
all’interno della scala elicoidale, di cui non sanno
spiegare l’origine.
Ecco la prova siamo gia' arrivati a scoprirne 4....fino a
12...
"Il Dna è anche a quadrupla elica"
Lo studio dell'italiana Giulia Biffi, ricercatrice a
Cambridge, ha provato che in certi momenti il Dna può invece
assumere una forma a 'quadrupla elica', una scoperta che
apre una nuova serie di interrogativi per i genetisti a 60
anni dalla scoperta di Watson e Crick. Una delle prime
applicazioni della scoperta della quadrupla elica potrebbe
essere nella lotta ai tumori.
Sono passati ormai 60 anni dalla pubblicazione su Nature
dell'articolo che descriveva per la prima volta la doppia
elica del Dna, e sempre dalla stessa università arriva
un'altra scoperta che dimostra come la visione degli
scopritori James Watson e Francis Crick, anche se
importantissima, era tutt'altro che completa, e anzi era
solo la 'meta" della realtà. Lo studio dell'italiana Giulia
Biffi pubblicato da Nature Chemistry ha provato che in certi
momenti il Dna può invece assumere una forma a 'quadrupla
elica', una scoperta che apre una nuova serie di
interrogativi per i genetisti, il cui lavoro appare
tutt'altro che finito.
Le strutture a quadrupla elica erano già state isolate in
provetta, ma nessuno era mai riuscito a vederle nelle
cellule umane. Per scovarle i ricercatori hanno costruito
degli anticorpi sintetici fluorescenti in grado di legarsi
alle quadruple eliche del genoma umano. Testandoli su
cellule di tumori, dall'osteosarcoma al cancro della
cervice, è emerso che le strutture a quadrupla sono più
numerose negli istanti in cui il Dna si replica prima della
divisione cellulare.
Questo, spiega Biffi, suggerisce già un primo utilizzo della
scoperta. "A mio parere anche nelle cellule normali si
formano queste strutture - sottolinea la ricercatrice,
arrivata a Cambridge da Pavia per un dottorato - ma
ovviamente le cellule tumorali replicano continuamente e
quindi se i 'quadruplex' sono importanti durante la
replicazione del Dna potrebbero avere effetti più rilevanti
nelle cellule tumorali. Già in studi precedenti si è visto
che si possono usare piccole molecole sintetizzate per
'traghettare' queste strutture, e questo ha un effetto
anti-proliferativo sulla cellula".
Una delle prime applicazioni della scoperta della quadrupla
elica potrebbe essere nella lotta ai tumori: "Dal mio studio
sembra che questo 'G-quadruplex' sia una struttura
transiente - spiega all'Ansa Giulia Biffi - che si forma in
particolare durante la replicazione del Dna a mio parere
anche nelle cellule normali si formano queste strutture, ma
ovviamente le cellule tumorali replicano continuamente e
quindi se queste strutture sono importanti durante la
replicazione del Dna potrebbero avere effetti più rilevanti
nelle cellule tumorali. Già in studi precedenti si è visto
che si possono usare piccole molecole sintetizzate per
'traghettare' queste strutture, e questo ha un effetto
anti-proliferativo sulla cellula". La ricercatrice è
arrivata a Cambridge da Pavia: "Ho studiato a Pavia al
collegio Ghislieri - racconta - che mi ha dato una borsa di
due mesi per fare un internato in un laboratorio di chimica,
quello dove sto facendo il dottorato ora. Mi è piaciuto
tutto di Cambridge e ho deciso di ritornare".
La conferma dell'esistenza
della quadrupla elica nel genoma umano costringerà i
genetisti a un 'superlavoro', sottolinea Carlo Alberto
Redi, biologo dell'università di Pavia, secondo il quale
ora sarà più facile capire come si forma la vita.
Nonostante la scoperta della doppia elica abbia 60 anni
la nostra visione del Dna è ancora 'ingenua', e solo con
scoperte come quella della 'quadrupla elica' si inizia a
capire un po' di più come funzionano i 'mattoni della
vita' riflette Redi. "Sempre più si va delineando il
fatto che abbiamo una versione naif del genoma, in cui
sequenziando il Dna si ottengono tutte le informazioni
sugli organismi - spiega Redi - finalmente, grazie alle
scienze 'omiche', dalla genomica alla metabolomica,
stiamo capendo come mai una 'manciata' di geni, che
abbiamo in comune con i lieviti, sia in grado di
delineare tutte le forme viventi. Scoperte come questa
sono fondamentali, perchè ci permettono di capire come
funziona veramente la vita".
Strutture complesse come
quella a quadrupla elica hanno una vera e propria
funzione, sottolinea il biologo: "Sono state scoperte
altre forme di 'impacchettamento' tridimensionale del
Dna - spiega - quello che emerge è che c'è un controllo
scalare sui 25mila geni: c'è la sequenza del Dna, poi ci
sono le proteine che lo 'impacchettano', poi le diverse
conformazioni tridimensionali. Ognuno di questi livelli
esprime un controllo sui geni e ha una sua funzione che
dobbiamo scoprire". Dopo 60 anni il lavoro dei genetisti
è tutt'altro che a buon punto, conclude Redi: "E' un
momento eccitante, perché queste conformazioni
potrebbero essere coinvolte nelle caratteristiche più
importanti della cellula, dalla sua attività alla
staminalità alla formazione di neoplasie. La struttura a
quadrupla elica di sicuro appare, svolge la sua funzione
e poi scompare in pochi secondi, e ad esempio questa
caratteristica potrebbe essere sfruttata per i computer
a Dna, ma siamo ovviamente nel campo delle ipotesi
finché non ne sapremo di più sulle funzioni di queste
strutture".
Tratto da: ilfattoquotidiano.it
I
Cromosomi hanno anche la caratteristica di risuonare
come una "bobina" di filo avvolto ed immerso nel campo
elettromagnetico corporeo che a sua volta e' immerso in
quello Universale (NdR: l'Etere),
essi i cromosomi risuonano alle varie frequenze (anche
armoniche) dei
Campi ElettroMagnetici presenti (endo corporali ed extra
corporali) che sono parte integrante di ogni, ,
molecola,
cellula (altro
DNA),
tessuto, nei quali essi sono presenti.
Ricordiamo
che il tutto avviene in immersione nei liquidi intra
cellulari (acqua
del corpo), che sono di fatto il terreno,
la matrice liquida, che veicola, ricorda
(memorizza), trasmette e riceve attraverso i liquidi, le
informazioni da e per le varie molecole, cellule, tessuti,
ecc.
vedi piu' sopra: (CEM)
Il tipo di scala (bipolare) del filamento di DNA avvolto in modo
tale da formare i Cromosomi, risuona ai vari CEM ed alle sue
frequenze anche armoniche presenti, ed a
livello dei geni che compongono il cromosoma stesso.
L’avere più “scale” avvolte permetterebbe, per esempio di far
risuonare le cellule dei corpi umani su molte più frequenze
del Campo Psico Elettro Magnetico Universale (CEIU) dell’UniVerso
ed ottenere molti più gradi di liberta' e quindi di
conoscenza. che sia quasi sicuramente così, lo possiamo
intuire per il fatto che abbiamo un cervello così ben
strutturato da poter gestire un’immensita' ben maggiore di
informazioni, di quante non ci necessitino per ora, quindi
e' evidente che vi era alla base/origine, un diverso
utilizzo del cervello, che si e' alterato od e' stato
modificato ad un certo periodo della storia umana.
E’ notorio che utilizziamo al massimo il 10 % del cervello
per la nostra vita, e l’altro 90 % a cosa serve ???
Con più eliche nel DNA, potremmo per esempio “rifarci” un arto amputato,
potremmo avere vista telescopica od a raggi X, udire più
frequenze, allungarsi o rimpicciolirsi a volonta', saremmo
di fatto degli esseri umani con enormi possibilita', anche
quella di volare con le nostre ali, auto generate sul retro
delle spalle, ecc.
Tutte le “istruzioni necessarie” per la “costruzione guidata ed
organizzata di ogni organismo vivente”, sono “scritte” sulla
molecola del DNA, come su di un nastro magnetico sotto forma
di codice bio molecolare binario ultra microscopico.
Perché le
cellule
muoiono, non solo perché si intossicano oltre
modo, ma per il fatto che esse sono regolate anche
dall’informazione contenuta negli atomi che compongono i
geni del DNA dei Mitocondri. i geni sono attivati ad agire
per la morte cellulare definitiva, per il fatto che
l’inquinamento endo cellulare supera i limiti programmati
dal DNA e non puo' neanche superare il “tempo” programmato.
La
morte di una
cellule
non e' un evento misterioso, il segreto della
sua fine e' nascosto anche nei Mitocondri. questi sono le
centrali energetiche delle cellule e che, quando si
disgregano nella
apoptosi cellulare, producono
virus autologhi, cioe'
scorie proteiche complesse
a DNA, che dovrebbero essere eliminate dall'organismo, dagli
organi emuntori - ma cio' avviene
solo negli organismi sani, negli altri, si
accumulano nel corpo e possono in certi casi, essere
concausa di malattie !.
Negli USA all’Universita' di Pittsbourgh dei ricercatori
hanno potuto vedere in laboratorio la morte cellulare e
capire da dove proviene.
La ricerca ha dimostrato per la prima volta che i mitocondri
sono i veri esecutori delle morti cellulari e che
contrariamente a quanto si riteneva fino ad ora una cellula
riesce a sopravvivere anche quando i mitocondri smettono di
funzionare per brevi periodi. i ricercatori hanno messo a
confronto due gruppi di cellule di roditori, quelle con i
mitocondri disattivati sono sopravissute, le altre sono
morte.
La morte od apoptosi cellulare produce, per la
distruzione-smembramento dei mitocondri e del nucleo, dei
virus autoctoni, che possono
rimanere per tutta la vita in quell'organismo, oppure essere
immessi nell'ambiente circostante; cio' avviene anche per
tutti gli esseri Viventi.
La formazione di detriti
cellulari chiamati impropriamente,
dalla medicina
ufficiale "virus".
C’è da osservare che ogni moria cellulare intensificata ed
anticipata, dovuta a condizioni patologiche, a digestioni
difficili, a shock emotivi, provoca (al pari delle morie
cellulari normali e fisiologiche) abbondanti ondate di
detriti cellulari innocenti (apoptosi
cellulare), che la medicina ufficiale
continua a chiamare virus ed a catalogare
falsamente come microrganismi
vivi e cause di epidemie di epatiti virali e/o di
malattie.
Nulla di piu' falso.
Per l’igienismo e la
medicina naturale,
questi detriti sono "polvere
umana" innocente e priva di vita, destinata in parte ad
essere riciclata ed in parte ad essere fagocitata ed espulsa.
Per l’igienismo i cosiddetti virus, che si trovano
abbondanti in certe epatiti chiamate impropriamente virali,
non sono causa ma conseguenza di una
pesante tossicità
accumulata nei
tessuti del fegato, ed a monte, causata dai
cibi sbagliati e da costipazione cronica, che ha impedito il
riciclaggio e l’espulsione dei detriti stessi, anche per la
malfunzione del fegato stesso, perche' abbondantemente
intossicato.
Anche gli antichi conoscevano il codice genetico che
chiamavano con un'altro nome:
Il nome
sacro di Dio Y-A-OU-E’ degli antichi
sacerdoti/medici)
- Con sole 4 “lettere”
la Natura, per mezzo degli
Aelohim/Elettroni contenuti negli
Atomi dei Geni, scrive
nel DNA le informazioni genetiche fisiche e spirituali della
specie, della razza e dei singoli individui ed esseri
Viventi (vegetali, animali, umani).
vedi: Cellule
Staminali
+
Stress Ossidativo
+
Danni da Vaccino
Una
bio-membrana misura il danno al DNA
(anche il Danno
Vaccinale)
Ricercatori dell'University
of Connecticut hanno scoperto un metodo rapido per
individuare il DNA difettoso in vitro.
La tecnica e' basata sulla caratteristica del DNA
danneggiato chimicamente, a subire una ossidazione (Stress
Ossidativo)
elettrochimica piu' velocemente di quella della doppia elica
di DNA.
Elettrodi coperti con uno strato ultrasottile (20-40nm) di
DNA possono segnalare danni alla doppia elica del DNA
causati dalla sua esposizione all'ossido di styrene (un
metabolita genotossico dello styrene derivato dal suo
contatto con il citocroma P450 o con la mioglobina).
Il sistema mimica le reazioni tossiche provocate nel fegato
e offre un veloce metodo diagnostico per controllare la
geno-tossicita' di nuovi composti.
Le pellicole sono create alternando strati di
DNA ed enzimi
e misurando la corrente generata quando il DNA
danneggiato
reagisce con gli ioni. La diagnosi e' fatta nel giro di
pochi minuti.
Nature Biotechnology, 21 Marzo 2003 -
vedi:
http://cat.inist.fr/?aModele=afficheN&cpsidt=14523525
+
PDF J. Am Chem - Liping Zou
Promemoria: esiste un semplice Test di
Semeiotica Biofisica
Quantistica, che si puo' effettuare in qualsiasi luogo
che in 1 Minuto di orologio
permette di diagnosticare
qualsiasi tipo di
sintomo fin nella
micro circolazione.
Un esempio di FALSA interpretazione
di dati di laboratorio:
Robert
Gallo e Luc Montagnier videro, nelle loro colture
cellulari (in esperimenti relativi a malati di
AIDS) dei
fenomeni dovuti all'eccessiva ossidazione e li
scambiarono per un retrovirus, l'HIV.
Le cellule
ossidate possiedono un livello di
glutatione ridotto (in
termini di
reazioni redox) molto basso, e come conseguenza
viene inibita la produzione del
monossido di azoto
citotossico e molte cellule T muoiono.
Nella teoria
ufficiale HIV/AIDS la morte delle cellule T veniva
imputata erroneamente al retrovirus HIV.
E' noto, dall'inizio degli anni novanta, che allo
stress
ossidativo non contribuiscono solo i radicali liberi
dell'ossigeno (che devono essere ridotti tramite il
Glutatione),
ma anche i radicali di
azoto (che si formano dal gas di
azoto). La presenza di radicali di ossigeno, di azoto e
di altri ossidanti in genere, evidentemente, influisce
sulla
catena di respirazione della cellula.
Quando si verifica uno spostamento eccessivo verso le
cellule di tipo 2, non sono coinvolti solamente gli
anticorpi ma anche delle sostanze messaggero, molto
importanti per la comunicazione, che sono le
citochine.
Oggi si
sa che questa dicotomia (cioè questi due tipi di
cellule
immunitarie T) non vale solamente per le
cellule
immunitarie; infatti sono solamente un caso specifico.
Ai due tipi di cellule CD4 corrispondono anche due
configurazioni diverse di queste proteine messaggero
addette alla comunicazione: le citochine.
Infine,
si può considerare un
mito la capacità del
sistema
immunitario di distinguere ciò che è proprio
(autologo), da ciò che
è estraneo (esterno=eterologo
(E).
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Aberrazioni cromosomiche del
DNA
Le più
importanti aberrazioni cromosomiche sono la
traslocazione del DNA, la
delezione del DNA, e l’inversione
del DNA.
Per
Traslocazione del DNA si intende: “una rottura in
almeno due cromosomi, con scambio di materiale genetico.
In una traslocazione reciproca fra 2 catene di DNA non
c’è una evidente perdita di materiale cromosomico. Le
alterazioni sono indicate con la lettera “t”. I
cromosomi coinvolti sono annotati nel primo set di
parentesi (per convenzione il cromosoma con il numero
più basso è indicato per primo).
Per Inversione del DNA si intende: è il risultato
di una doppia rottura nello stesso cromosoma con
rotazione del segmento interposto.
Per Delezione del DNA si intende: perdita di un
segmento di cromosoma come risultato di una singola
rottura (delezione terminale), o di due rotture con
perdita del frammento interposto (delezione
interstiziale).
Le analisi citogenetiche sono effettuabili solo
su campioni cellulari vivi. Per questo è estremamente
importante che il campione sia trasportato al
laboratorio di analisi nel più breve tempo possibile.
Lo studio citogenetico serve
a verificare che non vi siano
alterazioni del numero e/o della
struttura dei
cromosomi che possono essere corresponsabili
di malattie caratterizzate da ritardo mentale (es:
Autismo,
Sindrome di Down),
infertilità/sterilità, abortività precoce ripetuta,
ritardo psicomotorio e del
linguaggio,
della
crescita e dello sviluppo. Cosi come molte altre
malattie. possono essere conseguenza di un errore
cromosomico in uno dei genitori, in genere la madre.
Questi sono i
meccanismi indotti dai
Vaccini ! grazie a
Big
Pharma +
Big Pharma 2....
vedi: Meccanismo delle
Mutazioni
cromosomiche
+
Meccanismi delle Mutazioni al DNA cellulare
(del mitocondrio)
nelle cellule.
Marzo 2010 - USA - Una
recente ricerca
effettuata dal
dott. Nikolas Papadopoulos, genetista del
Johns Hopkins
University sui
mitocondri, ha scoperto che essi variano il loro
DNA
a seconda del
tessuto nel quale si trovano le
cellule che li contengono.
Questo
significa che i mitocondri
hanno la caratteristica di farsi "imprimere" nel
loro "file"=DNA, le informazioni
che arrivano dall'ambiente, il
citoplasma, e/o da altre "info" derivanti, per
esempio da proteine complesse virali (virus,
anche
vaccinali), e/o dal
tipo di specializzazione e di funzione delle altre
cellule del
tessuto, cioe' dall'insieme
al quale appartengono le
cellule, quindi i mitocondri in esse
contenuti si uniformano,
modificando e
registrando nel proprio
DNA anche
le funzioni dell'insieme, il
tessuto
biologico.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
DNA e sistema HLA -
Il sistema HLA nell’uomo
Nel 1958 Dausset descrisse il primo gruppo leucocitario
umano, l’antigene Mac. Numerosi altri antigeni,
descritti negli anni successivi, hanno rivelato la
complessità del sistema di istocompatibilità umano,
denominato HLA da Human Leukocyte Antigen.
Numerose riunioni internazionali di lavoro, dette
workshops, hanno permesso l’individuazione di circa
100 antigeni differenti.
Il sistema HLA è l’equivalente del sistema H-2 del topo
al quale somiglia nella sua organizzazione. Le due prime
sottoregioni individuate, HLA-A e HLA-B, contengono i
loci maggiori codificanti per gli antigeni di classe I.
La regione codificante per gli antigeni di classe II,
denominata HLA-D, è situata alla sinistra della regione
HLA-B (più vicina al centromero) ed è suddivisa in 3
sottoregioni HLA-DP, DQ e DR.
8.2.a. Antigeni HLA di classe I - Genetica e sierologia
I loci HLA-A e HLA-B comprendono
rispettivamente almeno 28 e 47 alleli.
Esiste un terzo locus di classe I, HLA-C (meno
importante dei loci A e B) localizzato fra HLA-A e HLA-B,
con otto alleli, vicino all’HLA-B. Ciascuna molecola
presenta numerosi determinanti antigenici [1] sia
pubblici che privati. Alcuni determinanti pubblici sono
portati dall’insieme delle molecole HLA; altri sono
specifici delle molecole codificate in una sottoregione
di classe I. I determinanti privati sono caratteristici
del prodotto di un allele in un locus. Gli esperimenti
di capping simultaneo indicano che le specificità
private e pubbliche sono ben associate su una sola
molecola. I determinanti pubblici spiegano alcune delle
reazioni crociate osservate fra antigeni HLA, essendo le
altre dovute ad una semplice somiglianza strutturale.
Il complesso HLA è situato sul braccio corto del
cromosoma 6, su un segmento sufficientemente breve
perché tutti i geni HLA portati da un cromosoma siano
generalmente trasmessi in blocco dai genitori ai figli.
Ogni genitore trasmette una serie di geni, il cosiddetto
aplotipo.
Gli alleli dei due aplotipi di un individuo sono
espressi come tratti codominanti,
cioè sono tutti espressi negli eterozigoti. Tutti gli
antigeni HLA non sono ancora conosciuti. Le
ricombinazioni fra i due principali loci sono rare
(dell’ordine dello 0,5%, come accade nel topo).
