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GUIDA  alla  SALUTE con la Natura

"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
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Alternative Medicine"
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MICRO FLORA INTESTINALE
Aziende Produttrici e/o che commercializzano Fitoterapici
COPROTERAPIA (assunzione di feci selezionate)  
Sindrome della permeabilita' intestinale ed autismo
Il Thimerosal dei vaccini distrugge e/o altera la flora intestinale essendo una sostanza altamente tossica

IMPORTANTE: Diviene quindi INDISPENSABILE (per TUTTE le malattie), la loro assunzione periodica, senza dimenticare le altre tecniche naturali collaterali (alimentazione appropriata ed altri integratori tipo micro diete), riordinare enzimiflora batterica con appositi preparati (capsule) multi batterici a base di ceppi di fermenti vivi, cioe' micro organismi simbiotico residenti (autoctoni) non preparati su basi derivate dal latte:

Per l'elenco dei fermenti utili per l'intestino, vedi QUI +  Feci e Fermenti

Ricordarsi che le alterazioni degli enzimi, della flora, del pH digestivo e e della mucosa intestinale influenzano  la salute,  non soltanto a livello intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi parte dell'organismo.
 

UNIVERSITA’ degli STUDI di Roma: "La Sapienza"  - Istituto di Clinica Pediatrica, Servizio di Gastroenterologia Pediatrica  
By dr. Formisano Maria  - vedi anche:
I Germi non sono le cause delle malattie + Fermenti lattici

Riassunto

La microflora intestinale rappresenta un "insieme di microrganismi presenti nel lume intestinale, i quali se convivono in un determinato equilibrio contribuiscono allo stato di salute dell'ospite".

La microflora intestinale svolge, quindi, funzioni necessarie al mantenimento della salute dell'ospite; l'alterazione di qualsiasi funzione può determinare condizioni patologiche di varia entità.

Alcuni fattori possono influenzare la microflora: l'età, la dieta, le infezioni, l'uso di preparati microbiologici e l'uso di farmaci che possono determinare un rallentato assorbimento di carboidrati e fibre.

Recentemente sono stati rivalutati gli effetti dei probiotici che rappresentano dei microrganismi in grado di esercitare un "effetto benefico sull'ospite".

Maggiore attenzione è stata rivolta al Lactobacillus R (LGG) che è in grado di produrre una sostanza antimicrobica che è attiva contro vari batteri della microflora intestinale; è in grado di sopprimere la capacità enzimatica dei batteri e risulta valido nel trattamento nella diarrea da Rotavirus, nella diarrea del viaggiatore e nella diarrea da Clostridium difficile.   

Parole chiave: Microflora intestinale.   
Abstract

Intestinal microflora represents a microorganism set in the intestinal lumen that living together in a definite equilibrium help the host health.

Intestinal microflora develops functions useful to the host health maintenance; a function modification can develop different pathological circumstances.

Intestinal microflora can be influenced by factors such as age, diet, infections, use of microbiological preparations and the drugs employment that can reduce th carbohydrates and fibers absorption.

Recently probiotics has been classified as microorganism abled to carry on host benefits.

Lactobacillus R (LGG) proved great interest since it produces an antimicrobic substance active against several bacteria of intestinal microflora; LGG is able to suppress bacteria enzyme capacity and is valid in the treatment of Rotavirus diarrhea, traveller's diarrhea and Clostridium difficile diarrhea.  

Key words: Intestinal microflora.

La microflora intestinale può essere considerata come "un insieme di microrganismi presenti nel lume intestinale i quali, se convivono in un determinato equilibrio contribuiscono allo stato di salute dell'ospite".

La microflora intestinale origina nel neonato, quando quest'ultimo viene a contatto con i microbi provenienti dal tratto genitourinario della madre. I micro organismi cominciano ad apparire nelle feci sin dai primi giorni di vita e sono usualmente anaerobi ed aerobi : lattobacilli e streptococchi (1,2).

