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GUIDA  alla  SALUTE con la Natura

"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


UNIVERSITA' ha legami con BIG PHARMA
Ricercare significa vedere tutto cio' che gli altri hanno gia' visto, ma pensare cio' che nessuno ha ancora pensato" 
By Szent-Gyorgy

"Compito del ricercatore e' cercare di falsificare quante piu' teorie e' possibile"  By Karl Popper

La descrizione del meccanismo che nel secolo scorso permise ai grossi capitali finanziari di impadronirsi
dell’intero sistema medico americano
  e non solo, attraverso il controllo dell’insegnamento universitario,
i Rockefeller amavano chiamarla filantropia efficiente”, e' qui in questa pagina,  ben descritto.
 

Corruzione e sistemi sanitari nel mondo: vedi http://www.epicentro.iss.it/focus/globale/globalcorrupt.asp
Visionare questi link: http://www.informatori.it/informatori/filepdf/sperimentazioni.pdf
video: http://www.youtube.com/watch?v=DoS02m0OevM


Leggete QUI come gli "Enti" internazionali a "tutela della Salute" (OMS + CDC + FDA, ecc.)
sono chiaramente collusi con l'Industria Farmaceutica


Da settembre 2013, in tutta l’UE (Unione Europea), sul foglietto illustrativo (bugiardino) di determinati medicinali
farà la sua apparizione un triangolo capovolto.
Un contrassegno che segnala a pazienti ed operatori sanitari quei farmaci per i quali i consumatori
sono caldamente invitati a segnalare agli operatori nazionali, eventuali effetti collaterali inattesi.
In gergo tecnico, le medicine sottoposte a monitoraggio addizionale.
Si tratta di tutte le confezioni autorizzate dopo il 1° gennaio 2011 che contengono una nuova sostanza attiva; vaccini o prodotti derivati dal plasma di origine biologica; i medicamenti per i quali sono necessarie determinate informazioni supplementari nella fase successiva alla messa in commercio, o la cui autorizzazione è subordinata al rispetto di determinate condizioni o restrizioni per un impiego sicuro ed efficace.- vedi: PDF del comunicato stampa Commissione Europea

 

I VERI PADRONI della SANITA' nel MONDO
La descrizione del meccanismo che nel secolo scorso permise ai grossi capitali finanziari di impadronirsi dell’intero sistema medico americano  e non solo, attraverso il controllo dell’insegnamento universitario, i Rockefeller amavano chiamarla “filantropia efficiente”, e' qui ben descritto.

La maggior parte delle case farmaceutiche è stata fondata a meta-fine ottocento o primi del novecento. Inizialmente le nazioni trainanti in questo settore furono Svizzera, Germania ed Italia.
Nel novecento il concetto di scoperta scientifica si è fuso con quello di bene di consumo di massa, per cui la aziende farmaceutiche hanno imposto un nuovo modo di fare medicina pratica.

Purtroppo il medico che volesse domandarsi oggi da dove nascano tante di quelle “certezze” che gli vengono contestate .... da chi non si fida più della medicina ufficiale, dovrà risalire di quasi un secolo per trovarne l’origine. D’altronde, è lui stesso ad insegnare che il miglior rimedio contro una malattia non sia la semplice rimozione del sintomo, ma quella della causa stessa.
vedi anche:
http://www.youtube.com/results?search_type=&search_query=cancro+ieri+ed+oggi&aq=f
http://www.youtube.com/results?search_type=&search_query=cancro+e+medicina+naturale&aq=f


UNIVERSITA’, Scuole di medicina: stringere la corda sui conflitti di interesse -
Marzo 2010
Harvard, a Boston in Massachusetts, è stata la prima scuola di medicina che ha richiesto ai professori di dichiarare le loro relazioni finanziarie con l'industria. E' stato il risultato del movimento di 200 studenti di Harvad critici verso l'influenza dell'industria, che hanno denunciato tre professori per non aver informato dei finanziamenti ricevuti in 7 anni per un valore di 4,2 milioni di dollari, per gli 8,6 milioni di dollari per la ricerca e i 3 milioni per la formazione che Harvard ha ricevuto dall'industria nel 2008.  Inoltre, 149 professori avevano legami finanziari con Pfizer e 130 con Merck.
L'AMSA (Associazione degli studenti di medicina degli USA) ha classificato Harvard al grado 'F' [del loro punteggio delle università riguardo alle norme per i conflitti di interesse].
A Sidney, in Australia, un comitato definirà quali relazioni costituiscono conflitto. A Feinberg, Chicago, analizzeranno le relazioni con l'industria di tutti i loro professori. Altre 35 Università dell'Unione Europea stanno elaborando politiche di trasparenza per i centri accademici.
Il lavoro di AMSA è stato decisivo per spingere le Facoltà di Medicina a controllare il Conflitto di interesse nelle scuole e ospedali universitari. Yale, Stanford, Pennsylvania, Vanderbilt e Pittsburgh hanno già adottato politiche concrete e lo stesso sta succedendo in Canada, anche se i livelli di abuso sembrano minori in quel paese.
Fonte: http://www.cmaj.ca/cgi/reprint/182/3/E161


Italy
L'università italiana sta morendo di nepotismo, scarsa selezione nel vagliare il corpo docente, mancanza di incentivi alla produzione scientifica, incapacità di individuare prospettive da seguire da parte di chi ha il compito di governarne l'evoluzione.
L'università italiana non è produttiva né equa, non facilitando la mobilità sociale. Praticamente ogni ministro ha legato il proprio nome a una rivoluzione dell'università, suscitando dibattiti infiniti su ogni comma di legge. Ma un osservatore esterno che guardasse ai risultati invece che ai mille rivoli delle normative non si accorgerebbe di nulla. Ciò che serve è una cosa sola: abbandonare l'illusione di poter controllare tutto dal centro e introdurre invece un sistema di incentivi e disincentivi efficaci.
Proposta di un sistema dove sia nell'interesse stesso degli individui cercare di fare buona ricerca e buona didattica ed evitare comportamenti clientelari. Un sistema in cui ogni ateneo possa fare quello che vuole, ma dove chi sbaglia sia chiamato a pagare. Un sistema che elimini la straordinaria iniquità attuale, in cui le tasse di tutti finanziano l'università gratuita dei più abbienti.
Sintesi tratta dal libro: L'universita' truccata, By Perotti Roberto.

Dato che le aziende farmaceutiche pretendono, come condizione per erogare un finanziamento, di essere capillarmente coinvolte in tutti gli aspetti della ricerca che sponsorizzano, è facile per loro introdurre falsificazioni dirette a far apparire i loro farmaci migliori e più sicuri di quel che sono, anche per mezzo dei medici e/o cattedrattici universitari che per conto Loro, fanno gli studi ed alcune volte le ricerche stesse..

Lauree, Master ed "optional" oggi, non sono altro che prodotti commerciali e le università non sono altro che i moderni centri commerciali della cultura e i professori degli aridi commessi.
Ed è per questo che vale la pena di approfondire i propri studi nelle biblioteche ed attraverso internet.
Il tutto gratis e senza la mediazione di professoroni privi di carisma che si avvitano su se stessi (materie letterarie, filosofiche, mediche, ecc.) o alla meglio sono frutto della corruzione economica (es.: economia e commercio) o peggio ancora del foraggio delle case farmaceutiche (medicina e psichiatria).
Generano masse di "laureati" lobomotizzati per l'indotrinamento accademico, ed il più delle volte non sanno neanche cosa vuol dire passare giornate insieme a Kant, Platone, Cartesio, Pascal e/o a verificare cio' che hanno "imparato" all'Universita'....
Le critiche principali mosse all'istituzione universitaria, riguardano l'obsolescenza di corsi e programmi, la pigrizia agli aggiornamenti ed in certi casi la corruzione del corpo insegnante, e la scarsa motivazione scientifica degli studenti, che si iscrivono solo per ottenere il “titolo” necessario ad accedere alle professioni.

Parlamentari pagati dalle Lobbies ? - Roma Ott. 2013 
L'intervista a un assistente di un Senatore che svelerebbe i traffici illeciti tra parlamentari e Lobbies.
Video dell'intervista: 
http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/390060/roma-parlamentari-pagati-dalle-lobbies.html


vedi anche: CNR e Corruzione + CDC e conflitti di interesse - 1 + CDC e conflitti di interesse - 2 + OMS + FDA + EMEA + Aifa +  Ministero della Sanita' + ISS + Ordini dei medici + Mafia sanitaria + Costituzione ROCKEFELLER SYNDICATE + Comparaggio farmaceutico + Psichiatria e frodi

RICERCA DEVIATA ai MEDICINALI che MANTENGONO la MALATTIA CRONICA.
 INTERVISTA al PREMIO NOBEL per la  MEDICINA: RICHARD J. ROBERTS. - MEDITATE  e CONDIVIDETE !

