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GUIDA  alla  SALUTE con la Natura

"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


CELLULE – GENI - DNA - CROMOSOMI - 1
 

CELLULA o CELLULE

Il Corpo Umano (cosi come tutti gli esseri Viventi) e' ben noto, e' un'insieme di cellule e quindi esso segue e sopravvive con i Principi e gli Schemi del funzionamento della Cellula, la quale come e' ben evidenziato in questa pagina funziona per mezzo dei Giusti Rapporti fra l'ambiente esterno il liquido extracellulare (
Il liquido extracellulare = matrice extracellulare, è l'ambiente che fornisce alla cellula sostanze nutritive, ossigenazione, rimozione delle tossine) e quello interno (liquido intracellulare), i quali sono determinati in primis dai rispettivi pH, regolati nei loro giusti rapporti dai processi acidi-base + potenziale RedOx + dalla resistenza elettrica ro' extra ed intra cellulare, cioe' dalla loro carica ionica = bio elettronica.
Quando questi valori sono ottimali la respirazione cellulare avviene normalmente con buona omeostasi; la cellula si nutre e produce energia e sostanze vitali per altre cellule e quindi per l'organismo intero, e puo' anche regolarmente eliminare ogni tossina.
Se al contrario la pressione osmotica e la membrana cellulare si alterano, la cellula varia la respirazione cellulare e si instaura lo
Stress Ossidativo che porta, inevitabilmente, se non eliminato, all'ammalamento (malfunzione cellulare) fino alla degenerazione ed alla sua morte (apoptosi).

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RESPIRAZIONE Cellulare e Pompa Protonica - Metabolismo Energetico ATP
La respirazione cellulare e' un processo che avviene nelle
cellule in presenza di ossigeno (aerobiosi), attraverso il quale le sostanze nutritive derivanti dalla digestione (negli animali e negli uomini) o dalla fotosintesi e chemiosintesi batterica (negli organismi foto e chemio-sintetici), vengono ossidate allo scopo di produrre l’energia necessaria al metabolismo.
In particolare, la principale molecola che agisce da substrato per la respirazione cellulare è il glucosio; l’energia che si ottiene viene immagazzinata nei legami ad alta energia contenuti nella molecola adenosina trifosfato, ATP.
In sintesi: La respirazione cellulare è l’insieme di reazioni che portano alla demolizione delle molecole di glucosio per ricavare energia, che serve per ricaricare l’ADP in ATP.
La respirazione cellulare porta complessivamente alla formazione netta di 38 molecole di ATP per ogni molecola di glucosio coinvolta nella reazione; pertanto, ha un rendimento energetico più elevato di un altro processo ossidativo che avviene in assenza di ossigeno nelle cellule dei viventi, la glicolisi, reazione che porta da una molecola di glucosio a due molecole di acido piruvico e alla formazione netta di 2 ATP.
La glicolisi può costituire, in presenza di ossigeno, il primo ciclo di reazioni della respirazione cellulare e, pertanto, le due molecole di ATP concorrono al rendimento energetico di questo processo.
In assenza di ossigeno, l’acido piruvico derivante dalla glicolisi può essere utilizzato nelle reazioni di fermentazione, operate da alcuni microrganismi o da alcuni organi in determinate condizioni (ad esempio, dai muscoli quando si trovano in condizioni di intenso sforzo fisico).
L'alterazione della respirazione cellulare, crea come conseguenza acidosi
Gli inibitori dell'acidosi
Questa nuova terapia si basa su un approccio diverso da quello adoperato finora, perché parte dall'assunto che i tumori, sono acidi. "L'acidità è un meccanismo che il cancro usa per isolarsi (A) da tutto il resto, farmaci compresi - spiega anche e non solo Stefano Fais, (presidente Ispdc e membro del dipartimento del farmaco dell'ISS). Ma le
cellule tumorali, per difendersi a loro volta da questo ambiente acido, fanno iperfunzionare le pompe protoniche che pompano protoni H+.  Se si bloccano queste pompe, la cellula tumorale rimane disarmata di fronte all'acidità, e finisce per morire autodigerendosi".
Usando quindi degli antiacidi (
sono sostanze, genericamente uno o più sali basici, che neutralizzano l'acidità anche dello stomaco es. bicarbonato di sodio), anche generici, come gli inibitori della pompe protoniche, generalmente adoperati per le ulcere gastriche, si potrebbe curare il cancro. A differenza dei chemioterapici, questi farmaci antiacidi, non hanno effetti collaterali e hanno dei costi molto più bassi. Basti pensare che quelli usati con la target therapy, per il cancro, che provocano tossicità e resistenza nel paziente, costano 50-60mila euro l'anno a malato.....ecco il business del cancro...
Con questa terapia invece il costo annuale sarebbe di circa € 600 con i generici, e di € 1200 con quelli di marca.
(A) NdR: l'acidosi non e' il meccanismo del'autoisolamento del tumore, ma la conseguenza dell'isolamento effettuato da sostanze basiche attorno al tumore, da parte della matrice extracellulare dei tessuti.

Entro 72 ore dalla privazione di ossigeno, ogni cellula diventa malata e/o cancerosa.
Le cellule cancerose proliferano in un ambiente privato dell’ossigeno. Questo accadrà quando l’alluminio bio-conduttivo (costituito da virus vivi, antibiotici, metalli pesanti, residui di detersivo coagulato) occluderà la vasta rete di vene e capillari arteriosi, inducendo un’ischemia.

La deprivazione di ossigeno e glucosio ha portato all' espressione di fenotipi di morte cellulare per apoptosi e necrosi, specialmente nei neuroni'.'Dopo 72 ore di incubazione, in presenza dello 0,3% di O2, le cellule sono state marcate con annessina V / PI, e il livello di morte cellulare è stato misurato mediante flusso citometrico. In 6 esperimenti indipendenti, l’ipossia ha aumentato i livelli di cellule OC316 annessina V-positive dal 5,3 ± 1.0% al 19,2± 2.8%... La morte cellulare, in queste condizioni, ha la caratteristiche predominanti di un’apoptosi tardiva.
I Vaccini causano anche il CANCRO
http://findarticles.com/p/articles/mi_m0ISW/is_247-248/ai_113807035/
(1.) Eustace Mullins, un delitto per iniezione, pg 132. Il Consiglio Nazionale per la Ricerca Medica, PO Box 1105, Staunton, Virginia 24.401.

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I CLUSTERS o "SUPERMOLECOLE"
"Capire e comprendere bene l'importanza che ha l'acqua nelle nostre vite ed in quella di tutta la Terra ed i suoi sistemi viventi, non per nulla essa si chiama globo terracqueo.
Nella vita macroscopica, quando l'acqua è pulita e fluisce liberamente fa crescere bene la vita; quando tende a stagnare e si accumulano in essa residui contaminanti arriva inevitabilmente l'ammalamento e/o la morte.
Lo stesso accade con la nostra "acqua interna" od acqua del corpo.
Da qui l'importanza del fatto che le nostre cellule siano correttamente circondate da acqua pura, "l'acqua madre”, la matrice, cioe' i liquidi extracellulari, dalla quale le cellule ottengono i componenti nutrizionali a loro necessari in forma ionica.
Ogni cellula dispone di quelle che possiamo chiamare ‘porte fotovoltaiche’ attraverso le quali possono transitare elementi delle dimissioni di tre molecole di acqua accoppiate, e ciò al fine di permettere l'arrivo delle sostanze nutrienti".
È evidente che le molecole di acqua, per la loro peculiare costituzione atomica, possono convertirsi in magneti capaci di far aderire alla loro superficie le molecole dei prodotti contaminanti che continuamente ingeriamo. La parte positiva delle molecole attrae la negativa delle altre molecole viceversa e con questo meccanismo si formano grappoli di molecole di acqua denominati "cluster".
È a causa della presenza costante nei nostri organismi di gas, metalli e altri componenti tossici, sempre più presenti nella nostra vita quotidiana, sostanze che possono essere introdotte facilmente anche con le acque ed i cibi contaminati, che le molecole di tali composti tossici finiscono per aggregarsi a questi grappoli rendendo sempre più difficile le nostre funzioni metaboliche.
Da un lato, i componenti trasportati dall'acqua tendono a bloccarsi nel cluster, rendendo difficoltosa l'alimentazione e l'eliminazione delle scorie cellulari. Dall'altro, i cluster sono macromolecole che non riescono a causa delle loro dimensioni a passare attraverso la membrana cellulare in modo fluido, ostacolando in tal modo l'interscambio degli ioni o di cariche elettriche e alterando funzioni bioelettrica cellulare e quindi la funzionalita' cellulare.
La formazione di un cluster da luogo ad un aumento del volume e ad una diminuzione della densità dell'acqua intracellulare, il che provoca una minore adesione del liquido interstiziale (l'acqua madre) alla membrana plasmatica e conseguentemente, una diminuzione nel travaso del Ca++ (calcio) all'interno della cellula.
Uno dei metodi più semplici per rompere i clusters e farli roteare, al fine di conseguire la loro frammentazione. Per ottenere questo effetto bisogna applicare, a livello atomico, un preciso impulso energetico, con una energia biofotonica-infrarossa.
Della molecola di acqua sappiamo ancora molto poco riguardo alle innumerevoli potenzialita' e funzioni, ma grazie alla fisica quantistica, sappiamo che si producono continuamente al suo interno dei complessi movimenti di rotazione e vibrazione in diversi piani, responsabili delle sue caratteristiche fisico-chimiche, ed affinché si producano questi movimenti, è necessario disporre di un'energia estremamente precisa. Possiamo misurare tale energia utilizzando la cosiddetta equazione di Planck, che ci indica che l'energia necessaria per ottenere questo effetto è quella irradiata ad una lunghezza d'onda che sta tra 4 e 14 microns".
Applicando questa energia, l'acqua del nostro organismo, grazie allo shock prodotto da quest'energia, si disgrega in grappoli molecolari più piccoli aumentando in tal modo la sua fluidità e migliorando sostanzialmente gli intercambi extracellulari

Inoltre, questa energia biofotonica-infrarossa, se applicata all'organismo, in varie forme:
- Migliora il flusso sanguigno delle estremità, favorendo i processi termoregolatori del corpo, aumentando o riducendo il calore degli organi con l'obiettivo di mantenere i livelli di pH ottimale (7,20-40) per il corretto funzionamento cellulare.
- Aumenta l'intensità dei ritmi cerebrali facilitando l'ingresso di glucosio nelle cellule e aumentando in tal modo l'energia disponibile per le cellule del cervello, requisito fondamentale per migliorare la sintesi delle molecole ATP (adenosina trifosfato), la molecola che trasporta l'energia all'interno del nostro organismo.
- Favorisce l'espulsione di gas e materiale tossico dall'interno dell'organismo grazie alla frammentazione dei clusters di acqua. Questo produce una diminuzione dell'acidificazione dei liquidi del corpo e regola il potenziale redox (ossido-riduzione) anche per la circolazione sanguigna.
- Migliora l'ingresso dei nutrienti all'interno della cellula favorendo l’adesione di gruppi di molecole maggiormente frammentati ed il loro passaggio attraverso la membrana cellulare. Rompendo i clusters favorisce un migliore contatto con la membrana cellulare delle molecole di acqua e delle sostanze presenti in quelli extracellulari".
- Produce una eliminazione rapida dell'acido lattico dai muscoli, la cui accumulazione è quella che ci provoca la sensazione di stanchezza.
Studi realizzati presso il centro studio di alto rendimento sportivo di Murcia dal dottor Villegas, e nella Facoltà di scienza dell'attività fisica e dello sport della Università di Granada dal dottor J.C. de La cruz, constatarono tali effetti mediante sperimentazione condotta in doppio cieco.
Tratto da: altrogiornale.org

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La PRIVAZIONE o MANCANZA di OSSIGENO PRODUCONO la PROLIFERAZIONE di CELLULE e TESSUTI MALATI
Entro 72 ore dalla privazione di ossigeno, ogni cellula può diventare malate e quindi anche cancerosa. Le cellule cancerose e/o malate, proliferano in un ambiente privato dell’ossigeno.
Questo accade anche quando i costituenti dei vaccini, metalli pesanti, antibioticiformaldeide e qualsiasi altra sostanza tossica,  occluderanno/sigilleranno la vasta rete di vene e capillari arteriosi che portano ossigeno e sostanze vitali alle cellule dei vari tessuti biologici del corpo, cervello compreso, inducendo ischemia.

La cellula è quindi l'unità fondamentale di tutti gli organismi viventi, la più piccola struttura ad essere classificabile come vivente.
Ogni cellula può esser definita come un'entità chiusa ed autosufficiente: essa è infatti in grado di assumere nutrienti, di convertirli in energia, di svolgere funzioni specializzate e di riprodursi se necessario.
Tutte le cellule mostrano alcune caratteristiche comuni: la riproduzione attraverso divisione cellulare, DNA (nucleico + mitocondriale), il metabolismo, che permette alle cellule di incorporare materiali grezzi e di costruirvi componenti cellulari, di ricavarvi energia e di rilasciare i prodotti di scarto.
La mancanza di ossigeno (ipossia). in genere dovuta a delle alterazione della microcircolazione (ischemie) e' responsabile dell'intossicazione cellulare, dell'asfisia e della morte cellulare, chiamata apoptosi.
Ossigeno ed acqua sono basilari per il metabolismo cellulare e per la disintossicazione. La carenza di ossigeno comporta minore disponibilita' di energia e il conseguente aumento delle scorie metaboliche.

La cellula è un’unità strutturale e funzionale anche dell’animale pluricellulare che può riprodursi autonomamente di cui gli uomini, in qualità di animali superiori, ne sono dotati nella misura di diversi miliardi; le cellule sono di struttura diversa tra loro, ma con caratteristiche comuni come la presenza del nucleo, nucleolo, citoplasma, organuli citoplasmatici che a loro volta sono isolati grazie ad una serie di membrane dall'ambiente esterno (il citoplasma).

Tutte le cellule viventi sono composte per il 70%  circa  di acqua (particolarmente ricco di H2O è il cervello)  ed emettono bio-fotoni non visibili ad occhio nudo, ma misurabili con apparecchiature speciali, o passibili di valutazione nelle modifiche apportate sulle funzioni dei sistemi biologici. Le cellule comunicano attraverso esplosioni di energia nella banda elettromagnetica ultravioletta sopra lo spettro della luce visibile, così come via neuro-peptidi, presenti in ogni parte del corpo.
Queste emissioni di energia controllano i processi vitali del corpo. Per esempio, le cellule sane e cancerose emettono fotoni di energia abbastanza diversi tra loro, in parallelo con il loro differente comportamento micro circolatorio
Per far chiarezza su un tema così controverso, il dottor Stagnaro mette assieme la conoscenza offerta dalla Semeiotica Biofisica Quantistica, che consente una raffinata ed affidabile investigazione clinica, facilmente riproducibile, ed i più innovativi contributi della nanotecnologia, dei dispositivi quantistici in grado di raccogliere le frequenze cellulari e ritrasmetterle.
Secondo precedenti ricerche cliniche, effettuate anche dal medico S. Stagnaro, scienziato ligure, DNA mitocondriale e DNA nucleare si comportano come antenne: nei sistemi biologici, molecole, come i neuro-peptidi, compresi quelli funzionanti come neurotrasmettitori, e gli ormoni, agiscono mediante Energia-Informazione, ossia veicolano radiazioni energetiche intrise di informazione qualitativamente importante [3]  (Stagnaro et al., 2007a).
Questi lavori sono perfettamente coerenti ed in sintonia con gli studi dello scienziato russo Petar Gariaev [4] sulla genomica ondulatoria o "waves genomics".


Continua
in: Cellule 2
+ Presentazione di CELLULA + Schema della Cellula + Membrana cellulare + Oscillatori cellulari + Comunicazione cellulare  e/o Body Wide Web + Uomo PsicoElettronico + Interferenze cellulari con CEM + Elettrosmog

vedi anche questo link: PDF video http://www.slideshare.net/cdonelli/struttura-delle-cellule


La Cellula, e' quindi la componente elementare di ogni essere vivente; essa é costituita da un insieme di strutture per lo più formate da molecole proteiche. Ma esistono moltissimi tipi di proteine che differiscono tra loro per numero e disposizione degli aminoacidi che le compongono; esse sono composte principalmente di acqua e sono immerse in un "mare liquido".
Per poter funzionare in modo efficiente, ciascuna delle nostre cellule deve ricevere un adeguato apporto di ossigeno e di altre sostanze nutritive, eliminare le sostanze di rifiuto prodotte dal metabolismo e mantenersi in un ambito ristretto di valori di temperatura, pressione e pH.
- vedi anche: Bioelettronica
Ciascuna cellula del nostro organismo realizza questi processi attraverso scambi attivi con l’ambiente che la circonda, cioè con quel sottile velo di liquido che la separa dalle altre cellule (LEC = liquido ExtraCellulare): questo viene denominato ambiente interno, o mezzo interno, concetto, introdotto dal fisiologo C. Bérnard, che si riferisce al mezzo nel quale vivono le cellule di un organismo superiore (per es. un mammifero) e corrisponde al liquido interposto tra una cellula e l’altra, detto liquido interstiziale.
Le sue caratteristiche chimiche e fisiche sono mantenute costanti con il rifornimento di sostanze nutritive e l’eliminazione di scorie operata dal sangue, intermediario tra l’ambiente esterno (tramite gli apparati digerente, respiratorio, urinario ecc.) e l’ambiente interno (per diffusione attraverso le pareti dei capillari sanguigni). Per definizione un organismo unicellulare è di ambiente interno.
 

vedi anche: EMOPOIESI e CELLULE anche STAMINALI

E' importante sottolineare che la cellula e' una macchina isotermica. In essa l'energia dell' ambiente (cibo) viene trasformata in energia chimica, che a sua volta cede lavoro chimico, che sarà utilizzato in vario modo: biosintesi, lavoro osmotica, lavoro meccanico. Gli enzimi controllano questo lavoro e fanno si che non avvengano reazioni esplosive.
La reazione principale per la produzione di energia e' la seguente: C6H12O6+6O2---6CO2+6H2O
Il valore energetico per mole e' di 686 Kcal=2870 KJ. C'e' un' ossidazione del Glucosio (perdita di e-) e una riduzione di anidride carbonica e acqua. L' accettore finale di e- e' O2 che forma acqua.
Il processo di trasferimento avviene attraverso accettori intermedi, che liberano l' energia a poco a poco, senza fiamma.
Gli accettori sono: NAD (Nicotinamide-Adenin-Dinucleotide) e FAD (Flavin-Adenin-Dinucleotide).
Le cellule contengono lipidi, proteine, polisaccaridi. Una cellula deve essere in grado di distruggere questi substrati e anche di ricostruirli attraverso la sintesi.
La cellula e' anche e principalmente una fabbrica di sostanze vitali (salvo quando non duplica sostanze tossico-nocive come i virus esogeni) e specialmente di proteine, va da se' che un eccesso o mancanza di determinate proteine, siano alla base di molte cosiddette "malattie"; se ne producono in eccesso, queste formano placche che si depositano ove possono, generando anche problemi neurodegenerativi, cosi come la mancanza di certe proteine oppure la creazioni di proteine anomale, sono anch'esse creatrici di problemi di salute.

Vogliamo ricordare che il Glutatione, che le cellule sane del fegato preparano per l'organismo intero, è necessariamente indispensabile, per mantenere la normale attività del sistema immunitario.
Inoltre il Glutatione è in grado di mantenere attive alcune vitamine anch’esse dotate di attività antiossidante come la vitamina C e la vitamina E (NdR: contenuta principalmente nell'olio di germe di grano).
Gioca un ruolo cruciale nel normale bilancio tra lo stato ossidato e quello ridotto della cellula, cosa che permette l’adeguata regolazione di molte funzioni vitali della cellula come la sintesi e la riparazione del DNA, la sintesi delle proteine e l’attivazione e la regolazione degli enzimi.
I livelli di Glutatione diminuiscono fisiologicamente con l’età. Il mantenimento di alti livelli di Glutatione nell’anziano è correlato con uno stato di migliore salute sottolineando l’importanza di questa sostanza nel mantenimento di un organismo sano.

