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GUIDA  alla  SALUTE con la Natura

"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


MEMI ed Engrams 

Lo Spirito crea attraverso il Verbo che si manifesta attraverso il Suono = Linguaggio

E' INDISPENSABILE per stare sempre BENE e' l'assunzione quotidiana, per certi periodi, di acqua Basica a pH min. di 7,35 > 11 (almeno 1,5 lt)
Le bevande troppo saline e/o le bevande industriali, non vanno bevute giornalmente e/o spesso, anche e per le loro forti acidita', in quanto influiscono sull'alterazione dei giusti valori di pH dell'acqua del corpo.

L'acidosi e' la base fisiologica del Cancro sulla quale scende lo stress del Conflitto Spirituale Irrisolto,
che ne e' la Causa primaria attivando il Tumore nell'organo bersaglio dell'archetipo conflittuale.
Cancro = Combattere l'acidita' per sconfiggerlo - Le ultime ricerche
Universo Intelligente + Universo Elettrico + SOVRANITA' INDIVIDUALE (Dichiarazione)
 

I MEMI 
La Memetica è una nuova scienza ed è la scienza dei Memi, il vero, invisibile DNA della società dell'informazione.
La Memetica fu introdotta da Richard Dawkins, nel suo bestseller The Selfish Gene - 1976 (trad. italiana: Il Gene Egoista, Zanichelli, 1982). A partire dalla pubblicazione, di quei libri, si è sviluppata questa disciplina che si basa sull'applicazione dell'algoritmo evolutivo darwiniano.

vedi:  Corpo di Dolore + CONFLITTI SPIRITUALI IRRISOLTI + STRESS  = MALATTIA + PsicoNeuroEndocrinoImmunologia

Virus della mente tradotto in sette lingue, cult book statunitense, è l'avvincente viaggio nel mondo della memetica di un eclettico e geniale autore: Richard Brodie, assistente personale di Bill Gates negli anni della folgorante ascesa di Microsoft, poi divenuto uno straordinario, ironico e accattivante comunicatore e studioso di memetica.
La memetica è una disciplina che si inscrive all'interno degli studi sul "contagio sociale". Essa ci permette di analizzare ogni tipo di pratica sociale da un nuovo punto di vista, ciò attraverso l'attività di replicazione e diffusione da parte del sistema imperante dei memi all'interno della società, per cercare di condizionare gli umani.....

I "memi" su applicati, cioe' messi in pratica nella vita quotidiana, siccome contengono errori ben precisi (comportamentali), producendo "dolore" = immagini mentali e quindi divengono quasi immediatamente (quando vissuti) degli "engrams", nella mente di coloro che li accettano cosi' come sono inviati dalla scuola, universita', mass media, radio TV, films, propaganda, ecc.

ENGRAMS (circuiti mentali errati che bloccano la mente in situazioni di dolore e di incapacita' all'azione della soluzione del problema; sono veri e propri virus della mente)
Quale autore e webmaster di questo Portale (non sono Scientologo) li chiamo anch'io cosi', anche se il nome deriva da una parola coniata ed utilizzata dalla Chiesa di Scientology

La mente reattiva (parte della mente non razionale) non immagazzina ricordi così come noi li conosciamo. Immagazzina particolari tipi d’immagini mentali, detti engram.
Questi ultimi sono registrazioni accurate fin nel minimo dettaglio, di ogni percezione presente in un momento di parziale o totale “incoscienza”.
Ecco un esempio di engram: una donna riceve uno schiaffo e cade a terra “inconscia”. Viene presa a calci su un fianco, le viene detto che è una bugiarda, che è una buona a nulla, che è volubile. Nel frattempo cade una sedia, c’è un rubinetto che perde in cucina e un’auto passa in strada.
L’engram contiene una registrazione senza interruzioni di tutte queste percezioni.
Questa la definizione che Dianetica - Chiesa di Scientology fornisce e che noi accettiamo come utile, per capire e diffondere i vari meccanismi della mente...che alle volte mente.... - vedi Cervello
Possono essere eliminati con particolari tecniche di autiting-confessione effettuati in stato di rilassamento.

Commento NdR: esempio_ "i vaccini fanno bene" - "le Vaccinazioni salvano dalle malattie" sono MEMI pericolosissimi perche'  i Vaccini iniettano nel corpo sostanze tossiche che creano immunodepressioni e mutazioni genetiche piu' o meno occulte, a TUTTI i vaccinati, e generano il mercato dei malati attraverso il Terrorismo PsicoMediatico.

