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GUIDA  alla  SALUTE con la Natura

"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


NASCERE in MODO NATURALE 
 Prima di firmare il cosiddetto "certificato di nascita" ovvero la "finzione giuridica" di vostro figlio/a,
leggete questa pagina per sapere cosa firmate
: nei fatti e' la cessione di vostro figlio/a allo Stato !

Tutte le societa' basate sull'aggressivita' e sulla dominanza, come quella ad esempio occidentale, il nuovo nato viene,
subito preso, lavato, manipolato, visitato, misurato, valutato  e soprattutto separato dai genitori....
  e destinato per i controlli, dal pediatra.....e successivamente   purtroppo  vaccinato,
Queste solo le indicazioni obbligate del sistema imperante della medicina allopatica in mano a Big Pharma
Gli ultrasuoni (ecografia) provocano sottili Danni Cerebrali nei Neonati, come i Vaccini
 

NASCERE in modo NATURALE - Vedi anche Parto

Gravidanza: il feto trasmette cellule alla madre - Giugno 2012
Il feto trasmette proprie cellule alla madre che poi restano nell'organismo materno per molto tempo dopo la nascita.
L'affascinante scoperta relativa ad uno scambio cellulare inatteso è frutto di uno studio dei ricercatori statunitensi del Tufts Medical Center pubblicato su "Biology of Reproduction's Papers-in-Press".
Gli esperti hanno infatti rilevato nel flusso sanguigno di un gruppo di topi femmina incinta alcune cellule del feto. Si tratta di cellule fetali, individuate nella tarda gravidanza, che però restano negli organi interni della madre a lungo dopo il parto.
"Abbiamo utilizzato dei database pubblici per estrarre delle informazioni genetiche importanti da queste cellule fetali, in modo da capirne il funzionamento – spiega Diana Bianchi, principale autrice dello studio – Riteniamo che il passaggio di figlio in madre sia un modo per rendere il sistema immunitario materno tollerante al feto. Inoltre, abbiamo rilevato la presenza di queste cellule fetali in zone tumorali dei polmoni delle madri, anche se non è chiaro se queste cellule aiutino a distruggere il tumore o contribuiscano alla loro crescita".


Comunicato Andromeda sul Parto fatto in casa

Il vissuto della gestazione dell’evento della nascita è memorizzato nei geni dei genitori e dei figli stessi. Meglio si prepara la nascita e più si aiuta le personalità che compongono la famiglia ad evolvere nella nuova esperienza.
Quando il maschio e la femmina si riconoscono amandosi l’uno nell’altra, generano una procreazione cosciente dell’amore e del rispetto reciproco, l’evoluzione nella conoscenza è profonda per la coppia che in genere tende a costituire una famiglia.
Questa pratica genera il desiderio di dare la vita ad un altro essere; il frutto dell'amore è il dono di Sé nella nuova creatura che a sua volta percepirà questo desiderio di Amore.
La “trama” che si tesse ad ogni esperienza si impregna di ogni sensazione che vi si imprime; la nascita come la morte, a maggior ragione essendo una importante tappa della vita in senso completo, è cosi forte e stretta da modulare per sempre ogni individuo.
Il padre consapevole dei suoi doveri amorosi nei confronti del nascituro, si “inizierà”, si informerà, alle consapevolezze della conoscenza sul come far crescere il proprio figlio, come alimentarsi bene ed in modo biologico naturale, per ottenere dalla madre un’alimentazione il più possibile vicine ai fabbisogni del nascituro.
La madre a sua volta si preparerà i suoi pasti tenendo conto che ogni cosa ingerita sarà il nutrimento del piccolo nel suo grembo, facendo sì che il futuro uomo cresca con tutte le qualità fisico/spirituali adatte alla sua migliore sopravvivenza nel mondo esterno al grembo della madre.
Il bambino, riconosciuto nell’amore e dall’amore della coppia e della famiglia, crescendo potrà far sbocciare in pieno tutta la sua personalità, maschile o femminile. 
Il piccolo uomo una volta generato al concepimento dai suoi genitori naturali, non potrà essere soggetto sociale fin tanto che non sarà uscito dal grembo di sua madre; fino al quel momento egli può essere tutelato, protetto e gestito solo dalla madre in primis e dal padre, lo Stato NON può e NON DEVE interferire.

visiona questo bel VIDEO:

Michel Odent - ginecologo ostetrico, di fama mondiale - ha detto che il "Lotus Birth, ossia la nascita in cui non si recide il cordone ombelicale, con la placenta, ma lo si lascia attaccato fino a che esso abbia reso al nascituro il sangue in esso contenuto (circa 100 gr. su 300 gr. complessivi che il piccolo/a ha nell'intero corpo) in genere ci vogliono al massimo c.a. 72 ore) è la risposta più ovvia al tetano neonatale. Se non c’è ferita, non c’è la strada per l’infezione. Tutto questo è uguale a costo zero".

Ricordiamo anche che il "travaglio", cioe' le doglie (dolori del parto consistenti in forti contrazioni dell'utero e degli altri muscoli coinvolti finalizzati all'espulsione del nascituro. Il periodo precedente il parto viene detto travaglio), della nascita non svolgono solo il compito di fornire le spinte necessarie al parto, ma esso attiva sul sui vari sistemi nervoso, endocrino-ormonale, attraverso il dolore, le funzioni preparatorie per secernere il colostro ed il latte materno, sostanze indispensabili al nascituro.

In certi casi puo' essere necessario ricorrere, nel momento del travaglio, quando esso si arresta per vari motivi, ad una infusione di "ossitocina" (in vena) per riattivare ed amplificare le contrazioni uterine; teniamo presente che si tratta comunque di tossine introdotte nell'organismo della madre che in parte passeranno anche al piccolo sia attraverso il sangue sia attraverso il colostro che succhiera' appena nato dalle mammelle della mamma.

Domanda:...di chi e' la proprieta' del cordone ombelicale e/o della placenta ? ...ma della madre che l'ha formata nel suo corpo, e siccome essa puo' essere utilizzata per trarne delle cellule staminali che potranno in un futuro servire alla proprietaria (la madre), essa, la placenta NON puo' essere considerato un "rifiuto da gettare e/o bruciare, o vendere....", come purtroppo per ignoranza, lo si considera oggi da parte del "medici allopati" detti ufficiali, ma come un bene prezioso da tenere per se stesse per il futuro !
In certe parte del mondo la placenta viene fatta essicare e successivamente ingerita da parte della madre.

NATO CON LA CAMICIA
Chi sono i "nati con la camicia" ? Di solito le persone alle quali tutto va sempre bene, per il verso giusto, i baciati dalla buona sorte che suscitano, perciò, una certa dose di invidia; questo e' cio' che la tradizione popolare dice, ma e' proprio cosi' ??
Si e' proprio cosi', ma la fortuna e' che colui che "nasce con la camicia" ha una migliore salute, e' piu' intelligente, perche' e' piu' felice, in quanto la camicia e cioe' la placenta, viene lasciata accanto al nuovo nato finche' essa si secca.