Essendo il numero degli alleli in ciascun locus HLA
elevato, gli aplotipi di classe I possibili raggiungono
un numero considerevole (superiore a 1.700) e
corrispondono a un numero di genotipi (associazione di
due aplotipi) vicino a 106.
Differenze importanti possono sussistere nella frequenza
dei differenti alleli fra una popolazione e l’altra. Ad
esempio, gli alleli HLA-A1 e HLA-B8 sono particolarmente
frequenti nei Caucasoidi (che comprendono gli Europei),
mentre il B21 è osservato soprattutto nei Mediterranei,
le cellule Aw36, Aw43 e Bw42 nei Negroidi e gli alleli
Aw33 e Aw34 in Indonesia. Si immagini l’interesse di
questi studi per le valutazioni retrospettive delle
migrazioni geografiche delle popolazioni. Le
differenze razziali possono essere legate ad un
vantaggio selettivo di alcuni alleli o ad un’omogeneità
particolare delle popolazioni considerate.
Gli antigeni HLA-C sono i meno immunogenici è ciò spiega
perché si attribuisce loro minore importanza nella
tipizzazione tissutale.
Struttura
Le molecole antigeniche di classe I sono costituite da
due catene polipeptidiche: una catena leggera identica
per tutte le molecole, la
b2-microglobulina
(b2m),
e una catena pesante che è responsabile della
variabilità. La
b2m
è una proteina di membrana di 12 kDa codificata da un
gene situato sul cromosoma 15. Essa assicura il
mantenimento della conformazione della catena pesante
alla quale è legata in maniera non covalente. La sua
sequenza aminoacidica presenta un’omologia marcata con
il dominio [2] CH3
delle IgG e in minor grado con la regione costante delle
catene leggere delle Ig e alcuni dominî degli antigeni
di istocompatibilità di classe I e II. La
b2m
non è polimorfa.
La catena pesante è composta da tre segmenti: un
segmento idrofilo extracellulare (residui 1-283), un
segmento idrofobo transmembrana (284-307) e un segmento
idrofilo intracellulare (308-312). Il segmento
extracellulare a sua volta si suddivide in tre dominî
a1,
a2
e
a3
sulla base di omologie esistenti fra i tre dominî, la
b2m
e i dominî costanti delle Ig. I due primi dominî sono
nettamente più polimorfi del terzo. La molecola HLA-A2 è
stata recentemente cristallizzata, cosa che ha permesso
di proporne un modello di organizzazione spaziale.
Gli studi di biochimica e di capping hanno
mostrato che le tre sottoregioni HLA codificano per tre
molecole distinte, HLA-A, B e C, e che ciascuna molecola
può portare almeno 3 o 4 epìtopi distinti.
Geni
I geni di classe I presentano 8 esoni. L’esone 1
codifica per il peptide segnale che regola il trasporto
intracellulare. Gli esoni 2, 3 e 4 codificano per i
dominî extracellulari
a1,
a2
e
a3,
l’esone 5 per il segmento transmembrana e gli esoni 6, 7
e 8 per il segmento intracitoplasmatico. Più di 10 loci
di classe I sono stati individuati nella regione HLA ma
non tutti i geni sono espressi (pseudogèni). È da notare
che l’antigene CD1, equivalente probabile dell’antigene
murino TL, potrebbe rappresentare un altro gene di
classe I.
8.2.b. Antigeni HLA di classe II
La regione HLA-D è stata inizialmente definita
attraverso lo studio degli alloantigeni stimolanti la
reazione linfocitaria mista [3].
Il modello iniziale utilizzava cellule omozigoti come
riferimento, consentendo la definizione di una decina di
gruppi denominati Dw. L’aver evidenziato la presenza
selettiva degli antigeni di classe II sui linfociti B
permette di identificare questi gruppi con più
precisione facendo ricorso a tecniche di
linfocitotossicità su cellule B purificate. Si sa ormai
che la realtà è più complessa: la regione D contiene tre
loci DP, DQ, DR codificanti ognuno per antigeni
distinti.
Genetica e sierologia
- La serie HLA-DR è stata la prima ad essere
descritta. Circa 45 alleli DR sono
attualmente definiti. Fra essi solo una quindicina è
accessibile alla tipizzazione sierologica (DR1-DR15).
L’apporto di tecniche di biologia molecolare è stato
fondamentale per l’evidenziazione e la caratterizzazione
dei nuovi alleli.
- La serie HLA-DQ è composta da 8 alleli
sul locus DQA e da circa 13 sul locus
DQB. Una minoranza fra essi è riconosciuta
sierologicamente. Gli antigeni DQ non sono sempre
espressi su alcune cellule DR+, soprattutto
su alcuni monociti.
- La serie HLA-DP è stata riconosciuta
inizialmente mediante studi di reazione linfocitaria
mista secondaria fra soggetti identici per HLA-A, B, C,
DR e DQ (i linfociti di soggetti presensibilizzati
contro un alloantigene DP danno luogo a una reazione
secondaria intensa e rapida allorquando si presenta loro
lo stesso antigene). Questa serie, inizialmente chiamata
SB, è codificata da un locus situato al di fuori delle
regioni HLA-DR e DQ. Attualmente si contano una ventina
di alleli DP accessibili alla tipizzazione genomica
mediante la biologia molecolare.
Struttura
Gli antigeni di classe II sono delle glicoproteine
transmembrana costituite da una catena pesante
a
di 33 -35 kDa e da una catena leggera
b
di 27-30 kDa.
Le catene DQa
e
b
(l’equivalente Aa
e Ab
degli antigeni I-A del topo) e DRb
(l’equivalente di Eb
del topo) sono molto polimorfe secondo gli aplotipi,
mentre DRa
(l’equivalente di Ea)
è monomorfa. È da notare, tuttavia, che gli studi
biochimici su gel bidimensionali, confermati dalla
sequenza genomica, hanno mostrato che alcuni individui
non esprimono che un solo gene DRb
mentre altri ne esprimono 2 e più raramente 3. È anche
da notare che nel citoplasma le catene
a
o
b
in corso di maturazione sono associate a un terzo
polipeptide non polimorfo, chiamato catena
g
o invariante, proteina basica il cui gene non è
localizzato nell’MHC.
Ciascun polipeptide è composto da tre dominî globulari
extracellulari di circa 90 aminoacidi, un breve segmento
transmembrana idrofobo di 22-27 residui, e da un dominio
intracitoplasmatico di lunghezza variabile che inizia
con uno o più residui basici. La catena pesante presenta
due residui glucidici.
Lo studio delle sequenze rivela una forte omologia fra
le catene
a
e
b.
I secondi domini (a2
e
b2)
presentano inoltre un’omologia con i domini costanti
delle Ig.
Geni
I geni DRa
possiedono 5 esoni mentre i geni Aa
ed Eb
del sistema H-2 del topo ne hanno 6. Il polimorfismo è
essenzialmente localizzato a livello del 2° esone che
codifica per il 1° dominio esterno del polipeptide.
Sedici locus di classe II sono stati individuati, ma non
sono tutti espressi.
Sottoregione DR
Il gene DRA, monomorfo, codifica una catena
a
che si associa alla catena
b1
codificata dal gene B1 polimorfo (35 alleli) per formare
un dimero
ab1.
Il gene DRB2 è uno pseudogène, il gene DRB3 è espresso
solo nei soggetti DR3, 5, 6 o 8.
Il dimero
ab3
corrisponde alla specificità supertipica DRw52 (4
alleli). Analogamente il gene DRB4 è espresso solo nei
soggetti DR4, 7 o 9 (specificità supertipica DRw53).
Infine, il gene DRB5 (4 alleli) è espresso solo nei
soggetti DR2.
Sottoregioni DQ e DP
Esse comprendono ciascuna 2 geni
a
e 2 geni
b,
essendo funzionale una sola coppia. Bisogna aggiungere a
questi geni un gene DNa
e un gene DOb
i cui prodotti sono ancora sconosciuti.
8.2.c. Regione HLA
È stato dimostrato che il complesso dei loci HLA A, B,
C, DP, DR e DQ è situato sul braccio corto del
cromosoma 6.
La maggioranza dei dati concernenti i geni di classe I e
II è tratta dallo studio sierologico o genomico di
famiglie. Informazioni interessanti sono state ottenute
anche da studi dimostranti l’associazione di alcuni
fattori del sistema complementare [4], talvolta chiamati
antigeni di classe III, con antigeni HLA. I polimorfismi
del fattore B (Bf), C2 e C4 sono legati a quelli degli
antigeni HLA (si situano attualmente i locus C2 e C4 a
destra del locus HLA-DR). Il clonaggio di determinati
segmenti della regione HLA ha permesso di mettere in
evidenza due geni codificanti per le 21-idrossilasi nei
pressi del locus C4, geni codificanti per il TNFa, e
altri geni la cui funzione non è ancora conosciuta. È
anche da segnalare la presenza nella regione HLA del
gene HFE codificante per l’emocromatosi.
Altri markers, senza legame apparente con il sistema
immunitario, si sono rivelati preziosi per la loro
vicinanza alla regione HLA.
È il caso della gliossilasi eritrocitaria (Glo) e del
terzo enzima della fosfoglucomutasi (PGM3). La frequenza
di ricombinazioni fra ciascun locus HLA ha permesso di
calcolare la distanza fra i geni.
8.2.d. Antigeni minori di istocompatibilità
L’intervento di antigeni non HLA nel rigetto dei
trapianti è stato dimostrato con l’osservazione di crisi
di rigetto nei riceventi di un allotrapianto di rene
proveniente da un fratello o una sorella HLA identico (a
volte per i loci di classe I o II) e di reazione di
trapianto contro ospite dopo trapianto di midollo tra
fratelli o sorelle HLA identici. Gli antigeni minori di
istocompatibilità in causa sono ancora poco conosciuti.
L’antigene eritrocitario Lewis e gli antigeni maschili,
codificati dal cromosoma Y, potrebbero, fra gli altri,
avere un ruolo significativo.
Vol. 2° -
XIX.8.3. - Funzioni degli antigeni di istocompatibilità
Le funzioni degli antigeni di istocompatibilità sono
multiple e complesse.
È opportuno insistere sulle loro due funzioni principali
che rappresentano l’induzione del rigetto degli
allotrapianti e la presentazione degli antigeni alle
cellule T, la cui attivazione necessita del
riconoscimento simultaneo sulla superficie di cellule
viventi di questi antigeni e degli antigeni di
istocompatibilità (classe I per la popolazione CD8+,
classe II per la popolazione CD4+).
Si suppone che le altre funzioni degli antigeni di
istocompatibilità derivano in qualche modo da queste due
funzioni principali.
Tratto dal
Vol. 2° -
XIX.8.2.
:
summagallicana.it
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MITOCONDRI
SCOPERTA CAUSA GENETICA DI UNA GRAVE SINDROME CHE
COLPISCE I MITOCONDRI.
E' stato identificato un nuovo gene che, se
alterato, causa una gravissima
malattia genetica neurologica, la sindrome da
deplezione del DNA mitocondriale (MDDS), spesso letale
nel primo anno di vita per le complicanze neurologiche e
l'insufficienza epatica. La MDDS è causata da anomalie
dei mitocondri e colpisce diversi tessuti tra cui
muscolo, cervello e fegato.
Ad effettuare la scoperta, pubblicata su una delle più
importanti riviste scientifiche del mondo, Nature
Genetics, è stata la Dott.ssa Antonella Spinazzola
dell'equipe del Dott. Massimo Zeviani.
Il gene, chiamato MpV17, contribuisce al mantenimento
dell'integrità dei mitocondri che forniscono l'energia
necessaria allo svolgimento di tutte le funzioni vitali.
Difetti di questo gene causano una riduzione nella
produzione di energia disponibile con gravi conseguenze
sul funzionamento dei tessuti.
Inizialmente le ricerche, condotte in collaborazione con
il gruppo del Dr. Paolo Gasparini, dell'Università di
Trieste, su alcune famiglie italiane colpite dalla
malattia hanno permesso di localizzare sul cromosoma 2
il gene MPV17 e poi di identificare nei pazienti le
alterazioni del gene responsabili della malattia.
Il prossimo passo sarà chiarire in che modo le
alterazioni del gene MPV17 causano i sintomi della
malattia e prevederne l'evoluzione.
Non esiste ancora una cura per le malattie
mitocondriali. Le attuali terapie hanno due scopi
principali alleviare i sintomi, rallentare la
progressione della malattia
L’efficacia della terapia varia da paziente a paziente,
dipende dal deficit enzimatico e dalla gravità dei
sintomi.
Generalmente i pazienti con un quadro clinico più lieve
rispondono meglio alla terapia rispetto ai pazienti con
un quadro clinico più grave.
In alcuni pazienti, il trattamento deve essere
personalizzato per essere efficace, vi sono inoltre
pazienti che non traggono benefici da nessuna terapia.
Nessuna terapia può
migliorare danni irreversibili già presenti nel paziente
(es. danni
cerebrali)
Commento NdR: non
vogliono dire che le principali
cause di
questi danni (mutazioni
genetiche) sono i
Vaccini
inoculati da decenni nella popolazione mondiale ed
ecco alcuni dei risultati ! .....alcuni degli altri...
vedi: Danni dei
Vaccini
La "navetta" che fa
funzionare i mitocondri – 07/08/2010
Chiarito il meccanismo con cui all'interno dei
mitocondri vengono trasportati alcuni piccoli RNA
citoplasmatici necessari al buon funzionamento della
"centrale energetica" della
cellula.
I mitocondri, com'è noto, possiedono un proprio genoma,
indipendente da quello nucleare, la sua espressione non
è però autonoma e richiede il supporto di alcuni
elementi del “macchinario” cellulare. In particolare
richiede che vengano trasportati all'interno dei
mitocondri alcuni piccoli RNA citoplasmatici. Finora
tuttavia non erano ancora chiari i meccanismi
sottostanti all'ingresso di questi RNA nella centrale
energetica della cellula.
Ora, un gruppo di ricercatori dell'Università
della California a Los Angeles ha chiarito come ciò
avviene e lo descrive in
un articolo pubblicato sulla rivista Cell.
In particolare, i ricercatori hanno definito il ruolo di
una proteina, detta polinucleotide fosforilasi (PNPasi)
(A) nella
regolazione dell'ingresso di RNA citoplasmatico nei
mitocondri. La riduzione dell'espressione di
PNPasi limita la possibilità di produzione degli RNA
mitocondriali, cosa che a sua volta inibisce la
traduzione delle proteine necessarie a mantenere la
catena di trasporto degli elettroni che permette la
produzione di energia sotto forma di ATP.
Bassi livelli di PNPasi portano così all'accumulo di RNA
mitocondriali immaturi, con una conseguente
compromissione della produzione di energia.
"La scoperta ci dice che PNPasi modula la produzione di
energia attraverso la regolazione dell'importazione di
RNA citoplasmatico”, ha detto Michael Teitell, uno dei
coordinatori della ricerca. "Lo studio getta luce sul
modo in cui funziona la cellula a un livello davvero
fondamentale e indica una possibile via per controllare
la produzione di energia mitocondriale, con un possibile
impatto sulla crescita delle cellule, incluse quelle di
alcuni tipi di cancro." (gg)
Tratto da: lescienze.espresso.repubblica.it
Commento
NdR: la
proteina
(enzima), detta polinucleotide
fosforilasi (PNPasi)
e' inibita (e non solo questa proteina) dalle
malfunzioni cellulari indotte dai vaccini...con tutte le
conseguenze del caso, evidenziate anche in questo
studio.
(A)
Gruppo di
enzimi contenuti nei batteri, nei lieviti, nei vegetali
superiori e in alcuni tessuti animali. Intervengono
nelle biosintesi degli
acidi nucleici, determinando la degradazione dei
polinucleotidi per fosforolisi, e liberando
nucleotidi difosfati.
In particolari condizioni sperimentali, molto lontane da
quelle intracellulari, le polinucleotidi-fosforilasi
catalizzano la formazione di polinucleotidi a partire da
nucleotidi difosfati.
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Controllo dei geni - Un
tasto di "pausa" per i geni
"L'espressione genica è dotata di un secondo, inaspettato
livello di controllo che funziona come una sorta di
funzione di "pausa".
Nei mammiferi esiste un secondo livello di controllo
dell'espressione genica, finora insospettato, che
funziona come una sorta di tasto di pausa. A scoprirlo è
stato un gruppo di ricercatori del Whitehead Institute e
del Massachusetts Institute of Technology diretti da
Richard Young, che danno un resoconto del loro studio in
un articolo pubblicato su Cell.
Da decenni si sa che la trascrizione è controllata dal
reclutamento di fattori che si legano al DNA e agiscono
come una sorta di velcro molecolare per le polimerasi
che copiano il DNA in mRNA".
Per svolgere il suo compito la polimerasi sottrae una
piccola “etichetta” - o cappuccio - alle molecole di RNA
dell’ospite, attaccandola alle proprie. Il cappuccio è
un breve tratto di RNA che deve essere presente
all’inizio di tutte le molecole di RNA messaggero (mRNA)
per dirigere il macchinario di sintesi proteica al punto
iniziale.
La polimerasi virale si lega alla
cellula ospite tramite il suo cappuccio, lo taglia
via e lo aggiunge all’inizio del proprio mRNA, secondo
un processo noto come "cap snatching”.
Finora però non si era riusciti a chiarire esattamente
in che modo la polimerasi riesca a portare a termine
questo processo e quali delle tre subunità dell’enzima
siano coinvolte. I ricercatori dello European Molecular
Biology Laboratory (EMBL) e della Unit of Virus
Host-Cell Interaction (UVHCI) frutto della
collaborazione tra l’EMBL, l’Università Joseph Fourier (UJF)
e del Centre National pour la Recherche Scientifique (CNRS)
di Grenoble, in Francia, Rob Ruigrok e colleghi dell’UVHCI,
hanno ora scoperto che la parte della subunità chiamata
PA è responsabile del taglio del cappuccio dell’mRNA
dell’ospite.
vedi: NATURE 2009
Dias.pdf
Links:
http://www.nature.com/nature/journal/v458/n7240/full/nature07745.html
http://www.lightsources.org/cms/?pid=1003260
http://adsabs.havard.edu/abs/2009Natur.458..914D
"Ora i ricercatori hanno mostrato che sono in gioco anche
altri fattori che sono in grado di tenere "congelata" la
polimerasi al suo posto, di fatto agendo come un
pulsante di pausa, mentre ancora altri fattori di
trascrizione possono intervenire per disattivare questa
funzione.
Nel corso dello studio, ha raccontato Young, quando i
ricercatori hanno individuato questo meccanismo, hanno
pensato all'inizio che esso valesse solo per per alcune
fasi dello sviluppo cellulare, ma in seguito hanno
scoperto che le polimerasi erano in pausa in circa il 75
per cento dei promotori.
Secondo Young questo secondo livello di controllo offre
alla cellula una maggiore
flessibilità. In alcuni casi questo sistema di pausa
sembra permettere una risposta rapida a particolari
stimoli. Inoltre, osserva Young, la polimerasi a volte
sembra lavorare in modo sorprendentemente "sciatto",
iniziando a trascrivere il codice in entrambe le
direzioni: "il sistema di controllo 'pausa' può essere
un mezzo per assicurarsi che la trascrizione continui
solamente nella direzione corretta".
Il gruppo di ricerca di Young ha anche mostrato che il
gene c-Myc, coinvolto nello sviluppo tumorale di almeno
il 15 per cento dei cancri dell'uomo, ha un ruolo di
primo piano nel meccanismo di sblocco di questa funzione
di pausa.
"Ora sappiamo che cosa fa e conosciamo la
chinasi che lo arruola", ha detto Young, osservando
che si tratta di una scoperta importante dato che le
chinasi sono spesso un buon obiettivo farmacologico". (gg)
Tratto in "parte" da: scienze.repubblica.it
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DNA SPAZZATURA:
e' quel DNA che c'e', ma non si sa che cosa fa, a che cosa
serve (fino ad ora 2001). La definizione e' eloquente di come la scienza si
rapporti a quello che non capisce.