Altri batteri, quali l'Escherichia Coli e gli enterococchi sono spesso isolati nel meconio, specialmente al momento della rottura prematura delle membrane (3).

Altri ancora come i bacteroidi e i bifidobatteri colonizzano l'intestino sin dai primi giorni di vita (4,5). 
Dalla nascita la microflora del tratto gastrointestinale sviluppa un complesso ecosistema costituito da diverse specie di microrganismi aerobi ed anaerobi (4). La concentrazione massima di tali microrganismi viene raggiunta entro i primi quattro anni di vita e, permane nella vita adulta (2,6,7).

Si calcolano circa 200-500 specie batteriche diverse. Tra gli aerobi si riscontrano lattobacilli, streptococchi, stafilococchi e coliformi. Tra gli anaerobi troviamo lattobacilli, batteroidi, eubatteri, pepto-streptococchi, bifidobatteri e clostridi.

L'intestino superiore (stomaco, duodeno e digiuno) ha una scarsa microflora (105). Nello stomaco con il decrescere del pH la concentrazione dei microrganismi arriva a 103. Nell'ileo la concentrazione aumenta arrivando nel colon a 1011-1012 (8) (Tab.1).

Varie specie facoltative di organismi anaerobi possono essere presenti nel colon e rappresentano il 30-50%del volume del contenuto del colon stesso (9).

La convivenza di tutti questi microrganismi con diverso metabolismo, è assicurata da rapporti intermicrobici presenti in vari livelli del lume intestinale.

Tutto ciò avviene grazie al controllo che ciascuna specie esercita sullo sviluppo dell'altra (10) garantendo le funzioni essenziali per l'ospite.

 

Tabella 1 - Composizione della microflora intestinale umana.

 

 Microorganismi

 Microorganismi, n (CFU/ml or CFU/g)

 Stomaco

 Tenue

 Ileo

 Colon

 Conta Totale

 0-10^3

 0-10^5

 10^3-10^9

 10^10-10^12

 Bacteroides

 -

 0-10^3

 0-10^3

 10^3-10^7

 Bifidobacterium

 -

 0-10^4

 10^3-10^9

 10^8-10^11

 Lactobacilli

 0-10^3

 0-10^3

 10^2-10^5

 10^4-10^9

 Streptococci (anaerobic)

 -

  0-10^3

  10^2-10^6

 10^10-10^12

 Clostridia

 -

 -

 10^2-10^4

 10^6-10^11

 Eubacteria

 -

 -

 -

 10^9-10^12

 Enterobacterium

 0-10^2

 0-10^3

 10^2-10^7

  10^4-10^9

 Streptococci (aerobic)

0-10^3

 0-10^4

 10^2-10^5

 10^4-10^9

 Yeasts

 0-10^2

 0-10^2

 10^2-10^4

 10^4-10^6


- = Rare o non rilevate

 

Un microrganismo per poter colonizzare una superficie epiteliale deve possedere due proprietà importanti: capacità di aderenza e di sopravvivenza (11).

Fimbrie, meccanismi di adesione di diversa natura, proteine di membrana cooperano per attuare la colonizzazione; produzione di enzimi, di tossine, capacità di catturare il ferro sono tutti elementi che assicurano al batterio la sopravvivenza.

Questi fattori sono mezzi di aggressione messi in atto dai germi nei confronti dell'ospite che, a sua volta, possiede una serie di armi difensive.

Soltanto quei germi che riescono ad adattarsi all'ambiente possono attuare la colonizzazione utilizzando il materiale nutritivo per la loro sopravvivenza e moltiplicazione.

L'adesività batterica risente del cosiddetto tropismo attraverso il quale i batteri si legano ai recettori delle cellule ospiti (12).

Da ciò si deduce che alcuni siti anatomici del tratto gastro-enterico, a causa delle condizioni ambientali più o meno favorevoli e per la specificità dei processi adesivi, vengono colonizzati da alcuni gruppi di microrganismi ma non da altri.