Quindi il vecchio detto "Nato con la camicia" indica proprio l'antica pratica di lasciare la placenta accanto al nuovo nato fino a quando essa si secca, per poi ridarla alla Terra magari sotto un'albero....
L'altra idea della recente tradizione cosi' afferma:
Quando un bambino nasce con le membrane amniotiche attorno al corpo.... a' una "vernice caseosa", ossia quello strato biancastro che alla nascita ricopre l'epidermide dei neonati, e che appare un po' più abbondante nel caso di parti prematuri. Il suo scopo è la protezione del feto dal liquido amniotico, che potrebbe macerarne la cute.
E' un caso molto raro, ecco perche' nel linguaggio quotidiano questa espressione viene usata per indicare una persona fortunata.

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Liquido amniotico cura i prematuri - Dic. 2012
Il liquido amniotico si potrebbe rivelare una valida cura nel trattare una malattia comune tra i neonati prematuri. Lo indica uno studio pubblicato in versione integrale sulla rivista "Gut" che vede tra gli autori l'italiano Paolo De Coppi.
L'enterocolite necrotizzante è una patologia che colpisce i prematuri e che può esser così pericolosa da risultare fatale poiché danneggia gravemente le pareti del tubo digerente.
Gli esperti hanno usato le cellule staminali del liquido amniotico per riparare l'apparato digerente colpito dalla malattia che "affligge il 10-15% dei prematuri sotto i 1500 grammi: il 40% di questi muore" - spiega De Coppi.

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Utero seleziona gli embrioni sani e scarta gli altri - 10 febbraio 2014

L’utero sa selezionare gli embrioni, scegliendo quelli sani e scartando invece quelli con gravi anomalie.

L’embrione deve superare una sorta di test per potersi impiantare correttamente in utero e dare avvio alla gravidanza, perche' l’utero "seleziona" gli embrioni migliori, attraverso la presenza di una molecola la tripsina, che embrioni gravemente anormali non rilasciano nelle dosi giuste e che quindi vengono scartati.

La scoperta arriva da uno studio della Warwick Medical School and University Hospitals Coventry e Warwickshire NHS Trust.

 
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Ma le cellule staminali le vogliono prendere dal cordone ombelicale ad ogni nascita
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Ma e' poi vero che si debba "tagliare" il cordone ombelicale subito dopo la nascita ? Assolutamente NO ! quella tecnica INNATURALE, genera il trauma della nascita che rimane registrato nell'inconscio di TUTTI.
Molto meglio lasciare il cordone ombelicale e la placenta attaccate al nascituro almeno fino a quando esso cessa di pulsare e tutto il sangue e' ridefluito nel corpo dal bambino.
Ma questa tecnica va contro gli interessi di coloro che vogliono estrarre, dal sangue presente nel cordone ombelicale, le cellule staminali.

Vedi: Gravidanza consapevole:  
http://www.gravidanzaconsapevole.org/home.html
Informazioni sul Parto: http://www.marsupioscuola.it/ostetrica_informa/index.php
http://en.wikipedia.org/wiki/Michel_Odent   +  http://it.youtube.com/watch?v=zBjZ5rMoHkU
http://it.youtube.com/results?search_query=michel+odent&search_type=&aq=f
Blog nel quale si parla del "Nati con la Camicia"

Lotus Birth - nati con la placenta
Sito ufficiale italiano della nascita Lotus Birth, dove le informazioni che trovate riassumono il pensiero di Shivam Rachana.
Lotus Birth: nati con la placenta
Un’interessante e molto dolce evoluzione in senso pacifista del percorso nascita , in sintonia con il desiderio di riavvicinarsi all’armonia naturale della nascita.
Lotus Birth, la nascita integrale, perché ?
La nascita Lotus Birth non separa il bambino dal proprio organo-placenta, evitando così di creare il trauma che avviene attraverso il taglio del cordone. ...
Naturalmentemamma.it Gravidanza, parto, allattamento e primi mesi
Il lotus birth è un modo per cambiare prospettiva, per imparare la "pazienza".
Lotus Birth, un modo diverso di concepire il dopo parto
Questo approccio consiglia di aspettare il distaccamento spontaneo del cordone ombelicale. Il taglio prematuro costituisce un trauma per il nascituro.
Lotus birth- la nascita

Il parto come oggi viene effettuato, è purtroppo una delle massime aberrazioni create dai “luminari” della medicina universitaria; poche cose sono così in completa antitesi alla Natura come i parti che si effettuano oggi nelle cliniche private o negli ospedali.
Vediamo di considerare innanzitutto come le nostre ave, le nostre nonne figliavano.

1) Esse partorivano in casa aiutate nell’evento che era chiamato “lieto”, da tutta la famiglia ed in primo luogo dal consorte in quanto padre del nascituro e dalle loro madri che fungevano da levatrici.
Il rimanere in casa propria e con i propri cari era di aiuto e conforto spirituale alla puerpera e sopra tutto di utilità pratica per la presenza dei propri amati che aiutavano il lieto evento.
Questa presenza era un fatto molto importante anche per il maschio, in quanto egli si rendeva veramente conto cosa volesse dire mettere al mondo un figlio: le attese, le sofferenze, la nascita, erano estremamente utili perché lo arricchivano di informazioni sulla realtà della Vita e sulle forti relazioni emotive che il parto produce fra madre/padre e nascituro.
Il maschio assisteva partecipando alle sofferenze ed alle felicità della nascita; l’aver estraniato il maschio da questa partecipazione è averlo castrato nelle proprie possibilità di apprendimento sulla vita; la Vita nasce con il “dolore”, ma il maschio di oggi non lo vive più e di conseguenza non comprende facilmente la vita e la sofferenza; lo mantenuto bambino, egli è grande fisicamente, ma spiritualmente non è adulto; questo grazie anche ai “luminari” della scienza medica.

2) La figura del medico era presente per i nostri avi, solamente nel caso di gravi difficoltà; se poi andiamo ancora a ritroso nel tempo, vedremo che la nascita era nei popoli antichi, un atto “sacro”, con la partecipazione della famiglia patriarcale, sopra tutto la madre della puerpera e le altre madri del villaggio che la aiutavano; la figura dell’ostetrica (a sua volta e' una donna che ha partorito) è nata da questa antica abitudine sociale.
Era l’esperienza della Vita, l’aver fatto un figlio che dava la vera Conoscenza a queste madri ed esse giustamente potevano trasmetterla alle loro figlie quali nuove madri. Non abbiamo ancora visto un dottore maschio partorire, quale esperienza pratica diretta può avere ?
Più che l’esperienza sulla propria pelle non esiste nulla, nessuna università, nessun diploma, nessuna laurea, può fornire ciò che dà l’esperienza diretta.
Queste madri che aiutavano le proprie figlie o quelle altrui, erano le vere sacerdotesse del parto !

