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GUIDA  alla  SALUTE con la Natura

"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


CUORE e Pressione Arteriosa - Cervello del Cuore  
(Malattie del cuore e Cure naturali)
 
 Circolazione sanguigna: prevenzione degli infarti. I citrati eliminano le calcificazioni arteriose. Gli ascorbati fanno il resto !

Il Cuore umano (ed animale) facente parte dell'apparato cardiovascolare, genera il piu’ ampio Campo ElettroMagnetico "toroidale" del corpo che fa parte dell’AuRa ed ha un proprio cervello separato dagli altri !
Fonte: Applications of Bioelectromagnetic Medicine (Applicazioni cliniche di Medicina Elettromagnetica), PJ. Rosch e M.S. Markov, New York 200-t - Istitute of HeartMath®  - www.heartmath.org

CERVELLO del Cuore
Il Cuore possiede un piccolo cervello intrinseco e quindi indipendente che "colloquia" con gli altri cervelli degli altri organi, esempio il cervello enterico (intestinale) e quelli/o nel cranio. Questo cervello del cuore e' formato da circa 40.000 cellule nervose.
Esso emette anche un Campo Magnetico bipolare toroidale concentrico molto ampio, il quale interferisce e comunica inconsciamente con gli altri campi di tutti i soggetti viventi.
Le informazioni vengono elaborate dal cervello limbico, (tradizionalmente si intende come sistema limbico un gruppo di strutture neurologiche situate tra il tronco encefalico e la corteccia cerebrale), ed infine dal cervello del cuore, recente scoperta della neurocardiologia: un vero e proprio cervello che ha sede nell'organo cardiaco, dotato di circa 40.000 neuroni e di uno straordinario campo magnetico. Tre "cervelli" e tre circuiti che rappresentano globalmente tre stadi evolutivi della coscienza umana.

La scienza dimostra: la mente del Cuore è il vero coordinatore del sistema Vivente
Per secoli, tante culture hanno considerato il cuore come la fonte delle emozioni migliori, come l’amore, il coraggio, la generosità. Presso l’Istituto di HeartMath (IHM), sono stati esplorati scientificamente i meccanismi fisiologici con cui il cuore comunica con il cervello, come influenza l’elaborazione delle informazioni, delle percezioni, delle emozioni.
L’osservazione scientifica ha dimostrato che il cuore è molto di più di quello che crediamo e che non  è affatto una semplice pompa, come siamo abituati a considerarlo.
Il muscolo cardiaco è, in sostanza, un centro complesso, auto-organizzato, di elaborazione dati, con una propria mente, che comunica costantemente con il cervello, con il sistema nervoso  e con tutta la nostra fisiologia, influenzando profondamente ogni organo, in un complesso intreccio di messaggi e feedback.
Giovanni e Beatrice Lacey, negli anni tra il 1960 e gli anni ’70, hanno scoperto che il cuore comunica con il cervello in modo tale da influenzare significativamente il modo in cui percepiamo e reagiamo al mondo.
I coniugi Lacey andarono ben oltre: realizzarono che questo motore della circolazione sanguigna sembrava avere una sua logica, una sua mente, che spesso divergeva da quella del sistema nervoso autonomo; soprattutto capirono che è l’organo predominante.
Infatti il cuore inviava messaggi significativi al cervello, dei veri e propri comandi, che  influenzavano tutto il comportamento di una persona.
Mentre i Laceys stavano compiendo le loro ricerche in psicofisiologia, un piccolo gruppo di ricercatori nel campo cardiovascolare si unirono ad alcuni neurofisiologi, dando il via ad una nuova disciplina detta  Neurocardiologia, che da allora ha fornito indicazioni estremamente importanti sul sistema nervoso del cuore e su come il cervello e il cuore comunicano attraverso il  sistema nervoso.
Dopo approfondite ricerche, uno dei primi pionieri della neurocardiologia, il Dott. J. Andrew Armour, nel 1991 introdusse il concetto di  ”cervello del cuore”.
Il suo lavoro dimostrò che il cuore ha un complesso sistema nervoso intrinseco molto sofisticato, un “piccolo cervello” appunto, una rete intricata di diversi tipi di neuroni, neurotrasmettitori, proteine e cellule, molto simili a  quelli trovati nel cervello.
Nel libro “Neurocardiology”, il Dott. Armour e il Dott. Jeffrey Ardell, forniscono una panoramica completa della funzione del sistema nervoso intrinseco del cuore: il quale contiene circa 40.000 neuroni, detti neuriti sensori; essi rilevano gli ormoni circolanti, la chimica corporea, la frequenza cardiaca e la pressione.
Tutto si traduce in impulsi neurologici che dal sistema nervoso del cuore viaggiano fino al cervello, attraverso diverse vie; per gli stessi canali passano anche i segnali del dolore e le sensazioni.  E queste infermazioni entrano nel cervello attraverso una porta d’ingresso che si trova nel tronco cerebrale.
Il sistema nervoso cardiaco è costituito da gangli complessi: si tratta di neuriti multifunzionali, distribuiti in tutto il cuore, sensibili a molti tipi di input sensoriali provenienti dall’interno del cuore stesso e dal resto dell’organismo.
Una volta che le informazioni sono trattate dai neuroni del cuore, i segnali appropriati sono inviati ai nodi senoatriale e atrioventricolare. Così, in normali condizioni fisiologiche, il sistema nervoso intrinseco del cuore gioca un ruolo importante in gran parte del controllo di routine della funzionalità cardiaca, indipendentemente dal sistema nervoso centrale.
Il Dott. Armour ei suoi colleghi hanno dimostrato che il sistema nervoso intrinseco del cuore è vitale per il mantenimento della stabilità cardiovascolare e che senza di esso, il cuore stesso non può funzionare correttamente.

"Il sistema nervoso cardiaco, o cervello del cuore, è fatto di gangli complessi, contenenti un circuito locale ricevente (interneuroni) e trasmittente (neuroni simpatici e parasimpatici). I neuriti sensori multifunzionali, distribuiti nel cuore, sono sensibili a molti tipi di segnali originati dallo stesso cuore. I gangli cardiaci integrano messaggi dal cervello e da altri centri di processazione presenti nel corpo, con l' informazione ricevuta dai neuriti cardiaci. Quando l' informazione è stata processata dai neuroni del cuore, i segnali appropriati vengono mandati ai nodi senoatriali e atrioventricolari come ai muscoli del cuore. Sotto normali condizioni psicologiche, il sistema nervoso del cuore gioca un ruolo importante per gran parte della routine di controllo della funzione cardiaca, indipendentemente dal sistema nervoso centrale.
Il Dott. Armour e i suoi colleghi hanno mostrato che il sistema nervoso del cuore è vitale per il mantenimento della stabilità cardiovascolare e per la sua efficienza, senza di esso, il cuore non puo' operare correttamente.

Il Cervello del Cuore

 

I percorsi di comunicazione neurale tra il cuore e il cervello. Il sistema nervoso del cuore consiste in gangli, che contengono il circuito locale di neuroni di diverso tipo, e i neuriti sensori, distribuiti nel cuore. I gangli processano e integrano l' informazione entrante dal sistema nervoso esterno e dai neuriti nel cuore. I gangli cardiaci esterni, localizzati nella cavità toracica, hanno connessioni dirette agli organi come i polmoni e l' esofago e sono anche connessi indirettamente tramite il midollo spinale a molti altri organi, inclusa pelle e arterie.

L'informazione parasimpatica che arriva al
cervello viaggia dal cuore ad esso attraverso il nervo vago e verso la medulla.
I nervi simpatici afferenti si connettono ai gangli cardiaci esterni (centro di processazione), quindi al ganglio dorsale principale e quindi al midollo spinale. Quando i segnali afferenti raggiungono la medulla, viaggiano alle aree subcorticali ( talamo, amigdala, ecc..) e quindi alle aree corticali.
Un altro componente
del sistema di comunicazione del cervello cardiaco è stato rivelato dai ricercatori che hanno studiato il sistema ormonale. Il cuore è stato riclassificato come ghiandola endocrina e ormonale, quando nel 1983 è stato isolato un ormone prodotto e rilasciato dal cuore, il fattore natriuretico atriale (ANF).
Questo ormone esercita ampiamente i suoi effetti: sui vasi sanguigni, sulle ghiandole surrenali, sui reni e su diverse regioni regolatorie nel
cervello. Il Dott. Armour e i suoi studenti hanno scoperto che il cuore contiene un tipo di cellule dette cellule "cardiache adrenergiche intrinseche" (ICA).
Queste cellule sono classificate come "adrenergiche" perchè sintetizzano e rilasciano catecolamine (norepinefrina e dopamina), neurotrasmettitori che si pensava fossero prodotti solo dai neuroni
del cervello e dai gangli fuori dal cuore.

Piu' recentemente, è stato scoperto che il
cuore secerne anche oxitocina, conosciuta come l' ormone "dell' amore". Oltre alle sue funzioni conosciute nei parti e nella lattazione, recenti evidenze indicano che questo ormone è coinvolto anche nella cognizione, tolleranza, adattamento, in comportamenti sessuali e materni complessi, come anche a livello sociale e nei legami di coppia.
Da notare che le concentrazioni di oxitocina nel
cuore sono allo stesso livello di quelle nel cervello.

La complessità del sistema nervoso cardiaco e l' estesa influenza della sua secrezione ormonale sono state largamente comprese dalla comunità scientifica mentre i Lacey effettuavano la loro ricerca e le loro teorie dovevano essere accettate molto prima, comunque, le loro sperimentazioni e hanno giocato un ruolo importante per chiarire i processi fisiologici e psicologici di base che connettono mente e corpo. Nel 1977, il Dott. Francis Waldropin, Direttore dell' Istituto Nazionale di Salute Mentale, ha affermato in un articolo sul lavoro dei Lacey che:
"Le loro procedure attente e intricate, combinate alle loro audaci teorie, hanno prodotto un lavoro controverso e promettente.
Nella lunga corsa, la loro ricerca ci puo' dire molto su cosa ci rende delle persone e puo' suggerire tecniche che possono rigenerare persone sofferenti in persone sane."
In effetti, questa predizione fa parte
del passato. Doc Childre e l' Istituto di HeartMath sono nati sul lavoro di altri come i Lacey e il Dott. Armour per sviluppare pratici interventi che incorporano la comprensione che il cuore influenza profondamente la percezione, la consapevolezza e l' intelligenza. Questa tecnologia ha aiutato ora migliaia di persone a divenire piu' produttive, sane e piene di vitalità, imparando a vivere sincronizzando mente e cuore, operando in costruttiva sinergia tra l' intelligenza mentale e quella del cuore.
Fonte: heartmath.org

“La novità più importante quindi deriva dalle neuroscienze: oggi finalmente siamo in grado di riconoscere una base neurologica del pensiero del cuore. è il cuore l’organo di comando e non il cervello, come siamo abituati a pensare. 
Il cuore è il  nostro più potente generatore di frequenze, quelle che appunto  informano il cervello e tutte le cellule del nostro corpo. L’Istituto HeartMath svolge ricerche da venti anni sulle emozioni e sull’intelligenza del cuore, nonché sulla resilienza e sulla coerenza energetica.
Quando il cervello del cuore può svolgere il suo ruolo direttivo, il corpo fisico funziona in maniera ottimale: la salute è eccellente e il livello di energia è elevato. Sappiamo che l'omeostasi, l'equilibrio perfetto del corpo, si fonda sul bilanciamento fra il sistema simpatico e quello parasimpatico: quando a dirigere è il cervello del cuore, il parasimpatico ritrova la sua piena capacità ed è in grado di equilibrare l'azione del sistema simpatico. Non appena tenta di instaurarsi lo squilibrio, il cuore produce l'ormone antistress ANF che attenua e rimette al giusto posto i vecchi meccanismi di difesa o di attacco, di paura e di separazione che si apprestano ad entrare in gioco. Lo stress scompare, e le ripercussioni sulla salute sono immediate, con, fra l'altro:
- scomparsa o forte riduzione delle malattie, perché il sistema immunitario funziona in maniera ottimale
- sonno ristoratore
- pressione arteriosa normale
- vitalità accresciuta perché tutti gli organi funzionano al meglio secondo il principio di risonanza.

Coerenza energetica ?
E’ uno stato ottimale in cui il cuore, la mente e le emozioni operano in sincronia ed armonia. Alcune persone provano questo allineamento tra mente, emozione e fisiologia in particolari stati: ad esempio può accadere ad un individuo in profondo  rilassamento, o ad un monaco in meditazione, o ad un atleta durante un allenamento intenso.
La ricerca mostra chiaramente che un maggior livello di coerenza corrisponde a uno stato più efficiente e armonico,  dal punto di vista cardiovascolare, nervoso, ormonale e immunitario. Ma Heartmath si è spinto oltre.

Il Campo Magnetico Toroidale del cuore umano può diventare molto incoerente o al contrario molto armonioso, a seconda del tipo di emozioni provate. Inoltre, tale campo è più potente di quello di tutti gli altri organi e supera largamente i confini del corpo fisico, potendosi estendere fino a diversi metri di distanza, il che significa che i nostri campi energetici non si limitano a sfiorarsi, ma addirittura si compenetrano. Siamo quindi tutti immersi nei campi energetici del cuore di coloro che ci circondano.
Ricordiamoci anche che l'oscillatore più potente tende a trascinare gli oscillatori meno forti. Così, che lo vogliamo o no, siamo in una condizione di continua influenza reciproca. Se nutriamo forti emozioni negative, separative, il caotico campo energetico del nostro cuore tenderà a trascinare quelli delle persone che ci circondano (se da questo punto di vista sono meno forti di noi...).
Esse tenderanno ad entrare in risonanza vibratoria e verranno attivate in loro le emozioni inferiori corrispondenti. Se invece nutriamo forti emozioni positive, unificanti e benevole, il fenomeno della risonanza tenderà ad attivare negli altri lo stesso tipo di emozioni. Mettendo in azione la potenza magnetica del nostro cuore, possiamo indurre gli altri "cuori" attorno a noi ad oscillare anch'essi nello stato di coerenza...
Tratto in parte da:Velediluce.com e da mauroscardovelli.com

Per altri particolari su questo "tema", vedi anche:
Cervello-Cuore e CEM  +  
Campo energetico del Corpo   Diagnosi sul cuore in un secondo + Cuore che batte + Circolazione sanguigna + Infarto + Problemi di cuore ed infezioni

vedi anche,
HRV non è altro che una espressione della risonanza stocastica (By Franco Missoli):  
Risonanza stocastica 1
+ Risonanza stocastica 2 + Risonanza stocastica 3


In questo "campo magnetico toroidale" vengono registrati anche tutti pensieri e le azioni dell'essere vivente
:

INFORMAZIONE, CAMPO UNIVERSALE e SOSTANZA - Campi MORFOGENETICI +  Campi Toroidali-1 + Campi Toroidali-2

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Le malattie cardiovascolari sono la causa più importante di mortalità, morbosità e invalidità nella popolazione italiana.
vedi:
Perche’ gli animali non sono soggetti ad attacchi cardiaci + Rischio cardiaco - Tratti dal libro del dott. Rath

In caso di Forte dolore al petto e ti trovi da solo, non farti prendere dal panico, tossici FORTE e respira profondamente, aiuterai il cuore a non cessare di battere e potrai avere il tempo di chiamare i soccorsi, vedi questo documento


Bastano due esami,
la misurazione della Creatina nel sangue ed il controllo delle urine (*), per conoscere se i reni funzionano bene o meno. Test che costano poco piu' di 3 euri, ma che possono indicare e segnalare qualcosa che non va.
Successivamente una volta che i test indicano che qualcosa non va, e' opportuno fare anche una ecografia.
(*)
 Analisi delle urine: Le urine sono un importante test per una diagnosi non solo a carico della funzionalità renale ma anche per vari disordini del cuore, del fegato o del metabolismo.
Le analisi delle urine
sono di due ordini:
esame macroscopico o di routine + caratteri generali + componenti patologici + esame microscopico del sedimento e urinocultura

Dopo un'infarto il fumo passivo UCCIDE !
- Il fumo passivo è noto per aumentare il rischio di infarto. +  Malattia coronarica e Depressione

Vedi questo video:
http://www.youtube.com/watch?v=DdM3JTrtB1k&feature=player_embedded

Video della SISBQ -
Report di casi clinici in cardiologia - dott. M. Siniscalchi - diapositive in PDF.
Il dottor Mario Siniscalchi, dirigente medico di Cardiologia presso l'UOC di Cardiologia con UTIC ed Emodinamica dell'Azienda Ospedaliera di Rilievo Nazionale "A. Cardarelli" di Napoli, Vicepresidente della SISBQ, applica da diversi anni la Semeiotica Biofisica Quantistica. Egli ha posto in evidenza, durante il III convegno di Porretta Terme, alcuni casi clinici significativi correlati o risolti con il prezioso ausilio informativo di questa originale diagnostica.
Per visualizzare il video dell’intervento del dott. Siniscalchi clicca qui sotto:
VIDEO DELLA RELAZIONE

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Un cardiochirurgo di fama mondiale ci illumina su ciò che provoca realmente le malattie cardiache – 01/03/2012
Noi medici con tutta la nostra formazione, la conoscenza e l'autorità spesso acquisiamo un ego piuttosto grande che tende a rendere difficile ammettere che abbiamo torto. Così, eccomi qui. Ammetto di aver sbagliato.
Da cardiochirurgo con 25 anni di esperienza, dopo aver effettuato oltre 5.000 interventi chirurgici a cuore aperto, oggi è il mio giorno per riparare al torto fatto come medico e scienziato.

