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GUIDA  alla  SALUTE con la Natura

"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


DNA  e PROGETTO GENOMA - HLA, CROMOSOMI e MITOCONDRI
Il DNA ? resta ancora un rebus per i ricercatori occidentali...
 

GENE

 

Un segmento di DNA che esplica una funzione informatica specifica (per esempio: il gene per il controllo dell'insulina). L'informazione trascodificata da un gene (l'informazione e' contenuta nel campo -CEM- degli atomi che vi sono nei geni) viene inizialmente trascritta sull'RNA messaggero e successivamente tradotta in proteine.

PROTEINA

Una molecola costituita da una sequenza di aminoacidi (costituenti fondamentali delle proteine).
Le proteine possono essere strutturali oppure funzionali. In una cellula ci sono almeno 5.000 tipi di proteine, ogni tipo è presente all'interno della cellula in grande numero (da 10.000 a 1.000.000 molecole).

DNA

Acido desossiribonucleico. Il Dna cellulare è composto da nucleotidi. Un nucleotide è la risultante di un fosfato + uno zucchero + una base azotata. I nucleosidi sono formati invece da uno zucchero ed una base azotata.
Contiene l'informazione genetica nella forma di sequenze di basi azotate.

BASI

Unità contenute dal DNA: Adenina (A), Guanina (G), Citosina (C), Timina (T). Il linguaggio genetico è determinato da queste quattro basi.

Il Genoma si può definire come l'insieme dei geni di una qualunque cellula che appartenga a un organismo semplice come un batterio o a un organismo complesso come può essere l'uomo.
I Geni sono costituiti dalle basi presenti nel DNA (acido deossiribonucleico): le basi sono quattro molecole formate da uno zucchero, il deossiriboso e da basi azotate nominate
Adenina (A), Guanina (G), Citosina (C), Timina (T) = AGCT, che si uniscono tramite legami a idrogeno per formare una lunga sequenza che prende la ormai famosa forma di doppia elica scoperta da Watson e Crick nel 1953.
Definizione
(sintetica) di DNA:
Il DNA è un lungo polimero costituito da unità ripetute di nucleotidi. La catena del DNA è larga tra i 22 ed i 26 Ångström (da 2.2 a 2.6 nanometri) ed ogni unità nucleotidica è lunga 3.3 Ångstrom (0.33 nanometri). Sebbene ogni unità occupi uno spazio decisamente ridotto, la lunghezza dei polimeri di DNA può essere sorprendentemente elevata, dal momento che ogni filamento può contenere diversi milioni di nucleotidi. Ad esempio, il più grande cromosoma umano (il cromosoma 1) contiene quasi 250 milioni di paia di basi.

Le basi del DNA non si uniscono tra loro in modo casuale ma ogni Adenina si può unire esclusivamente con la Timina e viceversa, allo stesso modo la Guanina si può unire solamente alla Citosina, questo fa sì che se noi conosciamo la sequenza di basi di una catena possiamo ricavarne per deduzione la sequenza anche dell'altra singola catena.
Si afferma  che il DNA umano è formato da circa 3 miliardi di basi che codificano assieme a quello dei mitocondri ed alle cellule stesse, le caratteristiche di tutta la persona (NdR: non ne siamo matematicamente sicuri)
, cioè l'informazione tradotta dal DNA consiste nel formare le proteine, che sono le effettive prime discendenti del DNA, infatti dal DNA vengono prodotte le proteine che costituiscono allo stesso tempo i mattoni e i muratori delle cellule.
Il DNA oltre alla struttura della doppia elica presenta altre strutture cosiddette superiori, infatti, tecnicamente si dice che esiste una struttura primaria identificata con la sequenza delle quattro basi che si alternano su un filamento (ad esempio potrebbe essere ATCGGA... che significa: adenina, timidina, citosina, guanina, guanina, adenina…), una struttura secondaria identificata dalla caratteristica doppia elica, una struttura terziaria identificata dall'avvolgersi di questa doppia elica intorno a proteine dette ISTONI e, infine, una struttura quaternaria molto complessa identificata dall'avvolgersi della struttura costituita dal DNA con gli istoni a formare quelli che noi conosciamo come Cromosomi e che nell'uomo sono in numero di 46.
L'unità chiamata
Gene è, invece, quella che codifica una proteina: si intende per gene quella sequenza di basi che, tradotta dagli organuli della cellula, porta alla formazione di una proteina. Questo significa che noi possiamo prendere un gene (cioè la sequenza di basi del DNA che lo rappresentano) e inserirlo in una provetta con adeguati enzimi e corpuscoli cellulari ottenendo alla fine una proteina perfettamente sviluppata.

In tutto il genoma abbiamo all'incirca 20.000 /25.000 geni di lunghezza variabile e molte sequenze di DNA non codificanti, per un totale di circa 90'000 proteine prodotte (in 40.000 anni la variazione genetica è stata dello 0.02); questo significa che esiste una grossa quantità di DNA che in teoria, allo stato attuale delle conoscenze, non serve al fine della crescita della cellula.
(NdR: vedi Commento in fondo alla pagina)
"Sono quindi questi geni che codificano tutte le particolarità di cui è costituita una persona";
http://www.newscientist.com/article/dn14631-human-geography-is-mapped-in-the-genes.html
DNA e geografia by John Novembre e Manfed Kayser
http://www.nature.com/nature/journal/v456/n7218/full/nature07331.h

PDF: Genes mirror geography within Europe (2008)


Quantita' dei Geni:

È stata ipotizzata l'esistenza di 20.000–25.000 geni codificanti proteine. Il numero stimato di geni umani è stato ripetutamente abbassato dalle iniziali predizioni di 100 000 o più man mano che la qualità del sequenziamento genomico e dei metodi di predizione dei geni sono migliorati, e potrebbe scendere ulteriormente. Secondo una stima di Craig Venter (nel 2007) i geni sarebbero 23.224, mentre secondo Jim Kent (2007) sarebbero 20.433 codificanti e 5.871 non codificanti.

Sorprendentemente, il numero di geni umani sembra essere solo poco più del doppio rispetto a quello di organismi molto più semplici, come Caenorhabditis elegans e Drosophila melanogaster. In ogni caso, le cellule umane utilizzano massicciamente lo splicing alternativo per produrre un gran numero di proteine differenti da un singolo gene, e si pensa che il proteoma umano sia molto più grande di quello degli organismi summenzionati.

La maggior parte dei geni umani ha esoni multipli e degli introni, che sono frequentemente molto più lunghi degli esoni fiancheggianti.

I geni umani sono distribuiti in maniera non uniforme lungo i cromosomi. Ogni cromosoma contiene varie regioni ricche di geni e poveri di geni, che sembrano correlate con le bande cromosomiche ed il contenuto in GC.
Il significato di questa alternanza non casuale di densità genica non è ben compresa allo stato attuale della conoscenza scientifica.

In aggiunta ai geni codificanti proteine, il genoma umano contiene diverse migliaia di geni codificanti un RNA (lo RNA e' solo una ipotesi dialettica) incluso il tRNA, l'RNA ribosomico, microRNA, ed altri geni ad RNA non codificanti.

Funzioni dei Geni:
Utili per capire i meccanismi cellulari e quelli del DNA sono i lavori di B. Lipton:
Bruce Lipton, Ph.D, quando lavorava come ricercatore e professore alla scuola di medicina, fece una sorprendente scoperta sui meccanismi biologici attraverso i quali le cellule ricevono ed elaborano le informazioni: infatti, piuttosto che controllarci, i nostri geni sono controllati, sono sotto il controllo di influenze ambientali al di fuori delle cellule, inclusi i pensieri e le nostre credenze.
Questo prova che non siamo degli "automi genetici" vittime dell'eredità biologica dei nostri antenati. Siamo, invece, i co-creatori della nostra vita e della nostra biologia. Lipton descrive questa nuova scienza, chiamata epigenetica, nel suo libro: La biologia delle Credenze.

vedi anche: L'abuso infantile "marca" i geni del DNA DNA ANTENNA + Oscillatori cellulari + Campi Morfici e DNA + DNA Sintetico + Amminoacidi e DNA + MAPPA DNA + DNA, CROMOSOMI, CELLULE + Cervello Mente e GeneticaSitchin e gli Annunaki + Oscillazione cellulare

NdR - IMPORTANTE
:  
Ricordiamo che esiste il DNA detto "autologo" (quello interno all'organismo vivente contenuto nel nucleo e nei mitocondri delle cellule e quello che proviene dagli scarti proteico-mitocondriali che derivanti dalla necrosi-apoptosi cellulare, chiamato virus) e quello detto "eterologo" che non fa parte di un certo organismo vivente, ma proviene dal suo esterno; quello eterologo e' quello che e' molto tossico, cioe' intossica e quindi infiamma sempre i tessuti, perche' crea stress ossidativo cellulare, nell'organismo nel quale viene introdotto (es. con i Vaccini); esso produce SEMPRE DANNI anche genetici, oltre che immunitari.
vedi anche: Ruolo del DNA Mitocondriale nell'Oncogenesi

La disputa tra Alessandro Volta e Luigi Galvani e' stata considerata una vittoria del meccanicismo sul vitalismo.
vedi : http://ppp.unipv.it/VoltaGalvani/Pagine/PrincipRif.htm  
http://www.ipbz.it/ImagesUpload/Area/9/materiali_didattici/brescia08/russo01.pps
Tale disputa e stata evidentemente chiusa nell'ambito delle conoscenze dell'epoca, limitate da considerazioni di contatto che quindi non riguardano le conoscenze attuali relative all'Entanglement Quantistico e con esso della possibilita' biologica di comunicazione simultanea a distanza per mezzo i campi di informazione estesa (Ei) 
Ad es i due DNA, cioe il nDNA (nucleare) ed il mtDNA (mitocondriale ) comunicano interattivamente tra loro in tempo reale.
In particolare i mitocondri sono a forma di bevi filamenti contenenti due membrane che separano due intercapedini.
La prima contiene gli enzimi capaci di attivare reazioni biochimiche per approvvigionare la cellula dell'energia necessaria (ATP) per le molteplici attività metaboliche che utilizzano l'ossigeno. Nella seconda intercapedine i mitocondri, contengono un liquido sieroso con un contenuto di sali minerali cosi che questo strato e' un buon conduttore di elettricità. 
Nell'insieme di tali funzioni i mitocondri costituiscono dei sofisticati "bio-nano sistemi" che si comportano come circuiti oscillanti ultramicroscopici capaci di oscillare e diffondere (NdR: e ricevere) un'ampia gamma di onde corte che interattivamente vengono ricevute dal nDNA, in modo che ad es. diviene possibile programmare l'apoptosi cellulare necessaria alla continua ricostruzione dei sistemi viventi".
By Paolo Manzelli - Universita' di Firenze

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Complessità del genoma - La doppia personalità del DNA + La trasformazione del DNA
La doppia elica del DNA può assumere una forma alternativa ma funzionale, suggerendo che ci siano più livelli di informazione immagazzinati nel codice genetico
Il DNA ha un alter ego che solitamente resta nascosto, ma che ogni tanto si fa vivo e per breve tempo ne distorce i blocchi costitutivi conferendogli una forma differente. L'inaspettata scoperta è stata fatta da ricercatori dell'Università del Michigan e dell'Università della California a Irvine, che firmano un articolo pubblicato in anteprima on line da Nature.
Era già noto che il DNA può piegarsi e torcersi a volte in modo singolare, ma nonostante tutto le sue basi restano accoppiate nel modo descritto da James Watson e Francis Crick nel 1953. Grazie a un raffinamento della tecnica di risonanza magnetica, il gruppo diretto da Al-Hashimi è stato però in grado di osservare forme transitorie alternative in cui alcuni "pioli" della spirale classica si separano e riassemblano in strutture stabili differenti dai classici accoppiamenti di basi di Watson-Crick.
"E' come se si prendesse metà di un gradino di una scala e si girasse in basso la parte che sta in su. In questo modo si può ancora mettere insieme le due metà del gradino ma a questo punto non si ha più un coppia di basi di Watson-Crick, ma quella che a volte è chiamata coppia di Hoogsteen."
Queste coppie di basi erano già state osservate in doppi filamenti di DNA, ma solo quando la molecola era legata a proteine o farmaci, o quando il DNA era danneggiato. Lo studio mostra invece che anche in circostanze normali, senza influssi esterni, alcune sezioni del DNA tendono a volte a deformarsi in una struttura alternativa, detta stato eccitato.
Dato che le interazioni fra DNA e proteine sono dirette sia dalla sequenza i basi sia dallo stato di flessione della molecola, secondo i ricercatori questi stati eccitati rappresentano un nuovo livello di informazione: "Abbiamo mostrato che la doppia elica del DNA esiste in una forma alternativa, per l'uno per cento del tempo, e che questa forma alternativa è funzionale. Complessivamente questi dati suggeriscono che ci siano più livelli di informazione immagazzinati nel codice genetico", ha detto Hashim M. Al-Hashimi. (gg)
Tratto da: lescienze.espresso.repubblica.it

Oggi (2013) alcuni ricercatori affermano che vi sono vari tipi di RNA: mRNA, tRNA, gli rRNA, i snoRNA, gli snRNA e via dicendo… all’infinito, perche’ trattasi probabilmente di funzioni proprie del DNA, che questi esperti interpretano come altr “cose” e che rinominano con nuovi nomi….questo per essere qualificati dalla comunita’ detta scientifica, come ricercatori che hanno scoperto qualcosa di nuovo sul DNA; molti ricercatori affermano pero’ che lo RNA e’ una invenzione, e che trattasi di funzioni diverse dello stesso DNA

vedi: Come riordinare l'informazione del DNA mitocondriale ?


Struttura chimica del DNA:

Il genoma frattale
Da parecchi anni la SBQ sottolinea e richiama l’attenzione di scienziati, specialisti, addetti ai lavori ed opinione pubblica sul fatto che non esiste un unico DNA, bensì due, uno nucleare ed uno mitocondriale, per cui è più appropriato riferirsi ad esso discernendolo in n-DNA e mit-DNA.  l'articolo completo
Il principio di ricorsività del genoma
Sulla base degli  studi sul genoma frattale mitocondriale i ricercatori della SBQ hanno iniziato nel 2011 una collaborazione con ricercatori degli Stati Uniti, ed in particolare con il team californiano del genetista Andras Pellionisz.    l'articolo completo 
Waves genomics e reversione del mit-DNA
La scoperta del genoma frattale, gli approfondimenti sulla struttura frattalica del genoma mitocondriale, e la validazione SBQ, già con la Manuel story, del PRFGF (Principle of Recursive Fractal Genome Function) di Pellionisz, legittimano l’esistenza di una comunicazione diretta e bidirezionale tra i due tipi di DNA e strutture a valle (proteine, mitocondri, ecc.).  l'articolo completo

vedi anche: DNA Antenna

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DNA: Da 2 a 3 o 4 eliche, la nuova Era è già iniziata”
Nel 2001 si sono osservati i primi casi di bambini nati con 3 eliche del DNA. Purtroppo non esistono dati a livello mondiale, perché uno screening di questo tipo sui neonati sarebbe troppo costoso per l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ma dalle poche informazioni disponibili, sembra che la percentuale, ora, abbia già superato il 20%.

Il 20 gennaio 2013 la rivista scientifica “NATURE CHEMISTRY” ha pubblicato un articolo di Giulia Biffi, David Tannahill, John McCafferty e Shankar Balasubramanian, ricercatori di Cambridge, che annunciavano di aver osservato DNA umani con 4 eliche. Si tratta quindi di un ulteriore passo avanti nell’evoluzione spontanea della specie umana.

Chi mi ha dato lo spunto per riuscire a trovare un inquadramento scientifico dei fenomeni in atto è Igor Sibaldi, che ha tirato in ballo il fenomeno della “speciazione”. Questo fenomeno è noto da tempo, ed è stato osservato sia su piante che su animali. La speciazione è definita come un processo evolutivo grazie al quale si formano nuove specie da quelle preesistenti. Il fenomeno opposto è l’estinzione. Il concetto di speciazione che è stato essenzialmente sviluppato da Ernst Mayr, risulta dalla selezione naturale e/o dalla deriva genetica, che sono i due motori della evoluzione.

La speciazione è una delle colonne portanti del neodarwinismo. Vi sono quattro differenti modalità di speciazione di origine geografica, associate al livello in cui le popolazionispeciantesi si sono geograficamente isolate le une dalle altre: allopatrica, parapatrica, peripatrica e simpatrica. La speciazione simpatrica, avviene quando due popolazioni non isolate geograficamente, si evolvono in specie distinte. In questo caso la selezione naturale gioca un ruolo cruciale nella divergenza delle popolazioni. Il fenomeno presenta tuttora degli aspetti controversi, ma è stato ben documentato in alcuni casi, per esempio nei pesci di acqua dolce della famiglia dei Ciclidi.

Ora, l’aver osservato una mutazione del DNA come quelle sopra descritte è l’evidenza che un processo di speciazione è in atto nel genere umano. L’aver osservato queste mutazioni del DNA è la conferma scientifica della speciazione, mentre, viceversa, l’ipotesi teorica di una speciazione in atto trova la sua conferma nelle mutazioni del DNA. Ma cosa significa concretamente tutto questo?

In pratica è come se ci fossero due evoluzioni in atto, che normalmente vengono rappresentate in questo modo:

La linea “v” rappresenta la parte di umanità che sta proseguendo il suo cammino senza alcun cambiamento. La linea “n” rappresenta coloro che hanno deciso di abbandonare la vecchia strada e sono “saltati” sulla nuova, per vari motivi.
Essa è parzialmente popolata da persone adulte che volontariamente hanno deciso di fare questo salto, e poi dai bambini che stanno nascendo: la generazione nata dopo il 2000 è infatti già predisposta a “nuovi cieli e nuove terre”.

Il tempo passa, e le due linee divergono, si allontanano sempre più, fino ad arrivare ad un punto dove non sarà più possibile saltare da una all’altra. In realtà non si tratta di saltare, ma di convertirsi, cioè invertire il senso di marcia, ritornare indietro sino al punto di congiunzione delle linee, e quindi imboccare la nuova strada. Questo si può fare attraverso una tras-forma-azione di noi stessi, cioè un’azione che ci porti a superare la forma dell’apparenza nella quale siamo immersi. Ma anche questa trasformazione ha i suoi limiti, che ora stiamo raggiungendo. Se il percorso all’indietro diventa troppo lungo, non ci sono più né forze né tempo per riuscire nell’impresa.
Oltre l’evoluzione del DNA, ci sono tanti altri segnali di cambiamento: dallo scongelamento delle calotte, alle bizzarrie del campo magnetico terrestre, dai cambiamenti del Sole e dei pianeti, all’aumento dell’attività sismica, e tanti altri ancora che sarebbe lungo citare. In ogni caso non si tratta di piccoli mutamenti, in generale le percentuali di variazione sono sempre del 200/300% in pochi anni.
Tutto questo ci deve far comprendere che non possiamo più aspettare, e che è necessario schierarsi al più presto. 
Spero di aver fornito un po’ di chiarezza e conforto a tutti quelli che il salto lo hanno già fatto, ma proprio per questo ora soffrono di solitudine e non riescono più a percepire questo mondo come proprio, e anche a coloro che sono alle prese con bambini piccoli, nati con le nuove caratteristiche, il cui comportamento sembra, a volte, inconciliabile con le regole di questa società ormai malata.
Tratto da “Da 2 a 3 o 4 eliche del DNA: la nuova Era è già iniziata” di Gian Piero Abbate, A cura di 
Fisicaquantistica.it
Fonte: stazioneceleste.it


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DNA cervello cambia con la crescita - 09 luglio 2013 
Il codice genetico delle cellule del cervello cambia mentre quest’ultimo cresce e si sviluppa.
Infatti, dalla nascita all’età adulta si assiste ad un continuo rimaneggiamento delle modificazioni chimiche che determinano l’accensione o lo spegnimento dei geni che compongono il Dna.
Si tratta di un processo che influenza la nostra memoria, il comportamento e l’insorgenza delle malattie psichiatriche, come descritto per la prima volta su Science dai ricercatori del Salk Institute for Biological Studies di La Jolla, in California.

Il DNA ha delle caratteristiche nascoste alla medicina ufficiale:
vedi:
http://www.stazioneceleste.it/kryon/85K_2010.htm

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SCIENZIATI SCOPRONO un CODICE "SEGRETO" nelle ELICHE del DNA - Essi hanno scoperto un "secondo codice nascosto" all'interno del DNA.
Questo secondo codice contiene informazioni che cambiano leggendo le istruzioni contenute nel DNA e creano delle mutazioni innescate dagli stati di salute o di malattia dell'organismo.
Un gruppo di ricerca guidato dal Dr. John Stamatoyannopoulos, Università di Washington, professore associato di scienze del genoma e della medicina, ha fatto questa eccezionale scoperta. I risultati sono riportati nel numero del 13 dicembre della rivista "Scienza" . L'opera fa parte di un progetto internazionale sullo studio del DNA, noto anche come ENCODE.
La Human Genome Research Institute Nazionale ha finanziato il pluriennale sforzo internazionale. ENCODE mira a scoprire dove e come le indicazioni per funzioni biologiche sono memorizzate nel genoma umano. Poiché il codice genetico è stato decifrato nel 1960, gli scienziati hanno supposto che è stato utilizzato esclusivamente per scrivere informazioni su proteine.
Gli scienziati hanno scoperto adesso che i genomi utilizzano il codice genetico per scrivere con due "lingue distinte".
Una descrive come sono fatte le proteine, e l'altra istruisce la cellula come controllare i geni . Una lingua è scritto sopra l'altra, ed è per questo motivo che la seconda lingua è rimasta nascosta per tanto tempo. "Per oltre 40 anni abbiamo ipotizzato che i cambiamenti del DNA interessavano solo il codice genetico che dava informazioni unicamente su come erano fatte le proteine", ha detto Stamatoyannopoulos. "Ora sappiamo che questo assunto di base sulla lettura del genoma umano ci ha fatto perdere la metà del quadro.Questi nuovi risultati evidenziano che il DNA è un dispositivo incredibilmente potente di immagazzinamento di informazioni, che la natura ha pienamente sfruttato in modi inaspettati".
Il codice genetico utilizza un 64 - lettera dell'alfabeto chiamato codoni. La squadra UW ha scoperto che alcuni codoni, che hanno chiamato duons, possono avere due significati, quello relativo alla sequenza della proteina, e quello relativo al controllo del gene. Questi due significati sembrano essersi evoluti l'uno in concerto con l'altro. Le istruzioni di controllo del gene sembrano contribuire a stabilizzare alcune funzioni benefiche delle proteine ed a dirci anche come sono fatti.
La scoperta dei duons ha importanti implicazioni per come gli scienziati ed i medici interpretano il genoma di un paziente e apriranno nuove porte alla diagnosi e trattamento delle malattia. "Il fatto che il codice genetico può scrivere simultaneamente due tipi di informazioni significa che molti cambiamenti del DNA che sembrano alterare le sequenze proteiche possono effettivamente causare la malattia interrompendo programmi di controllo dei geni o addirittura entrambi i meccanismi simultaneamente ", ha detto Stamatoyannopoulos.
Tratto da: archaeologynewsnetwork.blogspot.it

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Gli ORGANISMI TRANSGENICI
A questo punto possiamo anche inserire la definizione di "organismi transgenici": infatti, per organismo transgenico si intende quella
cellula od organismo che contiene nel suo DNA una parte modificata o totalmente nuova (spesso un intero gene) in grado di produrre una proteina nuova o modificata.
Ma come si fa a passare dalla sequenza di basi di DNA al prodotto finale, cioè le
proteine ? I processi sono tanti ed andrebbero approfonditi uno ad uno, qui ne facciamo solo una piccola sintesi.

Il DNA viene inizialmente copiato da determinati enzimi presenti nel nucleo (quali le TRASCRITTASI) passando dal DNA che è a doppio filamento all'RNA che è a singolo filamento e che comprende un nuovo tipo di zucchero non presente nel DNA: il riboso in luogo del deossiribosio, da qui il nome acido ribonucleico o RNA (lo RNA e' solo una ipotesi dialettica).
Inoltre al posto della base timidina verrà utilizzato l'URACILE, cioè una nuova base azotata presente solo nell'RNA.

Il compito dell'RNA è, in pratica, di trasportare l'informazione del DNA dal nucleo al citoplasma dove verrà tradotta e servirà a produrre una proteina grazie a organuli chiamati “RIBOSOMI”.
Una
proteina è spesso ma non  solo formata da aminoacidi, cioè molecole organiche presenti in una varietà limitata nel nostro organismo. Praticamente il corpo umano utilizza solo 20 aminoacidi e con questi forma tutte le proteine presenti, è un pò come se prendessimo il nostro alfabeto levassimo una lettera (magari la H che è quella meno utilizzata) e tentassimo di comporre tutte le parole che conosciamo, come potete ben capire si verrebbero a formare un numero illimitato di parole.

Le proteine vengono prodotte dai ribosomi; il ribosoma legge l'RNA a triplette, cioè tre basi dell'RNA per volta, ovvero quelle sufficienti a codificare per l'aminoacido che dovrà essere attaccato alla neocatena della proteina da rifinire.
In questa maniera grazie alle quattro basi dell'RNA che si uniscono a formare le triplette avremo 64 combinazioni diverse di triplette che daranno le informazioni per costruire la proteina; tra queste triplette oltre alla codificazione per gli aminoacidi abbiamo anche quelle che codificano per il termine della traduzione della proteina e quelle che codificano per l'avvio della traduzione.
Ma se gli aminoacidi presenti nell'uomo sono 20 a cosa servono 64 triplette ?
La risposta è nella RIDONDANZA, cioè più triplette codificano per lo stesso aminoacido. 
In questa maniera se abbiamo variazioni minime del DNA quali mutazioni di una sola base otterremo comunque un amminoacido spesso uguale
(dipende da quale base cambia) a quello di partenza.
(NdR: Cambiando una base si può passare da  Glutammico (carico negativamente) a Valina (apolare).