Al contrario cosa possono dire per esperienza i medici maschi ?? Proprio NULLA !
Oggi grazie a questi luminari, abbiamo perduto questa cultura veramente scientifica, quella basata sulla continua ripetizione di generazione in generazione nel laboratorio della Vita, del “momento del parto naturale”, in armonia con le Leggi della Manifestazione.

Inoltre sappiamo che all’interno degli ospedali “moderni” essendovi patologie di ogni tipo trattate sopra tutto con antibiotici, gli stessi medici dicono che gli “agenti patogeni” sono molto più virulenti in quanto essendosi questi abituati agli antibiotici si sono rinforzati diventando molto più pericolosi e così le puerpere che non sono malate ma comunque non in perfetta salute dato il loro stato, possono più facilmente ammalarsi; ciò avviene anche per il fatto che in quelle sedi si forniscono alle puerpere al pasto quotidiano degli alimenti NON idonei a chi ha partorito, quindi esse sono facilmente deboli nel loro sistema immunitario.

Con questa deduzione, negli Stati Uniti si sta provvedendo ad aprire delle case di parto al di fuori delle strutture ospedaliere, proprio per la pericolosità riscontrata nelle cliniche, per le partorienti.
Noi invece pensiamo che ciò sia dovuto più alle condizioni di stress nelle quali quelle puerpere si trovano; queste si ammalano facilmente perché sono sicuramente già predisposte per le loro personali alterazioni termico/nutrizionali (intossicazioni) per la cattiva alimentazione in casa loro; esse sono anche sottratte al momento del parto alla famiglia ed agli affetti dei cari, ma e sopra tutto sono nutrite nel luogo ove sono ricoverate per il parto, con un'alimentazione che è molto carente dal punto di vista Nutrizionale e vitale.
Il parto Naturale prevede invece una totale e differente tecnica di parto per la donna da non effettuarsi in clinica; questo luogo deve essere l’ultima spiaggia alla quale  solo in caso di complicazioni reali al parto.
Vi descriviamo come dovrebbe essere praticato il parto secondo natura; vi sono 2 scuole, che insegnano due tecniche, che potremo chiamare così: La scuola umida e quella secca.

Tutte due le tecniche sono antiche ed hanno queste caratteristiche:
La prima si avvale dell’acqua a temperatura ambientale; si tratta di far partorire la puerpera ed il nascituro in una vasca, un lago, fiume o nel mare.

Questo modo di partorire riNasce da un movimento “alternativo” che si è creato in Russia attorno agli anni 1960 quando Igor TCHARKOVSKI (ricercatore dell’Istituto di Bio Meccanica dell’Accademia degli Sport) ha avuto l’idea di aiutare il bambino a nascere in un modo meno traumatico e difficile quale è il parto asciutto, facendolo uscire dalla vagina della madre immerso in acqua a temperatura ambiente, nel mare, nelle stagioni non fredde.

vedi: COLOSTRO  +  Latte materno +  UNICEF +  Alimentazione del Bambino + Concepire Naturalmente + Parto eventi +  Parto Parti Cesarei + Nascite programmate + Vita pre-natale +  Concepimento + Liquido Amniotico + Quello che le Donne dovrebbero sapere  Lettera di un bambino dall'utero materno  

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Il parto in casa è sicuro come quello in ospedale
Partorire in casa non comporterebbe maggiori rischi di un parto in ospedale. È questo il risultato del più ampio studio mai realizzato sul parto in casa e condotto dai ricercatori olandesi del TNO Institute (i Paesi Bassi vantano il più alto numero di nascite a casa).
I risultati dell’indagine, condotta su 530.000 nascite, sono stati pubblicati sulla rivista scientifica BJOG e non hanno evidenziato alcuna differenza nel tasso di mortalità di mamma e bambino tra i due tipi di parti. La ricerca era partita dopo che nei Paesi Bassi si era registrato uno dei più alti tassi di mortalità neonatale di tutta l’Europa e gli studiosi avevano ipotizzato che la causa di questo dato fosse da ricercarsi proprio nella frequenza con la quale si partorisce in casa. Proprio per incoraggiare le donne a partorire in ospedale - perché considerato più sicuro - erano partite campagne di informazione e una donna su tre aveva cambiato idea e scelto di far nascere il bambino in ospedale.
La ricerca condotta dal gruppo di Simone Buitendijk ha, invece, preso in esame decine di migliaia di nascite e ha concluso che non si registra alcuna differenza nel rischio di decesso per mamma o figlio tra i due tipi di parti.
“Abbiamo concluso che il rischio di complicanze è praticamente lo stesso per una donna che inizia il travaglio in casa col supporto di un’ostetrica e per una che lo fa in ospedale sempre con un’ostetrica”, ha spiegato lo studioso olandese. I ricercatori hanno osservato che un terzo delle donne esaminate e che avevano iniziato il travaglio a casa avevano poi partorito in ospedale a causa di alcune complicanze come un anomalo battito cardiaco fetale o l’esigenza di un’epidurale per lenire il dolore, ma gli studiosi hanno concluso che si trattava di complicazioni che si sarebbero verificate ugualmente anche se il travaglio fosse avvenuto in ospedale.
In Italia scelgono di partorire in casa circa 1500 donne. Uno dei motivi per i quali il numero è così esiguo è anche legato al costo di questa operazione: dai due ai tremila euro.

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Consigli della Medicina Naturale post Parto:
La madre DEVE assumere latte di avena, enzimi, fermenti lattici, cereali, ed alimentarsi convenientemente tenendo presente che tutto cio' che ingerisce, passa nel latte materno e viene assorbito dal lattante.
Bere molto, succhi di frutta centrifugati e di verdure; nei casi di anemia bere il succo crudo di barbabietola.
La madre NON deve assumere latte vaccino (al massimo latte di capra, ma con parsimonia) - meglio evitare i latticini, solo il grana e' consentito, ma sempre con notevole parsimonia.
Pochissima carne e pesce. Molto riso semi-integrale e pochi legumi.

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PARTO in ACQUA - Finalmente oggi in qualche ospedale anche italiano lo si pratica !
Tutto ciò ha una sua stretta logica, in quanto il feto immerso nel liquido amniotico nel ventre della madre è sottoposto ad una minima forza di gravità, come ognuno di noi, quando siamo immersi in una piscina di acqua di mare (leggermente salata) o di acqua dolce, galleggiamo facilmente; il bambino passa così dolcemente e gradualmente da un liquido ad un altro senza subire il trauma immediato del passaggio dal liquido all’aria asciutta; questo tipo di parto anche per la puerpera è meno doloroso, perché tutti i muscoli del ventre sono immersi nell’acqua e si rilassano bene come il resto del corpo, in modo da facilitare al massimo la nascita del piccolo.

