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MILITARI ammalati e/o morti, Uranio o VACCINI - 1  ?

Conclusioni della Commissione Uranio Impoverito:
i nostri militari sono stati ammalati ed alcuni uccisi dai vaccini che gli hanno propinato

Il Thiomersal dei vaccini produce danni anche gravi
Metalli tossici
Danni al sistema enzimatico da Vaccini e metalli 
By Giusy Arcidiacono (CT) - arcidiaconogiusy@hotmail.com -
Perito Commerciale - chimico
Sindrome della permeabilita' intestinale ed autismo
Metalli tossici dei vaccini = Autismo vedi: PDF dott. M. Proietti
Il Thimerosal dei vaccini distrugge e/o altera la flora intestinale essendo una sostanza altamente tossica
Ecco il recente studio che ha coinvolto più di 17.000 bambini fino a 19 anni
Questo studio-indagine attualmente in corso è stato avviato dall’omeopata Andreas Bachmair.

 

Dalle indagini medico scientifiche sui militari controllati (circa 700 della divisione Folgore da parte del Prof. F. Nobile) si e' appurato che essi sono altamente immunodepressi  e nella ricerca delle cause di questa immunodepressione, la prima cosa che e’ venuta alla luce e’ che: i Vaccini NON sono stati somministrati seguendo i regolari protocolli !
In genere visionando le cartelle vaccinali dei vari militari si evince che nella loro vita essi hanno purtroppo subito dai 25 ai 35 vaccini !
vedi: Commissione uranio impoverito -2Uranio o Vaccini

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Anno 2011 - Comm. Uranio Impoverito e Vaccini - Tratto dall’originale dell’Audizione di Mercoledì 19 gennaio 2011 - 15a Seduta (pomeridiana) - Presidenza del Presidente: COSTA
"Prende quindi la parola il prof. BONASSI, il quale avverte preliminarmente che nel suo intervento tenterà di sintetizzare una notevole quantità di risultati....

....I risultati sopra sintetizzati - prosegue il prof. Bonassi - hanno fornito la base per l'analisi di biomarcatori molecolari di impatto genotossico e suscettibilità genetica. La misurazione degli addotti al DNA non ha fatto rilevare nessuna variazione significativa tra la situazione alla partenza e quella al rientro, mentre la misurazione del danno ossidativo ha fatto registrare un aumento del carico ossidativo endogeno in relazione all'incremento di attività psicofisica e a profilassi vaccinali numerose (in particolare con vaccini vivi attenuati) più rilevante nella piccola frazione di soggetti a rischio.
La ricerca di micronuclei ha rilevato incrementi più significativi in soggetti che svolgevano prevalentemente attività esterna, senza alcun rapporto con esposizione a specifici genotossici.
La ricerca di aberrazioni cromosomiche in linfociti periferici ha fatto registrare una frequenza non diversa da quella attesa per la popolazione non esposta, e tra partenza e rientro non sono state registrate variazioni significative. Anche la ricerca dei transriarrangiamenti in linfociti periferici non ha fatto registrare dati che si discostano da quelli riscontrabili nella generalità della popolazione."

http://www.senato.it/Web/16Lavori.nsf/All/F395B9AA919B40D3C125781D007C8EF9?

Anche il colonnello LA GIOIA, nella stessa seduta, parla di danni vaccinali…….
L'incremento di alterazioni ossidative in alcune mansioni, come quelle dei pattugliatori, vanno probabilmente ricondotti allo stress operativo e, per altre mansioni, all'eccesso di vaccinazioni, che ha riguardato soprattutto il personale frequentemente impiegato nelle missioni di pace.
Si rileva pertanto che l'esposizione a genotossici ambientali non costituisce un fattore di rischio prioritario per il personale militare che è stato oggetto dello studio.

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Commissione parlamentare di inchiesta sull'esposizione a possibili fattori patogeni, con particolare riferimento all'uso dell'uranio impoverito  - Mercoledì 6 aprile 2011 - 27a Seduta

Presidenza del Presidente COSTA
Interviene il prof. Massimo Montinari, Dirigente della Polizia di Stato.

Assistono alla seduta, ai sensi dell'art. 23 comma 6 del Regolamento interno, i collaboratori della Commissione, prof. Franco Nobile e dott. Domenico Della Porta - La seduta inizia alle ore 14,40

SULLA PUBBLICITÀ DEI LAVORI

Il PRESIDENTE avverte che verrà redatto e pubblicato il resoconto stenografico della seduta odierna. Dispone altresì, ai sensi dell'art. 13, comma 3 del Regolamento interno, l'attivazione del circuito audiovisivo limitatamente alla audizione del dott. Montinari.

SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE

Il PRESIDENTE avverte che nei prossimi giorni sarà disponibile il resoconto della missione svolta in Sardegna nei giorni 29 e 30 marzo da una delegazione della Commissione, con l'effettuazione di un sopralluogo presso il Poligono interforze di Salto di Quirra (PISQ) e lo svolgimento di una serie di audizioni di autorità locali ed esponenti della società civile, presso la Prefettura di Cagliari.
La missione ha conseguito risultati nel complesso soddisfacenti e, in particolare, la delegazione si è impegnata nel senso di segnalare a tutti i soggetti ascoltati l'esigenza di valorizzare le risorse locali e il ruolo centrale della Regione nello svolgimento di una indagine epidemiologica che deve vedere anche il pieno coinvolgimento dell'Istituto Superiore di Sanità. Preso atto della realtà del Poligono, la delegazione ha altresì posto il problema di una informazione in materia che si attenga a criteri di obiettività, senza diffondere allarmismi ingiustificati, che già oggi penalizzano fortemente importanti attività economiche dell'isola.
A tale proposito informa la Commissione che gli è pervenuta una nota della consulente, dott.ssa Gatti, nella quale sono svolte alcune considerazioni sulla situazione del PISQ, della quale dà integralmente lettura. Osserva quindi che nel testo sono contenuti riferimenti a rischi di inquinamento del terreno e di possibile intossicazione dei capi di bestiame che lo inducono a ritenere opportuna la trasmissione del documento al Procuratore della Repubblica di Lanusei.

Conviene la Commissione.

Seguito dell'audizione del dott. Massimo Montinari, Dirigente della Polizia di Stato

Il PRESIDENTE rivolge un cordiale saluto al dott. Montinari e lo invita ad integrare la relazione già svolta nella precedente seduta.

