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GUIDA  alla  SALUTE con la Natura

"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


GRAVI PERICOLI da
VACCINI e FARMACI
  (di sintesi) - 1
LISTA di alcuni FARMACI TERATOGENI:
http://www.farmacovigilanza.org/corsi/corso_20020630.01.htm

http://video.google.it/videoplay?docid=-2502546838698762400&sourceid=zeitgeist
Ricordate che anche i Vaccini sono farmaci e fra i piu' pericolosi !
La descrizione del meccanismo che nel secolo scorso permise ai grossi capitali finanziari di impadronirsi
dell’intero sistema medico americano
  e non solo, attraverso il controllo dell’insegnamento universitario,
i Rockefeller amavano chiamarla filantropia efficiente”, e' qui in questa pagina,  ben descritto.

Da settembre 2013, in tutta l’UE (Unione Europea), sul foglietto illustrativo (bugiardino) di determinati medicinali
farà la sua apparizione un triangolo capovolto.
Un contrassegno che segnala a pazienti ed operatori sanitari quei farmaci per i quali i consumatori
sono caldamente invitati a segnalare agli operatori nazionali, eventuali effetti collaterali inattesi.
In gergo tecnico, le medicine sottoposte a monitoraggio addizionale.
Si tratta di tutte le confezioni autorizzate dopo il 1° gennaio 2011 che contengono una nuova sostanza attiva; vaccini o prodotti derivati dal plasma di origine biologica; i medicamenti per i quali sono necessarie determinate informazioni supplementari nella fase successiva alla messa in commercio, o la cui autorizzazione è subordinata al rispetto di determinate condizioni o restrizioni per un impiego sicuro ed efficace.- vedi: PDF del comunicato stampa Commissione Europea

l'ASL DEVE per legge affiggere (esporre) su di una parete, gli effetti collaterali dei vaccini in ogni locale ove si vaccina

 

"Se non mettiamo la Libertà delle Cure mediche nella Costituzione,  verrà il tempo in cui la medicina si organizzerà, piano piano e  senza farsene accorgere, in una Dittatura nascosta. E il tentativo di limitare l'arte della medicina solo ad una classe di persone, e la negazione di uguali privilegi alle altre “arti”, rappresenterà la Bastiglia della scienza medica". 
(By Benjamin Rush, firmatario  della Dichiarazione  d'Indipendenza USA - 17 Sett 1787)

Continua
in: Pericolo farmaci - 2


I dittatori nascosti (clandestini) della medicina, d’altra parte li conosciamo molto bene…..; che vestano gli abiti dei “baroni” e degli “scienziati”, che si mimetizzano nelle “lobbies accademiche” od operino nelle multinazionali del farmaci,
sono loro quelli che “contano” e “governano” la medicina ufficiale. - vedi: I Padroni della Sanita'
Alle menti aperte e liberali il compito di reagire a questa marea montante di intolleranza anti-scientifica, prima che questi nuovi tiranni arrivino ad insegnarci perfino cosa e’ giusto e non e’ giusto pensare…!  220 anni dopo, questa situazione di dittatura sanitaria si e' realizzata e TU caro lettore cosa fai per contrastarla ??

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La maggior parte delle case farmaceutiche è stata fondata a meta-fine ottocento o primi del novecento. Inizialmente le nazioni trainanti in questo settore furono Svizzera, Germania ed Italia.
Nel novecento il concetto di scoperta scientifica si è fuso con quello di bene di consumo di massa, per cui la aziende farmaceutiche hanno imposto un nuovo modo di fare medicina pratica.

RICERCA DEVIATA ai MEDICINALI che MANTENGONO la MALATTIA CRONICA.
 INTERVISTA al PREMIO NOBEL per la  MEDICINA: RICHARD J. ROBERTS. - MEDITATE  e CONDIVIDETE !

 Il vincitore del Premio Nobel per la Medicina, Richard J.Roberts, denuncia il modo in cui operano le grandi
industrie farmaceutiche nel sistema capitalistico, anteponendo i benefici economici alla salute e rallentando lo sviluppo scientifico nella cura delle malattie perché guarire non è fruttuoso come la cronicità.

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Recentemente Philip Lymbery, Direttore di CIWF International, ha pubblicato il suo libro, Farmaggedon, frutto di ricerche sui disastri che l’allevamento intensivo ha provocato e continua a provocare agli ecosistemi del nostro pianeta.
Concordiamo con quanto scrive il quotidiano L’Indipendent su Famageddon:
“Da molto tempo conviviamo con i disastri causati dall’allevamento intensivo e crediamo di aver già toccato il fondo. In realtà se non facciamo nulla, le cose continueranno a peggiorare.”
Farmageddon fa vedere con semplicità come inquinamento delle acque, perdita di biodiversità, disuguaglianza alimentare e spreco di risorse siano tutte problematiche legate intrinsecamente alla sofferenza di miliardi di animali allevati in modo intensivo per produrre un cibo per i paesi “ricchi”, spesso malsano.

Gli esperti di Vaccini del CDC, hanno spesso conflitti di interesse - 18/03/2010  
vedi anche : Big Pharma 1 + Big Pharma 2 + Sindacato Rockefeller + Rapporto Flexner e Dichiarazione di Alma Ata + Danni dei Farmaci + Comparaggio farmaceutico + Conflitto di interesse + Conflitti di interesse PDF - 1 + Conflitti di interesse PDF - 2 + Conflitti di Interesse, denuncia del Governo Ii - PDF + CDC - 1 + CDC - 2  + FDA + Conflitti di Interesse, business farmaci e vaccini
+ Conflitti di interesse dell'AIFA + ISS + Ministero della salute + EMA  + CNR e Corruzione + Consenso Informato + Le case farmaceutiche ingannano i medici e questi danneggiano i malati

Qui trovate tutte le resistenze del produttore (Glaxo), ad esempio del Tamiflu, alla pubblicazione al pubblico dei trials del farmaco:
http://www.bmj.com/tamiflu


Infatti, prima permettono la commercializzazione dei farmaci che hanno tutti controindicazioni e poi alcuni li ritirano perche'  pericolosi; questo per fare la sperimentazione sui malati a favore di Big Pharma....
Sarebbe molto piu' importante non immetterli in commercio ! cosi' si eviterebbe di ammalare i sudditi...

FARMACI PERICOLOSI – ORDINATO il RITIRO URGENTE - ECCO QUALI SONO:
da GIORNI (Nov 2013) E’ STATO EMESSO un COMUNICATO dell’AIFA, Agenzia Italiana del Farmaco, che ha emanato un provvedimento cautelativo con il quale vieta l’utilizzo di nove farmaci prodotti dalla ditta Geymonat, (la stessa produttrice delle supposte per neonati) per difetti di qualità. Nello specifico, è possibile che in questi farmaci ci sia un quantitativo di principio attivo inferiore a quello approvato e indicato in etichetta.
SI TRATTA dei SEGUENTI MEDICINALI
Alvenex 450 mg (indicazioni: sintomi attribuibili ad insufficienza venosa; stati di fragilità capillare)
Gastrogel 2g/10ml (indicazioni: ulcera gastrica, ulcera duodenale; gastrite acuta, gastriti croniche sintomatiche; gastropatie da FANS, esofagite da reflusso).
Sucrate 2g gel orale (indicazioni: ulcera gastrica, ulcera duodenale; gastrite acuta, gastriti croniche sintomatiche, gastropatie da FANS, esofagite da reflusso)
Intrafer 50 mg/ml e Intrafer 100mg/5ml (indicazioni: terapia degli stati latenti o manifesti da carenza di ferro)
Testo Enant 100 mg e Testo Enant 250 mg/2 ml (indicazioni: castrazione, eunucoidismo, ipogenitalismo, criptorchidismo, turbe della potenza sessuale e oligospermia; metropatie, fibromiomatosi uterina e talune forme di carcinoma mammario della donna, come coadiuvante)
Nabuser 30 (indicazioni: artrite reumatoide, osteoartrosi, spondilite anchilosante, artropatia gottosa, reumatismo extraarticolare; affezioni periarticolari come: borsiti, tendiniti, sinoviti e tenosinoviti, periartrite scapolomerale; processi infiammatori acuti inclusi quelli muscolo-scheletrici, lesioni da sport)
Citogel 2g/10ml (indicazioni: ulcera gastrica, ulcera duodenale; gastrite acuta, gastriti croniche sintomatiche; gastropatie da FANS; esofagite da reflusso)
Ecomì 1%, Ecomì 150 mg e Ecomì 100 mg (indicazioni: infezioni dermatologiche di origine micotica e batterica; infezioni vulvovaginali di origine micotica e batterica)
Venosmine 4% e Venosmine 450 mg (indicazioni: coadiuvante nel trattamento delle varici e delle complicazioni flebitiche, delle emorroidi interne ed esterne e, in genere, negli stati di fragilità capillare e nelle loro manifestazioni).
L’AIFA invita tutti coloro che dovessero avere in casa confezioni di questi farmaci a non utilizzarle.
Nelle farmacie e presso i grossisti i medicinali sono al momento bloccati.
Fonte: ilfattaccio.it


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Diversi sono i farmaci in commercio la cui presunta (NdR: anzi non presunta) tossicità spaventa molti malati e fa dubitare dell'efficacia dei trattamenti. Ma in alcuni casi gli effetti collaterali possono avere tragiche conseguenze in un numero troppo ampio di pazienti.
Le legislazioni dei vari paesi può essere notevolmente diversa in ambito farmaceutico e spesso le differenze vi sono sia a livello di singoli stati che fra comunità. In commercio ci sono diversi farmaci i cui effetti collaterali, a breve o lungo termine si rivelano troppo spesso essere piuttosto gravi. Chiaramente ogni farmaco può presentare tali effetti, persino una semplice aspirina può avere su alcuni soggetti gravi conseguenze.
Ma la differenza fondamentale fra un farmaco e l'altro risiede nel numero di ammalati su cui questi effetti si verificano e il rapporto fra essi gli effetti positivi.
Un caso cui rivolgere particolare attenzione riguarda un farmaco utilizzato per la "cura" dell'artrite reumatoide e psoriasica: l'Arava.
Negli Stati Uniti questo farmaco è vietato per via dei terribili effetti collaterali, fra cui la necrosi del fegato. Negli Stati Uniti anche un altro farmaco molto comune, l'Aulin, era stato vietato per via degli stessi effetti. L'Italia è stato uno degli ultimi paesi dell'Unione Europea a ritirarlo dal mercato.
Arava presenta come principio attivo il leflunomide, un immunosoppressore necessario a tenere basso il numero di globuli bianchi nei malati di artrite reumatoide attiva e psoriasica attiva, due malattie autoimmune attiva che portano la prima infiammazioni delle articolazioni e la seconda in aggiunta la comparsa di chiazze rosse di desquamazione sulla pelle.
I malati di tali malattie già sono impegnati in una battaglia contro il governo che avrebbe tagliato i fondi al sistema sanitario nazionale per l'acquisto di farmaci biologici (la loro campagna si definisce "curati a metà). Ma ora devono affrontare anche il rischio tossicità delle cure. Trattandosi purtroppo di malattie cui non vi è una cura certa e univoca per tutti i pazienti (NdR: per la medicina ufficiale, non per la medicina naturale), e trattandosi di una malattia che può colpire indistintamente giovanissimi e anziani, le cure si diversificano notevolmente fra gli ammalati.
Anche la riposta ai farmaci si diversifica, tuttavia sembra che i trattamenti per ridurla si rivelino nella maggior parte dei casi tutti piuttosto pesanti.
Basti pensare che viene utilizzato fra gli altri un chemioterapico, il metotressato, per far regredire la malattia. Ad alcuni, soprattutto ai più giovani viene sempre più frequentemente assegnata la cura sperimentale col farmaco biologico, definita devastante da molti che l'hanno provata. Ma uno dei rimedi peggiori sembra proprio l'Arava. Viene erroneamente confuso con il farmaco biologico ma si tratta in realtà di un farmaco di supporto a esso o da utilizzare come farmaco curante.
Tratto da: agoravox.it

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Danni dei farmaci: in Italia, 400 ricoveri al giorno per i farmaci di sintesi - 06/12/2012
Ed uno studio recente avverte: le multinazionali testano molti prodotti sui poveri con procedure dubbie.…
Ci sono diverse buone ragioni per assumere il minor numero possibile di medicinali. Si chiama iatrogenesi la terza causa di morte negli Stati Uniti, dopo l’infarto ed il cancro, e sono morti causate dalle medicine, dai loro effetti collaterali, da cure sbagliate e così via. Negli Usa il problema è molto sentito e il monitoraggio accurato. In Italia non ci sono dati certi, ma, ha detto Silvio Garattini, direttore dell’Istituto Mario Negri di Milano e guru nazionale in fatto di ricerca farmacologica: “400 italiani sono ricoverati ogni giorno per effetti collaterali dei farmaci”, ovvero per improvvisi sanguinamenti, macchie, rossori o altri danni cutanei, ipotensione o ipoglicemia. 
“Quando prescrivono un farmaco, i medici spesso non sanno esattamente che effetto avrà sul paziente, perché la legge consente alle case farmaceutiche di pubblicare solo i risultati positivi dei test condotti sui medicinali”, ha scritto il medico britannico Ben Goldacre sul Guardian. Goldacre è autore di Bad Pharma, in arrivo in Italia per Mondadori, ma già anticipato sul numero di Internazionale della scorsa settimana. 
“È una situazione così vergognosa, che può essere pericoloso perfino parlarne”, dice in riferimento a una serie di “ritorsioni” che alcune industrie del farmaco avrebbero intrapreso contro medici o ricercatori un pò troppo scrupolosi nei loro confronti.
Ma c’è un altro, ottimo, motivo per limitare al massimo l’assunzione di farmaci.
Si tratta delle “serie  preoccupazioni” espresse da un recente studio indipendente sull’etica applicata dalle case farmaceutiche ai test clinici condotti su persone povere, nei paesi in via di sviluppo. Sono poche infatti le aziende che controllano i loro test clinici in questi Paesi, e che certificano la sicurezza e l’etica delle loro operazioni. Il report pubblicato dalla Bbc è l’” Access to Medicine Index” – curato nei Paesi Bassi e finanziato da organizzazioni quali la Bill and Melinda Gates Foundation e il Dipartimento per lo sviluppo internazionale del Regno Unito – e pubblica ogni due anni informazioni sulle 20 principali case farmaceutiche del mondo. -
vedi: Contro immunizzazione + I medici sono una minaccia

Diciamo subito quanto di buono è stato fatto. Negli ultimi 3 anni, quando uscì il primo di questi report, è costantemente aumentato l’accesso ai farmaci, grazie all’impegno garantito in questo senso da più o meno tutte le case farmaceutiche nel mantenere i prezzi bassi. La GlaxoSmithKline è al vertice in questo senso, seguita da Johnson & Johnson e Sanofi, mentre traZeneca è scivolata in fondo alla graduatoria. Si stima che un miliardo di persone nel mondo non abbia accesso alle cure farmacologiche e queste aziende si impegnano a non ampliare questo numero, anche, perché altrimenti venderebbero meno.
I prezzi “scontati” sono applicati infatti solo nei Paesi più poveri, dove altrimenti è logico ipotizzare che le vendite calerebbero.
Ma perché si fanno test nei Paesi in via di sviluppo ?
Uno degli autori dello studio, David Sampson, ha risposto: ” Le leggi che regolano queste pratiche sono più variabili in questi Paesi. Ma è chiaro che tutto ciò che mette a rischio il paziente è una pratica inaccettabile e un problema significativo“. Eppure, “ la tendenza ad esternalizzare gli studi clinici è in costante crescita” continua, mentre invece non fa passi avanti quel che sarebbe essenziale, ovvero che “ il rapporto tra le due parti sia estremamente ben definito e gestito con attenzione”. 
Un esempio ? ” Mentre la maggior parte delle aziende fa un gran parlare di codici di condotta etica, revisioni e verifiche – conclude lo studioso -, nei fatti poi solo 4 aziende su 20 hanno rivelato i dettagli di azioni disciplinari intraprese contro condotte scorrette”. 
Per il resto, nulla è dato sapere. - Fonte: wired.it
By Michela dell'Amico - Tratto da: uomoplanetario.org

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300 Farmaci Pericolosi...con permesso di vendita da parte degli "enti a tutela della salute"....collusi con Big Pharma
300 i farmaci giudicati pericolosi per la salute dell'uomo e  310 i medicinali in circolazione, regolarmente prescritti dai medici, che possono danneggiare i polmoni. Oltre 50 le malattie respiratorie o polmonari che sarebbero dovute all'assunzione di farmaci.
Questa una delle ultime denunce dell'Organizzazione Mondiale della Sanità  sul problema dei farmaci pericolosi.
Un altro studio condotto in Gran Bretagna ha rivelato che un'assunzione settimanale di alcune sostanze a base di paracetamolo(medicinale usato per le patologie dell'infanzia, in Italia si chiama tachipirina, efferalgan, ecc.), aumenta dell'80% le probabilità di attacchi asmatici rispetto a chi non ne ha fatto mai uso.
E non sono mancate le sorprese: alcuni principi attivi di uso estremamente ampio compaiono nella lista, come l'acido acetilsalicilico - la comunissima aspirina.

Inoltre l'FDA (Food and Drug Administration), nel mese di novembre 2000, ha preso la decisione di non autorizzare la vendita di prodotti contenenti Fenilpropanolamina. Nel 98% dei casi, la quasi totalità, la sostanza è presente in decongestionanti da raffreddore e in appena il 2 % in prodotti anoressizzanti, ossia medicine che fanno passare l'appetito.
Secondo uno studio condotto dalla Yale University School of Medicine è emerso che alcune donne, dopo 3 giorni di assunzione dei prodotti contenenti Fenilpropanolamina, erano state colpite da ictus emorragico. Anche gli uomini sono a rischio, ma l'incidenza è inferiore rispetto alle donne. Già da qualche tempo si discute dell'opportunità di sostituire la PPA (fenilpropanolamina) con la pseudoefedrina, considerata sicura (l'ipertensione rappresenta uno dei suoi principali effetti collaterali; dosi eccessive od una spiccata sensibilità individuale possono determinare anche tachicardia, nervosismo, agitazione, insonnia ed ansietà .

L'utilizzo di pseudoefedrina è controindicato in presenza di diabete, patologie cardiovascolari, ipertensione, ipertrofia prostatica, ipertiroidismo, gravidanza (donna incita) e glaucoma ad angolo chiuso, anche se con qualche controindicazione per chi ha la pressione alta.
Ma non è solo l'elenco della FDA che desta preoccupazione. Infatti esistono in commercio una serie di farmaci con pesanti effetti collaterali.
Per esempio alcuni farmaci utilizzati per la lotta contro il cancro, come il nolvadex, curano il tumore alla mammella, ma provocano il cancro all'utero e al fegato. E ancora farmaci come la ciclofisfamide, utilizzata nella chemioterapia per i tumori, provoca infertilità tra i pazienti a cui è stata somministrata.
Gli effetti avversi più comuni associati con l'impiego di ciclofosfamide sono:
- Mielodepressione (pancitopenia) che deve essere controllata attraverso esami emocromocitometrici e farmaci mielostimolanti 
- Nausea e vomito (compaiono dopo 30-60 minuti dall'infusione), spesso controllabili con agenti antiemetici come l’ondansetron, il granisetron o altri antagonisti del recettore serotoninergico 5-HT3 
- Alopecia 
- Cistite emorragica, associata inoltre con il rischio di sviluppo di carcinoma della vescica e che spesso può essere prevenuta da un'adeguata idratazione
- Tossicità cardiaca
- Disordini dell'equilibrio idro-elettrolitico ...ecc.


Ma la lista è destinata ad allungarsi, se si passano in rassegna farmaci, che vengono ritenuti di "uso comune".
Alcuni antiasmatici, per esempio, provocano tachicardia e in alcuni casi angina pectoris, gli antiartrosici, possono provocare dolori di stomaco e talora delle emorragie mortali, gli anticoagulanti, possono far sanguinare qualsiasi organo e gli antiipertensivi, provocano tosse e talora un'insufficienza renale che rende necessaria la dialisi. Insomma farmaci comuni che potremmo avere nel cassetto della cucina di casa nostra e che magari utilizziamo quotidianamente.

L'elenco potrebbe continuare all'infinito, se si riuscissero a passare in rassegna tutti i farmaci del prontuario. Infine, un dato curioso che emerge dalla lettura attenta del foglio illustrativo dell'Aulin, l'anti-infiammatorio più venduto: "può causare epatiti fulminanti che in alcuni casi possono risultare fatali".
Naturalmente la preoccupazione maggiore per gli scienziati è costituita dall'abuso di queste sostanze, che potrebbero causare effetti "devastanti" al nostro organismo. Preoccupazione ampiamente giustificata dal fatto che buona parte di questi farmaci, ritenuti pericolosi, o sono regolarmente prescritti dai medici di base, o sono "farmaci da banco". Ossia farmaci che vengono venduti senza la ricetta del medico.
Questa situazione, quindi, svela i retroscena di un fenomeno originale e preoccupante che negli ultimi anni è in forte crescita:
la voglia di curarsi da soli e scegliere, seguendo i consigli di amici o parenti, i farmaci che si pensa facciano al caso proprio con l'aggiunta di qualche informazione in più. Attenzione però. Il pericolo è dietro l'angolo. O meglio nelle medicine che si sono comprate.
È necessario, quindi, leggere attentamente le "istruzioni" alla voce "effetti collaterali o indesiderati". Infatti "una volta acquistato il farmaco da banco, dice il prof. Michele Carruba, ordinario di farmacologia all'università di Milano, "è importante leggere attentamente il foglietto illustrativo". Comunque è opinione diffusa, oramai, che i farmaci di oggi siano i veleni di domani. Nel caso di questi farmaci il domani è già arrivato.