Promemoria:
Tutti gli organi che ci compongono, (cervello, ghiandole endocrine, muscoli, ecc., sono formati da tessuti (anche il sangue e’ un tessuto liquido) e quindi da cellule, che debbono essere nutrite con sostanze vitali e nobili.
Quindi e' dall'alimentazione, in particolar modo il Crudismo e dalla eventuale supplementazione di ossigeno, di minerali  e vitamine, enzimi e flora batterica, che occorre iniziare il riordino dalla malattia od il mantenimento della perfetta salute.
Ma contemporaneamente occorre lavorare su di se con attenzione ai propri comportamenti Etici ed ai propri "engrams" (errori, conflitti spirituali anche dovuti alla disinformazione acquisita) e da quei "fatti ed esperienze di dolore e quindi molto emotivi" memorizzati del passato piu' o meno remoto, nella mente,  questo per eliminare l'emotivita' in essi racchiusa ed il conseguente corpo di dolore, che impedisce di vivere le situazioni simili in modo leggero e non intenso od addirittura molto sofferto e/o bloccato.... e per fare cio' la tecnica della "confessione" (non quella dei religiosi cattolici) e' molto utile......


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Paure ? Scienziati scoprono come cancellarle – 23 Set. 2012
Le memorie emozionali recenti, come per esempio la paura, possono essere cancellate dal cervello. Un possibile concreto aiuto a chi soffre di fobie, attacchi di panico e stress post-traumatico
Pubblicato su Science è un fantascientifico studio che suggerisce come sia possibile cancellare dal cervello le memorie emozionali recenti come la paura. Una scoperta che potrebbe rappresentare un decisivo passo avanti nella comprensione dei meccanismi sottesi alla memoria e le emozioni.
Thomas Ågren, dottorando presso il Dipartimento di Psicologia dell’Università di Uppsala, ha dimostrato in un esperimento come sia possibile cancellare dal cervello le memorie emozionali di nuova formazione. Sotto la supervisione dei professori Mats Fredrikson e Tomas Furmark, il ricercatore si è basato sull’idea che quando si sperimenta o si impara qualcosa di nuovo si attivano delle proteine che vanno a promuovere un processo di consolidamento che, a sua volta, serve per creare la memoria a lungo termine.
Quando cerchiamo di ricordare questo qualcosa, la memoria diviene per un po’ instabile, tuttavia un altro processo di consolidamento la ristabilizza.
Il richiamo successivo di questo ricordo diventa così non il risultato di ciò che è realmente accaduto ma, piuttosto, il ricordo di ciò che abbiamo rammentato l’ultima volta che vi abbiamo pensato.
Il segreto dunque sta proprio qui: interrompendo il processo di riconsolidamento che segue l’atto di ricordare si sarebbe in grado di influenzare il contenuto della memoria.
Per verificare se e come fosse possibile interrompere questo processo di riconsolidamento i ricercatori hanno reclutato un gruppo di volontari che sono stati sottoposti a una serie di esperimenti.
Nel primo esperimento gli autori hanno mostrato ai partecipanti un’immagine neutra accompagnata in contemporanea da una scossa elettrica. Questo abbinamento ha permesso di provocare paura nei partecipanti e, al tempo, di creare un ricordo pauroso.
La seconda fase prevedeva l’attivazione di questo ricordo emozionale di paura. Ciò è stato fatto mostrando di nuovo l’immagine, senza tuttavia l’accompagnamento della scossa. La ripresentazione più volte della stessa immagine, senza la scossa, ha permesso di interrompere il processo di riconsolidamento della memoria in metà dei partecipanti. L’altra metà dei partecipanti invece ha potuto completare il processo di riconsolidamento poiché si è dato loro il tempo che questo avvenisse prima di mostrare nuovamente l’immagine.
I risultati finali hanno permesso ad Ågren di scoprire che nel gruppo cui era stato interrotto il processo di riconsolidamento si era interrotta anche l’associazione paura/immagine, ossia vedendo l’immagine che in un primo momento evocava la paura, dopo non accadeva più e l’immagine, per le sue caratteristiche di neutralità, restava ciò che era senza provocare paura. La stessa memoria, per così dire, restava neutra.
Le reazioni misurate nel gruppo che non mostrava più paura sono state supportate da scansioni a risonanza magnetica (MRs) che hanno mostrato come la memoria emozionale recente fosse scomparsa dall’area del cervello deputata alla memorizzazione di eventi paurosi: l’amigdala nel lobo temporale.
"Questi risultati possono essere un importante passo avanti nella ricerca sulla memoria e la paura. Infine le nuove scoperte potrebbero portare a migliori metodi di trattamento per i milioni di persone nel mondo che soffrono di problemi di ansia come le fobie, lo stress post-traumatico, gli attacchi di panico", conclude Ågren.
[lm&sdp] – tratto da 3.lastampa.it

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La fabbrica dei memi
Sono particelle di trasmissione culturale: creano mode e precisano strategie. La loro diffusione determina il successo di alcune idee. E non di altre...