Il dott. MONTINARI avverte preliminarmente di aver consegnato all'ufficio di segreteria un allegato alla relazione già trasmessa. Osserva quindi che risultano tuttora lacunosi i dati relativi al numero dei militari esposti a situazioni di rischio, e neanche l'Istituto Superiore di Sanità dispone di informazioni precise in materia. Circa i fattori di rischio suscettibili di determinare gravi patologie, il dott. Montinari dichiara di non volere mettere in discussione l'ipotesi che tra di essi possa essere annoverato l'uranio impoverito, ma precisa che occorrono periodi di esposizione molto prolungati ad esso perché si determinino patologie tumorali.
L'insorgenza di tali malattie nei militari che hanno partecipato alle missioni di pace ha destato un vivo interesse nell'opinione pubblica e nei vertici delle Forze Armate, sollecitando un impegno nell'abbattimento dei rischi ai quali il personale militare e civile in missione è esposto. Non è stata prestata analoga attenzione al fatto che molti militari che hanno contratto neoplasie, in particolare dopo la ferma breve, non hanno partecipato ad alcuna missione all'estero.
Tra la fine degli anni '90 e i primi anni del nuovo secolo, inoltre, sono stati presi in considerazione soprattutto i tumori del sangue, tanto che il protocollo Mandelli, ancora in vigore per il controllo di tali patologie nei reduci dalle missioni di pace, è particolarmente restrittivo rispetto ad altre patologie neoplastiche ed immunomediate diagnosticate invece in un numero sempre più elevato di appartenenti alle Forze Armate. I dati ufficiali disponibili non confermano un incremento esponenziale dei tumori tra il personale militare e civile impegnato all'estero e i tempi di esposizione alle polveri di uranio da parte dei militari sono alquanto limitati ed è pertanto alquanto aleatoria l'affermazione di un nesso causale certo tra malattie del sangue e contaminazione da uranio impoverito. Secondo il dott. Montinari, occorrerebbe assumere un diverso punto di vista nella valutazione del problema relativo allo sviluppo di neoplasie e patologie immunomediate tra i militari, prendendo in considerazione altri possibili fattori di rischio, quali l'avvelenamento del terreno e delle falde acquifere - anche per l'impiego dell'uranio impoverito o di altri metalli pesanti -, l'uso di pesticidi, di idrocarburi, altre radiazioni nonché i
vaccini somministrati al personale delle Forze Armate.
In particolare, il dott. Montinari osserva di non avere mai sentito parlare, nel corso dell'inchiesta parlamentare attuale ed anche di quelle svolte nelle passate legislature, del notevole rischio derivante dai pesticidi,
e poco è stato detto anche sull'azione dei vaccini. In realtà, quando si parla di tumori, occorre sempre considerare che essi possono essere determinati da un concorso di cause diverse. Anche la Commissione Mandelli ha osservato, nella sua relazione, che non sono state analizzate altre cause delle patologie ematopoietico, oltre a quella dell'uranio impoverito, lasciando quindi intravedere una possibile esistenza di altri fattori causali.

Come è noto, le recenti indagini sulle patologie dei reduci nascono negli Stati Uniti, dagli studi sui veterani della prima Guerra del Golfo, nel periodo compreso tra l'agosto 1992 e il settembre 1996. L'elevata incidenza di diversi sintomi, quali mal di testa, disturbi cutanei, affaticabilità, dolori articolari e disturbi della memoria, ha indotto anche a stilare un registro ufficiale.
I sintomi presentati dai reduci della Guerra del Golfo erano peraltro differenti da quelli presenti nei veterani di altri conflitti.
Dai predetti studi, condotti tra 52.835 veterani, è stato possibile individuare una serie di patologie, solo in piccola parte tumorali, molto diversificate tra loro e non riconducibili alla appartenenza a singoli settori delle Forze Armate, quali l'esercito, la marina, l'aviazione o altri comparti.
Gli articoli pubblicati su "Military Medicine" nel 1999
chiariscono che le vaccinazioni multiple somministrate ai militari durante la Guerra del Golfo hanno svolto un ruolo determinante nell'insorgenza delle patologie comparse successivamente al rientro in patria dei combattenti e per le quali è stato coniato il termine di "Sindrome del Golfo".
I militari impegnati in zone operative, sottoposti a
vaccinazioni multiple ed esposti a vaporizzazioni di pesticidi, hanno presentato l'insorgenza di patologie autoimmunitarie nel periodo tra i sei e gli otto anni successivi al conflitto. Un tale quadro clinico era associato a depressione e stress immediatamente dopo il rientro in patria dei veterani, come risulta da studi specialistici.

Dall'elenco delle neoplasie insorte nei militari italiani fornito dal Ministero della Difesa, si può agevolmente verificare che la Commissione Mandelli ha condotto le proprie ricerche solo sui militari impegnati all'estero, mentre non ha condotto alcuno studio comparativo con la popolazione militare non impegnata in operazioni belliche, ma sottoposta egualmente al protocollo vaccinale comune. Dai documenti e dai dati sanitari in possesso del Ministero della Difesa, si può comunque evincere che tra la popolazione in armi nel suo complesso si è verificato un numero non trascurabile di neoplasie e di patologie immunomediate.
Dopo aver elencato alcune delle patologie più frequenti, il dott. Montinari osserva che non sono stati condotti studi epidemiologici sulle neoplasie e sulle patologie immunomediate riguardanti il personale militare non impegnato nei teatri operativi ovvero, se impegnato, non in contatto con l'uranio impoverito. Eppure, i militari, a prescindere dalla loro partecipazione o meno a missioni di pace, sono esposti a diversi fattori tossici, tra cui i pesticidi, le radiazioni, gli idrocarburi, sostanze cancerogene presenti nell'ambiente, e metalli come alluminio e mercurio riscontrabili tra i componenti dei vaccini.
Proseguendo nella sua esposizione il dott. Montinari, fa presente che giungono notizie gravi ed allarmanti dalla Società Italiana di Pediatria che, nell'ottobre 2010, ha segnalato un aumento dei tumori infantili in Europa e, con tassi di incidenza più elevati, in Italia. L'incremento più consistente ha riguardato i bambini sotto l'anno di età e, per quel che riguarda la tipologia delle malattie, risultano più diffusi i linfomi e i tumori del sistema nervoso centrale. I pediatri indicano una pluralità di cause, tra le quali si annoverano anche i metalli pesanti. A tale dato occorre aggiungere quello relativo alla diffusione di danni neuropsichici, che interessa ormai il 10 percento dei bambini e che i ricercatori della Harvard School of Pubblic Health ha definito "la pandemia silenziosa".
Il 90 per cento di tali patologie presenta cause ignote dovute probabilmente all'interazione di fattori esterni con il patrimonio genetico di ciascuno ma, su tale argomento, gli studi di Helena Ratajczak, ex ricercatrice dell'industria farmaceutica, documentano le mutazioni genetiche e le delezioni cromosomiche
post vacciniche.
Non si può escludere come specifico fattore di rischio, la presenza di
tessuti umani nei vaccini, già denunciata dalla "Pontificia Accademia Pro Vita", utilizzati dai produttori dopo il divieto dell'impiego del Thimerosal. Il DNA presente nei tessuti umani, utilizzati in 23 vaccini, produce infatti una ricombinazione omologa nel DNA dell'ospite, suscettibile di provocare patologie autoimmuni.

In generale, nei soggetti immunodepressi la somministrazione di vaccini può pertanto determinare gravi squilibri e rappresentare un fattore di rischio per l'insorgere di neoplasie o di malattie autoimmuni.

Invitato dal PRESIDENTE a prendere la parola, il prof. NOBILE esprime apprezzamento per la relazione del dott. Montinari, che coglie puntualmente un dato già rilevato dalla Lega per la lotta contro i tumori, riguardante la flessione dei poteri immunitari riscontrata nei militari durante le ricerche sull'uranio impoverito e della quale occorre individuare l'origine.
Passi in avanti in tale direzione sono stati compiuti con la ricerca sui vaccini e sono state prese in considerazione anche le situazioni di stress. Si tratta di un percorso di ricerca lungo ma che può condurre ad importanti risultati.


Seguono domande e richieste di chiarimento.