Purtroppo, però, le mutazioni non sono così valide e a volte l'amminoacido sarà completamente diverso e potrà modificare completamente la proteina finale un pò come succede in alcune patologie del sangue.
A volte esistono mutazioni ancora più pericolose che levano o aggiungono una base alla sequenza del DNA: in questa situazione il segnale di avvio e di stop può essere variato e quindi la proteina potrebbe anche non essere più codificata o addirittura sviluppare proteine senza alcun senso; per fortuna all'interno della cellula esistono determinati enzimi che riescono a correggere gli errori che avvengono sul DNA, questo perché come abbiamo visto sopra noi abbiamo due filamenti che sono opposti, quindi se si viene a formare un errore su un filamento, ne abbiamo comunque un altro su cui basare la correzione, infatti, se noi abbiamo la vecchia sequenza conosciamo perfettamente anche quella che si aveva sull'altro filamento per il fatto che adenina si lega con timidina e guanina si lega con citosina = (NdR: vedi YHWH).
Una volta che le proteine sono state prodotte si può formare il resto dell'organismo perché si può dire che le proteine sono le macchine che permettono di unire gli zuccheri, trasmettere segnali, riparare e quant'altro deve essere fatto nella cellula e nell'organismo. 
By Fabio Venzano - con piccoli commenti da parte del redattore di questa pagina = NdR.

Commento NdR: l'autore di questo scritto si e' dimenticato che noi utilizziamo per sintetizzare proteine solo il 10% del nostro DNA e l'altro 90% a cosa serve...? in quanto la Natura intelligente non fa di queste cose.....
Il redattore di questa Pagina ringrazia le indicazioni e le precisazioni di vari personaggi del NG di it.scienza.biologia, i quali hanno permesso di precisare alcuni punti poco chiari e/od imprecisi.
Es.:e NON tralasciamo anche altre cose importanti che servono alla "composizione" di una persona e cioe’: i segnali extracellulari, topografici, epigenetici, e non tralasciamo pure il fatto che a innescare la divisione in una cellula uovo animale, è la fusione con un altra cellula fecondante, a cui la cellula uovo risponde con tutta se stessa in quanto rete dinamica autoregolata (in cui è compreso il DNA nel suo complesso).
Inoltre l'autore si e' dimenticato di ricordare che il DNA ed i Cromosomi che sono la scala del DNA avviluppata su se stessa, sono di fatto una antenna dinamica (ricetrasmittente) immersa in liquido, antenna che risuona a tutte le frequenze dell'UniVerso (per armoniche).
Ricordiamo anche che il DNA non è una struttura statica, ma è libera di muoversi nello spazio fluido della cellula, assumendo varie conformazioni topologiche (da topos = spazio), come annodarsi e avvolgersi su se stesso; inoltre, tutti i processi cellulari che comportano uno scorrimento di complessi proteici sul DNA alterano la sua struttura nello spazio, torcendolo, srotolandolo e creando delle regioni di super avvolgimento del tutto simili a quelli che può assumere una corda od un elastico. Questa struttura del DNA nello spazio viene controllata e regolata da una serie di enzimi che si chiamano DNA - Topoisomerasi.

Inoltre da recenti scoperte effettuate da studiosi e ricercatori del laboratorio di fluidi complessi e biofisica molecolare dell'Universita' di Milano (Italy) e pubblicati su "Science", nell'acqua i frammenti di DNA, secondo questo studio, hanno la tendenza "spontanea" a formare cristalli liquidi, ossia strutture molto ordinate nelle quali le molecole si collocano in modo regolare; i frammenti di DNA tendono ad aderire gli uni agli altri formando catene fisiche piu' lunghe delle singole molecole, spiega Tommaso Bellini, uno degli autori dello studio.
vedi:
http://www.sciencemag.org/cgi/content/abstract/318/5854/1276

Questa e' una importante scoperta perche' dimostra inequivocabilmente le proprieta' di autoorganizzazione della materia e potrebbe fornire la prova di cio' che sarebbe avvenuto alle origini della Terra, perche' questo fenomeno avrebbe favorito la nascita nel mondo prebiotico di legami chimici a  partire da frammenti di DNA.
Questa ricerca  dimostra anche le proprieta' della materia (che essa ha insita a livello subatomico, atomico, molecolare ecc.) di avere in se' un "Programma di Vita" e quindi anche nell' acqua  (solvente primordiale) proprieta' di aggregazione da studiare e da "riscoprire"...ma gia' inizialmente ben enunciate da Benveniste, nella sua ricerca primordiale ma importante, sulla memoria dell'acqua e del sangue e sulle sue proprieta' aggregatrici (cluster  dell'acqua, "recettori" dell'informazione) a livello sub atomico, atomico e molecolare.

(CEM) Infatti vedi:  La vita intima del Genoma = autoorganizzazione - 24 Mar. 2011
Il funzionamento dei nostri geni in condizioni di salute e/o di malattia è influenzato dalla loro disposizione e dal modo in cui si muovono nello spazio tridimensionale del nucleo cellulare.
I cromosomi non sono sparsi a caso dentro il nucleo della cellula, ciascuno occupa una posizione specifica.
Questa organizzazione nucleare riflette lo stato funzionale di ciascun cromosoma e dei geni che trasporta. L’organizzazione può cambiare quando il comportamento cellulare si modifica e nel corso di una malattia.
Identificare le posizioni che i geni occupano all’interno del nucleo – e capire in che modo queste posizioni cambiano in diverse condizioni – dà importanti indizi sul funzionamento cellulare in condizioni di normalità e in condizioni patologiche che portano ad alcune malattie, fra cui i tumori.
By Tom Misteli - Fonte: Le scienze, Aprile 2011 n.512 - Tratto da: lescienze.espresso.repubblica.it
 

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Un dispositivo genetico artificiale per comandare l’Rna (lo RNA e' solo una ipotesi dialettica) - 01 Dic. 2010
I ricercatori dell’Università di Stanford (Usa) sono riusciti a riprogrammare una cellula di lievito senza toccare il Dna, ma utilizzando un “dispositivo genetico sintetico” che interferisce con la catena di montaggio delle proteine. Come dimostra il loro studio su Science, questo dispositivo controlla il destino dell’Rna (lo RNA e' solo una ipotesi dialettica) e può essere usato per ottenere una proteina piuttosto che un’altra. 
Gli autori del lavoro hanno sfruttato un processo che avviene normalmente all'interno di tutte le cellule. È lo splicing, un'operazione di “taglia e cuci” che interessa l'Rna messaggero, cioè la molecola che trasporta l'informazione contenuta nel Dna alle strutture deputate alla sintesi delle proteine. Cambiando il modo in cui il messaggero viene tagliato, si possono ottenere proteine più o meno funzionanti. Come degli hacker professionisti, i ricercatori sono riusciti a ingannare questo sistema, introducendo una molecola-sensore per proteine (le proteine in questione possono essere ogni volta diverse, a seconda di ciò che si vuole ottenere. Per esempio, i bioingegneri californiani hanno messo alla prova la loro tecnica innovativa su un gene che rende le cellule sensibili a un farmaco. In questo caso il sensore è stato progettato per segnalare la presenza della beta-catenina (una proteina prodotta in grande quantità nelle cellule tumorali). Se il sensore non percepiva la beta-catenina, l'Rna messaggero veniva tagliato in modo tale che la cellula non fosse sensibile al farmaco. In questo modo, solo le cellule tumorali potevano essere uccise, mentre le altre sopravvivevano. 
Siamo nelle prime fasi della ricerca, ma le applicazioni che questa tecnica lascia intravedere sono tantissime, soprattutto perché i sensori possono essere disegnati in modo da recepire la presenza di qualsiasi proteina. Tra i possibili utilizzi, uno particolarmente interessante potrebbe proprio essere quello nella terapia genica applicata all’oncologia: programmando degli appositi circuiti genetici da inserire nelle cellule si potrà, per esempio, eliminare in modo selettivo soltanto quelle tumorali, lasciando intatte quelle sane. 
DOI: 10.1126/science.1192128
By Moreno Colaiacovo - Fonte: galileonet.it

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Dna, ecco la struttura interna - Come l'elica entra nella cellula
La caratteristica forma è lunga fino a due metri. Un mistero, fino ad oggi, come potesse entrare in un nucleo cellulare dal diametro di appena un centesimo di millimetro
Una struttura avveniristica, capace di stivare in uno spazio molto piccolo la quantità di dati da cui dipende la sopravvivenza di un'intera specie. Non si tratta di un nuovo e potentissimo hard disk, ma di una delle struttura più antiche del mondo: il DNA, che contiene il patrimonio genetico di ogni essere vivente. La struttura a doppia elica è stata scoperta nel 1953, ma rimaneva un mistero, fino ad oggi, come si potesse ripiegare - continuando a funzionare - nello spazio del nucleo di una cellula.
La scoperta della Harvard University e del Mit di Boston ha messo in luce forma e funzionamento del DNA (che, srotolato, è lungo circa 2 metri) rinchiuso in uno spazio di un centesimo di millimetro di diametro. La doppia elica, spiegano i ricercatori, si attorciglia fino a formare un frattale (oggetto geometrico la cui struttura ripete la stessa forma su scale diverse) a forma di globulo.
Come funziona.
La ricerca, pubblicata sulla rivista Science, ha svelato anche come fa il DNA a svolgere il suo lavoro: metà del globulo formato dall'elica ripiegata contiene i geni in funzione in un certo momento nella cellula; l'altra metà, quelli inattivi. Al momento del bisogno i geni che si devono accendere scivolano dall'altra parte, sostituendo quelli che si sono spenti. La zona in attività, poi, sarebbe anche quella meno densa, permettendo così alle proteine di raggiungere più facilmente i geni.
Oltre che ai ricercatori, il merito della scoperta va a una nuova tecnologia, chiamata Hi-C: "Rompendo il genoma in milioni di pezzi abbiamo creato una mappa spaziale che mostra quanto vicine possono essere le diverse parti l'una all'altra", spiegano gli scienziati. Tagliuzzando il genoma e ricomponendolo poi al computer "come un fantastico puzzle tridimensionale", ecco la rivelazione: un'architettura a globulo frattale che permette di comprimere tutta la spirale nel nucleo cellulare evitando lesioni o interferenze che potrebbero alterare le capacità della cellula di leggere le informazioni genetiche: "La natura ha trovato una soluzione sorprendentemente elegante per conservare le informazioni: una struttura superdensa e a prova di nodi".
Tratto da: repubblica.it

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GENI ed HLA:
Geni:
sono le Unità, contenute in ciacun cromosoma, che controllano i diversi caratteri ereditari. Nella Specie Umana il Corredo Cromosomico è pari a 46 (Cromosoma = Struttura Intracellulare a forma di bastoncello, composta da DNA  contenente i Geni. Ciascuno di questi elementi è caratterizzato da una sequenza di Geni.
In certi soggetti, specie quelli vaccinati, e' possibile riscontrare oltre alle mutazioni genetiche delle anomalie genomiche.

HLA: (Tratto da wikipedia.org)
Sigla di Human Leucocyte Antigens (antigeni umani leucocitari), detto anche sistema di istocompatibilità, composto da molecole che si trovano sulla superficie cellulare e che si comportano come antigeni: venute a contatto con il sistema immunitario di un individuo diverso, sono riconosciute come estranee e suscitano una risposta immune.
I geni che contengono le informazioni necessarie alla sintesi dei prodotti HLA sono localizzati, in ogni individuo, sul braccio corto del cromosoma 6 e sono stati suddivisi in due classi principali: la I che contiene 3 loci (A, B, C) e la II o HLA-D (che comprende i geni DP, DQ, DR).
La distribuzione ubiquitaria degli antigeni di classe I ne fa presumere l'importanza quali marker di riconoscimento tra ciò che l'organismo riconosce come appartenente a esso (self) e ciò che è estraneo (non-self) e come mezzo per individuare modificazioni cellulari indotte da infezioni virali, attivando all'occorrenza il linfociti T citotossici.
Le proteine di classe II hanno distribuzione più limitata: in particolare, esse si ritrovano sui macrofagi, sui linfociti B e T helper, sui monociti e sulle cellule epiteliali e partecipano al riconoscimento del non-self attivando i linfociti T helper e il processo di cooperazione tra linfociti B e T.
Come appare evidente, il sistema HLA è alla base del rigetto dei trapianti: se il tessuto trapiantato in un soggetto non è HLA-compatibile (ossia le cellule che lo compongono non hanno gli stessi antigeni HLA del ricevente), il trapianto viene riconosciuto come estraneo e rigettato. Per questo motivo, prima di eseguire un trapianto, è necessario accertare che donatore e ricevente siano HLA-compatibili, mediante un procedimento detto tipizzazione tissutale.
Oltre che nel campo del trapianto di organi e tessuti, le molecole del sistema HLA rivestono un'importanza fondamentale nei meccanismi di riconoscimento immunologico di tutte le sostanze estranee (eterologhe, come per esempio i vaccini od i farmaci di sintesi) che vengono in contatto con l'organismo.
È stato possibile valutare l’associazione tra malattie e particolari antigeni HLA.
Esempio, vedi: Danni dei Vaccini ....grazie a Big Pharma
vedi gli Studi e scoperte del dott. M. Montinari + Danni biologici dai Vaccini e Neurologici

Quindi le HLA sono glicoproteine espresse sulla superficie di quasi tutte le cellule del corpo.
Il sistema immunitario utilizza le HLA per distinguere gli elementi "self" da quelli "non-self", ed in particolare il ruolo delle HLA è quello di presentare i peptidi derivati dalla digestione di elementi patogeni ai linfociti T.
Le cellule con il maggior livello di espressione di HLA sono i leucociti.

Mappa cromosomica o Cariotipo
La mappa cromosomica si esegue mediante un semplice prelievo di sangue. Le indagini citogenetiche (mappa cromosomica) permettono di individuare alterazioni del numero e della struttura dei cromosomi, mentre le indagini di genetica molecolare evidenziano mutazioni a livello del DNA.

La Tipizzazione HLA viene richiesta quando vi e' il sospetto di una patologia autoimmunitaria la cui clinica insieme a determinati esami bioumorali non permettono una diagnosi precisa e quindi la presenza di un determinato antigene HLA puo' aiutare ad indirizzare verso una diagnosi piu' precisa, in quanto si e' visto che determinati antigeni sono presenti con maggior frequenza in pazienti affetti da determinate malattie.
L'esame eseguito, in assenza di qualsiasi manifestazione clinica, non ha alcun significato diagnostico.

Il Complesso Maggiore di Istocompatibilità o anche Major Histocompatibility Complex (MHC)è un gruppo di geni polimorfici che codificano per proteine espresse sulla membrana cellulare le quali espletano una funzione di riconoscimento di alcuni agenti proteici da parte dei linfociti T.
C'è un rapporto tra l'influenza genetica (predisposizione del soggetto) per una malattia e la presenza di un sottotipo.
Non necessariamente la presenza di un sottotipo HLA è legata allo sviluppo di una determinata patologia.

Commento
NdR: Dopo un esame  HLA, non significa che tutti coloro che risultano positivi a certi HLA, siano assolutamente ammalati, ma occorre la conferma  dall'aspetto clinico, in quanto diverse volte si trovano certi soggetti, positivi ad un determinato HLA ed in assenza di qualsiasi sintomo, ma indubbiamente questi possono essere soggetti a maggior rischio.

Tipizzazione:
Alcuni laboratori specializzati possono effettuare questi esami degli HLA:
- HLA (Tipizzazione sierologica e/o molecolare) - per i Danni da Vaccino - vedi: Danni Biologici
- HLA A: l'analisi copre il 99,7% degli alleli HLA A (sottogruppi A*01-A*80)
- HLA B: verifica tutti gli alleli HLA B noti (sottogruppi B*07 - B*83)
- HLA C: l'analisi copre il 95,5% degli alleli HLA C (sottogruppi Cw*01 - Cw*18)
- HLA classe I COMPL: l'analisi indaga HLA di classe I di tipo A, B e C sopra descritti
- HLA DRB1: l'analisi verifica tutti gli alleli noti DRB1 in associazione con gli alleli DRB3, DRB4 e DRB5
- HLA DRB decoder: l'analisi identifica tutti gli alleli noti di DRB1*1130
- HLA DQB1: l'analisi verifica tutti gli alleli DQB1 noti (sottogruppi DQB1*02-DQB1*06), copre per l'85,6% a livello allelico e per il 100% a livello di gruppo HLA DQA1: l'analisi verifica tutti gli alleli DQA1 noti (sottogruppi DQA1*01-DQA1*06)
- HLA DPB: l'analisi verifica tutti gli alleli DPB noti (sottogruppi DPB*01-DPB*98)
- HLA classe II COMPL: l'analisi indaga tutti gli HLA di classe II (DRB1, DRBdec, DPB1, DQB1, DQA1) sopra descritti
- HLA classe II PARZ: l'analisi indaga gli HLA di classe II DRB1, DRBdec, DQB1 sopra descritti
- HLA I+II TOT: l'analisi indaga gli HLA di classe I (A, B e C) e di classe II (DRB1, DRBdec, DQB1) sopra descritti

Le analisi prevedono l'utilizzo della tecnica di PCR; i prodotti così ottenuti vengono poi sottoposti a metodica line probe assay (LIPA) con kit commerciale Innogenetics.
La robotizzazione e refertazione è, in certi laboratori, certificata da apposito ente.  

Le "predisposizioni genetiche" alle "malattie", NON fidarsi dei test sul DNA
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/scienza/2013/05/20/Genetista-fidarsi-test_8735603.html
Anche se questo genetista dimostra maggiore  prudenza, dalle sue parole trapela quella che é la mentalità corrente:  si da troppa importanza al CARIOTIPO e si trascura il FENOTIPO.
Il cariotipo è il corredo genetico per come sono i cromosomi indipendentemente dall'individuo che  andranno a formare o che si é già formato. Il fenotipo é l'individuo già formato, risultato dell'interazione fra genetica e ambiente in cui si é  sviluppato e che ha pesanti ripercussioni anche sull'espressione genica  dello stesso DNA. Non si vuole capire che l'attivazione o disattivazione di certi geni dipende dalle caratteristiche dell'individuo completo, in larga misura indipendentemente dal puro e semplice genoma.

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DEFINIZIONE di GENE
Si parla moltissimo di genetica……ma ...Che COSA E' un GENE da un punto di vista rigorosamente scientifico e sperimentale, cioe' trascurando le pittoresche descrizioni dei mass media ??? Come fanno i biologi molecolari ad individuare sul segmento di DNA un certo tratto di catena come gene ? Quale metodo usano ? Come fanno i biologi a dire gia' da ora che il nostra genoma si compone complessivamente di “n” geni ? 
Un’esperto risponde: “Un gene e' un tratto di acido ribonucleico (o desossiribonucleico) che codifica per una proteina, cioe' per una catena polipeptidica. ora, fate conto di scoprire la sequenza di un certo tratto di DNA. bene, conoscendo il codice genetico, cioe', conoscendo la "chiave di lettura" e l'interpretazione che il macchinario di traduzione DNA->proteina (in realta', spesso, si tratta d più passaggi: DNA->RNA
(lo RNA e' solo una ipotesi dialettica)->PROTEINA) dara' a quella sequenza, saremo in grado di dire se quel certo tratto e' o meno un gene od un "pezzo" di gene se, in base al codice genetico, quel segmento codifica o meno per una proteina (o per un RNA ribosomiale o transfer)” .  By Stefano - News group. di Biologia - vedi: (lo RNA e' solo una ipotesi dialettica)

DNA e CROMOSOMI  
Il DNA (in Italiano ADN) e' un acido nucleico ed e' l’elemento indispensabile per tutte le forme viventi. i Cromosomi sono costituiti da DNA e sono strutture a bastoncello (forma: X ed Y) ancora poco note nella loro costituzione e racchiuse nel nucleo, nella parte più interna di ogni cellula ed e' composto morfologicamente da una “doppia” elica a spirale avvolta su se stessa. ma probabilmente all’origine della specie umana, questa “scala genetica” era più complessa, cioe' era, secondo la ns. ipostesi, l’insieme di 12 scale avvolte su se stesse. si e' in seguito “ridotta” solo a 2, da qui il termine di “doppia”, pare per mezzo di manipolazioni genetiche volute da una stirpe di esseri conoscitori della scienza genetica, che ci hanno messo centinaia di migliaia di anni or sono su questo pianeta, come prigione della Galassia.
La prova sta nel fatto che coloro che studiano il DNA hanno trovato degli “strani” frammenti di DNA all’interno della scala elicoidale, di cui non sanno spiegare l’origine.

Ecco la prova siamo gia' arrivati a scoprirne 4....fino a 12...
"Il Dna è anche a quadrupla elica"
Lo studio dell'italiana Giulia Biffi, ricercatrice a Cambridge, ha provato che in certi momenti il Dna può invece assumere una forma a 'quadrupla elica', una scoperta che apre una nuova serie di interrogativi per i genetisti a 60 anni dalla scoperta di Watson e Crick. Una delle prime applicazioni della scoperta della quadrupla elica potrebbe essere nella lotta ai tumori.
Sono passati ormai 60 anni dalla pubblicazione su Nature dell'articolo che descriveva per la prima volta la doppia elica del Dna, e sempre dalla stessa università arriva un'altra scoperta che dimostra come la visione degli scopritori James Watson e Francis Crick, anche se importantissima, era tutt'altro che completa, e anzi era solo la 'meta" della realtà. Lo studio dell'italiana Giulia Biffi pubblicato da Nature Chemistry ha provato che in certi momenti il Dna può invece assumere una forma a 'quadrupla elica', una scoperta che apre una nuova serie di interrogativi per i genetisti, il cui lavoro appare tutt'altro che finito.
Le strutture a quadrupla elica erano già state isolate in provetta, ma nessuno era mai riuscito a vederle nelle cellule umane. Per scovarle i ricercatori hanno costruito degli anticorpi sintetici fluorescenti in grado di legarsi alle quadruple eliche del genoma umano. Testandoli su cellule di tumori, dall'osteosarcoma al cancro della cervice, è emerso che le strutture a quadrupla sono più numerose negli istanti in cui il Dna si replica prima della divisione cellulare.
Questo, spiega Biffi, suggerisce già un primo utilizzo della scoperta. "A mio parere anche nelle cellule normali si formano queste strutture - sottolinea la ricercatrice, arrivata a Cambridge da Pavia per un dottorato - ma ovviamente le cellule tumorali replicano continuamente e quindi se i 'quadruplex' sono importanti durante la replicazione del Dna potrebbero avere effetti più rilevanti nelle cellule tumorali. Già in studi precedenti si è visto che si possono usare piccole molecole sintetizzate per 'traghettare' queste strutture, e questo ha un effetto anti-proliferativo sulla cellula".
Una delle prime applicazioni della scoperta della quadrupla elica potrebbe essere nella lotta ai tumori: "Dal mio studio sembra che questo 'G-quadruplex' sia una struttura transiente - spiega all'Ansa Giulia Biffi - che si forma in particolare durante la replicazione del Dna a mio parere anche nelle cellule normali si formano queste strutture, ma ovviamente le cellule tumorali replicano continuamente e quindi se queste strutture sono importanti durante la replicazione del Dna potrebbero avere effetti più rilevanti nelle cellule tumorali. Già in studi precedenti si è visto che si possono usare piccole molecole sintetizzate per 'traghettare' queste strutture, e questo ha un effetto anti-proliferativo sulla cellula". La ricercatrice è arrivata a Cambridge da Pavia: "Ho studiato a Pavia al collegio Ghislieri - racconta - che mi ha dato una borsa di due mesi per fare un internato in un laboratorio di chimica, quello dove sto facendo il dottorato ora. Mi è piaciuto tutto di Cambridge e ho deciso di ritornare".

La conferma dell'esistenza della quadrupla elica nel genoma umano costringerà i genetisti a un 'superlavoro', sottolinea Carlo Alberto Redi, biologo dell'università di Pavia, secondo il quale ora sarà più facile capire come si forma la vita. Nonostante la scoperta della doppia elica abbia 60 anni la nostra visione del Dna è ancora 'ingenua', e solo con scoperte come quella della 'quadrupla elica' si inizia a capire un po' di più come funzionano i 'mattoni della vita' riflette Redi. "Sempre più si va delineando il fatto che abbiamo una versione naif del genoma, in cui sequenziando il Dna si ottengono tutte le informazioni sugli organismi - spiega Redi - finalmente, grazie alle scienze 'omiche', dalla genomica alla metabolomica, stiamo capendo come mai una 'manciata' di geni, che abbiamo in comune con i lieviti, sia in grado di delineare tutte le forme viventi. Scoperte come questa sono fondamentali, perchè ci permettono di capire come funziona veramente la vita".