Ciò è quello che si verifica in età neonatale e in età adulta durante l'acquisizione della microflora intestinale nei vari tratti gastroenterici.

La complessità della microflora intestinale è stata descritta anche da altri Autori (13,14). 
Un numero di fattori influenzano la microflora: l'età, la dieta, le infezioni. l'uso di preparati microbiologici e l'uso di farmaci che possono portare ad un rallentato assorbimento dei carboidrati e di fibre (15,16,17).

In alcuni studi è stato dimostrato come nei neonati l'uso di antibiotici ha condotto a infezioni settiche da anaerobi gram-negativi (18,19).

I neonati allattati al seno presentano una microflora intestinale composta per l'85% da bifidobatteri e presentano minor frequenza di infezioni intestinali, rispetto ai neonati allattati artificialmente nei quali sono presenti diversi microrganismi quali, bifidobatteri, batteroidi, fusobatteri e cocchi (20,21).

Altri fattori che possono influenzare la composizione della microflora intestinale includono l'acidità gastrica, la motilità intestinale e lo stato immunitario dell'ospite.

La peristalsi intestinale permettendo la propulsione del contenuto intestinale limita la crescita batterica e consente, quindi, una efficace barriera all'eccessiva crescita delle specie batteriche, mentre la stasi intestinale può modificare qualitativamente e quantitativamente la microflora intestinale (22).

Importanza è data al ruolo del sistema immunitario dell'apparato gastrointestinale che ha la funzione di evitare che batteri intestinali possano attraversare la mucosa ed arrivare ai tessuti. 
La risposta immunitaria ai micro organismi è a livello delle Placche di Peyer dove i linfociti migrano e maturano e si diffondono in tutto l'organismo, in particolare nel tratto gastrointestinale. 
Qui i linfociti producono sia le IgA secretorie presenti sulla superficie della mucosa (23),sia le IgG ed IgM presenti nel lume intestinale (24,25).

Il ruolo delle IgA è stato descritto da altri AA (26) che hanno evidenziato come le IgA siano resistenti alla proteolisi intraluminale determinando un'esclusione locale di antigeni stranieri. Altri studi hanno dimostrato come l'introduzione locale di lattobacilli nel tratto gastrointestinale ha comportato l'accrescimento delle IgA nei topi e negli uomini (27,28).

Altri fattori connessi con l'immunostimolazione sono rappresentati dall'attivazione di difese non specifiche dell'ospite come l'attività aumentata di fagociti e di linfociti (29,30). Tale miglioramento del sistema immunitario può essere dovuto a sostanze prodotte da lattobacilli durante il processo di fermentazione, poiché una maggiore risposta autoimmunitaria avviene indipendentemente dalla presenza di questi batteri.

Un altro fattore esogeno importante è rappresentato dalla terapia antimicrobica, quest'ultima non solo distrugge i microrganismi presenti ma, favorisce la colonizzazione intestinale di microrganismi resistenti mediante l'inibizione di germi sensibili (31).

In animali germ-free la flora batterica non è essenziale, poiché essi possano sopravvivere e riprodursi in assenza di colonizzazione batterica. I batteri fermentano i carboidrati con produzione di acidi grassi che rappresentano una fonte energetica e nutrizionale della mucosa colica (32). Inoltre, abbassano il pH, creando un ambiente poco favorevole alla crescita delle specie batteriche patogene.

è importante il ruolo dei batteri intestinali nella sintesi e nell'utilizzo delle vitamine (33). Le vitamine sintetizzate vengono utilizzate sia dagli stessi batteri autoctoni e sia dall'ospite, il quale le utilizza insieme a quelle assunte con la dieta per il proprio fabbisogno.

è ciò che accade con le vitamine B1, B2, B6, B12, PP, H, ac. pantotenico ed ac.folico.