E tra i farmaci pericolosi messi in commercio c'è il tamoxifen o nolvadex. Gli effetti collaterali sono tantissimi e vanno dal sanguinamento vaginale al cancro al fegato o all'utero, dai polipi alle cisti ovariche, per non parlare della riduzione o alterazione della vista e di alcune malattie collegate alla retina.
Ma l'elenco è lungo e comprende tra gli altri anche i fibromi che provocano un ingrossamento dell'utero. Questi sono solo alcuni degli effetti collaterali del tamoxifen (nome commerciale nolvadex), farmaco utilizzato per la cura del cancro alla mammella da oltre 30 anni.
Milioni di donne in tutto il mondo hanno fatto uso di questo medicinale. Alcune di queste donne sono guarite dal cancro alla mammella, ma si sono ammalate di altri tipi di tumore, altrettanto pericolosi e aggressivi.
Scoperto alla fine degli anni sessanta da alcuni ricercatori dell'azienda britannica ICI (Imperia chemical industries), una della maggiori multinazionali chimiche del mondo, il nolvadex è stato subito proclamato una stella splendente nella battaglia contro il cancro alla mammella. Peccato che la Zeneca però, succursale dell'ICI, da un lato produca farmaci contro il cancro, dall'altro, le divisioni agrochimiche di queste imprese, producono clorurati e altri componenti chimici industriali compresi gli erbicidi.
Sono tutti velenosi e molti di loro sono conosciuti come distruttori endocrini accusati di provocare il cancro al seno.
I profitti dell'ICI, quindi, aumentano fabbricando prodotti chimici, che da una parte causano il cancro al seno e dall'altra si reputa che lo curino.

Pierre Blais, ricercatore farmaceutico, attuale chief justice della Corte Federale del Canada, allontanato dall'ambiente sanitario canadese, per aver affermato, che "gli impianti di silicone al seno si sarebbero rivelati estremamente pericolosi", descrive la storia del tamoxifen come "la storia della progettazione farmaceutica moderna, che produce farmaci spazzatura". "Il tamoxifen infatti", conclude Blais, "è un farmaco che si pone ai vertici del mucchio di immondizia". Un giudizio durissimo che ha diviso la comunità scientifica tra coloro che difendono a spada tratta il farmaco e altri che affermano apertamente la pericolosità del farmaco, perché altamente tossico e nocivo per l'organismo umano. Ma quali sono le caratteristiche principali di questo farmaco ?
"Il tamoxifen è un anti-estrogeno". Che "impedisce agli estrogeni, che sono il legame comune tra molti fattori di rischio del cancro al seno", afferma il prof. Richard Peto, capo dell'unità di ricerca alla Oxford University, "di saldarsi ai siti recettori sulle cellule dei tessuti mammari. In altre parole stimola la divisione delle cellule mammarie e inibisce l'attività degli estrogeni regolari".
Insomma impedisce la crescita delle cellule cancerose. "Ma se funziona come bloccante di estrogeni e riduce le probabilità di estensione di cancro al seno", si legge in uno studio pubblicato dalla rivista Lancet, allo stesso tempo agisce come estrogeno nell'utero e, in misura minore, in cuore, vasi sanguigni e ossa. Così, se da una parte combatte il cancro al seno, dall'altra si è ben presto rivelato come promotore di cancri particolarmente aggressivi all'utero e al fegato.

Inoltre il tamoxifen si fissa saldamente e irreversibilmente al DNA, provocando una mutazione cancerosa. Perfino il conservatore National Health and Medicale Research Council (NHMRC) australiano mise in guardia sul fatto che non c'è quantità sicura di tamoxifen quando si arriva ad un effetto cancerogeno.
Già dal 1967, comunque, gli scienziati dell'ICI, l'azienda produttrice del farmaco, "notarono come il tamoxifen persista per alcuni giorni nell'utero". Inoltre l'ICI ha descritto nel Physicians Desk reference, anche l'attività cancerogena del tamoxifen sul fegato. E uno studio, condotto da scienziati svedesi, che collegava il tamoxifen al cancro all'utero, costrinse la Zeneca, l'azienda, succursale dell'ICI, attuale produttrice del farmaco e la più grande azienda produttrice al mondo di farmaci per il cancro, a inviare, nell'aprile 1994, una lettera a 380.000 medici americani, per difendere il tamoxifen.
La ricerca svedese aveva studiato 1371 pazienti con il cancro al seno che avevano assunto 40mg al giorno di tamoxifen per periodi dai 2 ai 5 anni e aveva scoperto che vi era un aumento di 6 volte dei tumori all'utero. Inoltre un secondo studio che coinvolgeva pazienti che avevano assunto 20mg al giorno(la dose raccomandata) mostrava un significativo aumento di cancri uterini.
E ancora i ricercatori dell'Anderson Cancer Center di Houston e quelli della Yale University School of Medicine scoprirono che le pazienti con il tumore al seno che sviluppano cancro all'utero durante la cura con il tamoxifen, possono subire una forma letale di neoplasia dal rapido sviluppo.
Infine nonostante decine di studi provino che il tamoxifen abbia pesanti effetti collaterali, il National Cancer Institute qualche anno fa ha lanciato una campagna di prevenzione del cancro al seno da 60 milioni di dollari, puntando a reclutare 16.000 donne sane in Stati Uniti, Europa, Canada, Australia e Nuova Zelanda.
Ancora in corso, la sperimentazione coinvolge 13.000 donne sane di età superiore ai 35 anni che vengono considerate ad alto rischio.
L'Australia ha reclutato 1350 donne con l'obiettivo di arrivare a 2500. Per cinque anni, metà delle donne riceveranno il tamoxifen e metà il placebo. Il farmaco viene fornito gratuitamente dalla Zeneca.
Il dr. Samuel Epstein, professore emerito di Medicina Occupazionale e Ambientale alla Scuola di Salute Pubblica dell'Università dell'Illinois a Chicago e autore nel 1997 del Breast Cancer Prevention Program (Programma di Prevenzione del Cancro al Seno), solleva gravi preoccupazioni: "Sfortunatamente, questo approccio, fuorviato e pericoloso alla prevenzione, deriva dalla radicata fissazione dell'NCI sull'utilizzo dei farmaci chimici per prevenire il cancro che potrebbe principalmente essere stato indotto da inquinanti chimici, tecnologie medicali (come le radiazioni dai raggi-X) e farmaci cancerogeni/estrogenaci.
Invece di cercare di ridurre il carico di composti chimici cancerogeni con i quali combattiamo per mantenere la nostra salute, l'NCI crede che la soluzione sia quella di aggiungere ulteriori composti chimici alla mistura".
Una battaglia, comunque, quella sugli effetti cancerogeni del tamoxifen, che ha portato dei risultati soddisfacenti: lo stato della California all'unanimità ha votato una legge chiamata "Proposition 65" che richiede la pubblicazione e il mantenimento di un elenco di tutti i cancerogeni conosciuti.
Nel maggio 1995, il Comitato d'Identificazione Cancerogeni dello stato ha votato in modo unanime l'aggiunta del tamoxifen a questo elenco. In seguito, nel 1996 l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha formalmente designato il tamoxifen un cancerogeno umano, accorpandolo ad altri 70 composti chimici - di cui un quarto farmaceutici - che avevano ricevuto questa equivoca distinzione. Comunque, il nolvadex, ancora oggi, risulta il farmaco più prescritto al mondo con un volume d'affari che supera i 400 milioni di dollari.
In Italia il giro d'affari è cospicuo se è vero che sono 35.000 le donne che ogni anno vengono colpite dal cancro al seno che secondo alcuni dati sarebbe la prima causa di morte delle donne nella fascia di età compresa tra i 35 e i 44 anni, e in molte zone rappresenta circa un quarto di tutti i tumori di cui soffre il gentil sesso.
Allarmanti anche i dati europei sulla diffusione della malattia.
Questo tumore colpisce ogni anno 200.000 donne nell'UE e rappresenta il 20-25% dei carcinomi.  Alle soglie del terzo millennio, quindi, il cancro continua a mietere le sue vittime. È come la colata lavica, paragonabile solo alle epidemie che colpivano intere popolazioni. Ma barlumi di speranza  arrivano dal mondo scientifico e accademico. "I progressi scientifici degli ultimi anni", afferma il prof. Giampietro Gasparini, primario del reparto di oncologia del S. Filippo Neri di Roma, "sono stati molto significativi e ci hanno permesso di approfondire le conoscenze sui meccanismi che sono coinvolti nello, sviluppo e nella progressione dei tumori".
"Grazie alla diagnosi precoce", dice Umberto Veronesi, ex ministro della sanità e oncologo di fama internazionale, siamo riusciti a bloccare il tumore della mammella allo stadio iniziale. Infatti quando il tumore viene operato al di sotto del centimetro di diametro, continua Veronesi, la guarigione è sicura nel 98 per cento dei casi, ma se la massa supera i 3 centimetri di diametro, le possibilità di
sopravvivenza scendono al 35 per cento. In questo caso bisogna affrontare le cure necessarie per cercare di ritardare il più possibile l'estendersi della malattia. Però mentre il baronato della lotta al cancro continua a investire enormi quantità di denaro nella ricerca, nella produzione e nella sperimentazione di farmaci, che successivamente potrebbero risultare dannosi, per la prevenzione e la cura del cancro al seno esistono già alternative sicure ed efficaci.
Si tratta di farmaci non tossici che evitano di attaccare il sistema endocrino o di danneggiare l'organismo."Per esempio l'estriolo, uno degli estrogeni prodotti dalle ovaie", dice il dott. Henry Lemon, ricercatore scientifico, "è considerato un estrogeno sicuro per le caratteristiche che ha dimostrato nell'inibizione del cancro al seno".

Il dott. Lemon, insieme ad altri ricercatori, ha condotto uno studio su donne già malate di cancro al seno, con metastasi in altre aree del corpo. Ad un gruppo è stato somministrato estriolo, ad un altro no. Al termine dell'esperimento, il 37% delle donne che avevano assunto estriolo presentavano una remissione o un arresto dei loro tumori.
Forse l'estriolo, un ormone naturale, sicuro e quasi senza effetti collaterali, è capace di compiere quello che fa il tamoxifen con i suoi effetti tossici.  Anche lo stile di vita gioca un ruolo significativo. In uno studio su 25.624 donne norvegesi dai 20 ai 54 anni, dopo circa 14 anni di osservazioni i ricercatori hanno trovato forti evidenze del fatto che esercizi fisici quotidiani, sia per lavoro che per svago, riducevano del 37 per cento il rischio di cancro al seno.

Si è scoperto, inoltre, che le donne che si allenavano almeno quattro ore la settimana durante il tempo libero, avevano una riduzione di rischio di cancro al seno del 37 per cento, se comparate con donne dalla vita sedentaria. Lo studio ha scoperto che più tempo si spende in attività fisica, più basso è il rischio di cancro al seno. Oltre allo stile di vita, anche una corretta alimentazione può prevenire la malattia. Infatti gli esperti consigliano di "consumare frutta e verdura fresca e cibi ricchi di fito-estrogeni, quali soia, legumi, frutti di bosco, noci e frutta secca". "I loro benefici sono simili a quelli del tamoxifen(senza i pericolosi effetti collaterali)" afferma il dr. John R. Lee, nel suo libro, What Doctors May Not Tell You About Menopause (Quello che i medici non ti dicono sulla menopausa), "nel senso che i fito-estrogeni occupano i recettori di estrogeni e sono meno estrogenici di quelli prodotti dal corpo.
Dato che ora si sa che la riduzione dell'apporto calorico riduce i livelli di estrogeno, e studi recenti hanno dimostrato che il 46 per cento in meno dei tumori al seno viene riscontrato tra le donne che consumano più frutta e vegetali, sembrerebbe che le donne interessate a prevenire il cancro al seno potrebbero fare modesti cambiamenti nell'alimentazione ricavandone risultati migliori e certamente più sicuri.
Altro farmaco che sta facendo nuovamente capolino nel mondo della farmacologia ufficiale come trattamento contro il mieloma multiplo, una forma letale di cancro al midollo osseo è il Talidomide. "Uno studio condotto su 84 pazienti", scrive sulla rivista "New England Journal of Medicine" Bart Barlogic, della University of Arkansas, "ha fatto rilevare come la somministrazione di talidomide abbia curato i sintomi del male in due persone, e li abbia alleviati in altri 28". Il farmaco, recentemente, è stato reintrodotto anche come rimedio contro il cancro al seno e l'aids, e approvato come terapia per la lebbra.
Peccato però, che quarant'anni fa tutto il mondo rimaneva scioccato nell'apprendere che per effetto del talidomide circa 10.000 bambini erano stati colpiti da mancato sviluppo degli arti e da altre gravissime deformazioni.
Inventato alla fine degli anni '50 dagli scienziati della Chemie GrÜnenthal di Stolberg, in Germania, il talidomide è stato subito commercializzato con il nome di Contergan. "La campagna pubblicitaria di questo farmaco nel 1958", spiegano H. SjÖstrÖm e R. Nilsson, autori del libro Il talidomide e il potere dell'industria farmaceutica, ha assunto proporzioni gigantesche: 50 inserzioni sulle riviste mediche, 200.000 lettere e 50.000 "circolari terapeutiche" inviate a medici e farmacisti. Inizia così, con una grossa operazione di "marketing", la campagna pubblicitaria che ha permesso al talidomide di essere utilizzato in ogni categoria e gruppo di età immaginabile. Non solo.
L'industria farmaceutica tedesca, per aumentare i propri guadagni, combina il talidomide con altri prodotti come l'aspirina, la fenacetina, il chinino; così milioni di tedeschi, tra la fine degli anni '50 e l'inizio degli anni '60, hanno assunto farmaci al talidomide per curare raffreddore, tosse, influenza, nervosismo, nevralgie, emicrania e asma. Un successo che porta l'azienda a organizzare il lancio a livello internazionale.
Detto, fatto. Il farmaco alla fine del 1958 si trova sui banchi delle farmacie di 11 paesi europei, tra cui l'Italia, 7 paesi africani, 17 paesi asiatici e 11 dell'emisfero australe. Nella pubblicità del talidomide si sottolineava "la completa atossicità" e si affermava, da parte dell'azienda produttrice, "che il talidomide non danneggia né la madre né il bambino, quindi può essere somministrato alle gestanti e alle madri che allattano".
Con l'aumento delle vendite di contergan nel 1959, aumentano, però, i rapporti critici sugli effetti del farmaco. Medici e farmacisti iniziarono a inviare schede in cui venivano descritti gli effetti collaterali: vertigini, malessere, perdita della memoria, diminuzione della pressione arteriosa e altri sintomi. Gli ospedali rilevavano, dopo l'assunzione di talidomide, "emorragie cutanee locali e casi di neurite multipla". L'azienda, per evitare perdite economiche, tace. Intanto le vendite continuano ad aumentare, e gli effetti collaterali anche. E l'azienda continua colpevolmente a tacere. Anzi, fa in modo che i rapporti dettagliati degli effetti indesiderati, non vengano resi noti.
Nel 1960, dopo alcuni anni che veniva utilizzato in Europa come tranquillante, il talidomide si rilevò essere causa, se preso in un certo periodo della gravidanza, di orrende malformazioni. Così, dopo aver fatto venire alla luce circa 10.000 bambini malformati, il contergan su richiesta del ministero degli interni del Nordrhein-Westfalen è stato ritirato. 
Ma la storia del talidomide, non è l'unica. Agli inizi degli anni '70, si chiuse un vergognoso capitolo riguardante l'impiego di un medicinale conosciuto come cancerogeno e distruttivo del sistema endocrino, chiamato DES (dietilstilbestrolo). "Contro i consigli del suo inventore, sir Charles Dodd", scrive Sherrill Sellmann, "da 4 a 6 milioni di donne in Europa e Australia, hanno utilizzato il DES per prevenire problemi di aborto e complicazioni durante la gravidanza". 
Inoltre, il DES diventò un medicinale popolare, sebbene non sperimentato, per una varietà di altre patologie: per la soppressione della lattazione, per il trattamento dell'acne, di certi tipi di cancro al seno e di quelli prostatici, come inibitore della crescita nelle adolescenti, come sostituto di estrogeni durante la menopausa e come pillola "del giorno dopo".
Saranno necessari 30 anni per accettare quello che i test di laboratorio avevano indicato fin dal 1938 - che il DES era un medicinale altamente pericoloso e nocivo.
Veniva riportato che, 20 anni dopo aver assunto il DES, le madri avevano tra il 40 e il 50 per cento di probabilità in più di rischio di tumori al seno di quelle che non lo avevano utilizzato. Inoltre, i figli delle "mamme DES" mostravano una maggior incidenza di deformità riproduttive, aborti, tumori vaginali, cancri testicolari, sterilità e disfunzioni immunitarie.
L'ironia di questo totale fallimento è che il sistema medico ha infine riconosciuto che il DES era inutile nella prevenzione degli aborti. Questi i fatti che mettono in luce come le aziende farmaceutiche, ossessionate "dall'odore dei soldi", passino sopra ogni segnalazione di rischi, connessi all'assunzione di farmaci ritenuti pericolosi e nocivi per la salute dell'uomo.
Tratto da: laleva.org

Commento NdR:
questi i misfatti dell’industria farmaceutica, ed e’ solo  la punta dell’iceberg, ma nell’articolo non vengono tenuti in nessuna considerazione i GRAVISSIMI MISFATTI  degli enti governativi  Italiani ed esteri, a “Tutela della Salute”;  dove sono stati, e dove sono ancora oggi questi enti che dovrebbero controllare con i loro laboratori, i farmaci ed anche i vaccini…..forse al bar a prendersi un caffe’….? ..e chiudendo tutti  i due occhi su queste azioni Criminali, cio’ significa che sono collusi con i produttori di farmaci e vaccini, ma significa anche che le case farmaceutiche hanno corrotto e/o immesso nei posti di potere di questi enti, i “loro” uomini affinche’ nascondessero e chiudessero i due occhi su questi CRIMINI contro l’Umanita’ …altro che HITLER….quello ERA un BRAVO RAGAZZO in CONFRONTO a QUESTI CRIMINALI di OGGI !

 

2.000.000 di reazioni gravi ai farmaci ogni anno !

"Recentemente in Italia, con l’introduzione del D.L. n. 95/03 si è provveduto ad abolire l’obbligo (diventa spontanea) di segnalazione di tutte le A.D.R. con le correlative sanzioni, ma rimane tuttavia obbligatoria la segnalazione delle A.D.R. gravi o inattese, di tutte le A.D.R. che riguardino i vaccini e quelle per quei farmaci che vengano inseriti in speciali elenchi, periodicamente pubblicati dal Ministero della Salute, riguardanti essenzialmente farmaci immessi di recente in commercio."
Tratto da: http://www.altalex.com/index.php?idnot=10104

I MISFATTI delle multinazionali dei farmaci e Vaccini
“Richard Gonzalez of AbbVie, and Daniel Welch of InterMune: Drop your legal action blocking access to EMA clinical trial data ” è il titolo, assai esplicito, della nuova importante petizione lanciata da David Healy.
Possiamo riassumere il motto su cui si fonda in poche parole: “mostrateci tutti i dati! I pericoli legati ai farmaci in uso non possono essere considerati un segreto commerciale ”.
Brevemente, le aziende farmaceutiche per massimizzare le vendite dei nuovi farmaci pubblicizzano i benefici, minimizzando i rischi significativi. L’EMA, a partire dal 2010, ha cominciato a rilasciare dati di studi clinici usati per approvare nuovi farmaci. Un’evoluzione importante verso la sicurezza dei farmaci, ben accolta dai ricercatori di tutto il mondo.
Il processo intrapreso dall’EMA verso la trasparenza è stato bloccato dalle iniziative legali intraprese da AbbVie e InterMune contro l’Agenzia.  Ora milioni di pazienti e i loro medici rischiano di restare al buio.
L’EMA è finita in tribunale con il pretesto che i dati sui benefici e i rischi di questi farmaci vanno considerati in realtà come “segreti commerciali”. La trasparenza dei dati avrebbe danneggiato i profitti di queste aziende.
Dell’azione legale di AbbVie e InterMune per bloccare le iniziative EMA abbiamo già parlato.
Ritorneremo a breve sull’argomento, ma nell’attesa…
Firma la petizioneRichard Gonzalez of AbbVie, and Daniel Welch of InterMune: Drop your legal action blocking access to EMA clinical trial data

Il razionale della petizione: Fateci vedere i dati !
I pericoli legati all’uso di farmaci non possono essere considerati segreti commerciali !
Le aziende farmaceutiche massimizzano le vendite dei nuovi farmaci, promuovendone i benefici e minimizzandone i rischi anche se significativi.
Nel 2010 l’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) ha cominciato a rilasciare dati sui pazienti provenienti da studi clinici utilizzati per l’approvazione di nuovi farmaci in Europa. Un’evoluzione accolta dai ricercatori di tutto il mondo come un importante passo verso la sicurezza dei farmaci. Un’evoluzione interrotta dall’azione legale intrapresa da due società americane – la AbbVie, che produce Humira, il farmaco più venduto al mondo, con proiezioni di vendita di 10 miliardi dollari nel 2013; e la InterMune, il cui Esbriet, per la fibrosi polmonare, è stato recentemente approvato in Europa ad un costo di 40,000 dollari annui.
AbbVie e InterMune hanno denunciato l’EMA per negare l’accesso ai dati dei loro studi clinici sui benefici e i rischi di questi farmaci, sostenendo che questi dati rappresentano “segreti commerciali”, il cui rilascio avrebbe danneggiato i loro profitti.
La loro manovra ha portato all’interruzione dell’intero programma di accesso pubblico, lasciando milioni di pazienti nel mondo, e i loro medici, nel buio.
Chiediamo che AbbVie e InterMune ritirino la causa e rilascino tutti i dati che riguardano i pazienti trattati con Humira, Esbriet e gli altri loro prodotti. Dati fondamentali sulla sicurezza dei farmaci non possono essere nascosti perché segreti commerciali.
Inviando questa petizione al presidente Barack Obama e ai membri del suo gabinetto chiediamo loro di garantire che un sostanziale accesso pubblico ai dati degli studi clinici diventi una policy della FDA ed sia incluso in tutti gli accordi commerciali internazionali che disciplinano la vendita di farmaci e dispositivi medici.
By Sun Zu - Tratto da: attentiallebufale.it

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Le medicine o farmaci di sintesi, di fatto sono INIBITORI chimici. Mentre da un lato "addormentano" il problema, da un altro inibiscono altri processi naturali del corpo umano, mai eliminando le origini della causa, di fatto quindi, sono DROGHE.
Leggere il libro di Bruce Lipton, insegnante di medicina per 20 anni, "La Biologia delle Credenze".
A scatenare la TBC nella popolazione, possono essere i vaccini, ma anche le terapie per la cura di altre malattie: '
'Un nostro paziente che era risultato positivo alla Tubercolina, ma senza alcuna lesione polmonare alla lastra del torace all'ingresso in carcere - spiega ancora il dott. Babudieri, Associato di Malattie Infettive all'Universita' di Sassari e presidente SIMSPe - ha iniziato la terapia per l'epatite C con Interferone e, dopo 8 mesi, ha sviluppato una TBC polmonare''.
Il caso e' stato cosi' rilevante che la prestigiosa rivista scientifica ''Emerging Infectious Diseases'', organo ufficiale del Centers for Diseases Control di Atlanta (U.S.A.) ha pubblicato la segnalazione dell'equipe di Babudieri sul rischio di Tubercolosi polmonare durante la terapia con peginterferon-alfa per la cura dell'epatite C.
Conclusione: l'utilizzo di farmaci di sintesi per tentare di curare una "malattia" puo' provocarne altre !
 