La senatrice GRANAIOLA (PD) fa presente che i dati relativi all'incremento dei tumori infantili non sembrano pertinenti rispetto alla materia dell'inchiesta parlamentare in corso e, inoltre, dovrebbero essere maggiormente specificati per quel che concerne, ad esempio, la distribuzione geografica e la platea dei soggetti considerati. Dopo aver osservato che sarebbe necessario disporre di dati comparati circa il numero dei militari malati in rapporto a quello dei militari ai quali sono stati somministrati i vaccini, la senatrice Granaiola esprime forte preoccupazione per il fatto che ad oggi non risultano ritirati dal commercio vaccini la cui tossicità è accertata.

Il senatore FERRANTE (PD) ritiene che la relazione del dott. Montinari potrebbe costituire un documento di forte interesse per la Commissione Sanità e per la Commissione di inchiesta sulle strutture sanitarie, dato che amplia notevolmente l'ambito di osservazione rispetto alle materie oggetto dell'inchiesta parlamentare in corso che, anche in relazione al mandato ricevuto con la Deliberazione istitutiva 16 marzo 2010, prende in considerazione una platea più ristretta.

Il PRESIDENTE conviene sull'utilità di far conoscere alla Commissione Sanità e alla Commissione di inchiesta sulle strutture sanitarie, la relazione e la documentazione consegnata dal dott. Montinari, che a suo avviso dovrebbero pervenire anche ai consulenti della Commissione e al Comitato scientifico del progetto Signum.
D'altra parte le problematiche sollevate nell'odierna audizione inducono a ritenere opportuna la programmazione di audizioni dell'Istituto Superiore di Sanità, della Commissione Unica del Farmaco e dell'Agenzia Italiana del Farmaco.
Chiede quindi al dott. Montinari quali sono le valutazioni e le misure adottate per prevenire le reazioni avverse da vaccinazioni negli altri paesi europei e negli Stati Uniti.


Il dott. MONTINARI osserva che, con l'eccezione della Francia, nella maggior parte dei paesi europei le vaccinazioni sono facoltative. Ricorda altresì che negli Stati Uniti il Thimerosal è stato vietato dal 2000, mentre in Italia esso è stato utilizzato anche successivamente a tale data. In Italia, sono stati peraltro effettuati alcuni sequestri di vaccini tossici: tra di essi, un vaccino contro il morbillo e il Neotyf, che non è più in produzione, anche se, purtroppo, è stato sostituito da prodotti analoghi.
Alcuni vaccini sono stati tolti dal commercio su segnalazione anche di privati, ma la circolazione di informazioni su tale argomento purtroppo è molto limitata.

La tossicità dei vaccini, inoltre, non deriva tanto dai componenti quanto da alcuni terreni di coltura e da eccipienti dannosi, la cui individuazione peraltro non è difficile.
Per fornire dati attendibili su questa questione, così come sulla diffusione delle patologie tumorali tra i bambini, l'Istituto Superiore di Sanità potrebbe svolgere un ruolo essenziale, a condizione di svincolarsi dai condizionamenti dell'industria farmaceutica.


Il PRESIDENTE, con riferimento alla osservazione finale del dott. Montinari, fa presente che la Commissione, laddove non riesca ad ottenere informazioni indirettamente, può provvedere direttamente, nell'esercizio dei poteri che le sono conferiti dalla Costituzione.

Dopo che il senatore CAFORIO (IdV) ha sottolineato l'esigenza di ascoltare l'Agenzia Italiana del Farmaco, la senatrice SBARBATI (UDC, SVP, Aut: UV-MAIE-IS-MRE) fa presente che le gravi affermazioni contenute nella relazione del dott. Montinari relativamente all'incremento delle patologie tumorali infantili dovrebbero essere sostenute da una casistica dettagliata e da dati statistici che possano validare scientificamente quanto è stato affermato nella odierna seduta.
Ritiene poi una forzatura ipotizzare un nesso causale tra le vaccinazioni e le neuropatologie, che sono spesso legate ad alterazioni dell'ambiente sociale o familiare.

Il dott. MONTINARI fa presente che la Società Italiana di Pediatria ha fornito dati dettagliati sull'incremento delle patologie neoplastiche tra i minori - che presenta una certa omogeneità nella distribuzione sul territorio nazionale - astenendosi però dall'indicazione di cause specifiche. I dati sull'insorgenza dei tumori infantili sono invece ufficiali e potrebbero essere comparati con quelli relativi alla insorgenza di patologie tumorali nell'insieme della popolazione italiana.
Per quanto riguarda le osservazioni della senatrice Sbarbati sulle neuropatologie infantili, fa presente che nella valutazione del comportamento dei bambini gli specialisti tendono a prendere in considerazione non tanto le situazioni familiari o sociali, quanto altri fattori.
Le ultime ricerche in materia, ad esempio, dimostrano che le patologie del microcircolo celebrale colpiscono aree inerenti al comportamento e, inoltre, che molti di questi casi sono riconducibili alla problematica dei vaccini.
Il disinteresse che le istituzioni della sanità pubblica e della ricerca hanno manifestato nei confronti di queste problematiche ha reso difficile anche la raccolta di dati statistici, ma, come medico, il dott. Montinari fa presente di avere raccolto (NdR: solo Lui) dati relativi a circa
5 mila casi, che vorrebbe mettere a disposizione della sanità pubblica.


Il PRESIDENTE propone che la prossima seduta sia dedicata in parte ad una discussione, che introdurrà, sulla valutazione dell'attuale fase dell'inchiesta in corso e delle sue prospettive.
Conviene la Commissione.
Il PRESIDENTE ringrazia il dott. Montinari e dichiara conclusa l'audizione - La seduta termina alle ore 15,45

Audizione del dott. Montinari del 06/04/2011 -
Seguito dell'audizione del dott. Massimo Montinari, Dirigente della Polizia di Stato

Il PRESIDENTE (On. Costa PdL) rivolge un cordiale saluto al dott. Montinari e lo invita ad integrare la relazione già svolta nella precedente seduta.