Ho studiato per molti anni con altri medici importanti etichettati come "opinion makers" (autorità del settore).
Bombardati continuamente dalla letteratura scientifica, frequentando seminari di formazione, noi professionisti, abbiamo insistito che le malattie cardiache sono semplicemente il risultato della presenza di colesterolo nel sangue.
L’unica terapia accettata era prescrivere farmaci per abbassare il colesterolo e una dieta che limita fortemente l'assunzione di grassi. La limitazione di quest'ultimo, naturalmente, abbiamo creduto potesse far abbassare il colesterolo e quindi le malattie cardiache. Deviazioni da queste raccomandazioni sono sempre state considerate eresia e potrebbero apparire come negligenza medica.
Non funziona !
Queste raccomandazioni non sono più scientificamente e moralmente difendibili. La scoperta pochi anni fa che l'infiammazione della parete arteriosa è la vera causa delle malattie cardiache, sta lentamente portando ad un cambiamento di paradigma nel modo in cui le malattie cardiache e altre malattie croniche saranno curate.
Le raccomandazioni dietetiche, a lungo termine, hanno creato epidemie di obesità e diabete, le cui conseguenze fanno impallidire qualsiasi piaga storica in termini di mortalità, sofferenza umana e disastrose conseguenze economiche.
Nonostante il fatto che il 25% della popolazione prende costosi farmaci che contengono statine e nonostante il fatto che abbiamo ridotto il contenuto di grassi della nostra dieta, più americani moriranno quest'anno di malattie cardiache rispetto al passato.
Le statistiche dell'American Heart Association mostrano che 75 milioni di americani soffre di malattie cardiache, 20 milioni hanno il diabete e 57 milioni hanno pre-diabete. Questi disturbi colpiscono le persone sempre più giovani in numero maggiore ogni anno.

In poche parole, senza un’infiammazione presente nel corpo, non c'è modo che il colesterolo si accumuli sulla parete del vaso sanguigno causando così malattie cardiache e ictus. Senza l'infiammazione, il colesterolo è libero di muoversi in tutto il corpo come natura vuole. E' l'infiammazione che causa l’accumulo di colesterolo.

L'infiammazione non è una cosa complicata - è semplicemente una difesa naturale del corpo ad un invasore estraneo, come tossine, batteri o virus. Il processo di infiammazione è perfetto nel modo in cui protegge il corpo da questi invasori batterici e virali.
Tuttavia, se esponiamo frequentemente il corpo ai danni da tossine o alimenti che il corpo umano non è stato progettato per elaborare, si verifica una condizione chiamata infiammazione cronica. L'infiammazione cronica è nociva tanto quanto l'infiammazione acuta è benefica.
Quale persona ragionevole vorrebbe intenzionalmente esporsi ripetutamente ad alimenti o altre sostanze che sono note per causare lesioni al corpo ? Beh, forse i fumatori, ma almeno hanno fatto questa scelta volontariamente.
Il resto di noi ha semplicemente seguito i consigli della dieta tradizionale a basso contenuto di grassi e ad alto contenuto di grassi polinsaturi e carboidrati, non sapendo che stavamo causando lesioni ripetute ai nostri vasi sanguigni. Queste lesioni creano un’infiammazione cronica che porta a malattie cardiache, ictus, diabete e obesità.

Lasciatemelo ripetere:
le lesioni e l'infiammazione dei nostri vasi sanguigni sono causate dalla dieta a basso contenuto di grassi raccomandata per anni dalla medicina ufficiale.
Quali sono i maggiori colpevoli dell’infiammazione cronica ?
Molto semplicemente, sono il sovraccarico di carboidrati semplici e altamente trasformati (zucchero, farina e tutti i prodotti derivati) e l'eccessivo consumo di omega-6, oli vegetali come soia, mais e girasole, che si trovano in molti alimenti trasformati.
Provate a pensare di strofinare ripetutamente con una spazzola rigida la nostra pelle morbida finché non diventa tutta rossa e quasi sanguinante. Pensate di fare questo più volte al giorno, tutti i giorni per cinque anni. Se si potesse sopportare questa dolorosa spazzolatura, si arriverebbe ad avere un’area gonfia, sanguinante e infetta che si aggrava dopo ogni ripetuto attacco.
Questo è un buon modo per visualizzare il processo infiammatorio che potrebbe essere in corso nel vostro corpo in questo momento.
Il processo infiammatorio è lo stesso, indipendentemente da dove avviene, esternamente o internamente. Io ho guardato dentro migliaia e migliaia di arterie. La parete di un’arteria malata fa pensare proprio a qualcuno che la abbia ripetutamente strofinata con una spazzola. Più volte al giorno, ogni giorno, i cibi che mangiamo creano piccole ferite che si aggiungono a ferite, stimolando l'organismo a rispondere in modo continuo all'infiammazione.
Mentre noi assaporiamo il gusto di un dolce appena cotto, il nostro corpo risponde in modo allarmante, come se un invasore straniero fosse arrivato a dichiarare guerra. Gli alimenti carichi di zuccheri e carboidrati semplici o elaborati con oli omega-6 per la lunga conservazione, sono stati il pilastro della dieta americana per sei decenni. Questi alimenti hanno lentamente avvelenato tutti.

Come mai mangiando un semplice dolce l’infiammazione aumenta fino a farti male ?
Immaginate di versare dello sciroppo sulla vostra tastiera e di avere una visuale di ciò che avviene all'interno. Quando consumiamo carboidrati semplici come lo zucchero, lo zucchero nel sangue aumenta rapidamente.
In risposta, il pancreas secerne insulina il cui scopo primario è quello di guidare lo zucchero in ogni cellula in cui c’è fabbisogno di glucosio. Se la cellula è piena e non necessita di glucosio, lo zucchero in eccesso viene respinto per evitare di inceppare il meccanismo.
Quando le cellule già sature rifiutano il glucosio extra, lo zucchero nel sangue aumenta, viene prodotta più insulina e il glucosio viene convertito in grasso immagazzinato.

Cosa ha a che fare tutto questo con l’infiammazione ?
Il livello di glucosio viene controllato in un intervallo molto breve. Le molecole di zucchero in eccesso si uniscono ad una varietà di proteine che a loro volta vanno a colpire la parete del vaso sanguigno. Questo danno ripetuto alla parete del vaso sanguigno scatena l’infiammazione. Quando si supera il livello di zuccheri nel sangue più volte al giorno, ogni giorno, è esattamente come prendere della carta vetrata e strofinarla nei tuoi delicati vasi sanguigni.
Anche se non sei in grado di vederlo, ti assicuro che è così. L'ho visto in più di 5.000 pazienti sottoposti ad intervento chirurgico in 25 anni, che hanno tutti un denominatore comune - l'infiammazione delle loro arterie.

Torniamo al nostro dolce.
Questo apparentemente innocente cibo, non contiene soltanto zuccheri, viene cotto in uno dei tanti oli omega-6 come la soia.
Le patatine fritte sono immerse in olio di soia, prodotti alimentari trasformati sono realizzati con oli omega-6 per aumentare la durata di conservazione. Gli omega-6 sono essenziali: sono parte di ogni membrana cellulare e controllano ciò che accade dentro e fuori la cellula – però devono essere nel giusto equilibrio con gli omega-3.
Se l'equilibrio si sposta in un eccessivo consumo di omega-6, la membrana della cellula produce sostanze chimiche chiamate citochine che causano direttamente l'infiammazione.
La dieta americana tradizionale di oggi ha prodotto uno squilibrio estremo di questi due grassi. Il rapporto di squilibrio è nell’intervallo da 15:1 ad un massimo di 30:1 a favore degli omega-6. Questo indica l’enorme quantità di citochine che causano l'infiammazione.
Un giusto, ottimale e sano equilibrio nell’alimentazione, sarebbe un rapporto 3:1.

A peggiorare le cose, l'eccesso di peso provocato da questi alimenti crea cellule di grasso sovraccaricate che a loro volta riversano grandi quantità di sostanze pro-infiammatorie che vanno ad aggiungersi ai danni causati dalla presenza di zucchero nel sangue. Il processo che è iniziato con un piccolo dolce si trasforma in un circolo vizioso nel corso del tempo, portando a problemi cardiaci, pressione alta, diabete e infine, il morbo di Alzheimer, mentre l’infiammazione continua senza sosta.
Non può sfuggire il fatto che più si consumano cibi preparati e trasformati, più agiamo sull'interruttore dell'infiammazione giorno dopo giorno. Il corpo umano non è in grado di elaborare, né è stato progettato per consumare, cibi ricchi di zuccheri e imbevuti di oli omega-6.

C’è solo un modo per spengere l'infiammazione; tornare ai cibi più vicini al loro stato naturale.
Per nutrire i muscoli, mangiare più proteine. Scegliere i carboidrati che sono molto complessi, come frutta e verdura. Ridurre o eliminare i grassi omega-6 come l'olio di mais e di soia e gli alimenti trasformati che causano l'infiammazione.
Un cucchiaio di olio di mais contiene 7280 mg di omega-6; uno di soia contiene 6.940 mg. E’ più salutare usare l'olio di oliva o burro da bovini allevati a fieno.
I grassi animali contengono meno del 20% di omega-6 e hanno molte meno probabilità di provocare una reazione infiammatoria rispetto agli oli polinsaturi apparentemente etichettati come sani.
Dimenticate la "scienza" che vi è stata inculcata nella testa per decenni. La scienza che afferma che i grassi saturi provocano malattie cardiovascolari, non dice il vero.
Il pensiero scientifico che dice che i grassi saturi aumentano il colesterolo nel sangue non è attendibile. Dal momento che ora sappiamo che il colesterolo non è la causa di malattie cardiache, la paura dei grassi saturi è ancora più assurda oggi.
La teoria sul colesterolo ha portato alle diete senza grassi, o a basso contenuto di grassi, creando cibi che stanno provocando un'epidemia di infiammazione. La Medicina tradizionale ha commesso un terribile errore quando ha consigliato di evitare i grassi saturi a favore di cibi ricchi di grassi omega-6. Ora abbiamo un’epidemia di infiammazione arteriosa che porta a malattie cardiache e ad altri “assassini silenziosi”.
Ciò che si può fare è scegliere alimenti integrali “della nonna” e non quelli trasformati e lavorati, che oggi “la mamma” acquista nelle grandi catene alimentari. Eliminando gli alimenti che provocano infiammazione e con l'aggiunta di sostanze nutritive essenziali da prodotti alimentari freschi e non lavorati, si invertirà il processo di anni di nutrizione sbagliata e conseguentemente, i danni alle arterie.

Il Dr. Dwight Lundell è stato a capo del personale e Primario di Chirurgia all’Heart Hospital Banner, Mesa, AZ. Il suo studio privato, Cardiac Care Center si trova a Mesa, AZ. Recentemente il dottor Lundell ha abbandonato la pratica chirurgica per concentrarsi sul trattamento nutrizionale delle malattie cardiache. Egli è il fondatore della Healthy Humans Foundation che promuove la salute umana con particolare attenzione su come aiutare le grandi aziende a promuovere il benessere. Egli è anche l'autore di The Cure for Heart Disease e The Great Cholesterol Lie.
Fonte: PreventDisease.com - Tradotto da: La Leva di Archimede


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Infarto del miocardio ed erbe cinesi - Gen. 2013
 In Cina, nel trattamento di infarto del miocardio, i rimedi della fitoterapia tradizionale sono diffusamente somministrati come terapia aggiuntiva all'utilizzo dei farmaci di sintesi. Questa meta-analisi di Rct ha valutato l'efficacia del trattamento combinato (rimedi tradizionali e farmaci di sintesi) nel trattamento dell'infarto del miocardio, rispetto all'uso esclusivo di quest'ultimi.
Sono stati selezionati 65 Rct (12.022 pazienti) di qualità moderata e sono stati identificati 6.036 pazienti trattati con entrambi i tipi di farmaci e 5986 pazienti che hanno utilizzato solo farmaci di sintesi. L'uso di entrambi i trattamenti si è dimostrato utile nel ridurre la mortalità per qualsiasi causa (riduzione del rischio relativo (RRR) = 37%, 95% IC = 28%-45%, I (2) = 0.0%) e di mortalità di origine cardiaca (RRR = 39%, 95% IC = 22% -52%, I (2) = 22,8).
La somministrazione di rimedi tradizionali si è dimostrata efficace nel ridurre il rischio di shock cardiogeno fatale e non fatale, di aritmia cardiaca, di infarto del miocardio, di insufficienza cardiaca, di angina, e di eventi cardiaci totali.
In conclusione, pur in attesa di una ulteriore conferma di questi dati, il trattamento combinato sembra aver dimostrato una certa efficacia nel migliorare la sopravvivenza dei pazienti affetti da infarto del miocardio rispetto a quelli trattai solo con farmaci di sintesi. 
Bibliografia:
- Chung VC et al. Add-on effect of chinese herbal medicine on mortality in myocardial infarction: systematic review and meta-analysis of randomized controlled trials. Evid Based Complement Alternat Med. 2013.

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Morte improvvisa per 1.000 giovani all'anno in Italia - 11 Mar. 2011  
E' il dato terrificante che ha visto negli ultimi anni perire solo in Italia, circa, 1.000 giovani al di sotto dei 35 anni di età, per arresto cardiocircolatorio. Sembra incredibile, ma è la pura verità dei dati. E cosa si fa per combatterla ?
Naturalmente accertamenti diagnostici approfonditi, elettrocardiogramma, analisi del DNA (allo scopo di verificare se esistono delle "cause endogene" che predispongono alla malattia), si costituiscono associazioni ONLUS finanziate dallo stato (cioè da noi stessi) per la prevenzione e scendono in campo anche star dello sport. E il risultato qual è ?
Che avremo qualche migliaio di giovani cardiopatici "certificati" e bisognosi di cure continue in più ogni anno !
Bella soddisfazione, soprattutto quando basterebbe un pò di Vitamina C per migliorare tantissimo questo drammatico problema.
Guarda il video qui sopra:
Personalmente sono oltre 4 anni che seguo le indicazioni del dott. Rath, nell'integrazione di vitamine nella dieta e non sono mai stato meglio. Mi sento addirittura ringiovanito e ho dimenticato il significato di stanchezza, febbre, influenze, raffreddori, mal di schiena, ecc. ! E tu cosa aspetti a star meglio ?
By Giovanni Lollo

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Il cuore, malattie e disturbi
Una patologia cardiaca può interessare una o più parti del sistema cardiovascolare.
Il funzionamento del cuore può essere danneggiato da più malattie e dare sintomi diversi:
malattie delle arterie coronarie  - NdR: vedi: Ruolo del CAD nelle malattie coronariche (english)
insorgere di angina
infarto miocardico
malattie delle valvole cardiache
scompenso cardiaco
dolori toracici
Ma non è semplice identificare le dimensioni e le cause di un disturbo cardiaco.

Chiami il Suo cardiologo in presenza di qualsiasi combinazione di questi sintomi:

- Dolore intenso e prolungato al petto, pressione e disagio per più di alcuni minuti

- Dolore che si irradia dalla spalla sinistra, braccio sinistro, collo, schiena e mandibola

- Palpitazioni o battiti cardiaci eccessivi

- Affanno

- Svenimenti o perdita di conoscenza (sincope)

- Nausea o vomito

- Sudore, colorito anormale della pelle

- Frequenti attacchi di angina che non sono provocati da sforzi fisici o emozioni

- Attacchi di angina che non trovano giovamento dopo 15 minuti e dopo aver assunto 3 pasticche di nitroglicerina


Come identificare una patologia cardiaca o infarto cardiaco ?

Non tutti i segni o sintomi sono elementi presenti durante un attacco cardiaco, poiché in molti casi questi sintomi sono minimi o di difficile riconoscimento.