Strutture complesse come quella a quadrupla elica hanno una vera e propria funzione, sottolinea il biologo: "Sono state scoperte altre forme di 'impacchettamento' tridimensionale del Dna - spiega - quello che emerge è che c'è un controllo scalare sui 25mila geni: c'è la sequenza del Dna, poi ci sono le proteine che lo 'impacchettano', poi le diverse conformazioni tridimensionali. Ognuno di questi livelli esprime un controllo sui geni e ha una sua funzione che dobbiamo scoprire". Dopo 60 anni il lavoro dei genetisti è tutt'altro che a buon punto, conclude Redi: "E' un momento eccitante, perché queste conformazioni potrebbero essere coinvolte nelle caratteristiche più importanti della cellula, dalla sua attività alla staminalità alla formazione di neoplasie. La struttura a quadrupla elica di sicuro appare, svolge la sua funzione e poi scompare in pochi secondi, e ad esempio questa caratteristica potrebbe essere sfruttata per i computer a Dna, ma siamo ovviamente nel campo delle ipotesi finché non ne sapremo di più sulle funzioni di queste strutture".
Tratto da: ilfattoquotidiano.it

I Cromosomi hanno anche la caratteristica di risuonare come una "bobina" di filo avvolto ed immerso nel campo elettromagnetico corporeo che a sua volta e' immerso in quello Universale (NdR: l'Etere), essi i cromosomi risuonano alle varie frequenze (anche armoniche) dei Campi ElettroMagnetici presenti (endo corporali ed extra corporali) che sono parte integrante di ogni, , molecola, cellula (altro DNA), tessuto, nei quali essi sono presenti.
Ricordiamo che il tutto avviene in immersione nei liquidi intra cellulari (acqua del corpo), che sono di fatto il terreno, la matrice liquida, che veicola, ricorda (memorizza), trasmette e riceve attraverso i liquidi, le informazioni da e per le varie molecole, cellule, tessuti, ecc.
vedi piu' sopra: (CEM)

Il tipo di scala (bipolare) del filamento di DNA avvolto in modo tale da formare i Cromosomi, risuona ai vari CEM ed alle sue frequenze anche armoniche presenti, ed a livello dei geni che compongono il cromosoma stesso.
L’avere più “scale” avvolte permetterebbe, per esempio di far risuonare le cellule dei corpi umani su molte più frequenze del Campo Psico Elettro Magnetico Universale (CEIU) dell’UniVerso ed ottenere molti più gradi di liberta' e quindi di conoscenza. che sia quasi sicuramente così, lo possiamo intuire per il fatto che abbiamo un cervello così ben strutturato da poter gestire un’immensita' ben maggiore di informazioni, di quante non ci necessitino per ora, quindi e' evidente che vi era alla base/origine, un diverso utilizzo del cervello, che si e' alterato od e' stato modificato ad un certo periodo della storia umana.
E’ notorio che utilizziamo al massimo il 10 % del cervello per la nostra vita, e l’altro 90 % a cosa serve ???
Con più eliche nel DNA, potremmo per esempio “rifarci” un arto amputato, potremmo avere vista telescopica od a raggi X, udire più frequenze, allungarsi o rimpicciolirsi a volonta', saremmo di fatto degli esseri umani con enormi possibilita', anche quella di volare con le nostre ali, auto generate sul retro delle spalle, ecc.
Tutte le “istruzioni necessarie” per la “costruzione guidata ed organizzata di ogni organismo vivente”, sono “scritte” sulla molecola del DNA, come su di un nastro magnetico sotto forma di codice bio molecolare binario ultra microscopico.

Perché le
cellule muoiono, non solo perché si intossicano oltre modo, ma per il fatto che esse sono regolate anche dall’informazione contenuta negli atomi che compongono i geni del DNA dei Mitocondri. i geni sono attivati ad agire per la morte cellulare definitiva, per il fatto che l’inquinamento endo cellulare supera i limiti programmati dal DNA e non puo' neanche superare il “tempo” programmato.
La morte di una
cellule non e' un evento misterioso, il segreto della sua fine e' nascosto anche nei Mitocondri. questi sono le centrali energetiche delle cellule e che, quando si disgregano nella apoptosi cellulare, producono virus autologhi, cioe' scorie proteiche complesse a DNA, che dovrebbero essere eliminate dall'organismo, dagli organi emuntori - ma cio' avviene solo negli organismi sani, negli altri, si accumulano nel corpo e possono in certi casi, essere concausa di malattie !.
Negli USA all’Universita' di Pittsbourgh dei ricercatori hanno potuto vedere in laboratorio la morte cellulare e capire da dove proviene.
La ricerca ha dimostrato per la prima volta che i mitocondri sono i veri esecutori delle morti cellulari e che contrariamente a quanto si riteneva fino ad ora una cellula riesce a sopravvivere anche quando i mitocondri smettono di funzionare per brevi periodi. i ricercatori hanno messo a confronto due gruppi di cellule di roditori, quelle con i mitocondri disattivati sono sopravissute, le altre sono morte.
La morte od apoptosi cellulare produce, per la distruzione-smembramento dei mitocondri e del nucleo, dei virus autoctoni, che possono rimanere per tutta la vita in quell'organismo, oppure essere immessi nell'ambiente circostante; cio' avviene anche per tutti gli esseri Viventi.


La formazione di detriti cellulari chiamati impropriamente, dalla medicina ufficiale "virus".
C’è da osservare che ogni moria cellulare intensificata ed anticipata, dovuta a condizioni patologiche, a digestioni difficili, a shock emotivi, provoca (al pari delle morie cellulari normali e fisiologiche) abbondanti ondate di detriti cellulari innocenti (apoptosi cellulare), che la medicina ufficiale continua a chiamare virus ed a catalogare falsamente come microrganismi vivi e cause di epidemie di epatiti virali e/o di malattie. Nulla di piu' falso.
Per l’igienismo e la medicina naturale, questi detriti sono "polvere umana" innocente e priva di vita, destinata in parte ad essere riciclata ed in parte ad essere fagocitata ed espulsa.
Per l’igienismo i cosiddetti virus, che si trovano abbondanti in certe epatiti chiamate impropriamente virali, non sono causa ma conseguenza di una pesante tossicità accumulata nei tessuti del fegato, ed a monte, causata dai cibi sbagliati e da costipazione cronica, che ha impedito il riciclaggio e l’espulsione dei detriti stessi, anche per la malfunzione del fegato stesso, perche' abbondantemente intossicato.


Anche gli antichi conoscevano il codice genetico che chiamavano con un'altro nome:
Il nome sacro di Dio Y-A-OU-E’ degli antichi sacerdoti/medici)
- Con sole 4 “lettere” la Natura, per mezzo degli Aelohim/Elettroni contenuti negli Atomi dei Geni, scrive nel DNA le informazioni genetiche fisiche e spirituali della specie, della razza e dei singoli individui ed esseri Viventi (vegetali, animali, umani).
vedi:  
Cellule Staminali   Stress Ossidativo  + Danni da Vaccino

Una bio-membrana misura il danno al DNA (anche il Danno Vaccinale)
Ricercatori dell'University of Connecticut hanno scoperto un metodo rapido per individuare il DNA difettoso in vitro.
La tecnica e' basata sulla caratteristica del DNA danneggiato chimicamente, a subire una ossidazione  (
Stress Ossidativo) elettrochimica piu' velocemente di quella della doppia elica di DNA.
Elettrodi coperti con uno strato ultrasottile (20-40nm) di DNA possono segnalare danni alla doppia elica del DNA causati dalla sua esposizione all'ossido di styrene (un metabolita genotossico dello styrene derivato dal suo contatto con il citocroma P450 o con la mioglobina).
Il sistema mimica le reazioni tossiche provocate nel fegato e offre un veloce metodo diagnostico per controllare la geno-tossicita' di nuovi composti.
Le pellicole sono create alternando strati di DNA ed enzimi e misurando la corrente generata quando il DNA danneggiato reagisce con gli ioni. La diagnosi e' fatta nel giro di pochi minuti.
Nature Biotechnology, 21 Marzo 2003 -
vedi:
http://cat.inist.fr/?aModele=afficheN&cpsidt=14523525 + PDF J. Am Chem - Liping Zou

Che il DNA venga alterato dall'ammalamento (malattia), e' dimostrato anche in questo studio/ricerca:
Il segno delle epidemie nel sistema immunitario di Europei e Rom - 05/02/2014
Grazie a questi risultati la ricerca fornisce una prospettiva unica sugli effetti dell'evoluzione sul sistema immunitario sotto pressione dalle infezioni.
La popolazione europea e quella Rom - tra le quali non c'è stato un significativo mescolamento genetico - condividono però un gruppo di geni del sistema immunitario, assenti in altre etnie, che si sono evoluti in seguito all'esposizione alle stesse grandi epidemie, in particolare alla Peste Nera
I geni del sistema immunitario di europei e Rom mostrano segni di un'evoluzione convergente dovuta alla pressione selettiva esercitata dalle grandi epidemie del Medioevo, e in particolare dalla Peste Nera.

A scoprirlo è un gruppo di ricercatori dell'Universitat Pompeu Fabra a Barcellona, della Radboud University a Nijmegen, dell'Università “Iuliu Hatieganu” a Cluj-Napoca, in Romania, e del Dayanand Medical College and Hospital a Ludhiana, in India, che firmano
un articolo sui “Proceedings of he National Academy of Science”.
L'evoluzione dei geni del sistema immunitario sotto la pressione selettiva delle malattie infettive è un fatto ben noto, ma finora pochi studi hanno analizzato i meccanismi di questo processo a livello di modificazione del genoma.

Hafid Laayouni e colleghi hanno potuto sfruttare la rara condizione demografica di due popolazioni con un'ascendenza genetica diversa, europea e Rom, ma che hanno vissuto nella stessa area geografica senza un significativo mescolamento, e sono stati esposti a rischi ambientali simili, comprese le infezioni.
Studi linguistici e genetici hanno infatti mostrato che la popolazione rom è originaria delle regioni settentrionali dell'India, paese che ha lasciato fra il V e il X secolo, per stabilirsi in Europa nel XI secolo, soprattutto nell'area dell'attuale Romania.
La popolazione rom ha condiviso per secoli lo stesso ambiente della popolazione europea rumena, ma geneticamente è più affine a un'etnia che ancora vive in India, dalla quale si è separata per migrare verso l'Europa, in più ondate, fra il X e il XII secolo.
I ricercatori hanno effettuato un confronto incrociato fra i geni immunitari della popolazione rumena, di quella Rom stabilitasi in Europa e dell'etnia indiana da cui discendono i Rom (poiché la storia delle grandi epidemie in Europa e in India è differente).
Per un complesso di ragioni non perfettamente chiarito – la quasi assenza nell'ambiente indiano di pulci della specie Xenopsylla cheopis, che vi si sarebbe diffusa solo dal XVII secolo, le barriere geografiche e le difficoltà di spostamento su distanze quali quella che separano l'Europa dall'India - la peste risparmiò il subcontinente indiano, dove si diffuse in misura limitata e con una mortalità non superiore al 5 per cento.
Analizzando il genoma di soggetti dei tre gruppi etnici per saggiare ben 196.524 varianti genetiche (polimorfismi a singolo nucleotide, o SNP), i ricercatori hanno identificato sul cromosoma 4 un cluster di geni che codifica per recettori immunitari, e che è presente nelle popolazione rumena e in quella rom, ma non in quella dell'India settentrionale.
Tratto da: lescienze.it


Promemoria: esiste un semplice Test di Semeiotica Biofisica Quantistica, che si puo' effettuare in qualsiasi luogo che in 1 Minuto di orologio permette di diagnosticare qualsiasi tipo di sintomo (malattia), fin nella micro circolazione.

Un esempio di FALSA interpretazione di dati di laboratorio:
Robert Gallo e Luc Montagnier videro, nelle loro colture cellulari (in esperimenti relativi a malati di AIDS) dei fenomeni dovuti all'eccessiva ossidazione e li scambiarono per un retrovirus, l'HIV.
Le cellule ossidate possiedono un livello di glutatione ridotto (in termini di reazioni redox) molto basso, e come conseguenza viene inibita la produzione del monossido di azoto citotossico e molte cellule T muoiono.
Nella teoria ufficiale HIV/AIDS la morte delle cellule T veniva imputata erroneamente al retrovirus HIV.
E' noto, dall'inizio degli anni novanta, che allo stress ossidativo non contribuiscono solo i radicali liberi dell'ossigeno (che devono essere ridotti tramite il Glutatione), ma anche i radicali di azoto (che si formano dal gas di azoto). La presenza di radicali di ossigeno, di azoto e di altri ossidanti in genere, evidentemente, influisce sulla catena di respirazione della cellula.
Quando si verifica uno spostamento eccessivo verso le cellule di tipo 2, non sono coinvolti solamente gli anticorpi ma anche delle sostanze messaggero, molto importanti per la comunicazione, che sono le citochine.
Oggi si sa che questa dicotomia (cioè questi due tipi di cellule immunitarie T) non vale solamente per le cellule immunitarie; infatti sono solamente un caso specifico. Ai due tipi di cellule CD4 corrispondono anche due configurazioni diverse di queste proteine messaggero addette alla comunicazione: le citochine.
Infine, si può considerare
un mito la capacità del sistema immunitario di distinguere ciò che è proprio (autologo), da ciò che è estraneo (esterno=eterologo (E). 


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Chi vive bene protegge i cromosomi del proprio DNA - vedi anche: DNA ANTENNA
Lo stile di vita sano allunga i telomeri, le estremità dei cromosomi che controllano l’invecchiamento. Ecco, in sintesi, le conclusioni di un piccolo studio pilota pubblicato su The Lancet Oncology.
Dice Dean Michael Ornish, professore di medicina all’Università della California a San Francisco e primo autore dell’articolo:
«I telomeri, formati da Dna e proteine, influenzano l’invecchiamento delle cellule proteggendo le estremità dei cromosomi, un po’ come le punte ai lacci delle scarpe ne impediscono lo sfilacciamento. Come i telomeri si accorciano e la loro integrità strutturale si indebolisce, le cellule invecchiano e muoiono».
Dunque la lunghezza dei telomeri è un'indicazione di età biologica: più brevi sono più aumenta il rischio di morte e di malattie età-correlate, tra cui il cancro al seno, alla prostata, al colon e i tumori polmonari, ma anche le malattie cardiovascolari, la demenza, l’osteoporosi, il diabete.
Partendo da questi presupposti Ornish e colleghi hanno messo a confronto due piccoli gruppi di uomini con diagnosi di cancro alla prostata a basso rischio.
Ai 10 soggetti del gruppo di studio è stato chiesto di modificare il proprio stile di vita, mentre i 25 individui del gruppo di controllo hanno proseguito i loro normali comportamenti. «I cambiamenti dello stile di vita includevano una dieta a base vegetale, un moderato esercizio fisico, tecniche di gestione dello stress come la meditazione e lo yoga, e un maggiore sostegno sociale» spiega l’internista, sottolineando che nessuno studio ha mai dimostrato un effetto benefico dello stile di vita sui telomeri. E la lunghezza delle estremità dei cromosomi è proprio quella che i ricercatori hanno misurato, all'inizio dello studio e dopo 5 anni.
Morale: alla fine del quinquennio di follow-up nel gruppo che ha cambiato il proprio stile di vita la lunghezza dei telomeri è cresciuta del 10%, mentre nel gruppo di controllo è diminuita del 3%.
Un altro dato interessante è l’effetto dose-risposta: più lo stile di vita cambia, più i telomeri si allungano. «I risultati vanno al di là del cancro della prostata. Se confermati da studi controllati su larga scala, cambiando lo stile di vita si può ridurre il rischio di malattia e morte prematura. I geni racchiusi nei nostri telomeri sono una predisposizione, non necessariamente il nostro destino» conclude Ornish.
The Lancet Oncology, Early Online Publication, 17 September 2013

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Aberrazioni cromosomiche del DNA
Le più importanti aberrazioni cromosomiche sono la traslocazione del DNA, la delezione del DNA, e l’inversione del DNA.
Per Traslocazione del DNA si intende: “una rottura in almeno due cromosomi, con scambio di materiale genetico. In una traslocazione reciproca fra 2 catene di DNA non c’è una evidente perdita di materiale cromosomico. Le alterazioni sono indicate con la lettera “t”. I cromosomi coinvolti sono annotati nel primo set di parentesi (per convenzione il cromosoma con il numero più basso è indicato per primo).
Per Inversione del DNA si intende: è il risultato di una doppia rottura nello stesso cromosoma con rotazione del segmento interposto.
Per Delezione del DNA si intende: perdita di un segmento di cromosoma come risultato di una singola rottura (delezione terminale), o di due rotture con perdita del frammento interposto (delezione interstiziale).
Le analisi citogenetiche sono effettuabili solo su campioni cellulari vivi. Per questo è estremamente importante che il campione sia trasportato al laboratorio di analisi nel più breve tempo possibile.

Lo studio citogenetico serve a verificare che  non vi siano alterazioni del numero e/o della struttura dei cromosomi che possono essere corresponsabili di malattie caratterizzate da ritardo mentale (es: Autismo, Sindrome di Down), infertilità/sterilità, abortività precoce ripetuta, ritardo psicomotorio e del linguaggio, della crescita e dello sviluppo. Cosi come molte altre malattie. possono essere conseguenza di un errore cromosomico in uno dei genitori, in genere la madre.
Questi sono i meccanismi indotti dai Vaccini ! grazie a Big Pharma + Big Pharma 2....
vedi: Meccanismo delle Mutazioni  cromosomiche  + Meccanismi delle Mutazioni al DNA cellulare  (del mitocondrio) nelle cellule.

Marzo 2010 - USA - Una recente ricerca effettuata dal dott. Nikolas Papadopoulos, genetista del Johns Hopkins University sui mitocondri, ha scoperto che essi variano il loro DNA a seconda del tessuto nel quale si trovano le cellule che li contengono.
Questo significa che i mitocondri hanno la caratteristica di farsi "imprimere" nel loro "file"=DNA, le informazioni che arrivano dall'ambiente, il citoplasma, e/o da altre "info" derivanti, per esempio da proteine complesse virali (virus, anche vaccinali), e/o dal tipo di specializzazione e di funzione delle altre cellule del tessuto, cioe' dall'insieme al quale appartengono le cellule, quindi i mitocondri in esse contenuti si uniformano, modificando e registrando nel proprio DNA anche le funzioni dell'insieme, il tessuto biologico.

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DNA e sistema HLA -
 Il sistema HLA nell’uomo
Nel 1958 Dausset descrisse il primo gruppo leucocitario umano, l’antigene Mac. Numerosi altri antigeni, descritti negli anni successivi, hanno rivelato la complessità del sistema di istocompatibilità umano, denominato HLA da Human Leukocyte Antigen.
Numerose riunioni internazionali di lavoro, dette workshops, hanno permesso l’individuazione di circa 100 antigeni differenti.
Il sistema HLA è l’equivalente del sistema H-2 del topo al quale somiglia nella sua organizzazione. Le due prime sottoregioni individuate, HLA-A e HLA-B, contengono i loci maggiori codificanti per gli antigeni di classe I.
La regione codificante per gli antigeni di classe II, denominata HLA-D, è situata alla sinistra della regione HLA-B (più vicina al centromero) ed è suddivisa in 3 sottoregioni HLA-DP, DQ e DR.

8.2.a. Antigeni HLA di classe I - Genetica e sierologia
I loci HLA-A e HLA-B comprendono rispettivamente almeno 28 e 47 alleli. Esiste un terzo locus di classe I, HLA-C (meno importante dei loci A e B) localizzato fra HLA-A e HLA-B, con otto alleli, vicino all’HLA-B. Ciascuna molecola presenta numerosi determinanti antigenici [1] sia pubblici che privati. Alcuni determinanti pubblici sono portati dall’insieme delle molecole HLA; altri sono specifici delle molecole codificate in una sottoregione di classe I. I determinanti privati sono caratteristici del prodotto di un allele in un locus. Gli esperimenti di capping simultaneo indicano che le specificità private e pubbliche sono ben associate su una sola molecola. I determinanti pubblici spiegano alcune delle reazioni crociate osservate fra antigeni HLA, essendo le altre dovute ad una semplice somiglianza strutturale.
Il complesso HLA è situato sul braccio corto del cromosoma 6, su un segmento sufficientemente breve perché tutti i geni HLA portati da un cromosoma siano generalmente trasmessi in blocco dai genitori ai figli. Ogni genitore trasmette una serie di geni, il cosiddetto aplotipo.

Gli alleli dei due aplotipi di un individuo sono espressi come tratti codominanti, cioè sono tutti espressi negli eterozigoti. Tutti gli antigeni HLA non sono ancora conosciuti. Le ricombinazioni fra i due principali loci sono rare (dell’ordine dello 0,5%, come accade nel topo).
Essendo il numero degli alleli in ciascun locus HLA elevato, gli aplotipi di classe I possibili raggiungono un numero considerevole (superiore a 1.700) e corrispondono a un numero di genotipi (associazione di due aplotipi) vicino a 106.
Differenze importanti possono sussistere nella frequenza dei differenti alleli fra una popolazione e l’altra. Ad esempio, gli alleli HLA-A1 e HLA-B8 sono particolarmente frequenti nei Caucasoidi (che comprendono gli Europei), mentre il B21 è osservato soprattutto nei Mediterranei, le cellule Aw36, Aw43 e Bw42 nei Negroidi e gli alleli Aw33 e Aw34 in Indonesia. Si immagini l’interesse di questi studi per le valutazioni retrospettive delle migrazioni geografiche delle popolazioni. Le differenze razziali possono essere legate ad un vantaggio selettivo di alcuni alleli o ad un’omogeneità particolare delle popolazioni considerate.
Gli antigeni HLA-C sono i meno immunogenici è ciò spiega perché si attribuisce loro minore importanza nella tipizzazione tissutale.

Struttura
Le molecole antigeniche di classe I sono costituite da due catene polipeptidiche: una catena leggera identica per tutte le molecole, la b2-microglobulina (b2m), e una catena pesante che è responsabile della variabilità. La b2m è una proteina di membrana di 12 kDa codificata da un gene situato sul cromosoma 15. Essa assicura il mantenimento della conformazione della catena pesante alla quale è legata in maniera non covalente. La sua sequenza aminoacidica presenta un’omologia marcata con il dominio [2] CH3 delle IgG e in minor grado con la regione costante delle catene leggere delle Ig e alcuni dominî degli antigeni di istocompatibilità di classe I e II. La b2m non è polimorfa.
La catena pesante è composta da tre segmenti: un segmento idrofilo extracellulare (residui 1-283), un segmento idrofobo transmembrana (284-307) e un segmento idrofilo intracellulare (308-312). Il segmento extracellulare a sua volta si suddivide in tre dominî
a1, a2 e a3 sulla base di omologie esistenti fra i tre dominî, la b2m e i dominî costanti delle Ig. I due primi dominî sono nettamente più polimorfi del terzo. La molecola HLA-A2 è stata recentemente cristallizzata, cosa che ha permesso di proporne un modello di organizzazione spaziale.
Gli studi di biochimica e di capping hanno mostrato che le tre sottoregioni HLA codificano per tre molecole distinte, HLA-A, B e C, e che ciascuna molecola può portare almeno 3 o 4 epìtopi distinti.

Geni
I geni di classe I presentano 8 esoni. L’esone 1 codifica per il peptide segnale che regola il trasporto intracellulare. Gli esoni 2, 3 e 4 codificano per i dominî extracellulari a1, a2 e a3, l’esone 5 per il segmento transmembrana e gli esoni 6, 7 e 8 per il segmento intracitoplasmatico. Più di 10 loci di classe I sono stati individuati nella regione HLA ma non tutti i geni sono espressi (pseudogèni). È da notare che l’antigene CD1, equivalente probabile dell’antigene murino TL, potrebbe rappresentare un altro gene di classe I.

8.2.b. Antigeni HLA di classe II
La regione HLA-D è stata inizialmente definita attraverso lo studio degli alloantigeni stimolanti la reazione linfocitaria mista [3].
Il modello iniziale utilizzava cellule omozigoti come riferimento, consentendo la definizione di una decina di gruppi denominati Dw. L’aver evidenziato la presenza selettiva degli antigeni di classe II sui linfociti B permette di identificare questi gruppi con più precisione facendo ricorso a tecniche di linfocitotossicità su cellule B purificate. Si sa ormai che la realtà è più complessa: la regione D contiene tre loci DP, DQ, DR codificanti ognuno per antigeni distinti.

Genetica e sierologia
- La serie HLA-DR è stata la prima ad essere descritta. Circa 45 alleli DR sono attualmente definiti. Fra essi solo una quindicina è accessibile alla tipizzazione sierologica (DR1-DR15). L’apporto di tecniche di biologia molecolare è stato fondamentale per l’evidenziazione e la caratterizzazione dei nuovi alleli.
- La serie HLA-DQ è composta da 8 alleli sul locus DQA e da circa 13 sul locus DQB. Una minoranza fra essi è riconosciuta sierologicamente. Gli antigeni DQ non sono sempre espressi su alcune cellule DR+, soprattutto su alcuni monociti.
- La serie HLA-DP è stata riconosciuta inizialmente mediante studi di reazione linfocitaria mista secondaria fra soggetti identici per HLA-A, B, C, DR e DQ (i linfociti di soggetti presensibilizzati contro un alloantigene DP danno luogo a una reazione secondaria intensa e rapida allorquando si presenta loro lo stesso antigene). Questa serie, inizialmente chiamata SB, è codificata da un locus situato al di fuori delle regioni HLA-DR e DQ. Attualmente si contano una ventina di alleli DP accessibili alla tipizzazione genomica mediante la biologia molecolare.

Struttura
Gli antigeni di classe II sono delle glicoproteine transmembrana costituite da una catena pesante a di 33 -35 kDa e da una catena leggera b di 27-30 kDa.
Le catene DQ
a e b (l’equivalente Aa e Ab degli antigeni I-A del topo) e DRb (l’equivalente di Eb del topo) sono molto polimorfe secondo gli aplotipi, mentre DRa (l’equivalente di Ea) è monomorfa. È da notare, tuttavia, che gli studi biochimici su gel bidimensionali, confermati dalla sequenza genomica, hanno mostrato che alcuni individui non esprimono che un solo gene DRb mentre altri ne esprimono 2 e più raramente 3. È anche da notare che nel citoplasma le catene a o b in corso di maturazione sono associate a un terzo polipeptide non polimorfo, chiamato catena g o invariante, proteina basica il cui gene non è localizzato nell’MHC.
Ciascun polipeptide è composto da tre dominî globulari extracellulari di circa 90 aminoacidi, un breve segmento transmembrana idrofobo di 22-27 residui, e da un dominio intracitoplasmatico di lunghezza variabile che inizia con uno o più residui basici. La catena pesante presenta due residui glucidici.
Lo studio delle sequenze rivela una forte omologia fra le catene
a e b. I secondi domini (a2 e b2) presentano inoltre un’omologia con i domini costanti delle Ig.