Il dott. MONTINARI avverte preliminarmente di aver consegnato all'ufficio di segreteria un allegato alla relazione già trasmessa. Osserva quindi che risultano tuttora lacunosi i dati relativi al numero dei militari esposti a situazioni di rischio, e neanche l'Istituto Superiore di Sanità dispone di informazioni precise in materia.
Circa i fattori di rischio suscettibili di determinare gravi patologie, il dott. Montinari dichiara di non volere mettere in discussione l'ipotesi che tra di essi possa essere annoverato l'uranio impoverito, ma precisa che occorrono periodi di esposizione molto prolungati ad esso perché si determinino patologie tumorali. L'insorgenza di tali malattie nei militari che hanno partecipato alle missioni di pace ha destato un vivo interesse nell'opinione pubblica e nei vertici delle Forze Armate, sollecitando un impegno nell'abbattimento dei rischi ai quali il personale militare e civile in missione è esposto.
Non è stata prestata analoga attenzione al fatto che molti militari che hanno contratto neoplasie, in particolare dopo la ferma breve, non hanno partecipato ad alcuna missione all'estero.
Tra la fine degli anni '90 e i primi anni del nuovo secolo, inoltre, sono stati presi in considerazione soprattutto i tumori del sangue, tanto che il protocollo Mandelli, ancora in vigore per il controllo di tali patologie nei reduci dalle missioni di pace, è particolarmente restrittivo rispetto ad altre patologie neoplastiche ed immunomediate diagnosticate invece in un numero sempre più elevato di appartenenti alle Forze Armate.
I dati ufficiali disponibili non confermano un incremento esponenziale dei tumori tra il personale militare e civile impegnato all'estero e i tempi di esposizione alle polveri di uranio da parte dei militari sono alquanto limitati ed è pertanto alquanto aleatoria l'affermazione di un nesso causale certo tra malattie del sangue e contaminazione da uranio impoverito.
Secondo il dott. Montinari, occorrerebbe assumere un diverso punto di vista nella valutazione del problema relativo allo sviluppo di neoplasie e patologie immunomediate tra i militari, prendendo in considerazione altri possibili fattori di rischio, quali l'avvelenamento del terreno e delle falde acquifere - anche per l'impiego dell'uranio impoverito o di altri metalli pesanti -, l'uso di pesticidi, di idrocarburi, altre radiazioni nonché i vaccini somministrati al personale delle Forze Armate.
In particolare, il dott. Montinari osserva di non avere mai sentito parlare, nel corso dell'inchiesta parlamentare attuale ed anche di quelle svolte nelle passate legislature, del notevole rischio derivante dai pesticidi, e poco è stato detto anche sull'azione dei vaccini. In realtà, quando si parla di tumori, occorre sempre considerare che essi possono essere determinati da un concorso di cause diverse. Anche la Commissione Mandelli ha osservato, nella sua relazione, che non sono state analizzate altre cause delle patologie ematopoietico, oltre a quella dell'uranio impoverito, lasciando quindi intravedere una possibile esistenza di altri fattori causali.
Come è noto, le recenti indagini sulle patologie dei reduci nascono negli Stati Uniti, dagli studi sui veterani della prima Guerra del Golfo, nel periodo compreso tra l'agosto 1992 e il settembre 1996.
L'elevata incidenza di diversi sintomi, quali mal di testa, disturbi cutanei, affaticabilità, dolori articolari e disturbi della memoria, ha indotto anche a stilare un registro ufficiale. I sintomi presentati dai reduci della Guerra del Golfo erano peraltro differenti da quelli presenti nei veterani di altri conflitti.
Dai predetti studi, condotti tra 52.835 veterani, è stato possibile individuare una serie di patologie, solo in piccola parte tumorali, molto diversificate tra loro e non riconducibili alla appartenenza a singoli settori delle Forze Armate, quali l'esercito, la marina, l'aviazione o altri comparti. Gli articoli pubblicati su "Military Medicine" nel 1999 chiariscono che le vaccinazioni multiple somministrate ai militari durante la Guerra del Golfo hanno svolto un ruolo determinante nell'insorgenza delle patologie comparse successivamente al rientro in patria dei combattenti e per le quali è stato coniato il termine di "sindrome del Golfo".
I militari impegnati in zone operative, sottoposti a vaccinazioni multiple ed esposti a vaporizzazioni di pesticidi, hanno presentato l'insorgenza di patologie autoimmunitarie nel periodo tra i sei e gli otto anni successivi al conflitto. Un tale quadro clinico era associato a depressione e stress immediatamente dopo il rientro in patria dei veterani, come risulta da studi specialistici.
Dall'elenco delle neoplasie insorte nei militari italiani fornito dal Ministero della Difesa, si può agevolmente verificare che la Commissione Mandelli ha condotto le proprie ricerche solo sui militari impegnati all'estero, mentre non ha condotto alcuno studio comparativo con la popolazione militare non impegnata in operazioni belliche, ma sottoposta egualmente al protocollo vaccinale comune. Dai documenti e dai dati sanitari in possesso del Ministero della Difesa, si può comunque evincere che tra la popolazione in armi nel suo complesso si è verificato un numero non trascurabile di neoplasie e di patologie immunomediate.
Dopo aver elencato alcune delle patologie più frequenti, il dott. Montinari osserva che non sono stati condotti studi epidemiologici sulle neoplasie e sulle patologie immunomediate riguardanti il personale militare non impegnato nei teatri operativi ovvero, se impegnato, non in contatto con l'uranio impoverito. Eppure, i militari, a prescindere dalla loro partecipazione o meno a missioni di pace, sono esposti a diversi fattori tossici, tra cui i pesticidi, le radiazioni, gli idrocarburi, sostanze cancerogene presenti nell'ambiente, e metalli come alluminio e mercurio riscontrabili tra i componenti dei vaccini.
Proseguendo nella sua esposizione il dott. Montinari, fa presente che giungono notizie gravi ed allarmanti dalla Società Italiana di Pediatria che, nell'ottobre 2010, ha segnalato un aumento dei tumori infantili in Europa e, con tassi di incidenza più elevati, in Italia. L'incremento più consistente ha riguardato i bambini sotto l'anno di età e, per quel che riguarda la tipologia delle malattie, risultano più diffusi i linfomi e i tumori del sistema nervoso centrale. I pediatri indicano una pluralità di cause, tra le quali si annoverano anche i metalli pesanti. A tale dato occorre aggiungere quello relativo alla diffusione di danni neuropsichici, che interessa ormai il 10 percento dei bambini e che i ricercatori della Harvard School of Pubblic Health ha definito "la pandemia silenziosa".
Il 90 per cento di tali patologie presenta cause ignote dovute probabilmente all'interazione di fattori esterni con il patrimonio genetico di ciascuno ma, su tale argomento, gli studi di Helena Ratajczak, ex ricercatrice dell'industria farmaceutica, documentano le mutazioni genetiche e le delezioni cromosomiche post vacciniche.
Non si può escludere come specifico fattore di rischio, la presenza di tessuti umani nei vaccini, già denunciata dalla Pontificia Accademia Pro Vita, utilizzati dai produttori dopo il divieto dell'impiego del Thimerosal. Il DNA presente nei tessuti umani, utilizzati in 23 vaccini, produce infatti una ricombinazione omologa nel DNA dell'ospite, suscettibile di provocare patologie autoimmuni.
In generale, nei soggetti immunodepressi la somministrazione di vaccini può pertanto determinare gravi squilibri e rappresentare un fattore di rischio per l'insorgere di neoplasie o di malattie autoimmuni.

Invitato dal PRESIDENTE a prendere la parola, il prof. NOBILE esprime apprezzamento per la relazione del dott. Montinari, che coglie puntualmente un dato già rilevato dalla Lega per la lotta contro i tumori, riguardante la flessione dei poteri immunitari riscontrata nei militari durante le ricerche sull'uranio impoverito e della quale occorre individuare l'origine. Passi in avanti in tale direzione sono stati compiuti con la ricerca sui vaccini e sono state prese in considerazione anche le situazioni di stress. Si tratta di un percorso di ricerca lungo ma che può condurre ad importanti risultati.

Seguono domande e richieste di chiarimento.

La senatrice GRANAIOLA (PD) fa presente che i dati relativi all'incremento dei tumori infantili non sembrano pertinenti rispetto alla materia dell'inchiesta parlamentare in corso e, inoltre, dovrebbero essere maggiormente specificati per quel che concerne, ad esempio, la distribuzione geografica e la platea dei soggetti considerati. Dopo aver osservato che sarebbe necessario disporre di dati comparati circa il numero dei militari malati in rapporto a quello dei militari ai quali sono stati somministrati i vaccini, la senatrice Granaiola esprime forte preoccupazione per il fatto che ad oggi non risultano ritirati dal commercio vaccini la cui tossicità è accertata.

Il senatore FERRANTE (PD) ritiene che la relazione del dott. Montinari potrebbe costituire un documento di forte interesse per la Commissione Sanità e per la Commissione di inchiesta sulle strutture sanitarie, dato che amplia notevolmente l'ambito di osservazione rispetto alle materie oggetto dell'inchiesta parlamentare in corso che, anche in relazione al mandato ricevuto con la Deliberazione istitutiva 16 marzo 2010, prende in considerazione una platea più ristretta.