Può qualsiasi dolore toracico essere un attacco cardiaco ?

Il dolore al petto può essere prodotto da diverse cause, cardiache e non: ischemia miocardica, infarto cardiaco, altri problemi cardiaci, e diverse cause non cardiache.


In ogni caso, NON CORRA NESSUN RISCHIO !!!

Se è in corso un infarto cardiaco, un'azione immediata è fondamentale. Si rechi al più vicino pronto soccorso chiamando il 118 od il proprio cardiologo.

Tratto da: http://www.cardiochirurgiasancamillo.it/sul_cuore/malattie.htm

 

Se il cuore fa le “bizze”, se non segue il “ritmo” come dovrebbe, potrebbe trattarsi di fibrillazione atriale, la più diffusa tra le aritmie cardiache, caratterizzata da un’attivazione elettrica degli atri, due delle quattro parti che compongono il cuore, decisamente anomala, irregolare. Se, in condizioni normali, la contrazione atriale avviene in modo regolare, in presenza di questo disturbo, si verificano movimenti caotici.
Movimenti caotici, ma non solo: in caso di fibrillazione atriale, il battito cardiaco è accelerato e irregolare, la frequenza dei battiti, che solitamente si aggira intorno alle 60-80 pulsazioni al minuto, aumenta fino a raggiungere 100-200 pulsazioni al minuto.
Non esiste un solo tipo di fibrillazione atriale. E’ parossistica, nel caso in cui si verifichi il ripristino spontaneo del ritmo cardiaco normale e gli episodi siano di durata inferiore ai sette giorni (24/48 ore). Quando la fibrillazione atriale diventa una costante più duratura (durata superiore a 7 giorni), senza interrompersi in modo spontaneo, si parla di fibrillazione atriale persistente. Nell’eventualità più seria, nonostante i trattamenti, il disturbo persiste: si tratta di fibrillazione atriale cronica o permanente.
Sintomi chiari e precisi, la fibrillazione atriale si fa “riconoscere” con l’improvvisa comparsa di battiti irregolari e accelerati, di palpitazioni, cardiopalmo, dispnea, respiro difficoltoso e astenia, diminuzione della forza muscolare.
Se i sintomi sono facilmente riconoscibili, le cause non sono altrettanto chiare.

TACHICARDIE:
La tachicardia (dal greco tachys veloce, rapido e cardia cuore) è una forma di accelerazione del battito cardiaco, con aumento della frequenza dei battiti cardiaci con pulsazioni oltre i 90 battiti al minuto.
La tachicardia parossistica è un' aritmia cardiaca determinata dalla stimolazione anomala di un centro generante impulsi, che si sostituisce al nodo senoatriale (nodo del seno, il pacemaker del cuore) ed assume il comando del ritmo cardiaco per un tempo più o meno lungo. La frequenza cardiaca può variare tra 120 e 200 battiti al minuto, secondo la localizzazione di questo centro anomalo.
Le cause sono diverse: lesioni organiche del cuore (ischemia, miocarditi reumatica o ipertensiva), intossicazioni farmacologiche o riflessi gastrocardiaci.
Gli attacchi tachicardici presentano diversa durata e possono accompagnarsi ad ansia, sudorazione, ipotensione, sensazione di cardiopalmo. La terapia è fondata sull'uso di farmaci antiaritmici (es. betabloccanti) e sulla ricerca e cura della condizione patologica di base, da effettuarsi in ambiente specialistico.

Si classificano principalmente tre forme di tachicardia: sinusale, eterotopa (sopraventricolare e ventricolare) e atriale.

Le tachicardie si dividono in due gruppi principali che a loro volta si dividono in più sottogruppi.
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Tachicardia ventricolare con i suoi sottogruppi:
- Tachicardia ventricolare sostenuta
- Tachicardia ventricolare non sostenuta
- Tachicardia ventricolare idiopatica
- Tachicardia atriale con i suoi sottogruppi:
- Tachicardia atriale automatica
- Tachicardia atriale da rientro

Cause (le principali)
Può essere dovuta ad eventi fisiologici o funzionali come la gravidanza, gli imbarazzi gastrici, gli sforzi fisici, il consumo eccessivo di caffè o te', oppure a cause direttamente connesse con il cuore come l’arteriosclerosi o l’insufficienza coronarica. Una forma piuttosto frequente è la tachicardia parossistica, dovuta a stimoli ripetuti che partono da varie parti del cuore determinando accessi con frequenze anche di 180-250 al minuto: può durare da pochi minuti a qualche ora, e cessa improvvisamente lasciando il soggetto prostrato; talora determina riduzione dei valori pressori. In un’altra forma, l’episodio di tachicardia insorge quando il soggetto assume la posizione eretta: ciò può verificarsi nell’ipotensione ortostatica, negli stati febbrili, nell’ipertiroidismo, in periodi di eccitazione ed emotività.
Tratto da: Wikipedia.org

La regolazione della pressione si ottiene come effetto secondario.
Primariamente bisogna agire su certi trigger points localizzati per  esempio sul
muscolo soleo.
La spina calcaniale: E’ una di quelle “spine” che è difficile dimenticare di avere o togliere senza problemi; è un disturbo del piede che si presenta in modo particolarmente fastidioso e doloroso, ma non solo, quando c’è questo problema, ogni piccolo passo può trasformarsi in un’esperienza dolorosa quanto complicata. Il tallone è il bersaglio vero e proprio del problema, ma è tutta la pianta e, di conseguenza, l’appoggio del piede, a risentirne maggiormente.
Essa é sempre associata a patologie del miocardio.
Se si elimina il trigger nel muscolo soleo (basta un ago, ma anche una digitopressione può andar bene), non solo sparisce la spina calcaniale, ma anche il miocardio riprende a funzionare bene (tachicardia, aritmie ecc).


vedi anche: Microcircolazione + Danni mitocondriali

ARITMIE (breve descrizione):
L'aritmia in genere è un difetto di conduzione elettrica del cuore,  ma ha cause molto piu' complesse e provenienti da diverse malfunzioni organiche e sistemiche.
Esse sono le alterazioni della normale sequenza dei battiti cardiaci. 
Quando si osserva un aumento anomalo dei battiti si parla di tachiaritmie o tachicardie. 
Se al contrario si ha una diminuzione anomala del numero dei battiti si parla di bradiaritmie o bradicardie.
- tachiaritmia o tachicardia se il battito aumenta in modo anomalo al di sopra di 100 al min.
- bradiaritmia o bradicardia se il battito rallenta al di sotto di 40-50 per min.

La forma più semplice di tachiaritmia, l’extrasistole, può non essere minimamente apprezzata oppure manifestarsi come sensazione di irregolarità del battito cardiaco, talora associata alla percezione di un senso di "vuoto", come se per un momento il cuore si fermasse.
Le tachicardie si manifestano con una chiara sensazione di marcato aumento del numero dei battiti cardiaci, che si possono succedere in modo regolare o irregolare. Quando la frequenza cardiaca è molto alta ci possono essere senso di schiacciamento al petto, mancanza di respiro, sudorazione, spossatezza, vertigini. Nelle forme più gravi si può arrivare alla perdita di coscienza.
Nelle bradicardie si possono avere senso di affaticamento, ridotta tolleranza agli sforzi, vertigini, ed anche in questo caso, nelle forme più gravi, si può giungere alla perdita di coscienza.
In entrambi i casi ci si trova di fronte ad una alterazione del normale funzionamento dei circuiti elettrici del cuore, che servono a veicolare lo stimolo elettrico che determina la contrazione del muscolo cardiaco.
In condizioni normali tale stimolo ha origine in una "centralina" chiamata nodo del seno (Il pacemaker del cuore) e collocata negli atrii, che sono la parte superiore del cuore.
Dal nodo del seno lo stimolo elettrico viene veicolato verso il basso sino alla parte inferiore del cuore, i ventricoli.
Per arrivare ai ventricoli lo stimolo elettrico deve transitare attraverso una sorta di "cancello", posto tra gli atrii ed i ventricoli, chiamato nodo atrio-ventricolare.
Una volta giunto ai ventricoli ed attivata la contrazione del muscolo cardiaco lo stimolo elettrico si estingue.
La formazione dell'impulso avviene a causa di variazioni localizzate di correnti ioniche. Vi sono due cause principali di formazione dell'impulso che possono condurre ad aritmie: l'automatismo e l'attività triggered. L'automatismo può essere normale o anomalo. Quello normale si può riscontrare non solo al NSA ma anche in certi pacemaker latenti o sussidiari.
L'automatismo anomalo è definito dall'iniziazione ripetitiva spontanea di un impulso. A differenza delle aritmie da automatismo, l'attività triggered deve essere preceduta necessariamente da un potenziale d'azione che si sposta dal NSA al focus triggered: ciò può accadere quando il focus ha frequenza maggiore del NSA, per aumentata attività del primo o ridotto attività del secondo.

Fattori di rischio:
Ne esistono numerosi, che facilitano la comparsa della fibrillazione atriale: l’invecchiamento del cuore, con il progressivo ingrandimento dell’atrio sinistro; alcune patologie cardiache o cardiovascolari, come cardiomiopatie, miocardite, cardiopatie congenite, infarto miocardio, ipertensione arteriosa; lo stress, l’assunzione eccessiva di alcuni farmaci, alcol e caffeina.
Protagonista della diagnosi, in qualità di valido alleato dello specialista, è un esame specifico, l’elettrocardiogramma (ECG), assolutamente indolore e privo di controindicazioni, che prevede l’utilizzo di alcuni elettrodi a tampone, da applicare alla pelle del soggetto, in grado di evidenziare l’andamento dei segnali elettrici all’interno del cuore.
Un altro valido alleato diagnostico è l’Holter, che prevede l’applicazione, per alcuni giorni, di uno strumento, che ha lo scopo di registrare eventuali episodi di fibrillazione atriale.

(A) Sono diverse le opzioni terapeutiche possibili, da modulare e da scegliere in base al caso concreto, al paziente da curare, dal trattamento farmacologico, che prevede la somministrazione, per via endovenosa o orale, di farmaci antiaritmici, fino all’intervento chirurgico, l’ablazione transcatetere, che, comporta l’eliminazione, attraverso l’inserimento di appositi cateteri e l’erogazione di energia elettrica, in grado di eliminare le cellule responsabili dell’aritmia.

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Cura naturale per le Tachicardie e le Aritmie: Aglio, Biancospino e Rafano nero, sono particolarmente indicati, in macerati e/o capsule o pastiglie, assunti ogni giorno per almeno 30 giorni, oltre all'equilibratore ionico (serve anche per l'alta pressione) da effettuarsi per almeno 3 ore. - tenere presente l' opzione (A), se le cose non migliorano con la Cura naturale qui indicata.

vedi anche: l'inganno del Colesterolo + Glicemia + Consigli alimentari +  Cardiologia  +  Aritmologia  (Ospedale s. Raffaele  - MI) + Aritmologia (Associazione) +  DNA, Cromosomi, Amminoacidi   +  Cervello, Campo ElettroMagnetico (CEM) del CUORE +  Cervello separato, quello del Cuore  Circolazione sanguigna  +  Circolazione e depurazione del sangue  +  Urino terapia  +  Vitamina C  +  Musicoterapia  +   Diagnosi sul cuore in un secondo  +  Reale Rischio Congenito di CAD

Commento NdR: Noi, come specialisti in Medicina Naturale, consigliamo a tutti i Vegetariani di nutrirsi almeno una volta alla settimana e con parsimonia, di qualche alimento con proteine animali, preferendo: uova, pesce, e/o carne di animali piccoli (come stazza, meglio i volatili). Ma ricordiamo sopra tutto di ridurre e/o eliminare il latte ed i formaggi dalla propria alimentazione.

L'alimentazione e' alla base di  tutti i tipi di malattie, a meno che non derivi da traumi, avvelenamenti o da farmaci e Vaccini, mangiate quindi POCHI carboidrati, aumentate la frutta e le verdure fresche (crude) ed eliminate i dolci - mangiate di tanto in tanto proteine animali (meglio pesce e carne di uccello e pochi formaggi) siate quindi tendenzialmente vegetariani ed aumentate l'assunzione delle Vitamine ! 
vedi: Consigli Alimentari  +  Vitamina C

FRUTTA SECCA
Dose consigliata di frutta  fresca, per l'implementazione di minerai e grassi "buoni", specie noci, mandorle dolci, nocciole, (meglio evitare le arachidi, che sono un legume ed anche perche' sono molto inquinate dai prodotti chimici utilizzati in agricoltura), utilizzate al massimo 60 gr al giorno ripartito nella giornata; molto utili nel dimagrimento e per tutte le eta', per la circolazione sanguigna e per il cuore; per il colesterolo e' d'obbligo l'utilizzo di 2 noci brasiliane al giorno.


Alcuni prodotti Naturali e Tecniche che possono essere di aiuto per chi soffre di ipertensione sono; l'Aglio assunto 2-3 volte al di (in capsule) + Biancospino in altrettante dosi giornaliere: Aglio  +  Omega 3 (con parsimonia) +  Omega 6  + Melatonina (coniugata)  +  Depurazione del sangue  +  Idro Colon terapia (Clistere)  +  Alimentazione  +  Idro Colon Terapia + Crudismo

Bere ogni giorno 1 litro di infuso di Biancospino.
La tecnica naturale idro terapica piu' adatta per i malati di ipertensione e cancro oltre alla Idro Colon Terapia e' quella di:
Bagno alla sera prima di coricarsi a letto in acqua tiepida (temperatura a seconda di come si vuole, ma non  oltre i 41° additivata con 1/2 kg. di sale inglese - si trasforma in magnesio). Stare 20 minuti -1/2 ora a bagno, una o due volte alla settimana.

Farsi Massaggiare: Collo + SpalleOsso Sacro Dorso (specie sui gangli nervosi a lato della colonna) 2 volte alla settimana da un massaggiatore specializzato/a e controllare la Postura da un buon Chiropratico

ma e soprattutto:
Circolazione sanguigna: prevenzione degli infarti. I citrati eliminano le calcificazioni arteriose. Gli ascorbati fanno il resto

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Gli esami diagnostici - vedi anche e soprattutto:  Semeiotica Biofisica
Molto si può fare per prevenire le malattie cardiovascolari attraverso abitudini di vita più corrette, ma è fondamentale anche la diagnosi precoce. Gli esami diagnostici non mancano, anche così sofisticati da permettere di "fotografare" lo stato e il funzionamento del muscolo cardiaco in tempo reale. Ecco un breve "dizionario" dei test più comuni, quelli che normalmente si prescrivono anche nelle valutazioni periodiche di routine (il famoso check-up).

Esami del sangue
Colesterolemia: si dosa il colesterolo totale, e la frazione HDL (quella protettiva). Valori accettabili di colesterolo totale non devono superare 200mg/dl e, dopo i 50 anni, 260mg/dl. Il colesterolo HDL, invece, deve essere compreso tra 50 e 60mg/dl, per le donne, e tra 40 e 50mg/dl per gli uomini.
Trigliceridi: il valore normale non deve superare 1,60g/l

Transaminasi: enzimi prodotti dal fegato, che ne indicano il funzionamento; se il fegato non funziona bene può risultare alterato anche il metabolismo dei lipidi. Generalmente si dosano la SGPT e la SGOT. I valori normali per la ALT (SGPT) vanno da 5 a 40 UI/l e per la SGOT (AST) da 5 a 35 UI/l.
Glicemia basale: è la quantità di glucosio nel sangue del paziente a digiuno, serve a scoprire il diabete. I valori di riferimento vanno da 0,8 a 1,2g/l, valori superiori individuano uno stato pre-diabetico, cioè a rischio. Oltre i 2g/l, invece, la diagnosi di diabete è praticamente certa, anche se va confermata con ulteriori esami.
Nota: Glicemia.
L’esame di più immediata comprensione resta la misura della glicemia. Si chiama glicemia basale il valore del glucosio nel sangue a digiuno. L’esame viene fatto su un prelievo eseguito secondo la solita tecnica, estraendo alcuni cm3 di sangue con una siringa dalla vena di un braccio. Vi è una certa differenza tra i valori del sangue tratto dalle vene e quello tratto dalle arterie, e a seconda dei metodi di determinazione. Tuttavia qualche punto per cento in più o in meno non costituisce di solito un problema. La glicemia a digiuno dev’essere al di sotto del grammo per litro. Alcuni autori fanno differenza tra un diabete ai limiti dei valori normali e un diabete conclamato, es. quando si superano i 14 grammi per litro di glucosio (corrispondenti a 7,8mmol/l).
Uricemia: quantità di acido urico presente nel sangue, i valori normali per le donne sono compresi tra 40 e 50mg/l, per gli uomini tra 50 e 60mg/l. Valori anomali sono spesso associati ad altri indici di rischio, quali l'obesità e il diabete.