La vitamina K prodotta nell'intestino è sufficiente per l'intero fabbisogno dell'ospite e viene sintetizzata dall'Eucobacterium lentum come accettrice di elettroni nella deidrogenazione degli steroidi a livello intestinale (34).

Inoltre, la microflora intestinale svolge l'azione di deconiugazione degli acidi biliari (35). 
Gli acidi biliari derivano dal metabolismo del colesterolo nel fegato, dal quale vengono coniugati con glicina ed eliminati con la bile.

A livello intestinale, dopo la deconiugazione si formano acidi biliari primari e secondari (36) che, vengono in minima parte metabolizzati ed eliminati con le feci, mentre la maggior parte ritorna a livello epatico dove viene riconiugata ed eliminata attraverso la bile. Tutto ciò avviene attraverso un meccanismo di feed-back, nel quale è fondamentale il ruolo svolto dalla microflora intestinale.

Il metabolismo degli ormoni steroidei (androgeni, estrogeni e corticosteroidi) avviene nel lume intestinale attraverso processi di deconiugazione, ossidoriduzione, deidrossilazione, desolfatazione e deidrogenazione (36,37). Gli ormoni steroidei vengono deidrogenati a livello del fegato ed escreti con la bile.

Nell'intestino verranno deconiugati e sottoposti alle modificazioni enzimatiche per poi ritornare al fegato attraverso la vena porta.
 

Microflora e danno della mucosa intestinale

La microflora intestinale svolge numerose funzioni necessarie al mantenimento della salute dell'ospite, l'alterazione di qualsiasi funzione può determinare condizioni patologiche di varia entità. I fattori che possono determinare una patologia sono: disequilibrio fra capacità difensiva dell'ospite e quella aggressiva del saprofita; alterazione dell'ambiente intestinale causate da interventi terapeutici o traumatici di altra natura.

I batteri della microflora intestinale producono molecole che attivano le cellule infiammatorie e stimolano la secrezione di una varietà di mediatori solubili dell'infiammazione. Le molecole principali sono oligopeptidi formulati dotati di attività chemiotattica come il F-met-len-phe (FMLP), polimeri della membrana cellulare come il LPS e i complessi peptidoglicani-polisaccaridi (PG-PS).

Queste sostanze attivano i neutrofili e i macrofagi con produzione di citochinine, di metaboliti di acido arachidonico, di metaboliti reattivi dell'O2, di ossido nitrico e di proteasi. Attivano il sistema del complemento e stimolano i linfociti T e B (38).

I prodotti batterici attraversano la barriera della mucosa intestinale, attivano le cellule effettrici della lamina propria e provocano un aumento dell'infiammazione. Questi fenomeni porterebbero ad una risposta infiammatoria favorita dai prodotti batterici esposti che provengono dal lume intestinale (39).

Esiste una possibile relazione tra microflora intestinale e sindrome dell'intestino irritabile (SII). 
Si possono determinare delle alterazioni a carico del tenue e del colon che possono portare ad una maggiore aggressione dei microrganismi, che normalmente innocui possono condurre a varie forme morbose. I sintomi che ne conseguono possono essere: alitosi, meteorismo, flatulenza, e dolori addominali, stipsi e diarrea.

Fattori eziologici chiamati in causa sono lo stress, la sedentarietà, l'alimentazione povera di fibre, l'aspetto psicologico (40, 41).

Inoltre, negli ultimi 50 anni con la moderna tecnologia si è modificato il metodo di conservazione dei cibi, con riduzione dei processi fermentativi ed alterazione dei complessi meccanismi dell'ecosistema intestinale.

Accanto a questi fattori la SII può essere coinvolta anche nell'aumento delle malattie allergiche, immunitarie, degenerative, infiammatorie e neoplastiche (42).

Alterazioni significative della MI sono state descritte nella diarrea. Il ruolo della MI, specialmente quella anaerobica batterica, non è stata completamente valutata (43).