 

Antidolorifici. Allarme dagli Usa: nel 2008 hanno ucciso 15.000 persone. Più della droga - 02/11/2011
La denuncia arriva dal CDC statunitense che, in un rapporto, rileva come l’overdose di antidolorifici oppiacei abbia ucciso nel solo 2008 quasi 15 mila americani contro i 4 mila del 1999. E 475.000 sono state, nel 2009, le richieste di soccorso di emergenza per abuso di questi farmaci.
USA - È triplicata la vendita di oppioidi e narcotici negli Stati Uniti dal 1999 ad oggi e più che triplicati sono i decessi legati all’overdose da questi farmaci, tanto da arrivare a 40 morti al giorno.
Nel solo 2008, infatti, sono decedute 14.800 persone per abuso di antidolorifici, contro i 4.000 del 1999.

Numeri allarmanti, che arrivano da un rapporto del Centro per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie (CDC) statunitense, che nell'ambito di uno studio sull'abuso di prescrizione dei farmaci, accende in particolare io riflettori sull'abuso di antidolorifici oppiacei definendolo una vera e propria "epidemia".
Queste sostanze, secondo gli esperti americani, provocherebbero ormai più morti dell’eroina e della cocaina.
E proprio come l’eroina e la cocaina, possono creare una forte dipendenza.
Già da una survey dello scorso anno sull’uso dei farmaci, ricorda il rapporto, era emerso che un americano su 20 di età superiore ai 12 anni usa antidolorifici pur non avendo motivi medici per farlo. E il numero di accessi al Pronto soccorso legato all’abuso di questi farmaci, aggiunge il CDC, è raddoppiato in 5 anni raggiungendo quota 475.000 nel 2009.
Un fenomeno in continua crescita. Ogni giorno, secondo il rapporto, sono circa 5.500 le persone che iniziano a fare un uso improprio di antidolorifici. La vendita di questi farmaci, come detto, è aumentata del 300% dal 1999 secondo i dati della Drug Enforcement Administration citati dalla Cdc.
Il modo per ottenerli è per lo più il passaggio da amici e conoscenti, cioè utilizzando i farmaci prescritti per qualcun altro. Ma, secondo il rapporto, anche le prescrizioni hanno subito una forte impennata. Gli oppiacei, dunque, sono sempre più a portata di mano.
Tratto da quotidianosanita.it

L'F.D.A. (USA) ha TENUTO NASCOSTE le PROVE della PERICOLOSITÀ dei CIBI TRANSGENICI e di molti Farmaci e Vaccini   (vedi la trasmissione Report -Rai3 del 20704/08)
vedi anche: Danni dei Vaccini + Contro Immunizzazione +
Pericoli dei farmaci - 2 + Terrorismo dei e con i Farmaci e Vaccini + Controindicazioni recenti ed info sui farmaci + Farmaci (s)caduti nel mercato nero + 11 morti da farmaci  (Mag. 2008)
Anche il Belgio ritira la Numesulide:
www.rivistedigitali.com/Notiziario_chimico_farmaceutico/2008/3/037/scaricaPdf

EMEA = Ente Europeo Per i farmaci (non effettua controlli sui  Vaccini)

DECRETO LEGISLATIVO 24/04/2006 n 219 (attuazione Direttiva EU 2001/83/CE

Corruzione e sistemi sanitari nel mondo: vedi http://www.epicentro.iss.it/focus/globale/globalcorrupt.asp
Visionare questi link: http://www.informatori.it/informatori/filepdf/sperimentazioni.pdf
video: http://www.youtube.com/watch?v=DoS02m0OevM


Malattie e  MORTE da farmaci e VACCINI (4° causa di morte negli USA) - vedi: i GRAVI DANNI dei VACCINI
http://www.fda.gov/Drugs/DevelopmentApprovalProcess/DevelopmentResources/DrugInteractionsLabeling/ucm110632.htm
http://jama.ama-assn.org/content/279/15/1200.full.pdf 
http://www.nejm.org/doi/pdf/10.1056/NEJM199102073240605

La tossicità dei farmaci rimane una delle cause più frequenti d'interruzione di terapia e dell’ulteriore aggravamento del malato.
Alcune tossicità si sono rivelate più frequenti ed invasive del previsto e rappresentano un grave potenziale di rischio nel paziente che invecchia precocemente o muore.

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PERICOLI dei FARMACI
FDA ( Stati Uniti ): l'antibiotico Azitromicina associato a gravi rischi cardiaci, talora ad esito fatale
In Italia, l’antibiotico Azitromicina è venduto con diversi marchi, tra cui Ribotrex, Trozocina, Zitromax, e anche come farmaco generico. Non tutti i pazienti sono a rischio di eventi potenzialmente letali. L’FDA segnala che uno dei fattori di rischio è rappresentato dai bassi di livelli di potassio e di magnesio nel sangue.
In Italia, l’Azitromicina trova largo impiego; le indicazioni approvate sono le seguenti: trattamento delle infezioni causate da germi sensibili all'Azitromicina, infezioni delle alte vie respiratorie ( incluse otiti medie, sinusiti, tonsilliti e faringiti ); infezioni delle basse vie respiratorie ( incluse bronchiti e polmoniti ); infezioni odontostomatologiche; infezioni della cute e dei tessuti molli; uretriti non-gonococciche ( da Chlamydia trachomatis ); ulcera molle ( da Haemophilus ducreyi ).
Per un costante aggiornamento sulle Reazioni Avverse da Farmaci ( ADR, Adverse Drug Reactions ) consultare:
www.farmacovigilanza.net
Farmaci antibatterici: rischio di aritmie potenzialmente fatali con Azitromicina
La FDA ( Food and Drug Administration ) ha avvertito gli operatori sanitari e il pubblico che il farmaco antibiotico Azitromicina ( Zithromax o Zmax; in Italia: Ribotrex, Trozocina, Zitromax et altri ...

APPROFONDIMENTO 
Allungamento del intervallo QT associato a fluorochinoloni e macrolidi
Tra i farmaci non-cardiovascolari che possono causare un allungamento del tratto QT all’elettrocardiogramma, gli antibiotici ricoprono un ruolo rilevante visto il loro ampio uso.Capire quali molecole abbiano un maggior rischio e quanto vengano ... Leggi

I macrolidi e i fluorochinoloni sono associati a insorgenza di aritmie ventricolari e arresto cardiaco
Uno studio, coordinato da Ricercatori dell’Università di Milano-Bicocca, ha confrontato l’effetto degli antibatterici macrolidi e i fluorochinoni nell’insorgenza di aritmia ventricolare e arresto cardiaco.Lo studio ... Leggi

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L’assunzione di alte quantità di Fruttosio con la dieta può aumentare il rischio di sviluppare ipertensione. Queste le conclusione di uno studio su 4.528 adulti statunitensi....

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Il trattamento con inibitori del TNF-alfa associato a infezioni da Mycobacterium Avium - Giovedì 9 Dicembre 2010
 I pazienti trattati con anti-TNF-alfa, hanno un rischio maggiore per la tubercolosi e per altre malattie granulomatose, ma poco si sa sulle malattie causate da micobatteri non-tubercolari.
Sono stati analizzati i database MedWatch dell’FDA ( Food and Drug Administration ) che hanno riportato i casi di malattie causate da micobatteri non-tubercolari, in pazienti sottoposti a terapia anti-TNF-alfa.
L’FDA ( Food and Drug Administration ) ha completato la sua analisi riguardante gli antagonisti del TNF-alfa, e ha concluso che esiste un aumentato rischio di linfoma e di altri tumori, gli antagonisti del TNF-alfa associati anche a rischio di scompenso cardiaco nei pazienti anziani e sono associati con l’uso di questi farmaci nei bambini e negli adolescenti.
Questa nuova informazione sulla sicurezza dei bloccanti il TNF-alfa verrà aggiunta al Boxed Warning di questi farmaci.
Inoltre, è stato osservato il possibile presentarsi di leucemia e psoriasi di nuova insorgenza nei pazienti trattati con bloccanti il TNF.
L’attuale scheda tecnica degli antagonisti del TNF-alfa contiene già un warning (avvertenza) riguardo all’insorgenza dei tumori, ma non menziona in modo specifico la leucemia.
Pertanto, l’FDA sta richiedendo che questa informazione sia inclusa nella scheda tecnica dei bloccanti il TNF.
Gli antagonisti del TNF-alfa sono stati approvati nel trattamento di una o più malattie del sistema immunitario, tra cui: artrite giovanile idiopatica, artrite reumatoide, artrite psoriasica, psoriasi a placche, malattia di Crohn, e spondilite anchilosante.
Tra le 239 segnalazioni raccolte, 105 ( 44% ) soddisfacevano i criteri di malattia causate da micobatteri non-tubercolari.
L'età mediana dei pazienti era di 62 anni, la maggior parte ( 66.65% ) era di sesso femminile, e il 73.70% soffriva di artrite reumatoide.
Le infezioni da malattie causate da micobatteri non-tubercolari erano associate a Infliximab ( n=73; Remicade ), Etanercept ( n=25; Enbrel ) e Adalimumab ( n=7; Humira ).
La maggior parte dei pazienti stava assumendo, contemporaneamente, Prednisone ( n= 68,65% ) o Metotrexato ( n= 58,55% ).
Il batterio maggiormente coinvolto era il Mycobacterium Avium ( n=52, 50% ).
Nove pazienti ( 9% ) sono morti al momento della loro infezione. È stato anche riportato un alto tasso di manifestazioni extrapolmonari ( n=46; 44% ). - By Xagena Medicina 
Tratto da: Emerg Infect Dis, 2009
Fonte: http://wwwnc.cdc.gov/eid/article/15/10/pdfs/09-0310.pdf

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Si segnala un articolo che ha tutto il sapore di opera di convincimento -  vogliono a tutti costi farci pensare e richiedere che va bene e è utile un chip inserito nei farmaci da ingerire, si comincia cosi’, poi si arriva ad inserirlo nel braccio, poi nella testa ?
siete d’accordo ? IO NO !
Meglio non utilizzare i farmaci di sintesi, la Medicina Naturale insegna come fare senza di essi, alla faccia di Big Pharma
Pillola con microchip dice quando assumere la prossima dose....

Prossimamente in Gran Bretagna saranno messi in commercio dei farmaci sotto forma di pillole che, grazie ad un microchip integrato, comunicano con i pazienti e i medici curanti, fornendo loro una serie di utili informazioni.
I pazienti assumono il farmaco insieme ad una sottile tavoletta in cui è integrato un sensore commestibile, della grandezza di un chicco di riso, che interagendo con i liquidi dello stomaco emette un segnale digitale per circa cinque minuti, inviando informazioni ad un ricevitore in forma di patch applicabile sulla spalla o sul braccio.
Il sensore monitora tempi e dosi dei farmaci assunti, avvisando l’utente sulla prossima pillola da assumere, sui parametri corporei come temperatura e battito cardiaco e controlla se il paziente ha un sonno regolare o se fa attività fisica a sufficienza. Le informazioni vengono poi scaricate su un computer o uno smartphone e diventano così accessibili al paziente o al medico.
Questo dispositivo potrebbe tornare utile agli anziani, che per problemi come malattie cardiache e diabete, devono ricordarsi di prendere cinque o più pillole diverse alla volta, tre volte al giorno, così come a tutti quei pazienti sottoposti a regimi farmacologici complessi.
Si chiama sistema Helius ed è stato brevettato dall’azienda americana Proteus Biomedical e sarà disponibile nel Paese di Sua Maestà a partire da settembre ad un costo di 50 sterline al mese.
Si stima che in Gran Bretagna il costo dei farmaci acquistati e poi non utilizzati sia per il Servizio Sanitario Nazionale di 400 milioni di sterline l’anno, probabile dunque che il governo decida di investire risorse nel dispositivo, distribuendolo ad un prezzo irrisorio.

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Farmaci, nel 2010 cresciute ancora le segnalazioni di reazioni avverse - 21/11/2011
I pazienti possono cominciare a dormire sonni più tranquilli. I controlli sulle reazioni avverse dei medicinali sono cresciuti. E l’agognato «gold standard» - una sorta di indice per segnalare se la farmacovigilanza funziona - che l’Organizzazione mondiale della Sanità ha fissato ad almeno 300 segnalazioni per milione di abitanti è stato addirittura superato:
l’anno scorso la media italiana ha raggiunto quota 335 per 20.191 segnalazioni di «reazioni avverse» dei farmaci (vaccini compresi) in tutto, segnando una crescita di circa il 40 per cento. Un bel balzo in avanti che segue la crescita inarrestabile degli ultimi anni: nel 2009 erano già aumentate del 27% per un totale di 14.586 “denunce”, nel 2008 erano 11.489, mentre nel 2007 se ne registravano 9.740 e solo 6.548 nel 2006. In quattro anni, insomma, sono più che triplicate.

Ad aggiornare gli ultimi dati sulla farmacovigilanza in Italia è la relazione annuale appena inviata al Parlamento «sulla vigilanza post-marketing per l’anno 2010» predisposta dall’Agenzia italiana del farmaco (i cui dati sono stati anticipati a febbraio da «Il Sole 24 Ore Sanità» n. 7/2011).

Come già detto la relazione inviata al Parlamento segnala con evidenza come l’anno scorso sia stato «superato, in media nazionale il valore di 300 segnalazioni per milione di abitanti che rappresenta il gold standard fissato dall’Oms». Va detto comunque (anche se la relazione non lo registra) che le segnalazioni da anni si concentrano in buona parte in un drappello di Regioni quasi tutte del Nord (in particolare Lombardia, Veneto e Toscana).
A migliorare i dati sui controlli dei medicinali è stata sicuramente la raccolta e gestione informatizzata delle segnalazioni spontanee in arrivo dalla «rete nazionale di farmacovigilanza, attiva dal 2001, che collega tra loro - spiega la relazione - l’Aifa, le strutture sanitarie, le Regioni e le aziende farmaceutiche». Ma a pesare è anche l’accresciuta formazione e cultura della farmacovigilanza tra gli operatori che sembrano negli ultimi anni anche aver imparato di più.
Secondo la relazione dell’Aifa il «costante» monitoraggio delle segnalazioni spontanee ha consentito anche di «evidenziare alcuni segnali di allarme relativi a medicinali somministrati in età pediatrica e agli anziani; dopo i necessari approfondimenti - scrive l’Aifa - sono state adottate misure regolatorie a tutela dei pazienti». È stata anche effettuata l’attività di valutazione dei rinnovi dell’autorizzazione all’immissione in commercio di 2.515 medicinali registrati da più di cinque anni.
Nel 2010 sono stati valutati, inoltre, 97 progetti di farmacovigilanza attiva regionali e 3 multiregionali: dei progetti regionali 8 si sono conclusi, 63 hanno presentato degli “interim report” che hanno dimostrato «un adeguato grado di avanzamento» e 24 sono partiti molto in ritardo rispetto alle previsioni iniziali. Insomma, secondo la relazione «gli obiettivi posti nelle linee di indirizzo del 2007 sono stati essenzialmente raggiunti».
Intanto però l’Aifa guarda al futuro ricordando che il programma nelle nuove linee di indirizzo approvate a fine ottobre 2010 dovrà puntare all’istituzione e alla manutenzione dei centri regionali di farmacovigilanza, allo studio delle reazioni avverse ai farmaci (Adr) «in articolare riguardanti la popolazione pediatrica», agli anziani con polipatologie e ai pazienti istituzionalizzati.
E infine all’informazione e alla formazione degli operatori sanitari e dei «cittadinipazienti».
By Marzio Bartoloni - Fonte: Il Sole 24 Ore - Tratto da: informasalus.it

I VERI PADRONI della SANITA' nel MONDO
La descrizione del meccanismo che nel secolo scorso permise ai grossi capitali finanziari di impadronirsi dell’intero sistema medico americano  e non solo, attraverso il controllo dell’insegnamento universitario, i Rockefeller amavano chiamarla “filantropia efficiente”, e' qui ben descritto.
Purtroppo il medico che volesse domandarsi oggi da dove nascano tante di quelle “certezze” che gli vengono contestate .... da chi non si fida più della medicina ufficiale, dovrà risalire di quasi un secolo per trovarne l’origine. D’altronde, è lui stesso ad insegnare che il miglior rimedio contro una malattia non sia la semplice rimozione del sintomo, ma quella della causa stessa.

vedi anche:
http://www.youtube.com/results?search_type=&search_query=cancro+ieri+ed+oggi&aq=f
http://www.youtube.com/results?search_type=&search_query=cancro+e+medicina+naturale&aq=f

Per info sui farmaci vedi anche: Informatori.info
FORUM sul pericolo dei Farmaci e delle Case Farmaceutiche
Corruzione nella Sanita' italiana = Aifa
+ Riviste mediche + Ricerche nelle mani di Big Pharma


FORUM sul pericolo dei Farmaci e delle Case Farmaceutiche 
+  Pericolo grave dei Farmaci  +  Astenersi dai farmaci diventera' un crimine  + Conflitti di Interesse in Medicina

Farmaci: risultati non pubblicati se test negativi - Fonte: Il Sole 24 Ore (Ce.Do.)

Ecco un'esempio della forza di Big Pharma nel costringere i governi del mondo ai suoi interessi....Gen. 2011
Forse a breve si perderà Therapeutics Initiative, un sito promosso dall'università della British Columbia (Vancouver, Canada) in cui vengono valutate in modo rigoroso, basato sull'evidenza scientifica e indipendente dall'influenza dell'industria farmaceutica, le informazioni sui trattamenti farmacologici così da bilanciare le fonti di informazione sponsorizzate dalle aziende farmaceutiche.
Dopo le pressioni da parte dell'industria farmaceutica, il governo della provincia della British Columbia ha deciso infatti di non rinnovare il contratto all'iniziativa di revisione di farmaci.....Big Pharma ringrazia...
Eppure è la revisione di Therapeutics Iniziative che ha lanciato l'allarme sul profilo di rischio cardiovascolare dovuto al rofecoxib e al rosiglitazone.
Grazie a questo studio il governo ha ristretto l'uso di questi farmaci nella British Columbia molto prima che questi fossero ritirati dal commercio, evitando oltre 500 decessi (1). Inoltre è a Therapeutics Iniziative, che per 14 anni ha garantito al Ministero della Salute della BC le informazioni su cui basare il rimborso dei farmaci, che andrebbe il merito del risparmio sulla spesa farmaceutica della provincia canadese per cui per ogni $ investito nell'organizzazione indipendente se ne sarebbero risparmiati 70. Perché non supportare qualcosa che sembra funzionare così bene ?
vedi: www.vancouversun.com/opinion/drug+assessments+taking+wrong+path/3979298/story.html

 

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Corruzione nella Sanita' italiana = Aifa = Agenzia Italiana del Farmaco = AIFA
L'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) è un organismo sanitario preposto a promuovere le conoscenze dei farmaci, inclusi i vaccini, i farmaci biotecnologici ed i medicinali a base di erbe. L'agenzia garantisce l'attività di coordinamento, valutazione, della sola documentazione inviata dalle case farmaceutiche (senza nessun controllo di laboratorio) e monitoraggio dei prodotti autorizzati, mettendo a punto linee guida tecniche e fornendo supporto scientifico ai suoi sponsor.
Produzione e controllo
:
Al fine di garantire la qualità dei farmaci, l’AIFA svolge attività di autorizzazione e controllo sulle officine farmaceutiche e attività ispettive per la verifica della qualità presso i siti di produzione di materie prime farmaceutiche, di gas medicali, di medicinali, di prodotti omeopatici e presso i siti coinvolti nella sperimentazione clinica dei farmaci.
Viene svolta, inoltre, attività di vigilanza post-marketing nel settore della qualità dei medicinali e di gestione delle carenze, sulla carta e' scritto, ma in pratica sui Vaccini non fanno nessun controllo.