Con questo sistema sono nati ormai migliaia di bambini e con questi numeri si è potuto constatare che tutte le “paure dei medici” riguardo ai bambini od alle puerpere che potrebbero ammalarsi se non venissero utilizzati attrezzi sterilizzati in ambiente asettico ecc., sono infondate, in quanto questa scuola opera e lavora in un campeggio senza attrezzature mediche né medici, ma si partorisce in un piccolo bacino immerso nel lago, nel fiume, nel mare e la temperatura dell’acqua ove si pratica questa tecnica è quella dell’ambiente.

Questo ricercatore ha indicato 3 punti fondamentali per questo tipo di parto:
1) La donna incinta deve essere attorniata da immagini, bellezza, musica, profumi, gusti e pensieri belli.
2) La puerpera deve imparare una specie di Yoga elementare e meditando deve imparare a conoscere dal di dentro il suo bambino.
3) La donna deve meditare immersa nell’acqua a temperatura ambiente, perché l’acqua è un buon conduttore, meglio dell’aria, dei flussi bio energetici e deve prendere confidenza con l’acqua stessa che se fredda è un tonico molto importante per la partoriente e per il bambino.

Oggigiorno qualche clinica estera ed italiana ha ripreso questa pratica, facendo partorire in una vasca con acqua a temperatura ambiente o tiepida riscaldata a 37 gradi (non hanno ancora capito che la Natura abbisogna per modificarsi delle differenze termiche); infatti la “dottrina termica”, né l’Idroterapia, delle quali abbiamo già parlato, nel volume precedente, non sono conosciute dai ginecologi allopati.
Da statistiche recenti (il ricercatore Russo ha fatto partorire più di 1000 bambini con quel metodo avendo solo 1 caso di parto anomalo con il quale si è dovuto ricorrere al taglio cesareo) effettuate da quel ricercatore russo, si vedono le grandi differenze fra un bimbo nato con il metodo del parto orizzontale nel letto della clinica, dove nemmeno la forza di gravità può aiutare la puerpera ed il bambino a nascere e quello nato con questo antico sistema nell’acqua; questi ultimi bambini sono felici di nascere e presentano nel tempo un più alto grado di intelligenza, di serenità ed il loro sistema immunitario è più preparato ad affrontare la vita, essi sono più sani; per loro la nascita non è più così traumatica e dolorosa come per gli altri nati con il sistema “medico clinico scientifico”.

L’altro metodo quello “secco” è quello tradizionale già in uso nel mondo, fin dagli albori della civiltà; la puerpera NON partorisce nel letto, sdraiata, ma in PIEDI come se dovesse fare “pipì” o “defecare”; il peso stesso del feto è in genere sufficiente a fare dilatare il collo dell’utero per far uscire il bambino.
Lo 80% delle partorienti olandesi, ma anche quelle dei paesi scandinavi, partoriscono sedute su uno sgabello che si chiama "sedia olandese", cercando di sfruttare la posizione più naturale.

Pare che il voler partorire nella posizione orizzontale nel letto di casa, sia solo una moda delle classi ricche del tardo medioevo, che non vollero più partorire come la plebe che partoriva in piedi; questa moda proviene per tradizione da un parto orizzontale in un letto effettuato alla presenza dei medici  e dei nobili di corte, da parte della regina di un re di Francia; fu questo fatto poi scimmiottato a determinare in seguito la prassi ospedaliera di oggi, cioè di mettere nella posizione orizzontale la puerpera. Come potete vedere si è effettuata una “attenta indagine scientifica” per determinare quella scelta !

Nel parto, se le dilatazioni non avvengono naturalmente, esse possono venire favorite con delle fumigazioni calde locali sulla vagina ed il basso ventre, in modo da rilassare i muscoli il più possibile; la puerpera si abbassa piano piano ad ogni contrazione sempre di più; per aiutare le spinte essa usa una tecnica di respirazione addominale in modo da muovere verso il basso il diaframma, questo a sua volta spingerà verso il basso il nascituro; ad ogni contrazione essa si abbasserà come se stesse defecando ed aiuterà la nascita del piccolo; appena la testa sarà uscita dalla vagina, la madre lo aiuterà con le proprie mani a farlo scivolare fuori; appena partorito essa metterà il bambino sul proprio seno per farlo succhiare a contatto con la pelle ed aspetterà che il cordone ombelicale cessi di pulsare; poi reciderà l’ombelico; le nostre ave per tagliarlo, usavano i denti.

In seguito si aiuterà, sempre con movimenti e respirazioni sopra descritti, l’uscita della placenta che le nostre antiche madri ridonavano alla terra, dopo averla usata per lavare il bambino; il bimbo appena nato cercherà il capezzolo della madre che essa gli porgerà in modo che egli possa essere stimolato immediatamente nella comunicazione con la propria madre, in questo modo l’amore materno e filiale, scaturirà dal profondo dei due esseri; inoltre la mammella della madre secernerà ciò che in quel momento è utile al lattante, per garantirgli una adeguata protezione immunitaria al nuovo ambiente nel quale si trova a vivere.

Ecco come si dovrebbe nascere per non essere psico dipendenti dai “medici” e dalle cliniche.

Occorre che la donna riprenda questo diritto/dovere che ha delegato a dei maschi con così poca dignità e serietà, credendo di favorire Sé stessa ed il proprio figlio, non rendendosi conto che anch’essa è nata nell’era “moderna” con un trauma derivante dall’entrare in questa dimensione trasgredendo le Leggi della Manifestazione, di conseguenza essa paga e fa pagare al proprio figlio, un prezzo altissimo ed inutile di violenza e di sofferenza, che potrebbe essere evitato se si ritornasse alla nascita con il parto Naturale.

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Epidurale: Anestesia in zona peridurale (reazioni indesiderate).
L
’analgesia locoregionale (peridurale e spino- peridurale) è considerata  la tecnica di scelta per il controllo del dolore da parto e viene effettuata in circa il 40% dei parti vaginali.
La peridurale eseguita da personale esperto e qualificato è una tecnica abitualmente priva di complicanze. Gli effetti collaterali immediati e transitori sono rappresentati da sensazione di calore e formicolio agli arti inferiori, lieve calo della pressione arteriosa, che regredisce con l’infusione endovenosa di liquidi, e prurito, conseguente alla somministrazione di oppiacei.
La cefalea post-puntura durale, si manifesta nello 0.2/3% dei casi ed ha caratteristiche del tutto peculiari: a partenza dalla regione occipitale e cervicale alta, tipicamente scompare con la posizione supina, si controlla con comuni analgesici ed assunzione abbondante di liquidi.
Una lombalgia di intensità variabile, si può manifestare dopo il parto ed è in genere imputabile alla complessa dinamica del parto, più che alla manovra di posizionamento del catetere peridurale. Le sequele neurologiche gravi e sicuramente attribuibili alla tecnica sono rare. Esse sono conseguenza di ematomi epidurali, lesioni delle radici nevose, infezioni meningee e aracnoiditi.
Inoltre occorre considerare che la tossicita' dell'anestesia puo' anche dare fastidio al nascituro, oltre ad impedire alla madre di generare quegli ormoni necessari a stimolare il sentimento di madre e quelli per l'allattamento.

