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"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


GIUSEPPE FLAVIO
(Storico Romano)
 

Giuseppe Flavio - vedi: GESU' il NAZARENO, non di Nazareth

"Un posto particolare tra le fonti non del Vangelo (Bibbia), merita lo storico giudeo-romano Giuseppe Flavio (ca. 37-103). Un passo della sua Antichità giudaiche che compare nei vari manoscritti in greco pervenutici, parla non solo della crocifissione ma dà per certa anche la resurrezione:
  ... quando Pilato, per denunzia degli uomini notabili fra noi, lo punì di croce, non cessarono coloro che da principio lo avevano amato. Egli infatti apparve loro al terzo giorno nuovamente vivo, avendo già annunziato i divini profeti queste e migliaia d'altre meraviglie riguardo a lui. (Ant. XVIII, 63-64)

Il passo in questione (noto come Testimonium flavianum) è stato considerato con grande sospetto dagli storici, vista la descrizione decisamente a favore della divinità del cristo, poco credibile in un autore giudeo e si è parlato pertanto di indebite interpolazioni.

La recente (1971) scoperta di una Storia universale in lingua araba scritta in Siria nel X secolo dal vescovo e storico cristiano Agapio di Ierapoli riporta letteralmente il passo di Giuseppe Flavio su cristo in una versione che pare da ritenersi più fedele all'originale. Afferma dunque Agapio che:

Similmente dice Giuseppe [Flavio] l'ebreo, poiché egli racconta nei trattati che ha scritto sul governo dei Giudei: "Ci fu verso quel tempo un uomo saggio che era chiamato Gesù, che dimostrava una buona condotta di vita ed era considerato virtuoso (o dotto), e aveva come allievi molta gente dei Giudei e degli altri popoli. Pilato lo condannò alla crocifissione e alla morte, ma coloro che erano stati suoi discepoli non rinunciarono al suo discepolato (o dottrina) e raccontarono che egli era loro apparso tre giorni dopo la crocifissione ed era vivo, ed era probabilmente il cristo (messia) del quale i profeti hanno detto meraviglie"

"Flavio Giuseppe (dal latino: Flavius Josephus e dall'ebraico: Joseph ben Matthias) (Gerusalemme, 37 circa - Roma, 100 circa) è stato uno scrittore e storico romano di origine ebrea; scrisse le sue opere in greco.


Il Gesu' della storia
 "..La conclusione essenziale fu che il Gesu' della storia in alcun modo può essere ritenuto uguale o coesistente al Gesu' della fede. Infatti, il Gesu' della storia è stato trasformato nel Gesu' della fede da persone semplici, al meglio; da ingannatori, al peggio. Insieme a questo recupero del vero Gesu' della storia, la "Vecchia Questione" porta con sè l'implicito assunto che  la teologia della Chiesa dovrebbe cambiare per correggere se stessa, alla  luce delle nuove rivelazioni storiche. La fede in Cristo, passata attraverso tutte le età, nella Chiesa è stata costruita su un'impropria conoscenza storica. Alla luce di ciò, io credo che essa dovrebbe ora cambiare.."
Tratto da: "A Survey of Historical Jesus Studies: from Reimarus to Wright", di  Michael Burer

Mauro Biglino: “La Bibbia non è un libro sacro”

 

Biografia di Giuseppe Flavio
Nacque in una nobile famiglia sacerdotale ed ebbe una educazione con un forte influsso della cultura greca e latina. In gioventù assunse posizioni vicine al movimento dei farisei, molto osservante della Torah, ma ostile ai nazionalisti ebrei ed in particolare agli Zeloti. Nel 64 si recò a Roma e rimane impressionato dalla potenza militare e del livello di vita dei romani. Durante la rivolta contro Roma, iniziata nel 66, fu governatore militare ribelle della Galilea. Quando i ribelli della Galilea si resero conto di non essere in grado di vincere le forze superiori dei romani, decisero di suicidarsi in massa. Giuseppe convinse gli altri dell'immoralità del suicidio e alla opportunità che a turno si perdesse la vita per mano dei compagni; con uno stratagemma riguardante l'ordine delle successive morti fece poi in modo di rimanere l'ultima persona viva del suo gruppo di combattenti e, invece di uccidersi, si consegnò ai romani. Durante l'incontro con il comandante militare romano Tito Flavio Vespasiano, Giuseppe gli predisse che sarebbe diventato imperatore, e Vespasiano gli risparmiò la vita. Alla famiglia di Vespasiano Giuseppe rimase in seguito legato e cambiò il suo nome in Giuseppe Flavio.