Elettroforesi delle sieroproteine: consiste nel separare le proteine, presenti nel siero, in base al loro peso molecolare, sfruttando la "spinta" di un campo elettrico. Una volta separate, di solito in 5 gruppi principali, le proteine vengono quantificate.
Questo test serve ad escludere molte patologie che influenzano qualità e quantità delle proteine seriche.
Valori medi di riferimento:
Albumina 43g/l o 60%
Alfa 1 globulina 3g/l o 4%
Alfa 2 globulina 6g/l o 8%
Beta globulina 9g/l o 12%
Gamma globulina 12g/l o 16%
Continua su: http://www.dica33.it/argomenti/cardiologia/infarto/cuore_foto.asp
Oltre all'elettrocardiogramma + Diagnostica Naturale + Glicemia + Musicoterapia + Infarto, il rischio è scritto nei 
Geni  = Reale Rischio Congenito di CAD  = Terreno fisiologico anche per l'Infarto e malattie cardiache e non solo.

Danni dei Vaccini al Cuore e circolazione
Bibliografia
- "Complicazioni miocardiche delle vaccinazioni", Annals of Clinical Research 1978 Vol 10
- Perez Diaz R, "Pericardite post-vaccinazione: 2 casi clinici", Rev Cuba Med, 1:49-54, luglio- agosto 1962
- Larbre F, "Miocardite acuta fatale a seguito di vaccinazione da varicella", Pediatrie, apr.-maggio 1966, 21:345-350
- "Morte improvvisa tra reclute finlandesi [a seguito di danni cardiaci da vaccini]", British Med Journal, 1976

vedi: Bibliografia Danni dei vaccini  +  Bibliografia danni 2  +  1.000 studi sui Danni dei Vaccini

Ricordiamo anche che le alterazioni degli enzimi, della flora, del pH digestivo e della mucosa intestinale influenzano  la salute,  non soltanto a livello intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi parte dell'organismo.

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I mirtilli fanno bene al cuore
Mangiare i mirtilli potrebbe aiutare a scongiurare diversi fattori di rischio di diabete e malattie cardiovascolari. Questo è quanto sostenuto da uno studio presentato alla conferenza Experimental Biology tenutasi a New Orleans.
I benefici dei mirtilli sono dovuti al contenuto di fitochimici, sostanze chimiche di origine esclusivamente vegetale. Queste molecole specifiche sono benefiche per la salute e quelle dei mirtilli sono degli antiossidanti naturali chiamati antocianine.
E. Mitchell Seymour, ricercatore della University of Michigan, ha dichiarato: «Nello studio a lungo termine Women's Health Study, è risultato che le donne che seguivano un'alimentazione ricca di antocianine avevano un rischio notevolmente ridotto di malattia cardiaca». Il team ha condotto i propri studi su topi sovrappeso, alla cui alimentazione è stata aggiunta polvere di mirtilli. Dopo novanta giorni i topi che avevano mangiato mirtilli avevano meno grasso sull'addome, un miglior controllo degli zuccheri nel sangue e livelli di trigliceridi e colesterolo inferiori a quelli dei topi che non avevano mangiato mirtilli.
Fonte: AGI - Apr. 2009

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SEMEIOTICA BIOFISICA
Diagnosi clinica di cuore sano in UN SECONDO
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Reale Rischio Congenito di CAD + Diagnostica Naturale
L’esperimento di Lory ha dimostrato che in biologia esiste la realtà non locale accanto a quella locale (1, 2).
Nella realtà non locale l’informazione non viene trasmessa con dispendio di tempo e di energia, ma è “simultanea”, cioè avviene per un fenomeno analogo alla risonanza in Chimica, come insegna Paolo Manzelli (1). Inoltre, la realtà non locale è presente in un sistema biologico, a patto che fisiologico sia il locale livello di Energia-Vibratoria (↑ ATP), che così si trasforma in Energia-Informazione, con riduzione Energia-Materia (↓ Acido Piruvico → Acetil-Co-A).

Fig. 1 - Punto di controllo del riflesso gastrico

Questo e' un Fonendoscopio
La Semeiotica Biofisica Quantistica (SBQ), insegna che, con un semplice strumento chiamato fonendoscopio e l'auscultazione delle reazioni corporee  a stimoli sui "Trigger Point" adatti, e' possibile effettuare qualsiasi tipo di diagnosi organiche, tissutali, cellulari ecc., in 1 minuto e per qualsiasi sintomo=malattia

Da quanto brevemente scritto sopra, ne consegue che, nel sano,  se il medico esegue una stimolazione intensa (forte) dei trigger-points relativi ad un dato tessuto (nel nostro caso il cuore), “simultaneamente” tutte le correlate cellule parenchimali sono stimolate: il livello di energia libero endocellulare viene mantenuto dall’attivazione microcircolatoria di tipo I, associata, indotta dalla intensa stimolazione (1, 2) vedi Semeiotica Biofisica  + www.semeioticabiofisica.it - La pagina Tecnica1.

Nel sano, la “intensa” stimolazione di un sistema biologico non mostra “simultaneamente” il riflesso gastrico aspecifico, che compare ovviamente dopo il fisiologico tempo di latenza, direttamente correlato con l’intensità dello stimolo stesso, a seguito della locale acidosi indotta transitoriamente dall’ipertono simpatico a livello miocardio.
Se la pressione sopra qualsiasi trigger-point cardiaco è lieve-moderata: tempo di latenza del riflesso cardio-gastrico aspecifico 8 sec. esatti, indipendentemente dall’età dell’esaminando (Fig. 1).
Quando, invece, la stimolazione di un singolo  trigger-points  cardiaci (V dermatomero toracico di sinistra = proiezione cutanea cardiaca) è “intensa”, il tempo di latenza fisiologicamente sale, raddoppiando il valore precedente (tl = 16 sec.) in conseguenza dell’attivazione microcircolatoria coronaria, tipo I, associato, provocata dalla stimolazione.
Nel sano, supino e psicofisicamente rilassato con gli occhi aperti per ridurre la secrezione di melatonina, la pressione digitale “intensa” applicata sopra un punto qualsiasi della proiezione cutanea del cuore, non provoca “simultaneamente”  alcun riflesso gastrico aspecifico.
Al contrario, in presenza di una qualsiasi patologia cardiaca, ancorché circoscritta, come il Reale Rischio Congenito di CAD (3-10), “simultaneamente” con l’inizio della stimolazione “intensa”, il medico osserva un riflesso gastrico aspecifico, la cui entità, variabile da 0,5 cm. a 2 cm., è correlata con la gravità della sottostante malattia. In caso di infarto, anche pregresso, il riflesso gastrico aspecifico è simultaneo all’inizio della stimolazione del trigger-point cardiaco.

In conclusione, la Semeiotica Biofisica Quantistica consente al medico di riconoscere in un secondo se il cuore dell’esaminando è sano o malato, a partire dalla nascita ovviamente.
Nel secondo caso, il medico procede immediatamente ad un approfondimento diagnostico, utilizzando la semeiotica fisica quantistica, come ho illustrato in precedenti lavori, pubblicati all’estero (3-10).

Ecco i miei tre lavori su questo tema e la relativa terapia:
- Stagnaro Sergio.  Bedside recognizing Inherited CAD Real Risk. www.natura.com 21 May, 2008.
http://network.nature.com/forums/pmgs/1587?page=1#reply-4262

- Stagnaro Sergio.  Role of Coronary Endoarterial Blocking Devices in Myocardial Preconditioning - c007i. Lecture, V Virtual International Congress of Cardiology, 2007. http://www.fac.org.ar/qcvc/llave/c007i/stagnaros.php

- Stagnaro Sergio.  Bedside Evaluation of CAD biophysical-semeiotic inherited real risk under NIR-LED treatment. EMLA Congress, Laser Helsinki August 23-24, 2008. "Photodiagnosis and photodynamic therapy", Elsevier, Vol. 5 suppl 1 august 2008 issn 1572-1000.
 

Bibliografia.
1) Stagnaro Sergio e Paolo Manzelli. Semeiotica Biofisica: Realtà non-locale in Biologia. Dicembre 2007,
http://www.ilpungolo.com/leggi-tutto.asp?IDS=13&NWS=NWS5217

2) Stagnaro Sergio e Paolo Manzelli.  L’Esperimento di Lory. Scienza e Conoscenza, N° 23, 13 Marzo 2008.
http://www.scienzaeconoscenza.it//articolo.php?id=17775

3) Stagnaro S. A clinical efficacious maneouvre, reliable in bed-side diagnosing coronary artery disease, even initial or silent, as well as "heart coronary risk". 3rd Virtual International Congress of Cardiology, FAC,2003,

http://www.fac.org.ar/tcvc/marcoesp/marcos.htm
4) Stagnaro Sergio.Biophysical Semeiotic Constitutions, Genomics, and Cardio-Vascular Diseases. BMC Cardiovascular Disorders, 2004,

http://www.biomedcentral.com/1471-2261/4/20/comments#95454  
5) Stagnaro Sergio Endothelial cell function can ameliorate under safer drugs, such as Melatonin-Adenosine. BMC Cardiovascular disorders. 2004
http://www.biomedcentral.com/1471-2261/4/4/comments
6)  Stagnaro-Neri M., Stagnaro S. Deterministic Chaos, Preconditioning and Myocardial Oxygenation evaluated clinically with the aid of Biophysical Semeiotics in the Diagnosis of Ischaeemic Heart Disease even silent. Acta Medica Mediterranea 13, 109-116, 1997.

7) Stagnaro Sergio.  Role of Coronary Endoarterial Blocking Devices in Myocardial Preconditioning - c007i. Lecture, V Virtual International Congress of Cardiology, 2007.

http://www.fac.org.ar/qcvc/llave/c007i/stagnaros.php
8) Stagnaro Sergio.
New bedside way in Reducing mortality in diabetic men and women. Ann. Int. Med. 2007 http://www.annals.org/cgi/eletters/0000605-200708070-00167v1
9) Stagnaro Sergio.
Newborn-pathological Endoarteriolar Blocking Devices in Diabetic and Dislipidaemic Constitution and Diabetes Primary Prevention. The Lancet. March 06 2007.

http://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140673607603316/comments?totalcomments=1
10) Stagnaro Sergio. Bedside recognizing diabetics with or without CHD real risk or silent CHD. BMC Cardiovascular Disorders 2006, 6:41    http://www.biomedcentral.com/1471-2261/6/41/comments#243544

Tratto da: http://www.fcenews.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1218&Itemid=47

By Sergio Stagnaro (medico)

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TEST per l'INFARTO
Nell'incertezza due test rapidi rispondono prima che sia troppo tardi. Veloci, mini-invasivi, economici ed europei. Provengono infatti dal vecchio continente due studi pubblicati sul New England Journal of Medicine che potrebbero rivoluzionare le corsie del pronto soccorso. Le emergenze per attacchi cardiaci sono oltre 15 milioni, solo tra Europa e Stati Uniti. Non sempre pero' il paziente che arriva mano al petto lamentando dolori lancinanti, ha un principio di infarto.
L'esame tradizionale e' l'elettrocardiogramma, non sempre risolutivo. Oppure si rileva la presenza di una proteina, la troponina, presente nel muscolo cardiaco. Peccato che quando questa supera la soglia di guardia, 4-8 ore dopo l'infarto, gli effetti devastanti sul cuore potrebbero gia' esserci stato.
Il primo studio e' stato condotto dal Policlinico Universitario di Basilea (Svizzera). Prelevati campioni di sangue da 718 pazienti con sintomi da infarto presunto, i medici hanno stabilito l'accuratezza dei nuovi test messi a punto da Abbott e Siemens.
Stesso copione in Germania,alla Johannes Gutenberg University di Mainz: testati 1.818 pazienti.

I risultati sono stati piu' che positivi per entrambe le tecniche diagnostiche: i nuovi test hanno scovato l'infarto nel 94-96% dei casi, rispetto all'85-90% delle tecniche gia' in uso.

Commento NdR: tutto cio' e' buona cosa, l'aver migliorato le indagini per l'infarto, ma si deve ricordare che la Medicina Naturale ha un semplice test, senza macchinari, ne' analisi di laboratorio, che permette di conoscere in ANTICIPO se il soggetto e' predisposto dal suo "terreno" all'infarto, come ben indicato qui in questa pagina dal dott. S. Stagnaro.

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Segno di Caotino: Un Dito Premuto sul Precordio.....
Pre-cor-Dio =
parola che è un sostantivo maschile che significa:
1) [anatomia] la regione anteriore del torace in corrispondenza del cuore;
2) [plurale letterario] membrana che avvolge il cuore e gli altri organi interni del torace, anticamente ritenuta sede dei sentimenti e degli affetti;
3) [figurato] la parte più intima dell'animo: commuoversi fino ai precordi.

......Previene l'Infarto Miocardico
!

Pubblicato da Sergio Stagnaro Ven, 09/04/2010 - Fonte: BLOG di Caotino LINKS

Nella Fonte si legge un vibrante J'ACCUSE rivolto a TUTTI, pazienti, Medici, incluse le competenti Autorità sanitarie, giornalisti, ecc., da un Uomo di Dio, che per la sua intelligenza ed il suo Amore, merita che gli dedichi un Segno che, UN GIORNO, cambierà la Cardiologia Medica: Il Segno di Caotino.

La previsione è di natura scientifica: può, infatti, essere falsificata facilmente anche dallo Scolaretto di Gregory (Bateson, naturalmente).

In modo UNIVOCO, Caotino nella Fonte citata scrive: se improvvisamente muore un vostro familiare,  parente o amico, "apparentemente"  sano, senza alcun preavviso secondo la semeiotica fisica accademica, ortodossa, ANCHE voi siete COLPEVOLI come  Medici e i sopra nominati autorevoli rappresentanti della Medicina, A MIO GIUDIZIO, tutti Fans di Bellarmino, ma mascherati da Galileo !

Nessuno potrà dire domani: IO NON SAPEVO !

Galileo faceva esperimenti, rotolando le PALLE lungo piani inclinati. Perchè oggi NESSUNO, in possesso di un fonendoscopio, vuole ripetere il seguente, semplicissimo esperimento ?
 

SEGNO di CAOTINO:  nel SANO, quindi in assenza ANCHE di Reale Rischio Congenito di cardiopatia (aritmia, coronaropatia, valulopatia, eccetera), la pressione DIGITALE "intensa" (= entanglement quantistico delle componenti del sistema biologico esaminato ! vedi: LINKS) NON  PROVOCA "SIMULTANEAMENTE" NESSUNA MODIFICAZIONE DEL VOLUME GASTRICO !
Il refilesso gastrico aspecifico è assente se valutato "simultaneamente": chi non conosce la Semeiotica Biofisica Quantistica richieda alla sua ASL una SPECT gastrica: Single Photon Emission Computerized Tomography!

Al contrario, nel paziente con Reale Rischio Congenito di cardiopatia oppure con CARDIOPATIA in atto, magari SILENTE, NON diagnosticata,  iniziale, nella condizione sperimentale descritta, "simultaneamente" appare il RIFLESSO gastrico aspecifico,valutato con un fonendoscopio o con la SPECT, i cui valori parametrici sono in relazione alla gravità della sottostante cardiopatia!

Ovviamente, riconosciuto un danno cardiaco asintomatico, il medico esperto in Semeiotica Biofisica Quantistica, procede nell'iter diagnostico e pone la corretta diagnosi. Chi non conosce la Semeiotica, invierà, more solito,  IMMEDIATAMENTE il paziente, solo apparentemente SANO, al Pronto Soccorso !


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Un infarto e' provocato (NdR: in modo secondario e NON primario) dalla presenza di virus o batteri estranei (eterologi) nelle coronarie della persona colpita.
ANSA - Milano, 7 Ott. 2009 - E' determinante la risposta del sistema immunitario a questa 'invasione'.
Lo hanno scoperto i ricercatori dell'Ospedale S. Raffaele di Milano.''Non conosciamo l'agente esterno che stimola il sistema immune- spiegano i coordinatori dello studio - ma ora siamo in grado di cercarlo, visto che abbiamo a disposizione la traccia specifica che ha lasciato''.

Commento NdR: ...come volevasi dimostrare che alla base di OGNI malattia vi e' un flora batterica disequilibrata, alterata ed una introduzione di virus, cioe' di proteine tossiche a DNA estranei, introdotti per esempio con i Vaccini, generando immunodepressione e quindi facilita' alla somatizzazione di qualsiasi malattia !