Altro fatto IMPORTANTE NdR: Ogni cellula, di ogni organismo vivente (vegetale, animale, umano) comunica con tutte le altre cellule dell'organismo al quale appartiene, in due modalita': attraverso il DNA antenna, per raggiungere istantaneamente la totalita' delle cellule, mediante il Campo Elettromagnetico corporeo ed attraverso la comunicazione cellulare elettro-biochimica (per raggiungere solo quelle necessarie).
Questo colloquio e' costante quando l'organismo e' un buona salute, ma quando e' malato, per lo stress ossidativo cellulare indotto da alimentazione errata, e/o dall'utilizzo di farmaci e/o vaccini, questo colloquio si rende difficile, se addirittura non si interrompe, ed allora nasce la malattia, dal raffreddore al cancro.

Occorre anche ricordare che il nucleo cellulare, non e’ il sistema nervoso della cellula.  E' infatti la membrana cellulare a ricoprire il ruolo chiave che il CNS (Sistema nervoso centrale) ha nel corpo umano. Senza di essa la cellula non potrebbe esistere (e lo vediamo quando iniziamo a ragionare dal volvox).
Ecco quindi che sono i recettori di membrana (così definiti per distinguerli dai recettori intracellulari, i recettori di membrana, o di superficie, coinvolti nella segnalazione, ovvero  di trasmissione dell’informazione, tra le cellule eucariotiche sono le glicoproteine di membrana progettate in modo da riconoscere e interagire con molecole-segnale circolanti nel mezzo extracellulare)  a determinare la finezza della percezione dell'ambiente esterno. Senza recettori non ci sarebbe percezione e quindi vita.
La superficie della cellula può contenere migliaia di singole molecole di recettore. I diversi tipi di cellule contengono combinazioni differenti di recettori. Tre elementi caratterizzano i recettori superficiali:
- La molecola-segnale, agendo come segnale extracellulare, non ha bisogno di entrare nella cellula per indurre una risposta; è sufficiente il legame al recettore situato sulla superficie della cellula.
- Non si ha alcuna risposta cellulare se il ligando viene iniettato direttamente nel citoplasma della cellula.
- Il recettore rimane in posizione nella membrana plasmatica durante l’induzione della risposta; per indurre la risposta, quindi, non occorre che il recettore venga internalizzato dalla cellula insieme al ligando.

Cellule Senescenti - Piccole traditrici - 28 Set. 2012
In passato si riteneva che le cellule senescenti, cioè non più in grado di dividersi, contribuissero all'invecchiamento indebolendo la riparazione dei tessuti. Si pensava che le cellule entrassero nello stato di senescenza per evitare di diventare tumorali se un danno le metteva a rischio di proliferazione incontrollata.
In seguito, la teoria secondo cui le cellule senescenti avrebbero un ruolo nell'invecchiamento dei tessuti e del corpo ha perso consensi per poi riguadagnarli di recente. Nuovi studi mostrano che le cellule contribuiscono all'invecchiamento nel modo proposto in passato e anche alimentando processi infiammatori. Inoltre, possono danneggiare le cellule vicine favorendo il cancro, se vi e' l'acidosi. Esperimenti su topi suggeriscono che ritardando la senescenza si potrebbe rallentare l'invecchiamento e alcune malattie a esso associate
By David Stipp – Tratto da: lescienze.it

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Molecole di segnalazione Redox
Noi produciamo, quando in buona salute,  migliaia di miliardi di molecole di segnalazione Redox perfettamente equilibrate e sospese nelle acque del corpo, che sono una soluzione salina; esse sono create e specializzate dalle cellule del corpo umano.
La segnalazione Redox è una funzione chiave di tutti gli esseri viventi del pianeta.
Questo secondo le recenti scoperte del dott. Gary L. Samuelson
Le molecole di segnalazione Redox vengono create all'interno di ciascuna cellula del corpo e sono indispensabili per il sistema immunitario e per i meccanismi di guarigione cellulare. Sono talmente essenziali che, in loro assenza, una forma di vita morirebbe nel giro di pochi secondi.
Un apporto creativo e corretto di molecole di segnalazione Redox nell’organismo, consente la guarigione cellulare, vale a dire l'eliminazione di cellule danneggiate e non più funzionali e la relativa sostituzione con cellule sane e vitali.
Le molecole di segnalazione Redox sono indispensabili per la salute delle cellule. Ecco perché il corpo produce quelle che gli occorrono. Tuttavia, a partire dai 12 anni, ne produce quantità sempre minori.

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Il Nobel per la Medicina alle cellule riprogrammabili - 08 Ottobre 2012
"Per la scoperta che le cellule adulte possono essere riprogrammate in cellule pluripotenti”. Questa è la motivazione che ha portato l'Assemblea per il conferimento dei Premi Nobel del Karolinska Institute di Stoccolma in Svezia a conferire oggi il premio Nobel per la Medicina e la Fisiologia a Sir John B. Gurdon e a Shinya Yamanaka, pionieri nello studio delle cellule staminali pluripotenti indotte.

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Il premio Nobel per la Medicina è stato assegnato agli americani James Rothman, Randy Schekman e al tedesco Thomas Südhof, trapiantato da tempo negli Stati Uniti: i tre studiosi sono stati scelti per aver scoperto il meccanismo che regola il trasporto di molecole dentro le cellule, una "modalità di controllo estremamente precisa con cui le cellule organizzano il sistema di trasporto e distribuzione del proprio carico"
I MECCANISMO -
Quello del trasporto cellulare è un meccanismo delicatissimo da cui dipendono funzioni fondamentali, come l’attivazione delle fibre nervose o il ruolo degli ormoni nel metabolismo. Come in un grande porto o in una stazione, dove confluiscono continuamente mezzi carichi di merci, nelle cellule c’è un continuo viavai di molecole (ormoni, neurotrasmettitori, citochine, enzimi): tutte queste sostanze devono essere smistate verso la destinazione corretta all’interno della cellula o trasportate al di fuori delle cellule.
E ogni passaggio deve avvenire al momento giusto. I cargo addetti al trasporto sono minuscole “bolle”, vescicole circondate da membrane che trasportano le molecole da un organello all’altro delle cellule o che fondono la loro membrana con quella della membrana esterna della cellula per trasportare le molecole all’esterno delle cellule stesse.

Commento NdR: si sono dimenticati di dire e di studiare che il DNA mitocondriale in primis e’ deputato a “detettare” le sostanze prima che entrino dalla membrana cellulare, per mezzo dei propri cromosomi che sono le antenne del DNA cellulare.
E’ il DNA della cellula che, se sano e genuino, non gia’ alterato da messaggi tossici,(es. vaccini precedenti od amalgami dentali della madre) che permette o meno l’introduzione delle sostanze nel citoplasma cellulare.

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L'auto-assemblaggio molecolare (AU) è cruciale per le funzioni cellulari - vedi piu' sotto la loro definizione.
Si riscontra auto-assemblaggio nelle membrane cellulari formate da lipidi, nella formazione a doppia elica del DNA attraverso di legami ad idrogeno dei due filamenti di basi, nell'ripiegamento proteico per formare la propria struttura terziaria e nell'interazioni per dar forma alla struttura quaternaria.
L'importanza di questo fenomeno è sottolineato come nel caso in cui un incorretto ripiegamento di proteine in fibre amiloidi insolubili è nei fatti, il risultato della malfunzione cellulare (sotto iniziale stress ossidativo) e la creazione e la moltiplicazione di proteine tossiche a DNA (virus, prioni).

(AU): L'auto-assemblaggio molecolare è il processo tramite il quale molecole adottano un arrangiamento definito senza aiuto ne assistenza esterna. Sono noti due tipi di auto-assemblaggio, intramolecolare e intermolecolare. Spesso quest'ultimo si riferisce ad auto assemblaggio intermolecolare, mentre l'analogo intramolecolare è più comunemente noto come ripiegamento.
Sistemi supramolecolari
L'auto-assemblaggio molecolare è il concetto base nella chimica supramolecolare dato che l'assemblaggio è diretto da interazioni non covalenti come legami ad idrogeno, coordinazione di metalli, forze idrofobiche, forze di Van der Waals, interazioni π-π o elettrostatiche, così come interazioni elettromagnetiche. Esempi comuni riguardano la formazione di micelle, vescicole, fasi di cristalli liquidi, e monostrati di Langmuir di tensioattivi. i molti esempi di assemblamento supramolecolare dimostrano la possibile varietà di forme e dimensioni che si possono ottenere con l'auto-assemblaggio molecolare.
Tratto da it.wikipedia.org
 


MUSICA e RISONANZA delle cellule, video:
 

 


Il DNA codifica la vita, ma in che modo ?
Il DNA dice molte "cose", cioe' comandi alle cellule, tessuti, organi e quindi corpo, alle cellule quali proteine produrre, ma come fa a codificarle, e di cosa sono fatte le proteine ? Le proteine sono composte di aminoacidi, legati insieme in catene durante un processo noto come trascrizione.
Per stabilire quali aminoacidi devono essere legati, alcuni enzimi devono essere capaci di "leggere" i segmenti di DNA, costruire i segmenti di RNA (acido ribonucleico) complementari a quelli del DNA, e infine mettere insieme la catena di aminoacidi.
La replicazione del DNA
La maggior parte delle cellule non vive per sempre e proprio per questo deve trasmettere le proprie informazioni alle nuove cellule; per farlo, deve essere in grado di replicare (copiare) il DNA che contiene per trasmetterlo alla propria discendenza.
Inoltre i frammenti di DNA (geni) devono venire replicati perché codifichino per particolari funzioni corporee necessarie per la sopravvivenza. E' indispensabile che la replicazione sia esatta, e perché ciò avvenga devono essere disponibili:
- il DNA esistente, che agisce come la matrice originale
- un insieme di nucleotidi appropriati e liberamente fluttuanti
- una scorta di
enzimi idonei a stimolare la reazione
- l'ATP, o adenosina trifosfato, che fornisce l'energia per la reazione


Inoltre la cellula riceve e trasmette informazioni, non solo per mezzo del suo DNA antenna, ma anche attraverso e con i micro villi e le ciglia sensoriali - vedi PDF

Il metabolismo e' costituito dall' anabolismo (sintesi) e dal catabolismo (distruzione).
Il metabolismo ossidativo si puo' dividere in tre fasi fondamentali: 
- lo stadio 1 permette di passare dai substrati (lipidi ecc.) a componenti piu' piccole (acidi grassi, esosi, aminoacidi..) e viceversa; 
- lo stadio 2 conduce alla formazione di un composto comune ai substrati: l' acetilcoenzima A (acetil-CoA). Entrambi i primi due stadi avvengono nel citoplasma; 
- lo stadio 3 avviene invece nei mitocondri ed e' conosciuto come ciclo di Krebs o ciclo degli acidi tricarbossilici o ciclo dell'acido citrico. 

Lo stadio 2, o Glicolisi, e' un processo citoplasmatico dove una molecola a 6 atomi di carbonio viene spezzata in una a 3 C, con una variazione di G°=-47 Kcal: la reazione e' quindi spontanea o esoenergetica. La molecola di partenza e' C6H12O6, il prodotto e' 2CH3-CHOH-COOH (Acido lattico). Nella realta' dei fatti si ha anche la sintesi di 2ATP, (7.2 Kcal ciascuno), quindi il bilancio energetico totale e': 14.4-47=32.6 Kcal. Quindi circa il 30% (14.4/47) dell' energia libera che si attua durante la Glicolisi e' conservata sotto forma di ATP.

E' importantissimo notare che se nel distretto muscolare interessato c'e' una quantita' sufficiente di O2 la Glicolisi non porta piu' alla formazione di acido lattico, la reazione si blocca prima e si ha la formazione di acido piruvico, che viene trasportato nei mitocondri, forma Acetil-CoA e da inizio al ciclo di Krebs.

CICLO di KREBS
Gruppo di reazioni chimiche che avvengono all'interno della cellula durante il processo di respirazione cellulare. Tali reazioni sono responsabili della trasformazione delle molecole provenienti dalla glicolisi in anidride carbonica, acqua ed energia.
Questo processo, favorito da sette
enzimi, è detto anche ciclo degli acidi tricarbossilici o dell'acido citrico (Ciclo di krebs).
Il ciclo di Krebs è attivo in tutti gli animali, nelle piante superiori e nella maggior parte dei batteri.
Nelle cellule eucarioti il ciclo avviene in un organulo cellulare chiamato mitocondrio. La scoperta di questo ciclo è attribuita al biochimico britannico Hans Adolf Krebs, che nel 1937 ne descrisse i passaggi principali.   

CELLULA e MITOCONDRI:
Ecco una delle varie e molteplici funzioni della Cellula nei confronti dei Mitocondri: il sistema della carnitina acil-transferasi, che e' attivato da un tipo di enzima.
Tale sistema è necessario per il trasporto degli acidi grassi all’interno del mitocondrio - la centrale energetica della cellula - dove avviene il loro metabolismo. Se questo sistema viene alterato, ad esempio con le sostanze vaccinali che arrivano fin dentro nella cellula, e/o alterano il sistema enzimatico, vengono compromessi la produzione e il mantenimento delle riserve cellulari di una molecola, l’acetato, indispensabile per generare nuovi lipidi, costituenti essenziali delle membrane cellulari”.

Il ciclo di Krebs e' cineticamente lento e necessita di O2, quindi se si necessita di molta energia in breve tempo si ricorre alla piu' veloce reazione che porta alla formazione di acido lattico. Il problema e' dovuto all' acidosi muscolare, che inattiva l'azione di molti enzimi, quindi l' acido lattico deve essere smaltito al piu' presto, per ripristinare le normali funzioni enzimatiche.
La risposta fisiologica a tutto cio' e' l' iperventilazione, che innalza il pH e mette a disposizione O2 per ossidare l'acido lattico.

Nutrimento delle cellule
A seconda del tipo tipo cellule, cioe' del tipo di tessuto nel quale sono presenti, il nutrimento principale varia, es.: gli zuccheri, e’  noto, sono il nutrimento principale delle cellule muscolari, oltre a minerali, vitamine, ossigeno e sostanze vitali ecc..

Funzioni cellulari - Premessa:  in questo scritto non vogliamo elencare tutte le funzioni cellulari, ma solo le principali:
Secrezione ed endocitosi
Una delle funzioni più importanti delle vescicole è quella di consentire ai vari materiali di viaggiare tra gli organuli interni, la membrana plasmatica e l'ambiente esterno. 
Fra il reticolo endoplasmatico, l'apparato del Golgi, i lisosomi, la membrana plasmatica e l'ambiente extracellulare esiste, infatti, uno scambio continuo di sostanze, mediato da vescicole che si staccano dalla membrana di un organulo per fondersi con quella di un altro.
A livello della superficie cellulare si osserva la formazione continua di introflessioni della membrana, le quali si distaccano da essa per formare vescicole che trasportano all'interno della cellula materiali inglobati all'esterno (un processo denominato endocitosi). 
In questo modo vengono inglobate particelle di grosse dimensioni e perfino cellule intere, provenienti da altri organismi. 
Il processo inverso, chiamato secrezione e comune a molte cellule, avviene quando la membrana di una vescicola proveniente dall'ambiente intracellulare si fonde con quella della cellula per liberare il proprio contenuto nell'ambiente esterno.

Divisione cellulare
Le piante e gli animali sono costituiti da molti miliardi di cellule, unite fra loro a formare tessuti e organi deputati a svolgere funzioni specifiche. 
Tutte le cellule di un particolare organismo vegetale o animale derivano da un'unica cellula, l'uovo fecondato, che è andata incontro a un gran numero di divisioni. 
Se si escludono le prime divisioni dell'uovo, una cellula generalmente cresce, prima di dividersi, fino a quasi raddoppiare le proprie dimensioni. 
Durante la crescita essa duplica il proprio DNA in modo che ogni cromosoma sia presente in duplice copia; i due corredi cromosomici vengono, poi, suddivisi equamente fra le due cellule figlie, nel corso di un processo chiamato mitosi. 
Al principio della mitosi si forma una particolare struttura, che per la sua forma viene detta fuso mitotico ed è costituita da microtubuli; Il fuso dirige la migrazione dei due corredi cromosomici completi ai poli opposti della cellula madre, in modo che ciascuna delle due future cellule figlie ne riceva uno identico.
Il programma di duplicazione cellulare e di preparazione, formazione e specializzazione delle proteine, vengono utilizzati anche per la replicazione dei virus e di altre sostanze introdotte all'interno della cellula.
es.: La struttura di una proteina fondamentale per la replicazione dei flavivirus, e per la loro capacità di manipolazione del sistema immunitario dell'ospite è stata identificata da un ricercatori dell'Università del Michigan ad Ann Arbor, che firmano un articolo pubblicato su “Science”.
Al centro dello studio di David Akey e colleghi c'è la cosiddetta proteina non strutturale 1, o NS1, dei flavivirus.
Prodotta all'interno delle cellule una volta che sono "infettate", dove svolge un ruolo chiave nella replicazione del virus, per essere poi rilasciata nel flusso sanguigno, dove contribuisce a nascondere l'infezione al sistema immunitario del paziente e ad aggravare certe emorragie che caratterizzano i casi più gravi.

 

Differenziamento
Le cellule presenti nei diversi tessuti di un organismo pluricellulare spesso differiscono in modo impressionante sia per struttura sia per funzione. 
Ad esempio, le differenze esistenti fra una cellula nervosa, una cellula epatica e un globulo bianco di un mammifero sono così estreme che è difficile concepire come esse possano contenere la stessa informazione genetica. 
Poiché tutte le cellule di un organismo animale o vegetale sono prodotte per divisioni successive a partire dallo stesso uovo fecondato, tutte, a parte alcune eccezioni, devono necessariamente contenere la stessa informazione genetica. 
Le cellule si differenziano le une dalle altre perché sintetizzano e accumulano molecole di RNA e proteine diverse, senza per questo alterare la sequenza del proprio DNA
Questo processo, denominato appunto "differenziamento ", comporta l'attivazione e la disattivazione selettiva, in una sequenza programmata, di geni diversi. 
Tali modificazioni delle caratteristiche delle cellule, così finemente orchestrate, sono spesso irreversibili e, pertanto, una cellula nervosa umana non può trasformarsi in un globulo bianco o regredire allo stadio di cellula embrionale immatura in rapida divisione che, a suo tempo, le diede origine.

Giunzioni intercellulari
In un organismo pluricellulare le cellule non sono solo differenziate in tipi cellulari specializzati, ma generalmente sono anche organizzate in strutture di ordine superiore, quali tessuti e organi. 
In queste strutture le cellule possono essere collegate l'una all'altra grazie alla presenza di giunzioni intercellulari. 
Nelle piante superiori le cellule sono connesse mediante ponti citoplasmatici (denominati plasmodesmi) e sono racchiuse all'interno di una rigida struttura ad alveare (parete cellulare), le cui pareti di cellulosa vengono secrete dalle cellule stesse. 
Nella maggior parte degli animali le cellule sono legate fra loro mediante una rete a maglie relativamente larghe, costituita da grosse molecole organiche (la cosiddetta matrice extracellulare) e mediante punti di adesione fra le membrane plasmatiche (giunzioni cellulari). 
Spesso le giunzioni mantengono le cellule unite tra loro, in modo da formare vere e proprie lamine pluricellulari, chiamate epiteli.
Le lamine epiteliali costituiscono di frequente il rivestimento esterno di un tessuto o di un organo, fornendo una barriera di superficie che regola l'ingresso e la fuoriuscita delle sostanze.