Geni
I geni DRa possiedono 5 esoni mentre i geni Aa ed Eb del sistema H-2 del topo ne hanno 6. Il polimorfismo è essenzialmente localizzato a livello del 2° esone che codifica per il 1° dominio esterno del polipeptide. Sedici locus di classe II sono stati individuati, ma non sono tutti espressi.

Sottoregione DR
Il gene DRA, monomorfo, codifica una catena a che si associa alla catena b1 codificata dal gene B1 polimorfo (35 alleli) per formare un dimero ab1. Il gene DRB2 è uno pseudogène, il gene DRB3 è espresso solo nei soggetti DR3, 5, 6 o 8.
Il dimero
ab3 corrisponde alla specificità supertipica DRw52 (4 alleli). Analogamente il gene DRB4 è espresso solo nei soggetti DR4, 7 o 9 (specificità supertipica DRw53). Infine, il gene DRB5 (4 alleli) è espresso solo nei soggetti DR2.

Sottoregioni DQ e DP
Esse comprendono ciascuna 2 geni a e 2 geni b, essendo funzionale una sola coppia. Bisogna aggiungere a questi geni un gene DNa e un gene DOb i cui prodotti sono ancora sconosciuti.

8.2.c. Regione HLA
È stato dimostrato che il complesso dei loci HLA A, B, C, DP, DR e DQ è situato sul braccio corto del cromosoma 6.
La maggioranza dei dati concernenti i geni di classe I e II è tratta dallo studio sierologico o genomico di famiglie. Informazioni interessanti sono state ottenute anche da studi dimostranti l’associazione di alcuni fattori del sistema complementare [4], talvolta chiamati antigeni di classe III, con antigeni HLA. I polimorfismi del fattore B (Bf), C2 e C4 sono legati a quelli degli antigeni HLA (si situano attualmente i locus C2 e C4 a destra del locus HLA-DR). Il clonaggio di determinati segmenti della regione HLA ha permesso di mettere in evidenza due geni codificanti per le 21-idrossilasi nei pressi del locus C4, geni codificanti per il TNFa, e altri geni la cui funzione non è ancora conosciuta. È anche da segnalare la presenza nella regione HLA del gene HFE codificante per l’emocromatosi.
Altri markers, senza legame apparente con il sistema immunitario, si sono rivelati preziosi per la loro vicinanza alla regione HLA.
È il caso della gliossilasi eritrocitaria (Glo) e del terzo enzima della fosfoglucomutasi (PGM3). La frequenza di ricombinazioni fra ciascun locus HLA ha permesso di calcolare la distanza fra i geni.

8.2.d. Antigeni minori di istocompatibilità
L’intervento di antigeni non HLA nel rigetto dei trapianti è stato dimostrato con l’osservazione di crisi di rigetto nei riceventi di un allotrapianto di rene proveniente da un fratello o una sorella HLA identico (a volte per i loci di classe I o II) e di reazione di trapianto contro ospite dopo trapianto di midollo tra fratelli o sorelle HLA identici. Gli antigeni minori di istocompatibilità in causa sono ancora poco conosciuti. L’antigene eritrocitario Lewis e gli antigeni maschili, codificati dal cromosoma Y, potrebbero, fra gli altri, avere un ruolo significativo.


Vol. 2° - 
XIX.8.3. - Funzioni degli antigeni di istocompatibilità

Le funzioni degli antigeni di istocompatibilità sono multiple e complesse.

È opportuno insistere sulle loro due funzioni principali che rappresentano l’induzione del rigetto degli allotrapianti e la presentazione degli antigeni alle cellule T, la cui attivazione necessita del riconoscimento simultaneo sulla superficie di cellule viventi di questi antigeni e degli antigeni di istocompatibilità (classe I per la popolazione CD8+, classe II per la popolazione CD4+).

Si suppone che le altre funzioni degli antigeni di istocompatibilità derivano in qualche modo da queste due funzioni principali.
Tratto dal Vol. 2° -  XIX.8.2. : summagallicana.it

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MITOCONDRI
SCOPERTA CAUSA GENETICA DI UNA GRAVE SINDROME CHE COLPISCE I MITOCONDRI.
E' stato identificato un nuovo gene che, se alterato, causa una gravissima malattia genetica neurologica, la sindrome da deplezione del DNA mitocondriale (MDDS), spesso letale nel primo anno di vita per le complicanze neurologiche e l'insufficienza epatica. La MDDS è causata da anomalie dei mitocondri e colpisce diversi tessuti tra cui muscolo, cervello e fegato.
Ad effettuare la scoperta, pubblicata su una delle più importanti riviste scientifiche del mondo, Nature Genetics, è stata la Dott.ssa Antonella Spinazzola dell'equipe del Dott. Massimo Zeviani.
Il gene, chiamato MpV17, contribuisce al mantenimento dell'integrità dei mitocondri che forniscono l'energia necessaria allo svolgimento di tutte le funzioni vitali. Difetti di questo gene causano una riduzione nella produzione di energia disponibile con gravi conseguenze sul funzionamento dei tessuti.
Inizialmente le ricerche, condotte in collaborazione con il gruppo del Dr. Paolo Gasparini, dell'Università di Trieste, su alcune famiglie italiane colpite dalla malattia hanno permesso di localizzare sul cromosoma 2 il gene MPV17 e poi di identificare nei pazienti le alterazioni del gene responsabili della malattia.
Il prossimo passo sarà chiarire in che modo le alterazioni del gene MPV17 causano i sintomi della malattia e prevederne l'evoluzione.
Non esiste ancora una cura per le malattie mitocondriali. Le attuali terapie hanno due scopi principali alleviare i sintomi, rallentare la progressione della malattia
L’efficacia della terapia varia da paziente a paziente, dipende dal deficit enzimatico e dalla gravità dei sintomi.
Generalmente i pazienti con un quadro clinico più lieve rispondono meglio alla terapia rispetto ai pazienti con un quadro clinico più grave.
In alcuni pazienti, il trattamento deve essere personalizzato per essere efficace, vi sono inoltre pazienti che non traggono benefici da nessuna terapia.
Nessuna terapia può migliorare danni irreversibili già presenti nel paziente (es. danni cerebrali)

Commento NdR: non vogliono dire che le principali cause di questi danni (mutazioni genetiche) sono i Vaccini inoculati da decenni nella popolazione mondiale ed ecco alcuni dei risultati ! .....alcuni degli altri... vedi: Danni dei Vaccini

La "navetta" che fa funzionare i mitocondri – 07/08/2010
Chiarito il meccanismo con cui all'interno dei mitocondri vengono trasportati alcuni piccoli RNA (lo RNA e' solo una ipotesi dialettica), citoplasmatici necessari al buon funzionamento della "centrale energetica" della cellula.
I mitocondri, com'è noto, possiedono un proprio genoma, indipendente da quello nucleare, la sua espressione non è però autonoma e richiede il supporto di alcuni elementi del “macchinario” cellulare. In particolare richiede che vengano trasportati all'interno dei mitocondri alcuni piccoli RNA citoplasmatici (lo RNA e' solo una ipotesi dialettica).
Finora tuttavia non erano ancora chiari i meccanismi sottostanti all'ingresso di questi RNA nella centrale energetica della cellula.
Ora, un gruppo di ricercatori dell'Università della California a Los Angeles ha chiarito come ciò avviene e lo descrive in un articolo pubblicato sulla rivista Cell.
In particolare, i ricercatori hanno definito il ruolo di una proteina, detta polinucleotide fosforilasi (PNPasi) (A) nella regolazione dell'ingresso di RNA citoplasmatico nei mitocondri (lo RNA e' solo una ipotesi dialettica).
La riduzione dell'espressione di PNPasi limita la possibilità di produzione degli RNA mitocondriali, cosa che a sua volta inibisce la traduzione delle proteine necessarie a mantenere la catena di trasporto degli elettroni che permette la produzione di energia sotto forma di ATP.
Bassi livelli di PNPasi portano così all'accumulo di RNA mitocondriali immaturi, con una conseguente compromissione della produzione di energia.
"La scoperta ci dice che PNPasi modula la produzione di energia attraverso la regolazione dell'importazione di RNA citoplasmatico”, ha detto Michael Teitell, uno dei coordinatori della ricerca. "Lo studio getta luce sul modo in cui funziona la cellula a un livello davvero fondamentale e indica una possibile via per controllare la produzione di energia mitocondriale, con un possibile impatto sulla crescita delle cellule, incluse quelle di alcuni tipi di cancro." (gg)
Tratto da: lescienze.espresso.repubblica.it

Commento NdR: la proteina (enzima), detta polinucleotide fosforilasi (PNPasi) e' inibita (e non solo questa proteina) dalle malfunzioni cellulari indotte dai vaccini...con tutte le conseguenze del caso, evidenziate anche in questo studio.

(A)
Gruppo di enzimi contenuti nei batteri, nei lieviti, nei vegetali superiori e in alcuni tessuti animali. Intervengono nelle biosintesi degli acidi nucleici, determinando la degradazione dei polinucleotidi per fosforolisi, e liberando nucleotidi difosfati.
In particolari condizioni sperimentali, molto lontane da quelle intracellulari, le polinucleotidi-fosforilasi catalizzano la formazione di polinucleotidi a partire da nucleotidi difosfati.

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Controllo dei geni - Un tasto di "pausa" per i geni
"L'espressione genica è dotata di un secondo, inaspettato livello di controllo che funziona come una sorta di funzione di "pausa".
Nei mammiferi esiste un secondo livello di controllo dell'espressione genica, finora insospettato, che funziona come una sorta di tasto di pausa. A scoprirlo è stato un gruppo di ricercatori del Whitehead Institute e del Massachusetts Institute of Technology diretti da Richard Young, che danno un resoconto del loro studio in un articolo pubblicato su Cell.
Da decenni si sa che la trascrizione è controllata dal reclutamento di fattori che si legano al DNA e agiscono come una sorta di velcro molecolare per le polimerasi che copiano il DNA in mRNA".

Per svolgere il suo compito la polimerasi sottrae una piccola “etichetta” - o cappuccio - alle molecole di RNA dell’ospite (lo RNA e' solo una ipotesi dialettica), attaccandola alle proprie.  Il cappuccio è un breve tratto di RNA che deve essere presente all’inizio di tutte le molecole di RNA messaggero (mRNA) per dirigere il macchinario di sintesi proteica al punto iniziale.
vedi: (lo RNA e' solo una ipotesi dialettica),
La polimerasi virale si lega alla cellula ospite tramite il suo cappuccio, lo taglia via e lo aggiunge all’inizio del proprio mRNA, secondo un processo noto come "cap snatching”.
Finora però non si era riusciti a chiarire esattamente in che modo la polimerasi riesca a portare a termine questo processo e quali delle tre subunità dell’enzima siano coinvolte. I ricercatori dello European Molecular Biology Laboratory (EMBL) e della Unit of Virus Host-Cell Interaction (UVHCI) frutto della collaborazione tra l’EMBL, l’Università Joseph Fourier (UJF) e del Centre National pour la Recherche Scientifique (CNRS) di Grenoble, in Francia, Rob Ruigrok e colleghi dell’UVHCI, hanno ora scoperto che la parte della subunità chiamata PA è responsabile del taglio del cappuccio dell’mRNA dell’ospite.
vedi: NATURE 2009 Dias.pdf
Links: http://www.nature.com/nature/journal/v458/n7240/full/nature07745.html
http://www.lightsources.org/cms/?pid=1003260
http://adsabs.havard.edu/abs/2009Natur.458..914D

"Ora i ricercatori hanno mostrato che sono in gioco anche altri fattori che sono in grado di tenere "congelata" la polimerasi al suo posto, di fatto agendo come un pulsante di pausa, mentre ancora altri fattori di trascrizione possono intervenire per disattivare questa funzione.
Nel corso dello studio, ha raccontato Young, quando i ricercatori hanno individuato questo meccanismo, hanno pensato all'inizio che esso valesse solo per per alcune fasi dello sviluppo cellulare, ma in seguito hanno scoperto che le polimerasi erano in pausa in circa il 75 per cento dei promotori.
Secondo Young questo secondo livello di controllo offre alla cellula una maggiore flessibilità. In alcuni casi questo sistema di pausa sembra permettere una risposta rapida a particolari stimoli. Inoltre, osserva Young, la polimerasi a volte sembra lavorare in modo sorprendentemente "sciatto", iniziando a trascrivere il codice in entrambe le direzioni: "il sistema di controllo 'pausa' può essere un mezzo per assicurarsi che la trascrizione continui solamente nella direzione corretta".
Il gruppo di ricerca di Young ha anche mostrato che il gene c-Myc, coinvolto nello sviluppo tumorale di almeno il 15 per cento dei cancri dell'uomo, ha un ruolo di primo piano nel meccanismo di sblocco di questa funzione di pausa.
"Ora sappiamo che cosa fa e conosciamo la chinasi che lo arruola", ha detto Young, osservando che si tratta di una scoperta importante dato che le chinasi sono spesso un buon obiettivo farmacologico". (gg)
Tratto in "parte" da: scienze.repubblica.it


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DNA SPAZZATURA: e' quel DNA che c'e', ma non si sa che cosa fa, a che cosa serve (fino ad ora 2001). La definizione e' eloquente di come la scienza si rapporti a quello che non capisce. 
Dopo il decantato Progetto Genoma, sembra che se ne sappia meno di prima. la doppia elica, con la sua "informazione non-senso" ha moltiplicato i quesiti ma non ha fermato i manipolatori che invece di tener conto della complessita' che la natura gli va parando davanti, semplificano a più non posso e producono spazzatura biologica (ogm) e spazzatura ideologica.
Abbiamo appena scritto un nostro commento al libro di E.Fox Keller: "Il secolo del gene", nel quale si sostiene appunto che il progetto genoma ha aperto le porte ad un modo di guardare al gene, molto più articolato rispetto al determinismo di un tempo.
Bene, allora che si fa ? 
Dal determinismo genetico al determinismo proteico  ?
Così sembra, dalla genomica alla proteonomica, ma senza mai abbandonare il determinismo economico al lucro con il quale la ricerca ormai e' irreversibilmente legata e dal quale e' determinata. altre considerazioni, di ordine etico, filosofico o critico essendo opportunisticamente considerate spazzatura.
Tratto da: ecologiasociale.org

Dna: assegnata funzione all’80 per cento del genoma - Agosto 2012
Il "Dna spazzatura" si rivela oggi un vero e proprio direttore d'orchestra del codice genetico.
La mappa della 'materia oscura' della biologia, alla quale per decenni era stata assegnata quest' etichetta, certi della sua inutilità, è oggi realtà grazie ad una ricerca pubblicata sulla rivista "Nature".
Il lavoro è frutto degli studi del consorzio internazionale Encode (Encyclopedia of Dna Elements) e assegna una funzione ad almeno l'80% per cento dell'intero genoma.
Ecco il ripensamento di questi scienziati che prima dicevano che era solo spazzatura !


Anche il DNA “clandestino” detto "spazzatura" fa la sua parte
Tappa storica nella ricerca genetica la dimostrazione che quella metà di genoma composta da sequenze di DNA apparentemente senza significato, in realtà risponde a un preciso programma genetico e contribuisce in maniera decisiva a dare un'identità alle diverse cellule dell'organismo umano.
La scoperta, frutto di una collaborazione internazionale all'interno della quale anche l'Italia ha svolto una parte significativa, potrà essere utile a capire la diversa manifestazione delle malattie tra singoli individui, la risposta individuale ai farmaci o, in casi particolari, la stessa applicabilità della terapia genica.
D’ora in poi sarà vietato snobbarlo o definirlo, come in passato, "spazzatura": infatti, quella metà del nostro genoma costituita da sequenze di DNA ripetute centinaia di migliaia di volte che sembravano prive di significato in realtà risponde a un preciso programma genetico e contribuisce in maniera decisiva a dare un'identità alle diverse cellule dell'organismo umano.
La scoperta è stata annunciata in questi giorni dalla rivista “Nature Genetics” ed è il frutto di una collaborazione internazionale cui hanno preso parte il gruppo di lavoro del Laboratorio di Epigenetica del Dulbecco Telethon Institute guidato da Valerio Orlando e ospitato dall'IRCCS Fondazione Santa Lucia e dall’EBRI di Roma, insieme al team di Piero Carninci dell’OMICS Center del RIKEN di Yokohama in Giappone e all'Università di Queensland in Australia.
Tale ricerca svela come il cosiddetto “lato oscuro del genoma” si comporti esattamente come i geni, che rappresentano invece soltanto il 2% dell’intero patrimonio genetico.
Ma non solo: quelle sequenze ripetute sono essenziali per il corretto funzionamento dei geni stessi. Infatti, i ricercatori hanno dimostrato che alcune di esse vengono trascritte in precisi momenti della vita cellulare, ad esempio durante le prime fasi dello sviluppo o il differenziamento, mentre altre sono in grado di inserirsi in prossimità dei geni e di regolarne l’attività. In alcuni casi, poi, questo fenomeno può avere anche effetti patologici significativi come ad esempio la trasformazione della cellula sana in una tumorale.
Il lavoro di Orlando, Carninci e collaboratori dimostra quindi per la prima volta come tali sequenze si comportino secondo un programma definito e in grado di influenzare la vita delle cellule.

L’origine evolutiva delle sequenze ripetute - che in totale rappresentano ben il 45% dell'intero genoma - va ricercata nei trasposoni, particolari segmenti di DNA che hanno la capacità di spostarsi da una parte all’altra di un cromosoma, oppure da un cromosoma a un altro. I trasposoni hanno un ruolo molto importante dal punto di vista evolutivo, perché data la loro natura mobile sono in grado di creare variabilità e - potenzialmente - di fare acquisire o di far perdere delle funzioni biologiche.
Già circa sessant’anni fa la biologa americana Barbara McClintock lo aveva intuito e aveva descritto queste particolari sequenze nella pianta di mais: era il 1951, con due anni in anticipo rispetto alla scoperta della struttura a doppia elica del DNA.
Ignorata, quando non direttamente osteggiata dalla comunità scientifica di allora - ancorata a una visione “statica” del genoma - McClintock ha visto riconosciuti i suoi meriti solo a partire dagli anni Settanta, arrivando poi nel 1983 ad essere insignita del Premio Nobel per la Medicina.

Oggi, grazie soprattutto alle sofisticate tecnologie disponibili (le deep sequencing) e alle competenze multidisciplinari, Orlando, Carninci e i loro collaboratori sono riusciti finalmente a verificare questa fondamentale ipotesi e a "riabilitare" questa grossa porzione del nostro DNA, finora considerata appunto come una sorta di "scarto" o, meglio, di "DNA clandestino e misterioso", apparentemente inutilizzato.
La scoperta potrà contribuire all’analisi di tutti quei meccanismi che agiscono "al di sopra dei geni" - detti per questo epigenetici - e che potrebbero influenzare, tra l’altro, la diversa manifestazione delle malattie tra singoli individui, la risposta individuale ai farmaci o, in casi particolari, l'applicabilità della terapia genica.
By Ufficio Stampa Telethon

Commento NdR: La nuova biologia rivela che noi "controlliamo" il nostro genoma, anziché esserne controllati. Ciò spiega perché la gente può guarire spontaneamente da patologie ritenute permanenti.
Inoltre vi e' un Contrordine sul DNA "spazzatura" serve eccome...
NON c'e' spazzatura nel DNA


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E' la "spazzatura", più che i geni, a renderci unici - Una coppia di articoli su Nature e su Science
Gran parte delle differenze fra gli individui non si trova origine nei geni stessi, bensì in regioni su cui sappiamo relativamente poco.
La chiave dell'individualità umana ancor più che nei geni risiede nelle sequenze che li circondano e li controllano, e che fino a qualche anno fa erano considerate sequenze "spazzatura", proprio perché non erano associata alla codifica di alcuna proteina. L'interazione fra queste sequenze e i fattori di trascrizione può variare in modo molto significativo da una persona all'altra, influendo sull'aspetto, sullo sviluppo e anche sulla predisposizione nei confronti delle malattie: a stabilirlo è stata una ricerca condotta da biologi della Stanford University School of Medicine e della Yale University che illustrano i risultati ottenuti in due articoli uno pubblicato on line da Nature, e l'altro su Science Express.
"Stiamo rapidamente entrando in un'epoca in cui chiunque potrà farsi sequenziare il genoma. Ma il grosso delle differenze fra gli individui non si trova nei geni stessi, bensì in regioni su cui sappiamo relativamente poco. Ora vediamo che queste differenze hanno un impatto profondo sul legame delle proteine e sull'espressione dei geni", ha osservato Michael Snyder, che ha diretto la ricerca.
Snyder e colleghi hanno scoperto che specifici cambiamenti nella sequenza del DNA influenzano la capacità delle proteine di controllo, i fattori di trascrizione, di legarsi alle regioni che controllano l'espressione dei geni, che in tal modo può variare in misura molto significativa.
"Negli anni è stato condotto un gran lavoro per caratterizzare le differenze nell'espressione genica fra le persone. Noi siamo i prima ad aver guardato alle differenze dal persona a persona nel legame dei fattori di trascrizione."
Attraverso una serie di incroci selettivi, fra vari ceppi di lieviti, i ricercatori hanno anche dimostrato - come è illustrato nell'articolo su Nature - che moltissime, anche se non tutte, queste differenze nei livelli di espressione e di legame sono ereditabili.
Nell'articolo su Science Express i ricercatori hanno confrontato gli schemi di legame di due fattori di trascrizione in 10 persone e uno scimpanzé, identificando oltre 15.000 siti di legame per il solo fattore di trascrizione NF-kB e 19.000 per un altro chiamato RNA PolII. Verificando la forza del legame, hanno trovato che il 25 per cento dei siti per PolII e il 7,5 per cento di quelli per NF-kB mostravano significative differenze di legame fra i soggetti, con una correlativa variazione nei livelli di espressione genica, e che tali differenze potevano essere fatte risalire a modificazioni nella sequenza o nella struttura dei siti di legame.
"Abbiamo condotto i due studi in parallelo, trovando lo stesso risultato. Molti dei siti di legame differivano. Quando abbiamo mappato le aree di differenza, abbiamo scoperto che erano associate con regolatori chiave della variazione nella popolazione. Insieme, i due studi ci dicono molto sul cosiddetto codice di regolazione che controlla la variabilità individuale", ha concluso Snyder. (gg)
Tratto da: lescienze.espresso.repubblica.it

I nostri geni potrebbero contenere nel loro “design” una sorta di “marchio di fabbrica” al loro interno, scritta milioni di anni fa in un altro posto della nostra galassia

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Quei frammenti di DNA scomparso che ci hanno resi umani
Alcuni tratti che caratterizzano l'essere umano sembrano essere imputabili non all'evoluzione di nuovi geni ma alla perdita di alcuni frammenti di DNA. La scoperta è stata fatta da un gruppo di ricercatori dello Howard Hughes Medical Institute e della Stanford University che ne riferiscono in un articolo pubblicato sulla rivista Nature.
Alla ricerca di specifici cambiamenti genetici che possono essere stati responsabili dell'evoluzione dei tratti che contraddistinguono l'essere umano dagli altri primati - con cui confidiamo fino al 96 per cento del patrimonio genetico - i ricercatori hanno condotto un'analisi comparativa, scoprendo 150 segmenti del genoma che sono presenti negli scimpanzé e in altri animali, ma che mancano nel nostro genoma.
Di queste sequenze solo una interessava un gene che è andato perduto, mentre le altre 509 interessavano zone limitrofe a geni, con una funzione di modulazione della loro espressione.
Una successiva attenta analisi ha convinto i ricercatori che proprio la perdita di questi specifici meccanismi di regolazione può essere responsabile di tratti tipicamente umani.
"L'alterazione diretta di un gene può abbastanza facilmente avere effetti drammatici arrivando a uccidere l'organismo o a renderlo sterile. Per contro, se si altera il modo in cui un gene si attiva o si 'spegne' in una particolare parte durante lo sviluppo, si possono avere grandi effetti su quella specifica struttura pur preservando le altre funzioni del gene", spiega David Kingsley.
Per ora i ricercatori hanno studiato in dettaglio l'effetto di due soli di questi frammenti mancanti, ma con risultati già molto significativi.
Il primo è un segmento di DNA che in molti animali si trova vicino a un gene che codifica i recettori per gli androgeni, associati per lo più a un varietà di tratti maschili. In particolare ha mostrato di influire sullo sviluppo delle vibrisse sensoriali presenti sulla faccia di molti animali e sulla formazione a uncino che si ritrova sul pene di gatti e diversi altri mammiferi.
Il secondo segmento testato si trova negli altri animali in prossimità del gene GADD45g, ed è correlato alla crescita cellulare. "Se il gene manca del tutto si osserva lo sviluppo di tumori dell'ipofisi", spiega Kingsley.
La sua solo parziale disattivazione deve essere invece stata un fattore di notevole importanza per lo sviluppo del cervello di maggiori dimensioni che caratterizza la nostra specie.

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Scienziati Russi scoprono il modo di riprogrammare il DNA  - L'abuso infantile "marca" i geni del DNA
Queste scoperte dimostrano che il DNA puo' essere programmato di nuovo da "parole e frequenze" e che a sua volta puo' influenzare "frequenze e linguaggio" !!
vedi: Cimatica

Di fatto il DNA e' una rete tipo Internet ma di molto superiore come possibilita', perche essa intermodula ad ogni istante con il CEM del Cervello del Cuore. Queste recenti scoperte Russe mandano in cantina come ferri vecchi le recenti tecnologie genetiche "copia, taglia, incolla"....in quanto cio' che essi hanno scoperto e' che il DNA puo' essere influenzato e riprogrammato attraverso le parole e le frequenze opportune, senza tagliare e/o sostituire i singoli geni.
Vi e' chi lo paragona ad
un nastro perforato, con tanto di testine di lettura (le transcrittasi), segnali di start e stop, ecc., ma secondo noi e' una visione limitata.