 Il vincitore del Premio Nobel per la Medicina, Richard J.Roberts, denuncia il modo in cui operano le grandi
industrie farmaceutiche nel sistema capitalistico, anteponendo i benefici economici alla salute e rallentando lo sviluppo scientifico nella cura delle malattie perché guarire non è fruttuoso come la cronicità.

Visionate questo video, parla un'informatore farmaceutico, sul Business dei Farmaci e Vaccini
http://ildocumento.it/farmaci/il-business-farmaceutico-current.html
 

Costituzione Italiana: Art. 28
I funzionari e i dipendenti dello Stato e degli enti pubblici sono direttamente responsabili, secondo le leggi penali, civili e amministrative, degli atti compiuti in violazione di diritti. In tali casi la responsabilità civile si estende allo Stato e agli enti pubblici.

Commento
NdR: questo articolo come altri della Costituzione Italiana sono da sempre trasgrediti e disattesi proprio da coloro che lo rappresentano, specie nella Sanita', Finanza, tutela, commercio, agricoltura, ecc.
Per cui invitiamo i cittadini di questi stati trasgressori, compresi i loro rappresentanti e dirigenti, a DENUNCIARE all'autorita' giudiziaria tutti questi farabutti che trasgrediscono la Costituzione; verra' il momento, il tempo comunque nel quale il Popolo Sovrano, si sollevera' ed arrestera' tutti questi "soggetti" che compiono questi misfatti, sulla pelle del Popolo reso suddito... !

Video da visionare per comprendere il meccanismo del FURTO dei nostri beni da parte di questi CRIMINALI a livello mondiale !

 

Video, parla una biologa:
 

 

vedi anche: Conflitto di interesse + Conflitti di interesse PDF - 1 + Conflitti di interesse PDF - 2 + Conflitti di Interesse, denuncia del Governo Ii - PDF + CDC - 1 + CDC - 2  + FDA + Conflitti di Interesse, business farmaci e vaccini + Conflitti di interesse dell'AIFA
 vedi anche:
ISS + Ministero della salute + EMA  + CNR e Corruzione + Consenso Informato


Commento
NdR:
Oggi sono ben noti i misfatti dell’industria farmaceutica, e sono solo  la punta dell’iceberg, ma nell’articolo non vengono tenuti in nessuna considerazione i GRAVISSIMI MISFATTI  degli enti governativi  Italiani ed esteri, a “Tutela della Salute”;  dove sono stati, e dove sono ancora oggi questi enti che dovrebbero controllare con i loro laboratori, i farmaci ed anche i vaccini…..forse al bar a prendersi un caffe’….? ..e chiudendo tutti  i due occhi su queste azioni Criminali, cio’ significa che sono collusi con i produttori di farmaci e vaccini, ma significa anche che le case farmaceutiche hanno corrotto e/o immesso nei posti di potere di questi enti, i “loro” uomini affinche’ nascondessero e chiudessero i due occhi su questi CRIMINI contro l’Umanita’ …altro che HITLER….quello ERA un BRAVO RAGAZZO in CONFRONTO a QUESTI CRIMINALI di OGGI !

 

La sperimentazione ufficiale dei farmaci e' consentita solo se si seguono le ”regole” dettate  da chi ha commissionato la ricerca (case farmaceutiche) e quindi da chi in mano il potere, politico o economico; il resto sono solo illusioni.
E' la societa', che, tramite i politici e le eventuali apposite leggi, “dovrebbe tutelare” le menti piu' fertili, consentendo loro di sperimentare in liberta' le loro idee senza che scappino all’estero….
Al contrario essa oggi, con la scusa di tutelare i cittadini ritenuti solo dei poveri ignoranti, tutela solo gli interessi dei potenti, a danno dei malati e dei “cittadini”..
Del resto, la storia ci insegna come l’atteggiamento paterno dei sovrani e dei pre-Potenti, nei confronti del popolo ignorante, e' stato sempre e solo una scusa per perseguire i propri interessi.
 

Le grandi aziende farmaceutiche incrementano le "collaborazioni" con le università......
Alcuni esempi:
GSK ha dato vita ad un accordo del valore di 25 mln di dollari, che la vedrà supportare per 5 anni la ricerca dell'Università di Harvard sulle cellule staminali per la cura di malattie cardiache e del cancro;
AstraZeneca collaborerà con la Columbia University per la ricerca di nuovi medicinali per le malattie metaboliche;
Pfizer impiegherà 14 mln di dollari per partnership di ricerca sul diabete con 4 università.

Recensione/presentazione del suo libro "La verità sulle case farmaceutiche" (Truth About The drug Companies).
Recentemente il senatore repubblicano Charles Grassley, membro della commissione Finanze del Senato USA, ha avviato una indagine finanziaria sui legami tra l'industria farmaceutica, i medici ed il mondo accademico, che in gran parte influiscono sul prezzo di mercato dei farmaci da prescrizione.
Egli non ha avuto molte difficoltà a trovare riscontri.

Prendiamo il caso del Dr. Joseph L. Biederman, professore di psichiatria presso la Harvard Medical School e direttore dell'Istituto di Psicofarmacologia pediatrica presso il Massachusetts General Hospital di Harvard. A lui si deve in larga misura se a bambini di due anni è stata fatta diagnosi di disturbo bipolare" e se sono stati trattati con un potente cocktail di farmaci, molti dei quali mai approvati per tale patologia dalla Food and Drug Administration (FDA) e nessuno dei quali autorizzato per minori di dieci anni.
Legalmente, i medici possono utilizzare per qualsiasi altra indicazione farmaci già approvati per una particolare indicazione, ma tale uso deve essere basato su una buona evidenza scientifica pubblicata. Non sembra proprio che qui ricorra tale ipotesi. Gli studi di Biederman sui farmaci con i quali si propone di trattare il disturbo bipolare nell'infanzia, sono stati - così il New York Times sintetizza il giudizio degli esperti interpellati - "tanto modesti e così mediocremente concepiti da
risultare in larga misura inconcludenti."

Nel mese di giugno, il senatore Grassley ha rivelato che le aziende farmaceutiche, compresi i produttori dei farmaci per l'infanzia che B. prescrive per il disturbo bipolare, hanno pagato 1,6 milioni di dollari a Biederman per consulenze e conferenze tra il 2000 e il 2007. Due suoi colleghi hanno ricevuto somme analoghe. Dopo che la cosa è venuta alla luce, il presidente del Massachusetts General Hospital e il presidente della sua sezione medica hanno inviato una lettera ai medici dell'ospedale invitandoli a non aggravare ulteriormente questi casi di macroscopici conflitti di interessi, ma anche ad esprimere la propria solidarietà a chi ne aveva beneficiato: "Sappiamo che si tratta di un momento di incredibile dolore per i medici e le loro famiglie, e il nostro cuore è con loro"!

Altro caso è quello del Dr. Alan F. Schatzberg, titolare della cattedra di psichiatria del dipartimento di Stanford e presidente eletto della American Psychiatric Association. Il senatore Grassley ha scoperto che Schatzberg ha gestito più di 6 milioni di dollari di prodotti nella Corcept Therapeutics, una società che ha collaborato a fondare e che testa il "Mifepristone" - farmaco abortivo altrimenti noto come RU-486 - da lui impiegato per trattare gli stati depressivi. Allo stesso tempo Schatzberg figura quale principale referente in un "Istituto Nazionale di Salute Mentale", che sovvenziona  la ricerca sul Mifepristone per questo impiego, e figura tra gli autori di tre articoli sul tema. In una dichiarazione rilasciata alla fine di giugno, l'ateneo di Stanford dichiarò di non veder nulla di male in questa convenzione, anche se un mese dopo il consiglio universitario annunciò la sostituzione di Schatzberg, quale ricercatore di riferimento, "al fine di eliminare qualsiasi fraintendimento".

Il caso forse più eclatante tra quelli finora esposti dal senatore Grassley è quello del dottor Charles B. Nemeroff, presidente della Emory University-Dipartimento di Psichiatria e, insieme con Schatzberg, coeditore di un rinomato Textbook of Psychopharmacology. Nemeroff è stato il ricercatore di punta, percependo una sovvenzione di 3,95 milioni di dollari in cinque anni dall'Istituto Nazionale di Salute Mentale, 1,35 dei quali destinati alla Emory dalla GlaxoSmithKline a titolo di contributo per lo studio....di diversi farmaci da lei prodotti. Per attenersi ai regolamenti universitari ed alle leggi dello stato, egli era tenuto a comunicare alla Emory quanto percepito da

GlaxoSmithKline, ed a sua volta la Emory doveva informarne, per importi superiori a 10.000 dollari annui, il National Institutes of Health, unitamente all'assicurazione che il risultante conflitto di interessi sarebbe stato eliminato.
Ma il senatore Grassley, confrontando i registri della Emory con i documenti contabili della multinazionale, scoprì che Nemeroff aveva omesso di indicare qualcosa come 500.000 dollari ricevuti da GlaxoSmithKline per decine di conferenze dirette a promuovere i prodotti della società.
Nel giugno 2004 la Emory ha condotto la sua indagine sull'operato di Nemeroff, ed ha riscontrato molteplici violazioni dei suoi regolamenti. Nemeroff ha risposto assicurando la Emory in una nota:

"in considerazione della convenzione National Institutes of Health/Emory/GSK (GlaxoSmithKline), ho già comunicato a GSK (che ne ha già preso buona nota) che limiterò a cifra inferiore ai 10.000 dollari all'anno le mie spettanze per le consulenze fornite". Ma in quell'anno ricevette 171.031 dollari dalla società, nello stesso momento in cui denunciava alla Emory, perché ne desse comunicazione al Nat. Inst. Of Health, un...timido importo di 9.999 dollari, per rimanere sotto alla soglia di 10.000.