Trasmissione dei segnali
Il compimento efficiente e armonico delle diverse funzioni dell'organismo è dovuto ai sistemi di comunicazione esistenti tra le cellule e tra queste e l'ambiente esterno. L'importanza di questi meccanismi di controllo diventa particolarmente evidente proprio quando essi vengono meno, come nel caso dei tumori che spesso portano alla morte dell'organismo. Il sistema di trasmissione dei segnali di molti organismi viventi è simile, per certi aspetti, al sistema elettrico di un'automobile. 
La molecola che funge da messaggero, prodotta e secreta da una cellula, in genere agisce sui recettori, localizzati sulla superficie o all'interno di altre cellule; l'interazione tra messaggero e recettore può dare inizio a una cascata di reazioni biochimiche, all'interno del citoplasma della cellula ricevente. 
Le modificazioni causate da queste reazioni, ad esempio la variazione della concentrazione di ioni e molecole specifiche, possono contribuire a regolare l'attività delle proteine, in particolare degli
enzimi, e l'espressione dei geni.
Tratto in parte da: xoomer.virgilio.it

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TRANSAMINASI

Le transaminasi sono enzimi che intervengono nella transamminazione, cioè nella trasformazione  di un aminoacido in un altro; perciò partecipano alla trasformazione degli aminoacidi in energia, soprattutto se ci si trova di fronte ad uno sforzo fisico lungo ed impegnativo. Esse si trovano in ogni distretto del nostro organismo, per questo sono definite enzimi ubiquitari, ma sono particolarmente abbondanti nel fegato e nel muscolo scheletrico striato (quello che si contrae secondo la nostra volontà).
Le transaminasi, più precisamente, catalizzano reazioni di trasferimento di un gruppo amminico (-NH2) da un amminoacido donatore (di solito il glutammato) su un α-chetoacido accettore. 
Contengono inoltre un coenzima vitaminico, il piridossal fosfato (PLP), che durante la reazione riceve il gruppo amminico dal glutammato e diventa piridossamina fosfato (PMP).
Quando le cellule epatiche (epatociti) o quelle dei muscoli (miociti) sono danneggiate e si rompono, le transaminasi fuoriescono e si riversano nel sangue aumentando la loro concentrazione.
vedi per altri particolari: Enzimi

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Potenziale d'azione della membrana cellulare
I potenziali d'azione sono le rapide variazioni nel potenziale di membrana che passa dal normale valore negativo verso un valore positivo, e termina con una variazione che ripristina il potenziale negativo. In condizioni ottimali questo processo permette una normale osmosi cellulare (trasporto passivo) e quindi corporea.
Osmosi: è il fenomeno per cui alcune sostanze riescono ad attraversando una membrana semipermeabile: per es., la pergamena e la membrana che ricopre le cellule. Il nutrimento delle cellule avviene per mezzo di questo fenomeno, in quanto passano dal sangue alle cellule le sostanze necessarie per il suo nutrimento e per fornire le molecole base per la loro elaborazione cellulare, con le quali la cellula, produce certe sostanze, es. proteine, e/o le specializza, per il fabbisogno di altre cellule, tessuti, e quindi organi del corpo. Questo Potenziale di azione e' il responsabile del mantenimento dell'equilibrio acido/base cellulare.
L’equilibrio acido-base può essere definito l’equilibrio degli equilibri, perché alla fine di tutte le attività metaboliche è quello che mantiene nella norma le funzioni vitali ed indispensabili alla sopravvivenza.
Le cellule del nostro corpo, infatti, presentano al loro interno un perfetto e giusto rapporto tra il nucleo (acido) e il citoplasma (basico). Questo delicato rapporto, essenziale per la vita e l’interscambio energetico, può essere paragonato all’inversione di polarità presente in una batteria con segno + e –.
Per le nostre cellule è la stessa cosa: senza questo delicato giusto rapporto la vita non sarebbe possibile !
L’equilibrio tra sostanze acide e alcaline (basiche) viene misurato attraverso il pH.
Quindi il processo acido/base rappresenta il principale processo funzionale della cellula e quando esso e' compromesso per vari fattori, piu' sotto indicati, la malfunzione cellulare viene ad essere instaurata.

Il nostro metabolismo genera quotidianamente scorie metaboliche che devono necessariamente essere eliminate attraverso i reni, la pelle ed i polmoni (organi emuntori). Molte di queste scorie sono acide e devono essere neutralizzate per poter essere eliminate.
È ormai riconosciuto da diversi anni e da ogni parte del mondo, il fatto che quasi tutti sintomi (dette impropriamente "malattie", specie quelle degenerative es. cancro,  si sviluppano per un abbassamento della resistenza dell'organismo a causa di una riduzione delle funzioni organiche per una condizione di acidosi cronica. L'acidosi, infatti, precede e causa i vari sintomi che i medici allopati, perche' impreparati, chiamano impropriamente "malattie" - vedi: Definizione della parola malattia
I potenziali d'azione fanno quindi parte del processo acido/base, oltre al processo di trasmissione delle informazioni fra cellule e fra la cellula ed il tessuto al quale appartiene e quindi l'ambiente corporeo, anche e soprattutto del processo nutrizione cellulare, mantenendo un normale processo - pressione osmotico cellulare, ivi compreso quello di eliminazione delle sostanze tossiche, che la cellula deve poter sempre ed immediatamente eliminare, altrimenti essa inizia ad entrare in un processo di stress ossidativo ovvero di malnutrizione e quindi di malfunzione.
Quando il potenziale d'azione della membrana cellulare, viene alterato od inibito, per le variazioni biochimiche ed anche ioniche, indotte da Vaccini, alimentazione continua errata, farmaci, ecc. l'osmosi cellulare (trasporto delle membrane biologiche), non e' piu' adatta al buon funzionamento cellulare e quindi anche del tessuto al quale essa appartiene.

Un video rivoluziona le teorie sulla crescita delle membrane cellulari – 13/05/2014
Ogni cellula vivente è separata dall'ambiente esterno dalla membrana cellulare, una struttura porosa e dinamica che regola anche gli scambi di acqua e di altre molecole tra l'interno e l'esterno. Secondo la teoria finora accettata, sarebbe la massa interna della cellula, via via che aumenta, a causare, in risposta, lo sviluppo della membrana cellulare.
Il punto cruciale per comprendere come evolve la membrana cellulare è che si tratta in sostanza di una membrana semipermeabile che separa due soluzioni, quella interna da quella esterna, che hanno lo stesso solvente, l'acqua, in cui sono presenti molecole diverse e in differenti concentrazioni. Le molecole di acqua tendono a spostarsi dalla soluzione con meno concentrazione di soluto verso quelle con maggiore concentrazione, fino a equilibrare le due concentrazioni, secondo il fenomeno di osmosi.

Le cellule hanno una membrana porosa: esse si gonfiano, o si sgonfiano  assorbendo o cedendo acqua per osmosi. La nuova tecnica di ripresa video microscopica utilizzata dai ricercatori ha rivelato qualcosa di nuovo, perché finora si riteneva che con una pressione osmotica esterna elevata crescita della membrana fosse meno rapida.
La sperimentazione mostra invece che passando improvvisamente da una soluzione ad alta pressione osmotica a una isotonica, la cellula si espande improvvisamente, rivelando che la sua membrana era fino a quel momento accartocciata, come la pelle dell'uva passa.
(Cortesia: Enrique Rojas)
In una soluzione zuccherina la membrana cellulare del batterio Escherichia coli cresce con la stessa rapidità con cui cresce in una soluzione ipotonica: lo rivelano nuove riprese microscopiche video, dimostrando che il processo è indipendente dalla pressione osmotica.
All'osmosi è associata la pressione osmotica, definita come la pressione che occorre esercitare perché, in presenza di due fluidi con due concentrazioni diverse di soluto non avvenga il passaggio di solvente.
Quando una cellula è immersa in una soluzione con una pressione osmotica più elevata, la sua membrana porosa protegge la cellula lasciando uscire l'acqua, diminuendo di volume, e controbilanciando così la pressione osmotica. Se la stessa cellula viene poi posta in una soluzione con una pressione osmotica inferiore, la membrana lascia entrare l'acqua, ritornando alle dimensioni normali.
I biologi finora ritenevano che questa stessa dinamica legata all'osmosi ritardasse la crescita della membrana cellulare. I ricercatori di Stanford hanno verificato la teoria misurando in modo preciso il livello di pressione osmotica sufficiente a rallentare la crescita della membrana di Escherichia coli, un comune batterio, posto prima in una soluzione con un'alta concentrazione di zuccheri (in cui c'era un'elevata pressione osmotica) e poi in una soluzione ipotonica, cioè con una pressione osmotica paria quella della soluzione interna alla cellula, riprendendo il tutto con una videocamera ad alta risoluzione.
Inizialmente, i risultati sembravano confermare la teoria convenzionale: le cellule immerse in una soluzione zuccherina sembravano crescere più lentamente. Eppure non appena i ricercatori hanno tolto le cellule dalla soluzione zuccherina per porle in una normale hanno constatato con sorpresa che le cellule si espandevano rapidamente, cioè nel giro di pochi secondi, fino ad avere le dimensioni circa uguali a quelle delle cellule rimaste sempre nella soluzione normale.
Gli autori ne hanno quindi concluso che la membrana cellulare di E. coli ha continuato a crescere nella soluzione zuccherina con una velocità pari a quella della soluzione normale, ma la massa prodotta in eccesso era ripiegata su se stessa, un po' come la pelle dell'uva passa. Una volta ritornate nella soluzione normale, le cellule hanno riassorbito l'acqua, riprendendo immediatamente la loro forma più turgida. 
Lo studio getta nuova luce sui meccanismi che consentono ai batteri patogeni di sopravvivere nel passaggio dall'ambiente all'ospite e viceversa.
Tratto da: lescienze.it

Nei fatti, quando le funzioni cellulari sono coordinate per determinare una relativa stabilità dell’ambiente interno, viene raggiunto lo stato di omeostasi, (osmosi) che indica una situazione funzionale ottimale e rappresenta lo stato di salute.
Mentre quando queste funzioni vengono inibite od alterate (es. dai vaccini) si instaura uno stato di stress ossidativo nella cellula (intossicazione + eccitazione = infiammazione) e quindi il tessuto alla quale appartiene, si intossica ed infiamma, inibendo le sue specifiche funzioni nei tessuti degli organi e quindi del sistema nel quale essi sono
inseriti.
vedi ad esempio: Vaccino per la Polio

Anche e sono solo, secondo gli studi di Gianfrancesco Valsè Pantellini Chimico), della Fondazione Pantellini, del dott. Guido Paoli, e delle varie università che studiano questi argomenti, e' il danno tissutale della parete cellulare a creare uno scompenso del Protoplasma cellulare con presenza elevata di Sodio (le cellule sane e con ottime funzioni, come abbiamo gia' visto sopra, sono ricche di K (Potassio) e povere di Na (Sodio) che è maggiormente presente fra le cellule. I giusti rapporti sono mantenuti normalmente dalla pompa sodio/potassio.
Gli ioni di Sodio giocano un ruolo diverso in molti processi fisiologici. Cellule eccitabili, ad esempio, si affidano interamente al Na+ per causare una depolarizzazione della membrana cellulare: questo fenomeno, detto potenziale d'azione consiste in rapide variazioni nel potenziale di membrana che passa dal normale valore negativo verso un valore positivo, e termina con una variazione che ripristina il potenziale negativo. Esempio: il potenziale d'azione nelle cellule del sistema nervoso permette la trasmissione di informazioni fra cellule.
Le cellule malate sono ricche di Na (Sodio), la cellula cerca di compensare apportando K (Potassio, di cui dovrebbe essere ricca) e, in assenza, richiama acqua (ritenzione). Con il tempo il sodio diventa sale è fa l'effetto "chiave biologica: lettura biologica dei giusti valori" (in una porta fisica la chiave sbagliata non entra, in una biologica entra ma si deforma la porta, l'infisso, il muro) alterando la funzione della cellula ed in certi casi anche il DNA.
"In un Terreno scompensato" (quale quello di buona parte della popolazione mondiale, per le campagne di Vaccinazione dell'OMS subite, e per l'alimentazione industrializzata...acque ed aria, inquinate ecc.) i batteri ed i virus eterologhi = estranei proliferano, e la flora batterica autoctona e gli enzimi si alterano ed i batteri autoctoni  mutano anch'essi forma e quindi funzione.
In quelle condizioni
, il terreno della salute e' quindi compromesso e compaiono i primi sintomi che, se non curati con la Medicina Naturale si aggravano portando il soggetto verso la cronicita' del sintomo ed alla morte prematura.
Nota bene (E): Eterologo" si dice "di organo, tessuto o sostanza organica, batterio, virus,  che proviene da una specie diversa da quella considerata" o peggio "da una specie animale diversa".

Sinapsi elettriche:
- sono solo eccitatorie; hanno semplicità strutturale; trasmettono velocemente; hanno un basso consumo energetico.
Nello schema secondo la "teoria del cavo" (A), la resistenza delle due membrane può essere elevatissima se lo spazio sinaptico è piccolo. Lo spazio sinaptico funziona da corto circuito, “shunt” e consente la fuga delle correnti che non raggiungono l’elemento postsinaptico. Importantissima è quindi la geometria della sinapsi. vedi: Trasportatore di membrana
La sinapsi spesso è tale che la Rg è piccola e l’area della membrana presinaptica è maggiore di quella post per far si che le correnti elettroniche siano sufficienti a depolarizzare la membrana.
Sinapsi chimiche:
Vantaggi: - amplificazione del segnale; - elaborazione dei segnali per sommazione temporale e/o spaziale; - consente un carattere inibitorio per soppressione dell’eccitabilità.
Svantaggi: - maggior lentezza; - affaticabilità; - vulnerabilita' (anossia, veleni metabolici, sensibilità farmacologica).

(A) - Teoria del Cavo:
Quale e' la causa della primaria depolarizzazione della membrana dell'assone perchè il potenziale divenga soglia ?
In genere si dice che la primaria depolarizzazione che permette la potenziale di subire una depolarizzazione è l'apertura dei canali del Sodio che iniziano a cambiare il segno dai due lati della membrana cioè in e out.
In realtà non è così poiche' il potenziale a riposo è tra -90, -70 mV e non è un Em sufficiente ad aprire i primi canali Sodio Voltaggio dipendenti che iniziano ad aprirsi a -30mV.
Perchè il potenziale divenga sempre più positivo devono esistere altre cause che permettono questa prima depolarizzazione.
La risposta è che noi possiamo paragonare l'assone ad un cavo telegrafico in cui il potenziale si propaga elettronicamente.
Si può fare creare un analogia tra il cavo RC la membrana citoplasmatica: il cavo RC resistenza condensatore, è dotato da un condensatore (il doppio strato fosfolipidico di membrana) che contiene delle resistenze (i canali ionici); il circuito è legato ad una batteria a cui sono collegati i cavi che direttamente formano una rete di condensatori legati alle resistenze.
Il cavo telegrafico sottomarino è così formato: una serie di resistenze che si estendono in senso longitudinale interno del cavo; perpendicolari a queste resistenze, ci sono collegate in parallelo delle coppie resistenze condensatore a loro volta collegate a altre resistenze che si estendono a livello longitudinale.
Per quanto riguarda la resistenza in parallelo la resistenza equivalente locale si calcola sommando le singole resistenze e quindi i singoli potenziali registrati con tecnica inside out patch clamp, oppure se si deve calcolare la somma dei potenziali registrati a livello dei singoli canali la resistenza equivalente essa è uguale al prodotto delle singole resistenze/potenziali registrati fratto la somma degli stessi secondo le due leggi di Kirchoff.
Teoria del cavo: Tratto da molecularlab.it

(B) -
Come ripristinare lo smaltimento dei rifiuti cellulari

Un ruolo chiave è svolto dai canali del calcio presenti nella membrana dei lisosomi, canali che peraltro sono radialmente differenti da quelli, ben noti, della membrana cellulare
Proprio come per le città i servizi di smaltimento e riciclaggio dei rifiuti sono un servizio essenziale, il cui mancato o insufficiente funzionamento determina gravi stati patologici.
Nella cellula al centro di questo sistema di smaltimento ci sono i lisosomi, il cui funzionamento non era però finora stato chiarito nei suoi dettagli biomolecolari.
A colmare la lacuna viene ora uno studio condotto da ricercatori dell'Università del Michigan pubblicato sulla rivista Nature Communications. La ricerca ha mostrato che un ruolo chiave è svolto dai canali del calcio presenti nella membrana degli organelli, che sono peraltro differenti da quelli, ben studiati e noti, presenti nella membrana cellulare.
Sfruttando la tecnica del patch clamp, i ricercatori hanno potuto determinare che a fungere da canale del calcio nei lisosomi è una proteina chiamata TRPML1 e che il segnale che la attiva è trasportato da un lipide noto come PI(3,5)P2.
La proteina TRPML1 è nota perché una mutazione nel suo gene è all'origine della mucolipidosi di tipo IV (ML4), una malattia genetica che provoca ritardo mentale, problemi alla visione e ridotte capacità motorie.
Anche le alterazioni che coinvolgono gli enzimi che producono il lipide PI(3,5) P2 sono noti per essere presenti in diverse malattie neuro-degenerative, come la sclerosi laterale amiotrofica e la malattia di Charcot-Marie-Tooth.
"Se immaginiamo il traffico attraverso la membrana come un'automobile, mentre le altre proteine di canale si trovano sul sedile del passeggero, TRPML1 è sul sedile del guidatore", ha illustrato Haoxing Xu, ch eha diretto la ricerca, sottolineando che questa circostanza ha conseguenze importanti, dato che suggerisce la possibilità di manipolare l'attività dei canali usando attivatori o inibitori dell'attività di membrana in modo da ripristinare il funzionamento del sistema.
"Se si riesce ad attivare il canale, è possibile superare i difetti nel traffico attraverso la membrana provocati dalla mutazione che è all'origine della malattia". Fortunatamente, sono già disponibili piccole molecole che sono in grado di stimolare l'attività dei canali TRPML1", ha detto Xu. (gg) - Tratto da: lescienze.espresso.repubblica.it

Per sua natura, le funzioni cellulari principali sono quelle, della produzione di energia, della ri-produzione e specializzazione di proteine utili alle varie cellule contenute nei vari tipi di tessuti dell'organismo, oltre a quelle per il mantenimento delle funzioni di nutrizione ed eliminazione rifiuti cellulari (B).
Ma lo sono anche quelle della
Sintesi degli acidi grassi - che è una via metabolica della cellula che, a partire da molecole di acetil-CoA, genera acido palmitico (un acido grasso saturo a 16 atomi di carbonio).
Sintesi organica - costruzione di molecole organiche attraverso processi chimici.
Sintesi proteica - seconda fase del processo di espressione genica (il processo in cui l'informazione contenuta nel DNA dei geni viene convertita in proteine).

Di conseguenza le cellule devono possedere una serie di istruzioni in Codice che, una volta tradotte, permettano una veloce produzione di proteine, attraverso l'impianto di produzione il quale prepara, e modifica le sostanze inviategli per la produzione e specializzazione, da ridistribuire all'organismo.
Questo codice e' scritto e conservato nel DNA del nucleo ed e' detto codice genetico. Il programma analizza la struttura e la composizione del DNA, il valore del codice genetico, la capacita' del DNA di duplicarsi per trasmettere le medesime informazioni ad una nuova cellula e l'importante funzione del DNA nella crescita di ogni organismo.
- vedi anche Metabolismo.

Definizione del Primo Codice genetico:
Il codice genetico è il sistema per cui le informazioni genetiche codificate nel DNA arrivano a operare la sintesi di tutte le proteine necessarie alla vita degli organismi Viventi. Il suo linguaggio si basa su un "alfabeto" molecolare rappresentato dalla sequenza dei nucleotidi del DNA, che viene tradotto nella sequenza degli amminoacidi di una proteina.
l codice genetico dispone di 4 "lettere" (le 4 diverse basi azotate) per specificare i 20 amminoacidi. Utilizzando gruppi di 3 nucleotidi (triplette, o codoni) si ottengono 43 = 64 combinazioni diverse. Tre di queste triplette (triplette non senso) non corrispondono a nessun amminoacido: esse servono per segnalare la fine della catena proteica.
La tripletta AUG indica l'inizio della catena proteica; a essa corrisponde anche l'amminoacido metionina. Si definisce gene la sequenza di triplette che codifica una proteina.
Il codice genetico è ridondante, poiché uno stesso amminoacido è codificato da più di una tripletta. Le triplette che codificano lo stesso amminoacido sono molto simili e generalmente differiscono solo per l'ultima delle tre basi. Ciò ha suggerito l'ipotesi che l'informazione fondamentale sia contenuta nelle prime due basi e che la terza serva a garantire una maggiore precisione. Il codice genetico è universale, dal momento che è identico in tutti gli esseri viventi (ogni tripletta ha lo stesso significato per tutti gli organismi).