Di fatto solo il 10% serve a sintetizzare proteine, ed e' questa piccola "sezione" del DNA che interessa alla medicina occidentale; essa viene esaminata ed analizzata; l'altro 90% viene considerato come "DNA di scarto" !!?!?!
I ricercatori russi, convinti della saggezza della Natura, hanno "esplorato" questo altro 90% arrivando a delle scoperte sconvolgenti !
Secondo quelle ricerche il DNA non serve solo a costruire e mantenere il nostro corpo, ma anche come deposito (Data Bank) di memoria dati e comunicazione. Essi hanno scoperto che il codice genetico segue tutte le regole dei linguaggi umani; essi hanno comparato le regole della sintassi (il modo nel quale sono messe assieme le parole) + la semantica (studio del significato delle parole e delle loro radici nelle varie forme linguistiche) + le regole basilari della grammatica ed hanno trovato che le coppie basiche (Adenina, Guanina, Citosina, Timina) del ns. DNA seguono specifiche regole grammaticali di un linguaggio ben preciso, come i nostri linguaggi umani. Il che porta ad affermare che il linguaggio umano derivi proprio dal linguaggio del DNA e non sarebbe un fenomeno indipendente da esso.

Un Biologo molecolare russo Pjort Garajev ed un Biofisico, assieme ad altri colleghi hanno esplorato e compreso anche il comportamento vibrazionale-frequenziale del DNA.
Nell'ultima riga della loro ricerca si legge: "le funzioni vitali dei cromosomi sono come un computer olografico che usa radiazioni endogene di DNA"; questo significa che i cromosomi gestiscono la modulazione di certi schemi di frequenze sonore per mezzo di un "raggio laser" per influenzare la frequenza del DNA e dunque quella della stessa informazione genetica.
Visto che la struttura base del DNA e quella del linguaggio seguendo le stesse logiche di linguaggio ormai decodificata e quindi utilizzabile, NON e' piu' necessario fare il "taglia ed incolla" come fanno i genetisti nei laboratori, basta conoscere la giusta frequenza con il giusto linguaggio per ottenere la riprogrammazione del DNA, questo avviene solo nel tessuto VIVO, ma non in vitro, per mezzo di speciali raggi "laser" modulati e/o radiofrequenza opportunamente scelta e modulata.
Questo dimostra come il DNA sia comunque influenzabile anche dal un certo tipo di Linguaggio, es. l'ipnosi, la visione di certe immagini ecc. e dal Comportamento (linguaggio del corpo).
Questi scienziati hanno preparato un dispositivo che influenza il metabolismo cellulare attraverso certe frequenze luminose e radio, riparando in tal modo i "difetti", la memoria delle malattie per esempio; essi anno preso-catturato anche  schemi di informazione di un certo DNA e lo hanno immesso trasmettendolo in un altro DNA riprogrammando cosi' le cellule per un altro Genoma.
 
Es.: essi hanno trasformato embrioni di rana in embrioni di salamandra trasmettendo il programma informativo del DNA della rana in quello della salamandra. la sequenza dei dati inseriti nell'embrione di salamandra NON ha prodotto nessuno degli "effetti collaterali" o disarmonie che si riscontrano nel "taglia ed incolla" dei genetisti !
Queste scoperte rappresentano una eccezionale rivoluzione trasformatrice, per di piu' semplice ed applicabile da coloro che conoscono frequenze e linguaggio adatti, anziche' utilizzare l'arcaico "taglia ed incolla".
Questi esperimenti mettono in luce l'enorme potere delle "onde genetiche" che hanno una maggiore influenza sulla formazione organica, rispetto ai processi della sequenza AGCT.

Queste scoperte DIMOSTRANO come il linguaggio umano (Pensiero-Dolore-Linguaggio-Suono di autocommiserazione e sofferenza) puo' riprogrammare il proprio DNA o quello di terzi da noi resi Psicodipendenti !

Questi scienziati Russi hanno anche scoperto che il DNA in Vivo produce delle onde di disturbo nel "vuoto", generando i "wormholes" o buchi di verme (microscopici campi magnetizzati che si trovano sui bordi dei campi dei Buchi Neri) ovvero in ponti di Einstein-Rosen (tunnel spazio-temporali) che di fatto sono aree di connessione fra varie aree totalmente differenti dell'UniVerso, attraverso i quali una qualsiasi informazione puo' essere trasmessa  e/o ricevuta istantaneamente, al di la' dello spazio-tempo
- vedi: OloMeroAtomo + Buchi neri + Vuotoquantomeccanico - la morte e' infatti il passaggio del nostro  Ego/IO avviluppato dal ns. corpo di Energia  dal corpo fisico al quale e' appartenuto, nel buco nero del DNA contenuto nel cervello per trapassarlo in altra dimensione.

Il DNA-Cromosomi, "attira"- riceve e/o trasmette "spinge", questi "bit" di InFormAzione da e per la nostra Coscienza, attraverso gli atomi che compongono le sostanze stesse del DNA nei Cromosomi i quali si comportano come nanotubi ricetrasmittenti !.
vedi anche: http://www.fosar-bludorf.com/news/index.htm
vedi: Cimatica

Altri siti da visionare:
- Flam, F. "Hints of a language in junk DNA", Science 266:1320, 1994
- "Explaining 'linguistic features' of noncoding DNA" Bonhoeffer S, Herz AV, Boerlijst MC, Nee S, Nowak MA, May RM.
- http://www.godandscience.org/evolution/junkdna.html
Il DNA e' influenzabile dall'Ipnosi:
www.altor.org/ipnosi-rossi.htm.

Scoperta Russa sul DNA - Le parole e le frequenze possono influenzare e riprogrammare il DNA
Il DNA umano è un Internet biologico, superiore, sotto molti aspetti, a quello artificiale. La più recente ricerca scientifica russa spiega, direttamente o indirettamente, fenomeni quali la chiaroveggenza, l'intuizione, gli atti spontanei ed a distanza di cura, l'auto-guarigione, le tecniche di affermazione, la luce o aure insolite intorno alle persone (concretamente, dei maestri spirituali), l'influenza della mente sui modelli climatici e molto ancora. Inoltre, ci sono segni di un tipo di medicina completamente nuova nella quale il DNA può essere influenzato e
riprogrammato dalle parole e dalle frequenza SENZA sezionare e rimpiazzare geni individuali.
Solo il 10% del nostro DNA viene utilizzato per costruire le proteine. Questo subcomplesso di DNA è quello che interessa i ricercatori occidentali che lo stanno esaminando e catalogando. L'altro 90% è considerato "DNA rottame".
Tuttavia, i ricercatori russi, convinti che la natura non è stupida, hanno riunito linguisti e genetisti per intraprendere un'esplorazione di quel 90% di "DNA rottame". I loro risultati, scoperte e conclusioni sono semplicemente rivoluzionarie !
Secondo loro, il nostro DNA non solo è il responsabile della costruzione del nostro corpo, ma serve anche da magazzino di informazioni e per la comunicazione.
I linguisti russi hanno scoperto che il codice genetico, specialmente nell'apparentemente inutile 90%, segue le stesse regole di tutte le nostre lingue umane. Per questo motivo, hanno confrontato le regole della sintassi (il modo in cui si mettono insieme le parole per formare frasi e proposizioni), la semantica (lo studio del significato delle parole) e le regole grammaticali di base. Hanno scoperto che gli alcalini del nostro DNA seguono una grammatica regolare e hanno regole fisse come avviene nelle nostre lingue. Così le lingue umane non sono apparse per coincidenza, ma sono un riflesso del nostro DNA inerente.
Anche il biofisico e biologo molecolare russo Pjotr Garjajev e i suoi colleghi hanno esplorato il comportamento vibratorio del DNA.
(Per essere breve, qui farò solo un riassunto. Per maggiori informazioni, per favore, andate all'appendice finale di questo articolo).
La linea finale è stata: "I cromosomi vivi funzionano come computer "solitonici/olografici" usando la radiazione laser del DNA endogeno". Questo significa che hanno fatto in modo di modulare certi modelli di frequenza con un raggio laser e con questo hanno influenzato la frequenza del DNA e, in questo modo, l'informazione genetica stessa. Siccome la struttura base delle coppie alcaline del DNA e del linguaggio (come si è già spiegato) sono la stessa struttura, non si rende necessaria nessuna decodificazione del DNA.

Uno semplicemente può usare parole e orazioni del linguaggio umano! Questo è stato anche provato sperimentalmente.
La sostanza del DNA vivente (in tessuto vivo, non in vitro), reagirà sempre ai raggi laser del linguaggio modulato e anche alle onde radio, se si utilizzano le frequenze appropriate.  Infine questo spiega scientificamente perchè le affermazioni, l'educazione autogena, l'ipnosi e cose simili possono avere forti effetti sugli umani e i loro corpi. E' del tutto normale e naturale che il nostro DNA reagisca al linguaggio. Mentre i ricercatori occidentali ritagliano geni individuali dei filamenti del DNA e li inseriscono in un altro posto, i russi hanno lavorato con entusiasmo con dispositivi che possono influenzare il metabolismo cellulare con le frequenze modulate di radio e di luce per riparare difetti genetici.
Per esempio il gruppo di ricercatori di Garjajeva ha avuto successo nel provare che con questo metodo si possono riparare i cromosomi danneggiati dai raggi X. Sono anche riusciti a catturare modelli di informazione di un DNA specifico e lo hanno trasmesso ad un altro, riprogrammando così le cellule su un altro genoma. In quel modo, hanno trasformato con successo, per esempio, embrioni di rana in embrioni di salamandra, semplicemente trasmettendo i modelli di informazione del DNA !
In quel modo, l'informazione completa è stata trasmessa senza nessuna delle disarmonie o effetti collaterali che si manifestano quando si fa l'ablazione e si reintroducono geni individuali del DNA !
Questo rappresenta una rivoluzione e sensazione incredibili, che trasformerà il mondo ! Tutto ciò applicando semplicemente la vibrazione e il linguaggio al posto dell'arcaico
processo d'ablazione !
Questo esperimento punta all'immenso potere della genetica delle onde, che ovviamente ha più influenza, sulla formazione degli organismi, che i processi biochimici delle sequenze alcaline.

I maestri esoterici e spirituali sanno da millenni che il nostro corpo si può programmare con il linguaggio, le parole e il pensiero. Ora questo è stato provato e spiegato scientificamente. Certamente la frequenza deve essere quella corretta e a questo si deve il fatto che non tutti hanno lo stesso risultato o possano farlo sempre con la stessa forza.
La persona deve lavorare con i processi interni e la maturità per poter stabilire una comunicazione cosciente con il DNA.
I ricercatori russi lavorano con un metodo che non dipende da questi fattori, però funziona SEMPRE, sempre e quando venga usata la giusta frequenza.

Però, quanto più è sviluppata la coscienza individuale, meno c'è la necessità di qualsiasi tipo di dispositivo! Si possono ottenere quei risultati da se stessi e la scienza finalmente smetterà di ridere di tali idee e potrà spiegarne e confermarne i risultati.
E non finisce qui. Gli scienziati russi hanno anche scoperto che il nostro DNA può causare modelli di perturbazione nel vuoto, producendo così "cunicoli" magnetizzati ! I "piccoli buchi" sono gli equivalenti microscopici di quelli chiamati ponti Einstein-Rosen nella vicinanza dei buchi neri (lasciati da stelle consumate).

Questi sono dei tunnel di connessione, fra aree completamente differenti dell'universo, attraverso i quali si può trasmettere l'informazione fuori dallo spazio e dal tempo. Il DNA attira quei frammenti di informazione e li passa alla nostra coscienza.
Questo processo di ipercomunicazione è più efficace in stato di rilassamento. Lo stress, le preoccupazioni e l'intelletto iperattivo  impediscono il successo  dell'ipercomunicazione o ne distorcono completamente l'informazione rendendola inutile.
In Natura, l'ipercomunicazione è stata applicata con successo da milioni di anni. Il flusso di vita strutturato in "organizzazioni stato" di insetti lo prova drammaticamente. L'uomo moderno lo conosce solo ad un livello molto più
sottile come "intuizione". Però anche noi possiamo recuperarne a pieno l’uso.

Un esempio in Natura. Quando un formica regina è lontana dalla sua colonia, la costruzione continua con fervore e in accordo con la pianificazione. Tuttavia, se si uccide la regina, nella colonia tutto il lavoro si ferma.
Nessuna formica sa cosa fare. Apparentemente, la regina invia i "piani di costruzione" anche da molto lontano per mezzo della coscienza gruppale dei suoi sudditi. Può stare lontana quanto vuole, fintanto che sia viva.
Nell'uomo l'ipercomunicazione si attiva quando uno improvvisamente riesce ad avere accesso ad un'informazione  che è fuori dalla propria base di conoscenze. A quel punto questa ipercomunicazione viene sperimentata e catalogata  come un'ispirazione o intuizione. Il compositore italiano Giuseppe Tartini, per esempio, una notte sognò che il diavolo si sedeva vicino al suo letto suonando il violino. La mattina seguente, Tartini potè trascrivere il brano a memoria con esattezza e lo chiamò la Sonata del Trillo del Diavolo. Per anni, un infermiere di 42 anni sognò una situazione nella quale era connesso ad una specie di CD-ROM di conoscenza. Gli veniva trasmessa conoscenza verificabile da tutti i campi immaginabili e alla mattina poteva ricordare. Era tale la valanga di informazioni che sembrava che di notte gli trasmettessero tutta una enciclopedia. La maggior parte delle informazioni
era fuori dalla sua base di conoscenze personali e arrivava a dettagli tecnici di cui lui non sapeva assolutamente niente.

Quando avviene l'ipercomunicazione, si possono osservare fenomeni speciali nel DNA, così come nell'essere umano.
Gli scienziati russi hanno irradiato campioni di DNA con luce laser. Nello schermo si è formato un modello di onde tipico.
 Quando hanno ritirato il campione di DNA, i modelli di onda non sono scomparsi, sono rimasti. Molti esperimenti di controllo hanno
dimostrato che il modello proveniva ancora dal campione rimosso, il cui campo energetico apparentemente è rimasto di per se stesso. Questo effetto ora si denomina effetto del DNA fantasma.
Si presume che l'energia dello spazio esteriore e del tempo, dopo aver ritirato il DNA, fluisca ancora attraverso i "cunicoli".
La maggior parte delle volte gli effetti secondari che si incontrano nell'ipercomunicazione, anche degli esseri umani, sono campi elettromagnetici inspiegabili nelle vicinanze della persona implicata.  In presenza dei quali i dispositivi elettronici, come attrezzature per CD e altri simili, possono essere alterati e smettere di funzionare per ore.
Quando il campo elettromagnetico si dissolve lentamente, le attrezzature funzionano ancora normalmente. Molti curatori e psichici conoscono questo effetto dovuto al loro lavoro. Più si migliorano l'atmosfera e l'energia dell'ambiente più frustante è che in quel
preciso istante l'attrezzatura di registrazione smette di funzionare e di registrare.
Il  riaccendere e spegnere dopo la sessione non ne ristabilisce ancora la funzionalità totale che però  il giorno dopo ritorna alla normalità. Chissà forse leggere ciò risulta tranquillizzante per molti, in quanto non ha niente a che vedere con l’essere tecnicamente incapaci, ma significa semplicemente che sono abili per l’ipercomunicazione.

Gli scienziati russi hanno irradiato diversi campioni di DNA con dei raggi laser e su uno schermo si è formata una tipica trama di onde che, una volta rimosso il campione, rimaneva sullo schermo. Allo stesso modo si suppone che l'energia al di fuori dello spazio e del tempo continua a passare attraverso gli tunnel spaziali attivati anche dopo la rimozione del DNA.
Gli effetti collaterali più frequenti nell'ipercomunicazione sono dei campi magnetici vicini alle persone coinvolte.
Gli apparecchi elettronici possono subire delle interferenze e smettere di funzionare per ore. Quando il campo elettromagnetico si dissolve, l'apparecchio ricomincia a funzionare normalmente. Molti operatori spirituali conoscono bene questo effetto.
Grazyna Gosar and Franz Bludorf nel loro libro Vernetzte Intelligenz spiegano queste connessioni in modo chiaro e preciso.
Gli autori riportano anche alcune fonti secondo le quali gli uomini sarebbero stati come gli animali, collegati alla coscienza di gruppo, e quindi avrebbero agito come gruppo. Per sviluppare e vivere la propria individualità, tuttavia, avrebbero abbandonato e dimenticato quasi completamente l'ipercomunicazione.
Ora che la nostra coscienza individuale è abbastanza stabile, possiamo creare una nuova forma di coscienza di gruppo.
Così come usiamo Internet, il nostro DNA è in grado di immettere dati nella rete, scaricare informazioni e stabilire un contatto con altre persone connesse. In questo modo si possono spiegare i fenomeni quali telepatia o guarigioni a distanza.

Senza un'individualità distinta la coscienza collettiva non può essere usata per un periodo prolungato, altrimenti si ritornerebbe a uno stato primitivo di istinti primordiali. L'ipercomunicazione nel nuovo millennio significa una cosa ben diversa.
I ricercatori pensano che, se gli uomini con piena individualità formassero una coscienza collettiva, avrebbero la capacità di creare, cambiare e plasmare le cose sulla terra, come fossero Dio ! E l'umanità si sta avvicinando a questo nuovo tipo di coscienza collettiva.
Il tempo atmosferico è piuttosto difficile da influenzare da un solo individuo, ma  l'impresa potrebbe riuscire dalla coscienza di gruppo (niente di nuovo per alcune tribù indigene). Il tempo viene fortemente influenzato dalla frequenza risonante della terra (frequenza di Schumann). Ma queste stesse frequenze vengono prodotte anche nel nostro cervello, e quando molte persone si sincronizzano su di esse, o quando alcuni individui (es. i maestri spirituali) concentrano i loro pensieri come un laser, non sorprende affatto che possano influenzare il tempo.
Una civiltà moderna che sviluppa questo tipo di coscienza non avrebbe più problemi né d'inquinamento ambientale, né di risorse energetiche; usando il potere della coscienza collettiva potrebbe controllare automaticamente e in modo naturale l'energia del pianeta.

Se un numero abbastanza elevato di individui si unisse con uno scopo più elevato, come la meditazione per la pace, si dissolverebbe anche la violenza.
Il DNA sembra essere anche un superconduttore organico in grado di lavorare a una temperatura corporea normale. I conduttori artificiali invece richiedono per il loro funzionamento delle temperature estremamente basse (tra -200 e -140°C ). Inoltre, tutti i superconduttori possono immagazzinare luce, quindi informazioni.
Anche questo dimostra che il DNA sia è grado di farlo.
Vi è un altro fenomeno legato al DNA e ai tunnel spaziali. Normalmente questi minuscoli tunnel sono altamente instabili e durano soltanto una frazione di secondo. In certe condizioni però si possono creare dei tunnel stabili in grado di formare delle sfere luminose. In alcune regioni della Russia queste sfere appaiono molto spesso. In queste regioni le sfere a volte s'innalzano dalla terra verso il cielo, e i ricercatori hanno scoperto che possono essere guidati dal pensiero.
Le sfere emettono onde a bassa frequenza che vengono anche prodotte dal nostro cervello, quindi sono in grado di reagire ai nostri pensieri. Queste sfere di luce hanno una carica energetica molto elevata e sono in grado di causare delle mutazioni genetiche. Anche molti operatori spirituali producono queste sfere o colonne di luce, quando si trovano in uno stato di profonda meditazione o durante un lavoro energetico. In alcuni progetti per la guarigione della terra queste sfere vengono catturate anche nelle foto. In passato di fronte a questi fenomeni luminosi si credeva che apparissero degli angeli. In ogni caso, pur mancando le prove scientifiche, ora sappiamo che persone con queste esperienze non soffrivano affatto di allucinazioni.
Abbiamo fatto un grande passo in avanti nella comprensione della nostra realtà. Anche la scienza "ufficiale" conosce le anomalie della terra che contribuiscono alla formazione dei fenomeni luminosi. Queste anomalie sono state trovate di recente anche a Rocca di Papa, a sud di Roma.

L'articolo intero (in inglese) si può trovare sulla pagina www.fosar-bludorf.com (Kontext - Forum for Border Science). Su questa pagina è anche possibile contattare gli autori.
Tratto da: disinformazione.it


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DNA, la TRASCRIZIONE è BIDIREZIONALE  -  Definizione di Gene
Al contrario di quanto ritenuto finora, la doppia elica viene “letta” in entrambi i sensi per essere “tradotta” in Rna.
Uno studio dell'Embl su Nature
ABSTRACT di ZHENYU Xu, Nature 2009, N. 457, 1033-1037: Bidirectional promoters generate pervasive transcription in yeast http://www.nature.com/nature/journal/v457/n7232/full/nature07728.html


Schema della Replicazione del DNA:

I testi di biologia sono da riscrivere: il Dna viene “letto” in tutte e due le direzioni della doppia elica e non in una sola, come finora pensato. Lo hanno rivelato i  ricercatori dello European Molecular Biology Laboratory (Embl) di Heidelberg (Germania) e dello European Bioinformatics Institute (Embl-Ebi) di Hinxton (Gb) in uno studio apparso su Nature.

La lettura e la trascrizione del Dna in Rna (acido ribonucleico, formato da un solo filamento) è il primo passo per la formazione delle proteine. Sebbene i geni che contengono le istruzioni per costruire le proteine siano meno del 2 per cento del genoma umano, la maggior parte del Dna viene comunque “tradotto” in Rna. Perché questo accada non è ancora stato compreso.

I ricercatori dell'Embl, guidati da Lars Steinmetz, sono però più vicini a capire come avviene esattamente la trascrizione e la funzione di alcuni particolari pezzetti di Dna, detti “promotori”, i siti che danno il comando di inizio alla traduzione.

Studiando tutte le trascrizione prodotte nella cellula del lievito, gli scienziati hanno trovato che molte regioni del genoma producono diversi Rna a partire dallo stesso promotore, e che la lettura procede - nella maggior parte dei casi - in entrambe le direzioni (e non in una sola, come finora pensato).

Non tutti i prodotti della trascrizione sono però stabili: molti si degradano rapidamente e questo rende difficile comprenderne la funzione. Alcune molecole di Rna, riportano gli autori, potrebbero essere “rumore di fondo” e non avere una funzione specifica, ma la trascrizione in sé sembra giocare un ruolo importante nella regolazione dell'espressione di altri geni: tradurre una sequenza di Dna potrebbe infatti aumentare la trascrizione di un gene nelle vicinanze, o interferire in qualche modo con la produzione della proteina corrispondente. Quanto compreso per il lievito, sottolineano i ricercatori, può essere trasportato negli esseri umani. (t.m.)
Riferimento: Nature, Jan 25, 2009; DOI: 10.1038/nature07728
Tratto da: galileonet.it

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Studio sulla rivista "Nature" sconvolge le teorie classiche della genetica del DNA
La rivista Nature ha pubblicato uno studio che ha letteralmente sbalordito il mondo della genetica. In questo studio si afferma e si dimostra da parte di ricercatori (Robert Pruitt e colleghi della Purdue University, scoperta mentre studiavano la pianta Arabidopsis) che le piante riescono a modificare il codice genetico che ereditano dai propri genitori per tornare a quello dei nonni !
Questa scoperta amplifica e definisce meglio le ideologie sull'ereditarieta' finora insegnate nelle Universita'.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/entrez/query.fcgicmd=Retrieve&db=pubmed&dopt=Abstract&list_uids=15785770
&query_hl=1&itool=pubmed_docsum

"Although the model proposed above might represent an extraordinary view of inheritance, each of the processes required by the model has been demonstrated previously".
vedi: Lolle_Nature 2005

La ricerca oltre a dimostrare che le piante hanno questa possibilita' suggerisce che anche altre specie abbiano la stessa possibilita'; noi cultori della Medicina Naturale affermiamo proprio questo: anche l'uomo ha queste possibilita' cosi come gli animali.
Infatti proprio nei 10 Comandamenti che ritroviamo nella Bibbia, in Genesi cap. 20, e' espressa proprio questa caratteristica: "le colpe dei padri cadranno sui figli fino alla 4° generazione", sottintendendo che successivamente alla 4° generazione cio' non possa piu' accadere, quindi suggerisce che vi sia un meccanismo riparatore che permette la cancellazione e/o la riparazione della mutazione genetica indotta dagli errori dei padri.
L'ipotesi nostra e' che ogni DNA abbia "nascosto nel proprio RNA" la copia del file originale del DNA e che quindi quando intervengono mutazioni e/o duplicazioni genetiche, alla 4° generazione il file originale ripari quello danneggiato.

Bibliografia:
S.J. Lolle, J Victor, J.M.Young, R.E.Pruitt – Nature Online, di:10.1038/nature03380 (2005)
Fonte: Bioagricoltura Notizie, ediz. Ariab.


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Esami di riparazione (del DNA)
Per la prima volta è stata osservata in tempo reale una molecola di materiale genetico che riesce a correggere un danno nella sua struttura.
La riparazione delle molecole di Dna danneggiate è un meccanismo ben conosciuto in genetica, ma finora nessuno ne aveva dato testimonianza in tempo reale. Ricercatori del Kavli Institute dell’Università di Delft, in Olanda, sono riusciti a documentare, a livello di una singola molecola di Dna, la ricombinazione omologa, uno dei meccanismi di riparazione frequentemente messi in atto dalle cellule. Il lavoro è stato pubblicato sulla rivista Molecular Cell.
La rottura della molecola di Dna può essere provocata, per esempio, dai raggi ultravioletti o dai raggi X, ma può anche capitare durante la normale divisione cellulare. Il tipo di danno può interessare una parte della struttura o l’intera molecola, ma le cellule sono dotate di diversi meccanismi per ripararlo. Se questi danni non venissero immediatamente corretti, potrebbero portare ad alterazioni a livello funzionale.