Peraltro la Emory è stata destinataria di borse di studio e di altre entrate procurate da Nemeroff, e questo autorizza il sospetto che la sua supervisione lassista sia dipesa dai propri conflitti di interesse. Come riportato da Gardiner Harris sul New York Times, Nemeroff stesso aveva sottolineato i suoi buoni servigi alla Emory in una lettera del 2000 indirizzata al preside della facoltà di medicina, nel corso della quale giustificava così il personale coinvolgimento in una dozzina di accordi per consulenze aziendali......, dicendo:

"Sicuramente lei ricorderà che la Smith-Kline Beecham Pharmaceuticals ha procurato una cattedra importante al dipartimento e che vi è qualche ragionevole probabilità che la Janssen Pharmaceuticals farà altrettanto. Inoltre, la Wyeth-Ayerst Pharmaceuticals ha finanziato un programma di ricerca Career Development Award nel dipartimento, e personalmente ho chiesto sia ad AstraZeneca Pharmaceuticals che alla Bristol-Meyers Squibb di fare altrettanto. Se sarò ricompreso in questo affare, ciò contribuirà a farli decidere per un finanziamento alla nostra facoltà".

Poiché era stato il senatore Grassley a fare il nome di questi psichiatri, a costoro è stata dedicata molta attenzione dalla stampa; ma l'intero mondo della medicina è invaso da analoghi conflitti di interesse. (Per la cronaca il senatore ha rivolto adesso la sua attenzione ai cardiologi). In effetti, la maggior parte dei medici prendono soldi o accettano regali, in un modo o nell'altro, dalle case farmaceutiche. Molti di loro sono pagati in veste di consulenti, o come relatori in congressi sponsorizzati dalle case farmaceutiche, o perché si prestano a mettere il loro nome su lavori scritti dai produttori di farmaci o da loro incaricati, o anche in qualità di apparenti "ricercatori", il cui vero compito spesso consiste semplicemente nell'indirizzare i propri pazienti su un determinato farmaco e nell'informarne la ditta. Sempre più medici beneficiano di pranzi gratuiti e altri di regali veri e propri. Inoltre, le aziende farmaceutiche sovvenzionano i più importanti convegni delle organizzazioni professionali e la maggior parte dei periodici corsi di aggiornamento indispensabili ai medici per mantenere attiva la loro abilitazione all'esercizio della professione.

Nessuno conosce esattamente le cifre complessive pagate dalle ditte farmaceutiche ai medici, ma ritengo, sulla base dei bilanci delle nove più importanti aziende farmaceutiche americane, che si tratti di decine di miliardi di dollari l'anno. Con tali strumenti l'industria farmaceutica ha acquisito il controllo totale sulla valutazione e la prescrizione dei propri prodotti da parte dei medici. Tutto ciò asserve i medici, particolarmente i cattedratici di prestigiose scuole mediche, influenza i risultati della ricerca, la pratica medica e persino la definizione di ciò che costituisce una malattia!

Occorre considerare che gli studi clinici per l'impiego di farmaci vengono testati sull'uomo. Prima che un nuovo farmaco entri in commercio, il produttore deve finanziare studi clinici per dimostrare alla Food and Drug Administration che il farmaco è sicuro ed efficace, solitamente facendo un confronto con un placebo o un "manichino pillola". I risultati di tutte le prove (che possono essere svariate), sono sottoposti alla FDA, e se una o due prove risultano positive - dimostrano cioè efficacia della sostanza senza rilevanti rischi - il farmaco è generalmente autorizzato, anche se tutte le altre prove fossero negative. I farmaci sono autorizzati solo per una specifica indicazione (ad esempio, per trattare il cancro ai polmoni) ed è illegale per le case farmaceutiche commercializzarli per qualsiasi altra indicazione.

Ma i medici possono prescrivere farmaci autorizzati come "off-label", vale a dire, senza riguardo per l'indicazione approvata, di modo che forse la metà di tutte le prescrizioni sono state redatte per indicazioni off-label. Dopo che i farmaci sono sul mercato, le imprese continuano a sponsorizzare studi clinici, a volte per ottenere l'approvazione FDA per ulteriori usi, a volte per dimostrare un vantaggio rispetto ai concorrenti, e spesso solo come pretesto per ottenere che i medici prescrivano questi farmaci ai pazienti. (Tali test sono giustamente chiamati "semina" studi.).

Dal momento che le aziende farmaceutiche non hanno accesso diretto ai pazienti, esse hanno l'esigenza di appoggiare le loro sperimentazioni ad atenei medici, dove i ricercatori ottengono di poter utilizzare, a scopo didattico, pazienti di ospedali e cliniche, o di società private di ricerca  (CROs), che attraverso i medici di base arruolano pazienti. Sebbene le CROs siano di solito più efficienti, i finanziatori preferiscono utilizzare le scuole mediche, sia perché la ricerca condotta da queste è formalmente più quotata, ma soprattutto perché consentono loro di sfruttare la grande influenza di medici ritenuti poter rappresentare l'opinione prevalente o essere considerati "key opinion leaders "(KOLs). Sono queste le persone che scrivono libri e articoli su riviste mediche, redigono le "linee guida", occupano posti importanti nella FDA governativa ed in altri gruppi di consulenza, o in rinomate società professionali, e prendono la parola in innumerevoli riunioni e cene che si svolgono ogni anno per ragguagliare i clinici sui farmaci da prescrivere. L'avere un "KOLs" come il Dr. Biederman sul libro paga vale ogni centesimo speso.

Pochi decenni fa, le scuole mediche non disponevano di estesi rapporti finanziari con l'industria, ed i ricercatori universitari che portavano avanti la ricerca finanziata da case farmaceutiche non avevano altri legami con loro. Ma oggi le università hanno molteplici rapporti con l'industria e si trovano in una posizione morale che li metterebbe in difficoltà se volessero rimproverare alla propria facoltà di comportarsi come loro fanno. Un recente sondaggio ha rilevato che circa i due terzi dei centri medici accademici hanno rilevanti partecipazioni nelle aziende che sponsorizzano la ricerca all'interno della stessa istituzione. Una inchiesta sul settore universitario medico ha scoperto che i due terzi dei cattedratici dovevano il loro incarico alle aziende farmaceutiche e che i tre quinti avevano ricevuto da queste incarichi personali. Nel 1980 le facoltà mediche iniziarono a dettare norme che disciplinano i conflitti d'interesse, ma generalmente queste sono assai variabili, il più delle volte molto permissive ed oggetto di disinvolte forzature.

Dato che le aziende farmaceutiche pretendono, come condizione per erogare un finanziamento, di essere capillarmente coinvolte in tutti gli aspetti della ricerca che sponsorizzano, è facile per loro introdurre falsificazioni dirette a far apparire i loro farmaci migliori e più sicuri di quel che sono.
Prima del 1980 veniva data ai ricercatori universitari una totale autonomia nella conduzione dei lavori, ma ora le case farmaceutiche impiegano spesso i loro dipendenti ed i loro agenti nel progettare gli studi, eseguire i test, scrivere i lavori, e decidere se e in quale forma pubblicare i risultati. Talvolta le facoltà mediche procurano ricercatori che sono poco più che manovali, per cui l'arruolamento di pazienti e la raccolta dei dati seguono le direttive dell'azienda.

In considerazione di un controllo simile e dei conflitti di interesse che permeano la ricerca, non c'è da meravigliarsi che i risultati negativi degli studi sponsorizzati dalle case farmaceutiche (e pubblicati su riviste scientifiche a loro tornaconto), non vengano in gran parte resi noti, mentre la pubblicazione di quelli positivi venga riproposta in altri lavori appena variati nella forma; oppure che quelli negativi vengano presentati come positivi. Per fare un esempio, un controllo su 74 studi clinici relativi ad antidepressivi, ha svelato che 37 su 38 risultati positivi siano stati pubblicati, ma dei 36 dei 37 o sono stati occultati o pubblicati spacciandoli per positivi. Non è poi raro che un documento pubblicato focalizzi l'attenzione sull'effetto secondario che sembra più favorevole.