Dopo il decantato Progetto Genoma, sembra che se ne sappia
meno di prima. la doppia elica, con la sua "informazione
non-senso" ha moltiplicato i quesiti ma non ha fermato i
manipolatori che invece di tener conto della complessita'
che la natura gli va parando davanti, semplificano a più non
posso e producono spazzatura biologica (ogm)
e
spazzatura ideologica.
Abbiamo appena scritto un nostro commento al libro di E.Fox
Keller: "Il
secolo del gene", nel quale si sostiene appunto che il
progetto genoma ha aperto le porte ad un modo di guardare al
gene, molto più articolato rispetto al determinismo di
un tempo. Bene, allora che si fa ?
Dal determinismo genetico al determinismo proteico
?
Così sembra, dalla genomica alla proteonomica, ma senza mai
abbandonare il determinismo economico al lucro con il quale
la ricerca ormai e' irreversibilmente legata e dal quale e'
determinata. altre considerazioni, di ordine etico,
filosofico o critico essendo opportunisticamente considerate
spazzatura.
Tratto da: ecologiasociale.org
Dna: assegnata
funzione all’80 per cento del genoma - Agosto 2012
Il "Dna spazzatura" si rivela oggi un vero e proprio
direttore d'orchestra del codice genetico.
La mappa della 'materia oscura' della biologia, alla
quale per decenni era stata assegnata quest' etichetta,
certi della sua inutilità, è oggi realtà grazie ad una
ricerca pubblicata sulla rivista "Nature".
Il lavoro è frutto degli studi del consorzio
internazionale Encode (Encyclopedia of Dna Elements) e
assegna una funzione ad almeno l'80% per cento
dell'intero genoma.
Ecco il ripensamento di questi scienziati che prima
dicevano che era solo spazzatura !
Anche il DNA “clandestino” detto "spazzatura" fa la
sua parte
Tappa storica nella ricerca genetica la dimostrazione
che quella metà di genoma composta da sequenze di DNA
apparentemente senza significato, in realtà risponde a
un preciso programma genetico e contribuisce in maniera
decisiva a dare un'identità alle diverse cellule
dell'organismo umano.
La scoperta, frutto di una collaborazione internazionale
all'interno della quale anche l'Italia ha svolto una
parte significativa, potrà essere utile a capire la
diversa manifestazione delle malattie tra singoli
individui, la risposta individuale ai farmaci o, in casi
particolari, la stessa applicabilità della terapia
genica.
D’ora in poi sarà vietato snobbarlo o definirlo, come in
passato, "spazzatura": infatti, quella metà del nostro
genoma costituita da sequenze di DNA ripetute centinaia
di migliaia di volte che sembravano prive di significato
in realtà risponde a un preciso programma genetico e
contribuisce in maniera decisiva a dare un'identità alle
diverse cellule dell'organismo umano.
La scoperta è stata annunciata in questi giorni dalla
rivista “Nature Genetics” ed è il frutto di una
collaborazione internazionale cui hanno preso parte il
gruppo di lavoro del Laboratorio di Epigenetica del
Dulbecco Telethon Institute guidato da Valerio Orlando e
ospitato dall'IRCCS Fondazione Santa Lucia e dall’EBRI
di Roma, insieme al team di Piero Carninci dell’OMICS
Centre del RIKEN di Yokohama in Giappone e
all'Università di Queensland in Australia.
Tale ricerca svela come il cosiddetto “lato oscuro del
genoma” si comporti esattamente come i geni, che
rappresentano invece soltanto il 2% dell’intero
patrimonio genetico.
Ma non solo: quelle sequenze ripetute sono essenziali
per il corretto funzionamento dei geni stessi. Infatti,
i ricercatori hanno dimostrato che alcune di esse
vengono trascritte in precisi momenti della vita
cellulare, ad esempio durante le prime fasi dello
sviluppo o il differenziamento, mentre altre sono in
grado di inserirsi in prossimità dei geni e di regolarne
l’attività. In alcuni casi, poi, questo fenomeno può
avere anche effetti patologici significativi come ad
esempio la trasformazione della
cellula
sana in una
tumorale.
Il lavoro di Orlando, Carninci e collaboratori dimostra
quindi per la prima volta come tali sequenze si
comportino secondo un programma definito e in grado di
influenzare la vita delle cellule.
L’origine evolutiva delle sequenze ripetute - che in
totale rappresentano ben il 45% dell'intero genoma - va
ricercata nei trasposoni, particolari segmenti di DNA
che hanno la capacità di spostarsi da una parte
all’altra di un cromosoma, oppure da un cromosoma a un
altro. I trasposoni hanno un ruolo molto importante dal
punto di vista evolutivo, perché data la loro natura
mobile sono in grado di creare variabilità e -
potenzialmente - di fare acquisire o di far perdere
delle funzioni biologiche.
Già circa sessant’anni fa la biologa americana Barbara
McClintock lo aveva intuito e aveva descritto queste
particolari sequenze nella pianta di mais: era il 1951,
con due anni in anticipo rispetto alla scoperta della
struttura a doppia elica del DNA.
Ignorata, quando non direttamente osteggiata dalla
comunità scientifica di allora - ancorata a una visione
“statica” del genoma - McClintock ha visto riconosciuti
i suoi meriti solo a partire dagli anni Settanta,
arrivando poi nel 1983 ad essere insignita del Premio
Nobel per la Medicina.
Oggi, grazie soprattutto alle sofisticate tecnologie
disponibili (le deep sequencing) e alle competenze
multidisciplinari, Orlando, Carninci e i loro
collaboratori sono riusciti finalmente a verificare
questa fondamentale ipotesi e a "riabilitare" questa
grossa porzione del nostro DNA, finora considerata
appunto come una sorta di "scarto" o, meglio, di "DNA
clandestino e misterioso", apparentemente inutilizzato.
La scoperta potrà contribuire all’analisi di tutti quei
meccanismi che agiscono "al di sopra dei geni" - detti
per questo epigenetici - e che potrebbero influenzare,
tra l’altro, la diversa manifestazione delle malattie
tra singoli individui, la risposta individuale ai
farmaci o, in casi particolari, l'applicabilità della
terapia genica.
By Ufficio Stampa Telethon
Commento NdR: La nuova biologia rivela che noi
"controlliamo" il nostro genoma, anziché esserne
controllati. Ciò spiega perché la gente può guarire
spontaneamente da patologie ritenute permanenti.
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E' la "spazzatura",
più che i geni, a renderci unici
- Una coppia di articoli su Nature e su
Science
Gran parte delle differenze fra gli individui non si
trova origine nei geni stessi, bensì in regioni su cui
sappiamo relativamente poco.
La
chiave dell'individualità umana ancor più che nei geni
risiede nelle sequenze che li circondano e li
controllano, e che fino a qualche anno fa erano
considerate sequenze "spazzatura", proprio perché non
erano associata alla codifica di alcuna proteina.
L'interazione fra queste sequenze e i fattori di
trascrizione può variare in modo molto significativo da
una persona all'altra, influendo sull'aspetto, sullo
sviluppo e anche sulla predisposizione nei confronti
delle malattie: a stabilirlo è stata una ricerca
condotta da biologi della
Stanford University School of Medicine e della
Yale
University che illustrano i risultati ottenuti in
due articoli
uno pubblicato on line da Nature,
e l'altro su Science Express.
"Stiamo rapidamente entrando in un'epoca in cui chiunque
potrà farsi sequenziare il genoma. Ma il grosso delle
differenze fra gli individui non si trova nei geni
stessi, bensì in regioni su cui sappiamo relativamente
poco. Ora vediamo che queste differenze hanno un impatto
profondo sul legame delle proteine e sull'espressione
dei geni", ha osservato Michael Snyder, che ha diretto
la ricerca.
Snyder e colleghi hanno scoperto che specifici
cambiamenti nella sequenza del DNA influenzano la
capacità delle proteine di controllo, i fattori di
trascrizione, di legarsi alle regioni che controllano
l'espressione dei geni, che in tal modo può variare in
misura molto significativa.
"Negli anni è stato condotto un gran lavoro per
caratterizzare le differenze nell'espressione genica fra
le persone. Noi siamo i prima ad aver guardato alle
differenze dal persona a persona nel legame dei fattori
di trascrizione."
Attraverso una serie di incroci selettivi, fra vari
ceppi di lieviti, i ricercatori hanno anche dimostrato -
come è illustrato nell'articolo su Nature - che
moltissime, anche se non tutte, queste differenze nei
livelli di espressione e di legame sono ereditabili.
Nell'articolo su Science Express i ricercatori hanno
confrontato gli schemi di legame di due fattori di
trascrizione in 10 persone e uno scimpanzé,
identificando oltre 15.000 siti di legame per il solo
fattore di trascrizione NF-kB e 19.000 per un altro
chiamato RNA PolII. Verificando la forza del legame,
hanno trovato che il 25 per cento dei siti per PolII e
il 7,5 per cento di quelli per NF-kB mostravano
significative differenze di legame fra i soggetti, con
una correlativa variazione nei livelli di espressione
genica, e che tali differenze potevano essere fatte
risalire a modificazioni nella sequenza o nella
struttura dei siti di legame.
"Abbiamo condotto i due studi in parallelo, trovando lo
stesso risultato. Molti dei siti di legame differivano.
Quando abbiamo mappato le aree di differenza, abbiamo
scoperto che erano associate con regolatori chiave della
variazione nella popolazione. Insieme, i due studi ci
dicono molto sul cosiddetto codice di regolazione che
controlla la variabilità individuale", ha concluso
Snyder. (gg)
Tratto da: lescienze.espresso.repubblica.it
I nostri geni potrebbero
contenere nel loro “design” una sorta di “marchio di
fabbrica” al loro interno,
scritta milioni di anni fa in un
altro posto della nostra galassia
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Quei
frammenti di DNA scomparso che ci hanno resi umani
Alcuni tratti che caratterizzano l'essere umano
sembrano essere imputabili non all'evoluzione di nuovi
geni ma alla perdita di alcuni frammenti di DNA. La
scoperta è stata fatta da un gruppo di ricercatori dello
Howard
Hughes Medical Institute e della
Stanford University che ne riferiscono in un
articolo pubblicato sulla rivista Nature.
Alla ricerca di specifici cambiamenti genetici che
possono essere stati responsabili dell'evoluzione dei
tratti che contraddistinguono l'essere umano dagli altri
primati - con cui confidiamo fino al 96 per cento del
patrimonio genetico - i ricercatori hanno condotto
un'analisi comparativa, scoprendo 150 segmenti del
genoma che sono presenti negli scimpanzé e in altri
animali, ma che mancano nel nostro genoma.
Di queste sequenze solo una interessava un gene che è
andato perduto, mentre le altre 509 interessavano zone
limitrofe a geni, con una funzione di modulazione della
loro espressione.
Una successiva attenta analisi ha convinto i ricercatori
che proprio la perdita di questi specifici meccanismi di
regolazione può essere responsabile di tratti
tipicamente umani.
"L'alterazione diretta di un gene può abbastanza
facilmente avere effetti drammatici arrivando a uccidere
l'organismo o a renderlo sterile. Per contro, se si
altera il modo in cui un gene si attiva o si 'spegne' in
una particolare parte durante lo sviluppo, si possono
avere grandi effetti su quella specifica struttura pur
preservando le altre funzioni del gene", spiega David
Kingsley.
Per ora i ricercatori hanno studiato in dettaglio
l'effetto di due soli di questi frammenti mancanti, ma
con risultati già molto significativi.
Il primo è un segmento di DNA che in molti animali si
trova vicino a un gene che codifica i recettori per gli
androgeni, associati per lo più a un varietà di tratti
maschili. In particolare ha mostrato di influire sullo
sviluppo delle vibrisse sensoriali presenti sulla faccia
di molti animali e sulla formazione a uncino che si
ritrova sul pene di gatti e diversi altri mammiferi.
Il secondo segmento testato si trova negli altri animali
in prossimità del gene
GADD45g, ed è correlato alla crescita cellulare. "Se
il gene manca del tutto si osserva lo sviluppo di tumori
dell'ipofisi", spiega Kingsley.
La sua solo parziale disattivazione deve essere invece
stata un fattore di notevole importanza per lo sviluppo
del cervello di maggiori dimensioni che caratterizza la
nostra specie.
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Scienziati Russi scoprono il modo di
riprogrammare il DNA -
L'abuso
infantile "marca" i geni del DNA
Queste
scoperte dimostrano che il DNA puo' essere programmato di
nuovo da "parole e frequenze" e che a sua volta puo'
influenzare "frequenze e linguaggio" !!
vedi: Cimatica
Di fatto il DNA e' una rete tipo Internet
ma di molto superiore come possibilita', perche essa
intermodula ad ogni istante con il
CEM del Cervello
del Cuore. Queste recenti scoperte Russe mandano in
cantina come ferri vecchi le recenti tecnologie genetiche
"copia, taglia, incolla"....in quanto cio' che essi
hanno scoperto e' che il DNA puo' essere
influenzato e
riprogrammato attraverso le
parole e le
frequenze opportune,
senza tagliare e/o sostituire i singoli geni.
Vi e' chi lo paragona ad
un nastro perforato, con tanto di testine di lettura (le
transcrittasi), segnali di start e stop, ecc., ma secondo
noi e' una visione limitata.
Di
fatto solo il 10% serve a sintetizzare
proteine, ed e' questa
piccola "sezione" del DNA che interessa alla
medicina occidentale; essa viene esaminata ed analizzata;
l'altro 90% viene considerato come "DNA di scarto"
!!?!?!
I ricercatori russi, convinti della
saggezza della
Natura,
hanno "esplorato" questo altro 90% arrivando a delle
scoperte sconvolgenti !
Secondo
quelle ricerche il DNA non serve solo a costruire e mantenere
il nostro corpo, ma anche come deposito (Data Bank) di memoria
dati e comunicazione. Essi hanno scoperto che il codice
genetico segue tutte le regole dei
linguaggi umani; essi hanno
comparato le regole della
sintassi (il modo nel quale sono
messe assieme le parole) + la
semantica (studio del
significato delle parole e delle loro radici nelle varie forme
linguistiche) + le regole basilari della
grammatica ed hanno
trovato che le coppie basiche (Adenina, Guanina, Citosina,
Timina) del ns. DNA seguono specifiche regole grammaticali di
un linguaggio ben preciso, come i nostri linguaggi umani. Il
che porta ad affermare che il linguaggio umano derivi proprio
dal linguaggio del DNA e non sarebbe un fenomeno indipendente
da esso.
Un
Biologo molecolare russo Pjort Garajev ed un Biofisico,
assieme ad altri colleghi hanno esplorato e compreso anche il
comportamento vibrazionale-frequenziale del DNA.
Nell'ultima riga della loro
ricerca si legge: "le funzioni
vitali dei cromosomi sono come un computer olografico che usa
radiazioni endogene di DNA"; questo significa che i
cromosomi gestiscono la modulazione di certi schemi di
frequenze sonore per mezzo di un "raggio laser" per
influenzare la frequenza del DNA e dunque quella della stessa
informazione genetica.
Visto che la struttura base del DNA e
quella del linguaggio seguendo le stesse logiche di linguaggio
ormai decodificata e quindi utilizzabile, NON e' piu'
necessario fare il "taglia ed incolla" come fanno i
genetisti nei laboratori, basta conoscere la
giusta frequenza
con il giusto linguaggio per ottenere la riprogrammazione del
DNA, questo avviene solo nel tessuto
VIVO, ma non in vitro,
per mezzo di speciali raggi "laser" modulati e/o
radiofrequenza opportunamente scelta e modulata.
Questo
dimostra come il DNA sia comunque influenzabile anche dal un
certo tipo di Linguaggio, es. l'ipnosi, la visione di certe
immagini ecc. e dal
Comportamento (linguaggio del corpo).
Questi
scienziati hanno preparato un dispositivo che influenza il
metabolismo cellulare attraverso certe frequenze luminose e
radio, riparando in tal modo i "difetti", la memoria
delle malattie per esempio; essi anno preso-catturato
anche schemi di
informazione di un certo DNA e lo hanno immesso trasmettendolo
in un altro DNA riprogrammando cosi' le
cellule per un altro
Genoma.
Es.: essi hanno trasformato
embrioni di
rana in embrioni di
salamandra trasmettendo il
programma informativo del DNA della rana in quello della
salamandra. la sequenza dei dati inseriti nell'embrione di
salamandra NON ha prodotto nessuno degli "effetti
collaterali" o disarmonie che si riscontrano nel
"taglia ed incolla" dei
genetisti !
Queste scoperte rappresentano una eccezionale rivoluzione
trasformatrice, per di piu' semplice ed applicabile da coloro
che conoscono frequenze e linguaggio adatti, anziche'
utilizzare l'arcaico "taglia ed incolla".
Questi esperimenti mettono in luce l'enorme potere delle "onde
genetiche" che hanno una maggiore influenza sulla formazione
organica, rispetto ai processi della sequenza AGCT.
Queste
scoperte DIMOSTRANO come il linguaggio umano (Pensiero-Dolore-Linguaggio-Suono
di autocommiserazione e sofferenza) puo'
riprogrammare il
proprio DNA o quello di terzi da noi resi Psicodipendenti !
Questi scienziati Russi hanno anche scoperto che il
DNA in
Vivo produce delle onde di disturbo nel "vuoto",
generando i "wormholes" o buchi di verme
(microscopici campi magnetizzati che si trovano sui bordi dei
campi dei Buchi Neri) ovvero in ponti di
Einstein-Rosen
(tunnel spazio-temporali) che di fatto sono aree di
connessione fra varie aree totalmente differenti
dell'UniVerso, attraverso i quali una qualsiasi informazione
puo' essere trasmessa e/o ricevuta istantaneamente, al di la' dello
spazio-tempo - vedi
OloMero
+ Atomo
+ Buchi
neri +
Vuotoquantomeccanico - la
morte e'
infatti il passaggio
del nostro Ego/IO
avviluppato dal ns. corpo di
Energia dal corpo fisico al quale e'
appartenuto, nel
buco nero del DNA contenuto nel
cervello
per trapassarlo in altra
dimensione.
Il DNA-Cromosomi, "attira"- riceve e/o trasmette "spinge", questi "bit"
di InFormAzione da e per la nostra Coscienza, attraverso gli
atomi che compongono le sostanze stesse del DNA nei
Cromosomi i quali si comportano come
nanotubi
ricetrasmittenti !.
vedi anche:
http://www.fosar-bludorf.com/news/index.htm
vedi: Cimatica
Altri siti da visionare:
-
Flam, F. "Hints of a language in junk DNA", Science
266:1320, 1994
- "Explaining 'linguistic features' of noncoding DNA"
Bonhoeffer S, Herz AV, Boerlijst MC, Nee S, Nowak MA, May
RM.
-
http://www.godandscience.org/evolution/junkdna.html
Il DNA e' influenzabile dall'Ipnosi:
www.altor.org/ipnosi-rossi.htm.
Scoperta Russa
sul DNA - Le parole e
le frequenze possono influenzare e riprogrammare il DNA
Il DNA umano è un Internet biologico, superiore, sotto molti
aspetti, a quello artificiale. La più recente ricerca
scientifica russa spiega, direttamente o indirettamente,
fenomeni quali la chiaroveggenza, l'intuizione, gli atti
spontanei ed a distanza di cura, l'auto-guarigione, le
tecniche di affermazione, la luce o aure insolite intorno
alle persone (concretamente, dei maestri spirituali),
l'influenza della mente sui modelli climatici e molto
ancora. Inoltre, ci sono segni di un tipo di medicina
completamente nuova nella quale il DNA può essere
influenzato e
riprogrammato
dalle parole e dalle frequenza SENZA sezionare e rimpiazzare
geni individuali.
Solo il 10% del nostro DNA viene utilizzato per costruire le
proteine. Questo subcomplesso di DNA è quello che interessa
i ricercatori occidentali che lo stanno esaminando e
catalogando. L'altro 90% è considerato "DNA rottame".