La chirurgia (taglio cesareo) per il parto è “l’ultima spiaggia” alla quale si deve approdare solo dopo aver operato in sintonia con la Natura e non aver potuto ottenere il risultato desiderato, la nascita. Solo in quel caso potremo utilizzare le tecniche chirurgiche utili alla madre ed al nascituro, che a quel punto saranno l’unica soluzione.

Agli Uomini che controllano o consigliano altri uomini ricordiamo, che bisogna farlo con AMOR, che significa dare e ricevere l’informazione Vera e Giusta per il bene comune.

Per sapere il sesso del nascituro analizza l’Urina !
Un'industria Californiana (USA) ha messo a punto un test che permetterebbe di scoprire il sesso del nascituro analizzando direttamente le urine della mamma. Infatti, si è scoperto che alcune parti del Dna delle cellule del feto passano nelle urine. In particolare la possibilità di stabilire il sesso del bambino è legata alla capacità di questo test di scoprire la presenza nelle urine del cromosoma Y (caratterizzante i maschietti).
Un’altra delle grandi possibilità dell’urina, essere una sostanza informata contenente tutte le caratteristiche del corpo dalla quale proviene !
La nascita infine è il riconoscimento della coppia nei confronti del figlio/a, dandogli il nome, inconsciamente, che ritengono opportuno. 

IMPORTANTE NdR: E’ noto che gli zingari (bambini ed adulti) sono molto piu’ sani dei cosiddetti “cittadini”, questo perche’ vivendo in condizioni igieniche meno aggressive, permettono all’organismo di adeguarsi ed imparare a difendersi dalle varie malattie, cioe’ si irrobustiscono di piu’ e meglio.
Cio’ significa che la troppa “igiene” indebolisce il sistema immunitario e l’organismo intero, permettendo l’aggressione delle varie malattie, specie sui vaccinati che per via dei vaccini sono immunodepressi !
Tutti i bambini nati sani sono naturalmente dotati di meccanismi di difesa immunitaria e di anticorpi per adattarsi rapidamente all’ambiente esterno e per raggiungere così un alto grado di immunita’ alle malattie specie se allattati al seno materno e nati con la "camicia" (Lotus Birth
)  +  Tecnica respiratoria per il Parto

Considerazione finale: sul parto: E' per lo meno "strano" che a far partorire le femmine, siano in genere dei maschi, cio' e' innaturale, cosi come i ginecologi dovrebbero essere solo femmine, per non generare nella femmina, alla visita ginecologica, una repulsione all'atto della penetrazione delle dita od attrezzi necessari alla visita. Occorre che tutto finalmente, anche quindi nella sanita' mondiale, rientri nella naturalita', cosi' vi saranno meno problemi e vessazioni negli umani.

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BIBLIOGRAFIA SCIENTIFICA:
Am J Obstet Gynecol 1991 Mar;164(3):883-7
Published erratum appears in Am J Obstet Gynecol 1991 Jul;165(1):241
“Position change and central hemodynamic profile during normal third-trimester pregnancy and post partum”.
Clark SL, Cotton DB, Pivarnik JM, Lee W, Hankins GD, Benedetti TJ, Phelan JP;
Intermountain Health Care Perinatal Centers, LDS Hospital, Salt Lake City, UT 84143.

Central hemodynamic response to position change was assessed in 10 normotensive primiparous patients between 36 and 38 weeks' gestation. Studies were repeated between 11 and 13 weeks post partum. Compared with the left lateral position, we observed a mean 9% fall in cardiac output in the supine position and an 18% fall when patients were standing. When standing, these patients had a 30% increase in pulse and a 21% fall in left ventricular stroke work index. The orthostatic response after pregnancy was much more labile than that during the third trimester. These findings have important descriptive implications for the understanding of the human response to orthostasis during pregnancy, as well as clinical implications for  patients at risk of uteroplacental insufficiency and for working women during pregnancy.

PMID: 2003555, UI: 91165910

Sintesi:
L’articolo studia tre tipi di posizione: verticale, orizzontale supina, orizzontale laterale e lo sforzo della madre a livello cardiaco. Rispetto allo standard utilizzato delle cliniche ed ospedali di tutto il mondo (orizzontale supino) la posizione in piedi richiede alla madre un affaticamento cardiaco superiore del 30% mentre quella orizzontale laterale è più “riposante” del 21%.
Come tutti gli articoli scientifici si occupa di un aspetto molto particolare e non di tutti, e la posizione verticale non manca comunque di avere notevoli vantaggi rispetto alle altre posizioni.

Lancet 1989 Jul 8;2(8654):74-7 
“Randomised, controlled trial of squatting in the second stage of labour”. Gardosi J, Hutson N, B-Lynch C.
Department of Obstetrics and Gynaecology, Milton Keynes General Hospital, Buckinghamshire.

A new obstetric aid, the “Birth Cushion” allows the parturient to sink into a supported squatting posture for the second stage of labour and delivery; it fits into conventional delivery beds. A prospective, controlled trial of 427 primiparae compared the outcome of labour in women randomly allocated to squatting (218) or conventional semirecumbent (209) management. The squatting group had significantly fewer forceps deliveries (9% vs 16%) and significantly shorter second stages (median length of pushing 31 vs 45 min) than the semirecumbent group.

There were fewer perineal tears, but more labial tears, in the squatting group. Apgar scores, blood loss, and post-partum  vulvar oedema were similar in both groups. 82% of the women in the squatting group maintained  upright positions for most of the second stage, and reported great satisfaction with the supported squatting position. The traditional birth posture of squatting can be easily adapted for modern labour management and has advantages for women in their first labour.

Traduzione in sintesi:
Nella posizione verticale il tempo medio del parto diminuisce infatti del 27% circa (passa da 45 min. a circa 30), si riduce l'uso del forcipe e tutte le partorienti mostrano di gradire la posizione.
L' 82% di esse mantiene la posizione per buona parte della fase 2 del parto e si mette in posizione semiseduta classica verso la fine perché più riposante (vedi articolo precedente).
L' indice di Apgar (è un valore molto grossolano ma utile per dire “quanto sta bene” il neonato), l'emorragia e l'edema vulvare sono simili nei due gruppi.
By Andromeda

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MANGIA TANTO e SARA’MASCHIO, STUDIO COLLEGA DIETA-SESSO BEBE’
(AGI/REUTERS) - Londra, 23 apr. 2008 
Le donne che seguono diete ipocaloriche e che saltano la colazione hanno maggiori possibilita’ di dare alla luce una bimba: al contrario, una dieta con molte calorie predispone al concepimento di un maschio Uno studio condotto da ricercatori delle Universita’ di Exeter e Oxford ha mostrato per la prima volta che il sesso di un figlio e’ collegato all’alimentazione della madre. “Questa ricerca potrebbe aiutare a spiegare perche’ nei Paesi sviluppati, dove molte donne seguono diete a basso apporto calorico, l’incidenza proporzionale dei maschi sia in calo”, ha detto Fiona Mathews dell’Universita’ di Exeter.