L'occultamento dei risultati fallimentari emersi da ricerche è oggetto di un coinvolgente libro scritto da Alison's Bass, dal titolo "Effetti collaterali: un accusatore, uno che ha fatto la soffiata ed un bestseller, in una ricerca su antidepressivi". Questa è la storia di come il gigante farmaceutico britannico, la GlaxoSmithKline, abbia sepolto prove che il suo antidepressivo, il Paxil, top nelle vendite, è inefficace e potenzialmente dannoso per i bambini e gli adolescenti. Bass, ex reporter del Boston Globe, descrive il coinvolgimento di tre persone: uno scettico psichiatra universitario, un moralmente indignato esponente del reparto di psichiatria della Brown University (il cui presidente ha ricevuto nel 1998 più di $ 500.000 per consulenze da industrie farmaceutiche, tra le quali la GlaxoSmithKline), e un infaticabile sostituto procuratore generale di New York. Hanno preso posizione contro la GlaxoSmithKline ed il sistema psichiatrico, e alla fine l'hanno avuta vinta contro ogni previsione.

Il libro segue le singole lotte di queste tre persone nel corso di molti anni, culminati con la GlaxoSmithKline obbligata, nel 2004, a transare sulle accuse di frode pagando 2,5 milioni di dollari (una sciocchezza rispetto agli oltre 2.700 milioni di vendite annuali del Paxil). Ha inoltre preannunciato di rendere nota una sintesi di tutti gli studi clinici completati dopo il 27 dicembre 2000. Di ancor maggiore rilievo l'attenzione dedicata alla deliberata e sistematica prassi di occultare i risultati sfavorevoli della ricerca, che mai sarebbe emersa senza un'inchiesta giudiziaria. Uno dei documenti interni della GlaxoSmithKline - precedentemente segreto - recita: "sarebbe commercialmente inaccettabile dichiarare che l'efficacia non è stata dimostrata, in quanto ciò potrebbe compromettere il profilo della paroxetina (Paxil)".

Molti farmaci che si pretende siano efficaci, hanno probabilmente un'efficacia leggermente superiore al placebo, ma non c'è modo di appurarlo, visto che i risultati negativi sono tenuti nascosti. Un indizio è stato individuato sei anni fa da quattro ricercatori che, invocando il Freedom of Information Act, hanno ottenuto dalla FDA relazioni su ogni studio clinico - che prevedesse il confronto-pacebo - presentato per ottenere l'approvazione iniziale dei sei più usati farmaci antidepressivi approvati tra il 1987 e il 1999: Prozac, Paxil , Zoloft, Celexa, Serzone e Effexor. Essi hanno scoperto che, in media, l'80 per cento dei placebo hanno la stessa efficacia di questi farmaci.

La differenza tra farmaco e placebo è stata così piccola che era improbabile che essa potesse rivestire un qualche significato clinico. I risultati sono stati più o meno gli stessi per tutti e sei i farmaci: tutti sono risultati egualmente inefficaci. Ma visto che sono stati pubblicati solo i risultati "favorevoli" e quelli sfavorevoli sono stati....sepolti (in questo caso, all'interno della FDA), il pubblico e la professione medica hanno ritenuto questi farmaci potenti antidepressivi.

Le sperimentazioni cliniche sono influenzate anche tramite criteri di ricerca adottati unicamente allo scopo di produrre risultati favorevoli per gli sponsor. Ad esempio, il farmaco del finanziatore può essere confrontato sì con un altro farmaco, ma somministrato a una dose così bassa che quello del finanziatore appare più potente. Oppure un farmaco destinato a patologie dell'anziano può essere testato sui giovani, in modo che gli effetti collaterali abbiano minori probabilità di manifestarsi. La stessa metodica distorsiva utilizzata normalmente nel confrontare un nuovo farmaco con un placebo viene adottata anche quando il confronto riguarda un farmaco preesistente. In breve, ed è questa la ragione fondamentale per la quale i ricercatori devono essere veramente disinteressati nei confronti dei risultati del loro lavoro, spesso è possibile guidare le sperimentazioni cliniche in modo che diano i risultati che si desiderano.

Più della ricerca, sono i conflitti di interesse ad influire sui dati. Essi determinano inoltre gli indirizzi e gli strumenti ai quali si conforma la medicina praticata, attraverso la loro influenza sulle linee-guida rilasciate da organismi governativi e professionali, e attraverso i loro effetti sulle decisioni FDA.
Alcuni esempi: in un sondaggio effettuato presso duecento esperti che hanno redatto linee guida pratiche, un terzo dei membri della giuria ha riconosciuto di avere interessi finanziari in relazione ai farmaci prescelti. Nel 2004, dopo il National Cholesterol Education Program indetto per riportare drasticamente entro livelli desiderati il colesterolo "cattivo", è stato rivelato che otto dei nove membri che avevano redatto il "manifesto" di indicazioni avevano legami finanziari con i produttori di farmaci per abbassare il colesterolo. Novantacinque tra i 170 nominativi che avevano collaborato a redigere la più recente edizione del "Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali" dell'American Psychiatric Association (DSM), avevano intrattenuto relazioni finanziarie con le aziende farmaceutiche, intercorse peraltro con la totalità di coloro che avevano curato le sezioni dedicate ai sui disturbi dell'umore e la schizofrenia. L'aspetto comunque più allarmante è che molti membri delle commissioni permanenti di esperti che offrono consulenza alla FDA per l'approvazione dei farmaci hanno anche legami finanziari con l'industria farmaceutica.

Negli ultimi anni, le aziende farmaceutiche hanno messo a punto una nuova ed estremamente efficace strategia per espandere i loro fatturati. Invece di propagandare farmaci per il trattamento di malattie, hanno iniziato a propagandare le malattie alle quali adattare i loro farmaci! La strategia è quella di convincere quante più persone possibili (insieme ai loro medici, ovviamente) che le loro condizioni di salute richiedono un lungo periodo di terapia. Talvolta chiamato "malattia del cantastorie", questo è il tema di due nuovi libri. Il primo è di Melody Petersen Meds, del nostro quotidiano: "Come le case farmaceutiche hanno trasformato sé stesse in abili macchine da mercato e preso all'amo l'intera nazione in tema di prescrizione di farmaci"; il secondo di Christopher Lane's: "La timidezza: come la si è fatta diventare una malattia".

Per inventare nuove malattie o ingigantire le preesistenti, le aziende affibbiano loro denominazioni altisonanti attraverso acronimi. Così ora il bruciore di stomaco è diventato "sindrome gastroesofagea da reflusso" o GERD; l'impotenza "disfunzione erettile" o DE; la tensione premestruale "sindrome premestruale" o PMMD e la timidezza è "ansia sociale" (ancora non è stata coniata l'abbreviazione). E' bene notare che queste (supposte) malattie sono impropriamente definite sindromi croniche che colpiscono essenzialmente le persone normali, per cui il mercato è enorme e facilmente ampliato. Ad esempio, un alto dirigente della rete di vendite suggerì ai rappresentanti come incentivare l'acquisto del Neurontin: "Neurontin per il dolore, Neurontin per la monoterapia, Neurontin per i disturbi bipolari, Neurontin per tutto." Sembra che la strategia di marketing del farmaco - ed è stato un notevole successo - sia di convincere gli americani che ci sono solo due tipi di persone: quelle che hanno problemi che richiedono un trattamento farmacologico e quelle che ancora non sanno di averne. Queste strategie sono state ideate nel settore del farmaco, ma non avrebbero potuto affermarsi senza la complicità della classe medica.

Melody Petersen, che era un reporter del New York Times, ha scritto un'ampia, convincente requisitoria contro il settore farmaceutico. Essa stabilisce in dettaglio i vari modi, sia legali che illegali, con i quali le aziende farmaceutiche possono realizzare autentici exploit (vendite annuali di farmaci per oltre un miliardo di dollari) e il ruolo essenziale che svolgono i KOLs. Il suo esempio è soprattutto il Neurontin, che è stato inizialmente approvato solo per una indicazione molto limitata, il trattamento dell'epilessia nell'ipotesi che altri farmaci risultassero inefficaci nel controllo degli attacchi.
Attraverso bustarelle pagate a nomi eccellenti del mondo accademico per poter mettere i loro nomi sugli articoli esaltando il Neurontin per altri usi (malattia bipolare, stress post-traumatico, insonnia, stanchezza delle gambe, vampate di calore, emicrania, tensione da cefalea, e altre ancora), tramite il finanziamento di conferenze nel corso delle quali venissero raccomandati questi utilizzi, la casa farmaceutica è stata in grado di trasformare il farmaco in un "blockbuster", con un fatturato di $ 2,7 miliardi nel 2003.
L'anno seguente, in un caso ampiamente trattato da Petersen per il Times, la Pfizer ha ammesso le proprie responsabilità in ordine alla commercializzazione illegale ed accettato di pagare 430 milioni di dollari per evitare il danno di ulteriori spese comportate da cause penali e civili intentatele. Un sacco di soldi, ma per la Pfizer è stato più o meno come un costo commerciale, e ne è valsa la pena, visto che il Neurontin ha continuato ad essere utilizzato come un tonico per tutti gli usi, generando miliardi di dollari di vendite annuali.