Tuttavia, i ricercatori russi, convinti che la natura non è
stupida, hanno riunito linguisti e genetisti per
intraprendere un'esplorazione di quel 90% di "DNA rottame".
I loro risultati, scoperte e conclusioni sono semplicemente
rivoluzionarie !
Secondo loro, il nostro DNA non solo è il responsabile della
costruzione del nostro corpo, ma serve anche da magazzino di
informazioni e per la comunicazione.
I linguisti russi hanno scoperto che il codice genetico,
specialmente nell'apparentemente inutile 90%, segue le
stesse regole di tutte le nostre lingue umane. Per questo
motivo, hanno confrontato le regole della sintassi (il modo
in cui si mettono insieme le parole per formare frasi e
proposizioni), la semantica (lo studio del significato delle
parole) e le regole grammaticali di base. Hanno scoperto che
gli alcalini del nostro DNA seguono una grammatica regolare
e hanno regole fisse come avviene nelle nostre lingue. Così
le lingue umane non sono apparse per coincidenza, ma sono un
riflesso del nostro DNA inerente.
Anche
il biofisico e biologo molecolare russo Pjotr Garjajev e i
suoi colleghi hanno esplorato il comportamento vibratorio
del DNA.
(Per essere breve, qui farò solo un riassunto. Per maggiori
informazioni, per favore, andate all'appendice finale di
questo articolo).
La linea finale è stata: "I cromosomi vivi funzionano come
computer "solitonici/olografici" usando la radiazione laser
del DNA endogeno". Questo significa che hanno fatto in modo
di modulare certi modelli di frequenza con un raggio laser e
con questo hanno influenzato la frequenza del DNA e, in
questo modo, l'informazione genetica stessa. Siccome la
struttura base delle coppie alcaline del DNA e del
linguaggio (come si è già spiegato) sono la stessa
struttura, non si rende necessaria nessuna decodificazione
del DNA.
Uno semplicemente può usare
parole e orazioni del linguaggio umano! Questo è stato
anche provato sperimentalmente.
La sostanza del
DNA vivente (in tessuto vivo, non in vitro), reagirà
sempre ai raggi laser del linguaggio modulato e anche
alle onde radio, se si utilizzano le frequenze
appropriate. Infine questo spiega scientificamente
perchè le affermazioni, l'educazione autogena, l'ipnosi
e cose simili possono avere forti effetti sugli umani e
i loro corpi. E' del tutto normale e naturale che il
nostro DNA reagisca al linguaggio. Mentre i ricercatori
occidentali ritagliano geni individuali dei filamenti
del DNA e li inseriscono in un altro posto, i russi
hanno lavorato con entusiasmo con dispositivi che
possono influenzare il metabolismo cellulare con le
frequenze modulate di radio e di luce per riparare
difetti genetici.
Per esempio il gruppo di ricercatori di Garjajeva ha
avuto successo nel provare che con questo metodo si
possono riparare i cromosomi danneggiati dai raggi X.
Sono anche riusciti a catturare modelli di informazione
di un DNA specifico e lo hanno trasmesso ad un altro,
riprogrammando così le cellule su un altro genoma. In
quel modo, hanno trasformato con successo, per esempio,
embrioni di rana in embrioni di salamandra,
semplicemente trasmettendo i modelli di informazione del
DNA !
In quel modo, l'informazione completa è stata trasmessa
senza nessuna delle disarmonie o effetti collaterali che
si manifestano quando si fa l'ablazione e si
reintroducono geni individuali del DNA !
Questo rappresenta una rivoluzione e sensazione
incredibili, che trasformerà il mondo ! Tutto ciò
applicando semplicemente la vibrazione e il linguaggio
al posto dell'arcaico
processo
d'ablazione !
Questo esperimento punta all'immenso potere della
genetica delle onde, che ovviamente ha più influenza,
sulla formazione degli organismi, che i processi
biochimici delle sequenze alcaline.
I maestri esoterici e
spirituali sanno da millenni che il nostro corpo si può
programmare con il linguaggio, le parole e il pensiero.
Ora questo è stato provato e spiegato scientificamente.
Certamente la
frequenza deve essere quella corretta e a questo si deve
il fatto che non tutti hanno lo stesso risultato o
possano farlo sempre con la stessa forza.
La persona deve lavorare con i processi interni e la
maturità per poter stabilire una comunicazione cosciente
con il DNA.
I ricercatori russi lavorano con un metodo che non
dipende da questi fattori, però funziona SEMPRE, sempre
e quando venga usata la giusta frequenza.
Però, quanto più è sviluppata
la coscienza individuale, meno c'è la necessità di
qualsiasi tipo di dispositivo! Si possono ottenere quei
risultati da se stessi e la scienza finalmente smetterà
di ridere di tali idee e potrà spiegarne e confermarne i
risultati.
E non finisce qui. Gli scienziati russi hanno anche
scoperto che il nostro DNA può causare modelli di
perturbazione nel vuoto, producendo così "cunicoli"
magnetizzati ! I "piccoli
buchi" sono gli equivalenti microscopici di quelli
chiamati ponti Einstein-Rosen nella vicinanza dei
buchi neri
(lasciati da stelle consumate).
Questi sono dei tunnel di
connessione, fra aree completamente differenti
dell'universo, attraverso i quali si può trasmettere
l'informazione fuori dallo spazio e dal tempo. Il DNA
attira quei frammenti di informazione e li passa alla
nostra coscienza.
Questo processo di ipercomunicazione è più efficace in
stato di rilassamento. Lo stress, le preoccupazioni e
l'intelletto iperattivo impediscono il successo dell'ipercomunicazione
o ne distorcono completamente l'informazione rendendola
inutile.
In Natura, l'ipercomunicazione è stata applicata con
successo da milioni di anni. Il flusso di vita
strutturato in "organizzazioni stato" di insetti lo
prova drammaticamente. L'uomo moderno lo conosce solo ad
un livello molto più
sottile come
"intuizione". Però anche noi possiamo recuperarne a
pieno l’uso.
Un esempio in Natura. Quando
un formica regina è lontana dalla sua colonia, la
costruzione continua con fervore e in accordo con la
pianificazione.
Tuttavia, se si uccide la regina,
nella colonia tutto il lavoro si ferma.
Nessuna formica sa cosa fare.
Apparentemente, la regina invia i "piani di costruzione"
anche da molto lontano per mezzo della coscienza
gruppale dei suoi sudditi. Può stare lontana quanto
vuole, fintanto che sia viva.
Nell'uomo l'ipercomunicazione si attiva quando uno
improvvisamente riesce ad avere accesso ad
un'informazione che è fuori dalla propria base di
conoscenze. A quel punto questa ipercomunicazione viene
sperimentata e catalogata come un'ispirazione o
intuizione. Il compositore italiano Giuseppe Tartini,
per esempio, una notte sognò che il diavolo si sedeva
vicino al suo letto suonando il violino. La mattina
seguente, Tartini potè trascrivere il brano a memoria
con esattezza e lo chiamò la Sonata del Trillo del
Diavolo. Per anni, un infermiere di 42 anni sognò una
situazione nella quale era connesso ad una specie di
CD-ROM di conoscenza. Gli veniva trasmessa conoscenza
verificabile da tutti i campi immaginabili e alla
mattina poteva ricordare. Era tale la valanga di
informazioni che sembrava che di notte gli
trasmettessero tutta una enciclopedia. La maggior parte
delle informazioni
era fuori
dalla sua base di conoscenze personali e arrivava a
dettagli tecnici di cui lui non sapeva assolutamente
niente.
Quando avviene l'ipercomunicazione,
si possono osservare fenomeni speciali nel DNA, così
come nell'essere umano.
Gli scienziati russi hanno irradiato campioni di DNA con
luce laser. Nello schermo si è formato un modello di
onde tipico.
Quando hanno ritirato il campione di DNA, i modelli di onda non sono
scomparsi, sono rimasti. Molti esperimenti di controllo
hanno
dimostrato
che il modello proveniva ancora dal campione rimosso, il
cui campo energetico apparentemente è rimasto di per se
stesso. Questo effetto ora si denomina effetto del DNA
fantasma.
Si presume che l'energia dello spazio esteriore e del
tempo, dopo aver ritirato il DNA, fluisca ancora
attraverso i "cunicoli".
La maggior parte delle volte gli effetti secondari che
si incontrano nell'ipercomunicazione, anche degli esseri
umani, sono campi elettromagnetici inspiegabili nelle
vicinanze della persona implicata. In presenza dei
quali i dispositivi elettronici, come attrezzature per
CD e altri simili, possono essere alterati e smettere di
funzionare per ore.
Quando il campo elettromagnetico si dissolve lentamente,
le attrezzature funzionano ancora normalmente. Molti
curatori e psichici conoscono questo effetto dovuto al
loro lavoro. Più si migliorano l'atmosfera e l'energia
dell'ambiente più frustante è che in quel
preciso
istante l'attrezzatura di registrazione smette di
funzionare e di registrare.
Il riaccendere e spegnere dopo la sessione non ne
ristabilisce ancora la funzionalità totale che però il
giorno dopo ritorna alla normalità. Chissà forse leggere
ciò risulta tranquillizzante per molti, in quanto non ha
niente a che vedere con l’essere tecnicamente incapaci,
ma significa semplicemente che sono abili per l’ipercomunicazione.
Gli scienziati russi hanno
irradiato diversi campioni di DNA con dei raggi laser e
su uno schermo si è formata una tipica trama di onde
che, una volta rimosso il campione, rimaneva sullo
schermo. Allo stesso modo si suppone che l'energia al di
fuori dello spazio e del tempo continua a passare
attraverso gli tunnel spaziali attivati anche dopo la
rimozione del DNA.
Gli effetti collaterali più frequenti nell'ipercomunicazione
sono dei campi magnetici vicini alle persone coinvolte.
Gli apparecchi elettronici possono subire delle
interferenze e smettere di funzionare per ore. Quando il
campo elettromagnetico si dissolve, l'apparecchio
ricomincia a funzionare normalmente. Molti operatori
spirituali conoscono bene questo effetto.
Grazyna Gosar and Franz Bludorf nel loro libro Vernetzte
Intelligenz spiegano queste connessioni in modo chiaro e
preciso.
Gli autori riportano anche alcune fonti secondo le quali
gli uomini sarebbero stati come gli animali, collegati
alla coscienza di gruppo, e quindi avrebbero agito come
gruppo. Per sviluppare e vivere la propria
individualità, tuttavia, avrebbero abbandonato e
dimenticato quasi completamente l'ipercomunicazione.
Ora che la nostra coscienza individuale è abbastanza
stabile, possiamo creare una nuova forma di coscienza di
gruppo.
Così come usiamo Internet, il nostro DNA è in grado di
immettere dati nella rete, scaricare informazioni e
stabilire un contatto con altre persone connesse. In
questo modo si possono spiegare i fenomeni quali
telepatia o guarigioni a distanza.
Senza un'individualità
distinta la coscienza collettiva non può essere usata
per un periodo prolungato, altrimenti si ritornerebbe a
uno stato primitivo di istinti primordiali.
L'ipercomunicazione
nel nuovo millennio significa una cosa ben diversa.
I ricercatori pensano che, se
gli uomini con piena individualità formassero una
coscienza collettiva, avrebbero la capacità di creare,
cambiare e plasmare le cose sulla terra, come fossero
Dio ! E l'umanità si sta avvicinando a questo nuovo tipo
di coscienza collettiva.
Il tempo
atmosferico è piuttosto difficile da influenzare da un
solo individuo, ma l'impresa potrebbe riuscire dalla
coscienza di gruppo (niente di nuovo per alcune tribù
indigene). Il tempo viene fortemente influenzato dalla
frequenza risonante della terra (frequenza di Schumann).
Ma queste stesse frequenze vengono prodotte anche nel
nostro cervello, e quando molte persone si sincronizzano
su di esse, o quando alcuni individui (es. i maestri
spirituali) concentrano i loro pensieri come un laser,
non sorprende affatto che possano influenzare il tempo.
Una civiltà moderna che sviluppa questo tipo di
coscienza non avrebbe più problemi né d'inquinamento
ambientale, né di risorse energetiche; usando il potere
della coscienza collettiva potrebbe controllare
automaticamente e in modo naturale l'energia del
pianeta.
Se un numero abbastanza
elevato di individui si unisse con uno scopo più
elevato, come la meditazione per la pace, si
dissolverebbe anche la violenza.
Il DNA
sembra essere anche un superconduttore organico in grado
di lavorare a una temperatura corporea normale. I
conduttori artificiali invece richiedono per il loro
funzionamento delle temperature estremamente basse (tra
-200 e -140°C ). Inoltre, tutti i superconduttori
possono immagazzinare luce, quindi informazioni.
Anche questo dimostra che il DNA sia è grado di farlo.
Vi è un altro fenomeno legato al DNA e ai tunnel
spaziali. Normalmente questi minuscoli tunnel sono
altamente instabili e durano soltanto una frazione di
secondo. In certe condizioni però si possono creare dei
tunnel stabili in grado di formare delle sfere luminose.
In alcune regioni della Russia queste sfere appaiono
molto spesso. In queste regioni le sfere a volte
s'innalzano dalla terra verso il cielo, e i ricercatori
hanno scoperto che possono essere guidati dal pensiero.
Le sfere emettono onde a bassa frequenza che vengono
anche prodotte dal nostro cervello, quindi sono in grado
di reagire ai nostri pensieri. Queste sfere di luce
hanno una carica energetica molto elevata e sono in
grado di causare delle mutazioni genetiche. Anche molti
operatori spirituali producono queste sfere o colonne di
luce, quando si trovano in uno stato di profonda
meditazione o durante un lavoro energetico. In alcuni
progetti per la guarigione della terra queste sfere
vengono catturate anche nelle foto. In passato di fronte
a questi fenomeni luminosi si credeva che apparissero
degli angeli. In ogni caso, pur mancando le prove
scientifiche, ora sappiamo che persone con queste
esperienze non soffrivano affatto di allucinazioni.
Abbiamo fatto un grande passo in avanti nella
comprensione della nostra realtà. Anche la scienza "ufficiale"
conosce le anomalie della terra che contribuiscono alla
formazione dei fenomeni luminosi. Queste anomalie sono
state trovate di recente anche a Rocca di Papa, a sud di
Roma.
L'articolo intero (in
inglese) si può trovare sulla pagina
www.fosar-bludorf.com (Kontext - Forum for Border
Science). Su questa pagina è anche possibile contattare
gli autori.
Tratto da: disinformazione.it
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DNA, la
TRASCRIZIONE è BIDIREZIONALE -
Definizione di
Gene
Al contrario di quanto ritenuto finora,
la doppia elica viene “letta” in entrambi i sensi per
essere “tradotta” in Rna.
Uno studio dell'Embl su
Nature
ABSTRACT di
ZHENYU Xu,
Nature 2009, N. 457, 1033-1037: Bidirectional promoters
generate pervasive transcription in yeast
http://www.nature.com/nature/journal/v457/n7232/full/nature07728.html
Schema della
Replicazione del DNA:
I testi di
biologia sono da riscrivere:
il Dna viene “letto” in tutte e due le direzioni della
doppia elica e non in una sola, come finora pensato. Lo
hanno rivelato i ricercatori dello
European Molecular Biology Laboratory (Embl) di
Heidelberg (Germania) e dello
European
Bioinformatics Institute
(Embl-Ebi) di Hinxton (Gb) in uno
studio apparso su Nature.
La lettura e la trascrizione
del Dna in Rna (acido ribonucleico, formato da un solo
filamento) è il primo passo per la formazione delle
proteine. Sebbene i geni che contengono le istruzioni
per costruire le proteine siano meno del 2 per cento del
genoma umano, la maggior parte del Dna viene comunque
“tradotto” in Rna. Perché questo accada non è ancora
stato compreso.
I ricercatori dell'Embl,
guidati da Lars Steinmetz, sono però più vicini a capire
come avviene esattamente la trascrizione e la funzione
di alcuni particolari pezzetti di Dna, detti
“promotori”, i siti che danno il comando di inizio alla
traduzione.
Studiando tutte le
trascrizione prodotte nella
cellula del lievito, gli
scienziati hanno trovato che molte regioni del genoma
producono diversi Rna a partire dallo stesso promotore,
e che la lettura procede - nella maggior parte dei casi
- in entrambe le direzioni (e non in una sola, come
finora pensato).
Non tutti i prodotti della
trascrizione sono però stabili: molti si degradano
rapidamente e questo rende difficile comprenderne la
funzione. Alcune molecole di Rna, riportano gli autori,
potrebbero essere “rumore di fondo” e non avere una
funzione specifica, ma la trascrizione in sé sembra
giocare un ruolo importante nella regolazione
dell'espressione di altri geni: tradurre una sequenza di
Dna potrebbe infatti aumentare la trascrizione di un
gene nelle vicinanze, o interferire in qualche modo con
la produzione della proteina corrispondente. Quanto
compreso per il lievito, sottolineano i ricercatori, può
essere trasportato negli esseri umani. (t.m.)
Riferimento: Nature, Jan 25, 2009; DOI:
10.1038/nature07728
Tratto da: galileonet.it
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Studio sulla rivista "Nature" sconvolge le teorie
classiche della genetica del DNA
La rivista Nature ha pubblicato uno studio che ha
letteralmente sbalordito il mondo della genetica. In questo
studio si afferma e si dimostra da parte di ricercatori (Robert
Pruitt e colleghi della Purdue University, scoperta mentre
studiavano la pianta Arabidopsis) che le piante
riescono a modificare il codice genetico che ereditano dai
propri genitori per tornare a quello dei nonni !
Questa scoperta amplifica e definisce
meglio le
ideologie sull'ereditarieta' finora insegnate nelle
Universita'.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/entrez/query.fcgicmd=Retrieve&db=pubmed&dopt=Abstract&list_uids=15785770
&query_hl=1&itool=pubmed_docsum
"Although
the model proposed above might represent an extraordinary
view of inheritance, each of the processes required by the
model has been demonstrated previously".
vedi: Lolle_Nature
2005
La ricerca oltre a dimostrare
che le piante hanno questa possibilita' suggerisce che anche
altre specie abbiano la stessa possibilita'; noi cultori
della Medicina Naturale affermiamo proprio questo: anche
l'uomo ha queste possibilita' cosi come gli animali.
Infatti proprio nei 10
Comandamenti che ritroviamo nella Bibbia, in Genesi cap. 20,
e' espressa proprio questa caratteristica: "le
colpe dei padri cadranno sui figli fino alla 4° generazione",
sottintendendo che successivamente alla 4° generazione cio'
non possa piu' accadere, quindi suggerisce che vi sia un
meccanismo riparatore che permette la cancellazione e/o la
riparazione della mutazione genetica indotta dagli errori
dei padri.
L'ipotesi nostra e' che ogni DNA
abbia "nascosto nel proprio RNA" la
copia del file originale
del DNA e che quindi quando intervengono mutazioni
e/o duplicazioni genetiche, alla 4° generazione il file originale ripari
quello danneggiato.
Bibliografia:
S.J. Lolle, J Victor, J.M.Young, R.E.Pruitt – Nature Online,
di:10.1038/nature03380 (2005)
Fonte: Bioagricoltura Notizie, ediz. Ariab.
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Esami di riparazione (del DNA)
Per la prima volta è stata
osservata in tempo reale una molecola di materiale
genetico che riesce a correggere un danno nella sua
struttura.
La riparazione delle molecole di Dna danneggiate è un
meccanismo ben conosciuto in genetica, ma finora nessuno
ne aveva dato testimonianza in tempo reale. Ricercatori
del
Kavli Institute dell’Università di Delft, in Olanda,
sono riusciti a documentare, a livello di una singola
molecola di Dna, la ricombinazione omologa, uno dei
meccanismi di riparazione frequentemente messi in atto
dalle cellule. Il lavoro è stato pubblicato sulla
rivista Molecular Cell.
La rottura della molecola di Dna può essere provocata,
per esempio, dai raggi ultravioletti o dai raggi X, ma
può anche capitare durante la normale divisione
cellulare. Il tipo di danno può interessare una parte
della struttura o l’intera molecola, ma le cellule sono
dotate di diversi meccanismi per ripararlo. Se questi
danni non venissero immediatamente corretti, potrebbero
portare ad alterazioni a livello funzionale.