Vi è mai capitato di essere in balìa dei vostri pensieri ? Di essere campo aperto per scorribande di idee, flash mentali, inezie e divagazioni di ogni genere che vi tempestano le sinapsi inducendole a lavorare senza un effettivo vantaggio per voi ?
Certo che vi è capitato, come a tutti. E di non riuscire a fermare questo flusso che si autoalimenta, che si infittisce razziando tra tutto quello che durante la giornata vi ha bombardato la vista e l'udito ?
Magari sono cose senza senso, immagini e parole captate senza prestar loro alcuna reale importanza, ma che poi si riaffacciano, tentano di sopravvivere, di assumere un ruolo, una vita più duratura nella mente ?
Soltanto per avere la possibilità prima di insediarsi in voi, poi di farsi comunicare, di duplicarsi, attraverso la vostra voce o il vostro comportamento, un gesto, una ripetizione, un atto che le faccia riemergere in superficie, che le pubblicizzi, che offra loro l'opportunità di espandersi, propagarsi, contagiare gli altri ?
Ebbene, in questi casi avete la diretta percezione di essere infestati dai "memi", o meglio: da virus della mente che tentano di catturare la vostra attenzione, polarizzandola su di loro, insistentemente, per utilizzarvi come veicoli di trasmissione, casse di risonanza e "untori" verbali a esclusivo vantaggio della loro replicazione in ulteriori "nidi" mentali.
Ma cosa sono questi memi ?
Pensate al Dna, al codice genetico custodito in ogni nostra cellula, la ricetta fondamentale della vita che ha consentito la nostra "fabbricazione" biologica: ecco, il meme non sarebbe altro che l'unità di informazione culturale e mentale analoga al gene che, in milioni di esemplari in continua ricombinazione, costituirebbe la nostra mente, durante il percorso esistenziale che affrontiamo giorno per giorno, anno dopo anno. I memi formerebbero una specie di doppia elica fatta di pura informazione in perfetto stile "digitale", ovvero una catena di istruzioni per attuare comportamenti, per prendere decisioni, per esprimere convinzioni e credenze, per formulare opinioni, per seguire mode e perfezionare strategie e ideologie di tutte le fogge.
Insomma, i veri protagonisti della scena, gli attori principali del lungometraggio sociale e culturale su questo pianeta. Un vero e proprio groviglio di "parassiti" che non farebbero altro che scorrazzare tra le teste delle persone, ricche e spiantate, colte e analfabete, giovani e attempate, sotto ogni latitudine e in ogni remoto angolo del globo, perfino tra gli aborigeni sperduti e non ancora contaminati dal contatto con il mondo consumista e ipertecnologizzato.
Il termine se l'è inventato trenta anni fa Richard Dawkins - zoologo britannico strenuo difensore della teoria darwiniana - coniandolo su ispirazione dei termini memoria + mimesis (in greco antico "imitazione") e inserendolo tra le pagine del suo best-seller, Il gene egoista.
Nel saggio del 1976 Dawkins sosteneva come i geni siano i veri fautori dell'evoluzione naturale sul pianeta Terra, molto più di individui e specie, e come la selezione naturale agisca, guarda caso, al loro livello biologico, premiando le configurazioni genetiche che forniscono agli esseri viventi dei tratti particolarmente adatti al contesto ambientale, favorendo così implicitamente la loro corsa senza fine verso l'immortalità.
E il meme in tutto questo discorso fungerebbe da alter ego genetico nel brodo primordiale della cultura. Sì, perché queste particelle senza scopo e senza alcuna volontà antropomorfica, sono istintivamente proiettate verso la sopravvivenza, e farebbero di tutto per invadere una nuova mente proprio attraverso il potere straordinario, così immediato per la nostra specie, dell'imitazione: il desiderio morboso di emulare tutto e tutti, per stare al passo coi tempi, per apparire migliori, per sfruttare idee e comportamenti che negli altri sembrano così vincenti. In tal modo esplodono periodicamente epidemie memetiche di proporzioni globali nei più diversi settori della società: pensate soltanto alle mode estive che imperversano sulle spiagge, non ultima la febbre del Sudoku, che ha tutti i caratteri di un fenomeno squisitamente memetico. E, in pratica, come funziona il meccanismo di diffusione dei memi ?
Perché alcune idee, prodotti, mode si affermano con successo mentre altri non riescono neppure a emergere in superficie? Perché siamo ferocemente contagiati da banalità quotidiane e raramente prestiamo attenzione a fatti e comportamenti che invece potrebbero essere più utili e interessanti ?
Domande senza prezzo, certo, a cui ogni pubblicitario, ogni azienda, vorrebbe oggi rispondere con certezza, con cognizione di causa, ipnotizzando milioni di teste pensanti e sbaragliando ogni tentativo di concorrenza. Ma non crediate che sia poi così difficile rispondervi.