Il libro di Christopher Lane ha messo a fuoco un soggetto più limitato, e cioè il rapido aumento del numero di diagnosi psichiatriche nella popolazione americana e l'uso di psicofarmaci per il loro trattamento. Poiché non vi sono prove oggettive per rilevare la malattia mentale e il confine tra normale e anormale è spesso incerto, la psichiatria costituisce un campo particolarmente fertile per la creazione di nuove malattie o per drammatizzare quelle preesistenti.
I criteri diagnostici sono terreno esclusivo dell'attuale edizione del "Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali", prodotto di un gruppo di psichiatri la maggior parte dei quali, come ho già detto in precedenza, avevano legami finanziari con l'industria farmaceutica. Lane, docente di letteratura alla Northwestern University, traccia l'evoluzione del DSM dal suo timido inizio nel 1952, come modesto prontuario (DSM-I), all'attuale formulazione di 943 pagine (la versione riveduta del DSM - IV), che costituisce l'indiscussa "bibbia" della psichiatria, standard di riferimento per i tribunali, le carceri, le scuole, le imprese di assicurazione, il pronto soccorso, i distretti medici e le strutture mediche di ogni genere.

Data la sua importanza, si potrebbe pensare che il DSM rappresenti l'autorevole distillazione di un ampio corpus di prove scientifiche. Ma Lane, utilizzando documenti inediti degli archivi della American Psychiatric Association e interviste con i suoi rappresentanti di spicco, dimostra che è invece il frutto di tutto un complesso di politica accademica, di ambizione personale, di ideologia, e, cosa forse più grave, dell'influenza dell'industria farmaceutica. Quello di cui difetta il DSM è il rigore scientifico. Lane riporta la dichiarazione di un collaboratore del team del DSM-III: "C'è stata una ricerca sistematica molto scarsa, e gran parte della ricerca che esisteva era realmente un pot-pourri slegato, incoerente, e ambiguo. Penso che la maggioranza di noi ha riconosciuto che la quota di quella buona, solida scienza alla quale ci ispiriamo per prendere le nostre decisioni, sia stata piuttosto modesta".

Lane utilizza la timidezza, come caso di indagine sulla "malattia-del cantastorie" in psichiatria. La timidezza come malattia psichiatrica ha fatto il suo debutto come "fobia sociale" nel DSM-III nel 1980, anche se al tempo veniva descritta come rara. Nel 1994, quando il DSM-IV è stato pubblicato, essa era diventata "ansia sociale", ed oggi si sostiene che sia una malattia estremamente diffusa. Secondo Lane, la GlaxoSmithKline, sperando di aumentare le vendite per il suo antidepressivo, il Paxil, ha deciso di promuovere la sindrome da ansietà sociale a "grave condizione medica".
Nel 1999, la società ha ricevuto l'approvazione FDA a commercializzare il farmaco per il trattamento....dell'ansia sociale. Essa ha lanciato una vasta campagna mediatica per realizzarlo, ricorrendo anche a poster, esposti nelle pensiline degli autobus di tutto il paese, che raffigurano individui in condizioni pietose, con la didascalia "Immagina di essere allergico alla gente ...": aumentando così le vendite. Ecco un'affermazione fatta da Barry Brand, direttore di produzione del prodotto Paxil: "il sogno di ogni venditore è trovare un mercato non capito o sconosciuto e sfruttarlo. Questo è ciò che siamo stati in grado di fare con la sindrome da ansia sociale".

Alcuni dei più grandi blockbuster sono psicofarmaci. La teoria che i disturbi psichiatrici derivino da uno squilibrio biochimico è usata quale giustificazione per il loro uso diffuso, anche se la teoria deve essere ancora dimostrata. I bambini sono obiettivi particolarmente vulnerabili. Forse che i genitori osano dire "No" quando un medico dice loro che un bambino difficile è malato e raccomanda un trattamento farmacologico ?
Oggi ci troviamo nel bel mezzo di una presunta epidemia di malattia bipolare nei bambini (che sembra aver rimpiazzato la sindrome da iperattività e da deficit di attenzione come situazione più pubblicizzata nell'infanzia), con un incremento della diagnosi di quaranta volte dal 1994 al 2003. Questi bambini sono spesso trattati con diversi farmaci off-label, molti dei quali, indipendentemente dalle loro proprietà, sono sedativi, e quasi tutti caratterizzati da effetti indesiderati potenzialmente gravi.

I problemi che ho discusso non si limitano alla psichiatria, anche se in questo campo raggiungono la loro più florida estensione.
Simili conflitti di interesse e pregiudizi riguardano quasi ogni campo della medicina, in particolare quelli che dipendono in larga misura da farmaci o tecniche terapeutiche. E' semplicemente impossibile dare credito a buona parte della ricerca clinica pubblicata, od alle opinioni del medico di fiducia o ad autorevoli linee-guida. Non mi fa certo piacere arrivare a questa conclusione, formatasi gradualmente e con riluttanza nel corso degli oltre vent'anni come direttore del "The New Journal of Medicine".

Un risultato di pregiudizi diffusi è che i medici imparano a praticare una medicina basata su un uso esasperato di farmaci. Anche se cambiamenti negli stili di vita sarebbero più efficaci, i medici ed i loro pazienti spesso sono convinti che vi sia un farmaco per ogni malattia ed ogni insoddisfazione. I medici sono anche portati a credere che i nuovi e più costosi farmaci di marca siano superiori ai vecchi farmaci o a quelli generici, anche se raramente vi è qualche prova in tal senso, visto che gli sponsor non sono soliti confrontare con i loro altri farmaci a dosaggi equivalenti. Inoltre i medici, influenzati da rinomati docenti universitari, imparano a prescrivere farmaci per uso off-label senza prove di efficacia.

E' facile per le aziende farmaceutiche, che sicuramente ne portano grande responsabilità, muoversi a loro agio in una situazione come questa. La maggior parte delle grandi aziende farmaceutiche si sono sobbarcate gli oneri conseguenti a frodi, commercializzazione farmaci off-label, e altri reati.

TAP Pharmaceuticals, per esempio, nel 2001 si è dichiarata colpevole ed ha accettato di pagare 875 milioni di dollari per sistemare il contenzioso penale e civile sorto dalla lesione della legge federale in seguito all'impiego fraudolento del Lupron, un farmaco usato per il trattamento del cancro alla prostata. Oltre a GlaxoSmithKline, Pfizer e TAP, altre case farmaceutiche si sono accollate gli oneri per transare su simili frodi: come Merck, Eli Lilly, e Abbott.
Le ammende, seppure in alcuni casi enormi, sono poca cosa se paragonate ai profitti procurati da tali attività illegali, e quindi non sono niente di più che mezzi dissuasivi. Ancora, quanti sostengono le ragioni dell'industria farmaceutica, sostengono che sta semplicemente cercando di fare realizzare il suo scopo principale, quello di fare gli interessi dei suoi investitori, anche se talvolta va un....po' troppo lontano.

I medici, le università e le organizzazioni professionali non hanno scusanti, avendo una grande colpa verso i pazienti che ripongono fiducia in loro. La missione delle scuole mediche e degli ospedali universitari - e questo giustifica il loro stato di esentasse - è quello di educare le future generazioni di medici, effettuare ricerche importanti per il progresso scientifico e curare i cittadini malati, non quello di allacciare rapporti d'affari con l'industria farmaceutica. Per quanto sia riprovevole la prassi usuale di tante case farmaceutiche, credo che il comportamento di gran parte della professione medica lo sia ancora di più. Le industrie farmaceutiche non sono enti di beneficenza; esse si aspettano un ritorno dal denaro che spendono, ed evidentemente non è per loro indifferente avere utili o meno.

Sarebbero indispensabili riforme così numerose per ripristinare l'integrità della ricerca clinica e della pratica medica, che è impossibile riassumerle in breve. Molti vorrebbero cambiamenti radicali nella legislazione e nell'attività della FDA, compresi gli iter per l'approvazione dei farmaci. Ma vi è anche, ovviamente, la necessità assoluta che la professione medica si affranchi in misura prevalente dai settori economico-finanziari.
Sebbene la collaborazione tra industria farmaceutica ed università possa dare importanti contributi scientifici, di solito questi sono apportati dalla ricerca di base, e non dagli studi clinici, ed anche questa sarebbe discutibile se comportasse l'arricchimento personale dei ricercatori. Gli esponenti delle facoltà universitarie che realizzano studi clinici non devono accettare alcuna somma da parte delle aziende farmaceutiche, eccetto il mero sostegno alla ricerca, e questo sostegno non dovrebbe mai essere subordinato all'accettazione di patti aggiunti, inclusa la pretesa dell'industria farmaceutica di avere il controllo sulla progettazione, l'interpretazione e la pubblicazione dei risultati della ricerca.