Opere scritte.
Guerra giudaica
Giuseppe venne usato dai romani a fini propagandistici, per convincere i ribelli ad arrendersi. Trascorse il resto della sua vita a Roma, scrivendo opere che avevano un carattere filo-romano, ma che spiegavano ai lettori anche la storia e le credenze degli ebrei. Nella Guerra Giudaica, che rappresenta la principale fonte storica per gli eventi relativi alla guerra contro Roma, egli sostenne che la rivolta era opera di una piccola banda di Zeloti e non, come generalmente si riteneva, una insurrezione popolare.
Descrisse anche gli ultimi giorni della fortezza ebraica di Masada, dove la maggior parte di coloro che la stavano difendendo si suicidò.

Antichità giudaiche
Nelle Antichità giudaiche vi sono dei rapidi accenni a Gesù (il cosiddetto Testimonium Flavianum). Benché questi accenni siano ora considerati da alcuni storici, tra cui E.Schürer [1] e H. Chadwick[2], in tutto o in parte, delle interpolazioni cristiane, essi garantirono in ogni caso la conservazione del testo greco di Giuseppe da parte della Chiesa cristiana.
Questi scritti sono estremamente importanti dal punto di vista storico, poiché contengono preziose notizie relative ai movimenti religiosi del giudaismo ortodosso come gli Esseni, i Farisei, gli Zeloti, ecc.

Altre opere minori
Nei due libri Contro Apione, un grammatico alessandrino che aveva scritto contro gli ebrei, riprese i motivi tradizionali dell'apologetica giudaica sull'antichità e sulla superiorità degli ebrei rispetto ai greci. Giuseppe scrisse anche un'Autobiografia nella quale difendeva la sua reputazione dai correligionari ebrei, che lo considerarono un traditore.

Mentre gran parte degli ebrei contemporanei considerarono Giuseppe Flavio traditore e apostata, taluni ritengono che egli, in un periodo nel quale le forze esterne minacciavano la totale distruzione del monoteismo ebraico, abbia perseguito con lucidità il fine della sua conservazione al prezzo di compromessi con il mondo vincente alessandrino/romano.

La citazione è tratta dal libro di  Vittorio Messori ''Ipotesi su Gesù''  pag. 197…..''FORSE si tratta del messia.................''
ovvero anch'egli è stato costretto al ''forse'' dubitativo...

Premesso che un ebreo ortodosso com'era e come restò Giuseppe Flavio fino alla morte non avrebbe mai potuto riconoscere e non riconobbe mai  il "cristo", il  TF è messo in modo ridicolo in un contesto fuori luogo.
Infatti il passo citato è messo in un  capitolo dove nel paragrafo prima e in quello dopo,  l'autore sta parlando delle disgrazie di Gerusalemme.
E' come se su un capitolo di ricette per il risotto l'autore scrivesse  tra 2 ricette come si cambiano le suole delle scarpe.

Che il TF sia un falso è ormai accettato da tutti soprattutto perché se lo si accetta come testimonianza, allora per par condicio si deve accettare anche l'altro passo in cui GF dice che Giacomo il minore era ''FRATELLO'' di Gesù , e quindi con questa dichiarazione smonta del tutto il cristianesimo:
"Anano [.] convocò il sinedrio a giudizio e vi condusse il fratello di Gesù, detto il cristo, di nome Giacomo, e alcuni altri, accusandoli di trasgressione della legge e condannandoli alla lapidazione"
(Ant. Giud.  XX, 200).

Peraltro la smentita più autorevole sul TF viene, oltre che da autorevoli fonti che non lo conoscono affatto come Crisostomo, Fozio, Giustino o Clemente Alessandrino che lo avrebbero senz'altro utilizzato per le loro confutazioni, proprio da Origene il quale nel Contra Celsum cap. I,47 scrive ''Giuseppe Flavio sebbene non credesse a  Gesù come il cristo,.......''  nonchè un'altra volta ribadisce "per vendicare Giacomo il giusto che era FRATELLO  di Gesù detto il cristo''
Tratto da it.cultura.religoni

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