Qualche esempio: La Simvastatina (Zocor, Sinvacor, Sivastin) farmaco che abbassa i livelli del colesterolo ? ma genera gravi problemi... - 6 ottobre 2010
la FARMACOPEA CHE FA ?
Il nostro interesse punta su coloro che hanno una antipatia contro la nostra professione di Fitoterapeuti e le erbe (oppure droghe quel che si voglia).
Noi che puntiamo prettamente sul benessere della persona e di noi stessi, visto che queste pratiche, tecniche, stregonerie ed altro ancora (come le vogliono chiamare) le utilizziamo da anni sia sulla nostra persona che sui nostri parenti.
Non si è mai sentito dire che un’”erba” e/o una pianta abbia creato MORTI oppure danni anche irreparabili.
Per contro chi ci accusa di stregoneria: la “SCIENZA medica allopatica con i suoi padroni, Big Pharma”, metta in circolazione farmaci non con eccipienti naturali ma di sintesi, che COPRONO I SINTOMI e non curano la patologia, e non solo, innescano altre situazione creando ALTRE PATOLOGIE .
Quelle più eclatanti ?: MALOOX, VIOXX, NOVALGINA, ASPIRINA, VOLTAREN
Dopo anni di somministrazione la Simvastatina, un farmaco che abbassa i livelli del colesterolo, ovviamente eccipiente di sintesi, scoprono che questo crea altre patologie secondarie....
continua su: http://centrobenesserekundalini.blogfree.net/?t=2955882

La TACHIPIRINA E' SICURA ?" NO  !!! non è sicura !!!!! - 7 ottobre 2010
Bustine: ogni bustina contiene: Principio attivo:Paracetamolo mg 500 o mg 125noto anche come acetaminofene, che possono danneggiare in modo irreparabile il fegato se assunto in dosi elevate. Ciò accade perché il paracetamolo è ripartito per il corpo in vari metaboliti, di cui uno NAPQI. Ciò è dannoso per il fegato, ma viene normalmente inattivato dal glutatione.
Eccipienti:
- maltitolo, ha proprietà lassative, come tutti gli alcoli degli zuccheri, per il lento assorbimento. Il maltitolo ha una cattiva fama per i suoi effetti gastrici, in quanto pur essendo meno dannoso se comparato ad altri polialcoli, è usato in grosse quantità dall'industria del cibo grazie alla sua somiglianza al saccarosio, il che induce a un consumo eccedente le quantità raccomandate.
- mannitolo,(tossico) comporta gli  stessi inconvenienti dello zucchero bianco. Ormoni, estrogeni, antibiotici, vitamine sintetiche, tranquillanti sono contenuti nelle carni e sono cancerogeni e provocano nei bambini fenomeni di iperattivismo, aggressività, dovuti appunto da una dieta carente in nutrienti, raffinata, tossica, provocano anche occhiaie scure, orecchie rosse, sguardo vitreo, disturbi addominali, mal di testa, dolori alle gambe, se si eliminano gli alimenti che contengono additivi si assiste alla scomparsa dei sintomi.(ZESTRIL)
- sodio bicarbonato, industrialmente il bicarbonato si produce tramite il metodo Solvay. Esso consiste nel far passare ammoniaca e anidride carbonica in una soluzione di cloruro di sodio, la reazione che avviene produce cloruro di ammonio e bicarbonato di sodio.
- acido citrico si trova normalmente in natura (agrumi ) limone per essere più precisi, ma in fase di lavorazione lo si ricavava  attraverso un complesso processo con soluzione di ammoniaca, cloruro di calcio e acido solforico, usi vari dai prodotti farmaceutici a prodotti per disincrostanti per la casa.
- sodio docusato: Denominazione commerciale: Sodio diottilsolfosuccinato, Nocivo per ingestione. Irritante per gli occhi.
- aroma agrumi
- aspartame. Per oltre otto anni la FDA (Food and Drug Administration - Amministrazione degli Alimenti e dei Medicinali) ha rifiutato di approvare l'uso dell'aspartame a causa delle convulsioni e dei tumori al cervello che questa sostanza ha provocato negli animali da laboratorio. Poco tempo dopo aver approvato l'utilizzo dell'aspartame anche nelle bevande gassate, il commissario Arthur Hull Hayes, firmò un contratto di collaborazione con l'agenzia delle pubbliche relazioni della G.D. Searle. L'aspartame causa danni "lenti e silenziosi" in tutte quelle persone che sono cos“ sfortunate da non avere reazioni immediate e che non hanno quindi un motivo per evitarlo. Potrebbero volerci uno, cinque, dieci, quarant'anni, ma alla lunga si manifesteranno gravi problemi (alcuni reversibili e altri no) per tutte quelle persone che ne fanno uso abituale.

Sciroppo: 100 ml di sciroppo contengono:
Principio attivo: Paracetamolo g 2,4noto anche come acetaminofene, che possono danneggiare in modo irreparabile il fegato se assunto in dosi elevate. Ciò accade perché il paracetamolo è ripartito per il corpo in vari metaboliti, di cui uno NAPQI. Ciò è dannoso per il fegato, ma viene normalmente inattivato dalle glutatione.
Eccipienti:
- saccarosio semplice zucchero
- saccarina, (1,2-benzenisotiazolin-3-one-1,1-diossido) è stato il primo dolcificante artificiale,potere dolcificante circa 300 (secondo altre fonti: 500) volte superiore a quello del saccarosio,interferisce con alcune proprietà enzimatiche( chiediamoci poi perchè ci sono sempre più bambini che sono intolleranzi ad alcuni alimenti, che tendenzialmente sono portati al diabete
- sodio citrato Sostanza non pericolosa secondo la Direttiva 67/548/CEE.In caso di perdita di conoscenza non dare da bere né provocare il vomito. Provocare il vomito.
- metile p-idrossibenzoato,Come parte del bene e del personale di igiene industriale e procedura di sicurezza, evitare l'esposizione inutile alla sostanza chimica ed accertarsi della rimozione rapida da pelle, occhi e indumenti. può causare mal di gola, tosse e difficoltà respiratorie.(BACTRIM)
- potassio di sorbato <span><span> E 202</span></span> <span>E' un derivato dell'acido ascorbico e viene usato dalle industrie alimentari come conservante, antibatterico e antimicotico.</span>livemente tossico per ingestione, porta cambiamenti di mutazione
- polietilenglicole preparato per polimerizzazione dell'ossido di etilene; è il polietere che riveste la maggiore importanza commerciale per volumi di produzione e applicazioni. Recentemente è stato scoperto che miscelando questo prodotto a molecole di biossido di silicio si ottiene una sostanza che viene impiegata nella fabbricazione di giubbotti anti-proiettile,
- acido citrico si trova normalmente in natura (agrumi ) limone per essere più precisi, ma in fase di lavorazione lo si ricavava  attraverso un complesso processo con soluzione di ammoniaca, cloruro di calcio e acido solforico, usi vari dai prodotti farmaceutici a prodotti per disincrostanti per la casa.
- aroma fragola, aroma mandarino, acqua depurata. ( forse è l'unica cosa pura)
By Renato Ventura - Bioterapeuta

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L'Institute for Safe Medication Practices (Istituto per le pratiche sicure del farmaco; abbreviato in ISMP) ha recentemente pubblicato sulla rivista PLoS One, uno studio dove sono evidenziati i farmaci con obbligo di ricetta, che inducono i consumatori a compiere atti di violenza. Nella top-ten dei medicinali più pericolosi, vi sono gli antidepressivi Pristiq (desvenlafaxine), Paxil (paroxetine) e Prozac (fluoxetine).

Questa ricerca mette in luce gli effetti negativi di alcuni antidepressivi e di antipsicotici popolari, che non solo provocano problemi di salute, ma rappresentano anche una minaccia per la società.
L'ISMP dopo aver analizzato le informazioni del database del FDA Adverse Event Reporting System (sistema di rapporto degli eventi avversi, abbreviato in AERS), giunge alla conclusione che molti farmaci noti, sono perfino collegabili ad omicidi.
La maggior parte di quelli presenti nella top ten sono detti "antidepressivi", ma possiamo individuare anche uno per il trattamento contro l'insonnia, uno contro la malaria e un ultimo per smettere di fumare.

Come riporta il "Time", la top ten è la seguente:
1. Desvenlafaxine (Pristiq) - Un antidepressivo che agisce sulla serotonina e la noradrenalina. Il farmaco e 7.9 volte più propenso, rispetto altri, ad esser associabile con episodi di violenza.
2. Venlafaxine (Effexor) - Un antidepressivo che tratta i disordini di ansia. É 8.3 volte più propenso, rispetto altri farmaci, ad essere associabile ad episodi di violenza.
3. Fluvoxamine (Luvox) - Appartiene al gruppo degli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), 8.4 volte più propenso, rispetto altri farmaci, ad essere associabile ad episodi di violenza.
4. Triazolom (Halcion) - Appartenente alla classe delle benzodiazepine usato per il trattamento dell'insonnia, 8.7 volte più propenso, rispetto altri farmaci, ad essere associabile ad episodi di violenza,
5. Atomoxetine (Strattera) - Usato nei casi di ADHD, disturbo da deficit di attenzione e iperattività, 9 volte più propenso, rispetto altri farmaci, ad essere associabile ad episodi di violenza.
6. Mefoquine (Lariam) Utilizzato per curare la malaria, 9.5 volte, rispetto altri farmaci, ad essere associabile ad episodi di violenza,
7. Anfetamine - Classe di farmaci usati in casi di ADHD, 9.6 volte più propensi, rispetto altri, ad essere associabili ad episodi di violenza.
8. Paroxetine: (Paxil) - Appartenente al gruppo degli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina, (SSRI),10.3 volte più propenso, rispetto altri farmaci, ad essere associabile ad episodi di violenza. Crea molto dipendenza e problemi nello sviluppo fetale durante la gravidanza.
9. Fluxetine (Prozac) - Un diffuso antidepressivo della classe degli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina, (SSRI), 10.9 volte più propenso, rispetto altri farmaci, ad essere associabile
10. Varenicline (Chantix) . Utilizzato per smettere di fumare; scioccante il fatto che sia 18 volte più propenso, rispetto altri farmaci, ad essere associabile ad episodi di violenza.

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La multinazionale Pfizer ha ritirato farmaco per ipertensione polmonare potenzialmente fatale
La casa farmaceutica Pfizer ha annunciato un richiamo volontario del farmaco Thelin venduto per ipertensione polmonare, in tutti gli stati in cui è commercializzato, USA, Europa, Canada e Australia, dopo aver osservato che esso può causare danni al fegato potenzialmente letali.
"Anche se il rischio di tossicità epatica è una complicanza tipica di tali farmaci, c'è stato un nuovo pericolo di lesioni al fegato in pericolo", ha detto la società in un comunicato.
Il gigante farmaceutico ha anche annunciato la sospensione di tutti gli studi clinici di questo farmaco in tutto il mondo e ha raccomandato che questo farmaco non è da prescrivere per ogni paziente.
Per quelli già in trattamento, ha raccomandato che "il cambiamento in terapie alternative più rapidamente possibile", dopo consultazione con i loro medici.
"Pfizer ha concluso che i benefici di Thelin e non, superano i rischi per i pazienti con ipertensione arteriosa polmonare", ha detto il gigante farmaceutico.
Il Vice Presidente per lo sviluppo e la clinica Medical Affairs per Pfizer Lung, Cara Cassino, ha anche riferito che il farmaco "è importante comunicare quanto prima tale informazione, per i medici e le autorità competenti in tutte le nazioni in cui è commercializzato."
Il farmaco, venduto in Europa e in Australia e Canada, e’ commercializzato per la “cura” dell'ipertensione arteriosa polmonare, una malattia che può causare arresto cardiaco. 

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13 donne incinte uccise dal farmaco che doveva curarle - India:25 febbraio 2011
Almeno 13 donne incinte sono morte e quattro sono in gravi condizioni a Jaipur, nello Stato di Rajasthan. Le puerpere, ricoverate nell’ospedale Umaid, erano state curate con un farmaco prodotto dalla Parental Surgical India Pvt Ltd (Indore) e distribuito da un’altra società, la Anshul Pharma. Si tratta di di una cura che si somministra per via endovenosa.

Secondo le prime analisi della polizia il fluido è risultato positivo all’infezione batterica. Ora ulteriori indagini, stabilite dal governo con un team di medici tra cui un microbiologo e un ginecologo, dovranno stabilire gli esatti agenti della contaminazione. Anche per capire come curare le altre quattro donne (quelle di cui si sa) curate con il farmaco intossicato e che ancora lottano tra la vita e la morte. Gli “assassinii” delle gravide continuano perpetuarsi in India dove, ogni anno decine di migliaia di donne incinte muoiono durante la gravidanza o il parto per l’accesso limitato alle cure di emergenza.
Tratto da: blizquotidiano.it

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Informazione, Sperimentazione clinica, Ricerca e Sviluppo

Tra le attività che qualificano l'AIFA all'interno delle Agenzie Regolatorie europee vi sono la promozione di una ricerca clinica non ai fini commerciali e la diffusione di un'informazione "indipendente" sul farmaco - (NdR: FALSO perche' si fida UNICAMENTE della documentazione che riceve dalla casa farmaceutica).
(NdR: cosa che non avviene nei fatti; provate a chiedere direttamente cio' che abbiamo chiesto noi e vedrete le risposte....

Attraverso differenti programmi, infatti, l'AIFA effettua non solo il monitoraggio e la verifica sulla correttezza della sperimentazione clinica pubblica e privata e sull'attività di promozione sui farmaci svolta dalle aziende farmaceutiche (NdR: quindi non effettua nessun controllo indipendente,... si "fida" di cio' che riceve dalle case farmaceutiche), coordina e supporta con proprie risorse sia progetti di ricerca utili al Servizio Sanitario Nazionale sia programmi di (in)formazione per gli operatori sanitari e i Comitati Etici locali. Tali attività sono caratterizzate da un elevato rigore metodologico e dalla necessità di trasparenza di processo nei confronti di tutti i cittadini, e sono finalizzate ad accertare che i prodotti medicinali in fase di sviluppo siano sicuri per la popolazione ed efficaci nei confronti delle patologie che devono contrastare.
Tratto dal sito: dell'AIFA + wikipedia.org, con note NdR)


Stiamo chiedendo al Ministero della Salute + all'AIFA + Emea (richieste il 09/01/2008) come si controlla la non tossicita' dei Vaccini e le loro conseguenze a breve e lunga durata... documentazione delle lettere intercorse; FINO ad OGGI Gen. 2010 NON hanno ancora risposto...


Le case farmaceutiche non sono obbligate a pubblicare TUTTI i risultati delle loro ricerche....- Gen. 2009
«Dalle sperimentazioni risulta che il risultato complessivo della nuova generazione di antidepressivi è sotto la soglia consigliata dei criteri clinicamente significativi», scrivono gli scienziati. Kirsch sottolinea, inoltre, la necessità di cambiare il sistema attuale, che permette alle case farmaceutiche di non pubblicare una parte dei dati delle loro sperimentazioni:
«La frustrazione sta in questo - dice Kirsch -, rende difficile determinare se i farmaci funzionino. Le case farmaceutiche dovrebbero essere obbligate, quando commercializzano un nuovo prodotto, a  pubblicare tutti i dati».
Stavolta, per accedere alle informazioni, gli scienziati si sono avvalsi del Freedom of Information Act, la legge sulla trasparenza.
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/scienza/grubrica.aspID_blog=38&ID_articolo=607&ID_sezione=243&sezione=News

Ecco cosa afferma il dott. F. Franchi:
"Il più grande ostacolo al progresso della scienza è il monopolio che ne fanno gli esperti, tra i quali si crea una rete (il cosiddetto establishment) che controlla i fondi per la ricerca, le pubblicazioni, gli incarichi accademici, le royalities per i test ed i farmaci, e mira a mantenere la sua posizione dominante di successo evitando per quanto possibile che altre idee, altre soluzioni, altre teorie possano filtrare scalzando le loro.
La censura c’è, e mentre una volta i "dissidenti" venivano fisicamente eliminati, oggigiorno lo stesso effetto viene ottenuto escludendoli dal circuito scientifico e mediatico che conta. Viene incoraggiata la raccolta di dati, una massa di dati sempre crescente, mentre scoraggiata è la loro elaborazione critica".
Tratto da: http://www.dissensomedico.it 

EMEA ha legami con l'Industria Farmaceutica
Roma, 09 giu 2006 - "Nessuno ha ricordato una cosa: l'Emea, l'agenzia europea del farmaco, non dipende dall'amministrazione comunitaria della sanità ma da quella dell'industria. Un distinzione che dovrebbe far riflettere. A Bruxelles la forza delle lobby è grandissima". L'osservazione è di Luca Poma, portavoce di "Giu' le mani dai bambini", Comitato sui disagi dell'infanzia che raggruppa quasi cento associazioni di volontariato e promozione sociale. "Continuano a trattare i bambini come fossero, dal punto di vista metabolico, degli adulti", protesta Poma: è "assurdo somministrare ai bambini  farmaci pensati per gli adulti.
Soprattutto il Prozac, psicofarmaco molto forte, che richiede prudenza nella somministrazione anche negli adulti". Prudenza che "sarebbe stato naturale attendersi, soprattutto dopo drammatici fatti di cronaca avvenuti negli Stati uniti - come le stragi nelle scuole causate da ragazzi in cura antidepressiva - ma che non è stata usata".
Fonte: DIRE

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FARMACI che AMMALANO
PARIGI - 4 giugno 2009 - Farmaci per dimagrire che causano depressione, calmanti che provocano allucinazioni, bambini trattati con antidepressivi per adulti, miscele esplosive: un'inchiesta shock, dati alla mano, di prossima uscita in Francia, denuncia gli effetti collaterali gravissimi di alcune medicine, anche comunissime. Il libro si chiama "Quelle medicine che ci fanno ammalare", del dottor Sauveur Boukris.
Oggi il settimanale L'Express ne pubblica in anticipo alcuni passaggi. In Francia tra gli 8.000 ed i 13.000 decessi sono dovuti ai farmaci e sempre i farmaci sono all'origine di 130.000 ricoveri in ospedale all'anno, soprattutto tra le persone di più di 65 anni.
Fra i 30.000 ed i 40.000 bambini e adolescenti vengono trattati ogni anno con antidepressivi strettamente riservati agli adulti.
Alcuni farmaci per curare malattie lievi possono avere effetti gravissimi: come i trattamenti per l'acne a base di isotretinoina che possono provocare disturbi psichici o quelli per banali mal di gola, venduti anche senza ricetta, che possono provocare disturbi cardiovascolari e neurologici importanti.
Ma la denuncia del dottor Boukris colpisce anche le istituzioni francesi e europee «poco trasparenti» in materia e tutta la "florida industria farmaceutica" che "privilegia i profitti immediati" e che in Francia investe il 12-13% di fatturato annuo in pubblicità (3 miliardi di euro). Boukris ricorda anche un'inchiesta della rivista Prescrire che si chiede senza mezzi termini: "l'Agenzia francese di sicurezza sanitaria è prima di tutto al servizio del paziente o delle marche farmaceutiche?".
vedi anche: l'Agenzia del Farmaco Italiana

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Le vitamine da frutta e verdura, sono naturali ? Sicuramente. Quelle di sintesi NO !
Domanda: è più pratico frullare 100 kiwy o masticare una caramella al kiwy al giorno ?
Sicuramente è più pratico masticare la caramella.
Le case farmaceutiche utilizzano composti di sintesi per i principi attivi dei farmaci, semplicemente per il fatto che il prodotto sintetico detto di "sintesi" è brevettabile e non lo fanno per praticità, ma per guadagnare di piu’…; ma inoltre vi è una differenza sostanziale tra il principio attivo estratto dalla natura e quello ricreato in sintesi, infatti:
1- La prima differenza consiste nelle "impurezze" dovute al metodo di sintesi delle molecole che rimangono nel prodotto finito e sono quasi sempre sostanze altamente pericolose.
Le impurezze che si assumono con un singolo farmaco, possono apparire insignificanti e rispondono a precisi criteri di legge sulle quantità ammissibili perché il prodotto possa essere commercializzato, ma vi è una cosa della quale potete essere sicuri:  l'intossicazione e' assicurata e con essa, le irritazioni-infiammazioni che determinano, con tutte le conseguenze del caso.
Pensate a quali gravi danni si fanno con l'assunzione di piu' farmaci.... Meno farmaci assumete in vita, migliori saranno le vostre condizioni di salute, ma la cosa e' ancora peggiore con i Vaccini
2 - La seconda differenza e' la chiralita' del prodotto (molecola) di sintesi rispetto a quelle naturali, quello di sintesi e' chiaramente e SEMPRE contrario-opposto a quello naturale e quindi l'organismo, quando si introduce il prodotto di sintesi, si attiva contro di esso perche' riconosciuto come antiVita, generando l'iperattivazione del sistema immunitario, che determina per es. le cosiddette allergie.
Alcuni farmaci, in casi rari, salvano in condizioni estreme, la vita (ma questi si contano sulle dita di una mano), quindi prenderne in continuazione, con il consenso o meno del medico e/o con leggerezza, nel fai da te, pensando siano "innocui" o che facciano bene, è un grave errore che produce sicuramente altri e tanti tipi di sintomi gravi (malattie).

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I Farmacisti, allarme per gli eventi avversi dei farmaci anche in Italia:
L'ordine professionale di Roma commenta una ricerca statunitense. vedi:  Farmaco, cosa e' ?  +  Antibiotico resistenze
Non sono cosi' lontani i dati della FDA, oggetto di uno studio pubblicato su "Archives of Internal Medicine", secondo cui in 7 anni gli eventi avversi legati all'assunzione dei farmaci ed anche il numero delle morti e' cresciuto di quasi quasi 3 volte ( 300 % ) !!!
La notizia e' gravissima, ma  purtroppo tra l'altro "inattesa" (NdR: dai medici ufficiali della medicina farmacologia ufficiale), commenta E. Croce presidente dell'Ordine dei farmacisti di Roma. "a quanto fossero tentati di minizzare la portata, pensando che si tratti di fenomeni che non ci riguardano, vorrei ricordare che non piu' di un'anno fa, il direttore dell'Ist. farmacologico Mario Negri S. Garattini, riferi che gli effetti collaterali dei farmaci spingono circa 400 italiani al giorno in ospedale.
Sono convinto che ne nel nostro paese conducessimo studi come quello americano, i risultati non sarebbero troppo dissimili"

Per comprendere appieno le gravissime dimensioni del fenomeno, sottolinea l'Ordine capitolino dei farmacisti, bisogna anche considerare che lo studio e' stato condotto analizzando le segnalazioni VOLONTARIE arrivate alla FDA ed inserite nel data bade Aers. E' quindi ragionevole ritenere che questi danni iatrogeni siano esponenzialmente molto piu' gravi di quanto evidenziati nello studio.
Giovera' ricordare
al riguardo, conclude,  che la ricerca del 1998 pubblicata da Jama ha stimato in almeno 100.000 all'anno le morti legate ai farmaci" -
By I. Sciarra - Tratto da:
Informazione scientifica sul farmaco

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INVIATA richiesta di trasparenza su farmaco Meropur all'AIFA
Le associazioni 'Amica Cicogna ONLUS', 'L'altra Cicogna ONLUS', 'Cerco un bimbo', 'Luca Coscioni per la liberta' di ricerca scientifica', 'Aduc - Associazione per i diritti degli utenti e consumatori' e 'Cittadinanzattiva' hanno inviato una lettera aperta all'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA).