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Infarto, il rischio è scritto nei geni
In uno studio indipendente, si è evidenziato come le regioni geniche individuate favoriscano la formazione di placche aterosclerotiche nelle arterie coronariche

Il più grande studio mai realizzato sui fattori genetici associati agli attacchi cardiaci ha identificato nove regioni genetiche che sembrano aumentare il rischio di infarto del miocardio precoce. Il rapporto del Myocardial Infarction Genetics Consortium, basato sui dati relativi a una coorte di 26.000 individui in 10 Paesi, sarà pubblicato sulla rivista “Nature Genetics”.
"Per molti decenni, si è osservato come il rischio di un attacco di cuore - una delle principali cause di morte e disabilità nel mondo occidentale – abbia una notevole familiarità, legata alle differenze genetiche”, ha commentato Sekar Kathiresan, direttore della divisione di Cardiologia preventiva del
Massachusetts General Hospital (MGH) e coautore dell’articolo. "Ora abbiamo individuato specifiche mutazioni di singolo nucleotide, le cosiddette SNP, che sono con probabilità connesse con un aumento del rischio famigliare di attacco di cuore.”

Le associazioni significative con il rischio di infarto giovanile sono state trovate per comuni SNP in nove regioni genetiche. Tre di esse sono state identificate per la prima volta; e si è riscontrato, in uno studio indipendente, come esse favoriscano la formazione di placche aterosclerotiche nelle arterie coronariche.

Per analizzare l’effetto ereditario associato alle SNP, a ciascun partecipante allo studio è stato assegnato un “punteggio genotipico”, ovvero un parametro di rischio: si è così riscontrato come coloro che possedevano il più alto numero di varianti associate al rischio avevano anche un rischio doppio di insorgenza precoce di attacco di cuore rispetto a coloro che ne avevano un numero minimo. Sebbene l’incremento del rischio associato a un singolo SNP sia limitato, le informazioni ottenute sono ritenute preziose.

"Una delle varianti è stata identificata a carico di un gene chiamato PCSK9, che è stato identificato originariamente nel 2003", ha concluso Kathiresan. "Uno studio esteso di quella regione genica ha portato a un miglioramento significativo della comprensione della biologia dell’aterosclerosi e degli attacchi cardiaci e ha portato a notevoli sforzi per sviluppare farmaci mirati.
Per questo siamo fiduciosi che lo studio delle varianti appena mappate possa portare a risultati simili. E poiché abbiamo già metodi efficaci per ridurre il rischio di eventi cardiovascolari, i soggetti a più alto rischio genetico potrebbero beneficiare di un intervento precoce”. (fc)
Tratto da: lescienze.espresso.repubblica.it

Commento NdR: questo studio DIMOSTRA come anche l'infarto sia una questione di TERRENO, il quale modifica i geni e quindi e' e' il Terreno che genera le malattie !

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Verso la mappa genetica del rischio di infarto - Cinque nuovi studi su Nature Genetics analizzano le associazioni tra varianti e probabilità di essere colpiti da malattie cardiovascolari

Nuove varianti del DNA associate al rischio di infarto sono riportate in cinque articoli pubblicati online questa settimana su Nature Genetics. Uno di questi riporta i risultati del più grande studio eseguito finora sui fattori genetici che predispongono alle malattie cardiovascolari: è durato oltre dieci anni, ha coinvolto circa 26 mila persone e vi hanno partecipato sei gruppi di ricerca di vari paesi (Myocardial Infarction Genetics Consortium), tra cui l'Italia con le università di Parma e Milano.
Grazie al loro lavoro sono stati identificati tre nuovi polimorfismi (mutazioni che coinvolgono una sola “lettera” del codice di un gene e alterano il normale processo di sintesi delle proteine) strettamente associati  con il rischio di infarto precoce. Inoltre sono state confermate le associazioni tra altre sei mutazioni e la predisposizione alle malattie cardiache, già identificate in studi precedenti. Una di queste sembra favorire la formazione di placche arterosclerotiche nelle coronarie.
Lo studio si è avvalso di una serie di strumenti sviluppati negli ultimi anni, come la mappa internazionale dei polimorfismi umani (International Haplotype Map) o tecniche che permettono lo screening simultaneo di centinaia di migliaia di geni per contarne le copie.

Un'altra associazione tra un Snp e rischio di infarto è stata identificata sul cromosoma 12q24 in una ricerca internazionale guidata dalla compagnia bio-farmaceutica deCODE. Gli studiosi di quattro continenti hanno analizzato il genoma di oltre diecimila islandesi, trovando che la stessa mutazione influisce anche sul processo che controlla il numero di particolari globuli bianchi (eosinofili) che mediano i processi infiammatori.

La probabilità di essere colpiti da infarto del miocardio dipenderebbe, poi, dal gene Brap - le cui varianti sono state individuate in un nuovo studio condotto da Toshihiro Tanaka, del Center for Genomic Medicine -, mentre Jeanette Erdmann dell’Università di Lübeck e colleghi hanno identificato mutazioni di una gene sul cromosoma 3 legate ad altre patologie dell’apparato cardio-circolatorio. L’ultimo studio, condotto da David-Alexandre Tregouet dell’Università Pierre & Marie Curie, analizza le varianti di tre geni localizzati sul cromosoma 6. Uno di questi produce la componente più importante delle lipoproteine, noti fattori di rischio per le malattie coronariche. “Per quanto l'aumento di rischio associato con gli Snp sia piccolo”, commentano i ricercatori del Myocardial Infarction Genetics Consortium, “una mappa delle varianti che predispongono all'infarto potrebbe diventare uno strumento molto utile per diagnosi precoci”. (m.s.) - Tratto da: galileonet.it

Commento NdR: ma questo e' esattamente cio' che da ANNI afferma il dott. S. Stagnaro !! inoltre Egli ha ideato un esame NON costoso per diagnosticare in 1 secondo il Terreno propizio all'infarto !
Infatti egli ha quindi inviato un commento tempo fa agli autori ed editori... ed anche a Galileone.it, dal titolo:
 "
Ma è ovvio che se esiste il Reale Rischio Congenito di CAD"

1) Stagnaro-Neri M., Stagnaro S. Introduzione alla Semeiotica Biofisica. Il Terreno Oncologico. Travel Factory, Roma, 2004. http://www.travelfactory.it/semeiotica_biofisica.htm
2) Stagnaro S., Diagnosi percusso-ascoltatoria delle alterazioni emoreologiche precoci nelle arteriopatie periferiche clinicamente silenti. I Congr. Naz. Soc. It. di Emoreologia. Atti, pag. 51. 30 Giugno-2 Luglio, 1982, Siena.
3) Stagnaro-Neri M., Stagnaro S., Auscultatory Percussion Evaluation of Arterio-venous Anastomoses Dysfunction in early Arteriosclerosis. Acta Med. Medit. 5, 14, 1989.
4) Stagnaro-Neri M., Stagnaro S., Deterministic Chaos, Preconditioning and Myocardial Oxygenation evaluated clinically with the aid of Biophysical Semeiotics in the Diagnosis of ischaemic Heart Disease even silent. Acta Med. Medit. 13, 109, 1997.
5) Stagnaro Sergio. Biophysical-Semeiotic Bed-Side Detecting CAD,
even silent, and Coronary Calcification.
4to Congreso International de Cardiologia por Internet, 2005,
http://www.fac.org.ar/ccvc/marcoesp/marcos.php 
6) Stagnaro S.-Neri M., Stagnaro S., Sindrome di Reaven, classica e variante, in evoluzione diabetica. Il ruolo della Carnitina nella prevenzione del diabete mellito. Il Cuore.
6, 617 (Medline)
7) Stagnaro S. Newborn-pathological Endoarteriolar Blocking Devices in Diabetic and Dislipidaemic Constitution and Diabetes Primary Prevention. The Lancet. March 06 2007. http://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140673607603316/comments?totalcomments=1 
8) Stagnaro Sergio.  Role of Coronary Endoarterial Blocking Devices in Myocardial Preconditioning - c007i. Lecture, V Virtual International Congress of Cardiology. http://www.fac.org.ar/qcvc/llave/c007i/stagnaros.php
9) Stagnaro S. New bedside way in reducing mortality in diabetic men and women. Ann. Int. Med.
http://www.annals.org/cgi/eletters/0000605-200708070-00167v1)

Infatti ogni alterazione genetica è correlata a modificazioni dell'attività biologica del sistema il cui parenchima mostra le mutazioni genetiche (Stagnaro Sergio. Biological System Functional Modification parallels Gene Mutation. www.Nature.com, March 13, 2008,http://blogs.nature.com/nm/spoonful/2008/03/gout_gene.html).

E' assai più agevole, completa e meno COSTOSA la valutazione Semeiotico-Biofisica-Quantistica del modo di essere e funzionare di un Sistema Biologico, che andare alla ricerca delle mutazioni genetiche costose e OGGI solo in piccola parte conosciute.

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Il dott. S. Stagnaro in caso di infarto, consiglia:
Due compresse la sera (prima di coricarsi) di Melatonina-Coniugata, secondo la preparazione galenica Di  Bella-Ferrari, che TRA gli ALTRI meccanismi d'azione, attiva il microcircolo anche coronarico; quando vi e' un qualsiasi tipo di aritmia, il riflesso atri-gastrico aspecifico mostra un tempo di latenza ridotto e una durata di 4 sec. o più, espressione di ipossia istangica !  SEMPRE, in tutti i casi.
Innalzando il livello di energia, libera atriale,  LENTAMENTE (anche un anno !) l'aritmia scompare.
Le  aritmie extra-sistoliche con la melatonina si riducono di molto e con l'aggiunta di applicazioni di NIR-LED (Near Infra Red- Light Emitting Diode = Low Level Laser Therapy = LLLT = diodi a luce a certe lunghezze d'onda = rosso e blu),  facilmente scompaiono. I meccanismi d'azione sono gli stessi: incremento della respirazione mitocondriale !
Vedi anche: Diabete Mellito - 2

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La musica ha un'incidenza positiva sul battito cardiaco e sulla nostra capacita' di autoregolazione.
"Lo abbiamo verificato in uno studio basato sull'evidenza", gioisce Vera Brandes, direttrice del programma di ricerca di medicina musicale dell'Universita' privata Paracelsus di Salisburgo. Ed e' possibile che una musica adatta sia in grado di ridurre in modo durevole la pressione sanguigna.
La ricerca ha gia' mostrato che la musica adottata per l'esperimento (composta per l'occasione, allo scopo di evitare  condizionamenti psicologici e fisiologici ) aumenta, dopo quattro settimane, la variabilita' della frequenza cardiaca (HRV). E' cosa buona giacche' piu' alta e' la variabilita', maggiore e' la capacita' dell'organismo di autoregolarsi. Un battito cardiaco troppo regolare e' infatti un fattore di rischio, e una HRV ridotta e' anche sintomo di pressione del sangue troppo alta e di depressione.
L'esperimento e' pubblicato sulla rivista Psychosomatic Medicine


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Cinque secondi per prevenire l’infarto - Un esame non invasivo permetterà di osservare il 97% delle lesioni
Cinque secondi per fotografare il cuore in tre dimensioni. La Tac a 64 strati, l’ultima frontiera della tecnologia medica, sta rivoluzionando la diagnosi delle malattie cardiache. E’ più sicura di una coronarografia perché non è invasiva e non richiede cateteri (e c’è chi dice che presto la sostituirà). E’ più accurata di un elettrocardiogramma, che dà soltanto un’idea generale della salute del cuore. E’ più precisa degli ultrasuoni che forniscono immagini di bassa risoluzione. «E’ un progresso eccezionale — commenta Roberto Ferrari, direttore del Dipartimento di cardiologia dell’Università di Ferrara.
  
Bastano pochi minuti per "ricostruire", grazie alle immagini della Tac elaborate da un software, una coronarografia in modo incruento». Ferrari è il vice- presidente entrante della Società europea di cardiologia che inaugura il suo congresso annuale sabato prossimo a Stoccolma e che dedica ampio spazio alla nuova diagnostica per immagini.
«Non solo la Tac multistrato è meno invasiva della coronarografia — commenta Giuseppe Specchia, direttore del dipartimento di cardiologia del Policlinico di Monza — ma è anche molto precisa: trova le lesioni, quando ci sono, nel 97% dei casi.
 Ed è talmente veloce che può essere utilizzata anche nei pazienti con un battito cardiaco accelerato».
  
Al Policlinico di Monza l’équipe di Specchia e del radiologo Toufic Khouri utilizzano dal dicembre scorso una Tac multistrato che ha il software più avanzato d’Italia; un’altra è installata all’Università di Roma e un terza (ma in questo caso sarà una Tac-Pet e riuscirà anche ad analizzare il metabolismo del cuore) è in arrivo all’Università di Ferrara, nel Dipartimento di cardiologia.
 Al momento attuale, però, la Tac multistrato non è indicata per tutti. Primo perché costa. Secondo perché esiste un problema di radiazioni: è bene non eseguirla più di due volte perché le radiazioni per singolo esame sono dalle 50 alle 80 volte più elevate rispetto alla quantità assorbita per una radiografia dei denti. Terzo perché rischierebbe di creare falsi malati.
 «I candidati ideali—continua Ferrari — sono per ora i pazienti che hanno subìto un bypass, poi i portatori di stent, cioè di dispositivi che tengono aperte le coronarie. Infine tutti i pazienti ad alto rischio di malattia coronarica».
  
E’ un esame che potrebbe salvare la vita a molte donne. Spesso infatti nel sesso femminile le malattie di cuore si presentano in maniera subdola: con dolore, ma senza segni all’elettrocardiogramma. Proporre una coronarografia sarebbe eccessivo, ma un Tac non darebbe fastidio alla paziente e potrebbe risolvere la questione. L’importante è non abusare di questa sofisticata tecnologia: se usata per generici check up del cuore potrebbe rivelare lesioni silenziose e del tutto innocue e portare a interventi inutili. «Non bisogna mai dimenticare — mette in guardia Specchia— che tutto va sempre valutato con la clinica, altrimenti si creano le malattie soltanto in base all’iconografia. Non è detto poi che tutte le ostruzioni delle coronarie debbano essere operate: in certi pazienti può bastare un trattamento farmacologico più aggressivo».
  
L’unico esame che può competere con la Tac multistrato è la risonanza magnetica che non presenta il problema delle radiazioni, ma alcuni limiti sì: il panico che provoca in certe persone e il fatto che non può essere utilizzata su chi ha protesi metalliche. Tutte queste nuove tecniche rappresentano comunque un passo in avanti sulla strada di quello che i medici chiamano «one stop shopping » cioè la possibilità, per il futuro, di eseguire un’unica indagine non invasiva che permetta di vedere quello che gli attuali esami vedono singolarmente, cioè l’anatomia da un lato o la funzionalità dall’altro.
Tratto da: molecularlab.it - Fonte: Corriere.it  - 02/09/2005


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Perchè gli animali non sono soggetti ad attacchi cardiaci mentre una persona su due ne rimane vittima ?
Gli animali non sono soggetti ad attacchi cardiaci perche' il loro organismo produce grandi quantità di vitamina C. La vitamina C ottimizza la produzione di collagene e di altre molecole di rinforzo.
Di conseguenza le pareti delle arterie si stabilizzano, prevenendo così depositi aterosclerotici, attacchi cardiaci ed ictus.
Gli esseri umani non sono in grado di produrre una singola molecola di vitamina C con il proprio organismo e inoltre assumono solitamente poche vitamine nell'alimentazione. Conseguenze inevitabili sono pertanto l’indebolimento delle pareti arteriose e I'aterosclerosi.
La causa principale della diffusione epidemica della malattia cardiovascolare e pertanto la carenza cronica di vitamine e non gli elevati livelli di colesterolo.
La prima terapia (brevetto mondiale) per la regressione naturale della malattia cardiovascolare: Quando la parete arteriosa è indebolita dalla carenza di vitamine, l’organismo mobilita i suoi meccanismi di difesa: milioni di particelle di grasso (lipoproteine) si depositano sulla parete arteriosa attraverso una specie di «nastro adesivo» biologico che a lungo andare porta ad aterosclerosi, occlusione delle arterie, attacchi cardiaci e ictus.
Oggi questi depositi aterosclerotici si possono ampiamente prevenire e ridurre con agenti naturali "Teflon" che neutralizzano queste proprietà adesive.
La prima generazione di agenti antiaderenti "Teflon" della parete arteriosa, sono gli amminoacidi naturali lisina e prolina, che diventano ancora più efficaci se combinati con altre vitamine.
Un vecchio sogno dell'umanità diventa realtà: la regressione naturale della malattia cardiovasco­lare senza ricorrere all'angioplastica o all'intervento di bypass.
Sintesi del testo tratto dal libro "Perché gli animali non sono soggetti ad attacchi cardiaci e gli uomini sì" -
autore e' il Dott. Mathias Rath, M.D.
 