Negli ultimi quarant’anni c’e’ stato un piccolo ma consistente declino, pari a circa uno per 1000 nascite all’anno, nella proporzione dei maschietti nati nei Paesi industrializzati.
Negli esseri umani, non fare colazione puo’ essere interpretato dal corpo come un segnale di scarsa disponibilita’ di cibo, il che abbassa i livelli di zucchero nel sangue. Sebbene il sesso sia geneticamente determinato dai padri, e’ noto (anche se non chiaramente comprensibile) che gli alti livelli di glucosio incoraggiano la crescita e lo sviluppo degli embrioni maschi mentre inibiscono quelli femminile.
Mathews e i suoi colleghi hanno studiato 740 donne britanniche, rimaste incinte per la prima volta e che non conoscevano il sesso del bebe’; hanno registrato le loro abitudini alimentari prima e nelle fasi iniziali della gestazione e poi hanno diviso le donne in tre gruppi a seconda dell’apporto calorico della loro dieta. I ricercatori hanno scoperto che il 56 per cento di quelle nel gruppo con il piu’ alto livello di calorie al momento del concepimento davano alla luce maschi, rispetto al 45 per cento di quelle nel gruppo con minori calorie.
La correlazione puo’ avere un senso anche in termini evoluzionistici: “Se una madre ha molte risorse, puo’ avere un senso che investa nel mettere al mondo un maschio, perche’ e’ probabile che gli dia piu’ nipoti che una femmina. Invece in tempi di magra, una femmina e’ una scommessa piu’ sicura”.
Finora gli studi hanno sempre collegato la diminuzione di maschi ai cambiamenti ormonali causati da agenti inquinanti e alle sostanze chimiche che si trovano, per esempio, in alcuni pesticidi.(AGI)
By Bia
Tratto da: alimentazione-oggi.it

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Acido folico come prevenzione delle nascite premature
La supplementazione è associata una diminuzione del 70 per cento delle nascite premature spontanee tra 20 e 28 settimane e a una riduzione del 50 per cento di quelle tra 28 e 32 settimane.
L'assunzione di acido folico per almeno un anno prima del concepimento è associata a una riduzione del rischio di nascita prematura, secondo uno studio riportato sulla rivista PLoS Medicine.
Sebbene la maggior parte delle gravidanze duri 40 settimane, nei paesi occidentali circa il 12 per cento delle nascite si conclude prima di 37 settimane. I bambini nati pretermine hanno minori probabilità di sopravvivenza rispetto a quelli nati a termine e possono più frequentemente andare incontro a difficoltà di apprendimento o ritardi nello sviluppo. Attualmente non si conoscono metodi di prevenzione della nascita prematura, ma già alcuni studi in passato avevano evidenziato come l'assunzione di minori quantità di acido folico fosse correlata a una minore durata della gravidanza.
In quest'ultimo studio, Radek Bukowski e colleghi della University of Texas Medical Branch a Galveston hanno verificato questa ipotesi analizzando i dati raccolti su una coorte di circa 35.000 donne in gravidanza.
I risultati hanno mostrato che la supplementazione con acido folico a partire almeno da un anno prima del concepimento era associata una diminuzione del 70 per cento delle nascite premature spontanee tra 20 e 28 settimane (con riduzione della prevalenza dallo 0,27 per cento allo 0,04 per cento) e a una riduzione del 50 per cento di quelle tra 28 e 32 settimane (dallo 0,38 per cento allo 0,18 per cento).
L'indicazione emersa dalle ricerca dovrebbe comunque essere confermata da un trial randomizzato e controllato, tenuto conto che si è trattato di una analisi secondaria effettuata su uno screening per la sindrome di Down, e che mancano dati precisi sulla compliance delle partecipanti. (fc)
Tratto da: lescienze.espresso.repubblica.it

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Per tutto il periodo della sua vita fetale, fino al momento della nascita, il cervello sviluppa con l'organismo a cui appartiene, una relazione fisiologicamente armonica che si instaura attraverso un network di comunicazioni rappresentate dai neurotrasmettitori e neuropeptidi.
Questi messaggeri neurochimici, prodotti dalle cellule del sistema nervoso centrale e del sistema immunitario, influenzano la crescita delle fibre nervose, la plasticità delle sinapsi, il ciclo vitale dei neuroni con la loro morte programmata, determinando l'assetto definitivo del sistema nervoso centrale e periferico.
Al momento della nascita l'impatto con i fattori ambientali e le esperienze individuali condizionano l'assetto definitivo del cervello e l'espressione dei geni la cui premessa è quella di raccogliere i suggerimenti dell'ambiente. Successivamente lo stress a cui tutti siamo sottoposti, determina una alterazione dell'asse endocrino con una conseguente scorretta produzione dei neurotrasmettitori e lo sviluppo di malattie psico-somatiche.
Alla luce di questa nuova scienza nota come PNEI (Psiconeuroendocrinoimmunologia), il prof. Enzo Soresi, interpreta una serie di casi clinici "singolari" dandone l'interpretazione scientifica ed invita a sviluppare un modello di vita volto a ridurre al minimo il disagio psichico con conseguente prevenzione del danno biologico.
By Prof. Enzo Soresi, Primario emerito di Pneumologia,specialista in anatomia patologica, malattie dell'apparato respiratorio ed oncologia clinica.

Commento NdR: pur condividendo in toto quanto questo professore afferma, ci permettiamo di segnalare che il MAGGIOR Danno Biologico al bambino appena nato, sono i DANNI che egli subisce con le vaccinazioni che gli inoculano fin da piccolino, ma questo professore NON ne parla, come mai ?

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Neonati: il peso predice lo sviluppo del cervello – Nov. 2012
I neonati che pesano tra i 2 e i 4 chili e mezzo sapranno risolvere meglio e prima i conflitti e le situazioni difficili.
Ebbene, il peso di un bebé predice in modo significativo come si svilupperà il cervello: in particolare, i neonati più pesanti hanno un maggiore sviluppo di alcune aree del cervello addette alla risoluzione dei conflitti cognitivi, rispetto ai bambini che pesano meno.
Lo sostengono i ricercatori del dipartimento di psicologia dell'Università di Oslo che, con i neurologi della California University di San Diego, grazie ad uno studio pubblicato su "Proceedings of the National Academy of Sciences".