Il PRESIDENTE conviene sull'utilità di far conoscere alla Commissione Sanità e alla Commissione di inchiesta sulle strutture sanitarie, la relazione e la documentazione consegnata dal dott. Montinari, che a suo avviso dovrebbero pervenire anche ai consulenti della Commissione e al Comitato scientifico del progetto Signum.
D'altra parte le problematiche sollevate nell'odierna audizione inducono a ritenere opportuna la programmazione di audizioni dell'Istituto Superiore di Sanità, della Commissione Unica del Farmaco e dell'Agenzia Italiana del Farmaco.
Chiede quindi al dott. Montinari quali sono le valutazioni e le misure adottate per prevenire le reazioni avverse da vaccinazioni negli altri paesi europei e negli Stati Uniti.

Il dott. MONTINARI osserva che, con l'eccezione della Francia, nella maggior parte dei paesi europei le vaccinazioni sono facoltative. Ricorda altresì che negli Stati Uniti il Thimerosal è stato vietato dal 2000, mentre in Italia esso è stato utilizzato anche successivamente a tale data.
In Italia, sono stati peraltro effettuati alcuni sequestri di vaccini tossici: tra di essi, un vaccino contro il morbillo e il Neotyf, che non è più in produzione, anche se, purtroppo, è stato sostituito da prodotti analoghi. Alcuni vaccini sono stati tolti dal commercio su segnalazione anche di privati, ma la circolazione di informazioni su tale argomento purtroppo è molto limitata.
La tossicità dei vaccini, inoltre, non deriva tanto dai componenti quanto da alcuni terreni di coltura e da eccipienti dannosi, la cui individuazione peraltro non è difficile. Per fornire dati attendibili su questa questione, così come sulla diffusione delle patologie tumorali tra i bambini, l'Istituto Superiore di Sanità potrebbe svolgere un ruolo essenziale, a condizione di svincolarsi dai condizionamenti dell'industria farmaceutica.

Il PRESIDENTE, con riferimento alla osservazione finale del dott. Montinari, fa presente che la Commissione, laddove non riesca ad ottenere informazioni indirettamente, può provvedere direttamente, nell'esercizio dei poteri che le sono conferiti dalla Costituzione.

Dopo che il senatore CAFORIO (IdV) ha sottolineato l'esigenza di ascoltare l'Agenzia Italiana del Farmaco, la senatrice SBARBATI (UDC, SVP, Aut: UV-MAIE-IS-MRE) fa presente che le gravi affermazioni contenute nella relazione del dott. Montinari relativamente all'incremento delle patologie tumorali infantili dovrebbero essere sostenute da una casistica dettagliata e da dati statistici che possano validare scientificamente quanto è stato affermato nella odierna seduta.
Ritiene poi una forzatura ipotizzare un nesso causale tra le vaccinazioni e le neuropatologie, che sono spesso legate ad alterazioni dell'ambiente sociale o familiare.

Il dott. MONTINARI fa presente che la Società Italiana di Pediatria ha fornito dati dettagliati sull'incremento delle patologie neoplastiche tra i minori - che presenta una certa omogeneità nella distribuzione sul territorio nazionale - astenendosi però dall'indicazione di cause specifiche. I dati sull'insorgenza dei tumori infantili sono invece ufficiali e potrebbero essere comparati con quelli relativi alla insorgenza di patologie tumorali nell'insieme della popolazione italiana.
Per quanto riguarda le osservazioni della senatrice Sbarbati sulle neuropatologie infantili, fa presente che nella valutazione del comportamento dei bambini gli specialisti tendono a prendere in considerazione non tanto le situazioni familiari o sociali, quanto altri fattori.
Le ultime ricerche in materia, ad esempio, dimostrano che le patologie del microcircolo celebrale colpiscono aree inerenti al comportamento e, inoltre, che molti di questi casi sono riconducibili alla problematica dei vaccini.
Il disinteresse che le istituzioni della sanità pubblica e della ricerca, hanno manifestato nei confronti di queste problematiche ha reso difficile anche la raccolta di dati statistici, ma, come medico, il dott. Montinari fa presente di avere raccolto dati relativi a circa 5 mila casi, che vorrebbe mettere a disposizione della sanità pubblica.

Il PRESIDENTE propone che la prossima seduta sia dedicata in parte ad una discussione, che introdurrà, sulla valutazione dell'attuale fase dell'inchiesta in corso e delle sue prospettive.

Conviene la Commissione.
Il PRESIDENTE ringrazia il dott. Montinari e dichiara conclusa l'audizione - La seduta termina alle ore 15,45

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COMMISSIONE PARLAMENTARE d'INCHIESTA
Seduta del 09/10/2007
Estratto:

VALPIANA (RC-SE)
……Un altro punto riguarda
le vaccinazioni, che potrebbero essere una delle concause delle patologie che hanno colpito i militari. A Lecce, nell'incontro che abbiamo avuto con i malati ed i loro familiari, ci è stato detto più volte che le vaccinazioni vengono fatte ogni volta che un soldato va in missione. Non ci è stato detto - ma forse non lo sapevano nemmeno loro - se prima viene fatta un'analisi degli anticorpi per vedere se, nelle missioni successive alla prima, sia davvero necessario ripetere le vaccinazioni o se, in mancanza, possa avvenire che le dosi di vaccino inoculate siano in eccesso e dannose.
Ancora. Nelle urine e nello sperma dei soldati che hanno prestato servizio in missione sono state trovate tracce di metalli pesanti. In passato nel nostro Paese sono state più volte ritirate partite di vaccini, normalmente somministrati ai bambini, in quanto contenevano mercurio o metalli pesanti.
Vorrei sapere se si sono mai analizzati i vaccini somministrati ai militari per verificare la presenza di tali metalli……


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Commissione Uranio Impoverito  -  19 gennaio 2006 - Riunione informale dell’Ufficio di Presidenza della Commissione, integrato dai Rappresentanti dei Gruppi parlamentari (aperta ai Consulenti della Commissione stessa) sulle PROBLEMATICHE CORRELATE alle VACCINAZIONI - Presidenza del Presidente: Franco Paolo.
PDF della Riunione nel quale il tenente Colonnello Ezio Chinelli spiega come dalle analisi effettuate sui militari dopo le vaccinazioni ha riscontrato:
"Le gammopatie monoclonali sono frequenti nei soggetti vaccinati..

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COMMISSIONE PARLAMENTARE D'INCHIESTA : seduta del 26/07/2006 - 2
ESTRATTI:
sui casi di morte e gravi malattie che hanno colpito il personale italiano impiegato nelle missioni militari all'estero, nei poligoni di tiro e nei siti in cui vengono stoccati munizionamenti, nonché le popolazioni civili nei teatri, di conflitto e nelle zone adiacenti le basi militari sul territorio nazionale, con particolari: attenzione agli effetti dell'utilizzo di proiettili all'uranio impoverito e della dispersione nell'ambiente di nanoparticelle di minerali pesanti prodotte dalle esplosioni di materiale bellico.

Seduta del 26/07/2007-1 -  vedi Stenografico6 in PDF

Giovedi 17 MAGGIO 2007 - 7a seduta
Presidenza della Presidente BRISCA MENAPACE

Intervengono il generale di corpo d'armata Fabrizio Castagnetta Capo operativo di vertice Interforze, accompagnato dal contrammiraglio Mario Tarabbo, dal colonnello Arnaldo Bravi e dal capitano Giuseppe Scuderi, e l'Ammiraglio ispettore capo Vincenzo Martines, Direttore generale della sanità militare, accompagnato dal colonnello Silvio Porcù, dal colonnello Aldo Piccininno e dal colonnello Mario Peragallo.