I ricercatori olandesi sono
riusciti ad osservare il
fenomeno di riparazione grazie a un campo
magnetico che consente di spingere e ruotare una singola
molecola di Dna nella posizione voluta. Nel momento in
cui il danno viene riparato, la posizione della molecola
cambia: in questo modo gli scienziati dell’Università di
Delft sono riusciti a osservare il processo di
riparazione in dettaglio.
La possibilità di approfondire le conoscenze su questi
meccanismi è molto importante sopratutto in campo
oncologico, dato che la formazione di un danno del
materiale genetico è uno dei processi che può portare
allo sviluppo di cellule cancerose. (s.m.)
Tratto da Galileonet.it
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Si può "suonare" una molecola
?
Johann Sebastian Bach non ci avrebbe neanche pensato, anche
perché nel Settecento non si sapeva che cosa fosse una
molecola. Ma a partire dagli Anni '80 del XX secolo molti
scienziati ci sono riusciti, a sorpresa. Facendosi aiutare
da musicisti curiosi, hanno «trasformato» proteine e DNA in
fantasiose melodie.
Tratto dall'inserto de " La Stampa" : (TST) Tutto Scienze e
Tecnologie, in ultima pagina compare un articolo dal titolo:
"DNA, uno spartito da suonare" -
By Vincenzo
Guarnieri.
Sottotitolo: Negli USA collaborazioni tra scienziati e
musicisti: le sequenze degli aminoacidi diventano note.
Su internet si moltiplicano gli esperimenti.
Come hanno fatto ?
È semplice: una composizione musicale è una sequenza di note
su un pentagramma, una molecola
di DNA è costituita da una sequenza di nucleotidi e una
proteina da una sequenza di aminoacidi.
Si tratta sempre di sequenze !
Basta quindi creare delle
regole che permettano di trasformare una in un'altra e il
gioco è fatto. Per il passaggio da DNA a proteina ci ha già
pensato la natura: il codice genetico assegna a ogni tre
nucleotidi uno specifico aminoacido. Per le altre regole,
invece, i ricercatori si sono dovuti sbizzarrire.
Come la biologa Mary Anne Clark della Texas Wesleylan
University,che ha avuto l'idea di assegnare ciascuno dei 20 aminoacidi
che formano le proteine alle note di una lunga scala
musicale.
Ma la ricercatrice non è andata a caso: ha assegnato la nota
più bassa all'aminoacido più idrofobico e la più alta al più
idrofilico, ordinando gli altri di conseguenza.
Poi ha applicato questi accorgimenti alla sequenza di una
proteina e, grazie al software ideato dal musicista John
Dunn, è riuscita ad ascoltarne la versione musicale.
vedi: dott.ssa Mary
Anne Clark:
http://www.educause.edu/EDUCAUSE+Review/EDUCAUSEReviewMagazineVolume43/GenomeIsland/163176
http://www.whozoo.org/mac/Music/
vedi i lavori dei Giapponesi sulla Musica del DNA - By
Munakata ed altri
http://www.whozoo.org/mac/Music/Sources.htm
http://www.toshima.ne.jp/~edogiku/
http://www.ejbiotechnology.info/content/vol7/issue2/full/8/t6.html
Che cosa ha sentito ?
Una melodia ottenuta dal “suono” della semplice successione
di aminoacidi, cioè della struttura
primaria di quella proteina. Ma non solo: durante
l'esecuzione le note basse “dicono” che stanno
suonandogli aminoacidi idrofobici, normalmente posizionati
all'interno della struttura tridimensionale.
Le note alte, invece, “dicono” che siamo sulla superficie.
Quindi la studiosa ha trovato un metodo per percepire la
struttura della proteina in modo alternativo
alla semplice osservazione dei modelli tridimensionali. È
come se si “vedesse” la molecola
con le orecchie anziché con gli occhi. Manon si è fermata.
Gli aminoacidi si dispongono nello spazio formando geometrie
regolari, le strutture secondarie, come le eliche o i
foglietti.
Una proteina è costituita dall'insieme di queste strutture e
la ricercatrice ha voluto ascoltarle.
Come ?
Scritturando
un'intera orchestra... virtuale, naturalmente. Con i violini
alle eliche e i fiati ai foglietti, la musica fornisce
un'immagine ancora più precisa della proteina.
Provare per credere: sul sito di M.A. Clark si possono
ascoltare numerosi esempi, a volte molto particolari.
Non ci
si deve stupire quindi di un curioso quartetto che suona
simultaneamente l'emoglobina appartenente a quattro specie
diverse: tigre, uomo, elefante e toporagno. Questo
“ensemble” ci permette di percepire le differenze evolutive
tra le specie, facendoci ascoltare questa proteina del
sangue.
E il DNA, la molecola definita il “libro della vita”, può
diventare lo “spartito della vita” ?
I quattro nucleotidi (Adenina, Citosina, Timina e Guanina),
che formano
le lunghe catene dei geni, possono diventare note musicali ?
Sembra proprio di sì. L'idea più fantasiosa è stata della
compositrice americana Susan Alexjander, che ha utilizzato
le frequenze ottenute dagli spettri dei nucleotidi per
generare suoni.
Ma alcuni studiosi hanno addirittura utilizzato le melodie
del DNA per fare ipotesi sull'origine della vita.
È il caso
del giapponese Nobuo Munakata, che ci lavora dall'84, quando
ha pubblicato un suo lavoro su “Nature”. Oppure Susumo Ohno,
anche lui giapponese, che ha riconosciuto grazie alla musica
una serie di “elementi ripetitivi” nella sequenza dei geni,
che risalirebbero all'origine dei geni stessi.
La musica può davvero farci capire meglio la scienza ? E la
scienza può ispirare gli artisti ?
Questi musicisti e ricercatori rispondono di sì.
Forse come chi partecipa a Roma, fino al 15 giugno 2006,
alla seconda edizione di “Arte Scienza”, il festival
biennale dedicato all'arte e alle applicazioni scientifiche.
Dal confronto tra artisti e scienziati potrebbe anche
nascere una scienza più divertente, soprattutto quando
diventa musica.
By
Sandro Cappelletto
Brevettata la musica del DNA
Roma, 18 dic.
2007 (Adnkronos) - La scoperta è di un team di
ricercatori italo-americani guidati da Carlo Ventura e
James Gimzewski e potrebbe in futuro portare gli
scienziati a indirizzare le cellule a differenziarsi
sulla base di suoni di riferimento ben precisi.
Il suono della vita, una
sorta di musica proveniente dai movimenti del Dna, è
stato registrato e brevettato per la prima volta da un
team di ricercatori italiani e statunitensi guidato da
Carlo Ventura, docente di Biologia molecolare
dell'università di Bologna, e dal fisico James Gimzewski,
dell'università di Los Angeles, California. La scoperta,
oltre a essere curiosa, potrebbe in futuro portare gli
scienziati a trasformarsi in 'direttori d'orchestra'
capaci di indirizzare le cellule a differenziarsi
seguendo un suono di riferimento ben preciso.
Ventura ha illustrato i risultati dei suoi studi in
occasione del convegno 'Aspetti biologici, clinici e
sociali dell'allungamento della vita media', organizzato
a Roma dall'Istituto nazionale biostrutture e biosistemi
(Inbb). "Il nostro genoma - spiega - è fatto da una
miriade di anse, di ripiegamenti che non hanno solo la
funzione di 'impacchettare' i circa due metri della
molecola del Dna in poche decine di millesimi di
millimetro di diametro del nucleo.
Per molto tempo - aggiunge - si è pensato che queste
anse servissero a guadagnare spazio, ma oggi sappiamo
che, pur facendo parte del cosiddetto Dna 'spazzatura',
cioè che non codifica alcuna proteina, hanno una precisa
funzione di 'architettura"'.
Video:
http://www.adnkronos.com/IGN/Video/?vid=1.0.1683534554
"I ripiegamenti del Dna -
afferma l'esperto - sono dinamici nell'assemblarsi e nel
disassemblarsi e questo loro muoversi in continuazione
viene trasmesso a strutture del citoscheletro fino a
creare una vibrazione sulla superficie della
cellula.
Questa vibrazione è compresa nell'arco di frequenze
udibili dall'orecchio umano: dunque, non abbiamo fatto
altro che sviluppare un approccio in grado di rilevare
questi suoni. E quello che emerge è che questi rumori
sono in qualche modo 'specifici' per quello che la
cellula
sta facendo in termini di espressione di geni,
in quel momento". In futuro i ricercatori mirano a
capire se il 'suono' può indirizzare le cellule e far
comprendere loro cosa fare. In pratica, con il suono
giusto si potrebbero impartire precisi ordini.
"Bisognerà capire - conclude Ventura - se a
differenziamenti specifici corrispondano frequenze
sonore specifiche.
Qualora fosse così, solo in un
secondo momento si potrà vedere se, facendo ascoltare
alla
cellula
questi suoni, la si potrà trasformare in
quello che vogliamo".
Tratto da:
http://www.adnkronos.com
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A Che Guevara piaceva ballare, ma aveva grande
difficoltà a farlo con una certa coerenza, perché
era “amusico”, sordo alla musica: non la «sentiva» e dunque
non riusciva a trasformare un ritmo in gesto.
Il disturbo
non affligge esclusivamente i rivoluzionari: il premio Nobel
per l'economia Milton Friedman lo dovette constatare su di
sé, dopo aver inutilmente provato a ricavare un qualche
piacere dall'ascolto di dischi e concerti. Piacere negato
anche a Sigmund Freud, che viveva a Vienna in anni colmi di
musica.
Come spiegare questa incapacità ?
Dove trovare la risposta ad altri diffusi disturbi: se ad
alcuni - Mozart il caso più noto – basta ascoltare una volta
soltanto una melodia, un brano intero, per saperlo
ricantare, trascrivere, al
contrario c'è chi non ci riuscirà mai, non solo perché è
stonato, ma perché non può memorizzare e restituire col
canto quella successione di note.
”Non vi so dire se è una questione biologica o culturale, se
è forte o meno la componente ereditaria, se il deficit è
innato, ma questa particolare forma di sordità riguarda tra
il 5 e il 10%”, dice Isabelle Peretz, autrice del saggio:
«La
musica e il cervello», pubblicato nell'Enciclopedia della
musica
Einaudi, attiva a Montreal, dove è docente di psicologia
all'università e si è specializzata in neuropsicologia
cognitiva. Accompagnata dalle riflessioni della
neuropsichiatra infantile Luisa Lopez (“la musica aiuta a
socializzare: cantare in coro è esperienza utilissima”) e
del compositore Nicola Piovani («la musica, come la poesia,
non si spiega»), la Peretz è stata protagonista della
conferenza dedicata al cervello musicale all'Auditorium di
Roma.
Numerosi gli esempi: ecco Isabelle, che dopo un incidente ha
perduto la possibilità di cantare, mentre intelligenza,
linguaggio e memoria sono intatti; ecco Albert, del tutto
incapace di rispondere con un giudizio a due musiche
diverse.
Numerose anche le affermazioni in negativo:
l'orecchio musicale assoluto, cioè la capacità di
riconoscere a colpo sicuro un suono, non è sinonimo di
intelligenza, ma una qualità innata. La musica di Mozart non
rende più abili e non aumenta la capacità di attenzione:
studenti statunitensi chiamati ad assemblare figure
geometriche, dopo aver ascoltato il complesso rock Blur, l'hanno fatto più velocemente che dopo essere stati
«sottoposti» a una sinfonia mozartiana.
”Non è chiaro se la sede della ricezione musicale risieda
nell' emisfero cerebrale destro o sinistro, ma nelle persone
che soffrono di amusia si riscontra una minore densità della
materia bianca e questa constatazione porta a ipotizzare che
il deficit sia innato, senza però che pregiudichi altre
funzioni e sensibilità”: gli studi che la Peretz conduce al
BRAMS (Brain, Music and Sound
Research) hanno portato a considerare l'”abilità musicale”
come una rete di connessioni: “Utilizzando le tecniche di
neuroimaging si è constatato che i rapporti tonali e quelli
temporali, percepiti all'ascolto come una dimensione
unificata, sono elaborati dal cervello in modo indipendente;
che esistono reti neurali specializzate nel riconoscimento
delle scale, mentre i gangli della base e del cervelletto
partecipano al controllo motorio e percettivo del ritmo”.
Sembra dunque che un insieme di luoghi e di funzioni diverse
rechino ognuno il proprio contributo all'organizzazione
formale delle nostre capacità musicali, mentre l'”amusia” si
è dimostrata più tenace di ogni rimedio.
Se anche la musica è un linguaggio, con il linguaggio
condivide dei “meccanismi di elaborazione sintattica”, ma le
capacità di ascolto, di apprendimento, di elaborazione
creativa sono «servite da reti neurali dedicate»,
disseminate ovunque nel cervello, connesse tra loro.
Misteriosamente assenti in alcuni di noi.
Tratto da:
lastampa.it
L'abuso infantile
"marca" i geni del DNA
+
Definizione di Gene
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La geografia scritta
nei geni
Le differenze genetiche tra
due persone, misurate come numero di mutazioni non
condivise, rispecchiano le distanze geografiche dei
rispettivi luoghi di nascita
Vicini di casa, vicini di
Dna. La regola generale è stata sottoscritta da ben due
gruppi di ricerca e presentata la scorsa settimana sulle
riviste
Nature e
Current Biology. Se l'affermazione va presa con le
dovute pinze, la morale dei due studi è questa: quanto
più due persone sono nate in luoghi geograficamente
lontani, tanto più saranno geneticamente distanti. E
viceversa.
vedi:
PDF NATURE 2008
Alla guida dei due team, che
hanno lavorato indipendentemente, ci sono John Novembre
dell'Università
della California (Los Angeles) e Manfred Kayser
dell'Erasmus
University Rotterdam. I ricercatori hanno mostrato
per gli esseri umani la corrispondenza tra distanza
geografia e distanza genetica analizzando centinaia di
migliaia di polimorfismi (geni che variano per una
singola lettera del Dna) nel genoma di persone
provenienti da oltre venti paesi europei. Per ciascuna,
i genetisti hanno codificato circa mezzo milione di
mutazioni.
Il genoma di tutti i
soggetti è stato poi rappresentato come un punto su di
un piano cartesiano. In questo modo, persone con genoma
molto simile (ovvero con un alto numero delle stesse
mutazioni in comune) risultano rappresentate come due
punti molto vicini. Viceversa, punti distanti
rappresentano genomi che differiscono per la maggior
parte delle mutazioni considerate.
A stupire i ricercatori è
stato il fatto che, una volta inserite le migliaia di
analisi genomiche, il grafico che ne è emerso rispecchia
la carta geopolitica dell'Europa: la maggior parte dei
genomi appartenenti, per esempio, a portoghesi e
spagnoli si trovano raggruppati in una regione dello
spazio del piano a Sud-Ovest dei genomi francesi. Come
quelli italiani si trovano a Sud-Est di quelli svizzeri.
Tenendo presente che la
differenza genetica tra gli europei è estremamente
bassa, secondo Kayser quanto osservato è perfettamente
in accordo con gli studi sulle ondate migratorie verso
l'Europa dei rappresentanti della nostra specie (Homo
sapiens) nel corso degli ultimi 20 mila anni. (t.m.)
Tratto da: galileonet.it
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Siete
contro i brevetti sul DNA ?
Chiedete i diritti d’autore
del proprio DNA alle
multinazionali
che brevettano il DNA umano…..
Le
sequenze di geni non servono. Bisogna leggere le proteine. Come ? Uno
scienziato in prima linea spiega
la nuova sfida
By Giovanni Sabato
Cosa pensereste se l'architetto a cui avete chiesto di progettare la
vostra casa vi presentasse un progetto scritto così: «Wwyportawhjjascenskkorexrrrjj.» ?
Sarebbe
lecito che vi domandaste se e quando vedrete mai la nuova casa finita.
Questa è la sensazione che avvertono diversi scienziati a proposito della
sequenza del genoma umano, la cui decifrazione è stata annunciata
trionfalmente ormai più di un anno fa dal celeberrimo Craig Venter
(genetista patron della Celera, l'impresa privata che per prima ha
annunciato il compimento dell'impresa) e da Michael Collin (capo del
progetto federale americano, il vero e proprio Genome Project).
Il
paragone è di Stanley Fields, genetista dell'Università di Washington a
Seattle, ed esprime bene il misto di eccitazione e frastornamento che
avvolge gli addetti ai lavori.
Eccitazione
perché senza dubbio la decifrazione del genoma è una meta scientifica
eccezionale. Frastornamento perché la sfida, adesso, è quella di dare un
senso all'immensa massa di informazione accumulata, di leggere il libro
del genoma che ora appare come una serie di lettere indistinte.
Ed
è un'impresa che si presenta ben più colossale del sequenziamento
stesso.
Si
tratta di comprendere le relazioni tra i geni, di identificare le proteine
che ciascun gene codifica e, infine, vederne la funzione nel corpo umano.
Ma decifrare le proteine non è uno scherzo. E per farlo ci sono alcune
tappe intermedie.
Quali ?
Ne
abbiamo parlato con Piero Carninci, ricercatore italiano trasferitosi da
anni in Giappone presso uno dei templi della ricerca sul genoma, il Riken
Genome Science Laboratory di Tsukuba.
Con
risultati tanto interessanti che a fine mese tornerà in Italia a ritirare
il Biotec Award 2001, che premia i ricercatori italiani che più si sono
distinti nell'ambito della biologia molecolare. Carninci lavora proprio
sul crinale tra genoma e proteoma. E premette: «La sequenza del genoma,
in sé, non può dirci molto: è solo un primo passo, sebbene
importantissimo».
Nuda
e cruda, la sequenza somiglia molto al bizzarro progetto dell'architetto:
i geni (le informazioni rilevanti, i tratti di Dna in cui è scritto come
fare le proteine) costituiscono meno del 2 per cento dell'intero genoma e
sono dispersi qua e là in una marea di sequenze diverse, molte delle
quali apparentemente prive di alcuna funzione (il cosiddetto Dna
spazzatura), e per di più possono essere spezzettati in più frammenti
intercalati da sequenze senza senso.
«Anche
solo individuare i geni nella marea di sequenze incomprensibili non è
affatto facile, tant'è che il loro stesso numero è tuttora incerto»,
ammette Carninci (vedi intervista a William Haseltine a pagina 141).
«Ancor
più arduo, poi, è capire a che serve il gene individuato, ovvero qual è
la funzione della sua proteina».
Tanto arduo quanto indispensabile, perché
il gene, in sé, non è che l'istruzione per fabbricare una o più
proteine.
Sono queste ultime che nell'organismo svolgono ogni sorta di
attività, dal trasporto dell'ossigeno alla digestione; è il loro modo di
funzionare che va sviscerato se si vuole comprendere come funziona il
corpo umano, ricavare nuove medicine o chiarire cosa ci rende diversi da
una scimmia.
Lo studio sistematico dell'insieme delle proteine prodotte
dall'organismo - il cosiddetto proteoma - è la nuova frontiera della
ricerca nell'era post-genoma.
«Senza
dubbio dalle indagini sulle proteine verranno le risposte più accurate»,
conviene Carninci:
«Ma
prima di vederne i frutti occorreranno molti anni e grossi investimenti».
Le proteine assumono strutture tridimensionali contorte e mutevoli,
interagiscono l'una con l'altra in molteplici modi e sono ben più
numerose dei geni, dato che da uno stesso gene possono derivare decine o
talvolta centinaia di proteine diverse; studiarle, dunque, è molto più
difficile che decifrare la semplice, lineare sequenza del Dna.
E nel
frattempo ?
(NdR: studiamo ed impariamo a leggere il
DNA, cosa che
non si e' ancora in grado di fare; e' come avere
un'enciclopedia e non saperla leggere perche non si conoscono
i meccanismi di assemblaggio delle lettere di quell'alfabeto
ed il senso di quelle parole, quando si scopriranno).