I neonati ricordano subito le parole ascoltate
I neonati ricordano e riconoscono le parole già a pochi giorni di vita. L'affascinante scoperta è merito di uno studio in gran parte italiano, coordinato da Jacques Mehler Scuola Internazionale di Studi Avanzati (Sissa) e pubblicato sulla rivista dell'Accademia di Scienze degli Stati Uniti.
Lo studio, condotto all'ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine su 44 neonati, mostra per la prima volta che la regione frontale destra del cervello, già a pochi giorni dalla nascita, potrebbe supportare il riconoscimento vocale in vista delle primissime fasi di acquisizione del linguaggio.
"Abbiamo detto ai bambini delle paroline semplici e dopo due minuti le abbiamo ripetute, i test prevedevano o di ripetere le stesse parole, oppure di cambiare le vocali e lasciare le stesse consonanti oppure viceversa, cambiare le consonanti e lasciare le stesse vocali" ha spiega al'ANSA Silvia Benavides-Varela che quando ha condotto la ricerca. Ebbene, è stato dimostrato che già a pochissimi giorni dalla nascita i neonati sono in grado di riconoscere e ricordare determinate parole.

Recisione del Cordone ombelicale ?
Il cordone ombelicale e la placenta, i protagonisti del lotus birth

Il bambino, all’interno della pancia della mamma, comunica con il corpo della mamma (prendendone nutrimento, ossigeno, scambiando ormoni e sostanze di ogni genere) attraverso un organo importantissimo: la placenta. Potremmo dire che la placenta è l’avvocato del bambino, cioè è l’organo che si assicura che il bambino tragga il meglio dal corpo della mamma, anche a spese della mamma, se necessario.

La placenta, per questa sua fondamentale funzione, in alcune tradizioni orientali è lo spirito guida del bambino durante i 9 mesi in cui si prepara alla nuova dimensione terrena. Dunque in queste culture, alla nascita, la placenta viene onorata e celebrata con riti e cerimonie.

Il cordone ombelicale (o funicolo ombelicale) è un funicolo in cui passano 3 vene. Esso ad un’estremità (l'ombelico) è collegato al bambino, all’altra estremità è attaccato alla placenta. La placenta, a sua volta, è attaccata all’utero della mamma.

Dunque, quando il bambino nasce è ancora collegato alla mamma attraverso il cordone ombelicale, che fuoriesce dalla vagina della mamma e rimane attaccato alla placenta. Solo dopo che il bambino è nato, e quindi può respirare attraverso i suoi polmoni (non più attraverso l’ossigeno che arriva dal funicolo), la placenta si stacca dall’utero materno e fuoriesce anch’essa dalla vagina.

Quindi il parto prevede due fasi: la nascita del bambino (espulsione) e la nascita della placenta (secondamento).

Ecco alcune autorevoli citazioni sulla recisione del cordone:
" Per il bambino una cosa molto dannosa è quella di clampare e tagliare il cordone ombelicale troppo presto. Dovrebbe essere lasciato, non solo fino a che il neonato abbia ripetutamente respirato, ma fino a quando siano completamente cessate le pulsazioni. Altrimenti il bambino rimane molto più debole perché gli viene a mancare una parte di sangue che gli appartiene e che invece resta nella placenta".
By
 Erasmus Darwin - Zoonomia, 1801

" Di norma, il sangue placentare appartiene al bambino. La sua privazione equivale a sottoporre il neonato, ad una severa emorragia"- "La privazione del sangue placentare comporta che il bambino abbia una sostanziale perdita di ferro". "Il sangue della placenta agisce come fonte di nutrimento per proteggere il neonato contro la perdita organica di proteine".
By De Marsh - The effect of depriving the infant of its placental blood, 1941

"Le ricerche hanno dimostrato che il clampaggio immediato prolunga la durata media del secondamento e aumenta fortemente la perdita ematica materna."
By Walsh, S. Zoe - Maternal effects of early and late clamping of the umbilical cord, 1968

" Il momento in cui viene clampato il cordone può avere un legame con la patogenesi di sindrome da stress respiratorio idiopatico (relativo ad una malattia di causa ignota). Prima avviene il clampaggio, più facilmente avviene lo stress."
By Saigat, Saroj - Placental transfusion and Hyperbilirubinemia in the premature, 1972

" Nel parto cesareo, il neonato viene sollevato rispetto all'utero; ciò comporta che il sangue rifluisca nella placenta causando una forte perdita ematica. Perdite ematiche significative causano un aumento di difficoltà respiratorie. Gli studi dimostrano che ciò è comune ai bambini nati con cesareo, ma può essere evitato se si permette una trasfusione placentare completa."
By Peltonen, 1981 - 1997

" Si stima che il clampaggio immediato privi il neonato della metà circa del volume di sangue. Clampare il cordone, prima che il bambino abbia fatto il suo primo respiro, comporta che il sangue venga sacrificato dagli altri organi, per stabilire una perfusione polmonare (la respirazione polmonare)".
By M. George Morley, 1997 - 1997

" Il clampaggio prematuro del cordone priva il bambino dell'apporto di ferro, ed è causa di anemia infantile".
By Grajeda, 1997 - Michaelson, 1995

" Tagliare il cordone appena il neonato è uscito dal ventre materno è un atto di grande crudeltà i cui effetti sul bambino sono incommensurabili."
By Leboyer - Per una nascita senza violenza, 1975

" Mi sembra più che possibile che molti di noi subiscano conseguenze durevoli in seguito al fatto che il nostro cordone ombelicale sia reciso troppo presto. Occorre proprio reciderlo? Se si aspetta avvizzisce per conto suo. Che danno c'è ad attendere? Poiché il distacco avviene in modo naturale, perché interferire con il corso naturale degli eventi?".
By
 Ronald Laing 6 - (psichiatra e ricercatore)- I fatti della vita, 1976

" La American Accademy of Pediatrics, di recente, ha espresso la sua preoccupazione per i rischi neonatali connessi al taglio prematuro del cordone che comporta la mancanza di una trasfusione placentare completa e aumenta il rischio di anemia nei primi anni di vita, affermando che questa prassi non è etica e deve venir scoraggiata. "

" I medici francesi Leboyer e Odent, così come l'italiano Braibanti definiscono il taglio immediato un"violento abbagliamento sensoriale"che produce uno shock energetico importante. "

“ Il taglio del cordone tardivo o nessun taglio sono la procedura fisiologica. Il taglio immediato è una procedura invasiva che deve essere giustificata. Nel parto fisiologico non è giustificata.”
By
 OMS Organizzazione Mondiale della Sanità

“ Il taglio ritardato del cordone ombelicale fa bene. Con esso non si ha mai ipossia al cervello fetale, né ipoglicemia e il pH del sangue neonatale è perfettamente corretto da quel mirabile calcolatore ‘elettronico’ che è la placenta, della quale è ingiusto privare troppo presto il bambino”
By Lorenzo Braibanti, Parto e nascita senza violenza - 2002