4° RES. STEN. (2 Maggio 2007) Pagine 26-27-28

TRENTA: …..Nel grafico è riportato l'andamento della diagnostica in funzione degli anni trascorsi dall'esposizione; è stata scelta la leucemia perché, come ho già detto, è una malattia ematologica che si manifesta con incidenza massima dopo cinque-sei anni dall'esposizione. Se si applica la probabilità di causa per la leucemia, per il tumore del rene e per il tumore del polmone, si nota che, con una dose equivalente di 100 rnSv, la probabilità di causa per la leucemia è dei 28,11 per cento., con un intervallo di credibilità (si parla di intervallo di credibilità e non di confidenza) del 95 per cento compreso tra il 6,73 per cento e il 49,22 per cento; quindi siamo prossimi al 50 per cento. Per il polmone la probabilità di causa è del 35 per cento, con un limite superiore di credibilità del 54,08 per cento. Questi sono i risultati dei calcoli. Credo che la cosa migliore sia confrontare questi valori coti i risultati emersi dalle indagini condotte sui militari che sono stati sottoposti a varie indagini epidemiologiche, cliniche, radiochimiche e fisiche per verificare l'esistenza di una possibile correlazione con l'inalazione di uranio.

Un primo risultato è quello che deriva dall'esame effettuato al Total Body Counter (TBC)  presso  i  laboratori  della Casaccia dell'ENEA.  Il TBC è una struttura che scherma completamente la persona posta al suo interno dalle radiazioni di fondo naturale, all'interno del quale un rilevatore a ioduro di sodio viene posto sull'individuo per rilevare, in questo caso, i deboli picchi di energia gamma emessi dall’U235 e dall'U238, che sono rispettivamente pari a 186 keV e a 13 keV.
I risultati di questa indagine, condotta su una serie numerosa di militari a cinque-sei anni dalla prima esperienza nei Balcani: ha dato risultati NULLI.  Non risulta presente uranio al Total Body Counter.

In un recente documento dell'Organizzazione mondiale della sanità  dedicato alla materia appare un prospetto sulla massa di uranio impoverito che, inalata, irradia gli organi indicati. Come già rilavato, risulta il polmone l'organo con la probabilità di causa più elevata a parità di dose equivalente.
Quindi, come patologia più frequente ci saremmo aspettati non la leucemia, non il linfoma, ma un tumore del polmone. Ora, tumori del genere che io sappia non ce ne sono stati, ovvero, se ce ne sono stati tra i militari che sono stati nei teatri di guerra, rappresentano una patologia di entità statisticamente confrontabile con quella cui la popolazione normale di quell'eta’ può andare incontro. Va aggiunto che questa probabilità di causa è stata valutata senza considerare l'importanza del fumo; probabilmente molti dei militari erano fumatori, come probabilmente lo siamo stati tutti quanti quando eravamo giovani.

In ogni caso, non vi è un'evidenza neanche in questo senso. Nel documento dell'Organizzazione mondiale della Sanità dedicato all'uranio depleto si riportano i valori che dovrebbero essere riscontraci, per esempio, al Total Body Counter nel caso in cui la persona abbia inalato una certa quantità di uranio.

Dal prospetto riportato si vede che, a 365 giorni dall’intake, la quantità di uranio che questa metodica riuscirebbe ancora ad evidenziare è pari a 2 grammi; abbiamo però visto con le valutazioni precedenti che la quantità presente nella realtà avrebbe dovuto essere ben superiore. Quindi la tecnica sarebbe stata in grado di rivelare la presenza di uranio depleto qualora ci fosse stato.

La terza evidenza che non è stata rilevata, come ricordava poco fa il collega, riguarda il rene. Anche se quello di cui parliamo è un uranio non solubile - come abbiamo visto, di classe M o addirittura S - una volta che è penetrato nell'Organismo, viene metabolizzato e una parte di esso va a finire nel rene; necessariamente, di lì viene escreto e vengono poi analizzate le urine. Ebbene, se si considera la quantità di uranio che può aver interessato il computo renale, si riscontrano valori che sono ben più alti di quelli che la letteratura internazionale indica come valore limite ai di sopra dei quale cominciano a manifestarsi i primi effetti di nefrotosssicità, valore che è di 3 milligrammi per chilogrammo di rene. Il peso della massa renale è pari a 0,29 chilogrammi e quindi la massa di uranio che può aver interessato il rene, nella vantazione effettuata, è ben superiore ai valore limite stabilito.
Ne consegue che avrebbero dovuto manifestarsi segni di sofferenza renale, effetti che nessuno ha riscontrato dal punto di vista clinico.

L’ultimo elemento è quello che riguarda l’esame delle urine, che è stato condotto con una metodologia molto sofisticata, lo spettrometro di massa.

Nel documento dell'Organizzazione mondiale della sanità prima citato sono riportati i valori minimi rilevabili nel caso di un'intossicazione acuta da uranio depleto in seguito ad un esame a spettrometria di massa, uno degli esami con la più alta sensibilità. Questa metodica è in grado di rilevare 45 milligrammi inalati a distanza di dieci anni, ossia ancora oggi a distanza di 10-11 anni, il metodo dì misura sulle urine sarebbe in grado di fornire indicazioni su una possibile contaminazione acuta superiore a 45 milligrammi.
Le analisi condotte ad oggi indicano valori non diversi dal «bianco», cioè dalle urine dei non esposti all'uranio.

In conclusione, secondo questa visione, la causa va probabilmente cercata altrove. Non è l'uranio depleto il colpevole, ma il colpevole si trova da qualche altra parte.

RAME (Misto-ldV). Ringrazio i nostri ospiti per le loro relazioni, tutte molto interessanti, però i dati che vengono fomiti sono diversi rispetto al tempo di insorgenza della malattia. Qui si parla di dieci o di cinque anni, ma ci sono casi, di cui sono a conoscenza, come pure penso la Presidente e gli altri colleghi, in cui la leucemia od il tumore si manifestano prima di tali termini.

TRENTA La letteratura scientifica - mi pare di averlo detto all'inizio - indica per la leucemia il tempo di latenza più breve: due anni. Un'esposizione pregressa due anni prima è responsabile di una leucemia che compare due anni dopo. Questa incidenza dal punto di vista diagnostico (cioè la capacità di rilevare le patologie con metodi diagnostici) da luogo ad un aumento della frequenza di rilevazione a 5-6 anni, quando si registra un picco che va poi decrescendo. La distanza di 25 anni la responsabilità dell'esposizione nell'induzione della malattia praticamente non esiste più.

Per quanto riguarda invece tutti gli altri tumori, il periodo di latenza è dell'ordine di dieci anni, nel senso che prima di dieci anni difficilmente si comincia a vedere qualche effetto dovuto alle radiazioni ionizzanti. Questo per unanime assenso di tutta quella letteratura scientifica alla quale ho fatto riferimento prima, ad eccezione di ciò che è emerso nel caso dell'incidente di Chernobyl, nei quale i bambini hanno manifestato tumori alla tiroide a quattro anni dall'esposizione.