Definizione del Codice genetico, detto secondo:
Il Secondo Codice Genetico è lo schema attraverso cui un enzima chiamato Amminoacil-tRNA sintetasi catalizza l'esterificazione di uno specifico amminoacido (o di un suo precursore) ad uno dei possibili tRNA corrispondenti sintetizzando così un amminoacil-tRNA.

Questo codice è decisamente più complesso del Primo Codice Genetico e perciò non può essere altrettanto facilmente rappresentato mediante l'uso di tabelle.


La cellula contiene un liquido chiamato Citoplasma nel quale "galleggiano" tutti i componenti della cellula; essa contiene anche i mitocondri i quali sono le centrali elettriche ed energetiche della cellula stessa; i mitocondri contengono a loro volta una parte del DNA detto genoma mitocondriale.:

Citoscheletro:
Le cellule hanno uno scheletro così come gli esseri umani hanno uno scheletro. La differenza principale è che gli scheletri umani non cambiano forma molto bruscamente, mentre lo scheletro di una cellula è in costante crescita, accorciamento, e allungamento.
Questa sua continua capacità di adattamento le consente di  eseguire molte delle sue funzioni essenziali.
Il citoscheletro è particolarmente importante per i neuroni a causa della loro grande lunghezza ed è un sistema di strutture collocate all'interno e all'esterno del citoplasma di una cellula, che nell'insieme ne costituiscono l'impalcatura.
Tuttavia il citoscheletro non si limita ad essere un'intelaiatura statica ma è molto dinamico e permette alle cellule di cambiare la loro forma, di muoversi attraverso strutture specializzate quali pseudopodi, ciglia o flagelli, rinforza la membrana plasmatica e quella nucleare, trasporta le vescicole nel citoplasma, permette il movimento di alcuni organelli, costituisce i sarcomeri che permettono la contrazione muscolare, costituisce il fuso mitotico essenziale per la divisione cellulare, sostiene i dendriti e gli assoni dei neuroni ed interagisce con l'ambiente extracellulare.
Esso è una fondamentale struttura cellulare; esso è l'insieme delle strutture cellulari che danno sostegno e forma alla cellula, e svolge un ruolo importante in molti processi della vita cellulare, fra cui: la trasduzione del segnale, la replicazione cellulare, la meiosi, la motilità cellulare, il trasporto di vescicole e di organelli intracellulari.
Il citoscheletro è costituito da tre tipi di filamenti proteici che si distinguono per funzione e composizione:
- filamenti actinici o microfilamenti
- filamenti intermedi
- microtubuli
Ai tre tipi fondamentali con caratteristiche e compiti ben precisi e definiti, che differiscono per le unità di base che le compongono, di filamenti proteici vanno aggiunte centinaia di proteine accessorie che servono da mediatori per il loro attacco ad altre strutture cellulari come la membrana plasmatica o le vescicole, ma anche come componenti fondamentali nell'assemblaggio dei filamenti e come motori proteici.

Eme (o gruppo eme, o ematina)
La funzione di questa molecola, chiamata Eme, è basata sull'atomo di ferro, in grado di legare in maniera reversibile l'ossigeno, utilizzandolo per trasportare elettroni nella catena respiratoria, nel ridurre specie reattive dell'ossigeno (catalasi e perossidasi) o semplicemente trasportandolo nel sangue (emoglobina) o immagazzinandolo nei muscoli (mioglobina).
Poiché nelle cellule il principale sito di ossidazione sono i mitocondri, molti enzimi contenente eme si trovano lì.

Il ferro può esistere negli stati di ossidazione +2 e +3, ma solo lo stato di ossidazione minore è in grado di legare l'ossigeno.
Quando il ferro si trova nello stato di ossidazione +3 non è più in grado di legare l'ossigeno e l'emoglobina prende il nome di metaemoglobina.
La capacità di legare l'ossigeno da parte dell'eme così come quella di trattenere gli elettroni vengono modificate dalla proteina nella quale si trova.
Sintesi dell’EME:
La sintesi dell'eme ha luogo nel citoplasma e nel mitocondrio della cellula. Il processo enzimatico (*) che produce l'eme va sotto il nome di sintesi porfirinica, poiché l'eme fa parte della famiglia delle porfirine. Questo processo di sintesi, e gli enzimi che ne fanno parte, sono molto conservati tra le varie specie. Nell'uomo, questa via di sintesi serve quasi esclusivamente a produrre eme. (*) Nel processo enzimatico come catalizzatori di idrolisi si usano
enzimi che hanno la proprietà di agire in modo specifico sulle molecole. 
Il processo enzimatico è suddiviso in tre fasi:
-fase di fermentazione
-fase di recovery e purificazione
-fase enzimatica di trasformazione.
Tratto in parte da: wikipedia.org

Commento NdR: questa e' un'altra delle varie funzioni cellulari inibite e/o alterate, es. dai Vaccini

NON vi sono preclusioni alle possibilita' di alterazioni delle varie funzioni cellulari che i Vaccini possono indurre, anche e specie nel ciclo di Krebs !

vedi: Meccanismo delle Mutazioni cromosomiche cercare in questa pagina: Aberrazioni Cromosomiche + Meccanismi delle Mutazioni al DNA cellulare  (del mitocondrio) + Ruolo del DNA Mitocondriale nell'Oncogenesi + Teoria dei germi e' falsa + Definizione della parola malattia

Voglio ricordare ai lettori che:
1 -
Tutte le cellule sono immerse in una matrice (la parte dei tessuti esterni alle cellule ed i liquidi del corpo e ) e interagiscono tramite di essa - vedi: Matrice Extracellulare del Tessuto connettivo 
2 - Il liquido extra-cellulare ha la funzione di approvvigionamento, smaltimento e scambio di informazioni e sostanze da e per le cellule.
3 - Il flusso del sangue verso la cellula, attraversata la matrice extracellulare per mezzo della microcircolazione si collega  alle cellule.
4 - La cellula rilascia degli acidi nella matrice, coe' i residui del metabolismo (trasformazione, smembramento, specializzazione) delle sostanze nutrienti anche per le altre cellule dell'organismo.
5 - In caso di acidosi, le scorie si depositano e accumulano nella matrice e specialmente nei grassi di essa.
6 - Il tessuto si carica e si intossica di queste scorie, che non partecipano più al metabolismo ed al nutrimento cellulare e che andrebbero eliminate, sempre che gli organi emuntori di eliminazione funzionino a dovere: pelle, polmoni, fegato, reni, intestino......
7 - In genere dopo i 45 anni di età si accumula ogni giorno c.a.1 gr di scorie, e se non si fa movimento giornaliero, anche prima.
- Tramite l'alimentazione CRUDISTA, il movimento regolare, se possibile giornaliero, e periodiche cure de-acidificanti e disintossicanti possiamo eliminare e prevenire un eccesso di acidi e di scorie nei grassi dei tessuti, migliorando e preservando la salute fino a tarda eta'.

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La Cellula tende all’ Immortalita’ - Dic. 2013
In passato è stato dimostrato che una cellula potrebbe vivere per un tempo indeterminato in perfetta salute. 
E’ stato dimostrato realmente in laboratorio da un famoso premio Nobel. 
Un famoso fisiologo francese, Alexis Carrel, al Rockefeller Institute for Medical Research, mantenne in vita il cuore di un pollo per circa 29 anni in una soluzione salina (che conteneva minerali nelle stesse proporzioni di quelle del sangue del pollo) che egli rinnovava tutti i giorni...
Carrel giunse alla conclusione che il tempo di vita di una cellula è indefinito fintanto che viene fornito il nutrimento e viene ripulita dalle sue escrezioni. Difatti le cellule crescevano e prosperavano fintanto che le loro evacuazioni venivano rimosse. 
Condizioni non igieniche procuravano una minore vitalità, deterioramento e morte. Carrel mantenne in vita cellule di un cuore di pollo fino a quando qualcuno si dimenticò (dimenticò?) di eliminare le loro escrezioni. Riuscì quasi a decuplicare la media durata di vita di quelle cellule. La chiave per mantenere in perfetta salute una cellula è quella di liberarla dai residui dentro e intorno ad essa. 
Anche Arnold Ehret arrivò ad una conclusione pressochè identica: nel suo libro “Il Sistema di Guarigione della Dieta Senza Muco” afferma che con un’alimentazione sana, dopo anni di cibi errati, inizialmente l’organismo libera gli intestini dei residui accumulati e poi va sempre più a fondo ripulendo tutti i tessuti del corpo e dopo che questo è avvenuto si acquisisce la salute perfetta. 
Ma torniamo all’esperimento di Alexis Carrel e alle sue conclusioni che possiamo trovare in ogni testo universitario di Biologia. 
Il dott. Alexis Carrel, a questo proposito, diceva: “La cellula è immortale ? e’ semplicemente il fluido nella quale galleggia che si degrada. Sostituendo questo fluido ad intervalli regolari, daremo alla cellula ciò che le necessita per nutrirsi e, per quanto ne sappiamo, il pulsare della vita potrà continuare indefinitamente.” Immaginate una casa da cui non si eliminano i rifiuti e si nascondono sotto il tappeto. Nel giro di pochi mesi, accumulando dei rifiuti ogni giorno, la casa avrebbe un odore orribile.
Nel nostro corpo succede la stessa cosa. Solo che nel nostro corpo “nascondere sotto il tappeto i rifiuti” equivale a ritenzione idrica, gonfiori intestinali, tossiemia ematica, infezioni e infiammazioni dei tessuti.
Il processo d’invecchiamento comincia dal primo momento della nostra vita, consiste nell’accumulazione dei prodotti di rifiuto non espulsi. Le cellule si deteriorano a causa dell’accumulo di tossine !
Inconsapevolmente, ci intossichiamo da soli e nessuno ce lo dice. 
Il nostro organismo è la macchina più perfetta e meravigliosa che possa esistere. Per questo ha la bellissima capacità di auto-guarigione e disintossicazione che la società “evoluta” di oggi tampona continuamente con i farmaci. Un raffreddore o una tosse che indicano l’eliminazione in corso di muco dal nostro corpo spaventano le mamme… e si inizia fin da piccoli (inconsapevoli e innocenti) con i farmaci, quando in realtà basterebbe lasciare lavorare e riposare il nostro corpo affinché completi l’eliminazione di scorie e smettere di imbottirlo di cibo e farmaci proprio quando è in fase di eliminazione. 
I consigli dei nostri avi vengono messi da parte… un aerosol di acqua e sale, una siringa di fisiologica nelle cavità nasali, fumenti, non vengono più considerati. Molti, presi dalla paura e dalla mancanza di pazienza preferiscono agire immediatamente con antibiotici, sciroppi e farmaci di ogni tipo, seguendo i consigli più “sinceri” delle Aziende Farmaceutiche.
Dopotutto come contraddirle ?… Stanno facendo il loro lavoro: non a caso si chiamano Aziende ! 
E’ solo l’inconsapevolezza di certe famiglie che permette a “certi” Fast Food di continuare a far soldi...
In un mondo sano certe propagande sarebbero valse il fallimento di quell’industria, ma probabilmente qui le cose vanno diversamente. Forse l’uomo sano, libero (da farmaci e debiti) e consapevole mette paura ai poteri forti, che ultimamente iniziano a perder colpi grazie alla presa di coscienza in atto e al rapido passaparola della rete. Fortunatamente qualcuno sta aprendo gli occhi. 
Sarà per i tempi che stiamo vivendo, ma la massa critica si sta svegliando e in molti iniziano a comprendere che (quando è possibile) la natura può essere assecondata e aiutata nel suo lavoro con metodi naturali. Ecco perché ottimi risultati nascono da un’alimentazione equilibrata, una sana attività fisica e da un atteggiamento mentale positivo.
Fonte: contiandrea.wordpress.com

Commento NdR:  Pur essendo in accordo con le considerazioni basilari, alimentazione adatta e salubre, disintossicazione e disinfiammazione per mantenere la Perfetta Salute, ritengo di affermare con certezza che la cellula NON e' immortale, cosi come la materia densa nasce e muore, al limite si puo' aumentare la parentesi del tempo fra nascita e morte, ma non eliminarla del tutto perche' alla sua morte essa si trasforma si muta in altro genere, specie, razza, ecc....
Nulla si crea nulla si distrugge, ma tutto si trasforma !
Grave errore affermare l’ideologia della cellula immortale, perche’ essa tende all’immortalita’, ma prima deve trasformarsi infinite volte per poterla raggiungere, nelle e con le sue varie infinite fasi !

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Anche prima che il concetto di immunità (da Immūnis'''', parola latina che significa "esenti") fosse sviluppato, numerosi medici precocemente, caratterizzavano ed indicavano solo degli organi che sarebbero poi stati dimostrati facenti parte del sistema immunitario, non essendo la chiave primaria di esso.
In seguito la ricerca dimostro’ che la chiave primaria del sistema immunitario e’ principalmente localizzabile in una buona funzionalita’ della cellula che quando compromessa (es. dai Vaccini), lo scompenso immunitario e’ assicurato, in specie e principalmente dalle cellule del tessuto che compone la mucosa intestinale, oltre a quelli delle ghiandole endocrine (timo, milza, tonsille (adenoidi), linfonodi, pelle, mucose, sangue, ecc.), ed il midollo osseo.
I principali componenti del sistema immunitario sono in realtà le funzioni cellulari e non sono associati ad alcun organo specifico, ma piuttosto sono incorporati o circolano nelle cellule che compongono i vari tessuti situati in tutto il corpo. Le cellule fanno parte, come e’ noto, dei tessuti di tutti i tipi, i quali a loro volta fanno parte di tutti gli organi e/o ghiandole endocrine.
Per riassumere: la chiave primaria del sistema immunitario sono le cellule e principalmente quelle della mucosa dell’apparato digerente (intestino) quella secondaria, le cellule dei tessuti del midollo osseo, del timo, ecc.

vedi:
Mappa DNA + Amminoacidi, DNA +  DNA + DNA antenna + Somatidi + BioElettronica + Pompa Sodio-Potassio + Omeostasi + Cosa e' un Virus ? + STRESS, FUNZIONI VITALI e SISTEMA IMMUNITARIO + Cellule Staminali  + Sistema immunitario + Immunodepressione da Vaccino + Sangue succo peculiare + Sangue e' Luce

Promemoria IMPORTANTE per capire bene cosa avviene, quando un virus raggiunge e viene introdotto da una o piu' cellule, specie se esso e' Eterologo (E) = ESTRANEO (ad es. quelli dei vaccini): 
Gli
enzimi protease possono rompere questa pellicola di proteine del capside virale, permettendo il rilascio delle informazioni bio-elettro-chimiche della catena complessa del DNA/RNA virale, che viene decodificata dal Mitocondrio.


Pressione osmotica
:
Pressione minima da applicare a una soluzione per impedire al solvente posto oltre una membrana semipermeabile di diffondersi attraverso la membrana. - vedi: Stress Ossidativo - 1 +  Respirazione cellulare
Essa e' attivata e determinata dalla differenza di potenziale fra liquidi interni ed esterni della cellula. solo una buona differenza di potenziale fra i liquidi intra ed extra cellulari permette il passaggio attraverso la membrana cellulare.

Quindi il corpo umano si ammala solamente quando questi Giusti Rapporti si alterano (vedi Come e Perche' nasce la malattia) e la guarigione DEVE seguire assolutamente ed in primis il riordino di questi; cioe' si ammala quando la cellula e l'organismo sono sotto stress ossidativo
La malattia e' UNA sola (non esistono malattie, ma solo malati con infiniti possibili sintomi) essa e' l'alterazione della funzionalita' cellulare e corporea per l'alterazione dei Giusti Rapporti del pH + rH + ro' extra ed intracellulare.
I Vaccini inoculati negli organismi umani ed animali, creano Mutazioni Genetiche nei Mitocondri delle cellule, mutazioni che sono trasmissibili alla prole, dalla via materna. Nelle cellule infettate da virus eterologhi, si risvegliano i retrovirus piu’ vecchi.
Inoltre rimane un fatto che una volta decodificato dal mitocondrio il DNA virale eterologo
(E), esso viene facilmente ad integrarsi nel genoma del mitocondrio per non essere piu' rilasciato, e la mutazione viene trasmessa alle future generazioni, un esempio:
le colture di cellule chiamate HeLa, (cellule cancerose) non sono piu' tossico-infettive, perchè il genoma virale eterologo si è integrato nel genoma cellulare, e non è più rilasciato, ma esse (Hela) contaminano qualsiasi altra coltura o tessuto con i quali viene a contatto...con tutte le conseguenze del caso, infatti hanno contaminato tutti i laboratori del mondo che le hanno utilizzate, colture vaccinali comprese.... !

La/e cellula /e degli esseri viventi e' (sono) anche circuiti oscillatori (rivelatori); questi circuiti oscillanti,  permettono alle singole cellule di autosintonizzarsi sulle frequenze terrestri (del campo elettromagnetico terrestre) le quali a loro volta sono interdipendenti con la posizione spaziale sulla superficie terrestre + le frequenze del Campo Universale, oltre anche alle frequenze di ogni sostanza esistente nell'organismo e/o di quelle che vengono ad introdursi in esso.
I cromosomi giocano un ruolo essenziale in queste funzioni, in quanto essi sono anche delle antenne spiraloidi risonanti alle varie frequenze esistenti.
Quindi significa anche che ogni cellula od insieme di cellule (tessuto/organo) ogni volta che si sposta con l'organismo che la ospita, sulla superficie terrestre, invia e/o riceve un segnale (frequenza) che le indica su quale frequenza si deve sintonizzare per realizzare e cercare il suo specifico "punto nave" cioe' essa e' in grado di determinare la sua specifica posizione spazio-temporale in ogni situazione,
Ma cio' succede anche a livello corporeo dei singoli viventi, cio' significa che ogni cellula e' in grado di sintonizzarsi sulle varie frequenze dello spettro elettromagnetico dell'essere ospitante a seconda del "luogo" ove essa risiede in esso rispetto ai vari organi e/o posizioni (alto-basso-davanti-dietro) e quindi far scattare tutti i meccanismi compensatori e riordinanti e quindi il metabolismo cellulare, organico e corporeo.

La dimostrazione ? = le cellule staminali a seconda di dove esse vengono impiantate (alla nascita e/o per intervento) esse "prendendo la frequenza del luogo", si rendono capaci si assumere le "sembianze-funzioni" delle cellule nelle quali si vengono a trovare, non per specifica ed intrinseca capacita' delle cellule staminali, bensi', per le capacita intrinseche del sistema rivelatore endo cellulare che il loro sempre presente circuito oscillatorio (
la proprietà del circuito oscillatorio e' di poter separare, per sintonia o per risonanza, quindi distinguere, le correnti oscillanti a frequenza diversa in entrata od in uscita, a seconda delle proprieta' e funzioni del circuito oscillante stesso) quindi permette loro, sintonizzandosi, di acquisire "sembianze-funzioni" dalle frequenze vibratorie dell'insieme cellulare con il quale sono venute in contatto.
vedi: Oscillazione cellulare

Ogni cellula del corpo umano, (circa 100 miliardi) dalla pelle ai muscoli al fegato, eccetto i globuli rossi, racchiude 46 piccoli corpi, i cromosomi, costituiti da un doppio filamento lunghissimo e ripiegato molte volte, il DNA che e' lo stesso in tutte le cellule del nostro corpo e costituisce il nostro patrimonio genetico o “Genoma”. esso ha al suo interno 3,1 miliardi di “lettere” e contiene allineate lungo i due filamenti, 4 tipi di specie chimiche, dette “basi”, che per brevita' vengono indicate con A, C, G e T.   
Il genoma umano e' costituito da circa tre miliardi di basi
. In ogni cellula e' presente un nucleo, che a sua volta contiene 46 “cromosomi” (ad eccezione della cellula uovo e della cellula spermatozoo, che ne contengono 23), corpuscoli dalla struttura filamentosa, disposti in 23 paia e composti da una catena molto lunga di DNA (acido desossiribonucleico), oltre che da un rivestimento proteico.
Il DNA e' una molecola a doppio filamento (chiamata anche “doppia elica”) nella quale e' codificata l'informazione per la composizione di aminoacidi e proteine, elementi essenziali del nostro organismo.