Una
soluzione viene da studi come quello di Carninci, che prendono di mira i
prodotti intermedi tra il Dna e le proteine. Ogni volta che la
cellula
legge un gene, per prima cosa fabbrica un prodotto intermedio (detto Rna
messaggero), che poi viene letto a sua volta per produrre la proteina;
questi intermediari, a differenza del genoma, contengono la sola sequenza
del gene, senza altre sequenze estranee, e vengono prodotti solo nel
momento in cui il gene in questione viene letto per produrre la proteina.
Carninci, in anni di ricerca, ha messo a punto le tecniche per isolare con
precisione inedita gli Rna messaggeri presenti nelle cellule, e le ha
impiegate per individuare e raccogliere tutti (o quasi) quelli prodotti
dal più classico animale da esperimento: il topo. Ha ottenuto così una
raccolta pressoché completa dei geni del topo.
Dai
geni isolati in questo modo si possono trarre innumerevoli informazioni.
Per
esempio, si può studiare in quali circostanze ciascun gene viene letto,
per individuare quelli che si attivano in malattie come il cancro, e che
quindi possono avere un ruolo nella malattia.
Si
possono anche analizzare l'insieme di tutti i geni accesi nella
cellula in
un determinato momento, per ricavare indizi sulle loro funzioni. E si
possono inoltre condurre studi su come interagiscono tra loro le relative
proteine (cosa che con il genoma non è possibile), e identificare
proteine sconosciute che interagiscono con quelle già note; anche queste
sono informazioni preziose perché, se due proteine interagiscono,
evidentemente partecipano allo stesso processo. «Con le nostre tecniche
riusciamo a esaminare 100 mila interazioni al giorno», afferma Carninci.
Si
tratta di tecniche usate da diversi laboratori per ottenere analoghe
raccolte di geni in altri animali e anche nell'uomo. Sono gli studi sul
topo, però, a essere particolarmente fruttuosi.
A
livello genetico, infatti, questo animaletto è molto simile a noi (quasi
tutti i geni umani hanno il loro equivalente nel topo), e gli scienziati
compiono su di lui manipolazioni genetiche che nella nostra specie, per
ovvi motivi, sono impensabili. Per capire cosa fa un gene misterioso, gli
scienziati possono produrre topi che ne sono privi, osservare i guai
causati dalla sua mancanza e risalire così al suo ruolo.
A
margine rimane poi la questione del cosiddetto Dna spazzatura, che a ben
guardare spazzatura non è. Infatti proprio questo materiale genetico
forma gran parte del genoma, ma nessuno ne ha identificato la funzione.
Perché ?
«È una questione di priorità», spiega Carninci: «Non
sappiamo bene che cosa faccia e al momento abbiamo da lavorare tantissimo
sulle parti che codificano per le proteine». Di fatto, sul piano pratico
le proteine sono le strutture più interessanti: ad esempio, è
concepibile disegnare un farmaco che leghi una proteina, ma è difficile
pensare a un farmaco che agisca sul Dna del genoma. Quindi, anche se
appurassimo che questo Dna ha un ruolo in una malattia, sarebbe difficile
porvi rimedio.
Ma probabilmente, aggiunge Carninci, che «il Dna
spazzatura è senz'altro essenziale per regolare l'espressione dei geni,
cioè per stabilire quando un gene deve essere letto».
In
effetti ci sono diversi gruppi che lo studiano, confrontando il genoma di
uomo, topo ed altri organismi modello.
Ci sono molte sequenze che sono
molto simili in vari organismi; e se una sequenza non cambia molto nel
corso dell'evoluzione, vuol dire che svolge un ruolo importante, che non
è spazzatura. Quando avremo la sequenza del genoma del topo, che è quasi
finita, sarà più facile elencare le sequenze conservate anche nel Dna
spazzatura e scoprire così quelle importanti.
Commento NdR: lo chiamano DNA "spazzatura"
perche' non sanno che esso e' anche parte e base - rimasuglio - di
un'elica a 12 scale 6+6, che era il nostro antico e primigeno
DNA .... dal quale siamo stati sradicati, segati, tagliati, per
mezzo di antichissima ingegneria genetica applicata... qualche
centinaia di migliaia di anni fa dagli "dei" discesi
dal cielo.
TUTTI gli antichi testi parlano di questa "discesa"
degli
"dei..... sulla terra....., specie le tavolette di argilla
degli akkadici....sumeri)Di
questi 12 filamenti, di 10 ne e' rimasti solo
l"ombra", attualmente ne conosciamo solo 2, quelli che gli
studiosi attuali hanno scoperto e tentato di decodificare,
questi altri 10 filamenti "ombra" l'attuale scienza non ne
conosce la funzione, ma e' possibile attivarli...per
ottenere delle nuove proprieta' sconosciute ai piu'....
Da ultimissime scoperte pare che
solo circa 20.000 geni siano molto piu' attivi di altri, cioe'
siano piu' complessi di altri, svolgendo attivita' su vari
fronti nel dettare informazioni sul come disporre i mattoncini
da costruzione per fare prima la
cellulae poi .......l'uomo.
Ma quello che questi ricercatori non sanno ancora e' che
l'informazione che i Geni contengono NON proviene dalle
sostanze chimiche che li compongono, bensì dagli Elettroni che
sono in orbita (apparentemente) attorno agli atomi che compongono le
molecole delle sostanze
chimiche che essi (i Geni) contengono ! Quindi cercare le informazioni
solo nelle sostanze chimiche (per mezzo della scoperta dei
loro effetti) e' un errore, ma comunque un passo in avanti per
scoprire la Verita'.
Una recente scoperta di un
matematico francese Jean Claude Perez, che ha scritto un libro divulgativo
dal titolo: "Planète Trasgenique" ha confermato il carattere di
perfezione matematica e di immutabilità (salvo che non venga manomesso)
del DNA; in esso un'architettura matematica di migliaia di
"sequenze" di DNA all'interno del genoma, ubbidisce esattamente
all'ordine di Fibonacci, (matematico dell'Occidente, che ha introdotto lo
"zero", fino allora sconosciuto); quest'ordine: 1 2 3 5 8 13 21
34........, dimostra che il rapporto fra i numeri "interi" è
tale che ogni nuovo numero è la somma dei due precedenti; questo rapporto
si chiama "rapporto aureo"; questo rapporto è stato per lungo
tempo misconosciuto dalla "scienza ufficiale", ma un altro
botanico inglese tale Anglais d'Arcy Thomson, ha scoperto con meraviglia
che in natura vi sono dei numeri, esempio nel carciofo e nella pigna o
pino (nel loro cono) vi sono 5 spirali in una direzione e 5 nell'altra;
nei fiori di girasole se ne contano 34 e 55 oppure 89 e 144; questi numeri
NON sono casuali ma seguono l'ordine di Fibonacci.
La scoperta del matematico francese, ovviamente rivoluziona anche le più
recenti scoperte sul codice genetico; gli scopritori del DNA, Crik e
Watson (1953) sostenevano che la sequenza dei nucleotidi era solo frutto
del "caso"; mentre Perez al contrario dimostra che queste
sequenze NON seguono il "caso", ma bensì leggi ben precise:
l'ordine di Fibonacci; questo "codice nascosto" è stato anche
rintracciato in fossili di 135 milioni di anni fa ed è la prova della
lenta e progressiva ma immutabile evoluzione dello Spirito/mater-ia, ed
esso si ritrova in OGNI essere vivente.
Quindi Perez afferma: "Studiando l'impatto di minime mutazioni dei nucleotidi su di una sequenza di 90.000 basi del genoma umano, dimostro
l'effetto nefasto a lunga scadenza su migliaia di basi; l'architettura del
DNA è un'orologeria perfetta alla quale contribuiscono anche le regioni
non codificate dei geni, al contrario di quanto si ritiene normalmente:
….Inserendo un gene estraneo nel
DNA, si rompe questa "orologeria"; il gene si posizionerà in
qualche altra parte del genoma, ma non sappiamo ancora bene, dove, come,
quando e perché".
Cosa può succedere praticamente ?
Perez risponde: "è possibile che si entri in un ciclo di mutazioni
genetiche scollegate fra loro e che la velocità delle mutazioni aumentino
facendo perdere al genoma la sua stabilità e quindi la produzione di
"nuovi VIRUS distruttivi". Egli continua dicendo:
"modificare il DNA non è come giocare al meccano; modificare ciò
che l' evoluzione ha creato in milioni di anni può essere
pericoloso".
Il genetista italiano prof. M. Buiatti dell'Università di Firenze,
interrogato a proposito della scoperta di Perez, afferma:
"La matematica è importantissima e ci mostra i vincoli nell'operare
le manipolazioni, che dobbiamo rispettare".
Egli continua dicendo che: "l'Organismo Mutato geneticamente (OGM) è
diverso da ogni altro organismo;
NON si può predire, conoscendo i singoli geni, come l'organismo intero
reagirà; infatti le interazioni, che sono molto importanti, NON le
conosciamo".
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Nel DNA non c’è “spazzatura” -
“In
realtà, della biologia non sappiamo un cazzo….”:
celebre ammissione pronunciata da Craig Ventre, ossia dal
biologo che ha lanciato (a scopo di lucro) l’Human Genome
Project; lo stesso uomo che ha proclamato di aver “mappato
l’intero DNA” dell’uomo nella sua azienda privata, la
Celera.
Come forse solo gli esperti sanno, tale “mappatura completa”
riguarda solo il 5% del DNA.
Cioè solo di quella parte (25 mila geni) che “si esprime”,
ossia che codifica e forma le proteine degli organismi
viventi.
Ed il restante 95% ?
Quello “non si esprime”.
E’ “silente”.
Non "sembra intervenire" nella sintetizzazione delle proteine,
né avere una funzione attiva.
Rapida conclusione degli scienziati: dunque, non serve a
nulla.
E’ una specie di imbottitura superflua.
Anzi “spazzatura” (junk).
E naturalmente, hanno elaborato tutta una pseudo-teoria,
basata sull’evoluzionismo darwiniano, per spiegare come mai
nel DNA ci sia tanta “spazzatura”.
(NdR: una precisazione per i
non biologi: i biologi sanno che il DNA codificante
(i geni) nel “genoma umano” è solo una
minima parte della totalita’ !
Ma non e’ cosi per tutti genomi: ad es. lievito, zebrafish e
arabidopsis hanno genomi molto più compatti; idem per i
batteri o del DNA mitocondriale;
Nel genoma umano, il resto
è in
parte roba strutturale (es. centromeri), in parte
serve a regolare i geni (es. enhancer e silencer, quello
che differenzia un uomo da un topo o da un elefante non
sono i prodotti genici, se non in minima parte, ma la loro
regolazione) ed in parte è davvero “spazzatura” (esempio:
Sine e ripetizioni varie) o così pare, infatti non si e’
ancora compreso bene il VERO significato di tutto il menoma
umano.)
E’ il risultato,
dicono, di una quantità di “infezioni” batteriche e
“contaminazioni” genetiche accidentali avvenute in centinaia
di milioni di secoli dal “progenitore originario” e comune
da cui si sono evoluti tutti i viventi attuali, più una
enormità di “residui” di funzioni un tempo utili al
“progenitore”, ma ormai abbandonati e inservibili, perché
“superati dall’evoluzione”.
Ora, va capito che il DNA è in qualche modo il “manuale
d’istruzione” con cui la natura fabbrica un topo o un
bambino.
E si dovrebbe spiegare come un manuale, un testo, che
ricopiato per milioni di anni ha accumulato al suo interno
un 95% di “errori di stampa” e refusi casuali - anzi di
fatto è costituito quasi solo da errori - resti capace di
funzionare egregiamente, e impartire gli ordini giusti per
fabbricare topi e bambini generalmente sani e vitali.
Ma la cosa non interessa gli “scienziati” come Ventre: loro,
si sono affrettati a brevettare i geni che fabbricano le
proteine, per sfruttarli commercialmente, fabbricare sementi
e animali trasngenici, topi con il fegato umano, soia con il
gene pesticida e così via.
Ora però, un’analisi matematica condotta dall’IBM sul genoma
“silente” ha scoperto che vi si ripetono in modo ricorrente
dei “motivi”, dei “disegni” (patterns) che
misteriosamente
corrispondono a “motivi” e “patterns” che appaiono nel DNA
che si esprime.
E sono convinti che la “spazzatura”, dopotutto, serva a
qualcosa.
Anzi che forse serve più del DNA “utile”
(1).
Andiamo per ordine.
Perché la scoperta viene dall’IBM e non dagli “scienziati”
biologi?
Perché al Watson Research Center dell’Ibm, il capo Isidore
Rigoutsos e i suoi colleghi hanno messo a punto un software,
chiamato “pattern discovery”, con lo scopo di scandagliare
archivi di dati molto grandi, per esempio i dati storici di
Borsa o della stampa scientifica, alla ricerca di
informazioni utili in un mare di “spazzatura” ormai inutile.
E, giusto per provare, l’hanno applicato al DNA.
Il DNA umano ha 20-25 mila geni “utili” che codificano
proteine, e 6 miliardi di patrimonio genetico di
“spazzatura”.
All’IBM hanno scandagliato quei sei miliardi di “cose”, alla
ricerca di frequenze che si ripetessero in qualche modo
significativamente.
Ne hanno scoperto milioni.
Milioni di “motivi” e “patterns”.
Ma in particolare, ne hanno scoperto circa 128 mila, nella
spazzatura, che ricorrono anche nel genoma che si esprime.
Anzi, quegli stessi “motivi” sono super-presenti nei geni
più coinvolti in specifici processi biologici. Più
precisamente, nella “regolazione della trascrizione”.
O ancora più precisamente, i “motivi” ricorrenti sono
associati a piccole molecole di RNA che svolgono un processo
chiamato “silenziatore dei geni dopo la trascrizione”.
Di che si tratta
?
In breve, cercando di capire al volo: una
cellula umana
fertilizzata, l’embrione, comincia a moltiplicarsi
rapidamente.
All’inizio, le nuove cellule sono tutte uguali.
E’ questo che fa il DNA utile: riprodurre cellule tutte
uguali a se stesse.
Se il processo continuasse così, non nascerebbe un bambino,
ma un grumo indifferenziato di carne.
Un cancro: perché il
cancro non è altro che un tessuto di cellule tutte uguali,
che proliferando invadono il corpo.
Invece, nell’embrione, avviene qualcosa di prodigioso.
Ben presto, le cellule si diversificano.
Diventano fegato, unghie, tessuto cerebrale, vene, arterie,
pancreas….ogni “cosa” con una funzione differente, ogni cosa
essenziale, ogni cosa al posto giusto nell’organismo.
E' come se un “progettista”, che segue delle istruzioni e
una mappa precisa, mettesse ogni cosa a posto.
Insomma: ogni singola
cellula, pur contenendo gli stessi
identici geni, lo stesso DNA, diventa diversa.
Come ?
Perché qualcosa “spegne” ed “accende” certi precisi geni, o
certe loro funzioni, attivando o chiudendo certi
interruttori, secondo il “progetto” uomo (o topo).
Questa modulazione,
questo “spegnimento” dei geni superflui avviene non durante,
ma “dopo” la trascrizione operata dal DNA “funzionante”.
Quei 25 mila geni fanno le cellule tutte uguali.
Ma una volta prodotte, esse vengono poi “modulate” grazie a
un processo di “interferenza del RNA”, in cui molecole
“messaggere” riducono l’espressione, originariamente
“totipotente” e indiscriminato, per tenerne attuale solo una
parte.
Ora, l’IBM comincia a capire che in questo processo - il più
importante: quello che da un cancro produce un uomo con arti
ed organi sani - entra in qualche modo il DNA “spazzatura”.
“C’è un sicuro
collegamento tra la vasta area del DNA che credevamo non
funzionante con la parte del genoma che sappiamo funzionante”,
ha detto Rigoutsos: “il punto è che per verificare la scoperta, occorrono risorse e una
quantità di studiosi”.
E’ vero: solo per mappare 25 mila geni, sono occorsi
miliardi di dollari e migliaia di scienziati nei laboratori
di tutto il mondo.
Qui, si tratta di mettere pazientemente alla prova 6
miliardi di geni, o almeno 128 mila “motivi ricorrenti”, per
vedere come funzionano le cavie da laboratorio private
selettivamente dell’uno o l’altro di questi.
Decenni di ricerche.
Con la prospettiva di trovare davvero la “cura-miracolo” per
il cancro,
scoprendo il meccanismo erroneo per cui certe cellule non
obbediscono più al “progettista” e si mettono a replicarsi
tutte uguali, anziché diversificarsi e “spegnersi”.
Già da tempo altri scienziati senza scopo di lucro, del
resto, avevano puntato il dito su certi “patterns”
ricorrenti nel genoma “silente” e “spazzatura”.
Il gruppo di David Haussler all’Università di California di
Santa Cruz ha cominciato a confrontare il “genoma
spazzatura” di uomo, topo e ratto (tre mammiferi).
E per escludere il caso, hanno cercato solo le sequenze di
almeno 200 basi che si ripetessero nel DNA delle tre specie.
Sequenze così lunghe non possono essere casuali.
Ne hanno trovate 480.
Presenti non solo nei tre animali esaminati, ma anche nel
pollo e nel cane.
Ma assenti negli insetti e nei molluschi marini
(2).
La cosa che ha stupito Haussler è: come mai, nella
“evoluzione” darwiniana, queste sequenze appartenenti alla
“spazzatura” sono state conservate per milioni di anni ?
Perché da buon darwinista,
egli crede che topi, ratti, uomini, polli e cani (ma non gli
insetti) discendono da un “antenato comune” vissuto (si
crede) 400 milioni di anni fa.
Questo antenato avrà avuto quelle sequenze.
Ma come mai i progenitori le hanno conservate identiche ?
Vuol dire che quelle sequenze sono “utili”, anzi necessarie.
Per esempio a fare un animale a sangue caldo (pollo o uomo),
e non un insetto.
Evidentemente, ragiona Haussler, perché la loro scomparsa
avrebbe danneggiato la capacità di sopravvivere nella “lotta
per l’esistenza” di questi animali.
Eppure, queste sequenze super-conservatrici sono nella
“spazzatura” ritenuta silente.
“Le nostre scoperte
iniziali dimostrano invece che la maggior parte del genoma,
quella che non codifica le proteine, fa qualcosa di molto
più importante”, dice Haussler: “hanno
una parte che non conosciamo ancora, nello sviluppo e
differenziazione delle specie”: anche in questo
caso, pare, modulando il modo in cui il RNA messaggero
“spegne” e accende
gli interruttori genetici che fanno di un grumo di proteine
un uomo, oppure una gallina.
“E’ solo la punta
dell’iceberg”, dice ora il professor Chris
Ponting, della unità genetica del Medical Research Council
britannico. E se la prende con “certi
settori che hanno premuto per mappare soltanto le poche
parti del DNA che codificano le proteine, asserendo che
mappare il resto era una perdita di tempo”.
Ecco il punto.
Perché una vera e completa analisi scientifica, tesa ad
appurare una vera e completa verità, sarebbe “una perdita di
tempo ?”
Per chi ?
Risposta: per chi ha fretta di brevettare la parte del
codice “utile” a fare organismi geneticamente modificati, e
a brevettare anche quelli - nonché le tecniche genetiche per
produrli.
Il profitto e l’industria genetica hanno bloccato la
scienza.
Anzi peggio.
Profitto e industria sono corsi a produrre e vendere soia
geneticamente modificata, virus modificati per
vaccini, medicinali trasngenici, ignorando come funziona il 95% della
“cosa” che hanno modificato.
E proclamando che i loro prodotti sono “innocui”.
Ma il DNA non funziona nel modo “lineare” e semplificato che
gli scienziati a scopo di lucro affermano.
Il DNA è un dinamismo fluido, capace di agire in direzioni
imprevedibili.
Ad esempio si sa,
o si sospetta, che le modificazioni del gene possono saltare
da una specie all’altra ?
Che la soya transgenica contamina quella naturale,
trasferendole le sue proprietà ?
Che effetto possono provocare delle garze fatte di cotone
OGM posate
su una ferita ?