I ricercatori olandesi sono riusciti ad osservare il fenomeno di riparazione grazie a un campo magnetico che consente di spingere e ruotare una singola molecola di Dna nella posizione voluta. Nel momento in cui il danno viene riparato, la posizione della molecola cambia: in questo modo gli scienziati dell’Università di Delft sono riusciti a osservare il processo di riparazione in dettaglio.
La possibilità di approfondire le conoscenze su questi meccanismi è molto importante sopratutto in campo oncologico, dato che la formazione di un danno del materiale genetico è uno dei processi che può portare allo sviluppo di cellule cancerose. (s.m.)
Tratto da Galileonet.it

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Si può "suonare" una molecola ?
Johann Sebastian Bach non ci avrebbe neanche pensato, anche perché nel Settecento non si sapeva che cosa fosse una molecola. Ma a partire dagli Anni '80 del XX secolo molti scienziati ci sono riusciti, a sorpresa. Facendosi aiutare da musicisti curiosi, hanno «trasformato» proteine e DNA in fantasiose melodie.
Tratto dall'inserto de " La Stampa" : (TST) Tutto Scienze e Tecnologie, in ultima pagina compare un articolo dal titolo: "DNA, uno spartito da suonare" -
By Vincenzo Guarnieri.
Sottotitolo: Negli USA collaborazioni tra scienziati e musicisti: le sequenze degli aminoacidi diventano note.
Su internet si moltiplicano gli esperimenti.

Come hanno fatto ?
È semplice: una composizione musicale è una sequenza di note su un pentagramma, una molecola
di DNA è costituita da una sequenza di nucleotidi e una proteina da una sequenza di aminoacidi.
Si tratta sempre di sequenze !
Basta quindi creare delle regole che permettano di trasformare una in un'altra e il gioco è fatto. Per il passaggio da DNA a proteina ci ha già pensato la natura: il codice genetico assegna a ogni tre nucleotidi uno specifico aminoacido. Per le altre regole, invece, i ricercatori si sono dovuti sbizzarrire.
Come la biologa Mary Anne Clark della Texas Wesleylan University,che ha avuto l'idea di assegnare ciascuno dei 20 aminoacidi che formano le proteine alle note di una lunga scala musicale.
Ma la ricercatrice non è andata a caso: ha assegnato la nota più bassa all'aminoacido più idrofobico e la più alta al più idrofilico, ordinando gli altri di conseguenza.
Poi ha applicato questi accorgimenti alla sequenza di una proteina e, grazie al software ideato dal musicista John Dunn, è riuscita ad ascoltarne la versione musicale.
vedi: dott.ssa Mary Anne Clark:
http://www.educause.edu/EDUCAUSE+Review/EDUCAUSEReviewMagazineVolume43/GenomeIsland/163176
http://www.whozoo.org/mac/Music/   
vedi i lavori dei Giapponesi sulla Musica del DNA - By Munakata ed altri
http://www.whozoo.org/mac/Music/Sources.htm
http://www.toshima.ne.jp/~edogiku/
http://www.ejbiotechnology.info/content/vol7/issue2/full/8/t6.html


Che cosa ha sentito ?
Una melodia ottenuta dal “suono” della semplice successione di aminoacidi, cioè della struttura primaria di quella proteina. Ma non solo: durante l'esecuzione le note basse “dicono” che stanno suonandogli aminoacidi idrofobici, normalmente posizionati all'interno della struttura tridimensionale.
Le note alte, invece, “dicono” che siamo sulla superficie.
Quindi la studiosa ha trovato un metodo per percepire la struttura della proteina in modo alternativo alla semplice osservazione dei modelli tridimensionali. È come se si “vedesse” la molecola con le orecchie anziché con gli occhi. Manon si è fermata. Gli aminoacidi si dispongono nello spazio formando geometrie regolari, le strutture secondarie, come le eliche o i foglietti.
Una proteina è costituita dall'insieme di queste strutture e la ricercatrice ha voluto ascoltarle.

Come ? 
Scritturando un'intera orchestra... virtuale, naturalmente. Con i violini alle eliche e i fiati ai foglietti, la musica fornisce un'immagine ancora più precisa della proteina.
Provare per credere: sul sito di M.A. Clark si possono ascoltare numerosi esempi, a volte molto particolari.
Non ci si deve stupire quindi di un curioso quartetto che suona simultaneamente l'emoglobina appartenente a quattro specie diverse: tigre, uomo, elefante e toporagno. Questo “ensemble” ci permette di percepire le differenze evolutive tra le specie, facendoci ascoltare questa proteina del sangue.

E il DNA, la molecola definita il “libro della vita”, può diventare lo “spartito della vita” ?
I quattro nucleotidi (Adenina, Citosina, Timina e Guanina), che formano le lunghe catene dei geni, possono diventare note musicali ?
Sembra proprio di sì. L'idea più fantasiosa è stata della compositrice americana Susan Alexjander, che ha utilizzato le frequenze ottenute dagli spettri dei nucleotidi per generare suoni.
Ma alcuni studiosi hanno addirittura utilizzato le melodie del DNA per fare ipotesi sull'origine della vita.
È il caso del giapponese Nobuo Munakata, che ci lavora dall'84, quando ha pubblicato un suo lavoro su “Nature”. Oppure Susumo Ohno, anche lui giapponese, che ha riconosciuto grazie alla musica una serie di “elementi ripetitivi” nella sequenza dei geni, che risalirebbero all'origine dei geni stessi.

La musica può davvero farci capire meglio la scienza ? E la scienza può ispirare gli artisti ?
Questi musicisti e ricercatori rispondono di sì.
Forse come chi partecipa a Roma, fino al 15 giugno 2006, alla seconda edizione di “Arte Scienza”, il festival biennale dedicato all'arte e alle applicazioni scientifiche. Dal confronto tra artisti e scienziati potrebbe anche nascere una scienza più divertente, soprattutto quando diventa musica.
By Sandro Cappelletto

Brevettata la musica del DNA
Roma, 18 dic. 2007 (Adnkronos) - La scoperta è di un team di ricercatori italo-americani guidati da Carlo Ventura e James Gimzewski e potrebbe in futuro portare gli scienziati a indirizzare le cellule a differenziarsi sulla base di suoni di riferimento ben precisi.

Il suono della vita, una sorta di musica proveniente dai movimenti del Dna, è stato registrato e brevettato per la prima volta da un team di ricercatori italiani e statunitensi guidato da Carlo Ventura, docente di Biologia molecolare dell'università di Bologna, e dal fisico James Gimzewski, dell'università di Los Angeles, California. La scoperta, oltre a essere curiosa, potrebbe in futuro portare gli scienziati a trasformarsi in 'direttori d'orchestra' capaci di indirizzare le cellule a differenziarsi seguendo un suono di riferimento ben preciso.
Ventura ha illustrato i risultati dei suoi studi in occasione del convegno 'Aspetti biologici, clinici e sociali dell'allungamento della vita media', organizzato a Roma dall'Istituto nazionale biostrutture e biosistemi (Inbb). "Il nostro genoma - spiega - è fatto da una miriade di anse, di ripiegamenti che non hanno solo la funzione di 'impacchettare' i circa due metri della molecola del Dna in poche decine di millesimi di millimetro di diametro del nucleo.
Per molto tempo - aggiunge - si è pensato che queste anse servissero a guadagnare spazio, ma oggi sappiamo che, pur facendo parte del cosiddetto Dna 'spazzatura', cioè che non codifica alcuna proteina, hanno una precisa funzione di 'architettura"'.
Video: http://www.adnkronos.com/IGN/Video/?vid=1.0.1683534554

"I ripiegamenti del Dna - afferma l'esperto - sono dinamici nell'assemblarsi e nel disassemblarsi e questo loro muoversi in continuazione viene trasmesso a strutture del citoscheletro fino a creare una vibrazione sulla superficie della cellula.
Questa vibrazione è compresa nell'arco di frequenze udibili dall'orecchio umano: dunque, non abbiamo fatto altro che sviluppare un approccio in grado di rilevare questi suoni. E quello che emerge è che questi rumori sono in qualche modo 'specifici' per quello che la cellula sta facendo in termini di espressione di geni, in quel momento". In futuro i ricercatori mirano a capire se il 'suono' può indirizzare le cellule e far comprendere loro cosa fare. In pratica, con il suono giusto si potrebbero impartire precisi ordini. "Bisognerà capire - conclude Ventura - se a differenziamenti specifici corrispondano frequenze sonore specifiche.
Qualora fosse così, solo in un secondo momento si potrà vedere se, facendo ascoltare alla cellula questi suoni, la si potrà trasformare in quello che vogliamo".
Tratto da: http://www.adnkronos.com

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A Che Guevara piaceva ballare, ma aveva grande difficoltà a farlo con una certa coerenza, perché era “amusico”, sordo alla musica: non la «sentiva» e dunque non riusciva a trasformare un ritmo in gesto.
Il disturbo non affligge esclusivamente i rivoluzionari: il premio Nobel per l'economia Milton Friedman lo dovette constatare su di sé, dopo aver inutilmente provato a ricavare un qualche piacere dall'ascolto di dischi e concerti. Piacere negato anche a Sigmund Freud, che viveva a Vienna in anni colmi di musica.
Come spiegare questa incapacità ?
Dove trovare la risposta ad altri diffusi disturbi: se ad alcuni - Mozart il caso più noto – basta ascoltare una volta soltanto una melodia, un brano intero, per saperlo ricantare, trascrivere, al contrario c'è chi non ci riuscirà mai, non solo perché è stonato, ma perché non può memorizzare e restituire col canto quella successione di note.
”Non vi so dire se è una questione biologica o culturale, se è forte o meno la componente ereditaria, se il deficit è innato, ma questa particolare forma di sordità riguarda tra il 5 e il 10%”, dice Isabelle Peretz, autrice del saggio:
«La musica e il cervello», pubblicato nell'Enciclopedia della musica Einaudi, attiva a Montreal, dove è docente di psicologia all'università e si è specializzata in neuropsicologia cognitiva. Accompagnata dalle riflessioni della neuropsichiatra infantile Luisa Lopez (“la musica aiuta a socializzare: cantare in coro è esperienza utilissima”) e del compositore Nicola Piovani («la musica, come la poesia, non si spiega»), la Peretz è stata protagonista della conferenza dedicata al cervello musicale all'Auditorium di Roma.
Numerosi gli esempi: ecco Isabelle, che dopo un incidente ha perduto la possibilità di cantare, mentre intelligenza, linguaggio e memoria sono intatti; ecco Albert, del tutto incapace di rispondere con un giudizio a due musiche diverse.
Numerose anche le affermazioni in negativo: l'orecchio musicale assoluto, cioè la capacità di riconoscere a colpo sicuro un suono, non è sinonimo di intelligenza, ma una qualità innata. La musica di Mozart non rende più abili e non aumenta la capacità di attenzione: studenti statunitensi chiamati ad assemblare figure geometriche, dopo aver ascoltato il complesso rock Blur, l'hanno fatto più velocemente che dopo essere stati «sottoposti» a una sinfonia mozartiana.
”Non è chiaro se la sede della ricezione musicale risieda nell' emisfero cerebrale destro o sinistro, ma nelle persone che soffrono di amusia si riscontra una minore densità della materia bianca e questa constatazione porta a ipotizzare che il deficit sia innato, senza però che pregiudichi altre funzioni e sensibilità”: gli studi che la Peretz conduce al BRAMS (Brain, Music and Sound Research) hanno portato a considerare l'”abilità musicale” come una rete di connessioni: “Utilizzando le tecniche di neuroimaging si è constatato che i rapporti tonali e quelli temporali, percepiti all'ascolto come una dimensione unificata, sono elaborati dal cervello in modo indipendente; che esistono reti neurali specializzate nel riconoscimento delle scale, mentre i gangli della base e del cervelletto partecipano al controllo motorio e percettivo del ritmo”.
Sembra dunque che un insieme di luoghi e di funzioni diverse rechino ognuno il proprio contributo all'organizzazione formale delle nostre capacità musicali, mentre l'”amusia” si è dimostrata più tenace di ogni rimedio.
Se anche la musica è un linguaggio, con il linguaggio condivide dei “meccanismi di elaborazione sintattica”, ma le capacità di ascolto, di apprendimento, di elaborazione creativa sono «servite da reti neurali dedicate», disseminate ovunque nel cervello, connesse tra loro. Misteriosamente assenti in alcuni di noi.
Tratto da: lastampa.it

L'abuso infantile "marca" i geni del DNA  Definizione di Gene

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La geografia scritta nei geni
Le differenze genetiche tra due persone, misurate come numero di mutazioni non condivise, rispecchiano le distanze geografiche dei rispettivi luoghi di nascita

Vicini di casa, vicini di Dna. La regola generale è stata sottoscritta da ben due gruppi di ricerca e presentata la scorsa settimana sulle riviste Nature e Current Biology. Se l'affermazione va presa con le dovute pinze, la morale dei due studi è questa: quanto più due persone sono nate in luoghi geograficamente lontani, tanto più saranno geneticamente distanti. E viceversa.
vedi: PDF NATURE 2008

Alla guida dei due team, che hanno lavorato indipendentemente, ci sono John Novembre dell'Università della California (Los Angeles) e Manfred Kayser dell'Erasmus University Rotterdam. I ricercatori hanno mostrato per gli esseri umani la corrispondenza tra distanza geografia e distanza genetica analizzando centinaia di migliaia di polimorfismi (geni che variano per una singola lettera del Dna) nel genoma di persone provenienti da oltre venti paesi europei. Per ciascuna, i genetisti hanno codificato circa mezzo milione di mutazioni.

Il genoma di tutti i soggetti è stato poi rappresentato come un punto su di un piano cartesiano. In questo modo, persone con genoma molto simile (ovvero con un alto numero delle stesse mutazioni in comune) risultano rappresentate come due punti molto vicini. Viceversa, punti distanti rappresentano genomi che differiscono per la maggior parte delle mutazioni considerate.

A stupire i ricercatori è stato il fatto che, una volta inserite le migliaia di analisi genomiche, il grafico che ne è emerso rispecchia la carta geopolitica dell'Europa: la maggior parte dei genomi appartenenti, per esempio, a portoghesi e spagnoli si trovano raggruppati in una regione dello spazio del piano a Sud-Ovest dei genomi francesi. Come quelli italiani si trovano a Sud-Est di quelli svizzeri.

Tenendo presente che la differenza genetica tra gli europei è estremamente bassa, secondo Kayser quanto osservato è perfettamente in accordo con gli studi sulle ondate migratorie verso l'Europa dei rappresentanti della nostra specie (Homo sapiens) nel corso degli ultimi 20 mila anni. (t.m.)
Tratto da: galileonet.it


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Siete contro i brevetti sul DNA  ?

Chiedete i diritti d’autore
del proprio DNA alle multinazionali che brevettano il DNA umano…..  
Le sequenze di geni non servono. Bisogna leggere le proteine. Come ? Uno scienziato in prima linea spiega 
la nuova sfida 
By Giovanni Sabato
Cosa pensereste se l'architetto a cui avete chiesto di progettare la vostra casa vi presentasse un progetto scritto così: «Wwyportawhjjascenskkorexrrrjj.» ?

Sarebbe lecito che vi domandaste se e quando vedrete mai la nuova casa finita. Questa è la sensazione che avvertono diversi scienziati a proposito della sequenza del genoma umano, la cui decifrazione è stata annunciata trionfalmente ormai più di un anno fa dal celeberrimo Craig Venter (genetista patron della Celera, l'impresa privata che per prima ha annunciato il compimento dell'impresa) e da Michael Collin (capo del progetto federale americano, il vero e proprio Genome Project).

Il paragone è di Stanley Fields, genetista dell'Università di Washington a Seattle, ed esprime bene il misto di eccitazione e frastornamento che avvolge gli addetti ai lavori.

Eccitazione perché senza dubbio la decifrazione del genoma è una meta scientifica eccezionale. Frastornamento perché la sfida, adesso, è quella di dare un senso all'immensa massa di informazione accumulata, di leggere il libro del genoma che ora appare come una serie di lettere indistinte.

Ed è un'impresa che si presenta ben più colossale del sequenziamento stesso.

Si tratta di comprendere le relazioni tra i geni, di identificare le proteine che ciascun gene codifica e, infine, vederne la funzione nel corpo umano. Ma decifrare le proteine non è uno scherzo. E per farlo ci sono alcune tappe intermedie.

Quali ?

Ne abbiamo parlato con Piero Carninci, ricercatore italiano trasferitosi da anni in Giappone presso uno dei templi della ricerca sul genoma, il Riken Genome Science Laboratory di Tsukuba.

Con risultati tanto interessanti che a fine mese tornerà in Italia a ritirare il Biotec Award 2001, che premia i ricercatori italiani che più si sono distinti nell'ambito della biologia molecolare. Carninci lavora proprio sul crinale tra genoma e proteoma. E premette: «La sequenza del genoma, in sé, non può dirci molto: è solo un primo passo, sebbene importantissimo».

Nuda e cruda, la sequenza somiglia molto al bizzarro progetto dell'architetto: i geni (le informazioni rilevanti, i tratti di Dna in cui è scritto come fare le proteine) costituiscono meno del 2 per cento dell'intero genoma e sono dispersi qua e là in una marea di sequenze diverse, molte delle quali apparentemente prive di alcuna funzione (il cosiddetto Dna spazzatura), e per di più possono essere spezzettati in più frammenti intercalati da sequenze senza senso.

«Anche solo individuare i geni nella marea di sequenze incomprensibili non è affatto facile, tant'è che il loro stesso numero è tuttora incerto», ammette Carninci (vedi intervista a William Haseltine a pagina 141).
«Ancor più arduo, poi, è capire a che serve il gene individuato, ovvero qual è la funzione della sua proteina».
Tanto arduo quanto indispensabile, perché il gene, in sé, non è che l'istruzione per fabbricare una o più proteine.
Sono queste ultime che nell'organismo svolgono ogni sorta di attività, dal trasporto dell'ossigeno alla digestione; è il loro modo di funzionare che va sviscerato se si vuole comprendere come funziona il corpo umano, ricavare nuove medicine o chiarire cosa ci rende diversi da una scimmia.
Lo studio sistematico dell'insieme delle proteine prodotte dall'organismo - il cosiddetto proteoma - è la nuova frontiera della ricerca nell'era post-genoma.

«Senza dubbio dalle indagini sulle proteine verranno le risposte più accurate», conviene Carninci:

«Ma prima di vederne i frutti occorreranno molti anni e grossi investimenti». Le proteine assumono strutture tridimensionali contorte e mutevoli, interagiscono l'una con l'altra in molteplici modi e sono ben più numerose dei geni, dato che da uno stesso gene possono derivare decine o talvolta centinaia di proteine diverse; studiarle, dunque, è molto più difficile che decifrare la semplice, lineare sequenza del Dna.

E nel frattempo ?
(NdR: studiamo ed impariamo a leggere il DNA, cosa che non si e' ancora in grado di fare; e' come avere un'enciclopedia e non saperla leggere perche non si conoscono i meccanismi di assemblaggio delle lettere di quell'alfabeto ed il senso di quelle parole, quando si scopriranno).

Una soluzione viene da studi come quello di Carninci, che prendono di mira i prodotti intermedi tra il Dna e le proteine. Ogni volta che la cellula legge un gene, per prima cosa fabbrica un prodotto intermedio (detto Rna messaggero), che poi viene letto a sua volta per produrre la proteina; questi intermediari, a differenza del genoma, contengono la sola sequenza del gene, senza altre sequenze estranee, e vengono prodotti solo nel momento in cui il gene in questione viene letto per produrre la proteina. Carninci, in anni di ricerca, ha messo a punto le tecniche per isolare con precisione inedita gli Rna messaggeri presenti nelle cellule, e le ha impiegate per individuare e raccogliere tutti (o quasi) quelli prodotti dal più classico animale da esperimento: il topo. Ha ottenuto così una raccolta pressoché completa dei geni del topo.

Dai geni isolati in questo modo si possono trarre innumerevoli informazioni.

Per esempio, si può studiare in quali circostanze ciascun gene viene letto, per individuare quelli che si attivano in malattie come il cancro, e che quindi possono avere un ruolo nella malattia.

Si possono anche analizzare l'insieme di tutti i geni accesi nella cellula in un determinato momento, per ricavare indizi sulle loro funzioni. E si possono inoltre condurre studi su come interagiscono tra loro le relative proteine (cosa che con il genoma non è possibile), e identificare proteine sconosciute che interagiscono con quelle già note; anche queste sono informazioni preziose perché, se due proteine interagiscono, evidentemente partecipano allo stesso processo. «Con le nostre tecniche riusciamo a esaminare 100 mila interazioni al giorno», afferma Carninci.

Si tratta di tecniche usate da diversi laboratori per ottenere analoghe raccolte di geni in altri animali e anche nell'uomo. Sono gli studi sul topo, però, a essere particolarmente fruttuosi.

A livello genetico, infatti, questo animaletto è molto simile a noi (quasi tutti i geni umani hanno il loro equivalente nel topo), e gli scienziati compiono su di lui manipolazioni genetiche che nella nostra specie, per ovvi motivi, sono impensabili. Per capire cosa fa un gene misterioso, gli scienziati possono produrre topi che ne sono privi, osservare i guai causati dalla sua mancanza e risalire così al suo ruolo.

A margine rimane poi la questione del cosiddetto Dna spazzatura, che a ben guardare spazzatura non è. Infatti proprio questo materiale genetico forma gran parte del genoma, ma nessuno ne ha identificato la funzione. Perché ?
«È una questione di priorità», spiega Carninci: «Non sappiamo bene che cosa faccia e al momento abbiamo da lavorare tantissimo sulle parti che codificano per le proteine». Di fatto, sul piano pratico le proteine sono le strutture più interessanti: ad esempio, è concepibile disegnare un farmaco che leghi una proteina, ma è difficile pensare a un farmaco che agisca sul Dna del genoma. Quindi, anche se appurassimo che questo Dna ha un ruolo in una malattia, sarebbe difficile porvi rimedio.
Ma probabilmente, aggiunge Carninci, che «il Dna spazzatura è senz'altro essenziale per regolare l'espressione dei geni, cioè per stabilire quando un gene deve essere letto».

In effetti ci sono diversi gruppi che lo studiano, confrontando il genoma di uomo, topo ed altri organismi modello.
Ci sono molte sequenze che sono molto simili in vari organismi; e se una sequenza non cambia molto nel corso dell'evoluzione, vuol dire che svolge un ruolo importante, che non è spazzatura. Quando avremo la sequenza del genoma del topo, che è quasi finita, sarà più facile elencare le sequenze conservate anche nel Dna spazzatura e scoprire così quelle importanti.

Commento NdR:  lo chiamano DNA "spazzatura" perche' non sanno che esso e' anche parte e base - rimasuglio - di un'elica a 12 scale 6+6, che era il nostro antico e primigeno DNA .... dal quale siamo stati sradicati, segati, tagliati, per mezzo di antichissima ingegneria genetica applicata... qualche centinaia di migliaia di anni fa dagli "dei" discesi dal cielo.
TUTTI gli antichi testi parlano di questa "discesa" degli "dei..... sulla terra....., specie le tavolette di argilla degli akkadici....sumeri)Di questi 12 filamenti, di 10 ne e'  rimasti solo l"ombra", attualmente ne conosciamo solo 2, quelli che gli studiosi attuali hanno scoperto e tentato di decodificare, questi altri 10 filamenti "ombra" l'attuale scienza non ne conosce la funzione, ma e' possibile attivarli...per ottenere delle nuove proprieta' sconosciute ai piu'....

Da ultimissime scoperte pare che solo circa 20.000 geni siano molto piu' attivi di altri, cioe' siano piu' complessi di altri, svolgendo attivita' su vari fronti nel dettare informazioni sul come disporre i mattoncini da costruzione per fare prima la cellulae poi .......l'uomo.
Ma quello che questi ricercatori non sanno ancora e' che l'informazione che i Geni contengono NON proviene dalle sostanze chimiche che li compongono, bensì dagli Elettroni che sono in orbita (apparentemente) attorno agli atomi che compongono le molecole delle sostanze chimiche che essi (i Geni) contengono ! Quindi cercare le informazioni solo nelle sostanze chimiche (per mezzo della scoperta dei loro effetti) e' un errore, ma comunque un passo in avanti per scoprire la Verita'.