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Fotografata per la prima volta, la struttura di una proteina malformata - Nov. 2010
Lo studio è pubblicato su Nature SMB a firma di Stefano Gianni e Maurizio Brunori (Sapienza Università di Roma e CNR) e Michele Vendruscolo (Università di Cambridge) ed è opera di un team internazionale.
La ricerca, che presenta per la prima volta la struttura tridimensionale a livello atomico di una proteina 'malformata' confrontandola con una sana, apre nuove prospettive nella
terapie di alcune malattie degenerative ed è nata dalla collaborazione di ricercatori della Sapienza, del CNR e dell'Università di Cambridge.
Tutte le trasformazioni che avvengono nelle
cellule dell'organismo sono dovute a proteine che, per esercitare la loro funzione, cambiano forma, cioè acquisiscono una specifica struttura geometrica tridimensionale caratteristica (morfogenesi molecolare).
Questo processo è codificato dalla sequenza degli aminoacidi che guida il ripiegamento della catena lineare (in inglese folding) ed è condizionato dall'ambiente cellulare.
Piccoli errori di ripiegamento possono produrre proteine 'malformate' con struttura anomala, con conseguenze a volte devastanti per la
cellula.
Si è dimostrato negli ultimi 10 anni che molte patologie gravi dell'uomo (quali l'Alzheimer, il Parkinson, altre malattie neurodegenerative e alcuni tipi di
cancro
) sono innescate da errori nel processo di morfogenesi di una o più proteine specifiche.
Poichè le proteine 'malformate' tendono a precipitare e aggregare velocemente, le osservazioni sono difficili e le conoscenze sui fattori che determinano gli errori di morfogenesi/ripiegamento sono attualmente limitatissime ma molto importanti: infatti volendo comprendere la base molecolare di alcune malattie, è necessario conoscere le alterazioni strutturali della proteina “malata”.
Tratto da AGI salute

Commento NdR:
La malattia si manifesta SEMPRE innanzitutto, a livello fisiologico nella cellula, base dei tessuti che compongono gli organi e tutta la vita biologica negli organismi viventi
I vaccini propinati alla ignara popolazione mondiale, producono le alterazioni delle principali funzioni cellulari (produzione di proteine e specializzazioni delle stesse - ATP, ecc.), quindi e' facile che un vaccinato abbia proteine malformate o ridotte quantitativamente o qualitativamente e quindi sintomi molteplici che invalidano il soggetto vaccinato !

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MESENCHIMA
Col termine mesenchima si definisce il tessuto connettivo embrionale.
Ha origine dallo staccamento delle cellule dai foglietti embrionali, soprattutto da quello mediano il mesoderma.
Dà origine prevalentemente a tessuti di sostegno; esso è la porzione di mesoderma embrionale da cui deriverà la famiglia dei tessuti connettivi.
Dal mesenchima hanno origine una grande quantità di tessuti, i più importanti sono:
Il sangue (mesenchima detto angioblasto), tutti i connettivi propriamente detti (lasso, mucoso maturo, denso o compatto, ecc..), Lo sclerotomo dal quale originano le vertebre (mesenchima scheletogeno), tessuto osseo, tessuto cartilagineo, ecc....
Il Tessuto connettivo embrionale e’ costituito di cellule fusiformi o stellate che formano un reticolato a maglie ampie tra le quali è un liquido intercellulare ricco di mucopolisaccaridi.
Queste cellule originano dal mesoderma dei somiti o mesomeri e da quello della somatopleura (
s.f., comp. di somato - e pleura. Nellembrione dei vertebrati, lamina mesodermica parietale che delimita allesterno il celoma unendosi e saldandosi allectoderma per costituire la primitiva parete del corpo) e della splancnopleura (sf. in embriologia, strato del mesoderma che costituisce il foglietto viscerale del celoma) nella regione cefalica dell’embrione una parte del mesenchima deriva anche da cellule delle creste neurali.
Nel corso dello sviluppo embrionale si differenziano dal mesenchima diversi tipi di tessuti: tessuto osseo, cartilagineo, muscolare liscio, tessuti connettivi, vasi sanguigni e linfatici, cellule del sangue.
Un mesenchima può tuttavia derivare anche da determinate parti dell'ectoderma e dell'endoderma.
Il mesenchima è quindi formato da cellule mesenchimali ramificate a forma di stella. Esse sono in diretto contatto tra loro tramite processi citoplasmatici. Possiedono un'elevata capacità riproduttiva (tasso mitotico) e possono differenziarsi in diversi tessuti, sono quindi pluripotenti.

COSA e' un TESSUTO

Il tessuto biologico è un materiale complesso e dinamico costituito da cellule che, unitamente alle loro sostanze di base (matrice extracellulare), agiscono insieme in modo coordinato a svolgere una particolare funzione in risposta a specifici stimoli.

Questa coordinazione è consentita grazie a particolari strutture proteiche altamente specializzate, i recettori, che mettono in relazione l’ambiente interno ed esterno della cellula stessa. I recettori infatti sono in grado di leggere ogni variazione chimica, fisica e meccanica dell’ambiente esterno, comunicarlo alla cellula e trasmetterne la sua “risposta”.
Questo tipo di dialogo reciproco e dinamico cellula-cellula, cellula, ambiente extracellulare, coordina importanti funzioni quali ad esempio la divisione cellulare, il movimento, la differenziazione, la morte programmata, e processi fondamentali quali la risposta da un corpo estraneo o la risposta immunitaria. Ed è proprio questa capacità delle cellule di leggere, vedere e rispondere a stimoli dell’ambiente esterno ed a riconoscere elementi estranei, a rendere l’ambiente biologico particolarmente “difficile” per qualsiasi sostanza non autologa, ma estranea=eterologa (E), che se introdotta nell'organismo vivente (mediante es. i vaccini), attivano immediatamente le cellule “sentinella” del sistema immunitario.
Tratto in parte da: www3.unitn.it

Quindi e' l'insieme delle cellule che  forma un Tessuto ed a seconda del tipo di specializzazione della cellula si determinano e si formano i vari tipi di Tessuti:
- Tessuti epiteliali
- Tessuti connettivi
-
Tessuti Muscolari
- Tessuti nervosi
per altri e specifici particolari: vedi PDF

A  loro volta i Tessuti appartengono a determinati organi i quali a loro volta appartengono a determinati sistemi od apparati.

Quando per diversi motivi, traumi da ferite incidentali, intossicazioni con conseguenti infiammazioni, il tessuto biologico si
altera nelle proprie funzioni, a quel punto insorge un sintomo piu' o meno intenso ed appare il dolore, in genere localizzato nella zona del tessuto colpito dal "trauma". A seconda del tipo di tessuto investito da questo "trauma" ed al tipo di organo al quale appartiene, le conseguenze possono essere piu' o meno gravi.

Sintesi di descrizione del meccanismo, ad esempio dei danni vaccinali:
I danni provocati dai vaccini, cioe' dalle sostanze tossiche in quanto eterologhe (E)=estranee (anche in forma ionica), in essi contenute, (ma potrebbero anche provenire da materiali dentari, protesi, intossicazioni da cibi acqua, aria, farmaci, animali velenosi, ecc.) oltre ad esprimersi immediatamente a livello cellulare, queste sostanze estranee, portano velocemente la cellula in uno stato di stress ossidativo e quindi di malfunzione cellulare (gia illustrata in questo articolo), per cui la cellula NON e' piu' in grado di sintetizzare le proteine enzimi, necessari (qualita' e quantita') alla vita sana, essa tende successivamente ad isolarsi ed a non comunicare piu' nel modo salubre, con il contesto tissutale (insieme di cellule) alla quale appartiene.
Il danno vaccinale si esprime, cioe' si imprime, anche nei
Tessuti per mezzo di questi meccanismi:
In tutti i tipi di tessuti e' sempre presente l'apparato circolatorio, con relativa microcircolazione sanguigna fin nei capillari piu' piccoli dei vari tessuti (vedi la tecnica diagnostica non invasiva chiamata NIRS, la quale permette di ottenere dati che riproducono il reale stato dell’ossigenazione dei tessuti biologici indagati, mediante il dosaggio “assoluto” dell’HbO2 e Hb e quindi della StO2).
Quando le sostanze vaccinali
 o proveniente da altro come gia' detto (sostanze eterologhe (E)=estranee), vengono introdotte in un organismo con il vaccino, i tessuti nei quali queste sostanze tossiche, perche' estranee, arrivano, producono in realta', immediatamente o dopo qualche tempo, e facilmente, anche se non sempre, un'alterazione della microcircolazione sanguigna dei capillari nei tessuti colpiti dal trauma vaccinale.
In quei luoghi (possono essere piu' di uno, a seconda di dove si recano le sostanze tossiche vaccinali e non), si realizza una
perturbazione della microcircolazione del sangue, perche' quelle sostanze tossiche eterologhe si depositano nei microsistema sanguigno dei capillari, intasandolo e creando di conseguenza attacchi microvascolari (ictus,
ischemia (I), infarto o necrosi di tratti di Tessuto
, provocata da un disturbo vasomotorio (riduzione di apporto di sangue vitale) o dall'occlusione della circolazione arterovenosa), per mancanza di apporto di ossigeno nei tessuti colpiti.
(I)
-
L'ischemia (dal Greco ισχαιμία, isch- riduzione, haima sangue) è una riduzione dell'apporto di sangue  con un risultante danno o disfunzione del tessuto.

Come cio' avviene e perche' ?:
E' il sangue tossico del soggetto, che ormai contiene le sostanze estranee dei vaccini
e non, che, iperstimolano il sistema immunitario, il quale attiva ed invia immediatamente e di conseguenza i leucociti (globuli bianchi), i quali a loro volta si precipitano nel flusso sanguigno, soprattutto nelle "zone" ove queste sostanze tossiche proveniente dall'insulto vaccinale, si sono convogliate, depositate, per cercare di eliminarle.
Quando i leucociti arrivano in loco, siccome essi sono troppo grandi (
h
anno la dimensione di 7-15 micrometri i piccoli linfociti solo fino a 8 micrometri) per penetrare i finissimi capillari nei quali si infiltrano per accorpare ed eliminare queste sostanze, composti tossici, i leucociti e le sostanze accorpate, abbastanza frequentemente finiscono per intasare, congestionare, bloccare ed infine rovinare questi capillari, creando le ischemie tissutali, o diminuzioni del flusso del sangue; questo questo riduce la quantita' od impedisce addirittura ai piu' piccoli globuli rossi di portare il necessario ossigeno e le altre sostanze nobili per il nutrimento delle cellule e quindi dei tessuti e degli organi nei quali sono inseriti.
Quando queste particelle tossiche (vaccinali e/o non) raggiungono, per esempio un tessuto cerebrale
(
Tessuti nervosi) nel cranio, enterico, cuore, cioe' i 3 cervelli o nell'apparto nervoso esterno a quei 3 importanti centri), possono scatenare qualsiasi sintomo (malattie) nervoso, es. autismo, adhd, adem, disfunzione dello sviluppo, leucemie linfomi, paralisi (quando e' lenta per le malfunzioni cellulari annesse alle ischemie, viene chiamata ad esempio: polio, distrofia muscolare, sclerosi), morte, sids,  ecc.
Ovviamente e' possibile che questi due meccanismi, malfunzione cellulare e alterazione della microcircolazione sanguigna possono arrecare anche danni al fegato, pancreas, reni, intestino, cuore, ecc., questo ogni volta che i tessuti sono privati dell'
ossigeno necessario al loro buon funzionamento.
Quindi qualsiasi
sintomo (malattia) puo' essere indotto da questi meccanismi:
1 - malfunzioni cellulari per alterazioni delle funzioni delle cellule
2 - circolazione sanguigna alterata, per l'intasamento nella microcircolazione nei capillari, dei globuli bianchi (leucociti), ecc.
3 - malfunzioni tissutali per mancanza di ossigeno e sostanze nobili e cio' puo' accadere in TUTTI i tessuti di TUTTI gli organi del corpo.
Per quanto riguarda gli elementi tossici introdotti con i vaccini o con qualsiasi altra sostanza tossica proveniente da materiali dentari, protesi, ecc., il sistema immunitario continuera' a combatterli, anche nel tempo, e quindi finira' per sviluppare malattie tipo: immunodepressioni o malattie anche autoimmuni e/o altro, che destabilizzeranno l'intero sistema corporeo.
Nei vari casi, sintomi, o come le chiama impropriamente la medicina allopatica "malattie", le cause sono SEMPRE le stesse !
Queste UNICHE cause cono state da sempre ignorate e/o sottaciute dalla medicina ufficiale.
Oggi pero' siamo in grado con speciali test di Semeiotica, strumenti, apparecchiature, di analizzare,  ed anche vedere, questo fenomeno, ed il dott. A. Moulden (canadese) lo ha fatto - vedi le foto da lui scattate delle ischemie prodotte dai vaccini in: Danni dei Vaccini

Tutto cio' senza contare anche le possibili mutazioni genetiche, che intervengono dopo una vaccinazione e che si trasmettono alle future generazioni.....incrementando cosi il mercato dei malati, tanto caro a Big Pharma...

Le dimostrazioni e le foto fatte dal dott. Moulden non fanno altro che certificare e dimostrare cio' che da decenni il dott. M: Montinari, coadiuvato dal webmaster di questo sito, dr. G. Paolo Vanoli, hanno studiato, scritto e pubblicato gia' negli anni 1995-6

vedi anche: oltre 1.000 studi sui danni dei Vaccini + Polio da Vaccini

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Crisi cellulare ? Ci pensa l'RNA - 10/11/2011
Di fronte a mutamenti improvvisi dettati da stimoli ambientali e stati di stress anche le cellule sono chiamate a prendere decisioni rapide.
Così, in caso di crisi  -  dal greco krisis, "cambiamento"  -  devono poter adattare il proprio normale programma genetico "frenando" la potenza delle loro macchine, come navi che devono improvvisamente virare.

A  scoprire per la prima volta come questo avviene su scala globale nel genoma è Valerio Orlando, ricercatore dell'Istituto Telethon Dulbecco che lavora all'IRCCS Fondazione Santa Lucia di Roma:
le cellule rispondono alle crisi modulando direttamente l'attività dei geni grazie all'interferenza a Rna, meccanismo molto conservato a livello evolutivo, che nel 2006 ha fruttato anche il premio Nobel ai suoi scopritori Craig Mello e Andrew Fire.
Lo studio, finanziato da Telethon e Associazione italiana ricerca sul cancro, con il contributo del ministero Affari esteri (Progetti di grande rilevanza Italia-Giappone), ha meritato la pubblicazione su Nature*.
Lo Rna  -  sigla che sta per acido ribonucleico  -  è una molecola simile al Dna che svolge numerosi compiti nella cellula, tra cui quello di messaggero: la cellula produce, a partire dal Dna, filamenti di Rna che fanno da "stampo" per la traduzione in proteine. L'interferenza a Rna è un meccanismo comune a quasi tutti gli organismi viventi, anche quelli più semplici come il lievito, che si è evoluto innanzitutto per proteggere le cellule dai virus, fonte principale di Rna estranei.
La cellula riconosce queste molecole come estranee (NdR: es. come quelle dei vaccini che sono eteologhe), si allerta e le riduce in pezzi più piccoli per eliminarle, evitando così che vengano prodotte proteine virali.
Nel corso dell'evoluzione questo meccanismo è stato adottato anche per reprimere la produzione di proteine cellulari non necessarie in un determinato momento, controllando così in maniera fine la sintesi proteica: piccoli Rna prodotti dalla cellula riconoscono specifiche porzioni negli "Rna messaggero" e ne decretano così la distruzione.
 
Recentemente si è scoperto che, al contrario di quanto si pensava, solo il 5 per cento del genoma produce informazioni successivamente tradotte in proteine. Infatti, la maggior parte degli Rna prodotti sembra agire a un livello superiore rispetto al Dna, con meccanismi che i ricercatori definiscono "epigenetici" e che consentono alle cellule di conservare la loro identità nel tempo.
Lo studio di questi meccanismi è importante per capire non solo come una cellula acquisisce le sue caratteristiche peculiari, ma anche come la perdita di questa identità possa tradursi in stati patologici, come per esempio tumori e malattie degenerative.
 "Fino a oggi si pensava che la regolazione dei livelli di Rna e quindi di proteine avvenisse nel citoplasma, il compartimento cellulare in cui l'Rna messaggero è convertito in proteine", spiega Orlando. "In questo lavoro abbiamo dimostrato per la prima volta che questo avviene anche nel nucleo, dove risiede il Dna: si tratta di un "piano globale" di regolazione genica completamente nuovo, inseguito da tempo da ricercatori di tutto il mondo. Secondo questo piano, in caso di "crisi" - cambiamenti improvvisi di temperatura e di nutrienti disponibili, oppure modifiche nel corso dello sviluppo - la cellula sfrutta i macchinari che producono i piccoli Rna all'interno del nucleo per inibire direttamente la produzione di Rna alla fonte e adattarsi così alle condizioni ambientali".
"I nostri risultati, ottenuti studiando cellule del moscerino della frutta, sono di grande interesse" spiega Davide Corona, ricercatore Telethon dell'Università di Palermo che ha preso parte allo studio: "nel caso di malattie dovute all'eccessiva o alla ridotta produzione di determinate proteine, infatti, questi piccoli Rna nucleari potrebbero essere usati per modulare l'espressione dei geni in maniera stabile, regolando la quantità di proteina prodotta, senza necessariamente intervenire sul difetto genetico responsabile della patologia".
Per andare a fondo su questo ruolo inedito dei piccoli Rna, i ricercatori sono ora al lavoro per comprendere nel dettaglio il loro meccanismo di azione anche in cellule umane. Conclude Orlando: "la scoperta di questo meccanismo rappresenta un passo fondamentale per capire come piccoli Rna possano essere utilizzati a scopo terapeutico operando sul livello "epigenetico" anziché genetico".
*Cernilogar F., Onorati, M. C., Khothe G., Burroughs M., Parsi K. M., Breiling A., lo Sardo F., Saxena A., Miyoshi K., Siomi H., Siomi M., Carninci P., Gilmour D., Corona D. e Orlando V. "Chromatin-associated Rna components contribuite to transcriptional regulation in Drosophila" Nature novembre 2011-10-28
Tratto da: lescienze.it