Prima di tutto è importante cambiare prospettiva: accogliere il punto di vista del meme, non pensare più secondo il principio di razionalità, in chiave umana nel preferire qualcosa a qualcos'altro, ma accettare piuttosto il fatto che siamo "pilotati", meglio ancora, infettati da potenti agenti virali, complessi di memi che, uniti per sopravvivere, contagiano le persone senza che queste ne siano effettivamente consapevoli.
Come si misura poi il tasso di infettività di questi memi? Semplice: in base a quanto essi "spingono" sui nostri atavici tasti biologici che ci portiamo emozionalmente e mentalmente dentro sin dalla nascita, esemplari della specie umana cablati da madre natura in un ben determinato modo, malgrado tutta la complessità culturale che oggi ci circonda. Questi pulsanti ce li abbiamo in testa: sesso, potere e sopravvivenza, grandi bacini di attrazione della nostra vita, la fanno da padroni. Ed è proprio lì che nascono e si alimentano le lusinghe dei memi, per far breccia nel cuore e nella mente di ognuno di noi, riuscendovi il più delle volte, da migliaia di anni.
Seguendo dei trucchetti precisi e sempre validi, come calcare sull'unicità e l'originalità - meglio se non troppo innovativa -, sul valore nostalgico, il coinvolgimento emotivo, le associazioni con altre idee ed eventi positivi, sull'empatia e la personificazione del prodotto o servizio immessi sul mercato. Tutte caratteristiche che, se opportunamente ingegnerizzate in chiave memetica, fanno subito percepire l'azione della selezione culturale: un'opera incessante quanto invisibile, che struttura il nostro universo di significato, ricco di innumerevoli tentazioni di consumo quotidiane che, a loro volta, incarnano miriadi di memi pronti a farsi assumere come "credo" di turno o "modo di essere" contemporaneo. Noi siamo i nostri memi e loro stessi ci costituiscono per quello che siamo, in un perfetto gioco simbiotico, analogamente a quello che accade a livello biologico per le combinazioni di triplette presenti sulla doppia elica dell'acido deossiribonucleico.
La "ricetta" è sempre il punto di partenza di un processo che via via produce un effetto irreversibile, l'individuo, fatto di carne e memi, una macchina da riproduzione a duplice livello: fisico e mentale. E i gruppi di memi che guarda caso meglio si diffondono sono sempre quelli che godono di una "collosità" contagiosa di prim'ordine, che scatenano reazioni di imitazione immediata nei gruppi più ristretti, nelle ormai famose "reti sociali": quegli umani "small world" (piccoli mondi) che, grazie ai pochi opinion leader che fungono da super-connettori e primi adottatori di nuove mode, permettono con relative facilità e velocità la propagazione di queste colonie di memi egoisti.
Lo stanno ben capendo le multinazionali di tutto il pianeta che ora, più che mai, cominciano ad affidarsi al passaparola digitale tra amici e conoscenti, piuttosto che continuare a bombardare i potenziali clienti con le classiche, quanto ormai inefficaci e anacronistiche campagne pubblicitarie di massa. Individuare quei pochi leader, sintonizzarsi su di loro per convincerli a ospitare i memi giusti, per diffondere la "buona novella" del loro brand. Facendola passare come gioco o divertente video su Internet, che all'apparenza poco o nulla avrebbe a che fare con esplicite manovre di marketing spinto. Ecco uno dei segreti del marketing memetico.
Un esempio per tutti ? Andatevi a vedere www.subservientchicken.com.
Siamo dunque nell'epoca dei memi. Un'età in cui la nostra vita ha a che fare ogni giorno con l'informazione a ogni livello della realtà, e in cui stiamo sempre più capendo che è lei, appunto l'informazione, a vivere per noi, con noi e in noi. Arredandoci la mente e permettendoci di essere umani, proprio per replicarla senza posa. Anche con il rischio di vedere le tremende conseguenze di memi nocivi per l'umanità all'opera su aerei dirottati e in vagoni delle metropolitane. *Francesco Ianneo (Roma, 1968) è dottore di ricerca in Filosofia con indirizzo epistemologico. Formatore e consulente aziendale, ha appena pubblicato per Castelvecchi Memetica, un libro sulla teoria delle idee contagiose. I suoi attuali interessi professionali analizzano come si innescano le epidemie di acquisto e la propagazione di mode e tendenze, attraverso strategie mirate di marketing virale. È ideatore di un workshop su Teoria e Pratica Memetica rivolto a privati e ad aziende. http://memetica.interfree.it
By Francesco Ianneo - Tratto da: dweb.repubblica.it

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