E i fiocchi di granturco
geneticamente modificato che vostro figlio mangia
a colazione ?
E le panelle di soia
transgenica di cui sono nutrite le vacche da latte ?
E i vaccini da
virus geneticamente modificati ?
E i farmaci “genetici”
che devono sostituire gli antibiotici, ormai sempre meno
efficaci perché i batteri sono diventati geneticamente
“resistenti” ad essi ?
L'industria risponde: nessun effetto, state tranquilli.
La garza di cotone trasngenico non infetterà il vostro DNA.
Credete a noi.
Sappiamo tutto di come funziona il DNA.
Anche quel 95 % che non abbiamo voluto studiare.
Non serve a nulla.
E’ spazzatura.
Imbottitura, come quella dei divani e delle poltrone.
Non agisce.
E’ silente.
Ossia inattivo, inerte.
Ve lo diciamo noi, che sappiamo tutto di biologia.
“Di come funziona la
biologia, in realtà, non sappiamo un cazzo…..”,
si è lasciato scappare Craig Ventre.
By Maurizio Blondet
–
30/04/06
L'abuso infantile
"marca" i geni del DNA
+
Definizione di Gene
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DNA -
C’era una volta un cristallo liquido
Singoli nano-frammenti di acido nucleico si auto-assemblano
spontaneamente in ordinate strutture, simili a quelle dei
display.
La scoperta italo-americana fornisce nuovi indizi
sull’origine della vita.
Tratto da:
http://www.galileonet.it/news/9154/cera-una-volta-un-cristallo-liquido
vedi:
NAKATA_Science 2007
DNA senza
segreti - Svelata da un team di
ricerca italiano la struttura elettronica della
macromolecola
http://www.galileonet.it/news/9163/dna-senza-segreti
By De Felice:
http://www.nature.com/nmat/journal/v7/n1/full/nmat2060.html
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Metodi computazionali in
biologia - Una nuova tecnica per sequenziare il
DNA virale
La nuova metodologia produce
risultati molto simili alle tecniche convenzionali, ma
con un costo inferiore e con una risoluzione
potenzialmente più alta.
Nell’ambito di una collaborazione internazionale,
ricercatori statunitensi e svizzeri hanno sviluppato
strumenti matematici e statistici per ricostruire
popolazioni virali, utilizzando il pirosequenziamento,
una nuova tecnica per il sequenziamento del DNA.
Lo riferisce l’ultimo numero della rivista on line ad
accesso libero “PLoS
Computational Biology”.
Finora era noto come le letture frutto del
pirosequenziamento fossero brevi e afflitte da
frequenti errori, che gli scienziati hanno cercato
di migliorarlo per molto tempo. Ora il nuovo processo
sviluppato presso l’ETH
di Zurigo ha dimostrato di poter diminuire il tasso
di errore e di fornire informazioni in modo più veloce
ed efficiente.
Il metodo è stato applicato
a quattro popolazioni di
HIV-1 ottenute da
pazienti resistenti ai farmaci, che sono poi state
confrontate con 165 sequenze ottenute direttamente
mediante
sequenziamento, per esempio per clonazione dagli
stessi campioni. “Queste nuove tecniche producono
risultati molto simili alle tecniche convenzionali, ma
con un costo inferiore e con una risoluzione
potenzialmente più alta”, ha spiegato Niko
Beerenwinkel dell’ETH, che ha partecipato allo studio.
La conoscenza della struttura genetica delle popolazioni
virali è critica per proseguire la ricerca biomedica
sulla progressione della malattia, sulla progettazione
di vaccini e sulla resistenza ai farmaci.
L’abilità di stimare la struttura delle popolazioni
virali mantiene la grande promessa di una nuova e più
profonda comprensione dell’evoluzione virale e del
controllo delle malattie. (fc)
Tratto da:
lescienze.espresso.repubblica.it
Per chi fosse interessato:
Nel DNA sono inseriti anche i 12 nomi del Divino -
(vedi: chi e', cosa e'
dov'e' Dio)
+
Definizione di
Gene
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Osservata in tempo reale la riparazione del DNA
Grazie all'applicazione di un campo magnetico
esterno è stato possibile muovere e spostare una singola
molecola di DNA nel modo voluto
Per la
prima volta ricercatori della
Kavli Institute of Nanoscience a Delft, nei Paesi
Bassi, sono riusciti a osservare la riparazione
spontanea di un danno in una singola molecola di DNA.
Le cellule possiedono meccanismi di riparazione dei
continui da anni a carico del DNA che si verificano
continuamente in modo accidentale. Essi possono variare
dalla variazione di un singolo nucleotide a una rottura
totale della struttura del DNA. Queste rotture, per
esempio, possono essere causate dalla radiazione
ultravioletta o da i raggi X, ma possono verificarsi
anche durante la divisione cellulare, quando i singoli
filamenti della doppia elica di DNA si separano per la
duplicazione.
Se questo tipo di rotture non viene riparato in modo
corretto c’è un alto rischio di malfunzionamenti dei
meccanismi cellulari che possono portare alla creazione
di cellule cancerose.
Stando
a quanto riferito in un articolo pubblicato sulla
rivista “Molecular Cell”, uno dei principali meccanismi
di riparazione in questo caso è noto come ricombinazione
omologa: proprio questo processo è stato osservato per
la prima volta dai ricercatori della Delft in tempo
reale grazie a una innovativa metodica che utilizza un
campo magnetico applicato dall’esterno che permette agli
sperimentatori di muovere e ruotare la molecola di DNA
in modo controllato. (fc)
Fonte:
Molecular Cell - Tratto da:
lescienze.espresso.repubblica.it
Commento
NdR: cio' significa che i campi elettromagnetici possono
modificare il Dna ! e quindi l'elettrosmog
creato dall'uomo ed
esistente sulla Terra e' dannatamente
pericoloso !
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Genetica:
Il DNA è un acido
organico ad alto Peso Molecolare ed ad alta ripetitività che permette,
tramite una sequenza variamente combinata di basi: adenina,
guanina e timina, citosina, di immagazzinare la sequenza di aminoacidi di una
proteina, ma e' anche una
antenna ricetrasmittente
Il codice di lettura del DNA è composto da triplette di basi
che corrispondono ad Aminoacidi, questo è il
Codice Genetico.
La sequenza di
basi che corrisponde alla proteina è una
ORF.
Nel
Genoma sono presenti diversi geni che
codificano per diverse proteine.
Nel Genoma umano sono presenti circa
30.000 geni che codificano le proteine dell'organismo uomo. Nelle varie
specie di animali variano la quantità e la tipologia.
Il Genoma dell'uomo è organizzato in 46
cromosomi = 23 coppie di
cromosomi presenti nel nucleo di ciascuna
cellula.
I
cromosomi sono spesso presenti in coppie, 23 nella
specie umana, di cui 22 coppie sono cromosomi omologhi
(cioè simili) detti autosomi ed 1 coppia di cromosomi
diversi che sono i cromosomi sessuali.
Se si sostituisce un cromosoma di
scimmia ad una cellula umana non si ottiene NULLA.
Il
DNA (in Italiano ADN) è un
acido nucleico ed è l’elemento indispensabile per tutte
le forme viventi; i Cromosomi sono costituiti da DNA e
sono strutture a bastoncello ancora poco note nella loro costituzione e racchiuse
anche nel
nucleo, nella parte più interna di ogni cellula e nei mitocondri ed è
composto morfologicamente da una “doppia” elica a spirale avvolta su
se stessa; ma probabilmente
all’origine della specie umana,
secondo alcuni ricercatori, questa
“scala genetica” era più complessa, cioè era l’insieme di 12
scale avvolte su se stesse; si è in seguito “ridotta” solo a 2, da
qui il termine di “doppia”, per mezzo di manipolazioni genetiche
volute da una stirpe di esseri conoscitori della scienza genetica, che
ci hanno "messo" centinaia di migliaia di anni or sono su questo pianeta,
come prigione della Galassia.
La prova starebbe nel fatto che coloro che
studiano il DNA hanno trovato degli “strani” frammenti di DNA
all’interno della scala elicoidale, di cui non sanno spiegare
l’origine.
L’avere
più “scale” avvolte permetterebbe, per esempio di far risuonare le
cellule dei corpi umani su molte più frequenze del Campo Psico ElettroMagnetico Universale (CEIU) dell’UniVerso ed ottenere molti più gradi
di libertà e quindi di conoscenza; che sia quasi sicuramente così, lo
possiamo intuire per il fatto che abbiamo un cervello così ben
strutturato da poter gestire un’immensità ben maggiore di
informazioni, di quante non ci necessitino per ora, quindi è evidente
che vi era alla base/origine, un diverso utilizzo del cervello, che si
è alterato od è stato modificato ad un certo periodo della storia
umana.
E’
notorio che utilizziamo al massimo il 10 % del cervello per la nostra
vita, e l’altro 90 % a cosa serve ???
Con
più eliche nel DNA, potremmo per esempio “rifarci” un arto
amputato, potremmo avere vista telescopica od a raggi X, udire più
frequenze, allungarsi o rimpicciolirsi a volontà, saremmo di fatto
degli esseri umani con enormi possibilità, anche quella di volare con
le nostre ali auto generate sul retro delle spalle, ecc.
Tutte
le “istruzioni necessarie” per la “costruzione guidata ed
organizzata di ogni organismo vivente”, sono “scritte” sulla
molecola del DNA, come su di un nastro magnetico sotto forma di codice bio molecolare
ultra microscopico, "binario" nella composizione della
scala cromosomica.
Perché le cellule muoiono ?, non solo perché si intossicano
oltre modo, ma per il fatto che esse sono regolate anche
dall’informazione contenuta negli atomi che compongono i geni del
DNA
dei Mitocondri; i geni sono attivati ad agire per la morte cellulare
definitiva, per il fatto che l’inquinamento endo cellulare supera i
limiti programmati dal DNA e non può neanche superare il “tempo”
programmato.
La morte di una cellula non è piu' un evento misterioso, il
segreto della sua fine è nascosto anche nei Mitocondri; questi sono le
centrali energetiche delle cellule. Pare che negli USA all’Università di Pittsbourgh, dei ricercatori
abbiano potuto vedere in laboratorio la morte
cellulare e capire da dove proviene.
La ricerca ha dimostrato per la prima volta che i
mitocondri sono i veri esecutori delle morti cellulari e che
contrariamente a quanto si riteneva fino ad ora una cellula riesce a
sopravvivere anche quando i mitocondri smettono di funzionare per brevi
periodi; i ricercatori hanno messo a confronto due gruppi di cellule di
roditori, quelle con i mitocondri disattivati sono sopravissute, le
altre sono morte.
Una
recente scoperta di un matematico francese Jean Claude Perez, che ha
scritto un libro divulgativo dal titolo: “Planète
Trasgenique” ha confermato il carattere di perfezione matematica e
di immutabilità (salvo che non venga manomesso) del
DNA; in esso
un’architettura matematica di migliaia di “sequenze” di
DNA
all’interno del genoma, ubbidisce esattamente all’ordine di
Fibonacci, (matematico dell’Occidente, che ha introdotto lo
“zero”, fino allora sconosciuto); quest’ordine: 1 1 2 3 5 8 13 21
34........, dimostra che il rapporto fra i numeri “interi” è tale
che ogni nuovo numero è la somma dei due precedenti; questo rapporto si
chiama “rapporto aureo”; questo rapporto è stato per lungo tempo
misconosciuto dalla ”scienza ufficiale”, ma un altro botanico
inglese tale Anglais d’Arcy Thomson, ha scoperto con meraviglia che in
natura vi sono dei numeri, esempio nel carciofo e nella pigna o pino
(nel loro cono) vi sono 5 spirali in una direzione e 5 nell’altra; nei
fiori di girasole se ne contano 34 e 55 oppure 89 e 144;
questi numeri
NON sono casuali ma seguono l’ordine di Fibonacci.
La
scoperta del matematico francese, ovviamente rivoluziona anche le più
recenti scoperte sul codice genetico; gli scopritori del
DNA, Crik e
Watson (1953) sostenevano che la sequenza dei nucleotidi era solo frutto
del “caso”; mentre Perez al contrario dimostra che queste sequenze
NON seguono il “caso”, ma bensì leggi ben precise: l’ordine di
Fibonacci; questo “codice nascosto” è stato anche rintracciato in
fossili di 135 milioni di anni fa ed è la prova della lenta e
progressiva ma immutabile evoluzione dello Spirito/mater-ia, ed esso si
ritrova in OGNI essere vivente.
Quindi
Perez afferma: “Studiando
l’impatto di minime mutazioni dei nucleotidi su di una sequenza di
90.000 basi del genoma umano, dimostro l’effetto nefasto a lunga
scadenza su migliaia di basi; l’architettura del DNA è
un’orologeria perfetta alla quale contribuiscono anche le regioni non
codificate dei geni, al contrario di quanto si ritiene normalmente:
Inserendo un gene estraneo nel DNA, si rompe questa “orologeria”; il
gene si posizionerà in qualche altra parte del genoma, ma non sappiamo
ancora bene, dove, come, quando e perché”.
Cosa può succedere praticamente ?
Perez risponde:
“è possibile che si entri in un ciclo di mutazioni genetiche
scollegate fra loro e che la velocità delle mutazioni aumentino facendo
perdere al genoma la sua stabilità e quindi la produzione di “nuovi
VIRUS distruttivi”. Egli continua dicendo: “modificare il DNA non è come giocare al meccano; modificare ciò che
l’evoluzione ha creato in milioni di anni può essere pericoloso”.
Il genetista italiano prof. M. Buiatti dell’Università
di Firenze, interrogato a proposito della scoperta di Perez, afferma:
“La matematica è importantissima e ci mostra i vincoli nell’operare le
manipolazioni, che dobbiamo rispettare”.
Egli continua dicendo
che: “l’Organismo Mutato
geneticamente (OGM) è diverso da ogni altro organismo; NON si può
predire, conoscendo i singoli geni, come l’organismo intero reagirà;
infatti le interazioni, che sono molto importanti, NON le conosciamo”
Un esempio: la società SHOWA DENKO (USA) aveva immesso sul
mercato un amminoacido non colloidale, molto comune, il “triptofano”
prodotto dalla manipolazione genetica di un determinato batterio; il
costo di produzione doveva essere competitivo rispetto ai metodi
tradizionali (non conosciamo l’entità dell‘eventuale risparmio); il triptofano così prodotto è entrato nella composizione di uno dei tanti
integratori dietetici, in gran voga in America e per colpa di quel
prodotto ottenuto con una mutazione genetica,
si sono avuti 37 morti,
1.500 persone semi
paralizzate,
5.000 con danni temporanei: ...poiché
l’origine “transgenica” del prodotto NON era indicata
nell’etichetta, le autorità sanitarie USA hanno impiegato diversi
mesi per capire e trovare il “responsabile”; si da il
caso che il prodotto aveva superato tutti i “test”
previsti dalla pur severa legge americana;
Lo FDA, (Acronimo
di Food and Drug Administration - "ente per il
cibo e le medicine" - è l'ente governativo
statunitense che si occupa della gestione,
catalogazione, messa al bando dei prodotti alimentari e
farmaceutici). Questo ente statale e' stato molte volte
accusato di aver
permesso la commercializzazione di
molti prodotti,
farmaci,
Vaccini, senza aver controllato e studiato
l'impatto sulla salute dei consumatori.....chissa'
perche'...? perche' e' sovvenzionato dalle
case farmaceutiche....) aveva concesso
l’autorizzazione al consumo umano; ora la società dovrà risarcire
con milioni di dollari i danneggiati; ma chi risarcirà i futuri figli
di quei cittadini che hanno utilizzato quel prodotto, dato che le
mutazioni genetiche passano attraverso il
DNA alle generazioni future ?
Questa è la DIMOSTRAZIONE delle PERICOLOSITA’ di
qualunque manipolazione od alterazione genetica, di cibi
(OGM),
sostanze,
farmaci o quella prodotta dai
Vaccini.
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Seguita in diretta
la replicazione del DNA -
01/11/2009
Identificati otto passi critici nel delicato processo di
copiatura da parte dele polimerasi dei singoli filamenti
di DNA durante la
replicazione cellulare.
Un gruppo di ricercatori dell'Ohio
State University è riuscito per la prima volta a
osservare in tempo reale il comportamento di quattro
parti, o domini, di un enzima denominato Dpo4,
fondamentale per la replicazione del DNA
Le polimerasi sono enzimi presenti nella cellula che
svolgono il compito di copiare il DNA. Quando i due
filamenti di una molecola di DNA si separano prima della
duplicazione di una
cellula
ciascuno di essi funge da
“stampo” per il filamento di nuova formazione.
Le polimerasi sono
responsabili della “lettura” degli stampi per
determinare dove porre i nucleotidi nella posizione
corretta secondo i ben noti accoppiamenti tra basi
complementari adenina-timina, citosia-guanina.
Finora sono state descritte
sei famiglie di polimerasi in base alla loro sequenza di
amminoacidi: A, B, C, D e Y, scoperta recentemente.
La famiglia A è stata ben
studiata e svolge gran parte del compito di copiatura.
Ma gli enzimi che vi appartengono arrestano il processo
quando si trovano in corrispondenza di un danno del DNA,
mettendo in forse l'intero processo di replicazione e
portando potenzialmente alla morte dell'intera cellula.
La famiglia Y d'altra parte,
può intervenire e bypassare il danno permettendo alla
copiatura di continuare e alla cellula di sopravvivere.
Proprio questo ruolo è quello che ha indotto i
ricercatori a chiedersi se non siano proprio questi
enzimi la principale fonte di errori nella copiatura.
Si è così cominciato a
utilizzare negli esperimenti l'enzima Dpo4 (DNA
polymerase IV), determinando in prima battuta le
strutture cristalline delle relazioni tra questo enzima
e il DNA che rappresentano la loro relazione “congelata”
in un dato istante.
Per poter poi seguire il processo in
tempo reale, Suo e colleghi hanno inserito marcatori
fluorescenti in ciascuno dei quattro componenti
dell'enzima e in un filamento di DNA.
La polimerasi interagisce
con il DNA per cominciare il processo di copiatura in
presenza di un nucleotide specifico, in questo caso la
molecola chiamata dNTP. Si è così potuto descrivere tale
processo come una serie di otto passi critici con tre
distinti movimenti in presenza di dNTP: l'enzima rimane
isolato finché non si lega col DNA; l'enzima e il DNA si
riposizionano quando il nucleotide si lega alla
polimerasi; i domini dell'enzima cominciano a muoversi,
legandosi al filamento di DNA che funge da stampo.
“Approfondire la conoscenza
dei complessi processi di replicazione del DNA è
fondamentale per comprendere le basi molecolari delle
patologie di origine genetica”, ha concluso, Zucai Suo,
professore associato di biochimica del Comprehensive
Cancer Center dell'OSU e coautore dell'articolo
apparso sulla rivista ad accesso libero "PLoS Biology".
(fc)
Tratto da
lescienze.espresso.repubblica.it
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La terza dimensione del codice
genetico - Verso un'analisi "topografica" del DNA
L'analisi della sua struttura
tridimensionale indica come le regioni del genoma non
codificanti ma funzionalmente attive siano il doppio di
quelle finora considerate.
Un nuovo modo di rilevare le regioni funzionali del
DNA,
che coinvolge l'osservazione della struttura in 3D del
DNA, e non soltanto la sequenza di basi. è stato messo a
punto da un gruppo di ricercatori dei
National Institutes of Health (NIH), del
National Human Genome Research Institute (NHGRI), e
dalla
Boston University, che lo illustrano in un articolo
pubblicato in anteprima online sul sito di "Science".
Questo nuovo metodo "topografico" prevede
l'identificazione di tutte i ripiegamenti, le anse, le
concavità del genoma umano per confrontarle con le
caratteristiche strutturali degli elementi
corrispondenti rilevabili in altre specie. E'
verosimile, osservano i ricercatori, che le
caratteristiche strutturali conservate in molte specie
abbiano un ruolo importante nelle funzioni
dell'organismo, mentre quelle che sono cambiate
potrebbero avere un significato minore.