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Matrice Extracellulare del Tessuto connettivo 
Composizione della matrice extracellulare.
Da un punto di vista strettamente organizzativo la matrice extracellulare del tessuto epiteliale può essere classificata in due fasi: una fase disperdente acquosa e una fase dispersiva.
Nella fase dispersiva sono presenti i costituenti più importanti della matrice, come ad esempio gli
enzimi e le varie classi proteiche.
Le proteine della matrice extracellulare:
Nella matrice extracellulare sono presenti: proteine fibrose, proteine reticolari, proteoglicani e glicoproteine. Queste ultime due classi di proteine prendono parte della cosiddetta sostanza fondamentale.
I proteoglicani sono una classe di proteine formate da un asse proteico centrale, più o meno lungo, sul quale si ramificano un quantitativo elevato di GAG (Glicosaminoglicani). I glicosaminoglicani possono essere sia solforati che non solforati.
Le glicoproteine sono paragonabili ai proteoglicani con la differenza che la componente ramificata non è estenuamente presente. Le glicoproteine, nella matrice extracellulare del connettivo, si suddividono in glicoproteine associate, glicoproteine di struttura e glicoproteine connesse ai processi di calcificazione.
Le glicoproteine strutturali sono state, di recente, isolate e sembrano avere un enorme interesse biologico. Le proteine strutturali, infatti, hanno il compito di creare un "ponte" tra le molecole presenti nella matrice extracellulare e la componente cellulare presente nella matrice stessa. Alcune proteine strutturali sono la fibronectina, la condronectina e l'osteonectina.
Fibre.
La matrice extracellulare del tessuto connettivo presenta una quantità considerevole di strutture molecolari conosciute come fibre. Le fibre sono in larga parte responsabili delle proprietà fisiche del connettivo e si dividono in fibre collagene, fibre reticolari e fibre elastiche.
Fibre collagene.
Il collagene è una proteina strutturalmente complessa. E' il risultato dell'assemblaggio di tre catene chiamate microfibrille che, intrecciandosi, formano una lunga fibra. Le microfibrille, a loro volta, sono formate da molecole di tropocollagene.
Dal punto di vista biochimico il collagene è una proteina formata da tre aminoacidi: la prolina, l'idrossiprolina e la glicina.
Fibre elastiche.
Le fibre elastiche sono strutture capaci di sopportare notevoli forze di trazioni arrivando ad allungarsi fino al 150% della loro dimensione originale. Sono formate da diverse microfibre intrecciate tra loro formando, spesso, reti anastomizzate. Qualora le fibre elastiche non si presentano sotto forma anastomizzata esse sono presenti sotto forme isolate.
Membrana basale.
La membrana basale è uno strato intermedio tra il connettivo ed altri tessuti. Per quanto riguarda il tessuto epiteliale, ad esempio, la membrana basale è tra epidermide e derma e, solitamente, ha il compito di fornire nutrimento attraverso le proprie cellule. La membrana basale ha anche funzione filtrativa.
Tratto da: lacellula.net

TESSUTO VASCOLARE - Livello superiore - Cellula
Organizzazione in tessuti, organi e sistemi
E' rappresentato dai liquidi circolanti, più specificatamente da sangue e linfa: la sua funzione è quella di irrorare i tessuti e gli organi del corpo di un essere vivente, trasportandovi ossigeno e sostanze nutritive e prelevandovi sostanze di rifiuto del metabolismo e della respirazione, oltre che a partecipare alla difesa dell'organismo costituendo con la sua parte corpuscolata il sistema immunitario


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FISIOLOGIA GENERALE della CELLULA  -  vedi: Cellule Staminali
Le molecole biologiche fondamentali. L’acqua e sue proprieta'. Proprieta' delle soluzioni. Importanza biologica del pH. Sistemi tampone e pH cellulare: mantenere nell’organismo i giusti rapporti dei Sali tampone che esplicano la loro azione antiacida inibendo le pompe (proteine della membrana della cellula) che regolano il pH cellulare. Anche il pH del liquido extracellulare e' importante per una buona "respirazione" della cellula. L’aumento della ventilazione polmonare aiuta il ripristino del pH cellulare ai normali valori.
La rivista Biomedit.it, novita' dal mondo della ricerca, riferisce che: “il cambiamento forzato del pH cellulare suggerisce una nuova strategia nella terapia anche dei tumori”. (29-01-2007)
Le sperimentazioni dell'ISS (Istituto Sup. di Sanita' - Italy) partono dall'evidenza che l'ambiente (Terreno) in cui si sviluppa un tumore maligno e' anch'esso acido ! - vedi Cancro) - e le vaccinazioni e certi farmaci, producono facilmente l'alterazione del terreno verso l'acidosi....

Energetica della cellula. Gli enzimi. Omeostasi: Cio' che il sistema corporeo deve fare, e' liberarsi degli acidi, conservare la sua riserva di basi e preservare il pH cellulare ed ematico entro i livelli fisiologici regolari.
Si suppone che l'acido lattico, quale catabolita della glicolisi sia in grado di abbassare il pH cellulare.

Feed-back. Stato stazionario ed equilibrio. Liquidi (intra cellulari) ed extracellulari. Forze che regolano i passaggi di sostanze attraverso la membrana plasmatica. Diffusione.
Effetto Gibbs-Donnan:
Se analizziamo le varie parti di una cellula dell'organismo umano dall'esterno verso l'interno, la prima struttura in cui ci imbattiamo e' la membrana plasmatica, la cui principale funzione e' quella di isolare in modo selettivo l'ambiente cellulare da quello circostante. "Selettivo" sta ad indicare che le molecole utili alla vita della cellula, riescono ad attraversare questa barriera naturale grazie ai cosiddetti trasporti di membrana. Questi vengono classificati nelle due seguenti grandi categorie:
- trasporti passivi (che avvengono secondo gradiente di concentrazione).
- trasporti attivi (che avvengono contro gradiente di concentrazione).

L'equilibrio di Gibbs-Donnan e' un equilibrio ionico passivo (avviene cioe' secondo gradiente) la cui funzione e' quella di mantenere costante la differenza di concentrazione ionica e di potenziale elettrico tra due ambienti separati da una membrana selettiva.
Per meglio comprendere il meccanismo sopra definito, ci avvaliamo del seguente esempio.
L'organismo umano e' composto da un'alta percentuale di acqua, che si aggira tra il 60 e il 80 % a seconda di numerosi fattori, come l'eta' e il sesso.
La quantita' di acqua corporea totale si suddivide in liquido intracellulare (Citosol = Citoplasma) e liquido extracellulare (LEC, che svolge la sua funzione principalmente attraverso i giusti rapporti acido/base) -
il Liquido extracellulare (ECF) indica solitamente tutto il fluido fisiologico fuori delle cellule. Il resto è denominato liquido intracellulare: di quest'ultimo, fanno parte il liquido interstiziale e il plasma sanguigno. Nonostante facciano entrambi parte del "super-gruppo" dei liquidi extracellulari, e le loro composizioni siano quindi simili, tra il plasma ed il liquido interstiziale vi sono delle differenze relative alle sostanze in essi contenute: la più evidente tra queste e' data dalla diversa concentrazione di proteine, che sono più abbondanti nel plasma e meno presenti nel liquido interstiziale, separati dalla parete dei vasi sanguigni.
La selettivita' imposta dalla membrana dell'endotelio capillare (che non permette il passaggio delle proteine), fa sì che le differenti concentrazioni proteiche vengano mantenute costanti: poiché pero' le proteine posseggono carica negativa, esse attraggono cationi diffusibili (Na+ e K+ ) e respingono anioni diffusibili (Cl¯ ).
La disuguale distribuzione degli ioni, causata dai motivi suddetti, e' disciplinata proprio dall'equilibrio di Gibbs-Donnan (affiancato anche dall'azione della pompa sodio-potassio). Tale meccanismo regola le concentrazioni ioniche tra l'interno e l'esterno della membrana plasmatica.

Da: http://www.pacifici-net.it/biologia/Fisiologia Generale I/flussi_ionici_transmembranari.htm   
"La comprensione di quanto avviene nella membrana cellulare parte dalla descrizione del più comune degli equilibri ionici passivi: l'equilibrio di Gibbs-Donnan. Questo equilibrio passivo si verifica poiché all'interno delle cellule ci sono gli anioni proteici che non possono attraversare la membrana. Quando abbiamo un lato con ioni non diffusibili l'equilibrio e' caratterizzato da una minore concentrazione degli ioni diffusibili aventi lo stesso segno di quello non diffusibile, e da una maggiore concentrazione degli ioni diffusibili di segno opposto. In un equilibrio elettrochimico, quale e' quello di Gibbs-Donnan, poiché restano costanti le concentrazioni ioniche tra i due lati della membrana, il passaggio di ogni singolo ione (K+ o Cl-) dall'uno all'altro compartimento dovra' essere compensato dal passaggio di un uguale ione in senso opposto. dall'altro canto, affinché anche la differenza di potenziale tra i due lati della membrana resti costante e' necessario che al passaggio di ogni K+ nell'uno o nell'altro senso corrisponda il passaggio consensuale di un Cl-.
Dal momento che la probabilita' congiunta che un K+ ed un Cl- passino simultaneamente da (1) a (2) sara' proporzionale al prodotto [Cl-]1·[K+]1 delle loro concentrazioni in (1). Poiché all'equilibrio i flussi ionici netti sono nulli e la differenza di potenziali costante, i due prodotti devono essere uguali, cioé:
[Cl-]1·[K+]1=[Cl-]2·[K+]2

Significa che in condizioni di equilibrio, i prodotti delle concentrazioni degli ioni diffusibili aventi opposto segno sono uguali ai due lati.
Puo' anche essere così espressa: [K+]1/[K+]2=[Cl-]2/[Cl-]1=K dove la costante K dipende dalla concentrazione K dello ione non diffusibile. Tanto maggiore e' la costante tanto maggiore e' l'ineguaglianza di distribuzione degli ioni diffusibili tra i due lati. Un'altra conseguenza che viene da questo equilibrio e' che la concentrazione totale degli ioni diffusibili e' maggiore nel compartimento (1) che nel compartimento (2).

Indirizzi web consultati: www.ceaedizioni.it/pdf/12814capitolo.pdf
Qui, in inglese c'e' una bella animazione dell'equilibrio.
http://entochem.tamu.edu/Gibbs-Donnan/index.html

Tratto  da: http://www.vialattea.net/esperti/php/risposta.php?num=7243

Filtrazione. Osmosi. Pressione osmotica. Pressione colloido-osmotica = La pressione colloido-osmotica, dovuta alla concentrazione di soluti poco o non permeabili attraverso le pareti capillari (per lo più proteine), favorisce i movimenti dell'acqua dal liquido interstiziale, che possiede una relativamente bassa concentrazione di proteine, entro lo spazio intravascolare ed intracellulare (ricchi di proteine).

Trasporto passivo - facilitato - attivo. Selettivita' della membrana. Giunzioni fra le cellule. Trasporto epiteliale.

FUNZIONI CELLULARI, le principali sono: La mitosi e la sintesi e specializzazione delle Proteine
http://www.dia.unisa.it/~ads/BIOINFORMATICA/Proteomica/index.html
http://www.progettogea.com/gea/evoluzione-umana/cont03_04.htm
Come si divide una cellula:
http://www.galileonet.it/news/10459/cosi-si-divide-una-cellula

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Effetti su membrana Cellulare  
By Alfonsina Ramundo Orlando - Ricercatore all’Istituto di Medicina Sperimentale del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) di Roma, Via del Fosso del Cavaliere, 100 - 00133 Roma -
Tor Vergata.
email:alfonsina.ramundo@ims.rm.cnr.it

Le membrane cellulari sono considerate il sito delle interazioni dei campi elettromagnetici con i sistemi biologici (Adey, 1981).
Le cellule mantengono la loro individualita' ed il controllo del flusso di informazioni tra l’ambiente interno ed esterno (il Terreno) ad esse tramite la membrana cellulare (chiamata anche membrana plasmatica). Le membrane interne che racchiudono il nucleo e altri organelli intracellulari (tipo mitocondri) hanno un ruolo altrettanto importante.

Le membrane cellulari sono costituite principalmente da fosfolipidi combinati con proteine.
I Fosfolipidi sono composti che mostrano una preponderanza di gruppi non polari. Questi fosfolipidi sono molecole a catena aperta con un gruppo di testa polare (colorato in blu in Figura 1) e due lunghe code non polari. In ambiente acquoso possono rapidamente formare un doppio strato chiuso.

Figura 1 - Modello “ a mosaico fluido” della struttura della membrana

I doppi strati lipidici sono disposti in modo che i gruppi di testa polari dei lipidi siano in contatto con l’ambiente acquoso, mentre non lo siano le code non polari. I doppi strati lipidici possono essere paragonati ad un “panino” dove i gruppi di testa polari rappresentano il pane e le code non polari la farcitura. Questa “farcitura” e' costituita da acidi grassi (colorati in rosa nella Fig. 1) formati da lunghe catene di atomi di carbonio e dal colesterolo.

La fluidita' del doppio strato dipende dalla sua composizione. Se i lipidi hanno una prevalenza di acidi grassi insaturi, la fluidita' del doppio strato e' maggiore, se invece mostrano prevalenza di acidi grassi saturi il doppio strato e' rigido. Per esempio, gli olii vegetali sono liquidi a temperatura ambiente perché hanno una prevalenza di acidi grassi insaturi rispetto ai grassi animali, i quali tendono ad essere solidi. Con il calore, i doppi strati ordinati diventano meno ordinati, mentre i doppi strati che in confronto appaiono disordinati, diventano anche più disordinati. Questa e' una transizione di fase che avviene a temperature ben definite e differenti per ogni tipo di lipide.
La temperatura di transizione (NdR: è la temperatura alla quale un materiale cambia da uno stato di cristallo, allotropo, ad un altro) e' più elevata per le membrane rigide ed ordinate rispetto a quella per le membrane fluide e disordinate.
Poiché nelle cellule umane la maggioranza dei lipidi di membrana e' di tipo insaturo la temperatura di transizione della membrana e' al di sotto della normale temperatura corporea di 37°C, di conseguenza il doppio strato lipidico si trova allo stato fluido.
La membrana plasmatica e' costituita per circa la meta' da molecole proteiche associate al doppio strato lipidico, comunque tra lipidi e proteine non si formano complessi con interazioni forti.
Alcune piccole molecole possono attraversare la membrana per semplice diffusione, passando da una loro elevata concentrazione da un lato ad una più bassa dall’altro. Per esempio, piccole molecole come l’acqua, l’ossigeno ed il biossido di carbonio possono passare direttamente attraverso un poro presente nel doppio strato lipidico.

Gli ioni non possono attraversare il doppio strato a causa della loro carica. Per farlo hanno bisogno di proteine di canale. Queste proteine, incastonate nella membrana, sono in grado di formare un’apertura che attraversa il doppio strato lipidico in modo simile ad un poro. In questo modo le sostanze possono transitare sulla base della loro forma, carica e dimensione. Il processo di trasporto di sostanze attraverso membrane biologiche puo' anche richiedere una spesa energetica, come avviene nel caso del trasporto attivo, il quale richiede lo spostamento di sostanze sia contro un gradiente di concentrazione che contro il potenziale di membrana, creato dalla differenza di carica presente ai due lati della membrana, con l’interno negativo rispetto all’esterno. 
Questa situazione e' talmente simile a quella in cui si pompa dell’acqua in salita, che uno dei sistemi proteici di trasporto più comuni, che opera trasferendo gli ioni Potassio (K+) all’interno di una cellula con il simultaneo trasporto all’esterno di ioni Sodio (Na+), viene denominato “pompa ionica Sodio-Potassio” (Figura 2).
Il mantenimento di una diversa e definita concentrazione di ioni all’interno e all’esterno della cellula e' di grande importanza fisiologica.

Figura 2 - Pompa ionica Sodio-Potassio. Alla variazione della conformazione della proteina e' associata l’uscita degli ioni Sodio e l’entrata degli ioni Potassio all’interno della cellula

Il trasporto di ioni attraverso la membrana cellulare puo' essere influenzato dai campi elettromagnetici ?
In circostanze normali, la concentrazione di ioni K+ e' maggiore (120-160 mM) all’interno della cellula rispetto al fluido extracellulare (4 mM), mentre la concentrazione di ioni Na+ e' minore all’interno della cellula (10 mM) e maggiore fuori (150 mM). Dai primissimi studi di esposizione ai campi elettromagnetici di eritrociti (globuli rossi) risulto' che il trasporto Sodio-Potassio attraverso la membrana veniva alterato. L’irraggiamento di eritrociti a microonde a 1-3 GHz con densita' di potenza compresa tra 1 e 10 mW/cm2 provocava aumenti dell’efflusso di K+ o dell’influsso di Na+ (Ismailov, 1971. Shtemler, 1973 e Baranski et al 1974). I risultati di questi studi condotti a temperatura ambiente senza nessun monitoraggio dell’eventuale innalzamento della temperatura nel campione biologico non sono stati pero' confermati da altri ricercatori che avevano usato le stesse precedenti condizioni sperimentali (Peterson et al., 1979. Liu and Cleary, 1979).

Uno studio successivo condotto su eritrociti di coniglio esposti a microonde a 2.45 GHz con SARs di 100, 190 e 390 mW/g, mantenendo pero' i campioni durante l’irraggiamento a temperature corrispondenti a quelle di transizione di fase della membrana di eritrocita (22.5 e 36°C) indico' un significativo aumento dell’efflusso di K+ (Olcerst et al, 1980).

Questi effetti dei campi elettromagnetici sul trasporto di cationi e' stato evidenziato anche in altri studi, nei quali i campioni erano mantenuti a temperature predefinite, usando un ampio intervallo di valori di SAR (0.2-200 mW/g) e frequenze a microonde, nella maggior parte dei casi tra 1 e 10 GHz (Cleary et al, 1982. Liburdy e Penn, 1984, Liburdy e Vanek, 1985. Lotz e Saxton, 1989). Un risvolto interessante di questi studi e' che l’effetto del campo sul trasporto di ioni attraverso la membrana avveniva in maniera strettamente dipendente dalla temperatura, e nell’ambito di una ben definita fascia di temperature (17.7-25°C) (Figura 3), tanto da far supporre un possibile coinvolgimento di un effetto ”finestra” per la temperatura.

Figura 3 - Dipendenza dell'effetto delle microonde dalla temperatura

Cambiamenti della fluidita', o permeabilita', della membrana indotti dalla temperatura possono giustificare gli effetti attribuiti al campo elettromagnetico ?
Diverse ricerche sono state condotte con l’impiego di un sistema artificiale (cioe' un doppio strato lipidico o vescicole lipidiche) che simuli la membrana cellulare, al fine di verificare l’esistenza di una relazione diretta tra effetti dei campi elettromagnetici e la presenza di una transizione di fase della membrana verso uno stato di maggiore fluidita'. Sono stati riportati risultati sia negativi che positivi per campi elettromagnetici a 2.45 GHz e 0.1 GHz, con un valore di SAR di 60 mW/g (Liburdy e Magin, 1985. Liu e Cleary, 1988). e' interessante notare che studi sulla permeabilita' ionica del doppio strato lipidico contenente Gramicidina A, un antibiotico che simula un canale di membrana, indicavano un aumento del movimento di ioni attraverso il doppio strato per esposizioni a microonde a 0.9 GHz e 9.2 GHz con SAR di 200 mW/g e 20 mW/g, rispettivamente (Alekseyev et al. 1980. 
Yova et al., 1984). Tali alterazioni potevano essere dovute interamente ad effetti termici per i quali questo tipo di comportamento e' prevedibile. Sandblom e Theander (1991) hanno riportato l’effetto opposto, ovvero una diminuzione della conduttanza in campioni biologici simili, durante l’esposizione a campi elettromagnetici a microonde, ad una frequenza di 10 GHz, modulati ad impulsi di durata 1 ms e con frequenza di ripetizione di 1 kHz (1000 impulsi al secondo). e' possibile che nelle condizioni descritte, l’effetto non termico dei campi elettromagnetici a microonde possa essere ascritto alla interazione diretta dei campi con le stesse molecole che formano i canali. 
Un simile effetto di diminuzione della frequenza di apertura di un singolo canale e' stato anche riportato per i canali indotti dall’acetilcolina in colture di miotubi di pulcino, durante l’esposizione a campi elettromagnetici a microonde a 10.75 GHz con densita' di potenza 50 mW/cm2 (D’Inzeo et al, 1988). e' stato suggerito inoltre che i radicali liberi possono avere un ruolo nell’induzione della fase di transizione delle vescicole lipidiche indotta dai campi elettromagnetici, rilevata per esposizione a campi continui ad una frequenza di 2.45 GHz con un SAR di 0.2 mW/g (Phelan et al., 1992). Gli studi citati indicano che gli effetti delle microonde a bassi valori di SAR, nei casi in cui sia possibile escludere un aumento di temperatura, possano essere criticamente dipendenti da condizioni definite nella membrana del sistema biologico e quindi non basati su un semplice riscaldamento.