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Scoperte cellule complici infarto
Scoperto il coinvolgimento di un tipo di cellule immunitarie conosciute nelle allergie, i globuli bianchi eosinofili, nell'infarto.
Il risultato ottenuto da un gruppo di ricercatori dell'Universita' di Verona e' stato possibile grazie a uno studio pubblicato di recente sulla rivista Nature Genetics insieme a un secondo lavoro internazionale cui l'ateneo scaligero ha a sua volta preso parte e che ha permesso di isolare un gran numero di geni legati all'infarto.
By ANSA – Roma, italy, 4 Mar. 2009

Micobatteri e problemi cardiovascolari
Entro la fine del secolo scorso, a dispetto di più di un centinaio di anni di ricerca e osservazione clinica al contrario, la medicina abbandonato il legame tra l'infezione e l'aterogenesi, non perché si fosse mai dimostrato sbagliato, ma perché non in sintonia con le tendenze di un istituto di cura convinto che le  malattie croniche come le malattie di cuore dovevano  essere multifattoriali, degenerative e non infettive.
Eppure era l'incapacità stessa di "stabiliti" fattori di rischio come l'ipercolesterolemia, l'ipertensione e il fumo, di spiegare completamente l'incidenza e l'evoluzione delle malattie cardiovascolari che hanno portato storicamente a cercare una causa infettiva, una ricerca che ha avuto inizio più di un secolo fa.
Oggi, la metà delle vittime di attacco di cuore degli Stati Uniti hanno livelli di colesterolo accettabili e il 25% o più non hanno alcuna di "rischio di fattori "associata a malattie cardiache, tra cui il fumo, l'ipertensione o l'obesità, la maggior parte dei quali non sono in contrasto con l'essere causata da infezione.
Anche l’assalto del caso della più recente rivista tradizionalista del 2003, JAMA, a 'sfatare' quello che chiamano il "50%, mito fattore di rischio" rientra tristemente ed in breve sotto esame, iIn un gruppo di 30% che è morto di malattia di cuore con un colesterolo di almeno 240 mg / dl, una condizione che esisteva anche nel 21% di coloro che non sono morti durante lo stesso periodo.
E la sovrapposizione era evidente in tutta le cosiddette categorie di rischio. In tale controllo, l'autore principale della Groenlandia ha ammesso che se l'obesità, l'inattività e cholesterolemia elevata negli anziani sono inclusi, quasi tutti hanno un fattore di rischio e ha paragonato il dilemma a persone che fanno o non finiscono con la malattia di cuore fino alla sensibilità di persone che sono esposti alla tubercolosi ma non alla malattia.
In Infezioni e Aterosclerosi: nuovi indizi da una vecchia ipotesi ? Nieto ha sottolineato la necessità di estendere il possibile ruolo degli agenti infettivi al di là delle tre infezioni che hanno negli ultimi anni, sono al centro della ricerca: Citomegalovirus (CMV), Chlamydia pneumoniae e pylori Helicobactor [39].
Parti di malattie da micobatteri forniscono interessanti connessioni alle malattie cardiache. Non solo è l'unico microrganismo  tubercolosico a dipendere dal colesterolo per la sua patogenesi, ma le mappe del CDC per le malattie cardiovascolari hanno una notevole similarita’ a quelli dei tassi di casi di TBC statali e regionali.
Ellis, Hektoen, Osler, McCallum, Swartz, Livingston e Alexander-Jackson hanno visto tutti le evidenze cliniche e di laboratorio di una relazione causale tra i micobatteri e malattie cardiache. E Xu ha dimostrato che le proteine
​​dei micobatteri origine, hanno effettivamente portato ad aterosclerosi sperimentale in animali da laboratorio.
Inoltre dei marcatori presenti, hanno suggerito come indicatori per la suscettibilità, malattie cardiache come il C-Reactive Protein (CRP), interleuchina-6 e omocisteina sono similmente elevati in tubercolosici.
È necessario, dunque, pertanto di esplorare il legame tra malattie cardiache e la tubercolosi tipica ed atipica.

Commento NdR: anche in questo caso i medici e ricercatori NON comprendono come nasce la malattia.....


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Le pagine di questo sito contengono i risultati del Progetto Cuore: è possibile consultare le carte di rischio cardiovascolare e il punteggio individuale, due strumenti utili per valutare la probabilità di essere colpiti da un evento cardiovascolare maggiore (infarto del miocardio, ictus) nei successivi 10 anni conoscendo il valore dei propri fattori di rischio. Sono disponibili i dati relativi alla distribuzione dei fattori di rischio e alla frequenza delle malattie cardiovascolari negli uomini e nelle donne di età media. Tratto da: http://www.cuore.iss.it/

L'alimentazione e' alla base  di ogni tipo di malattia, che non derivi da traumi, avvelenamenti o da farmaci e Vaccini, mangiate quindi POCHI carboidrati, aumentate la frutta e le verdure fresche (crude) ed eliminate i dolci - mangiate di tanto in tanto proteine animali (meglio pesce e carne di uccello e pochi formaggi) siate quindi tendenzialmente vegetariani ! 
vedi: Consigli Alimentari

NORME per il CONTROLLO dell'IPERTENSIONE ARTERIOSA e la RIDUZIONE del RISCHIO CARDIOVASCOLARE
1)  Mantenere il giusto peso corporeo. Ridurre il soprappeso e soprattutto obesità, (indice di massa corporea al di sotto di  27.3 per le donne e di 27.8 per gli uomini).
2)  Attenzione ai cibi: dare la preferenza agli alimenti vegetali ricchi in potassio
3)  Ridurre l’apporto di sale a non più di 2-3 grammi al giorno, meglio niente.
4)  Svolgere una regolare attività fisica, non intensiva.
5)  Bandire il fumo e le droghe.
6)  Consumare non più di 10 grammi al giorno di alcool, pari a a circa 250 cc di vino
7)  Ridurre lo stress psico-fisico eccessivo.
8)  Misurare periodicamente la pressione arteriosa ed annotarne i valori.
9)  Se la pressione è alta seguire attentamente la terapia prescritta, assumere immediatamente delle pastiglie di aglio e biancospino in forti dosi.
10) L’ obiettivo è mantenere valori pressori inferiori a 140/90 mmHg, od ancora più bassi (< 130/80  mmHg), se si è   diabetici o nefropatici.
11) La glicemia a digiuno dovrà essere inferiore a 110 mg/dl.
12) Il livello ottimale di colesterolemia totale è inferiore a 200 mg/dl, mentre quello del colesterolo LDL (che si può calcolare sottraendo al valore della colesterolemia totale quello del HDL colesterolo ed un quinto del valore dei trigliceridi) dovrà essere inferiore a 130 mg/dl in presenza di 2 o più fattori di rischio ed inferiore a 100 mg/dl in soggetti che sono già affetti da malattia coronarica, da diabete mellito o con rischio cardiovascolare globalmente elevato.
13) Il livello dei trigliceridi dovrà essere inferiore a 150 mg/dl e quello dell’HDL colesterolo  maggiore di 40 mg/dl.
Continua su: http://www.farmasalute.it/Percorsi/circolazione/ipertensione_norme.asp  
http://www.farmasalute.it/Percorsi/Cardiologia/index.asp

Commento
NdR: non siamo d'accordo per il consumo di Vino che in questi casi DEVE essere abolito, perche' l'alcool in esso contenuto disturba anche la flora batterica intestinale creando disbiosi, infiammazioni ed infine malassorbimento e quindi malnutrizione; la cosa molto piu' importante e' l'alimentazione adatta = Crudismo !
 

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Il particolato fine "scarica" il cuore 
Quando a Dublino venne proibita la vendita del carbone, le concentrazioni di particolato crollarono del 70 per cento in 72 mesi, e le morti per malattie cardiovascolari del 10 per cento -  vedi Nanoparticelle 
Il particolato fine che inquina l'aria delle città può esercitare effetti negativi sulle capacità di conduzione elettrica del cuore di persone che soffrono di cardiopatie severe. Lo riferisce un articolo pubblicato sulla rivista Circulation: Journal of the American Heart Association, in cui viene illustrata una ricerca condotta presso la Harvard University a Boston.
Il controllo della conduzione elettrica cardiaca su pazienti precedentemente ospedalizzati è stata monitorata attraverso un Holter per rilevare essenziali depressioni del segmento ST sull'elettrocardiogramma, e confrontarlo poi con i livelli di particolato.
Un segmento ST depresso può essere spia di un'insufficiente afflusso di sangue al cuore o di un'infiammazione a carico dl muscolo cardiaco.
"Abbiamo trovato che un innalzamento del particolato fine, proveniente dal traffico o meno, è predittivo di una depressione del segmento ST", ha spiegato Diane R. Gold. che ha diretto lo studio, osservando che le modificazioni nel segmento ST riscontrate non erano associate ai sintomi dei pazienti, i quali erano stati ricoverati per controllare lo stato delle loro coronarie. "Gli effetti erano maggiori nel mese successivo alla dimissione dall'ospedale e per quelli che avevano già subito un infarto o erano diabetici."
"Quando a Dublino venne proibita la vendita del carbone, le concentrazioni di particolato crollarono del 70 per cento in 72 mesi, e le morti per malattie cardiovascolari del 10 per cento", ha ricorda la Gold, citando uno studio del 2002, per poi proseguire: "Il nostro studio fornisce un ulteriore razionale per evitare o ridurre l'esposizione a un traffico pesante dopo una eventuale dimissione dall'ospedale, anche per quanti non abbiano subito un infarto, e questo sia per lo stress che provoca, sia per l'esposizione al particolato".
"Ora servono nuove ricerche per valutare se la depressione del segmento ST correlata all'inquinamento atmosferico sia legata a un accresciuta infiammazione cardiaca, a un ridotto afflusso di ossigeno, allo stress ossidativo o a un aumento del rischio di aritmie", ha concluso la Gold. (gg)
Tratto da: lescienze.espresso.repubblica.it


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PERICOLO FARMACI APPROVATI dalla FDA
Negli Usa avrebbero provocato in 5 anni oltre 27 mila infarti
Sono gli antinfiammatori come il Vioxx, appena ritirato. Lo scandalo si allarga. Nel mirino industrie e controlli.
By Renata Tinnii - L'Espresso" nr. 43 210/2004
C'era una volta un farmaco superstar, uno dei 52 medicinali nel mondo che vendono per più di un miliardo di dollari all'anno.
Ora la stella è tramontata. Il 30 settembre 2004 la Merck ha ritirato il Vioxx da tutte le farmacie per il sospetto, ormai tramutato in certezza, che questo antinfiammatorio, consigliato contro l'artrite e altri dolori cronici, possa aumentare il rischio di infarto e ictus. La botta è colossale. In termini sia di soldi che di salute. Solo in Italia viene cancellato d'un colpo un fatturato che lo scorso anno è stato di 124 milioni di euro, che poneva il farmaco al 19° posto nei consumi degli italiani.
E pensare che nel 2000, anno in cui è stato introdotto in Italia, era al 78° posto. Una bella scalata, aiutata da un potente apparato promozionale e dalla promessa che questo e altri medicinali della stessa classe seppur non uguali (come Arcoxia di Merck e Celebrex di Pfizer) potessero fare egregiamente il loro lavoro di "pain-killeC senza tutte quelle ulcere e sanguinamenti gastrici che accompagnano i vecchi antinfiammatori non-steroidei (Fans), tipo aspirina e ibuprofene.
Peccato che uno studio finanziato dalla stessa Merck, chiamato "Approve", abbia mostrato un aumento di guai al cuore in chi assumeva il farmaco per più di 18 mesi, rispetto al gruppo di controllo a cui veniva somministrato un placebo ( ... ).
 Intanto la palla di neve rotola e diventa ben presto valanga: lo stesso giorno in cui la Merck dichiara il ritiro dei Vioxx (dalla Food and Drug Administration filtra la voce che solo negli Stati Uniti i casi di infarto e morte da arresto cardiaco per l'uso dei farmaco dal 1999 al 2003 possono essere stimati intorno a 27 mila.
Lo studio, per la verità non ancora sottoscritto dall'agenzia americana, ma frutto delle proiezioni di un suo ricercatore su un campione di 1.400.000 pazienti, ha confrontato i diversi esiti al cuore in chi prendeva Vioxx rispetto al farmaco rivale Celebrex, della Pfizer. Quei 27 mila sarebbero gli infarti in più dei primo gruppo rispetto al secondo (...).
Un esperto della Fda americana aveva fiutato il pericolo: dall'alto però gli fu consigliato di tacere
 

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DOLORE AL TORACE ? - DUE FAST-TEST RILEVANO L'INFARTO  - E' infarto o no ? - (Asca) Roma, 27 ago 2009
 Nell'incertezza due test rapidi rispondono prima che sia troppo tardi. Veloci, mini-invasivi, economici ed europei. Provengono infatti dal vecchio continente due studi pubblicati sul New England Journal of Medicine che potrebbero rivoluzionare le corsie del pronto soccorso.
Le emergenze per attacchi cardiaci sono oltre 15 milioni, solo tra Europa e Stati Uniti. Non sempre pero' il paziente che arriva mano al petto lamentando dolori lancinanti ha un principio di infarto.
L'esame tradizionale e' l'elettrocardiogramma, non sempre risolutivo. Oppure si rileva la presenza di una proteina, la troponina, presente nel muscolo cardiaco. Peccato che quando questa supera la soglia di guardia, 4-8 ore dopo l'infarto, gli effetti devastanti sul cuore potrebbero gia' esserci stato.
Il primo studio e' stato condotto dal Policlinico Universitario di Basilea (Svizzera). Prelevati campioni di sangue da 718 pazienti con sintomi da infarto presunto, i medici hanno stabilito l'accuratezza dei nuovi test messi a punto da Abbott e Siemens.
Stesso copione in Germania,alla Johannes Gutenberg University di Mainz: testati 1.818 pazienti.
I risultati sono stati piu' che positivi per entrambe le tecniche diagnostiche: i nuovi test hanno scovato l'infarto nel 94-96% dei casi, rispetto all'85-90% delle tecniche gia' in uso.
 
Commento NdR: tutto cio' e' buona cosa, l'aver migliorato le indagini per l'infarto, ma si deve ricordare che la Medicina Naturale ha un semplice test, senza macchinari, ne' analisi di laboratorio, che permette di conoscere in ANTICIPO se il soggetto e' predisposto dal suo "terreno" all'infarto, vedi: sopra.

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Il Kudzu per la salute del cuore
Lo studio di un gruppo di scienziati dell'Alabama, pubblicato dal Journal of Agricultural and Food Chemistry" - 28/08/2009
L'estratto della sua radice regola glucosio, glicemia ed insulina ed abbassa la pressione arteriosa
Ricerche precedenti, avevano mostrato come il Il kudzu (Pueraria lobata), pianta già fondamentale nell'antica medicina cinese, fosse in grado di combattere gli eccessi dell'alcolismo.
Ora, alcuni medici affermano come tale vegetale possa essere usato per migliorare la salute del cuore.
In particolare, questo è il messaggio di una ricerca, condotta un gruppo di scienziati dell'Alabama, coordinati dal dottor J. Michael Wyss, e pubblicata dal "Journal of Agricultural and Food Chemistry".

Gli studiosi hanno lavorato con alcuni topi ipertesi, cui è stato somministrato un estratto di radice di Kudzu. Essi hanno così potuto osservare come il preparato riducesse i livelli di glucosio nel sangue, di glicemia ed insulina ed abbassasse la pressione arteriosa. Spiega il dottor Wyss: "Nonostante il meccanismo preciso per cui tutto questo avviene deve essere ancora definito, gli attuali risultati suggeriscono che integrare una dieta con supplementi a basi di radice di kudzu modula il glucosio, i lipidi e la pressione arteriosa".
I medici americani sono infatti convinti che il kudzu possa essere usato con profitto contro numerose malattie cardiovascolari, tra cui la sindrome metabolica - By Matteo Clerici  - Tratto da newsfoods.com

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IPERTENSIONE
Si stima che almeno il 30% della popolazione mondiale soffra d'ipertensione arteriosa.
Ufficialmente nel nostro Paese gli ipertesi sarebbero tra i 15 e i 20 milioni, ma solo il 50-60 % sa di esserlo.
Però ci sono anche parecchie persone che per errori diagnostici o per eccesso di medicalizzazione assumono farmaci inutilmente.