Le scuole mediche e gli ospedali universitari dovrebbero applicare rigorosamente tale norma, e non dovrebbero stipulare accordi con le aziende sui cui prodotti membri delle loro facoltà stanno conducendo studi. Infine, di rado esiste una valida ragione per la quale i medici dovrebbero accettare doni da aziende farmaceutiche, anche quelle di piccole dimensioni; anzi dovrebbero provvedere autonomamente a pagarsi le spese dei convegni e dei corsi di aggiornamento.
Dopo tanta sfavorevole pubblicità, università e organizzazioni professionali stanno cominciando a parlare di controllo dei conflitti di interesse, ma finora la risposta è stata tiepida. Essi parlano prevalentemente di "potenziali" conflitti di interesse, come se si trattasse di una mera ipotesi lontana dalla realtà, e per giunta limitatamente alla loro divulgazione e "risoluzione", non già del loro divieto.
In sostanza, sembra che ci sia il desiderio di eliminare solo l'odore di corruzione, mentre si continua a prendere soldi.
Rompendo la dipendenza dall'industria farmaceutica, la classe medica avrà più prerogative sulla designazione di membri di commissioni e su altre importanti funzioni.
Questo rappresenterà la rottura con un modello comportamentale estremamente redditizio. Ma se la professione medica non pone fine a questa corruzione di sua iniziativa, perderà la fiducia del pubblico, e il governo (non solo il senatore Grassley) intensificherà e imporrà una regolamentazione. E nessuno dell'ambiente medico vuole questo.
Testo originale: http://www.nybooks.com/articles/22237 
Tratto da: disinformazione.it

In Italia cosi come in tutte le nazioni del mondo vi sono dei "patti" tra le universita' e gli importanti settori produttivi (particolarmente settore farmaceutico) e quello delle università, centri di ricerca e poli scientifici pubblici e privati.
un esempio in Italia:

Partnership imprese-Università: al via progetto tra Bristol-Myers Squibb e Ateneo di Catania

Roma, 18 ottobre 2012 - Bristol-Myers Squibb e Università di Catania scrivono una nuova pagina nei rapporti tra aziende farmaceutiche e Università: uno specializzando in Farmacologia della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Ateneo catanese integrerà la sua formazione specialistica svolgendo presso l’azienda uno stage sulla Metodologia Clinica.
vedi anche: Conflitto di Interesse

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Se è in gioco il marcio della politica, i mass media, TV, radio e la stampa adorano mettere in prima pagina fatti di tangenti regalate ai vari politici o sulle "pressioni" che molti di essi ricevono... e che facilmente accettano..
Silenzio assoluto dei media invece, quando Big Pharma corrompe, intimida, impone, finanzia ricerca, universita' e campagne di politici, ecc., per ottenere con i suoi lacche' il controllo delle linee guida di Universita', scuole di medicina, politiche statali, dei vari ministeri della salute...
L'industria - sistematicamente depredata dalla finanza che con favolose riserve di contanti - fa regnare, su tutti i protagonisti, un preoccupante controllo delle opinioni e delle ideologie. I fatti di corruzione ordinaria indotta da queste pratiche hanno finito con il corrompere, a tutti i livelli, il contratto sociale relativo alla sanità pubblica. Avendo ormai raggiunto il controllo piu' o meno forte dei mass media nel mondo intero, Big Farma puo' generare con il terrorismo mediatico, quello farmaceutico e sanitario.

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CORRUZIONEBROGLINEPOTISMO…..i BARONI
Sta crescendo l'onda del malcontento che nelle università italiane travolge professori e studenti, impotenti di fronte a sfacciati e frequenti casi di nepotismo che vedono gli atenei gestiti come feudi privati.
Alla Sapienza di Roma il clamore sollevato dalla mancata visita del Papa ha per un po' coperto la notizia dell'iscrizione del rettore Guarini nel registro degli indagati con l'accusa di abuso d'ufficio. Si indaga su un presunto scambio di favori tra il rettore e Leonardo di Paola, docente di Estimo e presidente della società che si è aggiudicata i lavori per la realizzazione dei parcheggi all'università. Ma Di Paola è anche il presidente della commissione che ha promosso la figlia del rettore, Maria Rosaria Guarini, a ricercatrice in Estimo.
A Palermo è dovuto intervenire il Tar per restituire a Maria Rita Gismondo il posto da ordinario che le era stato soffiato da docenti che avevano spacciato per pubblicazioni scientifiche dei semplici atti congressuali. Anche a Bari è dovuto intervenire il Tribunale Amministrativo Regionale affinchè un professore di biochimica ottenesse il laboratorio che gli spettava ma negatogli dall'endocrinologo F. Giorgino. Quest'ultimo era anche indagato dalla procura (insieme al padre) per il concorso da ordinario grazie al quale ha ereditato la direzione del reparto.
Ma lo scandalo non si fermerebbe al settore dell'Università.
Sul sito Ateneopalermitano si legge che "...gli Atenei stanno alla Malauniversità come il Cnr sta alla “Malaricerca”.
L'USI/RDB ha realizzato e presentato al Ministro Mussi un libro bianco che denuncia brogli nei metodi di valutazione per l’avanzamento di carriera ai concorsi interni del Cnr.
Il libro bianco denuncia, tra le altre cose, che i  membri delle Commissioni esaminatrici nel definire i punteggi per i candidati dei concorsi dell'ente attribuiva  punti anche "agli elenchi delle pubblicazioni, quelli che accompagnano i lavori". E sarebbero stati assegnati punteggi -secondo le testimonianze raccolte dall’Usi/RdB- anche alle e-mail che alcuni candidati "con padrino" hanno presentato come titoli, ignorando invece in blocco validi attestati internazionali di altri candidati senza padrino.
Tra i titoli valutati ad un candidato poi risultato vincitore ci sarebbero anche nove lettere di raccomandazione allegate alla domanda di partecipazione al concorso, tra cui una, in particolare, in cui il padrino raccomandante sottolinea, a dimostrazione della validità del candidato, il suo spiccato senso di ospitalità, la generosità e il carattere gioviale mostratigli in occasione di una sua visita in Italia. 
Qualcosa sta cambiando ?
Sono sempre di più le persone che hanno deciso di non restare a guardare. Le nefandezze vengono raccontate alla magistratura ma anche nei blog e le notizie degli scandali corrono molto più velocemente di un tempo: su Ateneopulito, Ateneopalermitano, Università degli orrori, Malauniversitas, Concorsopoli, Il senso della misura... si racconta di raccomandazioni, sprechi, concorsi truccati e truffe.
Tommaso Gastaldi, ricercatore di statistica, nel suo blog Concorsopoli scrive: "Questo è  un luogo di azione, ove se tu invii una segnalazione o "denuncia" seria di malcostume verra' inserita in un vortice e inviata agli amici che operano per il bene. Nelle televisioni, nelle radio, nei giornali e un gran numero di persone e gruppi che lavorano per un mondo migliore". 
Smascheriamo i baroni - Tratto da: studenti.it

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MULTINAZIONALI FARMACEUTICHE: GOVERNI IN TASCA, SALUTE IN VENDITA - Aprile 2000
La Fondazione Robert Wood Johnson (RWJF) è la più ricca fondazione al mondo dedicata alla salute.
La RWJF è l’organo “filantropico” della Johnson & Johnson (J&J), il più gran produttore mondiale di medicine e altri prodotti concernenti la salute. La maggior parte della sua ricchezza viene dalla partecipazione azionaria della J&J.
Nel l992, la fondazione era quotata a più di tre miliardi di dollari USA [6.000 miliardi di lire], di cui più di due miliardi di dollari [4.000 miliardi] in azioni della J&J. Nel l998, essa era quotata a quasi otto miliardi di dollari [16.000 miliardi], di cui più di cinque [10.000 miliardi] in sole azioni della J&J.
In parole povere tutte le istituzioni private e non hanno ricevuto e/o ricevono fondi per la ricerca fasulla, ma confacenti alle linee ideologiche di Big Pharma
Le multinazionali farmaceutiche hanno letteralmente comprato l’evidenza scientifica, la propaganda, i media, i medici, le università, i politici e i giornalisti americani e d’altri Paesi, per avanzare un cinico marketing dei loro prodotti e di controllo politico sanitario.
Migliaia di miliardi di dollari spesi per comprare il consenso alle frodi e le falsita' da loro gestite, e per esagerare o mentire ai popoli d’intere nazioni; ecco perché l’aberrazione sociale e morale pseudo salutista non e’ solo un fenomeno confinato all’America, ma si e' espanso a tutti i Paesi del mondo, Italia compresa.
Diffondere ed informare su queste gravi aggressioni alla nostra salute sono l’unico modo che il cittadino ha per combattere contro forze schiaccianti che s’infiltrano nello stato, e che stabiliscono come noi dobbiamo pensare e comportarci in materia di salute e malattia.