Al Direttore Generale e al Presidente dell'Aifa, le associazioni chiedono che il foglio illustrativo del farmaco Meropur, che da recenti studi scientifici presenta 39 elementi impuri nella sua formulazione, informi anche sulla remota possibilita' di contrarre patologie virali, come previsto su tutti i farmaci di derivazione umana.
Il problema e' insito nel fatto che il farmaco Meropur appartiene alla categoria gonadotropine urinarie che, nelle avvertenze, prevede la dicitura "Pur non essendo stato riportato alcun caso di contaminazione virale associato alla somministrazione di gonadotropine estratte umane, il rischio di trasmissione di agenti patogeni conosciuti o sconosciuti non puo' essere totalmente escluso". Nelle confezioni commercializzate in Italia tali avvertenze non vengono riportate e il paziente che lo assume e' indotto in errore poiche' pensa che sia un farmaco senza un simile rischio.
Il Meropur e' in vendita in Italia con procedura di mutuo riconoscimento che non consente all'Aifa di far aggiornarne il foglio illustrativo, compito che spetta invece alla Danimarca o alla casa farmaceutica produttrice. Avvertenze che invece ci sono nel medesimo farmaco commercializzato in Francia.
Fino ad oggi la casa farmaceutica Ferring ha sostenuto che il farmaco e' estremamente puro, e quindi anche se tratto da urine di donne in menopausa non presenta elementi contaminanti; pertanto sarebbe diverso da altri farmaci della medesima categoria.
Cosa che invece oggi non corrisponde a realta'
: uno studio condotto dall'Universita' di Strasburgo ha dimostrato che gli elementi impuri nel Meropur, ad oggi, risultano 39.
Su tali evidenze scientifiche le associazioni hanno scritto al direttore generale dell'Aifa, prof. G. Rasi, e al Presidente Prof. S. Percorelli, chiedendo che in assenza di aggiornamento del foglio illustrativo, sia azionata la procedura di sospensione della vendita del farmaco come previsto dalle norme comunitarie e nazionali vigenti.
La corretta comunicazione ai pazienti non e', infatti, una questione indifferente, ma parte integrante di cio' che trasforma una semplice terapia in una cura ed e', inoltre, una questione intimamente connessa all'aumento della consapevolezza dei pazienti, della loro maggiore autonomia e percio' del rispetto dei suoi diritti fondamentali.

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FARMACOLOGIA CLINICA - TOSSICITÀ dei FARMACI - VALUTAZIONE
Negli USA, la ricerca in ambito farmacologico è regolata dalla Food and Drug Administration (FDA).
(NdR: come l'OMS ed il CDC ed altri "enti". anche la FDA e' "sponsorizzata finanziariamente" anche da Big Pharma....)
I dati farmacologici e tossicologici relativi agli studi sugli animali (preclinici) vengono sottoposti alla FDA come parte di una richiesta di approvazione per un nuovo farmaco sperimentale (Investigational New Drug, IND). Se questi dati dimostrano che il farmaco è sufficientemente sicuro ed efficace, vengono intrapresi gli studi sull'uomo (clinici), suddivisi in tre fasi; i dati relativi a questi studi vengono sottoposti alla FDA come parte di una richiesta di autorizzazione di un nuovo farmaco (New Drug Application, NDA).
Sebbene la FDA sia tenuta a prendere posizione riguardo a una NDA entro 6 mesi, l'effettiva approvazione di quest'ultima richiede solitamente da 2 a 3 anni. Il tempo complessivo necessario per lo sviluppo di un farmaco, dalla presentazione della IND all'approvazione finale della NDA, si aggira in media tra gli 8 e i 9 anni.

STUDI sugli ANIMALI
Prima di poter passare alla sperimentazione sull'uomo, la farmacocinetica, la farmacodinamica e le proprietà tossicologiche di un farmaco devono essere valutate e documentate negli animali in ottemperanza alle norme stabilite dalla FDA (Good Laboratory Practices). A questo proposito sono stati stabiliti due principi fondamentali: gli effetti delle sostanze chimiche sugli animali di laboratorio adeguatamente selezionati sono applicabili all'uomo; e la somministrazione di alte dosi di tali sostanze a questi animali è un metodo necessario ed efficace per individuare una loro possibile tossicità nell'uomo.
Le alte dosi sono necessarie a causa del numero relativamente ridotto di animali utilizzati e della necessità di identificare anche le risposte tossiche che hanno una bassa incidenza.
La sicurezza di un farmaco viene determinata valutandone la tossicità acuta, subcronica e cronica in diverse specie di animali.
(NdR: ma qualsiasi dato sui farmaci reperito sugli animali NON e' possibile riportarlo per gli umani, anzi e' anche pericoloso per l'uomo !)

Tossicità acuta
Gli studi iniziali di tossicità acuta vengono effettuati per determinare la dose letale (DL50 o DL90, cioè la dose richiesta per uccidere rispettivamente il 50% o il 90% degli animali di laboratorio), i sintomi indicativi di tossicità e il tempo necessario per la loro comparsa. Di solito, vengono impiegate almeno tre specie di animali (compresa una specie di un animale non roditore) e la tossicità acuta viene determinata con l'utilizzo di più di una via di somministrazione.
Negli ultimi anni, per determinare la letalità è stato impiegato un numero minore di animali, con una corrispondente riduzione della precisione dei risultati. Per la valutazione della tossicità complessiva nell'uomo non è necessaria una precisione maggiore, perché la DL50 o la DL90 hanno un modesto valore predittivo se non sono accompagnate dai dati provenienti da studi a lungo termine nei quali siano state impiegate misure della tossicità diverse dalla morte dell'individuo.
(NdR: ma qualsiasi dato sui farmaci reperito sugli animali NON e' possibile riportarlo per gli umani, anzi e' anche pericoloso per l'uomo !)

Tossicità subcronica
Gli studi di tossicità subcronica, condotti su almeno due specie di animali, consistono di solito nella somministrazione giornaliera del farmaco per un periodo che può arrivare fino a 90 gg. In ciascuna specie vengono utilizzati almeno tre dosaggi diversi, variabili tra i livelli terapeutici previsti e livelli sufficientemente elevati da provocare tossicità. Idealmente, il farmaco viene somministrato all'animale attraverso la stessa via d'ingresso che verrà usata nelle sperimentazioni sull'uomo. Durante tutto il periodo dello studio vengono eseguiti esami fisici e indagini di laboratorio. Al termine dello studio, gli animali vengono sacrificati e si eseguono esami anatomopatologici per identificare gli organi colpiti.
(NdR: ma qualsiasi dato sui farmaci reperito sugli animali NON e' possibile riportarlo per gli umani, anzi e' anche pericoloso per l'uomo !)

Tossicità cronica
Gli studi di tossicità cronica, condotti in almeno due specie (compresa una specie di un animale non roditore), durano solitamente per tutta la vita dell'animale (fino a 2 anni nei roditori o più a lungo nei non roditori), ma la loro durata può dipendere dalla durata di somministrazione del farmaco prevista per l'uomo. Vengono usati tre livelli di dosaggio, variabili da una bassa dose non tossica a una dose superiore al dosaggio terapeutico previsto, la quale sia tossica quando viene somministrata a lungo termine. Durante tutto il periodo della somministrazione del farmaco vengono eseguiti esami fisici e indagini di laboratorio a intervalli prefissati. Periodicamente vengono sacrificati alcuni animali per effettuare esami macroscopici e istologici. Sulla base di questi risultati, i ricercatori stabiliscono quali organi vengono colpiti e se il farmaco è potenzialmente cancerogeno.

In aggiunta, vengono effettuati test riproduttivi estensivi nei ratti e nei conigli allo scopo di identificare alterazioni del ciclo riproduttivo ed effetti teratogeni. Questi test e gli studi di tossicità cronica possono essere condotti contemporaneamente agli studi iniziali sull'uomo, particolarmente quando il farmaco è destinato unicamente all'impiego a breve termine nella nostra specie.
(NdR: ma qualsiasi dato sui farmaci reperito sugli animali NON e' possibile riportarlo per gli umani, anzi e' anche pericoloso per l'uomo !)

STUDI  in VITRO
L'interesse per gli studi di tossicità in vitro, che forniscono risultati più rapidi rispetto agli studi sugli animali e sono più economici, sta crescendo progressivamente. L'attenzione è focalizzata sulla mutagenicità e il test più diffuso è la bioanalisi di Ames. Una sostanza chimica che si dimostra mutagena per i batteri può essere cancerogena per i mammiferi.
I test di tossicità in vitro non possono sostituire gli studi sugli animali e forniscono esclusivamente informazioni di supporto nel processo di analisi; le industrie farmaceutiche li utilizzano per focalizzare l'attenzione su specifiche sostanze chimiche per studi aggiuntivi in vivo e per lo sviluppo farmacologico.
 Comunque sia, il ruolo di questi studi nello sviluppo dei farmaci è andato aumentando. Gli studi in vitro vengono usati per prevedere le vie di metabolizzazione dei farmaci nell'uomo, le quali possono essere diverse da quelle degli animali di laboratorio. L'utilizzo in vitro di linee cellulari che esprimono i principali enzimi umani deputati al metabolismo dei farmaci può aiutare a prevedere la formazione nell'uomo di nuovi metaboliti che gli studi sugli animali non riuscirebbero a identificare. I dati degli studi in vitro possono essere presentati a corredo degli studi convenzionali di assorbimento, distribuzione, metabolismo ed escrezione.
(NdR: ma qualsiasi dato sui farmaci reperito con questi sistemi NON e' possibile riportarlo per gli umani, anzi e' anche pericoloso per l'uomo, infatti successivamente si deve sperimentare in vivo sull'uomo !)

STUDI sull’UOMO (NdR: meglio dire sperimentazioni sull'uomo)
Gli studi sull'uomo devono procedere attraverso tre fasi prima che la FDA approvi un nuovo farmaco per l'introduzione in commercio. (Gli studi sull'impiego generale del farmaco eseguiti dopo la sua approvazione e la farmacosorveglianza successiva all'entrata in commercio possono essere considerati come una quarta fase.)
Gli studi sull'uomo sono necessari perché una quota ritenuta  50% dei più comuni effetti indesiderati (p. es., la depressione, la pirosi, la cefalea, i ronzii auricolari) non può essere identificata negli studi sugli animali.
Poiché gli effetti tossici dei farmaci e l'aumento della gravità della sintomatologia dovuto alla loro inefficacia sono rischi presenti in tutti gli studi condotti sull'uomo, per tutelare chi partecipa allo studio (NdR: meglio dire Cavie umane) sono necessarie alcune misure di garanzia, come le commissioni di controllo istituzionali (Institutional Review Boards, IRB) e il consenso informato.

Fase 1
Negli studi di fase 1, un nuovo farmaco viene somministrato per la prima volta all'uomo, solitamente a un piccolo numero (da 20 a 80) di volontari sani di sesso maschile di età compresa tra i 18 e i 45 anni. Lo scopo è quello di identificare il livello di dosaggio al quale i segni di tossicità fanno la loro prima comparsa nell'uomo e quindi di determinare una dose sicura ben tollerata. Poiché l'end-point di questi studi è la tossicità, il consenso informato è un requisito imprescindibile e i partecipanti devono essere attentamente seguiti da personale medico con possibilità di accesso a strutture di emergenza.
Prima che la fase 1 possa cominciare, viene sottoposto alla FDA un protocollo che descrive le condizioni sperimentali e il personale coinvolto nello studio clinico, protocollo che viene approvato dalla IRB; se la FDA approva il protocollo, essa emette un'autorizzazione di esenzione IND.
Inizialmente, ogni partecipante riceve una dose singola del farmaco e viene controllato attentamente per identificare la comparsa di eventuali reazioni avverse. Se non ne compare alcuna, la dose del farmaco viene progressivamente aumentata fino a che non vengono raggiunti una dose o un livello sierico prestabiliti, oppure finché non compare tossicità. Possono essere misurati anche l'assorbimento, il metabolismo e l'escrezione.

Fase 2
Gli studi di fase 2 cominciano dopo che sono state ottenute prove preliminari soddisfacenti della sicurezza del farmaco.
Essi comprendono la somministrazione controllata del farmaco a circa 80-100 pazienti, per il trattamento o la profilassi della malattia alla quale il farmaco è rivolto. Idealmente, i pazienti non devono avere problemi di salute diversi dalla patologia cui si riferisce lo studio. Di solito gli studi di fase 2 sono randomizzati e mettono a confronto il nuovo farmaco con il farmaco prototipico per la patologia in questione, se ne esiste uno. Spesso questi studi rappresentano la prima opportunità per osservare l'effetto della somministrazione prolungata del farmaco nell'uomo.
Lo scopo della fase 2 è quello di stabilire un intervallo dose-risposta ottimale per il nuovo farmaco e di verificare la sua efficacia per la malattia alla quale è destinato. I partecipanti vengono inoltre controllati per la comparsa di effetti indesiderati; poiché la popolazione di questi studi è più numerosa, è possibile che ne vengano identificati di nuovi. Questa fase è la più critica, perché i suoi risultati vengono utilizzati per determinare se sia il caso di procedere o meno a studi estesi su popolazioni ampie.

Fase 3
Dopo che le fasi 1 e 2 hanno fornito prove ragionevoli della sicurezza e dell'efficacia del farmaco, cominciano gli studi di fase 3; essi continuano fino a quando il composto non viene approvato per l'uso generale. Essi possono coinvolgere molti medici, che possono seguire da diverse centinaia a diverse migliaia di pazienti. Lo scopo è quello di verificare l'efficacia del farmaco e di individuare gli effetti che possono non essersi presentati durante le fasi 1 e 2, in modo che lo sponsor e la FDA possano stabilire che il farmaco è sicuro ed efficace per l'uso per il quale è stato concepito.
Non esistono regole definitive per stabilire in cosa consistano realmente la sicurezza e l'efficacia, le quali devono essere giudicate in relazione alla patologia da trattare e alle terapie alternative esistenti. Quando sono stati raccolti dati sufficienti a giustificare l'uso continuativo del farmaco, viene presentata una NDA.
Solitamente, (meglio dire "raramente", specie per i Vaccini...) a questo punto sono trascorsi 4 anni o più da quando il farmaco, (la realta' supera la fantasia...vedi: Influenza suina....) sulla base della selezione farmacologica originale, era stato scelto per la sperimentazione.

Fase 4
Gli studi di fase 4 vengono condotti dopo che il farmaco è stato approvato (NdR: ..sulla pelle dei cittadini che li utilizzano spinti dai medici rappresentanti di Big Pharma...); essi sono studi in progressione effettuati su grandi popolazioni.
Spesso vi vengono comprese sottopopolazioni particolari, come le donne in gravidanza, i bambini o gli anziani; l'inserimento di tali sottopopolazioni negli studi sperimentali prima che il farmaco venga approvato potrebbe essere discutibile sia dal punto di vista etico (p. es., perché espone i feti a determinati rischi) sia da quello scientifico (p. es., perché introduce variabili sconosciute).

Gli studi di fase 4 sono in grado di individuare gli effetti indesiderati caratterizzati da una bassa incidenza.
Gli studi preclinici e clinici sono relativamente poco sensibili, essendo in grado di evidenziare le reazioni farmacologiche avverse che si verificano con una frequenza > 1 su 1000 somministrazioni.
Per molti farmaci, una frequenza di 1 su 10000 o 1 su 50000 può essere rilevante dal punto di vista clinico e può essere determinata soltanto con la sorveglianza successiva alla commercializzazione dopo l'approvazione della NDA.
Essa permette di individuare nuovi effetti terapeutici o tossici, compresi quelli rari o a lungo termine non identificabili in un piccolo numero di pazienti.

Le affermazioni dello sponsor riguardo alla sicurezza e all'efficacia del farmaco, che compaiono sugli opuscoli e sui foglietti illustrativi, vengono recensite e approvate dalla FDA. Relazioni sullo stato degli studi di fase 4 in corso devono essere inviate alla FDA ogni 3 mesi durante il primo anno, ogni 6 mesi durante il secondo e annualmente in seguito. Le relazioni devono comprendere informazioni circa la quantità di farmaco distribuito e una copia del materiale pubblicitario, delle etichette e dei foglietti illustrativi.
Lo sponsor deve notificare alla FDA il verificarsi di qualsiasi effetto indesiderato, danno e reazione allergica o tossica che non siano stati previsti inizialmente. In questo modo, la FDA continua a controllare e a garantire la sicurezza e l'efficacia dei farmaci anche dopo la loro commercializzazione.
Tratto da: msd-italia.it
(NdR: ...infatti dopo anni di servizio "onorato" ed aver ucciso e/o ammalato milioni di persone, quei farmaci rimangono, salvo rari casi, in commercio per la delizia e la $alute di Big Pharma...)

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LE REAZIONI AVVERSE AI FARMACI RAPPRESENTANO UNA GRAVE EMERGENZA SANITARIA - L'allarme è stato lanciato dall'AIFA
Le reazioni avverse da farmaci rappresentano una emergenza sanitaria mondiale, di cui in Italia non vi e' ancora sufficiente coscienza.
L'allarme è stato lanciato da Maria Luisa Casini, dirigente dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa), nel corso del convegno su 'Farmaco: bene di progresso e civilta' organizzato nell'ambito di Cosmofarma, la rassegna sui servizi legati alle farmacie tenutasi a Bologna. Secondo Casini, i risultati degli studi scientifici evidenziano l'importanza del problema delle reazioni avverse da farmaci, dimostrando la necessita' di migliorare i sistemi con cui gestire il rischio associato alla prescrizione.
La dirigente AIFA ha rilevato come numerose analisi di letteratura e casistiche cliniche indicano che le reazioni avverse ai farmaci richiedono per una quota superiore al 5% il ricovero ospedaliero, e negli Stati Uniti costituiscono la quarta-sesta causa di morte. A ciò si aggiunge che con l'aumento della popolazione anziana, l'impatto sociale di questi effetti provocati dai farmaci e' destinato a salire. Di qui la necessita' di potenziare la farmacovigilanza.
Per questo nel 2003 Casini l'AIFA ha creato un nuovo modello per la segnalazione di reazioni avverse a farmaci e vaccini, che deve essere compilato da tutti gli operatori sanitari, farmacisti compresi, e che si basa sulla rete nazionale di farmacovigilanza, creata nel 2001. In questo ambito il ruolo dei farmacisti e' in continua crescita tanto che le loro segnalazioni sono quintuplicate dal 2006 al 2008 e hanno quasi raggiunto il livello di quelle provenienti dai medici di medicina generale.
Tratto da: sanitanews.it

Nota Bene: Le reazioni avverse ai farmaci rappresentano complicazioni importanti e frequenti nella pratica clinico-terapeutica.
E’ stato valutato che dal 5 al 15% dei pazienti possono incorrere in reazioni avverse ai farmaci e che fino al 30% dei pazienti ospedalizzati sviluppa almeno una reazione avversa a farmaci.


COME si POSSONO CLASSIFICARE le REAZIONI AVVERSE ai FARMACI ?
Le reazioni avverse ai farmaci sono divisibili in due gruppi principali (A e B) :
- le reazioni abnormi, quelle piu' gravi, (di tipo A) prevedibili, dose-dipendenti.
Sono principalmente correlate all’azione farmacologica e possono verificarsi anche in soggetti normali.
Esempi sono:
- Errori Iatrogeni (errore medico nel tipo di indicazione del tipo farmaco da assumere e/o errore di somministrazione)
- Sovradosaggio
- Effetti collaterali
- Effetti secondari o indiretti
- Interazioni farmacologiche
- le reazioni bizzarre (di tipo B) imprevedibili, sono correlate all’azione farmacologica ma in rapporto con la risposta individuale dei soggetti che li assumono.
Esempi sono:
- Intolleranza
- Idiosincrasia
- Reazioni Allergiche
- Reazioni Pseudoallergiche

La grande maggioranza (80%) delle reazioni avverse ai farmaci appartengono al gruppo A. Tuttavia quelle di maggiore interesse per la loro pericolosità sono le reazioni del gruppo B, perche' possono indurre gravi malattie e /o la morte del soggetto prematura che li assume.

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Studi "scientifici" sui farmaci in commercio: Questa e' la realta'....gestita da BIG FARMA
Purtroppo sono TUTTI studi alle volte inesistenti, oppure se esistono, sono estremamente parziali, incoerenti e privi di alcuna validita' scientifica.
Per essere scientifici occorre effettuare con ogni farmaco commercializzato, degli studi e ricerche in doppio  o triplo cieco e assolutamente un numero sufficiente di pazienti per poter avere  analisi statistiche significative perche' altrimenti puoi dimostrare  indifferentemente tutto e il contrario di tutto.
Ma comunque sono stati autorizzati dalla FDA e consorelle nei vari paesi del mondo...per le pressioni delle varie Lobbies...

Il Viagra potrebbe mettere a rischio la fertilità maschile - Londra, Gran Bretagna Mar. 2008
E' l'allarme lanciato da alcuni ricercatori sulle pagine del domenicale britannico The Observer. Secondo un'altra ricerca, condotta da David Glee della Queen’s University Belfast, il farmaco-anti-impotenza danneggerebbe lo sperma.
L'esperto, ginecologo e specialista all'università inglese, ha pubblicato il suo studio sulla rivista Fertility and Sterility, in cui sostiene non solo che il Viagra altererebbe lo sperma, ma anche che impedirebbe agli uomini di mettere al mondo dei figli.
Glenn ha effettuato un esperimento su alcuni volontari a cui sono stati prelevati campioni di sperma....
Tratto da: http://www.scienze.tv/node/2965


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Vitamine sintetiche
Gli affannosi tentativi di conquistare i benefici effetti antiossidanti delle vitamine non sembrano avere fine e nemmeno soluzione.
I preparati di sintesi, infatti, non si dimostrano altrettanto attivi delle molecole presenti naturalmente nei cibi.

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Un farmaco anti-fumo puo' portare al suicidio e il Gran Bretagna gia' dieci persone dall'inizio dell'anno hanno messo fine alla propria vita dopo averlo utiizzato. L'allarme, lanciato all'inizio dell'anno dalla Food and Drug Administration, e' stato rilanciato dal Daily Mail che cita uno studio del Medicines and Healthcare products Regulatory Agency, MHRA).