In oltre il 90% dei pazienti ipertesi la vera causa rimane sconosciuta. Probabilmente non esiste una causa univoca. I fattori che possono influire possono essere diversi e spesso agiscono in sinergia:
età, razza, familiarità, massa corporea, alcool, sedentarietà, fumo, caffè, diabete, dieta, stress, ecc. Sicuramente lo stress, lo stile di vita influiscono non poco, altrimenti non si spiega come mai Milano è considerata la capitale italiana dell'ipertensione e nell'industriosa e frenetica Lombardia il 33% dei cittadini è ipertesa, quando la media nazionale è del 25%.
Anche il consumo abituale di alcuni farmaci può essere dannoso per la salute, come è stato dimostrato per  gli antinfiammatori non steroidei (FANS) .

Le terapie ufficiali:
L'approccio terapeutico della medicina allopatica è tutt'altro che olistico. Una volta escluse cause organiche e fatta diagnosi di ipertensione primitiva l'unica preoccupazione è quella di tenere i valori pressori costantemente bassi. Un intervento largamente sintomatico. I farmaci impiegati sono diversi (ace-inibitori. beta-bloccanti, calcio-antagonisti, diuretici e inibitori dei recettori dell'angiotensina) e la terapia deve essere assunta per tutta la vita. Spesso può capitare che ad un primo farmaco, con il tempo, se ne aggiunga un altro e poi ancora un altro.
Spesso nelle persone giovani o di mezza età che hanno un'ipertensione agli esordi si ottengono straordinari risultati e il ricorso ai farmaci di sintesi è superfluo o può essere rimandato di diversi anni e addirittura evitato. Anche nei soggetti ipertesi che assumono farmaci da pochi anni è possibile ottenere ottimi risultati. Nei casi più refrattari, le cure naturali possono essere integrate con quelle chimiche, con il beneficio di ridurre nel tempo il carico di queste ultime.
E' importante sottolineare il diverso approccio tra allopatia e la medicina naturale. L'allopatia, il più delle volte, oltre  alla pratica pastiglia  da assumere una volta al giorno non richiede troppi sacrifici e impegni da parte del paziente. Intendo dire che assumere l'antipertensivo è tutto quello che si deve fare. Sì, qualche vago consiglio sull'alimentazione, la raccomandazione di perdere peso ed evitare la vita sedentaria, ma nulla di più.
L'approccio olistico invece pone il paziente di fronte a tutti quegli aspetti della propria vita che possono in qualche modo aggravare la sua condizione morbosa e lo sprona ad operare effettivi mutamenti, siano essi sul piano pratico e materiale (alimentazione, lavoro, attività fisica, ritmi sonno/veglia, ecc.) sia su quello più interiore e umano (meditazione, yoga, arte, lettura, spiritualità, rapporti sociali, ecc.).
Quindi, l'approccio naturale all'ipertensione è necessariamente "integrato" e non si affida al farmaco.

Circolazione sanguigna: prevenzione degli
infarti. I citrati eliminano le calcificazioni arteriose. Gli ascorbati fanno il resto !

Fitoterapia
Offre una serie di piante estremamente efficaci e tra le terapie naturali è forse quella che dà maggiori risultati nella cura dell'ipertensione.  Purtroppo, in tempi recenti molte di queste piante sono state letteralmente fatte scomparire dal mercato, seguendo una logica secondo la quale le piante che funzionano vanno eliminate per non turbare il mercato del farmaco allopatico multimiliardario. Per quanto riguarda la loro presunta tossicità, oltremodo esagerata, è decisamente, e di molte misure, inferiore ai comuni farmaci con cui abitualmente molti volentieri si imbottiscono.
Per altro, non si capisce come mai queste stesse piante sono state usate vantaggiosamente dall'uomo per migliaia di anni.
Non c'è dubbio che in questi ultimi anni l'industria del farmaco chimico stia sferrando un poderoso attacco alle medicine naturali cercando di influenzare sia in America sia in Europa gli organismi preposti a regolamentare il mercato degli integratori e delle piante medicinali (Back-door laws against natural health. WDDTY, July 2007).

Vediamo adesso un elenco delle principali piante che abbassano la pressione. Attenzione, spesso vengono associate in formulazioni complesse, tra loro e con altre piante, per potenziare il loro effetto o per mitigare eventuali effetti indesiderati.

Rauwfolfia, Rauwolfia serpentina - la medicina Ayurvedica la utilizza da oltre 1500 anni, ma da tempo fa  anche della fitoterapia occidentale. E' una delle piante più attive per l'ipertensione. Si utilizza la radice. Ha un'azione ipotensiva e sedativa. 
Purtroppo non è più disponibile, neanche su ricetta medica (cosa a dir poco vergognosa), nel nostro Paese. Tuttavia, nella vicina Svizzera, dove non mi pare siano meno sensibili di noi per quanto riguarda la salute dei cittadini, è tranquillamente reperibile in farmacia.

Coleus, Coleus forskohlii - altra pianta della tradizione ayurvedica.
Ha proprietà antipertensive, antiaggreganti piastriniche e vasodilatatrici. E' divenuta famosa in Occidente dopo che un suo principio attivo, il forskohlin, è stato isolato per la prima volta nel 1970. A questo sono stati dedicati decine di lavori. Ha dimostrato di essere efficace in numerose condizioni patologiche, come l'infarto, il glaucoma e l'asma bronchiale. Il valore del Coleus per l'ipertensione sta anche nel fatto che possiede una certa azione antipiastrinica e quindi fluidifica il sangue e previene la trombosi. Anche questa meravigliosa pianta è stata tolta dal mercato.

Arjuna, Terminalia arjuna, - fa parte anch'essa della tradizione erboristica ayurvedica. Ha proprietà antianginose, cardiotoniche, antiaritmiche e sedative. Mantiene il sangue fluido. Dilata le coronarie, potenzia la circolazione, mantiene il tono e il benessere del muscolo cardiaco. Indicata per la prevenzione dell'infarto, ma è utilissima anche nel post-infarto.  Si usa la corteccia che, per altro,  è ricca di coenzima Q-10 (vedi oltre).

Cimicifuga, Actea racemosa - ha un'azione sedativa, antispasmodica e diuretica. Migliora la circolazione e riduce la pressione arteriosa. E' spesso impiegata con altre erbe.

Kudzu, Pueraria lobata - la radice di Kudzu è utilizzata in formulazioni erboristiche cinesi per l'ipertensione. Aumenta il flusso sanguigno coronarico e cerebrale, dilata i vasi periferici e inibisce l'aggregazione delle piastrine.

Pervinca, Vinca minor - Ha un'azione ipotensiva, spasmolitica, sedativa e attivatrice del microcircolo cerebrale. L'effetto ipotensivo dipende dalla diminuzione della resistenza vascolare periferica. Più spesso usata in formule complesse.

Cardiaca, Leonurus cardiaca - Ha un'azione ipotensiva non marcata e per questo spesso è associata ad altre piante. Possiede anche un'azione sedativa cardiaca e antiaritmica. Si utilizza soprattutto nei disturbi cardiaci associati ad ipertiroidismo.

Biancospino, Crataegus oxyacantha e monogyna -  Ha un'azione antiaritmica, cardiotonica, coronarodilatatrice, sedativa  e ipotensiva. Le procianidine oligomeriche (OPC) hanno un'azione antiossidante a livello delle pareti vasali. C'è chi preferisce i fiori, ritenendoli più efficaci, altri invece usano le bacche.
L'impiego costante di una tintura a base di bacche è considerato ottimo nei soggetti che hanno familiarità all'ipertensione. Previene anche l'aterosclerosi.

Vischio, Viscum album -  Si associa vantaggiosamente con il precedente. Ha un'azione vasodilatatrice, antispastica, ipotensiva e diuretica. Si usano le foglie.

Celidonia, Chelidonium majus -  Questa papaveracea ha un'azione spasmolitica, sedativa e rilassante la muscolatura liscia. Nella cura dell'ipertensione è usata in combinazione con altre piante.

Aglio, Allium sativum -  Numerosi studi clinici hanno dimostrato la sua positiva azione nella prevenzione del rischio cardiovascolare.
Regolarizza la pressione arteriosa, previene la trombosi e la formazione delle placche aterosclerotiche. Il modo migliore è fare uso di aglio fresco, assumendo 2-4 spicchi al giorno, ma non tutti se la
sentono. Comunque, in commercio esistono estratti secchi titolati che non danno problemi di alito.
L'Aglio assieme al Biancospino per problemi di circolazione e di cuore sono indispensabili, oltre a questo:
 Circolazione sanguigna: prevenzione degli infarti. I citrati eliminano le calcificazioni arteriose. Gli ascorbati fanno il resto !

Olivo, Olea europea - Di questa nota pianta si usano le foglie.  Ha un'azione ipotensiva, per dilatazione periferica, antiaritmica e diuretica.  L'effetto antipertensivo si ottiene in genere a dosaggi alti e comunque è meno marcato rispetto alle altre piante. Il più delle volte è impiegata in associazione con altre erbe.

Perla polvere ((Mukta Pishti) - non è un fitoterapico, ma viene inserito nelle preparazioni erboristiche ayurvediche. La polvere di perla è uno speciale preparato per la cura dell'ipertensione.
Stabilizza le emozioni, calma la paura, riduce il senso di frustrazione, la collera ed è considerata un rigenerante tissutale.

Alle piante più spiccatamente antipertensive, se ne possono associare altre con azione complementare:

1. anticoagulanti o fluidificanti del sangue -  Zenzero, ginkgo biloba, angelica cinese, meliloto, ecc.

2. adattogene (contro lo stress, ansia, eccitazione, ecc.) - Ashwagandha, luppolo, jatamansi, asparago racemoso, passiflora, valeriana, avena, bacopa, centella, melissa, ecc.

3. diuretiche -  Pilosella, tè di Giava, betulla, levistico, parietaria, prezzemolo, tarassaco, tribulus,  ecc.

Integratori
Magnesio – E’ un “calcio-antagonista” naturale ed è di fondamentale importanza per mantenere i giusti equilibri minerali a livello delle cellule delle pareti vasali. Ottimo come cura e come prevenzione nei soggetti a rischio. Da assumere quasi sistematicamente. Il suo effetto sulla pressione si manifesta pienamente dopo qualche settimana.

Cuore: problemi causati dal poco magnesio - 3 Dicembre 2010
Il cuore, se non controllato, è soggetto a molti problemi; tra le motivazioni ci sarebbe, anche, la mancanza di magnesio.
Secondo uno studio, condotto da un gruppo di ricercatori del Brigham and Women’s Hospital e dell’Harvard Medical School, la morte cardiaca improvvisa sarebbe dovuta, anche, da insufficienti quantità di magnesio assunte con la dieta.

Studi simili erano stati eseguiti nel 2009, senza grandi risultati; uno di questi studi era stato pubblicato sul Journal of American Academy of Nurse Practitioners, il quale non aveva portato giovamento alle donne.
L’attuale studio, invece, analizzando i dati positivi di circa 90.000 donne che avevano partecipato Nurses’ Health Study, ha indicato un ruolo protettivo anche per il sesso femminile. Da questa ricerca si è visto che maggiori quantità di magnesio (tra i minerali più importanti per la salute del nostro organismo) si assumevano minori erano i rischi di morte cardiaca improvvisa: addirittura la percentuale di rischio diminuiva del 37-41%.
Lo studio, pubblicato sul American Journal of Clinical Nutrition, ha elencato quali sono le migliori fonti alimentari di magnesio: carni, cereali, latte, dolci, verdura a foglie verdi, (NdR: dimenticandosi molti altri cibi vegetali molto utili).
Bisognerebbe introdurre quantità maggiori di questi alimenti, cosa che, secondo le statistiche non succede, infatti, il fabbisogno giornaliero non viene raggiunto né dagli uomini né dalle donne. Per prevenire questi problemi a livello cardiaco occorrerebbe controllare per via ematica i livelli di magnesio presenti nel nostro organismo, e nel caso in cui ce ne fosse bisogno, introdurre, le giuste quantità di magnesio nella propria dieta.
Fonte: tantasalute.it

Coenzima Q-10 - Gioca un ruolo fondamentale nella trasformazione dei nutrienti in energia. Ogni singola cellula nel corpo necessita di questo fattore, ma le cellule dei tessuti a maggiore consumo enrgetico ne hanno più bisogno, come quelle del fegato, dei reni, del pancreas e del cuore. E’ un potente antiossidante e  ha dimostrato di essere efficace nel normalizzare la pressione sanguigna. Gli organi d’animali, come il fegato, il rene e il cuore, sono una fonte naturale eccellente di Q-10, ma si trova anche nei pesci e in alcuni vegetali. Ricordo che questo fattore è liposolubile e quindi necessita di un’alimentazione in cui siano presenti buone quantità di grassi, per essere assorbito a livello intestinale.
E’ anche sintetizzato dal nostro organismo, ma viene facilmente distrutto da un consumo eccessivo di zuccheri e sostanze stimolanti. I pazienti cardiovascolari necessitano di maggiori quantità di Q-10 (Proc Natl Acad Sci, 1985; 82: 901-4; Drugs Exp Clin Res, 1984; 10: 487-502). I suoi benefici nel caso di angina, ipertensione, insufficienza cardiaca, aritimie e disturbi valvolari sono stati dimostrati a partire dagli anni ’70 (J Molec Med, 1977; 2: 431-60) e poi continuamente confermati da successivi studi. Le statine (farmaci che abbassano il colesterolo) riducono del 40% la sintesi di Q-10 nel corpo.

Vitamina C -  Aumenta la produzione di prostacicline, una piccola molecola che non solo rilassa i vasi sanguigni, ma favorisce una corretta fluidità del sangue. La vitamina C è fondamentale per la salute cardiovascolare. In alcuni studi, la somministrazione regolare di vitamina C ha dimostrato di abbassare significativamente la pressione arteriosa (Lancet, 354: 1999: 2048-9).

Lisina e prolina – Sono due amminoacidi che proteggono le pareti arteriose e prevengono al formazione delle placche aterosclerotiche. La sclerosi delle pareti è spesso intimamente correlata con l’ipertensione. Sono importanti componenti del collagene e di altre molecole che danno stabilità alle pareti dei vasi. L’assunzione insieme alla vitamina C è quanto mai vantaggiosa. Con altri elementi, fanno parte della terapia cellulare del Dr Rath (M. Rath MD.Why animals don’t get heart attacks…but people do.)

Arginina – E’ un amminoacido che facilita l’azione di una piccola molecola chiamata ossido d’azoto, capace di aumentare l’elasticità delle pareti arteriose e aiutare a normalizzare la pressione.

Licopene – Un antiossidante che si trova soprattutto nei pomodori e nell’anguria. Somministrato come integratore, si è dimostrato efficiace in un campione di pazienti ipertesi di età compresa tra i 30 e i 70 anni (American Heart Journal, January 2006). Anche questo è un fattore liposolubile e quindi senza grassi nell’alimentazione viene poco o nulla assorbito.

Fermenti lattici - Diverse preparazioni hanno mostrato effetti positivi sulla pressione e sulla prevenzione cardiovascolare. Più in generale, il consumo regolare d’alimenti fermentati è di grande aiuto nella cura e nella prevenzione dell’ipertensione.

Omega-3 – Indubbiamente gli “oli di pesce” hanno dimostrato di essere efficaci nella prevenzione delle malattie cardiovascolari e, in particolare, di essere in grado di contribuire all’abbassamento dei valori pressori – circa 3.0/1.5 mm Hg - (Circulation, 1993 August, 88: 523-33). Tuttavia, l’assunzione eccessiva e prolungata di questi oli potrebbe avere degli effetti collaterali.
Il mio consiglio è di non farsi prendere dalle mode del momento e di assumere dosaggi terapeutici di omega-3 (nel caso dell’ipertensione si aggirano sui 5 g al giorno) solo sotto controllo medico.

Meditazione Trascendentale Maharishi
Diversi studi hanno messo in evidenza l’utilità della Meditazione Trascendentale (MT) di Maharishi nel trattamento dell’ipertensione arteriosa border line e di grado lieve (Hypertension 1995; 26:820-827; Archives of Internal Medicine, Jun 2006; 166: 1218 - 1224). La MT è in grado di abbassare di almeno 10 mm Hg la pressione massima e di 5 mm Hg  la minima e si è rivelata notevolmente superiore ad altre medotiche di meditazione e di rilassamento, al biofeedback e a diverse altre tecniche simili (American Journal of Health promotion 1998; 12(5):297-298).

Panchakarma
Importante e fondamentale programma di purificazione della Medicina Ayurvedica. In collaborazione con una società di assicurazione olandese è stata condotta una ricerca su 126 persone sofferenti di malattie croniche. La durata media della loro malattia era di 20 anni e dopo solo 3 mesi di trattamento con le tecniche di Panchakarma dell’Ayurveda Maharishi si sono notati notevoli miglioramente. Nel caso dell’ipertensione si sono avuti successi nel 56% dei casi.