I cambiamenti funzionali indotti sulle proteine di trasporto possono di per se' giustificare gli effetti dei campi elettromagnetici ?
Malgrado alcuni studi condotti sulla proteina pompa Sodio-Potassio in eritrociti umani abbiano indicato che l’interazione dei campi elettromagnetici a 2.45 GHz con valori di SAR pari a 6 mW/g potesse avvenire con la proteina stessa, non hanno pero' escluso un ruolo del cambiamento di fluidita' nella membrana stessa (Allis and Shina-Robinson, 1987. Liu et al., 1990).

Gli effetti di campo sono dose-dipendenti
e' stato riportato che l’esposizione a campi elettromagnetici a radiofrequenza, modulati in ampiezza con campi a frequenza estremamente bassa (ad es. minore di 300 Hz), in particolar modo per una modulazione di 16 Hz di un’onda a 147-450 MHz, causava un efflusso di ioni calcio (Ca2+) da cellule nervose o tessuti cerebrali in vitro (Bawin et al., 1975. Blackman et al., 1979. Adey, 1981). Questo effetto e' stato osservato solo per certe frequenze del segnale modulante (6,9,11 e 16 Hz), e per un valore di potenza (0.8 mW/cm2). Non sono stati osservati effetti di efflusso di Ca2+ per esposizioni a campi a radiofrequenza non modulati. Simili effetti sono stati osservati nei sinaptosomi (Lin-Liu e Adey, 1982) e in cellule di neuroblastoma (Dutta et al., 1984). Ciononostante, altri laboratori non sono stati in grado di riprodurre i medesimi risultati sull’efflusso di Ca2+, a volte, con segnali di modulazione diversi da quelli utilizzati negli studi che riportavano risultati positivi (Shelton e Merritt, 1981. Merritt et al., 1982. Albert et al., 1987. Wood et al., 1993). Questi dati potrebbero far valere per i campi l’assunto convenzionale che la probabilita' o la severita' di un effetto aumenta in funzione della “dose”. Comunque i risultati ottenuti non sono sufficientemente comprovati e soprattutto non sono state ben chiarite le possibili implicazioni che questi effetti possono avere per la salute umana tanto da indicare un possibile rischio da esposizione ai campi.

Conclusioni
Studi condotti su diversi tipi di cellule indicano che l’esposizione a campi elettromagnetici a radiofrequenza e a microonde potrebbe alterare la struttura e di conseguenza alcune funzioni della membrana deputate ad avviare le reazioni cellulari. Ad oggi, gli effetti che tali alterazioni della membrana possono avere sulla salute umana sono ancora da chiarire. Così, per livelli di campo elettromagnetico inferiori ai valori che corrispondono agli effetti termici, gli effetti osservati in cellule isolate non forniscono ragionevoli indizi di rischio per la salute umana in associazione all’esposizione ai campi a radiofrequenza.

Bibliografia
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18- Allis JW, Sinha-Robinson BL (1987) “ Temperature specific inhibition of human red cell Na+/ K+ ATPase by 2450 MHz microwave radiation” Bioelectromagnetics 8: 203-212.
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Tratto da: http://www.elettra2000.it/scienza/lavori/effettimembranaL2.htm  

Commento NdR: si sono dimenticati di parlare delle proteine sentinella; 
I ricercatori, che hanno indagato sulla proteine sentinella Tlr9, hanno visto che essa  può individuare il Dna di batteri e virus invasori ed a seconda del bioritmo dell'organismo ed interdipendente con quello terrestre (giorno, notte, sera, mattina), le loro funzioni si attivano piu' o meno intensamente.
Tali proteine possono essere localizzate sulla membrana cellulare o all'interno della cellula. I recettori sentinella (TLR) rappresentano le proteine di riconoscimento legate alla membrana cellulare
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Sequenza delle reazioni cellulari conseguenti ad un insulto: esempio un Danno da Vaccino
Un danno alla membrana plasmatica provoca l’aumento della sua permeabilita'. In condizioni fisiologiche la concentrazione di ioni sodio (Na+) all’interno della cellula e' molto inferiore (meno di 1/10) rispetto alla concentrazione dei medesimi ioni al suo esterno. Situazione diametralmente opposta per gli ioni potassio (K+) con concentrazioni nettamente inferiori all’esterno della cellula rispetto all’ambiente intracellulare.
Come conseguenza dell’aumentata permeabilita' della membrana, gli equilibri sodio e potassio si alterano poiché tenderanno ad equilibrarsi nei due compartimenti (intracellulare ed extracellulare) secondo il loro gradiente di concentrazione.
Questa situazione provoca un accumulo di acqua nella cellula ed un relativo rigonfiamento acuto. Si verifica un contemporaneo ingresso di calcio ed una liberazione dello stesso da parte del RE e dai
Mitocondri.
Nel tentativo di ripristinare l’omeostasi le pompe ioniche ATP (adenosintrifosfato, la molecola chiave nel metabolismo energetico della cellula ) dipendenti incrementano il loro lavoro facendo aumentare la richiesta di O2 e substrati energetici (glucosio).
L’esaurimento di ATP causa l’incremento della produzione di F1,6 bisfosfato e l’accumulo di piruvato, in seguito convertito in lattato a fini energetici. Il passaggio al sistema anaerobico di produzione energetica abbassa il pH cellulare modificando l’attivita' enzimatica preposta all’omeostasi intracellulare.
La disgregazione delle membrane  fosfolipidiche degli organuli cellulari e la conseguente fagocitosi, rilascia acido arachidonico.

In molti tipi di cellule la formazione di protusioni (bolle) sulla superficie della membrana e' il chiaro sintomo che anticipa un danno. In questo stadio il fenomeno e' ancora reversibile e non si conosce nel dettaglio per quale dinamica, ad un dato momento, divenga irreversibile.
I danni cellulari possono originare in vario modo, eliminando substrati endogeni, recettori, cofattori ecc. o competendo con essi.
Numerosi composti che potenzialmente possono causare un danno sono inizialmente metabolizzati in radicali liberi. I danni causabili sono limitati dagli antiossidanti e sistemi enzimatici.
L’inibizione dei meccanismi di difesa provoca alla cellula uno stress ossidativo ed un danno cellulare. Il meccanismo d’azione dei metaboliti intermedi dell’ossigeno e' basato sull’interazione con i lipidi di membrana che vengono perossidati. I lipidi idroperossidi generati aumentano la permeabilita' della membrana attivando le reazioni precedentemente descritte.
Le membrane mitocondriali sono particolarmente sensibili a questi fenomeni, e come conseguenza possono liberare calcio nel citosol.
L’aumento di calcio citosolico attiva delle proteasi (note come calpaine) in grado di danneggiare citoscheletro e proteine di membrana.
Inoltre i metaboliti intermedi reattivi dell’ossigeno sono in grado di interagire con il DNA causando rotture dell’elica.
Riassumendo, tali metaboliti, sono in grado di: aumentare la permeabilita' della membrana, inibire la pompa cationica (Il mancato funzionamento delle pompe cationiche o i danni diretti sulla membrana provocano un aumento soprattutto del calcio intracellulare che entra nella cellula mosso da un alto gradiente di concentrazione.
-L'aumento del Ca++ citosolico attiva le fosfolipasi di membrana che degradano i fosfolipidi della membrana aumentando il danno cellulare. Il calcio attiva anche molte chinasi proteiche intracellulari), esaurire l’ATP (
Adenosina trifosfato, la molecola chiave nel metabolismo energetico della cellula) e aumentare il calcio citosolico. E’ quindi evidente il loro ruolo decisivo nella necrosi.

Ri-Promemoria IMPORTANTE per capire bene cosa avviene, quando un virus raggiunge e viene in certi casi introdotto da una o piu' cellule, specie se esso e' Eterologo (E) = ESTRANEO (ad es. quelli dei vaccini):  Gli enzimi protease possono rompere questa pellicola di proteine lipidiche del capside virale, permettendo il rilascio delle informazioni bio-elettro-chimiche della catena complessa del DNA/RNA virale, che viene decodificata dal Mitocondrio.
Molti i virus e non tutti inseriscono il loro DNA nelle nostre cellule, come ?
Siccome le cellule sono programmate per lavorarlo, non appena entra in loro,  esse prendono il loro DNA (indigeno), lo tagliano, e vi inseriscono quello del virus e riattaccano la catena.
Dopo il lavoro,  il DNA della nostra cellula e' fatto in parte col DNA del virus. Poi piano piano, con la trasmissione dell’informazione intracellulare e la duplicazione delle cellule, questo DNA si diffonde per tutte le cellule del nostro organismo.
E noi che pensavamo di aver inventato il DNA ricombinante.... vedi: Danni dei Vaccini


Descrizione de meccanismo di riproduzione-moltiplicazione dei virus da parte della cellula stessa:
Queste le 3 fasi della riproduzione dei virus nella cellula
1 - l'inizio dell'intossicazione;
2 - espressione con decodifica del genoma e la replicazione-moltiplicazione da parte della cellula stessa;
3 - il rilascio da parte della cellula, dei virioni maturi nei liquidi, fluidi del corpo.
I virus vengono replicati solo quando penetrano all'interno di una cellula; la moltiplicazione avviene però solamente nelle "cellule deboli e penetrabili" ai virus.
Il processo moltiplicativo si divide in varie fasi:
1° fase: detettaggio frequenziale da parte del DNA dei mitocondri della cellula ed adsorbimento del virus nella membrana cellulare;
2° fase: inserimento-penetrazione del virus con il suo acido nucleico nel citoplasma della cellula;
3° fase: svestimento o eclissi (perdita degli involucri lipidici virali ed esposizione dell'acido nucleico), questo meccanismo si chiama: Uncoating (spoliazione) del genoma -DNA - virale ed esposizione al macchinario genetico/biosintetico della cellula ospite (quindi verrà liberato il genoma da replicare da parte della cellula)
Essa rappresenta la fase in cui le particelle virali sono disassemblate nei loro componenti all'interno della cellula, con liberazione del genoma, e rappresenta un prerequisito per la replicazione.
Il periodo di latenza è l'intervallo che intercorre fra l'infezione e la comparsa di nuove particelle virali extracellulari, ed è dell'ordine di 20-25 minuti per la maggior parte dei batteriofagi.
Circa 40 minuti dopo che le cellule sono state intossicate, la curva che rappresenta la conta totale dei virioni e quella dei virioni extracellulari si intersecano; ciò accade perché le cellule sono andate incontro a lisi e le particelle virali intracellulari sono state rilasciate nel mezzo.
4° fase: replicazione mediante il processo di duplicazione cellulare (sintesi delle macromolecole, cioè DNA, RNA e proteine virali); le cellule possiedono diverse strategie replicative ed ognuna di esse moltiplica in maniera differente, sfruttando i propri enzimi ed organelli;
Fasi replicative precoci del genoma virale, in cui il macchinario biosintetico (funzioni cellulari) della cellula ospite si e' modificato, come preludio alla sintesi di nuovi acidi nucleici virali.
5° fase: assemblaggio (formazione all'interno della cellula - nel nucleo o nel citosol - del capside; all'interno di questo involucro si inserisce il DNA virale formando il nucleocapside); In questa fase vengono prodotti enzimi virus-specifici, prima ondata dell' espressione del genoma virale da inviare nell'organismo;
In questa fase avviene la sintesi delle componenti virioniche che includono le subunità proteiche del capside e le proteine associate all'involucro pericapsidico;

Assemblaggio delle subunità proteiche (e dei componenti di membrana per i virus rivestiti) e impacchettamento del genoma nelle nuove particelle virali duplicate e preparate dalla cellula;

6° fase: liberazione e/o fuoriuscita dei virus replicati dalla cellula, cioe' dei virioni maturi, ed immissione nell’organismo dei virus duplicati i quali, veicolati dal sangue, linfa e/o la via purinica, vanno ad "intossicare" altre cellule dell'organismo, se questi ha un sistema immunitario debole e/o gia' leso da vaccinazioni precedenti e/o da altri fattori immunodepressivi, es. le amalgami e/o protesi dentali, farmaci, alimenti intossicati, acque inquinate, droghe...

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Le Vaccinazioni e certi farmaci, producono molto facilmente anche l'alterazione del Terreno verso l'acidosi....e producono lo stress ossidativo cellulare e quindi tissutale, oltre alle mutazioni genetiche.

Esempio
, l'AUTISMO e/o  l'ATASSIA genetica - vedi anche: Danni dei Vaccini
Il gene in questione si chiama AFG3L2 e contiene le informazioni per una proteina coinvolta nel metabolismo dei mitocondri, le centrali energetiche delle nostre cellule.  Il suo ruolo è quello di "tagliuzzare" altre proteine, talvolta per renderle attive e funzionanti, in altri casi per avviarne lo smaltimento, se esse non sono più utili per la cellula.
Una particolarità di AFG3L2 sta nel fatto di agire in stretta associazione con un’altra proteina, la paraplegina, a sua volta associata a un’altra malattia neurodegenerativa di origine genetica, la paraplegia spastica ereditaria. Nonostante le due proteine siano di fatto gli ingranaggi di uno stesso macchinario, sono associate a malattie decisamente diverse.

http://www.nonsolofitness.it
http://www.pforster.ch/ydisp/AF 5_29.htm
http://cercauniversita.cineca.it/php5/prin/scheda.php?codice=2002071812
http://it.wikipedia.org/wiki/Catabolismo
http://www.nonsolofitness.it/argomenti/biochimica.asp?bio=29
http://www.centro-cisi.it/proteomica.htm


IMPORTANTE: Nelle cellule infettate da virus vaccinali, si risvegliano i retrovirus endogeni !!
I ricercatori hanno osservato che quando il metabolismo della cellula e' alterato da un virus eterologo vaccinale, essa lavora al fine di autoriprodurre il virus, pero’ in essa decade la funzionalità di alcune reazioni biochimiche di contenimento e di funzione cellulare: sintesi e specializzazione delle proteine, specializzazione degli enzimi e duplicazione del DNA.
L'intossicazione da virus vaccinale e’ in grado di riattivare genomi di precedenti virus, es. quelli iniettati con i vaccini, ai genitori, nonni, avi del vaccinato,  e trasmessi alla prole ed alle successive generazioni, attraverso le mutazioni genetiche indotte, che erano divenuti parte del genoma (DNA) delle cellule dei genitori, nonni, avi.

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Come la cellula smaltisce i rifiuti tossici – 05/10/2010
In prospettiva, i sintomi di diverse malattie genetiche e neurodegenerative potrebbero essere alleviati sfruttando i meccanismi con cui le cellule si ripuliscono dalle molecole tossiche
Nuovi e importanti aspetti sui meccanismi con cui le cellule si ripuliscono da molecole tossiche (NdR: es. quelle dei vaccini e/o delle amalgami dentali, materiali dentari, alimenti contaminati, ecc.), sono stati scoperti nel corso di uno studio condotto da ricercatori dell'IRCCS Fondazione Santa Lucia, dell'Università Tor Vergata di Roma e dell'Istituto Lazzaro Spallanzani di Roma, con il sostegno di Telethon.
La scoperta e' stata illustrata in un articolo pubblicato sul Journal of Cell Biology - fornisce importanti informazioni su un meccanismo molto conservato in natura, quello dell'autofagia.
L’autofagia è un processo cellulare che consente alle cellule di riciclare il proprio contenuto e di rimuovere in modo selettivo mitocondri e altri organelli danneggiati.
La "pulizia cellulare" ha infatti un ruolo molto importante sia in patologie neurodegenerative, come i sintomi (malattia)  malattie di Parkinson, Alzheimer, sia in quei sintomi di origine genetica (NdR ed in quelle da vaccino), come quelle da accumulo lisosomiale, la corea di Huntington e le distrofie muscolari, sia infine in numerose forme di tumore. Patologie molto diverse, ma accomunate dal fatto che materiali cellulari danneggiati si accumulano progressivamente danneggiando i tessuti biologici. Poter regolare o stimolare i processi di autofagia potrebbe quindi rivelarsi un importante strumento per proteggere le cellule ed alleviare i sintomi nei malati.
Il meccanismo dell'autofagia, o "autodigestione", è noto già dagli anni sessanta, ma c'è ancora molto da scoprire sulle varie molecole coinvolte e sul loro ruolo. In questo processo di smaltimento dei rifiuti, le sostanze da eliminare (proteine mutate, mitocondri danneggiati e altri materiali di scarto) vengono inglobati in vescicole chiamate autofagosomi. Il contenuto viene poi trasportato e rilasciato nei lisosomi, organelli cellulari addetti alla degradazione vera e propria.
I ricercatori diretti da Francesco Cecconi hanno preso in considerazione una proteina chiamata dineina, che guida gli spostamenti di materiali lungo i microtubuli, sorta di "binari" presenti all'interno della cellula. I ricercatori hanno scoperto che la regolazione di questo motore è dovuto alla proteina AMBRA1, scoperta proprio da loro nel 2007, nota per essere un fattore cruciale nell'autofagia.
Mutazioni nel gene AMBRA1 portano infatti a un mancato sviluppo del sistema nervoso e a morte embrionale.
In particolare, lo studio appena pubblicato dimostra come la dineina sia legata direttamente ad AMBRA1 e che, quando il legame si scioglie, quest'ultima avvia il trasporto delle vescicole autofagosomiche verso il luogo di degradazione. La rottura del legame è mediata dall'azione di un'altra proteina, la chinasi ULK1.
Sintesi in parte tratta da:  lescienze.espresso.repubblica.it

L'autofagia cellulare contro la neurodegenerazione - 21/10/2010 -
Con il Digiuno si ottiene proprio anche questo meccanismo
e SENZA farmaci
Ricercatori mostrano come contrastare diverse malattie genetiche e neurodegenerative - compresi Alzheimer e Parkinson – grazie ai meccanismi con cui le cellule eliminano molecole tossiche
Pulizia uguale salute: una regola che vale anche per le cellule. In uno studio pubblicato sul Journal of Cell Biology*, Francesco Cecconi, ricercatore Telethon presso l'IRCCS Fondazione Santa Lucia e l'Università Tor Vergata di Roma, ha chiarito nuovi e importanti aspetti sui meccanismi con cui le cellule si ripuliscono da molecole tossiche. La scoperta fornisce non solo importanti informazioni su un meccanismo molto conservato in natura, quello dell'autofagia, ma suggerisce anche nuovi possibili bersagli farmacologici.
La "pulizia cellulare" ha infatti un ruolo molto importante in patologie neurodegenerative, come le malattie di Parkinson e Alzheimer, ma anche in malattie di origine genetica come quelle da accumulo lisosomiale, la corea di Huntington e le distrofie muscolari, nonché in numerose forme di tumore. Patologie molto diverse, ma accomunate dal fatto che materiali cellulari danneggiati si accumulano progressivamente danneggiando i tessuti. Poter regolare farmacologicamente i processi di autofagia potrebbe quindi rivelarsi la mossa vincente per proteggere le cellule e migliorare così i sintomi nei malati.