La Fda, dopo aver autorizzato nel 2006 la commercializzazione del Champix (Vareniclina) della Pfizer, un farmaco che agisce a livello cerebrale sostituendosi alla nicotina nei "recettori dopaminergici" (in cui si inserisce la nicotina creando dipendenza), aveva diffuso all'inizio di quest'anno un "alert" riguardo "seri sintomi neuropsichiatrici tra cui ideazione suicidaria e suicidio tentato o completo".
Un allarme cui ha fatto eco l'European Medicines Agency che ha imposto alla casa farmaceutica di mettere in evidenza i gravi effetti collaterali nel foglietto illustrativo: "Sono stati segnalati episodi di attacchi di cuore, depressione e rari casi di pensieri suicidari in pazienti che hanno cercato di smettere di fumare con Champix", si legge nel foglietto.

In Italia dal giugno del 2007 e' stato inserito dall'Agenzia del Farmaco tra quelli a "monitoraggio intensivo".
In un rapporto l'Mhra britannica, ha sottolineato come continuino ad arrivare segnalazioni di "effetti collaterali collegati alla vareniclina, soprattutto disturbi psichiatrici".
Secondo un tossicologo, sentito dal Daily Mail, il suicidio dello scorso aprile di un produttore televisivo britannico, Omer Jama, "potrebbe essere stato una conseguenza del farmaco antifumo". Secondo la Mhra, le persone che in Gran Bretagna hanno riportato effetti collaterali del farmaco sono raddoppiati negli ultimi sette mesi: 1.811 a febbraio di quest'anno contro i 3.541 di settembre. 10 casi presi in esame dall'Mhra in Gran Bretagna potrebbero essere stati conseguenza del Champix.

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Non solo vivisezione, ma anche un vero e proprio uso di sostanze ricavate dagli animali (vivi e morti) e' ancora diffuso nell'industria farmaceutica.
Alcune notizie recenti ci fanno capire come questa pratica sia pericolosa anche per gli esseri umani, non solo mortale per gli animali usati...

Angier N.C. (USA), 21 dicembre 2007: a seguito di 21 casi di infezione e altri 20 in Texas, vengono ritirati lotti di sirighe di eparina contaminate con Serratia marcescens [1];  il 18 gennaio 2008 il richiamo del prodotto riguarda tutto il territorio statunitense. "Questo tipo di infezione batterica puo' provocare serie conseguenze alla salute che possono condurre a danni con rischi per la vita e/o morte" [2].

Ottawa (Canada), 11 marzo 2008: sono stati trovati dei contaminanti (oversulphated condroitin sulphate) in partite di eparina del produttore B. Braun Medical Inc. E' stato richiesto il richiamo di questo prodotto.

Washington (USA), 19 marzo 2008: funzionari del dipartimento della Salute hanno identificato il contaminante dell'eparina associabile con 19 morti e centinaia di reazioni allergiche. Il prodotto, commercializzato da Baxter era prodotto in Cina [3].
L'eparina viene ricavata dall'intestino dei maiali e la Cina e' un fornitore leader a livello mondiale.
La diffusione degli ingredienti animali nell'industria farmaceutica.
Notizie come queste raramente compaiono sulle prime pagine dei giornali, ma non sono affatto dei casi eccezionali.

E' noto che la medicina tradizionale cinese, come moltissime altre medicine tradizionali, oltre a fare un largo uso di piante e principi attivi di origine vegetale e minerale, utilizza anche molte sostanze tratte dagli animali (da circa 1500 specie[4]), e il tristemente noto caso della bile ricavata dagli orsi e' solo un esempio eclatante.
Ma anche la nostra tecnologica industria farmaceutica utilizza diversi componenti di origine animale. La "materia prima" puo' provenire da diverse fonti come:
- scarti di macellazione
- animali provenienti dagli allevamenti intensivi per l'alimentazione umana
- animali prelevati dai loro ambienti naturali
- animali creati tramite manipolazione genetica in laboratorio

Secondo il World Healt Organization, tra i 252 principi attivi essenziali l'8.7% arriva dagli animali, e il commercio mondiale di parti di animali per uso farmaceutico ammonta a miliardi di dollari [4].

Alcuni esempi. Oltre all'eparina, dai bovini e dai maiali vengono estratti i surfactanti, che sono alla base di farmaci per diversi tipi di sindromi respiratorie; dal pancreas dei maiali, oltre l'insulina estensivamente usata per i diabetici, si estraggono anche degli enzimi usati nella cura dei pazienti con fibrosi cistica; gli anticorpi monoclonali provengono in gran parte da ascite indotta in topi, conigli e altri animali .

In molti casi, anche quando esistono alternative di sintesi (e' il caso dell'insulina, e degli anticorpi monoclonali, per esempio), si continua ad usare, seppure in misura ridotta, l'analoga sostanza di origine animale [5].
Ma se l'insulina umana e gli anticorpi monoclonali non ottenuti da animali costituiscono esempi positivi, e in tanti altri casi esistono o sono in corso ricerche di alternative non animali, ci sono altre ricerche che invece investigano sugli animali di ogni specie (rettili, lucertole, ragni, rane, pesci, ecc) per individuare nuove sostanze farmacologiche [6].
Una pratica pericolosa anche per la salute umana.

La pratica di utilizzare sostanze di origine animale come base per farmaci ad uso umano non ha solo ovvie implicazioni di natura etica, ma presenta anche dei fattori di rischio importanti.

Per il tipo di processo produttivo e la variabilita' della materia organica di base, questi farmaci possono presentare delle variazioni in termini di efficacia e sicurezza. Le contaminazioni possono essere le piu' varie e non sempre riscontrabili in base ai protocolli vigenti. L'utilizzo di componenti animali, e il discorso vale a maggior ragione per l'utilizzo di interi organi (xenotrapianti), e' comunque sempre foriero di incognite non predeterminabili.

"Ogni volta che preleviamo un tessuto o un estratto di tessuto da una specie e lo portiamo in un'altra corriamo il rischio di introdurre patogeni che non conoscevamo e che possono causare dei problemi anche a distanza di tempo" e' quanto afferma il Dr. Paul Brown, ricercatore del U.S. National Institutes of Healts.

Ma perche' allora si continua a ignorare un elementare principio di precauzione ?
Perche' la ricerca non punta decisamente al raffinamento delle attuali tecniche e all'individuazione di tecniche nuove, per la produzione di composti alternativi di sintesi ?
Perche' gli organi normativi, pure consci dei rischi per la salute pubblica, non favoriscono queste innovazioni ?
Forse le risposte sono le solite... (BUSINESS).

Fonti:
[1] MedPage, Contaminated Heparin Syringes Recalled, 21 dicembre 2007
[2] MedDesktop AM2 PAT, Inc. Issues Nationwide Recall of All Lots and All
Sizes of Pre-Filled Heparin and Normal Saline Flushes, 23 gennaio 2008
[3] C-Health, FDA identified contaminant suspect in heparin, 19 marzo 2008
[4] J Ethnobiol Ethnomed, Why study the use of animal products in
traditional medicines?, 30 agosto 2005
[5] Health Canada, Insulin Products, dicembre 2006
[6] MedicineNet, Wonder Drugs Using Pharmazooticals, gennaio 2005


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Improvvisi sanguinamenti, macchie, rossori o altri danni cutanei, ipotensione o ipoglicemia.
"Questi i piu' comuni effetti collaterali dei farmaci, che spingono circa 400 italiani al giorno al ricovero in ospedale".
Lo spiega Silvio Garattini, direttore dell'Istituto Mario Negri di Milano, che proprio di questi argomenti ha parlato al Forum 'In salute oggi' tenutosi all'Università' Statale, nel capoluogo lombardo.
 “Tanti sono, secondo dati del ministero della Salute, i ricoveri legati all'uso dei medicinali nel nostro Paese. Problemi, pero', che il semplice buon uso dei farmaci non puo' evitare", ha detto l'esperto.
La categoria più a rischio di incappare in effetti indesiderati e' composta dagli anziani
, prosegue il farmacologo, "perchè prendono piu' medicinali. C'e' poi chi vi incappa per 'colpa' di un peculiare corredo genetico".


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Prodotto in una fabbrica cinese mai controllata l'anticoagulante sospeso negli Usa Eparina di Baxter International: centinaia di reazioni allergiche, quattro morti sospette, istituzioni latitanti.
Una settimana fa, la casa farmaceutica Baxter International aveva deciso il blocco della produzione delle fialette multi dose di eparina negli Stati Uniti, dopo che dalla fine del 2007 la Food and Drug Administration (FDA) aveva ricevuto 350 segnalazioni di reazioni allergiche, il 40% delle quali serie, e di quattro morti sospette, verificatesi soprattutto tra pazienti sottoposti a dialisi o a operazioni cardiache.

Usa, ombre cinesi sulla pillola abortiva RU 486
Produttore di antimurali contaminati esporta la pillola in America
 Circa 200 malati di cancro sono rimasti paralizzati o vittime di dolori alle gambe, dopo iniezioni di un farmaco contro la leucemia, il metotrexate, prodotto in un laboratorio contaminato.
E' successo lo scorso agosto in Cina e l'allarme si è diffuso ora negli Stati Uniti, perché la casa farmaceutica responsabile, Shanghai Hualian, è l'unica fornitrice, negli Usa, della pillola abortiva RU 486.


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Malati di farmaci. Come difendere la propria salute dalle medicine inutili e pericolose
Siamo sicuri che i benefici di quella pasticca antiipertensiva che prendiamo tutte le mattine valgano i suoi fastidiosi effetti collaterali ? Perché il medico prima di prescrivermi l'antibiotico non mi ha chiesto se stavo assumendo altre medicine ?
Perché quel nuovo farmaco antiallergico costa più di quell'altro che ha lo stesso principio attivo ?
I farmaci generici sono sicuri quanto i farmaci di marca ?
La mia leggera patologia necessita di una terapia farmacologica ?
Perché ci dobbiamo curare con farmaci sempre più costosi quando esistono alternative altrettanto efficaci a un costo molto più basso ?
A queste e a molte altre domande sulla salute prova a rispondere questo manuale. Dallo strapotere dell'industria farmaceutica all'uso strumentale delle ricerche sui nuovi farmaci, dall'abilità degli informatori alla "complicità" di medici, dalle carenze legislative alla timida soggezione dei pazienti davanti al medico, nessun momento della "filiera del farmaco" è trascurato dalla critica documentata dell'autore del libro, il quale contiene inoltre un aggiornato elenco dei farmaci che non danno alcun beneficio o che sono addirittura dannosi.
By Mauro Di Leo - Editori Riuniti

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È molto istruttiva la debacle che le case farmaceutiche hanno dovuto subire con gli antinfiammatori di seconda generazione (rofecoxib, colecoxib, etoricoxib, parecoxib, valdecoxib).
- Scoperta dei due tipi di cicloossigenasi.
- Tentativo di sfruttare le proprietà del secondo tipo per immettere sul mercato farmaci che non avessero problemi di gastrolesività.
 - Sponsorizzazione di ricerche in tutto il mondo per promuovere i farmaci.
- Le ricerche, stiracchiando i dati, mostrano che i nuovi farmaci sono sì un po' meno potenti, ma danneggiano un po' meno lo stomaco.
- Il 30 settembre 2004 la Merck Sharp & Dohme ritira volontariamente dal mercato mondiale i medicinali a base di rofecoxib (in Italia Vioxx, Arofexx, Coxxil, Dolcoxx, Dolostop e Miraxx) a causa di un aumento del rischio di eventi cardiovascolari gravi, osservato nel corso di una sperimentazione clinica condotta per una indicazione terapeutica (poliposi recidivante in pazienti con storia di adenoma del colon-retto) diversa da quelle approvate a livello internazionale.
- Nel 2005 la Pfizer ritira dal mercato europeo il Bextra (valdecoxib), sempre per gravi effetti collaterali.
- L'Agenzia italiana del Farmaco rinnova l'invito a non usare farmaci antinfiammatori di seconda generazione ancora in commercio (Artilog, Celebrex, Solexa, Algix, Arcoxia, Tauxibin, Dynastat) in chi ha problemi cardiovascolari (infarto, ictus), è obeso, ha il colesterolo alto, è un forte fumatore, ha problemi alle arterie o alle vene delle gambe.

La speranza di avere farmaci potenti e senza effetti collaterali sembra dunque svanita. I coxib saranno comunque impiegati in particolari importanti patologie, ma non potranno diventare un punto di riferimento per la terapia antinfiammatoria generica.


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A chi sta a cuore davvero la sicurezza dei medicinali ? -  26 Giugno 2007
E’ sempre più difficile, per la ricerca clinica, dimostrare l’efficacia di nuovi farmaci; molto più spesso, gli studi evidenziano pericoli inattesi o sospettati dei medicinali. Forse anche per questo, l’industria è più prudente nell’avviare ricerche post marketing: lo sottolinea un Editoriale del Bollettino di informazione sui farmaci (1) che, a sua volta, riprende i dati pubblicati da Jeffrey Avorn sul New England Journal of Medicine (2). Allo stesso tempo, le ricerche cliniche intraprese sono interrotte sempre più spesso: non appena si siano manifestati effetti positivi su end point troppe volte di importanza secondaria o irrilevanti per la salute del malato. Si chiude lo studio e si dà il via a una campagna mediatica rivolta sia ai prescrittori, sia ai cittadini, con la compiacenza della grande stampa.

Stiamo vivendo un momento molto delicato:
da alcuni segnali, sembra che una parte dell’industria punti a delegittimare le autorità regolatorie (3) la cui organizzazione non sempre è preparata a gestire la farmacovigilanza
(“Per ogni sette dipendenti dell’FDA impiegati nell’attività di approvazione dei farmaci, ce n’è uno che lavora alla sicurezza post marketing”) (4).
Anche l’editoria medica più qualificata adotta una prudenza sospetta: mentre gli Annals of Internal Medicine disinnescano con un articolo di Steven N Goodman (5) una nuova, motivata critica di autori prestigiosi alla cattiva abitudine del “trial interruptus” (6), Lancet disapprova la metanalisi di Nissen e Wolsky sul rosiglitazone, uscita sul NEJM (7), suggerendo “un approccio più calmo e ponderato” al problema (8).
Che il sito della GlaxoSmithKline sostenga che la metanalisi “non è il modo più rigoroso per raggiungere conclusioni certe sugli effetti indesiderati dei farmaci” può far sorridere (quale altro dovrebbe essere: guardare nella palla di vetro?), se non ci fossero di mezzo le vite di milioni di pazienti; lascia sconcertati, invece, che la più antica rivista inglese di medicina scriva che una metanalisi curata da un’indiscussa firma indipendente della Medicina internazionale è un metodo precipitoso ed imprudente per affrontare la questione.

Steve Nissen viene accusato di “fare politica” oggi, così come la faceva negli anni Sessanta da studente della University of Michigan da giovanissimo leader del movimento pacifista (9). “Apparentemente, la ricerca medica seria non dovrebbe essere sottoposta alla peer review da parte della maggioranza parlamentare Democratica”, ha osservato con malignità il Wall Street Journal in un Editoriale intitolato “Political Peer Review” (10). “E’ in corsa per la direzione della Food and Drug Administration”, sostiene il Boston Globe. Chi se lo augurerebbe deve però rinunciare all’idea: “Non sono in corsa per nulla, risponde Nissen, e sono molto contento di dirigere la divisione di Medicina cardiovascolare della Cleveland Clinic” (11).

A proposito di Cleveland Clinic, c’è anche chi accusa Nissen di sollevare polveroni sui farmaci solo per fare pubblicità alla sua Istituzione: “è apparsa decine di volte sulle televisioni di tutto il mondo”, anche grazie ad un set televisivo approntato sullo stesso piano dello studio del cardiologo (12).

La storia non è destinata ad esaurirsi in breve; certamente, è necessaria più ricerca indipendente, anche perché l’industria ne promuoverà sempre meno con l’aumentare dei controlli e con il crescere della consapevolezza da parte dei medici delle sempre più gravi distorsioni che condizionano gli studi da lei finanziati.
By Carlo Fudei

Bibliografia
1. Editoriale. C’è bisogno di un nuovo modello regolatorio ? Bif 2007; 2: 49-50.
2. Avorn J. Paying for drug approval. Who’s using whom ? NEJM 2007; 356: 1697-700.
3. Epstein RA. Overdose: How excessive government regulations stifles pharmaceutical innovation. New Haven: Yale University Press, 2006.
4. Surowiecki J. A drug on the market. The New Yorker 2007; June 25.
5. Goodman SN. Stopping at nothing? Some dilemmas of data monitoring in clinical trials. Ann Intern Med 2007;146:882-7.
6. Mueller PS, et al. Ethical issues in stopping randomized trials early because of apparent benefit. Ann Intern Med 2007;146:878-881.
7. Nissen SE, Wolsky K. Effect of Rosiglitazone on the risk of myocardial infarction and death from cardiovascular causes. NEJM 2007;356:2457-71.
8. Editorial. Rosiglitazone: seeking a balanced perspective. Lancet 2007;369:1834.
9. Peck P. At the center of rosiglitazone storm, Steven Nissen, MD, focuses on safety. MedPageToday.com, May 25,2007. Disponibile a: http://www.medpagetoday.com/Cardiology/CoronaryArteryDisease/tb/5776
10. Editoriale. Political peer review. Wall Street Journal, June 18, 2007.
11. The media, the man, and his message: Nissen seeks to refocus scrutiny on rosiglitazone. June 21, 2007. Disponibile a: www.theheart.org
12. Cortez MF. Nissen, king of hearts, finds Glaxo, Merck sdrug risks. Bloomberg News, May 24, 2007. Disponibile a: http://www.bloomberg.com/apps/news?pid=newsarchive&sid=aFiT9xyeuXJ8
Tratto da: http://www.pensiero.it/news/news.asp?IDNews=441


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La notizia proviene dal secondo congresso mondiale su “Vaccini e anticorpi (farmaci) prodotti in pianta, che ha visto riuniti nei giorni scorsi a Verona 150 studiosi provenienti tutto il mondo per fare il punto sulle nuove prospettive di terapie offerte dalle recenti scoperte del cosiddetto Molecolar Farming, il metodo di ricerca biotecnologica che utilizza sistemi vegetali per la produzione di molecole farmaceutiche.

Commento NdR: questa puo’ essere una strada da percorrere, in quanto porterebbe alla produzione di vaccini e farmaci non di sintesi. Ma quello che questi medici e ricercatori allopati non sanno o non vogliono capire e’ che TUTTE le malattie partono e nascono dagli ERRATI stili di Vita e non nascono per la mancanza o l’eccedenza di una sostanza…o per un virus od un batterio ....!

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In Italia la spesa sanitaria (nel 2004) e' ormai fuori controllo ed e' aumentata dal 1999 del 65% + quella privata che e' arrivata al 20% di aumento.
Le cifre sono da capogiro e vanno in tasca al 60% alle case farmaceutiche, il resto alle varie strutture che lavorano con la sanita' pubblica.... ed intanto gli Stati si indebitano oltre modo....... i cittadini pagano tasse elevate e si ammalano per le malattie indotte dai farmaci utilizzati !

Un rapporto della Federal Trade Commission (FTC) statunitense denuncia che negli ultimi due anni è ripresa la pratica, da parte delle case farmaceutiche produttrici di medicine coperte da brevetti in scadenza, di stringere accordi con i produttori di farmaci generici, al fine di ritardare la messa sul mercato, in cambio di pagamenti per milioni di dollari, della versione generica dei farmaci originali, contenenti lo stesso principio attivo.
Fonte:
http://www.rsinews.it

Legami segreti tra organizzazioni di pazienti e compagnie farmaceutiche:
Fonte: Inchiesta del Philadelphia Inquirer, il quotidiano statunitense The Philadelphia Inquirer ha pubblicato  un'inchiesta sui legami quasi mai dichiarati di sei organizzazioni non-profit, che affermano di agire nell'interesse dei pazienti di altrettante malattie, e delle compagnie farmaceutiche.
Le sei organizzazioni, lo scorso anno hanno ricevuto complessivamente 29 milioni di dollari in donazioni dalle industrie farmaceutiche.

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Italy: Farmatrame e farmaci generici !!!
Altro che libri gialli di fantapolitica industriale; se vi piacciono i libri di tensione, intricati ed intriganti, prima di addormentarvi leggetevi questa relazione dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) sulle azioni di controllo e repressione del malcostume nel mercato farmaceutico.
Neanche Farmindustria si è salvata, a dimostrazione che la deontologia è una virtù strettamente legata al grado di elasticità che gli si vuole attribuire.
Secondo l'Autorità, Farmindustria avrebbe tramato per bloccare la diffusione dei farmaci generici in Italia...ed altro ancora.
Per fortuna  su questi documenti non sono ancora riusciti a porre il...segreto di Stato.
Segue articolo : www.informatori.it/informatori/farmatrame.htm

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In DRASTICO AUMENTO i DECESSI da FARMACI su RICETTA MEDICA
Secondo i Cenlers for Disease Control and Prevention (CDC), negli USA l'avvelenamento da farmaci su ricetta è diventato la seconda principale causa di morte preterintenzionale.

Secondo il Morbidily and Mortality Weekly/tepori (9 febbraio 2007) dei CDC, i ricercatori hanno rilevato che i decessi da farmaci su ricetta sono salili dal 4,4 per 100.000 persone del 1999 al 7,1 per 100.000 del 2004.
Tale incremento rappresenta un'escalation da 11.000 a quasi 20.000 individui nell'arco di un quinquennio.
Dei 20.000 deceduti, più di 8.500 - il doppio dei corrispettivi del 1999 - sono morti a causa di "farmaci diversi e non specificati", I decessi dovuti a farmaci psicoterapeutici, quali antidepressivi e sedativi, sono pressoché rad­doppiati, da 67] a 1.300.