Una recente scoperta di un matematico francese Jean Claude Perez, che ha scritto un libro divulgativo dal titolo: "Planète Trasgenique" ha confermato il carattere di perfezione matematica e di immutabilità (salvo che non venga manomesso) del DNA; in esso un'architettura matematica di migliaia di "sequenze" di DNA all'interno del genoma, ubbidisce esattamente all'ordine di Fibonacci, (matematico dell'Occidente, che ha introdotto lo "zero", fino allora sconosciuto); quest'ordine: 1 2 3 5 8 13 21 34........, dimostra che il rapporto fra i numeri "interi" è tale che ogni nuovo numero è la somma dei due precedenti; questo rapporto si chiama "rapporto aureo"; questo rapporto è stato per lungo tempo misconosciuto dalla "scienza ufficiale", ma un altro botanico inglese tale Anglais d'Arcy Thomson, ha scoperto con meraviglia che in natura vi sono dei numeri, esempio nel carciofo e nella pigna o pino (nel loro cono) vi sono 5 spirali in una direzione e 5 nell'altra; nei fiori di girasole se ne contano 34 e 55 oppure 89 e 144; questi numeri NON sono casuali ma seguono l'ordine di Fibonacci.
La scoperta del matematico francese, ovviamente rivoluziona anche le più recenti scoperte sul codice genetico; gli scopritori del DNA, Crik e Watson (1953) sostenevano che la sequenza dei nucleotidi era solo frutto del "caso"; mentre Perez al contrario dimostra che queste sequenze NON seguono il "caso", ma bensì leggi ben precise: l'ordine di Fibonacci; questo "codice nascosto" è stato anche rintracciato in fossili di 135 milioni di anni fa ed è la prova della lenta e progressiva ma immutabile evoluzione dello Spirito/mater-ia, ed esso si ritrova in OGNI essere vivente.
Quindi Perez afferma:
"Studiando l'impatto di minime mutazioni dei nucleotidi su di una sequenza di 90.000 basi del genoma umano, dimostro l'effetto nefasto a lunga scadenza su migliaia di basi; l'architettura del DNA è un'orologeria perfetta alla quale contribuiscono anche le regioni non codificate dei geni, al contrario di quanto si ritiene normalmente: ….Inserendo un gene estraneo nel DNA, si rompe questa "orologeria"; il gene si posizionerà in qualche altra parte del genoma, ma non sappiamo ancora bene, dove, come, quando e perché".

Cosa può succedere praticamente ? Perez risponde: "è possibile che si entri in un ciclo di mutazioni genetiche scollegate fra loro e che la velocità delle mutazioni aumentino facendo perdere al genoma la sua stabilità e quindi la produzione di "nuovi VIRUS distruttivi". Egli continua dicendo: "modificare il DNA non è come giocare al meccano; modificare ciò che l' evoluzione ha creato in milioni di anni può essere pericoloso".
Il genetista italiano prof. M. Buiatti dell'Università di Firenze, interrogato a proposito della scoperta di Perez, afferma:
"La matematica è importantissima e ci mostra i vincoli nell'operare le manipolazioni, che dobbiamo rispettare".
Egli continua dicendo che: "l'Organismo Mutato geneticamente (OGM) è diverso da ogni altro organismo;
NON si può predire, conoscendo i singoli geni, come l'organismo intero reagirà; infatti le interazioni, che sono molto importanti, NON le conosciamo
".

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Nel DNA non c’è “spazzatura” -  In realtà, della biologia non sappiamo un cazzo….”:
celebre ammissione pronunciata da Craig Ventre, ossia dal biologo che ha lanciato (a scopo di lucro) l’Human Genome Project; lo stesso uomo che ha proclamato di aver “mappato l’intero DNA” dell’uomo nella sua azienda privata, la Celera.
Come forse solo gli esperti sanno, tale “mappatura completa” riguarda solo il 5% del DNA.
Cioè solo di quella parte (25 mila geni) che “si esprime”, ossia che codifica e forma le proteine degli organismi viventi.
Ed il restante 95% ?
Quello “non si esprime”.
E’ “silente”.
Non "sembra intervenire" nella sintetizzazione delle proteine, né avere una funzione attiva.
Rapida conclusione degli scienziati: dunque, non serve a nulla. E’ una specie di imbottitura superflua.
Anzi “spazzatura” (junk).
E naturalmente, hanno elaborato tutta una pseudo-teoria, basata sull’evoluzionismo darwiniano, per spiegare come mai nel DNA ci sia tanta “spazzatura”.

(NdR: una precisazione per i non biologi:  i biologi sanno che il DNA codificante (i geni) nel “genoma umano” è solo una minima parte della totalita’ !
Ma non e’ cosi per tutti genomi: ad es. lievito, zebrafish e arabidopsis hanno genomi molto più compatti; idem per i batteri o del DNA mitocondriale;
Nel genoma umano, il resto è in parte roba strutturale (es. centromeri), in parte serve a regolare i geni (es. enhancer e silencer,  quello che differenzia un uomo da un topo o da un  elefante non sono i prodotti genici, se non in minima parte, ma la loro regolazione) ed in parte è davvero “spazzatura” (esempio: Sine e ripetizioni varie) o così pare, infatti non si e’ ancora compreso bene il VERO significato di tutto il menoma umano.)

E’ il risultato, dicono, di una quantità di “infezioni” batteriche e “contaminazioni” genetiche accidentali avvenute in centinaia di milioni di secoli dal “progenitore originario” e comune da cui si sono evoluti tutti i viventi attuali, più una enormità di “residui” di funzioni un tempo utili al “progenitore”, ma ormai abbandonati e inservibili, perché “superati dall’evoluzione”.
Ora, va capito che il DNA è in qualche modo il “manuale d’istruzione” con cui la natura fabbrica un topo o un bambino.
E si dovrebbe spiegare come un manuale, un testo, che ricopiato per milioni di anni ha accumulato al suo interno un 95% di “errori di stampa” e refusi casuali - anzi di fatto è costituito quasi solo da errori - resti capace di funzionare egregiamente, e impartire gli ordini giusti per fabbricare topi e bambini generalmente sani e vitali.
Ma la cosa non interessa gli “scienziati” come Ventre: loro, si sono affrettati a brevettare i geni che fabbricano le proteine, per sfruttarli commercialmente, fabbricare sementi e animali trasngenici, topi con il fegato umano, soia con il gene pesticida e così via.
Ora però, un’analisi matematica condotta dall’IBM sul genoma “silente” ha scoperto che vi si ripetono in modo ricorrente dei “motivi”, dei “disegni” (patterns) che misteriosamente corrispondono a “motivi” e “patterns” che appaiono nel DNA che si esprime. E sono convinti che la “spazzatura”, dopotutto, serva a qualcosa.
Anzi che forse serve più del DNA “utile” (1).

Andiamo per ordine.
Perché la scoperta viene dall’IBM e non dagli “scienziati” biologi?
Perché al Watson Research Center dell’Ibm, il capo Isidore Rigoutsos e i suoi colleghi hanno messo a punto un software, chiamato “pattern discovery”, con lo scopo di scandagliare archivi di dati molto grandi, per esempio i dati storici di Borsa o della stampa scientifica, alla ricerca di informazioni utili in un mare di “spazzatura” ormai inutile.
E, giusto per provare, l’hanno applicato al DNA.
Il DNA umano ha 20-25 mila geni “utili” che codificano proteine, e 6 miliardi di patrimonio genetico di “spazzatura”.
All’IBM hanno scandagliato quei sei miliardi di “cose”, alla ricerca di frequenze che si ripetessero in qualche modo significativamente. Ne hanno scoperto milioni. Milioni di “motivi” e “patterns”.
Ma in particolare, ne hanno scoperto circa 128 mila, nella spazzatura, che ricorrono anche nel genoma che si esprime. Anzi, quegli stessi “motivi” sono super-presenti nei geni più coinvolti in specifici processi biologici. Più precisamente, nella “regolazione della trascrizione”.
O ancora più precisamente, i “motivi” ricorrenti sono associati a piccole molecole di RNA che svolgono un processo chiamato “silenziatore dei geni dopo la trascrizione”.

Di che si tratta ?
In breve, cercando di capire al volo: una
cellula umana fertilizzata, l’embrione, comincia a moltiplicarsi rapidamente.
All’inizio, le nuove cellule sono tutte uguali.
E’ questo che fa il DNA utile: riprodurre cellule tutte uguali a se stesse.
Se il processo continuasse così, non nascerebbe un bambino, ma un grumo indifferenziato di carne.
Un cancro: perché il cancro non è altro che un tessuto di cellule tutte uguali, che proliferando invadono il corpo.
Invece, nell’embrione, avviene qualcosa di prodigioso.
Ben presto, le cellule si diversificano.
Diventano fegato, unghie, tessuto cerebrale, vene, arterie, pancreas….ogni “cosa” con una funzione differente, ogni cosa essenziale, ogni cosa al posto giusto nell’organismo.
E' come se un “progettista”, che segue delle istruzioni e una mappa precisa, mettesse ogni cosa a posto.
Insomma: ogni singola
cellula, pur contenendo gli stessi identici geni, lo stesso DNA, diventa diversa.
Come ?
Perché qualcosa “spegne” ed “accende” certi precisi geni, o certe loro funzioni, attivando o chiudendo certi interruttori, secondo il “progetto” uomo (o topo).

Questa modulazione, questo “spegnimento” dei geni superflui avviene non durante, ma “dopo” la trascrizione operata dal DNA “funzionante”.
Quei 25 mila geni fanno le cellule tutte uguali.
Ma una volta prodotte, esse vengono poi “modulate” grazie a un processo di “interferenza del RNA”, in cui molecole “messaggere” riducono l’espressione, originariamente “totipotente” e indiscriminato, per tenerne attuale solo una parte.
Ora, l’IBM comincia a capire che in questo processo - il più importante: quello che da un cancro produce un uomo con arti ed organi sani - entra in qualche modo il DNA “spazzatura”.
C’è un sicuro collegamento tra la vasta area del DNA che credevamo non funzionante con la parte del genoma che sappiamo funzionante”, ha detto Rigoutsos: “il punto è che per verificare la scoperta, occorrono risorse e una quantità di studiosi”.
E’ vero: solo per mappare 25 mila geni, sono occorsi miliardi di dollari e migliaia di scienziati nei laboratori di tutto il mondo.
Qui, si tratta di mettere pazientemente alla prova 6 miliardi di geni, o almeno 128 mila “motivi ricorrenti”, per vedere come funzionano le cavie da laboratorio private selettivamente dell’uno o l’altro di questi.
Decenni di ricerche.

Con la prospettiva di trovare davvero la “cura-miracolo” per il cancro, scoprendo il meccanismo erroneo per cui certe cellule non obbediscono più al “progettista” e si mettono a replicarsi tutte uguali, anziché diversificarsi e “spegnersi”.
Già da tempo altri scienziati senza scopo di lucro, del resto, avevano puntato il dito su certi “patterns” ricorrenti nel genoma “silente” e “spazzatura”.
Il gruppo di David Haussler all’Università di California di Santa Cruz ha cominciato a confrontare il “genoma spazzatura” di uomo, topo e ratto (tre mammiferi).
E per escludere il caso, hanno cercato solo le sequenze di almeno 200 basi che si ripetessero nel DNA delle tre specie. Sequenze così lunghe non possono essere casuali. Ne hanno trovate 480. Presenti non solo nei tre animali esaminati, ma anche nel pollo e nel cane. Ma assenti negli insetti e nei molluschi marini (2).
La cosa che ha stupito Haussler è: come mai, nella “evoluzione” darwiniana, queste sequenze appartenenti alla “spazzatura” sono state conservate per milioni di anni ?

Perché da buon darwinista, egli crede che topi, ratti, uomini, polli e cani (ma non gli insetti) discendono da un “antenato comune” vissuto (si crede) 400 milioni di anni fa.
Questo antenato avrà avuto quelle sequenze.
Ma come mai i progenitori le hanno conservate identiche ?
Vuol dire che quelle sequenze sono “utili”, anzi necessarie.
Per esempio a fare un animale a sangue caldo (pollo o uomo), e non un insetto.
Evidentemente, ragiona Haussler, perché la loro scomparsa avrebbe danneggiato la capacità di sopravvivere nella “lotta per l’esistenza” di questi animali. Eppure, queste sequenze super-conservatrici sono nella “spazzatura” ritenuta silente.
Le nostre scoperte iniziali dimostrano invece che la maggior parte del genoma, quella che non codifica le proteine, fa qualcosa di molto più importante”, dice Haussler: “hanno una parte che non conosciamo ancora, nello sviluppo e differenziazione delle specie”: anche in questo caso, pare, modulando il modo in cui il RNA messaggero “spegne” e accende  gli interruttori genetici che fanno di un grumo di proteine un uomo, oppure una gallina.
E’ solo la punta dell’iceberg”, dice ora il professor Chris Ponting, della unità genetica del Medical Research Council britannico. E se la prende con “certi settori che hanno premuto per mappare soltanto le poche parti del DNA che codificano le proteine, asserendo che mappare il resto era una perdita di tempo”.

Ecco il punto.
Perché una vera e completa analisi scientifica, tesa ad appurare una vera e completa verità, sarebbe “una perdita di tempo ?” Per chi ?
Risposta: per chi ha fretta di brevettare la parte del codice “utile” a fare organismi geneticamente modificati, e a brevettare anche quelli - nonché le tecniche genetiche per produrli.
Il profitto e l’industria genetica hanno bloccato la scienza. Anzi peggio.
Profitto e industria sono corsi a produrre e vendere soia geneticamente modificata, virus modificati per vaccini, medicinali trasngenici, ignorando come funziona il 95% della “cosa” che hanno modificato.
E proclamando che i loro prodotti sono “innocui”.
Ma il DNA non funziona nel modo “lineare” e semplificato che gli scienziati a scopo di lucro affermano.
Il DNA è un dinamismo fluido, capace di agire in direzioni imprevedibili.

Ad esempio si sa, o si sospetta, che le modificazioni del gene possono saltare da una specie all’altra ?
Che la soya transgenica contamina quella naturale, trasferendole le sue proprietà ?
Che effetto possono provocare delle garze fatte di cotone OGM posate su una ferita ?
E i fiocchi di granturco geneticamente modificato che vostro figlio mangia a colazione ?
E le panelle di soia transgenica di cui sono nutrite le vacche da latte ?
E i vaccini da virus geneticamente modificati ?
E i farmaci “genetici” che devono sostituire gli antibiotici, ormai sempre meno efficaci perché i batteri sono diventati geneticamente “resistenti” ad essi ?
L'industria risponde: nessun effetto, state tranquilli.
La garza di cotone trasngenico non infetterà il vostro DNA.
Credete a noi.
Sappiamo tutto di come funziona il DNA. Anche quel 95 % che non abbiamo voluto studiare. Non serve a nulla.
E’ spazzatura. Imbottitura, come quella dei divani e delle poltrone. Non agisce. E’ silente. Ossia inattivo, inerte.
Ve lo diciamo noi, che sappiamo tutto di biologia.
Di come funziona la biologia, in realtà, non sappiamo un cazzo…..”, si è lasciato scappare Craig Ventre.
By Maurizio Blondet – 30/04/06
L'abuso infantile "marca" i geni del DNA  Definizione di Gene

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DNA - C’era una volta un cristallo liquido
Singoli nano-frammenti di acido nucleico si auto-assemblano spontaneamente in ordinate strutture, simili a quelle dei display.
La scoperta italo-americana fornisce nuovi indizi sull’origine della vita.
Tratto da: http://www.galileonet.it/news/9154/cera-una-volta-un-cristallo-liquido

vedi:
NAKATA_Science 2007

DNA senza segreti - Svelata da un team di ricerca italiano la struttura elettronica della macromolecola
http://www.galileonet.it/news/9163/dna-senza-segreti
By De Felice: http://www.nature.com/nmat/journal/v7/n1/full/nmat2060.html

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Metodi computazionali in biologia - Una nuova tecnica per sequenziare il DNA virale
La nuova metodologia produce risultati molto simili alle tecniche convenzionali, ma con un costo inferiore e con una risoluzione potenzialmente più alta.
Nell’ambito di una collaborazione internazionale, ricercatori statunitensi e svizzeri hanno sviluppato strumenti matematici e statistici per ricostruire popolazioni virali, utilizzando il pirosequenziamento, una nuova tecnica per il sequenziamento del DNA.
Lo riferisce l’ultimo numero della rivista on line ad accesso libero “PLoS Computational Biology”.
Finora era noto come le letture frutto del pirosequenziamento fossero brevi e afflitte da frequenti errori, che gli scienziati hanno cercato di migliorarlo per molto tempo. Ora il nuovo processo sviluppato presso l’ETH di Zurigo ha dimostrato di poter diminuire il tasso di errore e di fornire informazioni in modo più veloce ed efficiente.

Il metodo è stato applicato a quattro popolazioni di HIV-1 ottenute da pazienti resistenti ai farmaci, che sono poi state confrontate con 165 sequenze ottenute direttamente mediante sequenziamento, per esempio per clonazione dagli stessi campioni. “Queste nuove tecniche producono risultati molto simili alle tecniche convenzionali, ma con un costo inferiore e con una risoluzione potenzialmente più alta”, ha spiegato Niko Beerenwinkel dell’ETH, che ha partecipato allo studio.
La conoscenza della struttura genetica delle popolazioni virali è critica per proseguire la ricerca biomedica sulla progressione della malattia, sulla progettazione di vaccini e sulla resistenza ai farmaci.
L’abilità di stimare la struttura delle popolazioni virali mantiene la grande promessa di una nuova e più profonda comprensione dell’evoluzione virale e del controllo delle malattie. (fc)
Tratto da: lescienze.espresso.repubblica.it

Per chi fosse interessato: Nel DNA sono inseriti anche i 12 nomi del Divino - (vedi: chi e', cosa e' dov'e' Dio
Definizione di Gene

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Osservata in tempo reale la riparazione del DNA
Grazie all'applicazione di un campo magnetico esterno è stato possibile muovere e spostare una singola molecola di DNA nel modo voluto
Per la prima volta ricercatori della Kavli Institute of Nanoscience a Delft, nei Paesi Bassi, sono riusciti a osservare la riparazione spontanea di un danno in una singola molecola di DNA.
Le cellule possiedono meccanismi di riparazione dei continui da anni a carico del DNA che si verificano continuamente in modo accidentale. Essi possono variare dalla variazione di un singolo nucleotide a una rottura totale della struttura del DNA. Queste rotture, per esempio, possono essere causate dalla radiazione ultravioletta o da i raggi X, ma possono verificarsi anche durante la divisione cellulare, quando i singoli filamenti della doppia elica di DNA si separano per la duplicazione.
Se questo tipo di rotture non viene riparato in modo corretto c’è un alto rischio di malfunzionamenti dei meccanismi cellulari che possono portare alla creazione di cellule cancerose.
Stando a quanto riferito in un articolo pubblicato sulla rivista “Molecular Cell”, uno dei principali meccanismi di riparazione in questo caso è noto come ricombinazione omologa: proprio questo processo è stato osservato per la prima volta dai ricercatori della Delft in tempo reale grazie a una innovativa metodica che utilizza un campo magnetico applicato dall’esterno che permette agli sperimentatori di muovere e ruotare la molecola di DNA in modo controllato. (fc)
Fonte: Molecular Cell - Tratto da: lescienze.espresso.repubblica.it

Commento NdR: cio' significa che i campi elettromagnetici possono modificare il Dna ! e quindi l'elettrosmog creato dall'uomo  ed esistente sulla Terra e' dannatamente pericoloso !

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Genetica:  Il DNA è un acido organico ad alto Peso Molecolare ed ad alta ripetitività che permette, tramite una sequenza variamente combinata di basi: adenina, guanina e timina, citosina, di immagazzinare la sequenza di aminoacidi di una proteina, ma e' anche una antenna ricetrasmittente
Il codice di lettura del DNA è composto da triplette di basi che corrispondono ad Aminoacidi, questo è il Codice Genetico.
La sequenza di basi che corrisponde alla proteina è una ORF.
Nel Genoma sono presenti diversi geni che codificano per diverse proteine.
Nel Genoma umano sono presenti circa 30.000 geni che codificano le proteine dell'organismo uomo. Nelle varie specie di animali variano la quantità e la tipologia.
Il Genoma dell'uomo è organizzato in 46 cromosomi =
23 coppie di cromosomi presenti nel nucleo di ciascuna cellula.  
I cromosomi sono spesso presenti in coppie, 23 nella specie umana, di cui 22 coppie sono cromosomi omologhi (cioè simili) detti autosomi ed 1 coppia di cromosomi diversi che sono i cromosomi sessuali.
Se si sostituisce un cromosoma di scimmia ad una cellula umana non si ottiene NULLA.

Il DNA (in Italiano ADN) è un acido nucleico ed è l’elemento indispensabile per tutte le forme viventi; i Cromosomi sono costituiti da DNA e sono strutture a bastoncello ancora poco note nella loro costituzione e racchiuse anche nel nucleo, nella parte più interna di ogni cellula e nei mitocondri ed è composto morfologicamente da una “doppia” elica a spirale avvolta su se stessa; ma probabilmente all’origine della specie umana, secondo alcuni ricercatori, questa “scala genetica” era più complessa, cioè era l’insieme di 12 scale avvolte su se stesse; si è in seguito “ridotta” solo a 2, da qui il termine di “doppia”, per mezzo di manipolazioni genetiche volute da una stirpe di esseri conoscitori della scienza genetica, che ci hanno "messo" centinaia di migliaia di anni or sono su questo pianeta, come prigione della Galassia.
La prova starebbe nel fatto che coloro che studiano il DNA hanno trovato degli “strani” frammenti di DNA all’interno della scala elicoidale, di cui non sanno spiegare l’origine.

L’avere più “scale” avvolte permetterebbe, per esempio di far risuonare le cellule dei corpi umani su molte più frequenze del Campo Psico ElettroMagnetico Universale (CEIU) dell’UniVerso ed ottenere molti più gradi di libertà e quindi di conoscenza; che sia quasi sicuramente così, lo possiamo intuire per il fatto che abbiamo un cervello così ben strutturato da poter gestire un’immensità ben maggiore di informazioni, di quante non ci necessitino per ora, quindi è evidente che vi era alla base/origine, un diverso utilizzo del cervello, che si è alterato od è stato modificato ad un certo periodo della storia umana.
E’ notorio che utilizziamo al massimo il 10 % del cervello per la nostra vita, e l’altro 90 % a cosa serve ???
Con più eliche nel DNA, potremmo per esempio “rifarci” un arto amputato, potremmo avere vista telescopica od a raggi X, udire più frequenze, allungarsi o rimpicciolirsi a volontà, saremmo di fatto degli esseri umani con enormi possibilità, anche quella di volare con le nostre ali auto generate sul retro delle spalle, ecc.
Tutte le “istruzioni necessarie” per la “costruzione guidata ed organizzata di ogni organismo vivente”, sono “scritte” sulla molecola del DNA, come su di un nastro magnetico sotto forma di codice bio molecolare ultra microscopico, "binario" nella composizione della scala cromosomica.

Perché le cellule muoiono ?, non solo perché si intossicano oltre modo, ma per il fatto che esse sono regolate anche dall’informazione contenuta negli atomi che compongono i geni del DNA dei Mitocondri; i geni sono attivati ad agire per la morte cellulare definitiva, per il fatto che l’inquinamento endo cellulare supera i limiti programmati dal DNA e non può neanche superare il “tempo” programmato.

La morte di una cellula non è piu' un evento misterioso, il segreto della sua fine è nascosto anche nei Mitocondri; questi sono le centrali energetiche delle cellule. Pare che negli USA all’Università di Pittsbourgh, dei ricercatori abbiano potuto vedere in laboratorio la morte cellulare e capire da dove proviene.
La ricerca ha dimostrato per la prima volta che i mitocondri sono i veri esecutori delle morti cellulari e che contrariamente a quanto si riteneva fino ad ora una cellula riesce a sopravvivere anche quando i mitocondri smettono di funzionare per brevi periodi; i ricercatori hanno messo a confronto due gruppi di cellule di roditori, quelle con i mitocondri disattivati sono sopravissute, le altre sono morte.

Una recente scoperta di un matematico francese Jean Claude Perez, che ha scritto un libro divulgativo dal titolo: “Planète Trasgenique” ha confermato il carattere di perfezione matematica e di immutabilità (salvo che non venga manomesso) del DNA; in esso un’architettura matematica di migliaia di “sequenze” di DNA all’interno del genoma, ubbidisce esattamente all’ordine di Fibonacci, (matematico dell’Occidente, che ha introdotto lo “zero”, fino allora sconosciuto); quest’ordine: 1 1 2 3 5 8 13 21 34........, dimostra che il rapporto fra i numeri “interi” è tale che ogni nuovo numero è la somma dei due precedenti; questo rapporto si chiama “rapporto aureo”; questo rapporto è stato per lungo tempo misconosciuto dalla ”scienza ufficiale”, ma un altro botanico inglese tale Anglais d’Arcy Thomson, ha scoperto con meraviglia che in natura vi sono dei numeri, esempio nel carciofo e nella pigna o pino (nel loro cono) vi sono 5 spirali in una direzione e 5 nell’altra; nei fiori di girasole se ne contano 34 e 55 oppure 89 e 144; questi numeri NON sono casuali ma seguono l’ordine di Fibonacci.

La scoperta del matematico francese, ovviamente rivoluziona anche le più recenti scoperte sul codice genetico; gli scopritori del DNA, Crik e Watson (1953) sostenevano che la sequenza dei nucleotidi era solo frutto del “caso”; mentre Perez al contrario dimostra che queste sequenze NON seguono il “caso”, ma bensì leggi ben precise: l’ordine di Fibonacci; questo “codice nascosto” è stato anche rintracciato in fossili di 135 milioni di anni fa ed è la prova della lenta e progressiva ma immutabile evoluzione dello Spirito/mater-ia, ed esso si ritrova in OGNI essere vivente.
Quindi Perez afferma: “Studiando l’impatto di minime mutazioni dei nucleotidi su di una sequenza di 90.000 basi del genoma umano, dimostro l’effetto nefasto a lunga scadenza su migliaia di basi; l’architettura del DNA è un’orologeria perfetta alla quale contribuiscono anche le regioni non codificate dei geni, al contrario di quanto si ritiene normalmente: Inserendo un gene estraneo nel DNA, si rompe questa “orologeria”; il gene si posizionerà in qualche altra parte del genoma, ma non sappiamo ancora bene, dove, come, quando e perché”.

Cosa può succedere praticamente ?
Perez risponde: “è possibile che si entri in un ciclo di mutazioni genetiche scollegate fra loro e che la velocità delle mutazioni aumentino facendo perdere al genoma la sua stabilità e quindi la produzione di “nuovi VIRUS distruttivi”. Egli continua dicendo: “modificare il DNA non è come giocare al meccano; modificare ciò che l’evoluzione ha creato in milioni di anni può essere pericoloso”.