Il meccanismo dell'autofagia - o autodigestione – è noto già dagli anni Sessanta, ma c'è ancora molto da scoprire sulle varie molecole coinvolte e sul loro ruolo.
In questo processo di smaltimento dei rifiuti, le sostanze da eliminare (proteine mutate, mitocondri danneggiati e altri materiali di scarto) vengono inglobati in vescicole chiamate autofagosomi. Il contenuto viene poi trasportato e rilasciato nei lisosomi, organelli cellulari addetti alla degradazione vera e propria.
Il team di Francesco Cecconi, in collaborazione con altri ricercatori dell'Istituto Lazzaro Spallanzani di Roma, ha preso in considerazione una proteina chiamata dineina, che guida gli spostamenti di materiali lungo i microtubuli, sorta di "binari" presenti all'interno della cellula. I ricercatori hanno scoperto che la regolazione di questo motore è dovuto a una loro vecchia conoscenza: la proteina AMBRA1, scoperta proprio da loro nel 2007, nota per essere un fattore cruciale nell'autofagia.
Mutazioni nel gene AMBRA1 portano infatti a un mancato sviluppo del sistema nervoso e a morte embrionale. In particolare, lo studio appena pubblicato dimostra come la dineina AMBRA1 sia legata direttamente ad AMBRA1 e che, quando il legame si scioglie, quest'ultima avvia il trasporto delle vescicole autofagosomiche verso il luogo di degradazione. La rottura del legame è mediata dall'azione di un'altra proteina, la chinasi ULK1.
"In futuro contiamo di sviluppare delle piccole molecole", spiega Cecconi, "capaci di interagire con AMBRA1 e ULK1, così da modulare i meccanismi dell'autofagia in maniera "dolce". Esistono già dei farmaci capaci di indurla, ma lo fanno in maniera troppo prorompente e quindi dannosa per le cellule". Così facendo, la regolazione fine dell'autofagia potrebbe rivelarsi una strategia terapeutica contro la neurodegenerazione priva di effetti collaterali. "La nostra è una ricerca di base", conclude il ricercatore, "ma, speriamo, stavolta di grande prospettiva applicativa".

*S. Di Bartolomeo , M. Corazzari , F. Nazio , S. Oliverio, G. Lisi , M. Antonioli , V. Pagliarini , S. Matteoni , C. Fuoco, L. Giunta, M. D'Amelio, R. Nardacci, A. Romagnoli, M. Piacentini, F. Cecconi, G. Fimia, "The dynamic interaction of AMBRA1 with the dynein motor complex regulates mammalian autophagy". The Journal of Cell Biology, 2010; DOI: 10.1083/jcb.201002100
Tratto da:  MolecularLab.it


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Cellule in movimento - Un GPS per la cellula  -  vedi:  Somatidi  +  Cellule Staminali   Stress Ossidativo

Oltre a dirigere le cellule verso la sede di una lesione per ripararla, questo sistema servirebbe a prevenire spostamenti cellulari pericolosi quali quelli che si hanno nelle forme invasive di cancro e nelle fibrosi
Il cilio primario (C), una protrusione a forma di antenna presente in quasi tutte le cellule umane, permette a esse di orientarsi nella direzione corretta quando devono concorrere a chiudere una ferita. Lo ha scoperto un gruppo di ricercatori dell'Università di Copenhagen, in Danimarca, e dell'Albert Einstein School of Medicine, a New York.
"Abbiamo a che fare con un analogo fisiologico del sistema GPS, dotato di un 'autopilota' che coordina il traffico aereo o navale", ha detto Soren T. Christensen (vedi Bibliografia), che ha diretto lo studio, descrivendo la scoperta al convegno annuale della American Society for Cell Biology (ASCB) in corso a San Francisco.
"Il cilio primario rileva i segnali che dicono alla cellula di spostarsi direttamente verso la ferita. Nelle cellule mutanti che mancano del cilio primario la migrazione cellulare non è regolata e durante la guarigione - che resta incompleta - della ferita, esse si spostano in modo incontrollato, essendo 'cieche' rispetto ai segnali che le permettono di navigare in modo corretto", ha spiegato Christensen.
La proteina segnale che attiva il cilio primario è il fattore di crescita derivato dalle piastrine (PDGF-AA =
Derivato dalle piastrine growth factor-AA), il quale, una volta legato all'apposito recettore, innesca la trasmissione di un segnale che determina una riorganizzazione del citoscheletro cellulare, che a sua volta determina la direzione e la velocità con cui la cellula si sposta verso la lesione. - vedi: Dynamic Cilium
Secondo i ricercatori questo sistema avrebbe anche la funzione di prevenire gli spostamenti dannosi delle cellule legati a forme invasive di cancro e alle fibrosi. Il sistema del cilio primario sembrerebbe inoltre coinvolto anche nella gestione delle istruzioni direzionali nel corso della differenziazione cellulare.
Fino a pochi anni fa il cilio primario era considerato un residuo vestigiale di un organello di movimento, ma poi si è scoperto che esso possiede diverse funzioni, a partire dal suo coinvolgimento nella sindrome di Joubert, scoperto dal gruppo di ricerca di Enza Maria Valente e Bruno Dallapiccola, dell'ICSS-Mendel di Roma. (gg)
Tratto da: lescienze.espresso.repubblica.it

(C)
Il cilio primario, e’ un organello scoperto nella cellula epiteliale tubulare almeno un secolo fa (4), da sempre considerato una mera curiosità biologica e di significato vestigiale. Il cilio cellulare è invece recentemente divenuto il soggetto di una intensissima attenzione scientifica perché sospettato di rappresentare la migliore chiave di lettura della degenerazione cellulare e tissutale di determinati organi es. il rene.

Alcuni
ricercatori hanno anche dimostrato che una funzione anomala di certi enzimi provocano una alterazione del cilio primario, una struttura cellulare che media numerosi processi biologici.
Poiché tutte le mutazioni genetiche mitocondriali  determinano anche la perdita dell’attività enzimatica in circolo vizioso patogeno.
Infine, queste scoperte contribuiscono alla comprensione dei meccanismi cellulari alla base di numerose altre patologie da difetto del cilio primario (ciliopatie) nelle quali sono presenti diverse manifestazioni cliniche tra le quali, ad es., il diabete e l’obesità
Altri studi funzionali hanno dimostrato che le mutazioni di certi geni mitocondriali, causano un difetto nella ciliogenesi, a conferma del ruolo del cilio primario, che e' un organello cellulare critico nell’organogenesi e in molti quadri clinici.


Commento finale NdR: quello che non viene MAI detto nella medicina ufficiale. e' che anche le cellule comunicano fra di loro, cosi' come TUTTI gli atomi, molecole, organi, per mezzo del campo elettromagnetico proprio (CEM) il quale interagisce (trasmette e riceve) con quello Corporeo globale - gestito dall'Inconscio e dal conscio + quello Universale, Cosmo e quindi con l'INFINITO.
vedi: Uomo Psico Elettronico
Inoltre anche qui si parla di mutazioni genetiche tipiche conseguenze dei Vaccini


Migrazione cellulare - Lug. 2003
Scoperto un regolatore del meccanismo mediante il quale le cellule si muovono all'interno di un organismo
Un team di ricercatori dell'Università del North Carolina di Chapel Hill ha scoperto un regolatore primario del meccanismo con il quale le cellule umane si spostano, un processo fondamentale per sostenere la vita. Lo studio contribuisce a spiegare come le cellule, che normalmente aderiscono a una superficie, possano lasciare la presa per spingersi in avanti anziché restare ancorate in un punto.
Cai Huang, studente di biologia cellulare e dello sviluppo, ha mostrato per la prima volta che un importante enzima noto come JNK, coinvolto in molti processi di regolazione cellulare, controlla anche un passo centrale e complesso di questo processo biochimico.
Il lavoro, pubblicato sul numero del 10 luglio della rivista "Nature", presenta come co-autori Ken Jacobson, Michael Shaller, Zenon Rajfur e Christoph Borchers. "La migrazione cellulare - spiega Jacobson - è implicata in una grande varietà di eventi normali o patologici, come lo sviluppo dell'embrione, la guarigione dalle ferite e le metastasi dei tumori. Il lavoro di Cai dimostra come la fosforilazione di un residuo di serina di un'importante proteina collegata all'adesione cellulare, la paxillina, può regolare la migrazione delle cellule".
La fosforilazione, l'aggiunta di un gruppo fosforico a specifici amminoacidi, è uno dei modi con cui gli esseri viventi regolano le funzioni delle proteine. Un residuo di serina è uno dei circa 20 amminoacidi che, collegati insieme in diverse combinazioni, formano le proteine che si trovano nelle cellule. "Perché le cellule siano in grado di muoversi, - continua Jacobsen - devono poter interrompere di tanto in tanto la loro adesione. Se questa fosse permanente, le cellule sarebbero bloccate. È proprio questo evento di fosforilazione a segnalare alle cellule di staccare alcune delle sue adesioni in modo da potersi muovere".
 

Più bolgia che minuetto la migrazione cellulare - 25/06/2011
La scoperta è avvenuta grazie a una nuova tecnica microscopica che permette di visualizzare le minute forze meccaniche esercitate nel punto di contatto fra due cellule
Quando le cellule di un organismo si spostano - come durante lo sviluppo embrionale, o per riparare una ferita - più che collaborare si fanno concorrenza per arrivare e si spingono malamente l'un l'altra. A questa sorprendente conclusione è giunto un gruppo di ricerca della Harvard School of Public Health e dell'Istituto di bioingegneria della Catalogna che illustra la scoperta in un articolo pubblicato su Nature Materials.
I processi di migrazione cellulare sono ancora in buona parte sconosciuti. Finora si sapeva che le cellule seguono i gradienti di concentrazione di alcune sostanze solubili, i morfogeni, che contribuiscono a dirigere lo sviluppo, oppure che sono sottoposte a stimoli fisici, come i meccanismi di adesione alle cellule limitrofe. Questi studi hanno analizzato i meccanismi comportamentali scomponendoli in passi sempre più piccoli, cercando le radici molecolari della migrazione. Nella nuova ricerca i biologi hanno invece considerato il fenomeno a un livello "più alto, quello di gruppo, focalizzandosi sulle forze che le cellule esercitano su quelle a loro più vicine".
Per farlo i ricercatori hanno messo a punto una nuova tecnica microscopica, la Monolayer Stress Microscopy, che permette di visualizzare le minute forze meccaniche esercitate nel punto di giunzione fra due cellule a contatto. Hanno così scoperto un nuovo fenomeno, che hanno chiamato "plitotassi", dal greco "plithos", folla, calca.
"Se si studia una cellula isolata, non si è in grado di capirne il comportamento in una 'folla' di cellule", osserva Dhananjay Tambe, primo autore dello studio. Per questo i ricercatori hanno studiato cellule viventi disposte su un singolo strato misurando le forze che ciascuna di esse sperimentava nel muoversi nel gruppo.
"Pensavamo che quando le cellule si muovono, per dirigersi per esempi verso una lesone, le forze fossero sincronizzate, variando leggermente in modo coerente nel gruppo di cellule, come in un minuetto", dice Corey Hardin, coautore dello studio. "Invece abbiamo trovato che le forze variano in un modo davvero tremendo, con picchi e valli accentuati. Queste forze non sono affatto 'ordinate' e ricordano una bolgia infernale, con un caotico spingere e tirare in tutte le direzioni allo stesso momento, ma tali da dar luogo alla fine a un movimento verso una certa direzione." (gg)
Tratto da: lescienze.espresso.repubblica.it

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Così si divide una cellula ?
La mitosi non si basa su un unico processo. Una nuova tecnica permette per la prima volta di osservare cosa accade durante la duplicazione
La mitosi, cioè la formazione di due cellule a partire da una cellula originaria, è descritta in ogni libro scolastico di scienze. Eppure i biologi molecolari hanno dibattuto per oltre 50 anni sui dettagli del processo di divisione cellulare. Uno studio della Oregon State University, pubblicato su PLoS Biology, risolve il dubbio: la cellula attua tutti i processi ipotizzati dai biologi, senza preferenze.
I ricercatori si erano proposti di scoprire quale dei meccanismi fosse utilizzato effettivamente dalla cellula. E ci sono riusciti grazie a una nuova tecnologia basata sull’utilizzo di microaghi e di sofisticati software di elaborazione di immagini su microscala. In questo modo hanno potuto manipolare gli elementi dello "scheletro" cellulare, e a osservare per la prima volta quello che realmente accade.
Durante la divisione cellulare, i microtubuli e i filamenti si assemblano, generando un anello (fuso mitotico) che “strozza” la cellula in due parti, ciascuna con la sua porzione di Dna. Se si pensa alla cellula come a una sfera, possiamo riconoscere in essa due poli e una fascia equatoriale. I meccanismi ipotizzati negli anni dai biologi sono due: la “stimolazione equatoriale”, secondo cui l’anello si forma grazie all’aggregazione di proteine nella fascia centrale e il “rilassamento polare” che prevede la disgregazione, alle due estremità, dei filamenti, i cui elementi vengono riciclati.
Lo studio dà ragione a entrambe le ipotesi, e mostra dell'altro: se uno dei due processi viene inibito, l’altro è in grado di completare la divisione da solo. Questa ridondanza, secondo gli autori, servirebbe ad assicurare una corretta divisione cellulare, cruciale per la sopravvivenza di ogni organismo vivente.
La scoperta e soprattutto la tecnica messa a punto potrebbero essere di grande aiuto nella ricerca sullo sviluppo di malformazioni, malattie genetiche, aborti spontanei e tumori legati alla divisione incontrollata delle cellule. (i.n)
Tratto da: galileonet.it - Sett. 2008

Commento NdR: E' la Cellula stessa che duplica i virus:
Si ipotizza, nella medicina ufficiale che i virus siano agenti infettivi, come si dimostra la realta’ di questa ipotesi ? NON e' certo cercando i virus in un malato che si possa dimostrare che essi ne siano la causa, infatti nel sano quel tipo di "virus" (proteine tossiche) NON si trova !,
cio' significa che e' nel malato e non nel sano che essi si ritrovano o si creano, quindi la Causa e' da ricercarsi in un livello superiore, cioe' nel Terreno (i liquidi del corpo = matrice extracellulare) e' in quei livello o "luoghi" che si deve risalire per avere al certezza della Vera Causa fisiologica di quel male !
vedi: Teoria dei Germi e' falsa + Definizione della parola malattia


Si ipotizza anche, sempre nella
medicina ufficiale, anche che essi, i virus, siano dei microrganismi; ma la dimostrazione che lo siano, NON esiste ! infatti i Virus non sono autosufficienti ed autoriproducenti, quindi NON sono micro organismi, ma proteine complesse di lipidi (grassi) a DNA = coie' una capsula di grassi che ha all'interno un frammento di DNA.
vedi: Somatidi
Come vengono Trascritti e Replicati ?: che li moltiplica-replica-fotocopia,  lo ripetiamo, e' la cellula stessa = vedi (C) (il Terreno interno = citoplasma della cellula) che mediante il meccanismo di trascrizione + sintesi e specializzazione delle proteine, funzioni del metabolismo cellulare + punto 2 e 1 e la "riproduzione cellulare del DNA" (mitosi) si attivano una volta selezionate e modificate le sostanze riconosciute o non, per duplicare e/o replicare anche queste proteine complesse a DNA (i virus), per mancanza di comandi inibitori e/o bloccanti, quando il citoplasma ha certi valori Bioelettronici di ionizzazione
ed i DNA ha individuato, riconosciuto e decodificato il virus eterologo (E) (estraneo) introdotto.
La riprova c’e’, ma al contrario di cio' che insegna la medicina ufficiale, infatti e’ il Terreno ospitante (le cellule viventi) che li riproduce ed in special modo cio' avviene nel citoplasma cellulare e non e' il virus che si autoriproduce ! !
Introduzione alla replicazione del Dna  +  Trascrizione del DNA nello RNA


Mitosi e duplicazione cellulare - La rigenerazione    
La mitosi nelle cellule vegetali 
Animazioni: 
- ciclo cellulare: http://www.cellsalive.com/cell_cycle.htm  
- divisione cellulare: http://www.longwood.k12.ny.us/lhs/science/bio/cell_cycle_animation.gif 
- animazione Java della mitosi:http://micro.magnet.fsu.edu/electromag/java/mitosis/ 
- animazioni con mitosi e citodieresi:
http://highered.mcgraw-hill.com/sites/0072437316/student_view0/chapter11/animations.html# 
- animazione con mitosi: http://www.stolaf.edu/people/giannini/flashanimat/celldivision/crome3.swf 
video della duplicazione cellulare:
http://www.galileonet.it/news/10459/cosi-si-divide-una-cellula

Mitosi e duplicazione cellulare 
La duplicazione cellulare
Il modello base di duplicazione è detto mitosi. Processo attraverso il quale, da una data cellula, ne origina un’altra. Questo processo si realizza attraverso varie fasi. Nella fase iniziale vi è la duplicazione dei cetrioli e del DNA. Segue lo sfaldamento della membrana nucleare. I cromosomi fuoriescono e i centrioli sottengono delle fibre verso la membrana. I cromosomi si posizionano sulle fibre del fuso tramite il centromero. In metafase si ha l’allineamento dei cromosomi nella parte centrale della cellula.
A questo punto prende il via la divisione dei cromosomi, ogni centromero migra verso i centrioli.
Le membrane nucleari cominciano a riformarsi e, anche la membrana citoplasmatica inizia a chiudersi sino a dividersi. Al termine della divisione, partendo da una cellula, ne avremo 2 uguali. A tal proposito, questa divisione, è detta equazionale. Una cellula può dividersi, nell’arco della sua vita, 50-60 volte, prima che invecchi e si avvii verso la morte programmata.
La regolazione del ciclo riproduttivo cellulare è data dal telomero (parte terminale del cromosoma). Ad ogni divisione, infatti, una piccola porzione di telomero viene eliminata ma, grazie alla telomerasi, viene rigenerata. La stessa telomerasi ha vita piuttosto breve pertanto, al cessare della sua azione, il telomero danneggiato resta tale e non può avvenire una successiva duplicazione.
Questo processo di duplicazione è valido per tutte le cellule dell’organismo ad eccezione di quelle seminali (spermatozoo e ovulo) che si dividono per meiosi.

Ciclo cellulare, la mitosi
Si intende come descrizione delle fasi della vita di una cellula eucariotica.
Il ciclo ha inizio con la fase G1, ritenuta la fase di crescita, nella quale, la cellula, rigenera il corredo enzimatico e ripara i danni.
Segue la fase S (sintesi) in cui vi è la duplicazione del DNA, ad opera dell’enzima DNApolimerasi. Dopo che il DNA si “apre”, l’
enzima si lega al filamento preesistente e su questo viene costruito il nuovo filamento.
Tutto ciò avviene sfruttando il principio della complementarietà delle basi, per il quale, ad una guanina corrisponde una citosina, ad una timina una adenina. Si porta così a compimento la fase di sintesi.
Si da il via alla fase G2 nella quale la cellula produce gli organuli indispensabili per la divisione (centrioli ecc.).
Si ha infine la fase M di mitosi vera e propria. Il processo mitotico viene stimolato e avviato dai cosiddetti fattori di crescita.
Tratto da: nonsolofitness.it

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Così le cellule fanno pulizia - Le Scienze, luglio 2008, n. 479
Proteine deteriorate, organelli difettosi, microrganismi invasori: a spazzarli via ci pensano minuscoli "aspirapolvere" interni che mantengono sane le cellule viventi. Se si riuscisse a mantenere efficiente questo processo si potrebbe addirittura rallentare l'invecchiamento. By Vojo Deretic e Daniel J. Klionsky

All'interno del citoplasma di una cellula vivente, organelli chiamati autofagosomi inglobano continuamente pezzetti di citoplasma insieme a parti di cellula danneggiata, batteri e virus invasori (eterologhi). Il "bottino" così raccolto è consegnato a organelli digestivi che lo scompongono e lo riciclano. Questo processo è detto autofagia.
I biologi cellulari stanno studiando l'autofagia in grande dettaglio, identificando i segnali proteici che guidano e controllano questo processo. Una più completa comprensione dell'autofagia sta dischiudendo nuove possibilità per la cura del cancro, delle infezioni, dei disordini immunitari e della demenza, e un giorno potrebbe addirittura contribuire a rallentare il processo di invecchiamento.
Tratto da: lescienze.espresso.repubblica.it

Commento NdR: questi organelli digestivi, deputati come "spazzini" vengono anch'essi inibiti e disorganizzati dai vaccini inoculati fin da piccoli agli umani ed animali !! - vedi: Contenuto dei Vaccini   Stress Ossidativo
Ricordiamo anche che le alterazioni degli enzimi, della flora, del pH digestivo e della mucosa intestinale influenzano  la salute,  non soltanto a livello intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi parte dell'organismo.

Continua in: Cellule 2 

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