Mike Adams, difensore del diritto alla salute del consumatore nonché esplicito critico delle aziende farmaceutiche, ha dichiarato che l'industria farmaceutica sta impunemente uccidendo cittadini statunitensi.
Secondo le sue parole: "L'industria farmaceutica nel suo complesso, comprendente i colossi farmaceutici monopolistici e la FDA [Food and Drug Administration), loro collegata nella cospirazione, è palesemente diventata la singola principale minaccia per la salute e la sicurezza della popolazione statunitense.
Tuttavia la FDA continua ad imporre come non mai sempre più farmaci ad un numero sempre più consistente di cittadini, con la concomitante presunzione che questi farmaci siano sicuri ed efficaci quando, in realtà, non sono né l'una né l'altra cosa. L'industria farmaceutica odierna costituisce una imponente frode perpetrata a danno del popolo degli Stati Uniti, sorretta da procedure commerciali illegali, operato monopolistico ed una vera e propria condotta criminale da parte della FDA
."
Fonte: NewsTarget, 22 febbraio 2007, http://www.newstarget.com

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Quanti morti ci vogliono, perché un farmaco venga ritirato dal mercato ?
C'è da fidarsi del foglietto illustrativo - chiama a proposito "bugiardino" ?
Swissmedic, l'autorità svizzera che vigila sui farmaci, è indipendente dall'industria farmaceutica ?
Siamo in Svizzera, la patria di molti colossi farmaceutici, da Roche a Novartis.
L'inchiesta documenta, attraverso quattro storie di farmaci scomodi, i meccanismi del mercato farmaceutico, le modalità della sorveglianza e dell'informazione al paziente.
Nel servizio anche le testimonianze delle vittime di farmaci regolarmente omologati dagli organi preposti, il loro calvario legale contro i colossi dell'industria farmaceutica e il parere di medici e ricercatori sulla credibilità di un mercato sul quale pesano crescenti interrogativi.
Un'inchiesta scomoda, che nelle televisioni italiane probabilmente non vedremo mai.
Guarda il video [durata: min. 47.44] http://tinyurl.com/ybtrq2

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Il ROSIGLITAZIONE, USATO per il  DIABETE DANNEGGIA le OSSA - Associato ad aumentato rischio osteoporosi, oltre al rischio cardiovascolare.
Roma, 2 dic. (Apcom) - Un medicinale comunemente usato per il diabete può avere effetti negativi sulle ossa.
La forza che caratterizza le ossa è data dal mantenimento di un equilibrio dinamico tra processi di formazione e demolizione e cioè tra l'attività delle cellule che disgregano la sostanza intercellulare calcificata dell'osso, osteoclasti, e le cellule coinvolte nella produzione della matrice ossea, gli osteoblasti Ora, secondo una ricerca di Ron Evans e colleghi, Salk Institute for Biological Studies, La Jolla, CA, Usa, che sarà pubblicata domani su Nature Medicine, un medicinale a base del principio attivo rosiglitazone, indicato per migliorare la risposta all'insulina di pazienti con diabete mellito di tipo II, mette in pericolo questo equilibrio in quanto sarebbe associato ad un aumentato rischio di frattura delle ossa a causa della sua azione inibitoria sugli osteoblasti.
Su topolini di laboratorio i ricercatori avevano visto che somministrando agli animali il medicinale si provocava una maturazione esagerata degli osteoclasti, a riprova che l'assunzione dei tiazolidindioni, tutti quei farmaci ai quali appartiene anche il rosiglitazone, possono causare fratture alle ossa.

Per verificare l'azione della molecola, Evans e colleghi hanno inibito l'azione di un gene che codifica il bersaglio molecolare del rosiglitazone, la proteina PPAR-gamma, proprio nelle cellule nelle quali maturano gli osteoclasti ed hanno scoperto che senza la proteina si danneggia la loro differenziazione e si provoca un ispessimento della massa ossea.
Se al contrario, veniva somministrato il farmaco per attivare la proteina PPAR-gamma, si induceva un'attività maggiore degli osteoclasti e, quindi, un assottigliamento dell'osso. Questo vuol dire, dicono gli scienziati, che usare per lungo tempo rosiglitazone può portare all'osteoporosi.

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Zombi tra di noi - Attenzione all'Aulin e farmaci simili  - Due pesi ....due misure !

Era il settembre di un anno fa (1) quando, il ministero della Salute disponeva il sequestro della sostanza "cimicifuga racemosa", perche' sospettata di poter provocare lesioni epatiche, sotto forma di gravi epatiti, anche se tali non erano mai state ravvisate, ne' esisteva una -seppur minima- prova di tale, quale effetto diretto. Non seguirono barricate, da nessuna parte, ancor di meno tra quei medici che tale sostanza la usavano da sempre, contrariamente con grandi benefici per i loro pazienti. Il sospetto, era sempre lo stesso, quella dell'invenzione -tante purtroppo- contro quel mondo ritenuto alieno, perche' non conforme e conformato, sottomesso dalla medicina ufficiale.
Quello che fu incredibile e' che non si fecero ulteriori verifiche e quella preziosa sostanza, usata da chissa' quanti e quanti decenni con successo, doveva scomparire, addossandole fantasmi di cui i medici descrittori di fitoterapia non ebbero mai a credere, e mai crederanno.
La supponenza nei confronti della Cimicifuga ha indirettamente assunto volti piu' delineati proprio in queste ore.
Si e' riportato in vita (ma non era morto, camminava nelle citta' come uno zombi) un semi-cadavere chimico, dal nome "nimesulide", farmaco anti-infiammatorio di sintesi, sicuramente il piu' diffuso e conosciuto al mondo.
Nel 2006, in Finlandia era stata sospesa la commercializzazione perche' -e qui con prove dirette- aveva procurato gravissime epatiti.
Fu cosi' necessario l'intervento delle autorita' di controllo, una di queste, la piu' importante, l'Agenzia Europea del Farmaco.
In Italia, a differenza della pericolosissima "cimicifuga racemosa", la buona nimesulide non fu mai, anche a scopo cautelare, bloccata nella sua commercializzazione.
L'Agenzia europea, valutando "globalmente" ogni aspetto della faccenda, ha concluso proprio in queste ore: "il profilo rischio/beneficio della nimesulide e' ancora favorevole (a chi ?) ravvisando pero' la necessita' di introdurre delle cautele e limitazioni d'uso del farmaco, e informare medici e pazienti del rischio di possibili eventi avversi a carico del fegato".
Da ora il vostro medico non potra' prescrivervi tale farmaco per piu' di 15 giorni. Inoltre, le confezioni dovranno essere modulate nel numero di compresse e bustine. Non ci si potra' recare spontaneamente in farmacia per acquistare il famoso farmaco, ma si dovra’ esibire la ricetta medica.
L'Aifa (l'Agenzia italiana del farmaco) informera' ogni medico dei possibili rischi del farmaco. Non v'e' dubbio, quindi, che le suddette agenzie di verifica e controllo del farmaco, ritengano la "cimicifuga racemosa" una sostanza molto piu' pericolosa della nimesulide.
Anche noi lo crediamo. Resta fermo il fatto che per la cimicifuga questo non si e' appurato.
La nimesulide corre su una Ferrari, la cimicifuga si muove con un mulo, anzi non si muove, e' ferma, e' gia' andata.
Dal lontanissimo 2006, quando la nimesulide fu sospesa in Finlandia, al 2007, quando lo scorso maggio in Irlanda ha cagionato gravissime epatiti, come mai i cittadini sono stati abbandonati –soprattutto in Italia-, ignari, soli ed indifesi ?
La cimicifuga racemosa era usata soprattutto in produzione di preparati fitoterapici, in estratto di macerati glicerinati. Era preziosa nel contrasto dei fenomeni legati alla menopausa ed alla senilita' femminile, molto contrastata, insieme ai fito-estrogeni, dalle varie associazioni americane di ginecologia, le stesse che le abnegano, in nome delle terapie sostitutive ormonali chimiche, malgrado queste ultime abbiano dato prova di essere incongrue e pericolose.
By dott. Giuseppe Parisi (medico)
Chi desidera informazioni maggiori, mi puo' scrivere direttamente:
g.parisi@aduc.it
(1)
http://www.aduc.it/dyn/medicare/art/singolo.php?id=154619

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I Farmaci contro i bruciori di stomaco bruciano il cervello ?
I farmaci contro i bruciori di stomaco bruciano il cervello ?
Secondo uno studio americano, le facoltà cognitive degli anziani sarebbero danneggiate dall'assunzione abituale di medicinali contro la pirosi gastrica.
Chi soffre di acidità, di reflusso gastroesofageo o di pirosi gastrica (bruciore allo stomaco) farebbe bene a ricorrere a rimedi naturali o,  ancor meglio, a modificare le proprie abitudini alimentari piuttosto che farsi prescrivere farmaci che possono, nel lungo periodo, produrre effetti indesiderati sulla prontezza del suo pensiero e sulla qualità delle sue facoltà cognitive.

E' questo l'allarmante sospetto avanzato da un gruppo di studiosi dell'Università dell'Indiana a Indianapolis, che hanno pubblicato i risultati di una loro ricerca sull'ultimo numero del Journal of the American Geriatrics Society (M Boustani et al, J Am Ger Soc 2007 August, 55(8):1248-1253).

I farmaci incriminati sono i cosiddetti H2As, cioè gli antagonisti del recettore H2 dell'istamina, e comprendono prodotti piuttosto diffusi e popolari come lo Zantac e il Ranidil.
Gli studiosi hanno seguito per cinque anni una popolazione di oltre 1500 afroamericani di età superiore ai 65 anni, che avevano capacità intellettive normali all'inizio della ricerca, e ne hanno valutato le facoltà cognitive a regolari intervalli.
I pazienti che avevano subìto lunghi trattamenti dei loro problemi  gastrici con i farmaci Anti H2 hanno rivelato una probabilità doppia degli altri di veder deteriorate le proprie facoltà cognitive nel corso dello studio.
La correlazione è oltremodo significativa e molto allarmante, considerando l'enorme diffusione di questi farmaci. Nel 2005 si sono avute 16 milioni  di prescrizioni di farmaci anti H2 nei soli Stati Uniti, e qui in Italia, è ormai invalso l'uso del termine "l'esercito dei reflussisti" per indicare la vastità di persone che ricercano questo tipo di prodotti anziche’ le cause del loro malessere.

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MEDICINA - ALCUNI FARMACI DIABETE CAUSANO ARRESTO CARDIACO - Accuse scienziati (UK) ad Avandia e Actos dopo avvio indagini Usa
Roma, 27 Lug. 2007 (Apcom) - Alcuni diffusi farmaci per la cura del diabete aumentano il rischio di arresto cardiaco.
Lo sostiene un gruppo di scienziati britannici, in un articolo pubblicato oggi.
Nel mirino degli studiosi - si legge sul sito online del quotidiano The Guardian - sono finiti Avadia e Actos: due farmaci assunti lo scorso anno da centinaia di migliaia di pazienti, per lo più sovrappeso.
Un malato su 50 tra quelli che assumono i medicinali 'incriminati' - si legge nell'articolo, pubblicato sulla rivista Diabetes Care - è ricoverato per arresto cardiaco nel giro di 26 mesi a partire dall'inizio della cura.
Ieri un agenzia del governo americano garante della sicurezza dei medicinali ha incaricato una commissione di esperti di valutare un eventuale divieto di vendita per Avandia, un farmaco prodotto dalla società britannica GlaxoSmithKline a base di rosiglitazone.
Prodotto dalla giapponese Takeda Pharmaceuthical, Actos è invece a base di pioglitazone.

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Farmaci a base di Pergolide ritirati negli USA, in Italia  NO !!!
In Italia restano in commercio - L'AIFA sa dei danni dal 2004.
Negli Stati Uniti, l'FDA ( Food and Drug Administration ) ha informato del ritiro, deciso dai produttori, dei farmaci a base di Pergolide a causa dell'elevato rischio di gravi danni valvolari.
I prodotti che stanno per essere ritirati sono Permax (in Italia la Pergolide è venduta con il nome di Nopar) e due versioni generiche. La Pergolide è un agonista della domanina, impiegata assieme alla Levodopa e alla Carbidopa per il trattamento dei sintomi (tremori e lentezza dei movimenti) della malattia di Parkinson.
Nel 2006 negli Stati Uniti 12000 pazienti hanno assunto farmaci a base di Pergolide.
Due recenti studi clinici, pubblicati sul The New England Journal of Medicine, hanno confermato precedenti scoperte associate all'uso della Pergolide, con un'aumentata incidenza di rigurgito della mitrale, della tricuspide e delle valvole aortiche cardiache.
Il rigurgito valvolare si manifesta con brevità del respiro, fatica e palpitazioni cardiache.
Fonte: FDA, 2007Neuro2007 Cardio2007 Farma2007


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Accutane
, farmaco anti-acne di Hoffman-La Roche: prima condanna a 2,6 milioni di dollari.
Gravi danni intestinali per un 36enne. La multinazionale ricorre in appello
Un tribunale statunitense del New Jersey ha condannato la casa farmaceutica Hoffman-La Roche a risarcire 2,5 milioni di dollari, oltre al rimborso di 119.000 dollari di spese mediche, ad un uomo di 36 anni, che un anno dopo aver iniziato ad utilizzare il farmaco anti-acne Accutane nel 1995, si ammalò di gravi disturbi intestinali, che hanno reso necessaria l'asportazione completa del colon, e conseguente diarrea cronica.
Nella diffusa convinzione sulla sua innocuità, il farmaco anti-acne è stato prescritto con leggerezza.

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Bayer "ha venduto farmaci a rischio Aids"
In Giappone, a Hong Kong, in Argentina e a Taiwan centinaia di persone sono morte di Aids - gli ultimi nel '96 - per aver assunto farmaci che li avrebbero dovuti aiutare a curare l'emofilia. Questa la denuncia del «New York Times», che nell'edizione di ieri accusa senza mezzi termini l'azienda farmaceutica Cutter Biological, segmento del gruppo tedesco Bayer, di non aver ritirato dai mercati asiatici e latinoamericani il «Factor VIII Concentrate».

Negli anni 1980 negli USA uno scrittore (A. Hailey) commercializzo' un libro che denunciava il modo di funzionare della sanita' e delle industrie farmaceutiche americane: dal conflitto di interessi fra medicina ed industria farmaceutica, le pressioni delle Lobbies di quelle industrie, i mancati controlli sui farmaci e vaccini che sono divenuti strumenti di morte, gli studi sui farmaci falsificati e controllati dalle stesse industrie, la collusione fra FDA e Lobbies farmaceutiche.. ecc.

Da quegli anni NULLA e' cambiato, anzi tutto sta peggiorando non solo negli USA, ma anche in tutte le nazioni del mondo che stanno legiferando solo per favorire le multinazionali.....la dittatura sanitaria ed alimentare (OGM) avanza sempre piu' ....e TU cosa fai per contrastare questi CRIMINALI ben organizzati ? se non li ostacoli, vuol dire che sei consenziente, quindi NON ti lamentare !, ma se ti opponi, forse qualche cosa puoi far cambiare per invertire la rotta...

Ogni mese molti farmaci vengono ritirati dal commercio nel mondo, pur essendo stati precedentemente controllati dagli "organi preposti" (FDA in testa), che pero' sono sempre piu' attente ed al servizio delle multinazionali dei farmaci piuttosto che ai benefici dei consumatori......

FIDATI ! .....Gli esperti siamo noi - Shelton Rampton e John Stauber, pagine 290
"Questo libro sconvolgente ci mostra le tecniche più nascoste utilizzate dai PR delle multinazionali, per cui esperti e ricercatori di ogni livello e categoria vengono comprati nei modi più diversi. Illuminante"
By Jeremy Rifkin

Ogni giorno ci affidiamo agli "esperti" per decidere chi votare, come allevare i nostri figli, cosa mangiare.
Li guardiamo in tv, li ascoltiamo alla radio, leggiamo le loro opinioni sulle riviste e giornali. Ci fidiamo di loro: li riteniamo autorevoli. 
Ma questi esperti sono stati selezionati e meticolosamente addestrati per sembrarci tali....da chi ? ma dalle imprese farmaceutiche che controllano e sponsorizzano, nei vari stati del mondo: Ministeri della sanita', Istituti sup. di sanita', Universita', Ordini dei medici, Baroni della medicina, ed infine i medici....indottrinati !

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PRODUTTORI di VACCINI e FARMACI:
Ecco come ci ingannano e cosa possiamo fare per contrastarle:
http://tinyurl.com/45ocy
http://www.nybooks.com/articles/17244
Il libro di Marcia Angell; non e’ una qualunque... e’ il direttore capo del New England Journal of Medicine !!!

http://www.nybooks.com/authors/10553
http://www.hms.harvard.edu/dsm/WorkFiles/html/people/faculty/MarciaAngel.html
(cit.) "There is no question in my mind that medical researchers, educators, and clinicians have been corrupted by their close and lucrative ties to industry"
http://www.nybooks.com/articles/17649

"We certainly are in a health care crisis"
http://www.pbs.org/healthcarecrisis/Exprts_intrvw/m_angell.htm

http://www.giulemanidaibambini.org/ricercascientifica.html  - http://www.soschild.org/
Data Base Europeo, sui danni degli PsicoFarmaci sui giovani

http://www.malasanita.it/ Dove rivolgersi per la malaSanita’

Chi continua a negare l'evidenza a questo punto non può che essere un complice delle ditte farmaceutiche  !!!
vedi: Influenza Suina

Ritalin.....e profitti...
http://space.tin.it/salute/adauciel/novita/art6a.htm
vedere anche:
 
http://www.giulemanidaibambini.org/blog.php?21
Ricette per pazienti morti: indagati 23 medici
Uccisi dai Farmaci e dai Vaccini

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Curiosità sulla NESTLE'
Come ripetutamente segnalato dall'UNICEF la Nestlé viola il codice internazionale redatto dall'Organizzazione Mondiale della Sanita che proibisce la promozione dell'uso di latte in polvere per I'alimentazione dei neonati...
Bisogna sapere che nelle società povere e malnutrite, con scarsa igiene, i bambini allattati artificialmente sono 25 volte più esposti alla morte di quelli allattati al seno.
Il Premio Nobel DARIO FO ha sparato a zero contro la Nestlé, responsabile di aver diffuso in Africa il latte in polvere: "Hanno compiuto una strage infame dicendo che andavano a salvare l'umanitàˆ. Ma sono andati solo per interesse di mercato".
 
Padre PIER MARIA MAZZOLI (direttore del mensile Nigrizia) ha presentato il punto di vista dei missionari che esprimono forti perplessità e disaccordo sulla politica delle multinazionali:
Dal Monte: frutta, De Beers: diamanti
Shell: petrolio, ma Nestlé in particolare perché è una delle più potenti con una affermata presenza in Africa.

BEPPE GRILLO ha attaccato le multinazionali della chimica e i brevetti di tutte le nuove forme di vita. Sapete cos' e la Novartis ? E un'azienda nata dalla fusione di Ciba e Sandoz.
La Ciba ha prodotto in Giappone un farmaco che nel primo mese ha fatto 30 morti e tremila un anno dopo.
La Sandoz ha invece il premio per i pesticidi: ha gettato tonnellate di rifiuti tossici nel Reno, dandoci i “pesci-diesel".
Ciba e Sandoz insieme ? E come se Toto Riina e Pacciani si fossero associati per creare un asilo per bambini".
ed INOLTRE  una delle ultime azioni contro tutti noi e stato quello di far passare la possibilita' di etichettare come cioccolato, prodotti fatti anche senza il cacao, pensate un po'...! .. e d'altra parte, cosi facendo si abbassano ancor più i prezzi pagati ai contadini del sud del mondo produttori del vero cacao.
Buon boicottaggio... a tutte queste multinazionali !

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Pazienti trattati con Avandia (rosiglitazone maleato) un diffuso farmaco per il diabete, secondo una metanalisi statistica condotta su 42 studi clinici, sarebbero soggetti a un significativo aumento di rischio di infarto, e a un aumento di rilevanza statistica "borderline" del rischio di morte per altre malattie cardiovascolari.
Fonte giornalistica: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=179875
Studio originale: http://content.nejm.org/cgi/content/full/NEJMoa072761v1

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ASTENERSI dai MEDICINALI DIVENTERA' un CRIMINE
 By Samuel Walker -  Pubblicato dal Detroit News, 11 Gennaio 2001 -  Titolo originale: "Drug Evasion"  
 Nel 1971, George Lucas produsse il suo primo film, un capolavoro anti-utopistico intitolato "THX-1138".
 Una caratteristica particolarmente interessante di THX (che era il nome del protagonista del film) è quella che, nella società concepita da Lucas, "non assumere farmaci è un crimine".

"L'umore placido" di questa società, essenziale al suo funzionamento, è indotto dai farmaci. Chi si rifiuta di assumere la dose quotidiana, viene visitato da robot-poliziotti che danno un nuovo significato al termine Agenzia per la Diffusione delle Medicine. Ricordo di esser stato particolarmente colpito da una fila di bambini dagli occhi inespressivi, in grembiuli bianchi, che venivano condotti attraverso un atrio da un poliziotto-robot con la faccia cromata, nel quale sembrava essi riponessero la massima fiducia. Tutti avevano una flebo conficcata nelle loro esili braccia.

Gli ammonimenti sui pericoli dell'uso della scienza, quando tale uso è mirato al controllo del comportamento dell'umanità, non sono nuovi; compaiono anche nel "Brave New World" di Aldous Huxley, nel "1984" di George Orwell, e nel "This Perfect Day" di Ira Levin. Ciò che invece è nuovo è che il futuro è già qui, e che gli ammonimenti sembrano essere stati ignorati.

Dai quattro milioni ai sei milioni di bambini americani ricevono, a scuola, dosi quotidiane di un potente farmaco chiamato Ritalin.
A questi vivaci ragazzini, soprattutto maschietti, è stata diagnosticato l'ADHD (Attention Deficit Hyperactive Disorder, N.d.T.), cioè una malattia che provoca disturbi dell'attenzione e iperattività; una serie di "sintomi" che vengono sempre più attaccati dalla scienza onesta per la loro vaghezza, e per il pericolo di giustificare con essi l'abuso degli interventi sul controllo dei comportamenti.
Il farmaco non favorisce l'apprendimento.
La dottoressa Rosemary Tannock, dell'Ospedale pediatrico di Toronto, afferma che il Ritalin non ha né effetto sulla memoria a breve termine dei bambini, né sui processi fonologici necessari per leggere.
Quest'anno, sia l'Archivio di Psichiatria Generale, sia gli Istituti Nazionali di Sanità hanno condotto studi che mettono fortemente in dubbio l'efficacia del Ritalin quale cura del benché minimo "disturbo" infantile; esso serve soltanto a tenere i bambini in silenzio, e fermi sulle loro sedie.
Altri numerosi studi affermano che il Ritalin è notevolmente efficace per realizzare solo quello che una buona maestra di vecchio stampo otterrebbe con una semplice occhiata.