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Mentre negli Stati Uniti e’ uscito "Sicko", il nuovo documentario di Michael Moore contro l'industria farmaceutica americana, un libro di Jacky Law spiega in che modo "Big Pharma" (l'insieme delle multinazionali farmaceutiche) si è progressivamente allontanata dal suo obiettivo primario: la salute e il benessere delle persone.
L'autrice ci svela un sistema nel quale la ricerca dei profitti non coincide più con la tutela della nostra salute, ma con una gigantesca impresa dove il marketing orienta la ricerca scientifica e induce essa stessa il bisogno di farmaci spesso inutili quando non dannosi.
Dove il costo delle medicine cresce senza sosta, mentre diminuiscono i nuovi prodotti immessi sul mercato; dove gli studi scientifici sono manipolati, i ricercatori e le autorità di controllo corrotti od intimiditi.
Tutto questo anche a detrimento di una ricerca orientata verso malattie "meno redditizie" e con la complicità di moltissimi medici a libro paga del mostro "Big Pharma".
Ma Law ci fornisce anche preziose indicazioni per sottrarci a una medicalizazione della società imposta dal mercato e farci riconquistare il controllo sulla nostra salute, non più come passivi consumatori ma come cittadini finalmente responsabili e informati.

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Harvard Medical Students Rebel Against Big Pharma Ties  -  200 Studenti della Havard Medical School si ribellano ai legami delle universita' con Big Pharma  - Essi chiedono la fine dell'influenza di Big Farma nelle scuole di medicina !
Two hundred Harvard Medical School students are confronting the school’s administration, demanding an end to pharmaceutical industry influence in the classroom.
The students worry that pharmaceutical industry scandals in recent years, including criminal convictions, billions of dollars in fines, proof of bias in research and publishing and false marketing claims, have cast a bad light on the medical profession.
The students have criticized Harvard as being less vigilant than other leading medical schools in monitoring potential financial conflicts by faculty members.
Harvard received the lowest possible grade, an “F,” from the American Medical Student Association, a national group that rates how well medical schools monitor and control drug industry money.
The students were joined by Dr. Marcia Angell, a faculty member and former editor in chief of the New England Journal of Medicine, who has vigorously advocated for an end to liaisons between academia and Big Pharma.
Fonte: Alliance for Human Research Protection March 3, 2009

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Ricerche truccate su pressioni degli Sponsor …..
Da: Corriere della Sera: pag. I, II Messaggero: pag. 14 - 14 giugno 2005
Nei laboratori USA il 15% dei ricercatori ha ammesso di aver modificalo i risultati dei propri lavori, di non aver rispettato le regole etiche negli studi clinici, di aver coperto colleghi che utilizzavano dati falsi o proposto interpretazioni non corrette dei dati stessi.
L'indagine e' stata svolta negli Stati Uniti da Health Partners Research Foundation di Minneapolis.
I ricercatori intervistati, il cui lavoro era finanziato dai National Institutes of Health, dichiarano che c'e' tanta competizione e le
pressioni commerciali sono sempre piu' forti.  
http://www.aboutpharma.it/notizia.asp?id=8643


Le case farmaceutiche non sono obbligate a pubblicare TUTTI i risultati delle loro ricerche....- Gen. 2009
«Dalle sperimentazioni risulta che il risultato complessivo della nuova generazione di antidepressivi è sotto la soglia consigliata dei criteri clinicamente significativi», scrivono gli scienziati. Kirsch sottolinea, inoltre, la necessità di cambiare il sistema attuale, che permette alle case farmaceutiche di non pubblicare una parte dei dati delle loro sperimentazioni:
«La frustrazione sta in questo - dice Kirsch -. Rende difficile determinare se i farmaci funzionino.
Le
case farmaceutiche dovrebbero essere obbligate, quando commercializzano un nuovo prodotto, a  pubblicare tutti i dati». Stavolta, per accedere alle informazioni, gli scienziati si sono avvalsi del Freedom of Information Act, la legge sulla trasparenza.
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/scienza/grubrica.aspID_blog=38&ID_articolo=607&ID_sezione=243&sezione=News

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Le ricerche finanziate dalle industrie finiscono sulle riviste più prestigiose, anche se non sono migliori delle altre.
Questa è l'amara conclusione di un gruppo di ricercatori guidati da Tom Jefferson, del Cochrane vaccine field italiano, che ha fatto le pulci a 274 studi sui vaccini pubblicati sulle riviste biomediche.

Solo il 4 per cento degli studi è risultato a "basso rischio di errori", mentre il 58 per cento è di dubbia qualità. I peggiori sono gli studi che sovrastimano l'efficacia del vaccino, osservano i ricercatori sul British Medical Journal.
Il 70 per cento degli studi è favorevole al vaccino, ma solo il 18 per cento mostra una stretta concordanza tra i dati riportati e le conclusioni. Il problema è che le riviste con un alto impact factor – l'indice usato da cinquant'anni per stilare la classifica delle migliori riviste scientifiche – pubblicano anche studi scadenti.
Se poi si analizza da dove vengono i finanziamenti, si scopre che le ricerche sponsorizzate dall'industria non solo appaiono sulle riviste a più alto impact factor, ma di solito sono citate più spesso di altre dello stesso livello, ma finanziate con fondi pubblici.
Il motivo è che le industrie fanno di tutto per dare la massima visibilità alle ricerche che sponsorizzano: comprano molte copie delle pubblicazioni e le fanno tradurre in molte lingue. (Fonte: Internazionale, Mar. 2009)

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L'industria farmaceutica padrona della ricerca
Negli ultimi 20 anni, l’industria farmaceutica ha esercitato un controllo senza precedenti sui suoi prodotti e sulla ricerca.
Le ditte finanziano la maggior parte delle ricerche cliniche sui farmaci da prescrizione ed esistono evidenze crescenti sull'alterazione dei risultati in modo da fare sembrare il trattamento in studio migliore e piu' sicuro. Il problema non e' tanto la sponsorizzazione ma piuttosto i termini in cui viene implementata. Prima degli anni ’80, finanziavano studi: ne' gli sperimentatori ne' le loro istituzioni di appartenenza avevano altri legami economici con le ditte sponsor.
Piu' recentemente, invece, le ditte sponsor sono strettamente coinvolte in tutti gli aspetti della ricerca: spesso disegnano gli studi, effettuano le analisi, scrivono i manoscritti, decidono se, quando e in che forma pubblicare i risultati. Oltre ai finanziamenti per gli studi, gli sperimentatori universitari hanno anche altri legami con l’industria: spesso sono dei consulenti pagati, fanno parte di board di relatori e  talvolta possiedono delle azioni della compagnia. Visti i conflitti di interesse che permeano la ricerca clinica, non sorprende sia stato dimostrato che gli studi sponsorizzati dall’industria favoriscono il farmaco sponsorizzato. La pratica di occultare i risultati negativi e' stata evidenziata nel corso di cause legali o di congressi ma non dalla comunita' accademica. Gli studi clinici pubblicati spesso comprendono dei bias finalizzati a raggiungere inevitabilmente risultati positivi per lo sponsor. I conflitti di interesse possono influenzare le linee guida e le agenzie regolatorie.
Fonte: SIMGNEWS n. 128-2008; Angell M. Industry-sponsored clinical research. A broken system. JAMA 2008; 300: 1069-71.
http://www.aamterranuova.it/article2922.htm - 25/01/2009 - C.B.