ZUCCHETTI  Desidero soltanto sottolineare l'importanza della cautela con cui andrebbero fatte certe affermazioni, il collega ha applicato per le sue deduzioni il modello della ICRP (International Commission on radiologica! protection), modello che in caso di esposizione a particelle alfa e a basse dosi va applicato con molta cautela, perché i dati di dose equivalente che vengono forniti dalla ICRP sono sostanzialmente tratti dai casi di esposizione di irraggiati ad Hiroshima e Nagasaki, cioè relativi a esposizioni a dosi elevate e a raggi beta e gamma.
Assai difficilmente tali dati possono essere utilizzati in casi legati all'esposizione ad uranio impoverito.
Quest’ultima e’ un'esposizione di tipo diverso, visto che si tratta di particelle alfa e di bassissime dosi.
Riguardo a questa casistica prima ho citato l’effetto spettatore, ma vi sono anche altri effetti che possono aiutarci a comprendere che l'esposizione alle radiazioni da particelle alfa e per basse dosi può risultare molto più elevata rispetto a quella che ci si attenderebbe. Sarei quindi molto più cauto nell'assolvere l'uranio impoverito da responsabilità circa l'insorgenza di queste patologie. Assai più utile è andare a indagare se sia possibile un effetto sinergico tra tossicità chimica e tossicità radiologica, ipotesi a mio avviso percorribile.

TRENTA Se mi è permesso replicare, signora Presidente, la messa in dubbio dell'applicazione del modello dell'ICRP in questi casi francamente desta forti perplessità. Il modello in questione, ricavato dall'esperienza di Hiroshima e Nagasaki, certamente non ha riguardato la contaminazione interna. Esso invece costituisce un riferimento, ad esempio, per i casi di esposizione dei minatori, che nelle miniere hanno respirato polveri di uranio e radon, che emettono particene alfa. I modelli da me considerati sono basati su questi strumenti e su questi dati di ricerca scientifica, non su Hiroshima e Nagasaki.
Tengo a precisare che le esplosioni di Hiroshima e Nagasaki hanno dato luogo ad una esposizione neutronica, per la quale i fattori di ponderazione sono analoghi a quelli utilizzati per le particelle alfa.

PRESIDENTE  Ringrazio il professor Trenta e il professor Zucchetti, ma certo non possiamo essere noi a decidere su questa contesissima contesa scientifica. Rimane il fatto che al termine di un'importantissima e interes­sante audizione, rimaniamo sempre con la stessa domanda priva di risposta.

Ogni quattro mesi i Ministeri della salute e della difesa inviano al Parlamento delle relazioni contenenti materiale informativo - se volete bruto, ma abbastanza mirato - sulle patologie riscontrate nei militari che sono stati nei teatri di guerra.
Risultano costantemente tumori che si segnalano per una presenza quantitativa significativa, a due cifre, e che sono per l'appunto quelli alla tiroide, ai testicoli, alle ossa, oltre alle leucemie, ed ai linfomi di Hodgkin.
Il fatto che la percentuale di insorgenza di tali patologie risulti significativamente superiore rispetto a quella riferita alla popolazione civile della stessa età e della stessa prestanza fisica e anche ai militari che non sono stati nei teatri di guerra ci induce a ritenere che, forse, c'è un imputato, un colpevole.
In ogni caso mi sembra rilevante che questi militari siano stati attivi in aree in cui l'uranio impoverito era presente in grandi quantità.

Dal momento che i dati oggettivi riferiscono che alcuni militari si ammalano in misura rilevantemente più significativa dei loro colleghi che non sono stati presenti nei teatri di guerra, dove l'uranio impoverito è stato abbondantemente utilizzato, cosa fa si che in essi non si trovi traccia dell'Uranio.
La stessa dottoressa Antonietta M. Gatti, un'esperta di nanoparticelle ascoltata dalla Commissione, nel corso della sua audizione, ha affermato di non aver trovato tracce del minerale (U) nei casi esaminati e che quindi è possibile che esista qualche altra concausa 
Si può parlare dell'effetto spettatore, dei kit di vaccinazioni somministrate in quantità eccessiva ai militari senza il rispetto dei tempi previsti per la loro assunzione, di fattori genetici, di fattori ambientali dovuti ad una esposizione a concentrazioni basse ma prolungate nel tempo.

Sto facendo delle ipotesi, che mi portano però a ritenere opportuno che la Commissione - naturalmente se vi è l'accordo dei colleghi - vi ponga il seguente quesito: dal momento che alcuni sostengono che l'uranio impoverito non può essere imputabile e che la Commissione ha la facoltà di indagare anche riguarda ad altre cause, indicate quali possono essere tali cause, altrimenti ci ritroviamo sempre allo stesso punto, senza poter spiegare l'origine delle patologie insorte.
Sembra di essere di fronte non tanto ad un giallo, quanto a casi di fantascienza !
Tratto dalle originali trascrizioni della seduta, pubblicate su: http://notes9.senato.it


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SENATO DELLA REPUBBLICA
Roma 08/03/06 - Uranio impoverito: nessun legame con Sindrome Balcani

Con 8 voti a favore e 5 astenuti la commissione parlamentare del Senato, che ha indagato sul possibile legame tra l'utilizzo dell'uranio impoverito negli armamenti e le malattie sviluppate dai militari italiani che sono stati in missione nell'area Balcanica, ha approvato la relazione finale del
Presidente Paolo Franco (Lega Nord). Si sono astenuti dal voto i commissari dell'opposizione di centrosinistra.

ROMA - Non sono emersi elementi per affermare una responsabilità diretta dell'uranio impoverito. Con queste parole il presidente della commissione d'inchiesta del Senato sull'uranio impoverito, Paolo Franco (Lega Nord), ha spiegato la decisione dell'organismo parlamentare di approvare la relazione finale che di fatto assolve l'uranio impoverito, slegandolo dalla cosiddetta Sindrome dei Balcani.

Secondo il presidente Franco relativamente alle morti e alle malattie che hanno colpito i militari italiani impegnati nell'area balcanica, non è stata trovata traccia di uranio nei campioni istologici esaminati, mentre sono state trovate nanoparticelle che potrebbero essere state prodotte dall'esplosione dei proiettili ad uranio impoverito. I commissari hanno richiamato l'attenzione sul poco tempo a disposizione della Commissione e sul fatto che vi fossero limiti scientifici che non avrebbero permesso una conclusione con dati univoci.
Mancherebbero, infatti, conferme scientifiche sulla pericolosità tossicologica di queste nanoparticelle.
Intanto l'opposizione di centrosinistra giudica illogici e del tutto insoddisfacenti i risultati finali a cui è giunta la commissione di inchiesta e qualcuno parla di passi indietro rispetto alla stessa commissione Mandelli.
Gigi Malabarba, capogruppo PRC al Senato e segretario della Commissione d'inchiesta apre la strada alla possibilità di ricorsi legali da parte dei militari malati e delle loro famiglie. La speciale elargizione prevista per i superstiti deve essere estesa anche ai militari che abbiano contratto infermità permanentemente invalidanti e l'importo della stessa, pari a lire 50 milioni, deve essere aumentato in misura consistente, anche in relazione all'aumento del costo della vita  ha detto il senatore -
Così è scritto nelle conclusioni della Commissione: dopo 15 anni dalla definizione di quell'importo e dopo che alle vittime di Nassiriya sono stati concessi 400 milioni, credo che un risultato sia stato raggiunto.