"Il nuovo approccio rappresenta un esaltante progresso
che accelererà i nostri sforzi di identificazione degli
elementi funzionali del genoma. che rappresenta una
delle maggiori sfide della genomica di oggi", ha
commentato Eric Green. Insieme alle continue innovazioni
nel sequenziamento del DNA, questo approccio topografico
allargherà i nostri orizzonti nel tentativo di usare le
informazioni del genoma per la salute dell'uomo."
Nello studio, i ricercatori hanno confrontato la
topografia del genoma umano con quella di altre 36
specie di mammiferi, fra le quali il topo, il coniglio,
l'elefante e lo scimpanzé. In questo modo hanno trovato
che circa il 12 per cento del genoma umano non
codificante sarebbe funzionalmente significativo, vale a
dire una percentuale doppia rispetto a quella stimata
ricorrendo a metodi che si limitano confrontare le
sequenze di DNA.
I ricercatori osservano infatti che non sempre la
sequenza di basi del DNA rappresenta un buon indicatore
di funzionalità. Hanno infatti scoperto che sequenze di
DNA molto simili possono assumere forma topografiche
estremamente differenti, un fatto che può avere un
impatto significativo sulla loro possibilità di essere o
meno funzionalmente attive.
D'altra parte, sequenze differenti possono assumere
conformazioni topografiche molto simili e svolgere
funzioni analoghe. La conclusione dei ricercatori è che
in molti casi la struttura tridimensionale del DNA può
essere un fattore predittivo molto più preciso della
funzionalità di una sequenza di DNA. (gg)
Tratto da: lescienze.espresso.repubblica.it
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Ritorniamo
alla descrizione del DNA: esso è arrotolato in una “molla” a
spirale elicoidale logaritmica a sequenza di lettura analogico/digitale
su base bio elettrochimica.
Le
4 sostanze che determinano e compongono la scala elicoidale del
DNA,
sono in costante armonica multi frequenziale interazione, con
l’emissione del CEIU (Campo Psico Energetico Informato
Universale)
dell’Universo contenente le frequenze delle 4 Forze/Energie
Fondamentali del Creato.
Il
Cr-omo-soma (ovvero radice di aRCa=CRanio = Cr) il contenitore, uguale
(omo=simile) al corpo (soma=corpo fisico) che aiuta a vivere, è l’antenna rivelatore e
ricevitore-trasmettitore-ripetitore, dei ritmi dell’Universo nelle
cellule dei corpi viventi, cioè rivela e ritrasmette fornendo le
“pulsazioni” del Campo Psico Elettro Magnetico dell’Universo nel
circuito ove è immesso; ad ogni pulsazione del
Campo Universale, la
molla cromosomica si carica,
cioè si comprime, accumulando le Energie/Frequenze anche
dinamiche ricevute dal Campo, determinando di fatto una
differenza di potenziale energetico/dinamico; quando
essa si dilata e rilascia energia dinamica, riversa la
pulsazione rivelata nell’ambiente liquido dove si trova,
che viene immediatamente amplificata determinando la
pulsazione della cellula stessa, che a sua volta la
trasmette all’ambiente esterno dell’organo o sistema
corrispondente alla quale appartiene e che rivelerà solo
i ritmi ad essi confacenti determinati dalla loro
specializzazione.
Esempio: il Cuore umano in un individuo sano, pulsa a circa 65/70 periodi al secondo, esso riceve la sua
pulsazione (frequenza ed autoregolazione del battito, pressione e quella
sonora) dalle cellule nervose del suo "piccolo
cervello" interno composto solo da circa 40.000
cellule, proprio e queste la ricevono dal campo
Toroidale emanato dal Cuore stesso, (il campo
Toroidale arriva fino a circa 3 metri di diametro) il
quale e' in risonanza con le frequenze elettromagnetiche
dell'Uni-Verso
e la
ritrasmette-informa attraverso i cromosomi
ed il suo CEM, anche alle altre e varie cellule del corpo,
affinche' tutto sia in completa armonia-sincronia.
Il
campo Toroidale emanato dal Cuore,
e' il piu' potente
ed ampio campo emesso rispetto a quelli emessi da
qualsiasi altro organo del corpo. Esso modula il
"colore" dell'Aura degli esseri viventi.
Quando viene concepito un bambino/a il
cuore pulsa ancora prima che il cervello del CRanio si sia
formato.
Recenti
ricerche effettuate dalla medicina Bioelettromagnetica,
hanno rivelato, evidenziando e dimostrando l'esistenza di
questo campo Toroidale emanato dal Cuore, che esso e' il
piu' ampio CEM dell'essere vivente e puo' essere misurata
a distanza dal soggetto con uno strumento a
Superconduzione di Interferenze Quantiche (SQUID) basato
su magnetometri. vedi
www.heartmath.org
Per avere una idea
di questo campo, immaginate una "bolla" avente
un diametro grande come le due braccia
allargate, nel quale siete immersi.
vedi
OloMero
+ Atomo
+ Buchi
neri
Due
cromosomi che ri stanno ricombinando fra
loro dopo la fase di suddivisione
(dal laboratorio di biologia molecolare
di Heidelberg , DE)
Il
Cromosoma si comporta di fatto come un “motore dinamico della vita”
che interferendo con il CEIU (Campo ElettroMagnetico Universale) rivela il moto ad esso confacente e
riproducendo nella scala corrispondente il RITMO/MOTORE, cioe' le
frequenze del meraviglioso
“amplesso”, dentro/fuori, avanti/indietro, dell’UniVerso
Maschio/Femmina - Caldo/Freddo - Yin e
Yang.
Ecco
la meravigliosa Armonia (la cui radice è
Amor), della Natura che tutto
permea indirizzando alla Vita, ma insegnando la completa interdipendenza
di tutto verso il tutto, nella legge dell’AMOR.
Gli
efficaci ma semplici fenomeni del
DNA sono determinati in primis dal
“circuito oscillante” formato dalla cellula e dai cromosomi in essa
contenuti; esso permette di riprodurre tutti i
ritmi/pulsazioni/frequenze con questo semplice meccanismo: il Cromosoma
contiene atomi nei Geni della scala elicoidale cromosomica che
“pulsano”; la cellula contiene altri atomi che “pulsano” essi stessi; questo circuito
biovivente oscillante rappresentato dal Cromosoma nel suo insieme e dal
suo ambiente liquido esterno l’insieme
cellulare, (che varia in
continuazione il suo potere dielettrico come un condensatore variabile),
assicurano ad ogni istante la rivelazione delle frequenze pulsanti
(ritmi) del Campo (CEIU); le frequenze proprie del circuito demodulando
e rimodulando le frequenze portanti basi del CEIU, rivelando le
armoniche, quelle interessate alla cellula stessa, determinando infine a
caduta armonica la “sistola e la diastola” la respirazione di ogni
cellula, organo, sistema dei corpi viventi stessi;
questo significa che ogni Campo Elettromagnetico esistente in
natura e non, interferisce più o meno nella struttura del DNA.
Le
lettere base del linguaggio del DNA sono 4 e precisamente sono le 4 basi
biochimiche essenziali alla trasmissione dell’informazione
(inFormAzione), esse sono anche rappresentate dalle lettere componenti dell’antico “Nome di Dio”, il Tetragramma di Mosè e cioè:
- suono YAOUE’, (OU
sono una sola lettera), che sul piano biochimico sono: Adenina, Timina, Guanina, Citosina; queste basi biochimiche si
uniscono in combinazioni duali, due a due, a coppie fisse: la Timina con
l’Adenina; la Citosina con
la Guanina, per formare le
basi della trasmissione dell’informazione.
Il Codice Genetico e
DNA era quindi gia'
conosciuto dagli antichi ed era ed e' contenuto
all'interno del nome di Dio:
Con
sole 4 “lettere” (come il nome sacro di Dio Y-A-OU-E’ degli antichi
sacerdoti/medici) la Natura, per mezzo degli
Aelohim -
Elettroni contenuti
negli Atomi dei
Geni, scrive nel
DNA le informazioni genetiche fisiche e
spirituali della specie, della razza e dei singoli individui.
La
struttura, la forma del DNA, assomiglia ad una “scala a pioli”, a
chiocciola, (questa “scala” e' quella descritta nella Bibbia (Genesi)
dalla quale scendono e salgono gli “angeli
del cielo”, i messaggeri di luce ovvero di informazione) avvolta a
spirale tronco conica, logaritmica (da
logos e
ritmo), le cui
"traverse"
sono formate dalle 4 basi ed i cui "montanti" sono costituiti da uno
zucchero il deossiribosio e dall’acido fosforico.
A
seconda del tipo di combinazione delle coppie di basi, avremo la
trasmissione di un ordine particolare.
Nella
lunga molecola del DNA, l’ordine con cui si possono susseguire le
varie coppie di basi è praticamente Infinito; in esso possono essere
contenuti tutti i “programmi pensabili” ed i messaggi per la
costruzione di un organismo più o meno complesso BioVivente.
Un
esempio di quanto possa essere complesso il linguaggio genetico anche
con solo 4 lettere: per costruire un “virus” ovvero
un’informazione virale, occorrono 5.000 lettere, per costruire un uomo
ne occorrono 5 miliardi.
L’informazione
che è contenuta nel DNA è unicamente pilotata e raccolta dagli
Elettroni contenuti negli
Atomi che compongono i Geni e le molecole
dello stesso.
Il
DNA è praticamente immortale e si trasmette, si trasferisce
all’interno della specie, razza, individuo,
attraverso il seme delle specie stessa. Ad ogni divisione,
duplicazione cellulare esso si divide specularmente, in modo da
mantenere inalterato il suo potere informazionale anche nella successiva
mutazione cellulare; senza questa mutazione o duplicazione cellulare non
sarebbe possibile la costruzione degli organismi viventi.
Proprio
per questo motivo il patrimonio informazionale deve essere trasmissibile
senza alterazione e deve essere consegnato inalterato alle cellule
“figlie”.
Ma
il Cromosoma con il suo DNA non è solamente il veicolo
dell’InFormAzione dal passato al futuro (è l’astronave degli Aelohim, gli
Dei: gli Elettroni/Positroni, che essi utilizzano
per
andare a “spasso” nella Materia), della duplicazione cellulare per
la costruzione e trasformazione degli esseri viventi, ma esso è
all’interno degli stessi, la più perfetta e complessa antenna
ricetrasmittente per la comunicazione delle informazioni all’interno
ed all’esterno dei corpi viventi anche mentre essi sono in vita; esso
serve per comunicare in tempo reale, le InFormAzioni sia all’interno
del corpo stesso, sia per comunicare con l’ambiente esterno ovvero
l’UniVerso.
Vediamo
di comprendere il come ?
L’elicoide tronco conico del
DNA fissato sui
cromosomi, è un’antenna galleggiante in
liquidi e come una bussola, si
orienta in tutti i sensi per trasmettere e captare i messaggi che ad
ogni istante gli arrivano da ogni parte (Corpo ed
UniVerso ovvero
del CEC
corporale = campo elettromagnetico corporeo + CEU universale, quello
dell'Universo).
E’
la migliore antenna ricetrasmittente che si possa immaginare, in quanto
essa riceve a polarizzazione verticale ed orizzontale, è omnidirezionale a 360°, è sensibile ad ogni frequenza in quanto
“tarata” nel suo complesso, (per mezzo di armoniche) sulle frequenze
fondamentali Universali e Corporee.
Attraverso
il cromosoma che può vibrare nel liquido nel quale è immerso,
l’antenna DNA
= Cromosoma, permette la ricetrasmissione senza disturbi
ed amplifica attraverso il liquido stesso le proprie vibrazioni che poi
la cellula, (la malattia è una alterazione di queste “vibrazioni
meccaniche” dovute all’alterazione termica molecolare e delle
variazioni di quella atomica) trasmette al cervello dell’individuo
quindi sia agli organi, sistemi ed alla mente, la quale li porge all’Ego/IO sotto forma di
sensazioni, flash di immagini, sogni, visioni (a 3 dimensioni) parziali
o complete, sia in stato di veglia (è più difficile, occorre essere
allenati ad ascoltare od a trasmettere), sia in stato di
presonno od
ipnosi o di rilassamento indotto, oppure in stato medianico, cioè
quando si è in onde theta.
Per
informare infine tutto l’organismo, vengono utilizzati anche altri
mediatori bio elettrochimici, gli “ormoni”; queste sostanze vengono
prodotte oltre che dalle ghiandole endocrine anche da
cellule
specializzate contenute in tutti gli organi ed apparati del corpo.
Un
piccolo esercizio di controllo: provate ad inviare un messaggio di forte
piacere o di grande consapevolezza, per mezzo della vostra mente, ebbene
in un attimo (se ne siete capaci) avrete una vibrazione in tutto il
corpo, che partirà dall’alto ed arriverà fino alla punta dei piedi;
questa vibrazione si chiama “pelle d’oca” e tutti
inconsapevolmente la sentono molte volte nella loro vita.
Provate
a comandarla coscientemente ed avrete la dimostrazione di quanto
affermato sopra.
Quando
fate all’amore cioè quando “Godete”, tutto il corpo “vibra”,
però probabilmente non ve ne siete mai accorti. Sono sempre le
antenne
DNA=Cromosomi di tutto il corpo, che ricevono il messaggio di piacere
e vibrano fortemente.
Quest’antenna
speciale entra in Armonia (risuona) sopra tutto sulle frequenze
fondamentali dei suoi 4 componenti o lettere fondamentali, come le 4
lettere del nome di Dio (nella Bibbia) =
Y-A-OU-E’ e cioè: la
Timina con l’Adenina; la Guanina con
la Citosina; ma attraverso la
“composizione” della musica letterale, essa “parla” in Armonia
con tutto il Creato, Passato, Presente e
possibile/probabile Futuro.
Queste
sono le
meraviglie della
Natura Universale,
che gli uomini stupidi
che governano questo pianeta non hanno ancora compreso.
Ecco
perché diciamo che abbiamo (il ns corpo) la macchina “più perfetta” che mente
possa immaginare: il nostro corpo e con essa possiamo entrare in
contatto con il passato, presente ed il probabile futuro di tutto il
Creato, basta conoscere le tecniche per poterlo fare.
Il
prof. Calligaris (medico Italiano) ha scoperto alcune di queste tecniche
e le ha descritte nel suo trattato:
“Le catene Lineari del Corpo e dello Spirito”,
ma la scienza medica moderna, gli ha dato del “pazzo” e
lo ha
immerso volontariamente nel buco nero del silenzio e dell’oblìo.
Egli
ha scoperto come attivare (sfregando) sulla pelle, in certi speciali
punti o placche, ottenendo la risonanza dei Cromosomi ed attivando il
DNA locale, per entrare in “contatto visivo o dialettico” con
qualsiasi parte dell’Universo interno ed esterno.
Ricordiamo
che nei Cromosomi vi sono i
Geni, ed ecco spiegata la
metafora (il significato nascosto) della fiaba della
“lampada di Aladino”, la quale narra che “sfregando la
lampada”, esce il Genio che servendo Aladino, trasforma
e materializza i suoi desideri.
Ecco un esempio
analogico per descrivere l’illuminazione, (la Consapevolezza del
vissuto informazionale), infatti sfregando la lampada cioè il corpo, il
Genio è contattato ed “esce” per servirci, cioè per illuminare noi
stessi; la fiaba ci narra anche che vi sono “altri” che cercano di
rubare ad Aladino la lampada per utilizzare il suo Genio;
questi ladri
di “lampade”, sono:
i politici, i
religiosi, i capi, i
guru, quelli che
schiavizzano gabbandovi,
magari per mezzo della
credulità nella “fede
religiosa”,
esseri,
altrimenti
chiamati
“vampiri”, che
succhiano il vostro
sangue (denaro),
la vostra
vita, (la vostra
personalità succube,
quando non conoscete il senso vero della Vita) e che tentano in ogni
modo di nascondervi o rubarvi questo immenso e Vero potere (su Voi
stessi e sulla Natura), dicendo che non ne siete degni (perche' magari
peccatori....), che non ne
potete essere capaci, che occorre il mediatore (loro stessi oppure
mediatori inventati da loro (tipo
gesù cristo) a proposito ed a seconda
delle credenze religiose del luogo dove “esercitano” la loro
“professione” di preti, pastori, iman,
rabbini, vescovi, gurù,
psicanalisti, psicologi,
medici allopati, ecc. salvaguardando pero' i
pochissimi casi in cui trovate dei veri "informatori
Spirituali", i quali pero' non vi schiavizzeranno, ne'
vi renderanno psicodipendenti....
Man
mano che il DNA “scrive” le parole, cioè si compone
l’informazione in esso attraverso il vissuto, la Natura si InForma e
si TrasForma, gli Elettroni in esso contenuti, gioiscono della nuova
esperienza acquisendo più complete e complesse InFormAzioni,
rifornendole quindi anche ai nuovi corpi nei quali in futuro si
troveranno aggregati. Per altri particolari sugli Elettroni, vedi Medicina
Spirituale / Chi siamo
Il
DNA raggruppa e contiene
ciò che noi
impropriamente chiamiamo inconscio
(questo e'
presente nei neuroni del
cervello enterico
- il cervello intestinale)
Il
lato “conscio”, null’altro è che il passaggio dell’InFormAzione
dal DNA (inconscio) alla Mente razionale ed Universale che noi siamo,
con il nostro Ego/IO e che è a sua volta un Elettrone/Atomo in fase di InFormAzione, cioè un
Dio in fase di formazione, ecco il Dio che si fa
carne ed impara, Agisce e si Consapevolizza.
Ecco
la semplice Verità su noi Stessi
! se siamo degli Dei Giusti, agiremo
nel Bene della Natura, se siamo degli dei malvagi, distruggeremo la
Conoscenza di noi stessi e quella delle finalità della
Vita nell’UniVerso.
Il
DNA dunque è per eccellenza il “nodo” di congiungimento con la
Divinità o meglio ancora la “scala
a chiocciola” per il “Paradiso”.
Solo utilizzando tale strada, il parlar dell’inconscio al conscio,
riTroveremo la casa perduta del Padre, troveremo il
vello d’Oro; riTorneremo nel giardino dell’Eden; entreremo nella Gerusalemme
Celeste (città della Pace); incontreremo il
CristOs ovvero
l’Illuminazione, il Budda, il
Nirvana,
cio' significa che usciremo dal labirinto della
Vita "senza senso".
Il
DNA è anche il modulatore e demodulatore del
Campo Psico Energetico Informato, che
circonda ogni essere Vivente.
Nessuno è escluso da questa possibilità perché
TUTTI abbiamo il DNA
=
cromosomi, alla faccia di tutti i capi
religiosi, politici, governanti, guru, medici, ecc., che vogliono
mediare il Divino per i loro scopi vampireschi, che è quella di vivere
della nostra adesione nei loro confronti (alle nostre spalle)
strumentalizzandoci per carpirci il nostro denaro, la nostra fatica e la
nostra psiche.
Persino
i regni chiamati impropriamente dall’uomo inferiori, (animali,
vegetali) hanno questa possibilità, alla faccia di tutti coloro che
dicono il contrario; ecco perché dobbiamo ri-spettarli (aspettarli di
nuovo), perché essi sono nostri compagni di “viaggio” nella
Conoscenza di noi stessi e della Divinità che è in ognuna delle
Creature della Natura Universale, ma che per ignoranza non sanno ancora
far riVivere in se stessi.
Queste sono le
MERAVIGLIE del Creato, ecco
perché dobbiamo inchinarci davanti ad Esso
(rispettandolo)
e ringraziandolo di essere Essenti
(Essi-Enti, essi Entità pensanti).
Continuando
la lettura di questo trattato, scoprirete tutti i segreti del Regno dei
Cieli, vedrete le realtà nascoste ai più dai “potentati” di questo
pianeta Terra, che per ora T ...erra !!!
A coloro
che utilizzano queste tecniche ricordiamo di leggere Protocollo della
Salute
Ricordarsi
che le alterazioni degli
enzimi, della
flora, del
pH digestivo e e
della mucosa intestinale
influenzano la salute, non soltanto a
livello intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi
parte dell'organismo.
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