Secondo Steven Ingersoll, presidente dello Smart Schools Inc. di Brighton, che dirige quattro scuole private, "L'effetto è che il bambino si muove di meno, ed è meno incline a stimoli competitivi".
Ingersoll afferma che il 22 percento degli studenti erano trattati con il Ritalin quando egli assunse la presidenza di una scuola nel 1996. Quello stesso anno, gli studenti della quarta classe risultarono tra gli ultimi agli esami distrettuali. Tre anni più tardi, meno dell'uno percento dei bambini veniva trattato con il Ritalin, e il 100 percento degli studenti di settimo grado (gli stessi studenti della quarta di tre anni prima) si classificarono ai primi posti degli esami statali in lettura e matematica. Sebbene Ingersoll creda che sia piuttosto la televisione che abbia giocato un ruolo importante nei casi di deficit di attenzione, è convinto che non sono certo le droghe ciò di cui i bambini abbiano bisogno.
Secondo l'Agenzia sulla Diffusione delle Medicine statunitense, il Ritalin è un potente eccitante che presenta molti degli effetti farmacologici delle amfetamine, delle metamfetamine e della cocaina.
Come ci si poteva aspettare, il Ritalin viene ora rubato agli infermieri, e dalle infermerie scolastiche, e venduto nelle strade per gli effetti che provoca.
Ciò che è più allarmante sono recenti rapporti provenienti da New York e da altre città, nei quali appaiono casi di bambini trattati con Ritalin nei quali, quando i genitori mettono in discussione la terapia, le autorità intervengono per risolverli.

In una recente testimonianza al Congresso, il Dott. Peter Breggin, autore di: "Ritalin: ciò che i dottori non dicono sugli eccitanti pediatrici", afferma bruscamente:
"I genitori... subiscono pressioni e vengono costretti dalle autorità scolastiche a somministrare medicine psichiatriche ai loro bambini, insegnanti, psicologi e amministratori scolastici frequentemente minacciano di non voler più insegnare a quei bambini che non siano sottoposti ai trattamenti, e nello stesso tempo fanno intervenire i Servizi (Sociali N.d.T.) di Protezione dell'Infanzia affinché svolgano indagini sui genitori, accusati di negligenza per il proprio bambino !"
Questo non è un film. In tutto il Michigan, dice Ingersoll, molti genitori lottano per opporsi alla somministrazione del Ritalin ai loro bambini, ma molti di loro si non espongono per timore di rappresaglie. Nel 1998, lo Stato del Michigan era al terzo posto nel consumo nazionale di Ritalin.
Il consumo di Ritalin è altissimo. Le sue vendite superano di gran lunga quelle di Valium, Viagra o Prozac e la casa produttrice, la Novartis - una multinazionale farmaceutica - è sotto accusa per collusione, per aver fatto pressioni per promuovere diagnosi di ADD (Attention Deficit Disorder, N.d.T.) e di ADHD, uno sforzo promozionale di grande successo, volto ad incrementare il mercato del suo prodotto: il Ritalin. Ovviamente, la Novartis nega l'accusa.
Se pensate che non si tratti di una normale malattia e della sua cura, ma piuttosto di un piano di sinistro marketing le cui vittime sono i bambini, non siete il solo. 
Per maggiori informazioni, cercate "Ritalin" sull'Internet (scegliere ricerca in lingua inglese, N.d.T.) e preparatevi a restarne sbalorditi.
Samuel Walker è uno specialista delle comunicazioni per il Mackinac Center per le Politiche Pubbliche, un istituto per la ricerca e istruzione delle politiche pubbliche del Midland.
Per contatti, scrivete a: Samuel Walker, 615 W. Lafayette, Detroit, oppure posta elettronica a: letters@detnews.com.


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Bambini geneticamente modificati.....
Sono finiti sotto accusa gli scienziati americani che hanno messo a rumore tutto il mondo con il "metodo a tre"  per la infertilità; hanno creato diciassette feti con il DNA di 2 madri ed 1 padre biologico, 1 è abortivo, l'altro non è arrivato a termine perché entrambi affetti da grave e misterioso disordine genetico (sindrome di Turner) malattia nella quale un intero cromosoma è del tutto mancante.
A furia di forzare la natura.........si ottengono questi risultati !
Ed in agricoltura..........non se ne deve parlare !!!!!  

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La Biogen & Elan ha ritirato dal mercato il Tysabri (natalizumab), un anticorpo monoclonale per la cura della SM e del morbo di Crohn; cosi' riferisce il New York Times.
2 pazienti, durante un test di fase III, in terapia con Tysabri + Avonex  (beta interferone 1a) hanno sviluppato una grave malattia neurologica, la PLM (progressive multifocal leukoencephalopathy), in un caso con esiti fatali. Lo Tysabri era stato appena autorizzato dalla U.S. FDA…….

Commento
NdR:
….tanto per cambiare; ogni anno nel mondo,16.000 farmaci vengono ritirati dal commercio, nel mondo. Ed tutti gli “accurati” controlli prima dell’immissione nel mercato a cosa servono ?
Evidentemente le varie commissioni di autorizzazione dei farmaci dei vari ministeri della sanita’ nel mondo intero,…..sono al servizio delle aziende farmaceutiche……
anche in questo caso la FDA e’ sempre piu’ al servizio delle multinazionali…e non ai benefici ed alla salute dei consumatori !

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Cisplatino (Pharmacia Italia; Faulding Farmaceutica; Gnr; Baker Italia);
Il cisplatino è un complesso del platino con due gruppi di cloro in posizione cis. Nel carboplatino, sviluppato per cercare di ridurre la marcata tossicità del cisplatino, il metallo è incorporato in una molecola organica più complessa. Per diversi aspetti essi sono simili mentre per altri si differenziano:
- reagiscono con il DNA formando legami crociati intracatena e intercatena, inibendo la replicazione e la trascrizione del DNA;
- sono attivati mediante idrolisi in vivo ma questa reazione è più lenta per il carboplatino. Il cisplatino possiede una maggiore affinità per le proteine plasmatiche e viene escreto lentamente per via renale. Entrambi sono somministrati per via parenterale e si distribuiscono in tutti i tessuti eccetto il sistema nervoso centrale.
Entrambi vengono escreti in parte in forma immodificata;
- i composti del platino possiedono un profilo tossicologico simile anche se il carboplatino è generalmente meglio tollerato.
La soppressione midollare è minore rispetto alle mostarde, mentre nausea e vomito sono forti e sempre presenti. Caratteristica è la grave nefrotossicità (prevenibile mediante abbondante idratazione) con ipomagnesia che può provocare episodi convulsivi nei bambini. Possono provocare ototossicità sino alla perdita dell'udito e neuropatie periferiche. Si può presentare anche mielodepressione, con leucopenia, trombocitopenia e anemia transitoria;
- il cisplatino e il carboplatino sono mutageni, teratogeni e cancerogeni.

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Gemcitabina - Gemzar (Ely Lilly) - vedi Big Farma
La gemcitabina è un analogo del nucleoside desossicitidina. Il farmaco viene attivato dalla desossicitidina chinasi e inibisce la sintesi del DNA essendo incorporato al posto della citosina nel filamento in crescita di DNA. La gemcitabina viene somministrata per via endovenosa.
Dosi terapeutiche di gemcitabina possono determinare depressione midollare grave, nausea,vomito, eruzioni cutanee e alopecia.

Antipsicotico Zyprexa, Eli Lilly pagherà 690 mln $ per chiudere migliaia di cause, Elli Lilly ha nascosto per 10 anni gli effetti negativi del farmaco.
Annunciato ieri un accordo preliminare con gli avvocati. Interessate circa 8.000 persone.
La casa farmaceutica Eli Lilly, produttrice dell'antipsicotico Zyprexa, ha annunciato ieri l'accantonamento di 690 milioni di dollari, per chiudere con un patteggiamento la maggior parte delle cause riguardanti il farmaco.

Un accordo di principio è stato raggiunto con gli avvocati che rappresentano circa il 75% dei denuncianti, per un totale di circa 8.000 persone interessate dal patteggiamento.
Le cause contestano alla casa farmaceutica di non aver adeguatamente informato i pazienti sul rischio di iperglicemia e di diabete, legato all'assunzione del Zyprexa.

Nel settembre 2004, la Food and Drug Administration (FDA) decise che tale rischio dovesse essere evidenziato nei foglietti informativi di tutti gli antipsicotici atipici. Le avvertenze d'uso dello Zyprexa sono state cambiate nel marzo 2004.
Lo Zyprexa, che è stato utilizzato da oltre 17 milioni di persone nel mondo, è il farmaco più venduto da Eli Lilly, di cui, nel 2004, ha rappresentato il 32% delle entrate, con vendite mondiali pari a 4,42 miliardi di dollari, di cui 2,42 negli Usa.

Tuttavia, nel 2004 le vendite di Zyprexa negli Stati Uniti sono diminuite dell'8%, a causa, secondo la compagnia, di "questioni su possibili effetti collaterali come l'aumento di peso e l'iperglicemia, amplificate da un'intensa pubblicità da parte degli studi legali interessati a cause giudiziarie di questo genere, alla ricerca di clienti trattati con Zyprexa". Nel resto del mondo le vendite sono aumentate del 13%.
FONTE : New York Times.

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Taxotere (Aventis Pharma)
Principali effetti tossici : mielodepressione, alopecia, rush cutanei, ritenzione idrica.
Il rapporto completo lo puoi scaricare dal sito di questo Istituto: www.iss.it/pubblicazioni.
Pubblicazioni - Rapporti ISTISAN : Anno 2002 - Files - 02/16 -
Esposizione professionale a chemioterapici antiblastici: rischi per la riproduzione e strategie per la prevenzione. By Grazia Petrelli e Silvana Palmi 2002, 108 p

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Sorvegliati speciali
- By Gianna Milano e Chiara Palmerini - 25/2/2005  - Panorama, Scienza e Salute
Medicinali di nuova generazione che invece di essere migliori dei vecchi si rivelano potenziali killer. Come si è arrivati a questo punto ? Il caso Vioxx non è unico, ha svelato retroscena di negligenze, controlli insufficienti e colpevoli silenzi.

Audrey Eisen, newyorkese di 64 anni malata di artrite, era appena ritornata dalla farmacia con una confezione di Aleve lo scorso dicembre quando, accendendo il computer, lesse la notizia che il farmaco provocava infarti. In quattro mesi, da quando il Vioxx è stato ritirato dal commercio dalla stessa industria produttrice, la Merck, sempre perché ritenuto rischioso per il cuore, Eisen aveva già cambiato tre medicine. E anche sulla seconda, il Celebrex, si sono abbattuti i sospetti che possa avere gravi effetti collaterali. La signora Eisen, professoressa in pensione, ha riportato in farmacia l'ultima confezione acquistata. Le altre erano già finite nel gabinetto.

Come Audrey Eisen, fotografata nella sua bella casa sul New York Times sotto un titolo che recita «Vioxx. Celebrex. Ora Aleve. Che cosa deve pensare un paziente ?», si saranno sentite migliaia di altre persone, in tutto il mondo, che da mesi o da anni si affidano ad antidolorifici ritenuti migliori di quelli di vecchia generazione come l'aspirina perché fanno lo stesso lavoro, senza però causare mal di stomaco e ulcere.
O quelli che, nell'estate di quattro anni fa, hanno sentito delle morti attribuite al Lipobay, nuova statina anticolesterolo ?
O quelli che leggono degli antidepressivi che invece di far uscire dal tunnel dell'angoscia favoriscono comportamenti suicidi ?

Già, che cosa deve pensare un paziente, convinto di prendere le medicine per stare meglio, cui viene detto che quelle stesse medicine sono invece potenziali killer ?
«Che il caso Vioxx ha fatto esplodere una serie di problemi che erano già stati sollevati sulla sicurezza dei farmaci» risponde Silvio Garattini, direttore dell'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano. «Si ha la netta impressione che siano un po' troppi quelli che arrivano sul mercato come medicine innovative, ottimamente tollerate, di cui nel giro di pochi anni o addirittura mesi si scoprono controindicazioni, e che subiscono restrizioni, fino alla sospensione».

Il caso del Vioxx ha messo in luce verità nascoste del mondo dei farmaci, legami pressoché inestricabili tra chi produce le medicine, chi dovrebbe valutarne l'efficacia e i rischi, chi regolamenta la loro commercializzazione e chi li prescrive. Al processo a porte aperte che si è svolto la scorsa settimana nella sala da ballo di un albergo di Washington sono state messe sotto accusa carenze e negligenze da parte della Food and drug administration, l'ente americano che regolamenta e controlla i farmaci.
Tra gli accusatori più accaniti c'era David Graham, scienziato, che lavora alla stessa Fda, secondo il quale né l'agenzia pubblica né l'azienda produttrice del Vioxx, la Merck, hanno fatto nulla per allertare sui rischi legati all'uso del farmaco, noti già dal 2000. Un comitato di esperti dell'Fda ha votato con uno stretto margine, 17 voti contro 15, per il ritorno sul mercato del medicinale, con l'aggiunta però di nuove restrizioni su dosi e durata della terapia, e ha sollecitato cautele aggiuntive e limiti alla pubblicità per farmaci analoghi come Celebrex e Bextra della Pfizer. Ora si attende di vedere se la Fda avallerà queste raccomandazioni.

In Europa, l'Agenzia del farmaco (Emea), dopo due anni di discussioni iniziate quando comparvero i primi studi allarmanti su questi antinfiammatori chiamati Coxib, all'inizio del 2004 decise di inserire nei foglietti illustrativi precauzioni che più di recente sono diventate chiare controindicazioni per chi è a rischio di infarto e ictus. L'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha accolto questa decisione. «La vera domanda che non si è fatta in questi giorni è come mai è l'industria che ritira il farmaco, come è accaduto anche per la cerivastatina della Bayer, e non le agenzie regolatorie. Una distrazione oppure è il sistema che non funziona ?» si chiede Garattini, che ha fatto parte dell'Emea per sette anni. «Chi approva i farmaci non è nelle migliori condizioni per decidere di ritirarli. È una specie di conflitto di interessi psicologico: si cerca sempre di trovare una soluzione che non sia estrema, come correggere i foglietti illustrativi».
Alla fine, queste restano iniziative formali, una specie di alibi: noi ve l'abbiamo detto, se poi voi non leggete...

Secondo Garattini, è necessario creare un organismo di controllo sui farmaci super partes, più attento ai danni, che vigili e che quando cominciano ad accumularsi dati preoccupanti ne dia informazione ai medici e al pubblico.
Un organismo analogo a quello che, dopo gli ultimi scandali, si vuole organizzare negli Stati Uniti, il Drug safety oversight board. Questa mossa servirebbe anche a correggere un'altra anomalia: l'Emea, che deve tutelare la salute di milioni di persone in Europa, dipende dalla direzione Industria e non da quella della Sanità.
«Il sospetto è che prevalgano i desiderata dell'industria nelle decisioni prese sui farmaci. Che tra l'altro non devono essere neppure motivate pubblicamente. Le ragioni di chi vota restano segrete».

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CRONACA DI UN DISASTRO


2000
Uno studio registra un incremento di 5 volte di incidenza di infarto nei pazienti trattati con rofecoxib (Vioxx) rispetto al gruppo trattato con naprossene.

2001
In una metanalisi che valuta il rischio di eventi cardiovascolari con i Coxib, gli autori concludono: «Prescriverli con cautela a pazienti a rischio cardiovascolare».

2002
Le autorità sanitarie francesi chiedono all'Emea di riconsiderare il profilo rischio/beneficio dei Coxib per sicurezza cardiovascolare, gastrointestinale, reazioni cutanee e ipersensibilità gravi.

2003
L'Emea riconosce l'efficacia ma chiede modifiche sostanziali al foglietto illustrativo di tutti i Coxib.

2004
Uno studio mostra che, alla dose di 25 mg/giorno di rofecoxib (Vioxx), raddoppiano infarti e ictus. A settembre, la Merck ritira il Vioxx dal commercio. Si stima che i decessi siano stati tra 88 mila e 140 mila.
La domanda da cui partire è: come si è arrivati al punto in cui è difficile anche solo riuscire a districare gli interessi dei pazienti da quelli dell'industria farmaceutica ? Un'accusa esplicita è formulata da Marcia Angell, medico, a lungo direttore del New England Journal of Medicine, la più autorevole rivista al mondo di medicina, che dopo aver dato l'addio a quel mondo ha vuotato il sacco sui cambiamenti cui ha assistito nel corso degli anni: l'industria farmaceutica «negli ultimi due decenni si è allontanata di molto dal suo scopo nobile originario di scoprire e produrre nuovi farmaci utili» e si è invece trasformata «in una macchina di marketing per vendere farmaci di dubbia efficacia». Parole dure. Ma Angell va avanti.

Dr. Graham, associate director for the Office of Drug Safety and a 20-year FDA veteran, launched a study of Vioxx® in 2001. His team included researchers from California-based Kaiser Permanente and the Vanderbilt University School of Medicine in Nashville, TN. They analyzed data from 1.4 million people in California who had taken Vioxx® between 1999 and 2004.

At a Senate Finance Committee on Nov. 18, government drug reviewer Dr. David Graham said FDA's handling of Merck & Co Inc.'s withdrawn painkiller Vioxx, is a 'profound regulatory failure' by an agency 'incapable of protecting America' from another dangerous drug. Kevin Lamarque / Reuters

Graham told the committee that research indicated that Vioxx caused up to 160,000 heart attacks and strokes. It was responsible for an additional 27,785 deaths from heart ailments from 1999 to 2003, he concluded.

VIOXX POTREBBE AVER CAUSATO 27.000 CASI di INFARTO - Cardiologia
http://italiasalute.leonardo.it/News.asp?ID=6445
Uno studio condotto dalla Food and Drug Administration statunitense ha portato alla conclusione che il Vioxx, il farmaco antinfiammatorio di cui l'azienda produttrice Merck ha chiesto il ritiro, potrebbe aver favorito circa 27.000 casi di infarto e morte cardiaca improvvisa. Lo studio, a cui hanno partecipato studiosi della Vanderbilt University (Tennessee) e di Kaiser Permanente, una grande organizzazione americana per la tutela della salute, è stato coordinato da David Graham, dell'Ufficio per la sicurezza dei farmaci della Fda.
Si tratta di un duro colpo per la multinazionale farmaceutica, anche perché nel frattempo noti studi legali americani già promuovono, a suon di banner su internet, la causa legale e non si tratta di un caso che a diffondere le stime dell'autorità di controllo americana sia stato il Wall Street Journal e non una rivista medica.

Al di là della retorica che vuole i colossi dell'industria dei farmaci impegnati in ricerche innovative per portare a milioni di pazienti cure sempre più efficaci, i numeri dicono altro: gli investimenti in ricerca e sviluppo rappresentano una voce piccola nel fatturato delle imprese, mai più del 20 per cento, spesso assai meno, anche se le cifre esatte non vengono di solito rivelate. Le spese per la promozione dei farmaci variano invece tra il 20 e il 40 per cento del fatturato annuo delle industrie.

Quello dell'industria farmaceutica è un settore in cui bisogna inventare di continuo e, secondo Philippe Pignard, che ha lavorato per 17 anni nei laboratori farmaceutici in Francia, il ritmo di innovazione è rallentato.
La maggioranza delle medicine immesse sul mercato sono cosiddette «me too», cioè farmaci fotocopia prodotti dalle varie industrie che introducono solo piccole variazioni.
Le grandi fusioni degli ultimi tempi tra gruppi sono una risposta alla crisi. Secondo Garattini hanno influito sull'originalità della ricerca: «Viene fatta solo in pochi centri, si concentra su poche aree con grande mercato da cui ci si aspetta un forte ritorno».
Malattie rare o comuni che riguardano i paesi poveri sono a questo punto escluse.

Si difende dalle critiche («Anche se non mi sento un imputato» precisa) il presidente della Farmindustria Federico Nazzari: «La ricerca nel nostro settore è costosa, rischiosa, e ha tempi molto lunghi. E faccio notare che è per il 90 per cento finanziata dalle vendite».

Solo una molecola su 10 mila di quelle ritenute potenzialmente utili arriva sul mercato.
Per portarcela, servono in genere una decina d'anni e 800 milioni di dollari di investimento. Angell sottolinea però che gli investimenti dell'industria, negli Usa, riguardano in genere le fasi finali della sperimentazione: spesso la ricerca sui farmaci veramente innovativi è finanziata quasi per intero con fondi pubblici.

In mancanza di scoperte rivoluzionarie in laboratorio, le multinazionali finiscono per cercare profitti sicuri in aree di mercato collaudate. Una strategia resa possibile dalle regole in vigore per l'approvazione dei farmaci.
«Nella maggior parte dei paesi, per entrare in commercio una medicina deve dimostrare non di essere migliore delle vecchie, ma di non essere peggiore» spiega Nicola Magrini, direttore del Ceveas, il Centro per la valutazione dell'efficacia dell'assistenza sanitaria. Molti dei nuovi antibiotici messi in commercio non si sono dovuti dimostrare superiori ma semplicemente pari o non inferiori ai vecchi.
Lo stesso è stato per i Coxib ora sotto accusa: «Non si era neppure certi della loro minore gastrolesività e c'erano dubbi sui rischi d'infarto» sottolinea l'epidemiologo Maurizio Bonati.
 


La Vaccinazione e' la
Mutilazione Rituale del Sistema Immunitario degli esseri viventi
GRAVI PERICOLI da VACCINI e FARMACI   +   
Corruzione e sistemi sanitari nel mondo: vedi http://www.epicentro.iss.it/focus/globale/globalcorrupt.asp
Campaign Against Fraudulent Medical Research  (Campagna contro le frodi nelle ricerche Mediche
 

 

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