Il genetista italiano prof. M. Buiatti dell’Università di Firenze, interrogato a proposito della scoperta di Perez, afferma:
La matematica è importantissima e ci mostra i vincoli nell’operare le manipolazioni, che dobbiamo rispettare”.
Egli continua dicendo che: “l’Organismo Mutato geneticamente (OGM) è diverso da ogni altro organismo; NON si può predire, conoscendo i singoli geni, come l’organismo intero reagirà; infatti le interazioni, che sono molto importanti, NON le conosciamo

Un esempio: la società SHOWA DENKO (USA) aveva immesso sul mercato un amminoacido non colloidale, molto comune, il “triptofano” prodotto dalla manipolazione genetica di un determinato batterio; il costo di produzione doveva essere competitivo rispetto ai metodi tradizionali (non conosciamo l’entità dell‘eventuale risparmio); il triptofano così prodotto è entrato nella composizione di uno dei tanti integratori dietetici, in gran voga in America e per colpa di quel prodotto ottenuto con una mutazione genetica, si sono avuti 37 morti, 1.500 persone semi paralizzate, 5.000 con danni temporanei: ...poiché l’origine “transgenica” del prodotto NON era indicata nell’etichetta, le autorità sanitarie USA hanno impiegato diversi mesi per capire e trovare il “responsabile”; si da il caso che il prodotto aveva superato tutti i “test” previsti dalla pur severa legge americana;
Lo FDA, (
Acronimo di Food and Drug Administration - "ente per il cibo e le medicine" -  è l'ente governativo statunitense che si occupa della gestione, catalogazione, messa al bando dei prodotti alimentari e farmaceutici). Questo ente statale e' stato molte volte accusato di aver permesso la commercializzazione di molti prodotti, farmaci, Vaccini, senza aver controllato e studiato l'impatto sulla salute dei consumatori.....chissa' perche'...? perche' e' sovvenzionato dalle case farmaceutiche....) aveva concesso l’autorizzazione al consumo umano; ora la società dovrà risarcire con milioni di dollari i danneggiati; ma chi risarcirà i futuri figli di quei cittadini che hanno utilizzato quel prodotto, dato che le mutazioni genetiche passano attraverso il DNA alle generazioni future ?  
Questa è la DIMOSTRAZIONE delle PERICOLOSITA di qualunque manipolazione od alterazione genetica, di cibi (OGM), sostanze, farmaci o quella prodotta dai Vaccini.

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Seguita in diretta la replicazione del DNA - 01/11/2009
Identificati otto passi critici nel delicato processo di copiatura da parte dele polimerasi dei singoli filamenti di DNA durante la replicazione cellulare.
Un gruppo di ricercatori dell'Ohio State University è riuscito per la prima volta a osservare in tempo reale il comportamento di quattro parti, o domini, di un enzima denominato Dpo4, fondamentale per la replicazione del DNA
Le polimerasi sono enzimi presenti nella cellula che svolgono il compito di copiare il DNA. Quando i due filamenti di una molecola di DNA si separano prima della duplicazione di una
cellula ciascuno di essi funge da “stampo” per il filamento di nuova formazione.

Le polimerasi sono responsabili della “lettura” degli stampi per determinare dove porre i nucleotidi nella posizione corretta secondo i ben noti accoppiamenti tra basi complementari adenina-timina, citosia-guanina.

Finora sono state descritte sei famiglie di polimerasi in base alla loro sequenza di amminoacidi: A, B, C, D e Y, scoperta recentemente.

La famiglia A è stata ben studiata e svolge gran parte del compito di copiatura. Ma gli enzimi che vi appartengono arrestano il processo quando si trovano in corrispondenza di un danno del DNA, mettendo in forse l'intero processo di replicazione e portando potenzialmente alla morte dell'intera cellula.

La famiglia Y d'altra parte, può intervenire e bypassare il danno permettendo alla copiatura di continuare e alla cellula di sopravvivere. Proprio questo ruolo è quello che ha indotto i ricercatori a chiedersi se non siano proprio questi enzimi la principale fonte di errori nella copiatura.

Si è così cominciato a utilizzare negli esperimenti l'enzima Dpo4 (DNA polymerase IV), determinando in prima battuta le strutture cristalline delle relazioni tra questo enzima e il DNA che rappresentano la loro relazione “congelata” in un dato istante.
Per poter poi seguire il processo in tempo reale, Suo e colleghi hanno inserito marcatori fluorescenti in ciascuno dei quattro componenti dell'enzima e in un filamento di DNA.

La polimerasi interagisce con il DNA per cominciare il processo di copiatura in presenza di un nucleotide specifico, in questo caso la molecola chiamata dNTP. Si è così potuto descrivere tale processo come una serie di otto passi critici con tre distinti movimenti in presenza di dNTP: l'enzima rimane isolato finché non si lega col DNA; l'enzima e il DNA si riposizionano quando il nucleotide si lega alla polimerasi; i domini dell'enzima cominciano a muoversi, legandosi al filamento di DNA che funge da stampo.

“Approfondire la conoscenza dei complessi processi di replicazione del DNA è fondamentale per comprendere le basi molecolari delle patologie di origine genetica”, ha concluso, Zucai Suo, professore associato di biochimica del Comprehensive Cancer Center dell'OSU e coautore dell'articolo apparso sulla rivista ad accesso libero "PLoS Biology". (fc)

Tratto da lescienze.espresso.repubblica.it

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La terza dimensione del codice genetico - Verso un'analisi "topografica" del DNA
L'analisi della sua struttura tridimensionale indica come le regioni del genoma non codificanti ma funzionalmente attive siano il doppio di quelle finora considerate.

Un nuovo modo di rilevare le regioni funzionali del DNA, che coinvolge l'osservazione della struttura in 3D del DNA, e non soltanto la sequenza di basi. è stato messo a punto da un gruppo di ricercatori dei National Institutes of Health (NIH), del National Human Genome Research Institute (NHGRI), e dalla Boston University, che lo illustrano in un articolo pubblicato in anteprima online sul sito di "Science".
Questo nuovo metodo "topografico" prevede l'identificazione di tutte i ripiegamenti, le anse, le concavità del genoma umano per confrontarle con le caratteristiche strutturali degli elementi corrispondenti rilevabili in altre specie. E' verosimile, osservano i ricercatori, che le caratteristiche strutturali conservate in molte specie abbiano un ruolo importante nelle funzioni dell'organismo, mentre quelle che sono cambiate potrebbero avere un significato minore.
"Il nuovo approccio rappresenta un esaltante progresso che accelererà i nostri sforzi di identificazione degli elementi funzionali del genoma. che rappresenta una delle maggiori sfide della genomica di oggi", ha commentato Eric Green. Insieme alle continue innovazioni nel sequenziamento del DNA, questo approccio topografico allargherà i nostri orizzonti nel tentativo di usare le informazioni del genoma per la salute dell'uomo."

Nello studio, i ricercatori hanno confrontato la topografia del genoma umano con quella di altre 36 specie di mammiferi, fra le quali il topo, il coniglio, l'elefante e lo scimpanzé. In questo modo hanno trovato che circa il 12 per cento del genoma umano non codificante sarebbe funzionalmente significativo, vale a dire una percentuale doppia rispetto a quella stimata ricorrendo a metodi che si limitano confrontare le sequenze di DNA.
I ricercatori osservano infatti che non sempre la sequenza di basi del DNA rappresenta un buon indicatore di funzionalità. Hanno infatti scoperto che sequenze di DNA molto simili possono assumere forma topografiche estremamente differenti, un fatto che può avere un impatto significativo sulla loro possibilità di essere o meno funzionalmente attive.
D'altra parte, sequenze differenti possono assumere conformazioni topografiche molto simili e svolgere funzioni analoghe. La conclusione dei ricercatori è che in molti casi la struttura tridimensionale del DNA può essere un fattore predittivo molto più preciso della funzionalità di una sequenza di DNA. (gg)
Tratto da: lescienze.espresso.repubblica.it

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Ritorniamo alla descrizione del DNA: esso è arrotolato in una “molla” a spirale elicoidale logaritmica a sequenza di lettura analogico/digitale su base bio elettrochimica.
Le 4 sostanze che determinano e compongono la scala elicoidale del DNA, sono in costante armonica multi frequenziale interazione, con l’emissione del CEIU (Campo Psico Energetico Informato Universale) dell’Universo contenente le frequenze delle 4 Forze/Energie Fondamentali del Creato.

Il Cr-omo-soma (ovvero radice di aRCa=CRanio = Cr) il contenitore, uguale (omo=simile) al corpo (soma=corpo fisico) che aiuta a vivere, è l’antenna rivelatore e ricevitore-trasmettitore-ripetitore, dei ritmi dell’Universo nelle cellule dei corpi viventi, cioè rivela e ritrasmette fornendo le “pulsazioni” del Campo Psico Elettro Magnetico dell’Universo nel circuito ove è immesso; ad ogni pulsazione del Campo Universale, la molla cromosomica si carica, cioè si comprime, accumulando le Energie/Frequenze anche dinamiche ricevute dal Campo, determinando di fatto una differenza di potenziale energetico/dinamico; quando essa si dilata e rilascia energia dinamica, riversa la pulsazione rivelata nell’ambiente liquido dove si trova, che viene immediatamente amplificata determinando la pulsazione della cellula stessa, che a sua volta la trasmette all’ambiente esterno dell’organo o sistema corrispondente alla quale appartiene e che rivelerà solo i ritmi ad essi confacenti determinati dalla loro specializzazione.

Esempio: il Cuore umano in un individuo sano, pulsa a circa 65/70 periodi al secondo, esso riceve la sua pulsazione (frequenza ed autoregolazione del battito, pressione e quella sonora) dalle cellule nervose del suo "piccolo cervello" interno composto solo da circa 40.000 cellule, proprio e queste la ricevono dal campo Toroidale emanato dal Cuore stesso, (il campo Toroidale arriva fino a circa 3 metri di diametro) il quale e' in risonanza con le frequenze elettromagnetiche dell'Uni-Verso e la ritrasmette-informa attraverso i cromosomi ed il suo CEM, anche alle altre e varie cellule del corpo, affinche' tutto sia in completa armonia-sincronia.
Il campo Toroidale emanato dal Cuore, e' il piu' potente ed ampio campo emesso rispetto a quelli emessi da qualsiasi altro organo del corpo. Esso modula il "colore" dell'Aura degli esseri viventi. 
Quando viene concepito un bambino/a
il cuore pulsa ancora prima che il cervello del CRanio si sia formato.
Recenti ricerche effettuate dalla medicina Bioelettromagnetica, hanno rivelato, evidenziando e dimostrando l'esistenza di questo campo Toroidale emanato dal Cuore, che esso e' il piu' ampio CEM dell'essere vivente e puo' essere misurata a distanza dal soggetto con uno strumento a Superconduzione di Interferenze Quantiche (SQUID) basato su magnetometri. vedi www.heartmath.org
Per avere una idea di questo campo, immaginate una "bolla" avente un diametro grande come le due braccia allargate, nel quale siete immersi.
vedi OloMero  +  Atomo  +  Buchi neri

Due cromosomi che ri stanno ricombinando fra loro dopo la fase di suddivisione
(dal laboratorio di biologia molecolare di Heidelberg , DE)

Il Cromosoma si comporta di fatto come un “motore dinamico della vita” che interferendo con il CEIU (Campo ElettroMagnetico Universale) rivela il moto ad esso confacente e riproducendo nella scala corrispondente il RITMO/MOTORE, cioe' le frequenze del meraviglioso “amplesso”, dentro/fuori, avanti/indietro, dell’UniVerso Maschio/Femmina - Caldo/Freddo - Yin e Yang.
Ecco la meravigliosa Armonia (la cui radice è Amor), della Natura che tutto permea indirizzando alla Vita, ma insegnando la completa interdipendenza di tutto verso il tutto, nella legge dell’AMOR.

Gli efficaci ma semplici fenomeni del DNA sono determinati in primis dal “circuito oscillante” formato dalla cellula e dai cromosomi in essa contenuti; esso permette di riprodurre tutti i ritmi/pulsazioni/frequenze con questo semplice meccanismo: il Cromosoma contiene atomi nei Geni della scala elicoidale cromosomica che “pulsano”; la cellula contiene altri  atomi che “pulsano” essi stessi; questo circuito biovivente oscillante rappresentato dal Cromosoma nel suo insieme e dal suo ambiente liquido esterno l’insieme cellulare, (che varia in continuazione il suo potere dielettrico come un condensatore variabile), assicurano ad ogni istante la rivelazione delle frequenze pulsanti (ritmi) del Campo (CEIU); le frequenze proprie del circuito demodulando e rimodulando le frequenze portanti basi del CEIU, rivelando le armoniche, quelle interessate alla cellula stessa, determinando infine a caduta armonica la “sistola e la diastola” la respirazione di ogni cellula, organo, sistema dei corpi viventi stessi;  questo significa che ogni Campo Elettromagnetico esistente in natura e non, interferisce più o meno nella struttura del DNA.

Le lettere base del linguaggio del DNA sono 4 e precisamente sono le 4 basi biochimiche essenziali alla trasmissione dell’informazione (inFormAzione), esse sono anche rappresentate dalle lettere componenti dell’antico Nome di Dio”, il Tetragramma di Mosè e cioè: - suono YAOUE’, (OU sono una sola lettera), che sul piano biochimico sono: Adenina, Timina, Guanina, Citosina; queste basi biochimiche si uniscono in combinazioni duali, due a due, a coppie fisse: la Timina con l’Adenina; la Citosina con la Guanina, per formare le basi della trasmissione dell’informazione.

Il Codice Genetico e DNA era quindi gia' conosciuto dagli antichi ed era ed e' contenuto all'interno del nome di Dio:
Con sole 4 “lettere” (come il nome sacro di Dio Y-A-OU-E’ degli antichi sacerdoti/medici) la Natura, per mezzo degli Aelohim - Elettroni contenuti negli Atomi dei Geni, scrive nel DNA le informazioni genetiche fisiche e spirituali della specie, della razza e dei singoli individui.

La struttura, la forma del DNA, assomiglia ad una “scala a pioli”, a chiocciola, (questa “scala” e' quella descritta nella Bibbia (Genesi) dalla quale scendono e salgono gli angeli del cielo”, i messaggeri di luce ovvero di informazione) avvolta a spirale tronco conica, logaritmica (da logos e ritmo), le cui "traverse" sono formate dalle 4 basi ed i cui "montanti" sono costituiti da uno zucchero il deossiribosio e dall’acido fosforico.

A seconda del tipo di combinazione delle coppie di basi, avremo la trasmissione di un ordine particolare.
Nella lunga molecola del DNA, l’ordine con cui si possono susseguire le varie coppie di basi è praticamente Infinito; in esso possono essere contenuti tutti i “programmi pensabili” ed i messaggi per la costruzione di un organismo più o meno complesso BioVivente.
Un esempio di quanto possa essere complesso il linguaggio genetico anche con solo 4 lettere: per costruire un “virus” ovvero un’informazione virale, occorrono 5.000 lettere, per costruire un uomo ne occorrono 5 miliardi.
L’informazione che è contenuta nel DNA è unicamente pilotata e raccolta dagli Elettroni contenuti negli Atomi che compongono i Geni e le molecole dello stesso.

Il DNA è praticamente immortale e si trasmette, si trasferisce all’interno della specie, razza, individuo,  attraverso il seme delle specie stessa. Ad ogni divisione, duplicazione cellulare esso si divide specularmente, in modo da mantenere inalterato il suo potere informazionale anche nella successiva mutazione cellulare; senza questa mutazione o duplicazione cellulare non sarebbe possibile la costruzione degli organismi viventi.

Proprio per questo motivo il patrimonio informazionale deve essere trasmissibile senza alterazione e deve essere consegnato inalterato alle cellule “figlie”.
Ma il Cromosoma con il suo DNA non è solamente il veicolo dell’InFormAzione dal passato al futuro (è l’astronave degli Aelohim, gli Dei: gli Elettroni/Positroni, che essi utilizzano per andare a “spasso” nella Materia), della duplicazione cellulare per la costruzione e trasformazione degli esseri viventi, ma esso è all’interno degli stessi, la più perfetta e complessa antenna ricetrasmittente per la comunicazione delle informazioni all’interno ed all’esterno dei corpi viventi anche mentre essi sono in vita; esso serve per comunicare in tempo reale, le InFormAzioni sia all’interno del corpo stesso, sia per comunicare con l’ambiente esterno ovvero l’UniVerso.

Vediamo di comprendere il come ?
L’elicoide tronco conico del DNA fissato sui cromosomi, è un’antenna galleggiante in liquidi e come una bussola, si orienta in tutti i sensi per trasmettere e captare i messaggi che ad ogni istante gli arrivano da ogni parte (Corpo ed UniVerso ovvero del CEC corporale = campo elettromagnetico corporeo + CEU universale, quello dell'Universo).
E’ la migliore antenna ricetrasmittente che si possa immaginare, in quanto essa riceve a polarizzazione verticale ed orizzontale, è omnidirezionale a 360°, è sensibile ad ogni frequenza in quanto “tarata” nel suo complesso, (per mezzo di armoniche) sulle frequenze fondamentali Universali e Corporee.

Attraverso il cromosoma che può vibrare nel liquido nel quale è immerso, l’antenna DNA = Cromosoma, permette la ricetrasmissione senza disturbi ed amplifica attraverso il liquido stesso le proprie vibrazioni che poi la cellula, (la malattia è una alterazione di queste “vibrazioni meccaniche” dovute all’alterazione termica molecolare e delle variazioni di quella atomica) trasmette al cervello dell’individuo quindi sia agli organi, sistemi  ed alla mente, la quale li porge all’Ego/IO sotto forma di sensazioni, flash di immagini, sogni, visioni (a 3 dimensioni) parziali o complete, sia in stato di veglia (è più difficile, occorre essere allenati ad ascoltare od a trasmettere), sia in stato di presonno od ipnosi o di rilassamento indotto, oppure in stato medianico, cioè quando si è in onde theta.
Per informare infine tutto l’organismo, vengono utilizzati anche altri mediatori bio elettrochimici, gli “ormoni”; queste sostanze vengono prodotte oltre che dalle ghiandole endocrine anche da cellule specializzate contenute in tutti gli organi ed apparati del corpo.

Un piccolo esercizio di controllo: provate ad inviare un messaggio di forte piacere o di grande consapevolezza, per mezzo della vostra mente, ebbene in un attimo (se ne siete capaci) avrete una vibrazione in tutto il corpo, che partirà dall’alto ed arriverà fino alla punta dei piedi; questa vibrazione si chiama “pelle d’oca” e tutti inconsapevolmente la sentono molte volte nella loro vita.
Provate a comandarla coscientemente ed avrete la dimostrazione di quanto affermato sopra.

Quando fate all’amore cioè quando “Godete”, tutto il corpo “vibra”, però probabilmente non ve ne siete mai accorti. Sono sempre le antenne DNA=Cromosomi di tutto il corpo, che ricevono il messaggio di piacere e vibrano fortemente.
Quest’antenna speciale entra in Armonia (risuona) sopra tutto sulle frequenze fondamentali dei suoi 4 componenti o lettere fondamentali, come le 4 lettere del nome di Dio (nella Bibbia) = Y-A-OU-E’ e cioè: la Timina con l’Adenina; la Guanina con la Citosina; ma attraverso la “composizione” della musica letterale, essa “parla” in Armonia con tutto il Creato, Passato, Presente e  possibile/probabile Futuro.

Queste sono le meraviglie della Natura Universale, che gli uomini stupidi che governano questo pianeta non hanno ancora compreso.
Ecco perché diciamo che abbiamo (il ns corpo) la macchina “più perfetta” che mente possa immaginare: il nostro corpo e con essa possiamo entrare in contatto con il passato, presente ed il probabile futuro di tutto il Creato, basta conoscere le tecniche per poterlo fare.

Il prof. Calligaris (medico Italiano) ha scoperto alcune di queste tecniche e le ha descritte nel suo trattato: “Le catene Lineari del Corpo e dello Spirito”, ma la scienza medica moderna, gli ha dato del “pazzo” e lo ha immerso volontariamente nel buco nero del silenzio e dell’oblìo.
Egli ha scoperto come attivare (sfregando) sulla pelle, in certi speciali punti o placche, ottenendo la risonanza dei Cromosomi ed attivando il DNA locale, per entrare in “contatto visivo o dialettico” con qualsiasi parte dell’Universo interno ed esterno.

Ricordiamo che nei Cromosomi vi sono i Geni, ed ecco spiegata la metafora (il significato nascosto) della fiaba della “lampada di Aladino”, la quale narra che “sfregando la lampada”, esce il Genio che servendo Aladino, trasforma e materializza i suoi desideri.
Ecco un esempio analogico per descrivere l’illuminazione, (la Consapevolezza del vissuto informazionale), infatti sfregando la lampada cioè il corpo, il Genio è contattato ed “esce” per servirci, cioè per illuminare noi stessi; la fiaba ci narra anche che vi sono “altri” che cercano di rubare ad Aladino la lampada per utilizzare il suo Genio.
Questi ladri di “lampade”, sono: i politici, i religiosi, i capi, i guru, quelli che schiavizzano gabbandovi, magari per mezzo della credulità nella “fede religiosa”, esseri, altrimenti chiamati vampiri”, che succhiano il vostro sangue (denaro), la vostra vita, (la vostra personalità succube, quando non conoscete il senso vero della Vita) e che tentano in ogni modo di nascondervi o rubarvi questo immenso e Vero potere (su Voi stessi e sulla Natura di Sovrani individuali), dicendo che non ne siete degni (perche' magari "peccatori"....), che non ne potete essere capaci, che occorre il mediatore (loro stessi oppure mediatori inventati da loro (tipo gesù cristo) a proposito ed a seconda delle credenze religiose del luogo dove “esercitano” la loro “professione” di preti, pastori, iman, rabbini, vescovi, gurù, psicanalisti, psicologi, medici allopati, ecc. salvaguardando pero' i pochissimi casi in cui trovate dei veri "informatori Spirituali", i quali pero' non vi schiavizzeranno, ne' vi renderanno psicodipendenti....

Man mano che il DNA “scrive” le parole, cioè si compone l’informazione in esso attraverso il vissuto, la Natura si InForma e si TrasForma, gli Elettroni in esso contenuti, gioiscono della nuova esperienza acquisendo più complete e complesse InFormAzioni, rifornendole quindi anche ai nuovi corpi nei quali in futuro si troveranno aggregati.
Per altri particolari sugli Elettroni, vedi Medicina Spirituale / Chi siamo

Il DNA raggruppa e contiene ciò che noi impropriamente chiamiamo inconscio (questo e' presente nei neuroni del cervello enterico - il cervello intestinale)
Il lato “conscio”, null’altro è che il passaggio dell’InFormAzione dal DNA (inconscio) alla Mente razionale ed Universale che noi siamo, con il nostro Ego/IO e che è a sua volta un Elettrone/Atomo in fase di InFormAzione, cioè un Dio in fase di formazione, ecco il Dio che si fa carne ed impara, Agisce e si Consapevolizza.
Ecco la semplice Verità su noi Stessi ! se siamo degli Dei Giusti, agiremo nel Bene della Natura, se siamo degli dei malvagi, distruggeremo la Conoscenza di noi stessi e quella delle finalità della Vita nell’UniVerso.

Il DNA dunque è per eccellenza il “nodo” di congiungimento con la Divinità o meglio ancora la “scala a chiocciola” per il “Paradiso”. Solo utilizzando tale strada, il parlar dell’inconscio al conscio, riTroveremo la casa perduta del Padre, troveremo il vello d’Oro; riTorneremo nel giardino dell’Eden; entreremo nella Gerusalemme Celeste (città della Pace); incontreremo il CristOs ovvero l’Illuminazione, il Budda, il Nirvana, cio' significa che usciremo dal labirinto della Vita "senza senso".
Il DNA è anche il modulatore e demodulatore del Campo Psico Energetico Informato, che circonda ogni essere Vivente.

Nessuno è escluso da questa possibilità perché TUTTI abbiamo il DNA = cromosomi, alla faccia di tutti i capi religiosi, politici, governanti, guru, medici, ecc., che vogliono mediare il Divino per i loro scopi vampireschi, che è quella di vivere della nostra adesione nei loro confronti (alle nostre spalle) strumentalizzandoci per carpirci il nostro denaro, la nostra fatica e la nostra psiche.
Persino i regni chiamati impropriamente dall’uomo inferiori, (animali, vegetali) hanno questa possibilità, alla faccia di tutti coloro che dicono il contrario; ecco perché dobbiamo ri-spettarli (aspettarli di nuovo), perché essi sono nostri compagni di “viaggio” nella Conoscenza di noi stessi e della Divinità che è in ognuna delle Creature della Natura Universale, ma che per ignoranza non sanno ancora far riVivere in se stessi.
Queste sono le MERAVIGLIE del Creato, ecco perché dobbiamo inchinarci davanti ad Esso (rispettandolo) e ringraziandolo di essere Essenti (Essi-Enti, essi Entità pensanti) e Viventi.

Il DNA ha delle caratteristiche nascoste alla medicina ufficiale:
vedi:
http://www.stazioneceleste.it/kryon/85K_2010.htm

Continuando la lettura di questo trattato, scoprirete tutti i segreti del cosiddetto "Regno dei Cieli", vedrete le realtà nascoste ai più dai “potentati” di questo pianeta Terra, che per ora T ...erra !!!
A coloro che utilizzano queste tecniche ricordiamo  di leggere Protocollo della Salute

Ricordarsi che le alterazioni degli enzimi, della flora, del pH digestivo e e della mucosa intestinale influenzano  la salute,  non soltanto a livello intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi parte dell'organismo.

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