Yoga
In generale gli studi dimostrano che le persone che praticano lo yoga sono meno ansiose, più resistenti allo stress, hanno la pressione più bassa e le funzioni cardiache e respiratorie più efficienti. Quindi, senza dubbio lo yoga può giocare un ruolo importante nel trattamento e nella prevenzione dell’ipertensione (Cardiovasc Nurs, 1997; 11: 53-65). Addirittura è stato dimostrato che lo yoga può ridurre la pressione in modo significativo in pochissimo tempo (Ind J Physiol Pharmacol, 1998; 42: 205-13; Aviat Space Environ Sci, 1989; 60: 684-7).

L'alimentazione
I vegetariani affermano che la loro dieta aiuta a curare e prevenire l’ipertensione, così come effettivamente proverebbero alcuni studi. Tuttavia, c’è il sospetto che non sia tanto l’esclusione della carne e dare risultati positivi, ma piuttosto lo stile di vita complessivamente più salutistico (health conscious) che molti vegetariani seguono: consumo di alimenti bio, molta frutta e verdura, cure naturali, ricerca di armonia e ambienti meno inquinati, tecniche di rilassamento, meditazione, ricerca e pratiche spirituale, ecc. - vedi: Crudismo
 Circolazione sanguigna: prevenzione degli infarti. I citrati eliminano le calcificazioni arteriose. Gli ascorbati fanno il resto !
Non si tratta quindi di confrontare un qualsiasi campione di popolazione che mangia carne con uno che non la mangia, ma di prendere in considerazione un gruppo molto selezionato dai consumi e stile di vita consapevoli che di fatto enficia totalmente i risultati di questi studi. Quello che conta, quindi, non è escludere o meno la carne, ma piuttosto curare lo stile di vita nella sua globalità.
Per altro, diversi studi dimostrano che il fattore decisivo per la  prevenezione del rischio cardiovascolare  è l’aumento del consumo di verdura e frutta fresca, ricche di antiossidanti e potassio, piuttosto che l’esclusione della carne  e dei famigerati grassi animali (BMJ, 1996; 312: 1479; BMJ, 1996; 312: 478-81; JAMA, 1995; 274: 1197; Lancet, 2002; 359: 1969-74).  Per quanto riguarda il consumo di proteine poi, il mito per cui un loro eccesso sia la causa dell’ipertensione è del tutto privo di fondamento, così come dimostrato da alcuni studi (Circulation, 1996;94(7):1629-34; Circulation, 1996, 94(10):2417-23).

Una cosa è certa, l’ipertensione si associa molto spesso al sovrappeso e quindi una dieta s’impone quasi sempre. Si calcola che ogni kg perso abbassi la pressione di 1 mm Hg.
Personalmente, nella mia pratica clinica, ho notevoli risultati con una dieta piuttosto “primitiva”, che è allo stesso tempo disintossicante e dimagrante: proteine, grassi, cibi  fermentati, verdure, frutta. Pochi cereali, legumi e zuccheri. Avendo cura di scegliere il più possibile alimenti freschi, interi e di origine biologica.
Oggi giorno, il vero pericolo si nasconde in una alimentazione troppo ricca di carboidrati e non di grassi e proteine. Il consumo eccessivo di carboidrati mantiene alti i livelli di insulina nel sangue e danneggia i vasi.

Il problema del sale alimentare
Certamente l’uomo moderno consuma molto più sale del passato. Ad essere in eccesso non è tanto quello che si aggiunge all' insalata e alle normali pietanze, ma quello “occulto” che si nasconde nei cibi conservati o confezionati. Addirittura anche le merendine, i cereali del mattino e altri cibi dolci di tipo commerciale contengono spesso notevoli quantità di sale.
Ufficialmente si consiglia un consumo giornaliero di non oltre 5-6 g di sale, corrispondente ad un cucchiaino, mentre molti di noi viaggiano tranquillamente sugli 8 -10 grammi. Non tutti sono d’accordo che il sale sia la causa dell’ipertensione.
Piuttosto credono che il problema riguardi alcuni soggetti sensibili e non tutta la popolazione (per esempio, più gli uomini che le donne). Inoltre, c’è chi mette in guardia dai pericoli di una dieta troppo povera di sale. Anche i sostituti del sale, ricchi di potassio, possono rappresentare un pericolo, se consumati in eccesso, così come hanno dimostrato dei ricercatori olandesi (BMJ, 2003; 326: 35-6).

L' attività fisica
E’ importante, anche se negli ultimi anni sempre più viene dimostrato che non è necessario diventare dei fanatici del movimento per rimanere in forma e prevenire le malattie. L’esercizio isometrico, come il sollevamento dei pesi, andrebbe evitato, perché aumenta la pressione sanguigna, soprattutto se si trattiene il respiro quando si fa lo sforzo.  Camminare, fare escursioni, nuotare, andare in bicicletta e altri sport all’aperto sono ottimi, ma se fatti con regolarità...una volta ogni tanto serve a poco. Fare attività fisica regolare tra i 18 e i 30 anni riduce la possibilità di sviluppare l’ipertensione nei successivi 15 anni.
(CARDIA study. Am J Public Health 97(4), 2007).
Tratto da: dottorperuginibilli.it

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Eseguito in Italia il primo stent riassorbibile in angioplastica coronarica. - 13 Ge. 2012
E' durata circa 45 minuti la prima operazione in Italia, che ha completato la fase sperimentale, l’angioplastica con stent bioassorbibili.
L'intervento e' stato fatto all’Ospedale San Giacomo di Castelfranco Veneto il quale ha annunciato, da parte della stessa USSL 8 di Asolo (Treviso), la quale ha spiegato come l'operazione, che aveva un uomo di 41 anni come paziente,  il quale aveva avuto una buona attivita’ sportiva,  ma aveva ormai somatizzato una aterosclerosi coronarica diffusa; l’intervento e’ durato 45 minuti ed ha avuto un "buon esito".
E’ stata la squadra gestita dal primario Cardiologia Ospedale San Giacomo, Carlo Cernetti ad eseguire l’Emodinamica chirurgica.
La procedura eseguita senza complicazioni, con accesso attraverso l’arteria radiale, ha permesso al paziente di tornare alla sua stanza d'ospedale da solo: questo è il primo caso del genere a livello nazionale. "Questa tecnologia permette di ricostruire l'anatomia delle arterie coronarie che introducono impianti bioriassorbibili i quali che entro 18-24 mesi tendono a riparare completamente l'arteria e poi si dissolvono, a differenza degli stent di metallo attuali (medicati e non) che persistono nel tempo nell'albero coronarico del paziente a tempo indeterminato ».
La terapia riparativa, in combinazione con la moderna farmacologia,« permette al paziente di condurre una vita pressoche' normale, con forte riduzione del rischio di futuri eventi cardiovascolari "e, per ora è applicabile solo a un gruppo limitato di pazienti, si apre" la strada a uno scenario in cardiologia interventistica, di enorme impatto per i pazienti da malattia vascolare ostruttiva ", continua Dr.Cernetti:" Questo è un significativo intervento perche 'questo nuovo tipo di stent rilascia lentamente un farmaco che permette la guarigione delle arterie ostruite e dopo 18-24 mesi è completamente bioassorbito.
Questa tecnologia riduce il rischio di trombosi da stent per l'arteria e dà la capacita 'di rispondere agli stimoli naturali neuro-endocrini (vasodilatazione e vasocostrizione). "
Questo e’ un grosso passo avanti per la cardiologia interventistica.

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RIANIMAZIONE - RCP: forte pressione del salvatore - 15/10/2010
Non si tratta solo di ritmo, nella rianimazione cardiopolmonare. È necessaria una profonda compressione del torace affinché il massaggio raggiunga il cuore. Ci sono gadgets che facilitano la vita quotidiana dei salvatori della vita. E c’è anche una versione, un po’ dubbiosa forse, dell’iPhone.
La rianimazione cardiopolmonare (RCP) è una scelta medica che non si può purtroppo allenare ai casi seri. In teoria alla maggior parte dei medici e anche ai molti “dilettanti”, i pochi passaggi consigliati in caso di arresto cardiaco sono ben chiari.
Ma quando la cosa diviene seria, il risultato spesso non è ottimale. I nervi tremano e spesso, a causa della mancanza di pratica, manca il senso della giusta misura da prendere, soprattutto nella compressione toracica.

Little brother is coaching you !
Per questo motivo ci sono corsi con bambolotti di gomma che, a seconda del prezzo della bambola ed anche del prezzo del corso, si avvicinano il più possibile alla situazione reale. C’é un numero sempre maggiore di soluzioni mobili che pretendono di aiutare il soccorritore alle prime armi, sia egli un medico o meno, nella eventualità di una rianimazione. Nei casi meno spettacolari, appartenenti a questa categoria, si tratta di software per telefoni mobili, che, più o meno bene, rappresentano i consigli della American Heart Association (AHA) per la rianimazione cardiopolmonare da parte di persone non esperte. Ci si immagini una sorta di Mini-Slideshow da mettere al proprio fianco nelle situazioni di emergenza, per seguire le istruzioni del software passo per passo. Le soluzioni migliori sono provviste di una guida acustica che dice al soccorritore cosa deve fare.
Un ulteriore elemento multimediale è una sorta di metronomo che indica, durante il massaggio cardiaco, la temporizzazione dei “100 al minuto”. Un esempio di un tale elaborato sistema è il piccolo apparecchio PocketCPR. Viene prodotto dall’impresa americana Zoll Medical, un’impresa che produce, tra le altre cose, anche defibrillatori. È stato autorizzato al commercio persino dall’autorità americana FDA come apparecchio liberamente disponibile in caso di emergenza.

Premere fino a che il sensore cigola
Una frequenza di compressione errata è uno degli errori più frequenti che i soccorritori alle prime armi fanno. Soprattutto poi, quando le forze vengono a mancare, spesso anche il ritmo di compressione scende. La giusta frequenza non é tutto, però.
Di fondamentale importanza è anche la profondità di compressione: il soccorritore deve esercitare un po' di pressione per pompare quel 30% di volume sanguigno nel corpo, che, sulla base della ricerca scientifica, È raggiungibile con una RCP correttamente eseguita.

Tuttavia ci si chiede come sia possibile avere la sicurezza che il primo soccorritore eserciti davvero una pressione energicamente sufficiente? Zoll Medical ha trovato una soluzione: L’impresa ha fornito il suo PocketCPR-System di un sensore di accelerazione sviluppato dalla società Analog Devices. Quando l’apparecchio viene posto sul petto, durante la rianimazione, il sensore calcola, grazie ad un algoritmo, sulla base dell’accelerazione e della frequenza di compressione, la profondità di compressione.
Alcuni defibrillatori dello stesso produttore utilizzano una tecnica simile. Oggi, inoltre, è disponibile anche una versione miniaturizzata e priva di elettrodi. Secondo le indicazioni dell’impresa il sistema è tarato su persone a partire da otto anni di età. Può registrare con precisione la profondità di compressione consigliata dall’AHA di 1,5 fino a 2 pollici (3,8 fino a 5,1cm).
Mark Totman, Presidente della società figlia della zoll medical, la Bio-Detek, nonché responsabile del PocketCPR-System, è convinto che la qualità della rianimazione venga migliorata dal supporto digitale: “Molte persone non vogliono fare la rianimazione perché hanno la sensazione di non essere sufficientemente allenati a farla. Il nostro apparecchio può dar loro la necessaria fiducia in sé stessi per poter agire in caso di emergenza”.

La versione dell’iPhone riceve una critica negativa
Il PocketCPR-System con il sofisticato sensore di accelerazione - qui è possibile vedere un video non proprio privo di drammaticità - si può acquistare per 129 dollari. I proprietari di un iPhone possono risparmiarsi questa spesa, in quanto la Zoll Medical offre un’applicazione per iPhone che in caso di emergenza può dare un’aiuto per la RCP.
L’applicazione, disponibile già dal 2009, sfrutta il sensore di accelerazione integrato nell’iPhone per stimare la profondità di compressione. Ma l’iPhone non si può appoggiare tanto facilmente sul petto della persona in pericolo di vita e contemporaneamente comprimere con tutta la propria forza, perché è troppo grosso, troppo piatto, fatto in buona parte di vetro.
Perciò viene fissato al polso. Ma per questo non c’è un’autorizzazione della FDA. È forse un gadget, più che un vero aiuto? Gli utilizzatori sono piuttosto critici. In 28 valutazioni nello store della Apple, l’applicazione ha ricevuto il mediocre voto di due stelle e mezza su cinque. A onor del vero si deve però dire, che la versione del PocketCPR per iPhone non viene pubblicizzata come aiuto reale in caso di emergenza, ma come strumento per il training alla rianimazione.
By Philipp Graetzel - Tratto da: news.doccheck.com

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STOP alle Statite
Due tipi di colesterolo: uno si chiama LDL e aumenta il rischio cardiovascolare. L'altro si chiama HDL e lo diminuisce. L'obiettivo di ogni cura atta a ridurre il rischio cardiovascolare vuole tra le altre cose e in caso di necessità, aumentare la quota di HDL e, solo possibilmente, ridurre quella di LDL.
Tuttavia oggi sono pochi coloro che controllano il valore delle HDL prima di prescrivere le celebri statine, farmaci in grado di abbassare il colesterolo (sia quello "buono" che quello "cattivo") bloccando l'enzima chiave della sua sintesi. Che tale atteggiamento riduca il rischio cardiovascolare a livello di popolazione è certo. Il fatto che tale scelta terapeutica vada bene sotto ogni aspetto è invece da escludere.
L'ultimo dato che fa riflettere in proposito è quello pubblicato sul British Medical Journal e che vede un aumento del rischio di sviluppare diabete in chi assume statine di nuova generazione, ulteriore rispetto ai trattati con la pravastatina, considerata come "limite zero" (sempre che si tratti già in questo caso di vero "zero").
http://www.bmj.com/content/346/bmj.f2610

Si ricorda lo scopo fondamentale dell'uso delle statine ?
Era quello di ridurre gli eventi cardiovascolari avversi. I pazienti che sviluppano diabete hanno un rischio di malattia cardiaca tale da far sì che essi siano, da linea guida, trattati come chi abbia già sofferto di danni cardiovascolari in passato.
Ricapitolando, le statine aumenterebbero il rischio di patologia cardiovascolare in alcuni pazienti, senza peraltro che questo sia l'unico effetto avverso ipotizzato e convalidato.
Quando si studiano i livelli di colesterolo e i suoi effetti, la prima domanda che ci si pone è: non avrebbe più senso aumentare l'HDL invece che lavorare per diminuire il colesterolo totale ? La risposta è sempre la stessa: certo, ma l'HDL, a quanto finora noto, si alza solo con l'attività fisica e lo stile di vita; il che forse rappresenterebbe un motivo in più per occuparsene.
La modificazione dello stile di vita e l'incremento dell'attività fisica agiscono infatti a livello sistemico riducendo non solo il rischio cardiovascolare di cui si "occupano" le statine, ma anche ,ad esempio, quello di sviluppare cancro o neoplasie, e problematiche di tipo depressivo o psichiatrico, andando a toccare le tre grandi problematiche del nostro tempo.
Altri meccanismi possono fare da supporto, l'utilizzo e la prescrizione di olii Omega-3, ad esempio, agisce sulla riduzione dello stesso rischio cardiovascolare, agendo in una logica antiinfiammatoria e di regolazione della funzione cellulare che agisce in maniera esattamente complementare all'attività fisica stessa.
E frattanto che le statine si riscontrano problematiche per lo sviluppo di diabete e per la patologia cardiovascolare stessa (benché si tratti comunque di una quota minima di pazienti rispetto alla totalità trattata), sull'American Journal of Medicine esce uno studio monitorato dalle università di Harvard e del Nebraska.
http://www.amjmed.com/article/S0002-9343(13)00200-3/abstract

Questo studio identifica negli studenti che fanno abituale uso di marijuana diminuiti livelli di insulino-resistenza e una minore circonferenza della vita rispetto a chi ne avesse fatto uso in passato, con risultati aggiustati anche per attività fisica e stile di vita.
Parametri di questo tipo risultano protettivi per la patologia cardiovascolare oltre che per le neoplasie di cui si è sopra trattato e per lo sviluppo di diabete stesso, lasciando porte aperte ad ulteriori analisi e valutazioni per trovare elementi che siano di supporto nello sviluppo di una salute (e di una prevenzione) il più possibile duratura e sicura.

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