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Ecco cosa afferma il dott. F. Franchi:
"Il piu' grande ostacolo al progresso della scienza e' il monopolio che ne fanno gli esperti, tra i quali si crea una rete (il cosiddetto establishment) che controlla i fondi per la ricerca, le pubblicazioni, gli incarichi accademici, le royalities per i test ed i farmaci, e mira a mantenere la sua posizione dominante di successo evitando per quanto possibile che altre idee, altre soluzioni, altre teorie possano filtrare scalzando le loro.
La censura c’e', e mentre una volta i "dissidenti" venivano fisicamente eliminati, oggigiorno lo stesso effetto viene ottenuto escludendoli dal circuito scientifico e mediatico che conta. Viene incoraggiata la raccolta di dati, una massa di dati sempre crescente, mentre scoraggiata e' la loro elaborazione critica".
Tratto da: http://www.dissensomedico.it 

EMEA ha legami con l'Industria Farmaceutica
Roma, 09 giu 2006 - "Nessuno ha ricordato una cosa: l'Emea, l'agenzia europea del farmaco, non dipende dall'amministrazione comunitaria della sanita' ma da quella dell'industria. Un distinzione che dovrebbe far riflettere. A Bruxelles la forza delle lobby e' grandissima". L'osservazione e' di Luca Poma, portavoce di "Giu' le mani dai bambini", Comitato sui disagi dell'infanzia che raggruppa quasi cento associazioni di volontariato e promozione sociale. "Continuano a trattare i bambini come fossero, dal punto di vista metabolico, degli adulti", protesta Poma: e' "assurdo somministrare ai bambini  farmaci pensati per gli adulti.
Soprattutto il Prozac, psicofarmaco molto forte, che richiede prudenza nella somministrazione anche negli adulti". Prudenza che "sarebbe stato naturale attendersi, soprattutto dopo drammatici fatti di cronaca avvenuti negli Stati uniti - come le stragi nelle scuole causate da ragazzi in cura antidepressiva - ma che non e' stata usata".
Fonte: DIRE

SOLUZIONE al problema UNIVERSITA' - RICERCA e CAMBIAMENTO - vedi: Riforma della Sanita'
La crisi della Universita' nell' ambito della societa' della conoscenza e essenzialmente causata dalla insensibilita' della accademia ai cambiamenti che hanno il loro fulcro in un profonda modifica della struttura organizzativa e trans-disciplinare delle conoscenze.
(NdR: ...ma anche dalle interferenze nel caso della ricerca, per i finanziamenti e le sponsorizzazioni piu' o meno occulte dell'industria, specie quella farmaceutica, le quali condizionano sia il tipo di ricerca, sia i risultati della ricerca stessa, facendosi che sia SOLO a favore degli interessi del finanziatore...)

Il mantenimento della formazione specialistica delle lauree comporta che la ricerca sia troppo spesso fine a se stessa anziche' fornire  un contributo fondante dello sviluppo della  societa' della conoscenza condivisa, cosi che il risultato è che, più aumenta la formazione professionale disciplinare più aumenta il livello di incomprensione del cambiamento cognitivo che necessita  di contestualizzare e di sviluppare nella ricerca un pensiero critico e creativo.

Il cambiamento della societa' della conoscenza rispetto alla vecchia societa' industriale e infatti conseguenza che l sviluppo sociale ed economico non ha piu la sua funzione primaria basata sulla produzione materiale in quanto il sistema economico ha spostato la circolazione del denaro su i “beni intangibili”, tra essi hanno subito un elevato valore aggiunto nella fase attuale della economia della informazione  l' entertainement, cioe'  “tutto quanto fa spettacolo”.

La Universita' e la ricerca attualmente sono pertanto in estremo ritardo; infatti per mantenere i privilegi di categoria ha agito come un sistema chiuso proprio al fine di  evitare nel comprendere il cambiamento sociale ed economico dove la produzione di ricchezza non e' piu' fondata su un modello della vecchia societa' industriale e della sua organizzazione del lavoro la dove si  distingueva nettamente lavoro manuale ed intellettuale in professionalita' gerarchicamente distinte.
Indipendentemente dalla impermeabilita' accademica al cambiamento nella societa' contemporanea si e' sviluppata una nuova divisione del lavoro favorita da un sistema di comunicazione interattivo delle conoscenze.
Inoltre assieme al superamento progressivo della societa' industriale di indole cognitiva meccanica, ormai in declino , si sta sviluppando un nuovo processo di produzione basato sulla ricerca e la innovazione delle scienze e delle tecnologie della vita dando luogo ad uno sviluppo bio-economico sintetizzato dalla strategia Europea denominata Knwoledge Based Bio-Economy (KBBE), dove la ricerca scientifica e tecnologica diviene l' elemento centrale del cambiamento.

Adeguarsi al cambiamento necessita pertanto per le Universita' e la Ricerca, l'attivarsi nel modificare i criteri che la rendono chiusa al cambiamento della societa' della conoscenza basata sulla condivisione dei saperi;  cio' comporta una modifica strutturale sia delle lauree specialistiche, ancora basate sulle tradizionali e standardizzate suddivisioni disciplinari, in quanto le nuove strategie di formazione di  dovrebbero consentire la formazione di competenze innovative ad elevata capacita di disseminazione del necessario rinnovamento trans-disciplinare dei contenuti della ricerca.
Infine la Ricerca Universitaria necessita oggi di essere finalizzata per potenziare la strategia della GREEN-ECONOMY , proprio per superare definitivamente il modello di sviluppo meccanico della societa' industriale ormai del tutto obsolescente.

La Universita riattivandosi su questo profilo strategico di supporto alla GREEN-ECONOMY , potra rinnovare il proprio ruolo di fonte el rinnovamento cognitivo, proprio in quanto il cambiamento della produzione non potra' essere solo  il risultato del cambiamento tecnologico-produttivo, ma frutto di una risposta ecologica orientata al superamento delle concezioni e delle cognizioni meccaniche dell' era, che ormai induca al disastro ambientale, basata dell' energia derivata dal petrolio e quindi delle concezioni che sono state coniate ed ereditate dal passato dell' epoca industriale.
By Paolo manzelli

BIBLIO on LINE
Progetto Conoscenza : http://www.descrittiva.it/calip/dna/progetto-conoscenza.pdf
Ceativita ed Innovazione: http://www.steppa.net/html/scienza_arte/scienza_arte27.htm
Intelligenza territoriale: http://www.caosmanagement.it/art51_09.html

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Commento NdR: Il sottoscritto ha richiesto ai vari docenti che insegnano nelle 4 Universita' italiane ove solo oggi nel 2008 si tengono dei corsi sulle Medicine Naturali, se essi hanno pubblicato qualche loro studio sulle varie ideologie e meccanismi delle varie tecniche della Med. Naturale, ricevendo conferma scritta che tutti quanti hanno una conoscenza della Med. Naturale molto parziale e minima e solo due su una diecina di risposte, hanno confermato che alcune tecniche le praticano anche in prima persona.
Cio' dimostra quale e' il reale "livello" di preparazione dei "docenti" nelle Universita' italiane, che dovrebbero insegnare la Medicina Naturale !
Questa la copia di una e.mail di richiesta dati ad una Universita' Italiana:

Da: G Paolo Vanoli <gpaolovanoli@gmail.com>
A: omissis
Oggetto: domanda importante


Egregio professore,

ho saputo che Lei assieme al prof. (Omissis) dirigete il Master di Medicina Naturale all'Universita' di (Omissis); in esso vedo che sono indicati medici che ne gestiranno i vari temi del corso.

Dott. Omissis (fitoterapia) + prof. Omissis (Agopuntura e medicina tradizionale cinese) + prof. Omissis (Medicina Naturale).

Gradirei avere i Curricula e gli studi pubblicati sulla Medicina Naturale, dai vari professori che insegneranno in quel Master, dato che il sottoscritto insegna e pratica da 40 e piu' anni la Medicina Naturale, sarei interessato a parteciparvi.

I  Curricula e gli studi pubblicati dei professori, mi permetteranno di capire il livello di preparazione dei suddetti professori, dato che per ora non ho ancora incontrato medici e non, sufficientemente preparati su tale materia, quindi non vorrei iscrivermi ad un corso di non sufficiente livello di insegnamento sulla Medicina Naturale.

 

GPaolo Vanoli - Giornalista (Albo speciale) - Consulente in Scienza della Nutrizione e Medicine Naturali - webmaster di www.mednat.org
 

Risposte:
Tutti non hanno inviato i curricula e le loro risposte sono state evasive, da parte di quei pochissimi docenti che hanno risposto, due su 10....

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Importante: ….pur segnalando in questo Portale Guida alla Salute Naturale le gravi anomalie (anche criminali) della Sanita’ Mondiale gestita dalle Lobbies  farmaceutiche e dei loro “agenti-rappresentanti” inseriti a tutti i livelli, Politici e Sanitari nel Mondo intero, vogliamo anche ricordare e spendere per Giustizia delle parole per gratificare e ringraziare quei centinaia di migliaia di medici (quelli in buona fede) che, malgrado le interferenze degli interessi di quelle Lobbies, incessantemente si prodigano ogni giorno aiutare i malati che a loro si rivolgono e che con i progressi delle apparecchiature tecnologiche per la diagnostica e delle tecniche interventive, stanno facendo notevoli progressi e raggiungono per essi risultati ed effetti benefici, che fino a qualche anno fa erano impensabili.
Vediamo ogni giorno progressi in tal senso, ma la terapeutica indicata dalla direzione della Sanita’ ufficiale Mondiale = OMS (che e' legata alle linee guida di dette Lobbies), non segue, salvo rari casi, quella curva progressiva di benessere per i malati.

Se questi bravi medici che operano giornalmente sul campo, conoscessero anche la Medicina Naturale, potrebbero migliorare e di molto le loro tecniche terapeutiche, con grande beneficio per tutti i malati.

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