Alcuni studi indicano che durante la diarrea acuta si determinano elevato pH, diminuzione di batteri anaerobi e di acidi grassi soprattutto in pazienti con colera (43) e in pazienti con gastroenterite (44). Altre trasformazioni sono date dalla diminuzione del numero dei lattobacilli fecali, batteroidi e bifidobatteri (45,46). Quindi, la microflora è radicalmente trasformata durante la diarrea acuta con un aumento del numero dei patogeni in causa. I batteri più comuni chiamati riconosciuti nell'eziopatogenesi delle infezioni intestinali sono rappresentati da Escherichia Coli, il quale determina episodi di gastroenteriti con specifiche caratteristiche che sono tipiche della sua patogenicità. I principali tipi patogeni di E.Coli sono i seguenti: enteropatogeni, enterotoxigenici ed enteroinvasivi (47,48). La Salmonella tiphy e paratiphi può infettare varie parti del tratto gastrointestinale con aspetti clinici differenti. La Shigella può produrre una citotossina che determina diarrea mucosanguinolenta (22).

Agenti antimicrobici possono produrre rapidi cambiamenti nella MI .Un certo numero di studi indica che alcuni antibiotici possono determinare crampi intestinali, meteorismo e diarrea. La diarrea è usualmente transitoria. Ciò si verifica perché l'uso di alcuni tipi di antibiotici può portare a coliti pseudomembranose che sono principalmente dovute al sovraccarico di tossine che producono il Clostridium difficile. 
Il Clostridium difficile che fa normalmente parte della microflora intestinale è stato anche connesso con le malattie infiammatorie dell'intestino e può essere rilevato nelle feci di pazienti con malattia di Chron poco trattata (49).

L'infezione da Helicobacter pylori determina una gastrite superficiale che può evolvere in seguito in una gastrite cronica attiva, nel 100% dei casi in ulcera duodenale e nel 75% dei casi in ulcera gastrica e, a quanto sembra, in un ristretto numero di casi, in un carcinoma o in un linfoma gastrico (49,50).

L'evoluzione verso tali patologie è legata probabilmente a fattori patogeni propri dell'Helicobacter pylori, oltre che a fattori dell'ospite.

Inoltre è stato supposto che ceppi batterici specifici sarebbero in grado di produrre carcinogeni a partire dai grassi della dieta. Alcune specie batteriche quali Enterococcus e Clostridium potrebbero alterare delle attività enzimatiche che faciliterebbero la formazione dei composti carcinogeni.

L'incidenza del CA del colon è variabile in diverse aree geografiche (50): nei paesi occidentali l'alta incidenza è da attribuire all'eccessivo consumo di carne bovina e di zuccheri raffinati con un consumo ridotto di fibre.
 

Terapia medica a base di probiotici-prebiotici

Recentemente sono stati rivalutati gli effetti dei probiotici che rappresentano microrganismi in grado di esercitare un "effetto benefico" sull'ospite, mentre i prebiotici sono componenti non digeribili dell'alimentazione che stimolano la crescita o l'attivazione di specie batteriche coliche ad effetto benefico sull'intestino. Gli effetti benefici dei prebiotici sono ancora da dimostrare, si suppone che producano un aumento della resistenza ai batteri patogeni, una riduzione dei lipidi circolanti, modificazioni ormonali e una stimolazione immunologica e che possiedono proprietà anticancerogene (51). I probiotici insieme ai prebiotici formano i simbiotici, la loro somministrazione migliora la sopravvivenza dei microrganismi probiotici, quindi aumenta l'effetto benefico del probiotico (51,52).

Nel 1992 Fuller definì il termine probiotico come un supplemento alimentare microbiologico che porta benefici all'animale ospite migliorando il suo bilancio microbiologico (53). In seguito quando i probiotici sono stati più conosciuti è emersa una definizione più generale: microrganismi viventi che digeriti in certe quantità esercitano benefici sulla salute oltre che, sulla nutrizione generale (54). Alcuni AA hanno studiato gli effetti benefici dei probiotici nella prevenzione e nel trattamento di varie forme di diarrea (55).