“ Penso che le attuali procedure ostetriche di clampare e tagliare immediatamente il cordone siano incaute e siano causa di danno per la madre e per il neonato. Penso che debbano essere bloccate come procedure di routine e usate solo quando i benefici superano i rischi e, comunque, con il consenso informato dei genitori.”
By
 Sarah J. Buckley - Gentle Birth Gentle Mothering - Australia 2005

“ Se il cordone viene clampato subito, il neonato è sottoposto ad uno shock respiratorio e circolatorio perché avviene un reflusso da parte del sangue che avrebbe dovuto tornare alla madre. Ciò affatica il cuore del bambino, privandolo di ossigeno e globuli rossi.”
By
 Elizabeth Noble - Primal Connection

“ Il medico recide precipitosamente il cordone prima che abbia smesso di pulsare, così il sangue del neonato torna indietro alla madre. E’ questa mescolanza che produce l’eritroblastosi (disfunzione Rh) in un successivo bambino."
By
 Robert S. Mendelsohn - Male Practice

“ Il vantaggio di clampare e tagliare tardivamente è quello di permettere che il sangue, dalla placenta, fluisca attraverso il cordone. Così facendo, il volume della placenta si riduce e, di conseguenza, si stacca più facilmente dalle pareti dell’utero. Se è rigonfia di sangue ha maggiori probabilità di restare attaccata e l’utero deve fare un grosso lavoro per poterla espellere.”
By Sheila Kitzinger - Rediscovering Birth

“ Clampare il cordone immediatamente è come sottoporre il neonato ad una forte emorragia, perchè, alla nascita, quasi un quarto del sangue fetale è nel circuito placentare. “Privare il neonato di una tale quantità di sangue può essere un fattore di aggravamento in un’incipiente ipossiemia (diminuzione di ossigeno nel sangue) e, di conseguenza, contribuire al rischio di danno cerebrale da asfissia.”
By William F. Windle - Unassisted Childbirth, 31- Windle, William F., Scientific American, 1969

“ Nella maggioranza delle società tribali, il cordone ombelicale non veniva tagliato fino a dopo l’espulsione della placenta.”
By
 Judith Goldsmith - Childbirth Wisdom from the World's Oldest Societies
Tratto da: lotusbirth.it

Cosa succede quando non si taglia il cordone

Nel lotus birth, si decide di non tagliare affatto il cordone, ma di aspettare che questo si stacchi da solo dall'ombelico, proprio come fa il moncone, cioè quando si è seccato, dopo alcuni giorni. Dunque una volta nata la placenta, il bambino sarà collegato ad essa dal funicolo per alcuni giorni.

La gestione non è complicata: il bebè può essere tranquillamente vestito; meglio (ma non indispensabile) se con tutine spezzate.
Il funicolo uscirà dal pannolino e dal vestito,
  affianco al bimbo ci sarà la placenta, che va portata ingiro insieme a lui.

In casa basta tenerla in un contenitore con dei panni che ne assorbano i liquidi e le consentano di asciugarsi; se si deve uscire o riceviamo una visita, possiamo infilarla in un sacchetto come quelli di stoffa dell'asilo, avvolta da un asciugamano.

Durante i pisolini del bambino, potete adagiare il contenitore della placenta al suo fianco, i neonati non si girano né si spostano.
Se tenete il bebè in braccio, terrete il contenitore in mano o affianco a voi.

 

Quando si stacca da solo il cordone ? 

Il cordone si stacca da solo dopo un tempo del tutto variabile da bambino a bambino (come nel caso del moncone del cordone). Diciamo che in genere questo accade in media da 3 giorni a 6 giorni, ma ci sono casi in cui il funicolo ci ha messo 10 giorni a cadere da solo, come casi in cui cade nel giro di 2 giorni.

La decisione di fare un lotus birth non è irreversibile, in qualsiasi momento si può decidere di tagliare il cordone prima che cada spontaneamente.

Come mantenere cordone e placenta mentre si attende che il cordone cada

il cordone ombelicale si secca diventando un budellino semirigido (come la parte finale dei salami, per intenderci), sembra quasi uno spago, ma la consistenza è più dura.

• La placenta, è un organo di forma rotonda e alta qualche cm, il suo colore è simile a quello del fegato, ma la consistenza è più carnosa, non gelatinosa. Dopo la nascita, va asciugata bene dal sangue (è un organo molto irrorato), magari con della carta da cucina. Il primo giorno può essere lasciata all'aria in un contenitore arieggiato (un cestino di vimini, un colino etc.), magari adagiata su dei panni, perché continua a rilasciare liquidi e sporca di sangue.

Dal secondo giorno è opportuno usare qualche sostanza per trattarla. Idealmente il sale, che consente alla placenta di perdere più in fretta i suoi liquidi e disidratarsi, evita il formarsi di odori e che sulla placenta proliferino microorganismi.

Con il passare dei giorni la placenta assumerà la consistenza di un salume, tipo una bresaola, e diventerà più piccola. Spesso avrà un odore gradevole, in rari casi può succedere che l'odore della placenta sia fastidioso.

 

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 •Una volta che il cordone si sarà staccato, vi rimarrà dunque la placenta con un lungo "spago" attaccato, potete fare ciò che volete di questo binomio. In genere la placenta viene sepolta in giardino o in un terreno. Noi ne abbiamo fatto una piccola cerimonia, i bambini hanno fatto dei disegni e sopra alla placenta abbiamo piantato una bella pianta di rose. Attenzione se avete usato il sale, pulitela bene, perché il sale non è salubre per la pianta.

Alcuni ricavano, dalla placenta essiccata, dei rimedi, riducendola in polvere o mettendola in soluzione alcolica (ve ne parleremo pèresto in un altro articolo).

 

Il lotus birth in ospedale

Il lotus birth è piuttosto semplice da ottenere nel parto in casa (o in casa maternità), tuttavia quando si decide di partorire in ospedale è opportuno inoltrare prima una richiesta e parlarne ad ostetriche e medici, in modo da sciogliere eventuali resistenze.
Esistono ospedali che hanno già sperimentato la nascita lotus, altri che l'hanno addirittura inserita nei protocolli, altri dove è sconosciuta e osteggiata.

Considerate che la placenta è un organo del bambino e il taglio del cordone è un atto medico, quindi la placenta non appartiene all'ospedale e il taglio, se si nega esplicitamente (e per iscritto) il consenso, non può essere arbitrariamente fatto.
Prabhat, un papà che ha voluto ed ottenuto la nascita lotus in un grande ospedale torinese, mette a disposizione del materiale con indicazioni legali che mettono i genitori nella posizione di veder accolta la propria richiesta di lotus birth in ospedale (un ebook scricabile gratuitamente: Una nascita armoniosa), in questo video racconta la sua esperienza e fornisce qualche consiglio per chi desidera fare un lotus birth in ospedale.

Video:

 


Ricordarsi che le alterazioni degli enzimi, della flora, del pH digestivo e della mucosa intestinale influenzano  la salute,  non soltanto a livello intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi parte dell'organismo.

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