Maggiore attenzione è stata rivolta al Lactobacillus R ceppo GG (LGG). L'LGG ha mostrato potenti proprietà adesive: usando cellule differenziate Caco 2 in vitro, Channere et al. trovarono che tra i lattobacilli aderenti umani, soltanto i ceppi del Lactobacillus acidophilus (LB) e l'LGG avevano un'alta capacità di raggruppamento indipendentemente dal calcio (56).

Letho e Salminen dimostrarono che l'adesione di soltanto 4 ceppi di lattobacillo era significativamente superiore all'adesione di controlli negativi di E.Coli e che nessuna delle differenze tra i 4 ceppi era significativa (57). Perciò, sebbene altri ceppi di lattobacillo possono avere un'adesione comparabile alle cellule Caco-2, nessuna è significativamente migliore dell'LGG. La maggior parte dei lattobacilli testati sembrano essere meno aderenti dell'LGG(57). L'LGG è stato mostrato produrre una sostanza antimicrobica che è attiva contro vari batteri trovati nella microflora intestinale. I ceppi batterici inibiti dalla sostanza antimicrobica prodotta dall'LGG includono E.Coli, lo streptococco, il Clostridium, il Bacteroides fragilis e la Salmonella (58).

Inoltre, l'LGG è in grado di sopprimere la capacità enzimatica dei batteri, è stato riportato una diminuzione della glucoronidasi, beta glucossidasi, ureasi, idrolasi, glucolica fecale, nitroreduttasi (59,60). 
L'LGG sposta ed elimina certi componenti della normale flora colonica, risultando valido nel trattamento della diarrea da Rotavirus, nella diarrea del viaggiatore e nella diarrea da Clostridium difficile in numerosi studi controllati con placebo.

Isolauri et al. hanno dimostrato che l'LGG produce una riduzione maggiore della durata della diarrea da Rotavirus (55). In uno studio eseguito su 245 soggetti viaggiatori per un periodo di 1-3 settimane si è osservato che il rischio di sviluppare diarrea per ogni giorno di viaggio era del 7,4% nel gruppo trattato con placebo ed era del 3,9% nel gruppo trattato con l'LGG, con un rapporto di protezione del 47% (61).

In un esperimento che ha coinvolto 32 pazienti con diarrea da Clostridium difficile nei quali è stata eseguita terapia con LGG, tutti i soggetti migliorarono sintomaticamente (61).

Queste scoperte possono essere utili per i bambini con allergia alimentare, in quanto una infezione intestinale può produrre una aumento della quantità di antigeni che attraversano la barriera mucosale favorendo processi di sensibilizzazione (62,63).

Un gruppo di ricercatori sta conducendo una ricerca volta allo studio dei meccanismi d'azione di LGG che inducono una diminuzione della permeabilità intestinale e una immunostimolazione (aumento della produzione di IgA secretorie, dell'attività dei macrofagi e delle cellule T), una riduzione della risposta immunitaria (tolleranza) poiché l'antigene alimentare è idrolisato dalle proteasi dei probiotici (55,64).

La Word Health Organization (WHO) ha raccomandato una drastica riduzione nell'uso di antibiotici (65,66).
I probiotici, per esempio, Lactobacillus rhamnosus e Lactobacillus plantarum sembrano essere più validi, secondo la direttiva WHO, per una terapia ad interferenza microbiologica.

Nel 1986 alcuni AA osservarono 81 pazienti resecati al fegato, ai quali vennero somministrati antibiotici per parecchi giorni in connessione con l'intervento chirurgico associando probiotici (67). Il 70% dei pazienti assunsero ampicillina o, cefalosporine o, tetracicline, il 30% non furono trattati con antibiotici. I risultati ottenuti indicarono che i pazienti del II gruppo trattati soltanto con probiotici non manifestarono infezioni sistemiche (67).

Comunque, i L.rhamnosus e L.plantarum sono oggi definiti come batteri intestinali protettivi(68). 
Essi sono interessati nella produzione della mucosa essenziale: acidi grassi a catena corta, aminoacidi, arginine, cisteine e glutammine, in questo modo prevenendo così l'incremento dei batteri patogeni intestinali e stimolando il sistema di difesa immunologico intestinale (68).

E’ stato dimostrato che i probiotici possono eliminare le tossine e le sostanze non necessarie alla MI, così come la loro produzione di steroidi dal colesterolo riduce l'ammontare globale del colesterolo circolante. 
I probiotici possono partecipare alla regolazione delle funzioni intestinali così come la secrezione, l'assorbimento dei nutrienti e la motilità gastrointestinale (68).

I probiotici per indurre beneficio debbono possedere alcune proprietà: avere origine umana, avere la capacità di aderire alle cellule intestinali umane e avere la capacità di colonizzare l'intestino(69).

Isolauri et al. hanno descritto la capacità dei lattobacilli ad aderire alla mucosa intestinale: 
il L.rhamnosus e il L.plantarum tollerano un più basso pH rispetto ad altri batteri, questa proprietà li rende più efficaci (64).

Recentemente anche altri Autori (70) hanno studiato gli effetti benefici sulla salute di alcuni batteri probiotici incorporati nei cibi giornalieri. L'uso di contenitori impermeabili all'ossigeno, la fermentazione, la microincapsulazione, l'adattamento allo stress, l'incorporazione di micronutrienti come peptidi ed aminoacidi hanno permesso di stimare la vitalità dei batteri probiotici. 
Tre potenziali batteri probiotici: Lactobacillus rhamnousus HN001, Lactobacillus acidophilus HN017 e il Bifidobacterium Lactis HN019 sono stati recentemente identificati e caratterizzati (71). Tali studi hanno dimostrato che essi non sono patogeni ed appaiono sicuri per il consumo umano.
I probiotici sono, dunque, microrganismi che hanno una influenza favorevole sui processi fisiologici e patologici dell'ospite attraverso il loro effetto sulla flora intestinale (72).

Bambini con infezione da HIV possono avere episodi di diarrea e frequente malassorbimento che determinano anormalità nella crescita. è stato valutato se la somministrazione orale del Lactobacillus plantarum (299V) poteva migliorare lo stato nutrizionale e promuovere la crescita in bambini esposti dalla nascita ad infezione HIV; i risultati sono stati confortanti dimostrando una riduzione degli episodi diarroici e, suggerendo che i probiotici possono essere dati in maniera sicura a pazienti immunosoppressi con apparenti benefici terapeutici (73).

Recenti studi (74) hanno, inoltre, dimostrato come i batteri probiotici esercitino una influenza sui microrganismi attraverso la produzione di acido lattico ed acido butirrico. 
L'acido lattico inibisce la crescita dei batteri patogeni, l'acido butirrico influenza il ricambio degli enterociti e neutralizza l'attività dei carcinogeni nella dieta come le nitrosamine che sono generate dall'attività metabolica dei batteri intestinali. Perciò, la presenza di batteri probiotici nei prodotti giornalieri fermentati migliora lo stato di salute dell'organismo.

Dai dati della letteratura sembrerebbe quindi che, l'uso dei lattobacilli è importante per la prevenzione dei disturbi gastrointestinali. Essi, infatti, esplicherebbero la loro azione attraverso una modifica della MI, una riduzione dei difetti di permeabilità, la prevenzione e il trattamento di diarree infettive od associate ad antibiotici e il miglioramento dell'immunità intestinale.

Necessitano comunque ulteriori studi per confermare questi dati e chiarire meglio il meccanismo di azione di questi microrganismi.

BIBLIOGRAFIA:
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