Precedenti interrogazioni : Interrogazione Parlamentare sui Danni dei Vaccini - 1
Interrogazioni parlamentari - 2 

Commento
NdR: Bene la decisione e' giusta !
Le nanoparticelle sono di MERCURIO che e' un'eccipiente dei VACCINI !
Ma ora occorre istituire una speciale commissione che vada ad indagare sui vaccini che hanno sicuramente reso malati i soldati sia quelli che sono andati nei Balcani sia quelli che si sono ammalati pur rimanendo in Italia !

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Commissione parlamentare d'inchiesta  - 19° Resoconto Sten. (1 dicembre 2005) - Senato della Repubblica - XIV Legislatura

PRESIDENTE Cedo subito la parola al professore Massimo Montinari, dirigente dell'ufficio sanitario del IX Reparto mobile della Polizia di Stato di Firenze.

MONTINARI  Voglio innanzitutto ringraziare la Commissione per la disponibilità e per la volontà di fare chiarezza su questo grave problema. Vorrei lasciare agli atti la letteratura medica che ho portato con me, perché meriterebbe un'attenta valutazione e discussione da parte degli organismi competenti, anche per inquadrare le metodiche con cui possono essere svolti studi randomizzati per accertare eventuali reazioni avverse o patologie definite di «causa da determinare», e che potrebbero essere davvero risolutive.
Mi riferisco a metodiche anche epidemiologiche che non sono state finora seguite dalle Commissioni istituite dal Ministero della difesa.

Da diversi anni mi interesso alle problematiche legate a patologie post-vaccinali, seguendo pazienti sia in Italia che all'estero, allo scopo di impostare delle metodiche di recupero dei pazienti, al di là dì una problematica medico-legale che ci da ragione a distanza di anni.
In riferimento alle questioni delle vaccinazioni e dell'uranio, premetto che, alcuni anni fa, per la prima volta osservai come medico dei militari provenienti dalla guerra del Golfo: si trattava di paracadutisti che avevano contratto più patologie, in genere autoimmunitarie, e che erano stati sottoposti anche ad interventi chirurgici, che rientravano nella cosiddetta sindrome del Golfo. Tali militari avevano già avuto contatti con l'uranio impoverito, all'epoca utilizzato dagli Stati Uniti in zona bellica. Il mio interesse per questa materia risale soprattutto a quel periodo.

Nel corso degli anni successivi esplose la polemica sull'uranio impoverito, sospettato di essere la causa di patologie neoplastiche, in particolar modo di (inforni, nei militari in missione in Kosovo, quindi oltre Adriatico. In quel periodo, a causa di tale situazione e anche per la pratica, non soltanto clinica ma anche medico-legale, che avevo su tale tipo di patologie, ho osservato diversi pazienti e diversi casi clinici.
Preciso che tutto ciò è documentato e documentabile, e posso fornire dati clinici su ogni soggetto cui mi riferisco.
Molti dei militari che ho osservato e che hanno contralto patologie invalidanti, volendo soffermarci soltanto a forme di linfomi e leucemie, non hanno mai avuto contatto con l'uranio impoverito. Si tratta di soldati in ferma breve o di carriera, quindi ufficiali e sottufficiali, appartenenti alle diverse Forze Armate (Marina, Esercito ed Aeronautica).

L'aspetto molto interessante che ho notato è stata l'insorgenza di forme linfatiche, e non di linfoma, nei militari che avevano svolto le loro funzioni come marconisti o comunque in ambienti chiusi e metallici e che avevano a che fare con le radiotrasmissioni. Differentemente, ho riscontrato patologie neoplastiche, come linfomi o forme da sclerosi multipla, in militari che avevano svolto il loro servizio in ambienti non chiusi da materiali metallici: sono osservazioni che credo la commissione Mandelli NON abbia evidenziato.

Inoltre, voglio accennare ad un caso che ho seguito, riguardante un militare deceduto nella provincia di Lecce per una forma di leucemia mieloide acuta, che ha presentato i sintomi in caserma (si tratta di un caso attualmente all'esame nei tribunali italiani e particolarmente romani); il giovane era stato vaccinato perché aveva fatto domanda per le missioni all'estero.
In tali casi, i militari vengono vaccinati automaticamente, firmano un generico consenso, non vengono informati sui farmaci - ricordo che i vaccini sono farmaci e non acqua fresca - che vengono inoculati, non vengono sottoposti ad un'attenta anamnesi familiare e personale, con particolare riferimento ad eventuali presenze di allergie agli eccipienti presenti nei vaccini.
Tutto ciò lo affermo sulla base della documentazione che ho con me, poiché studi randomizzati condotti negli Stati Uniti sui militari americani hanno tenuto in considerazione le eventuali allergie agli eccipienti vaccinali, in particolare al vaccino somministrato ai nostri militari che si riferisce all'antiepatite A e B; ne ho qui una copia e la consegnerò alla Commissione.
Si tratta di studi pubblicati su "Military Medicine", la più autorevole rivista medico-militare.

In tali studi sono stati individuati soggetti per la sperimentazione di un nuovo vaccino antiepatite A e B con uno screening, escludendo i soggetti allergici al timerosal e agli eccipienti vaccinali. Faccio questa osservazione perché può rappresentare uno spunto molto importante per inquadrare eventuali indagini clinico-statistico-epidemiologicbe sui nostri militari o sul resto delle Forze dell'ordine e delle Forze Armate.
Sono stati sottoposti al suddetto studio 105 soggetti, escludendo i soggetti già allergici o portatori di altre affezioni che potessero far ipotizzare una eventuale patologia pregressa ad un'eventuale vaccinazione: l'aspetto molto curioso è che uno di quei soggetti ha presentato una encefalite asettica dopo la terza somministrazione di vaccino.
È un caso che potrebbe essere proposto come ipotesi di studio da condurre a livello sanitario ed anche investigativo: se un soggetto su 105 ha presentato una forma neurologica (una encefalopatia asettica, com'è affermato nei documenti statunitensi), vorrei capire, volendo fare un discorso epidemiologico su quanti vaccini vengono somministrati sul territorio italiano ed ai nostri militari, quante patologie neurologiche sono in incremento, e se sussiste una stretta correlazione.

I dati dell'Istituto Superiore di Sanità indicano 938 casi in Italia di sclerosi multipla su adulti dopo vaccinazione antiepatite B tramite l'Engerix B, quindi stiamo parlando di un solo vaccino e non di tutti.
La Glaxo (l'attuale Glaxo Smith Kline) ha comunicato di essere a conoscenza soltanto di 32 casi legati al suo vaccino. Si tratta di atti giudiziari (in questo periodo sono in corso alcune cause), sono atti dimostrabili e documentali che posso consegnare alla Commissione come arricchimento del bagaglio scientifico-culturale.

Ciò che vorrei sottolineare - e consegno alla Commissione la relativa documentazione medica che rappresenta una letteratura molto interessante - in merito alle patologie neoplastiche e alla leucemia, cioè la forma che si manifesta in maniera più evidente e lampante in questi ragazzi, è che la Commissione Mandelli ha affermato che l'uranio potrebbe determinare l'incremento dei linfomi, ma ha escluso la possibilità di sviluppo di forme leucemiche. Qualcuno ha detto che anche i vaccini, in alcuni casi, possono determinare certe forme neoplastiche. Ho portato con me della letteratura in cui è dimostrato come il timerosal determini l'insorgenza di leucemie acute. Mi riferisco a dati che consegnerò alla Commissione.

Ritengo, quindi, non si debbano sottovalutare alcuni fattori quali, ad esempio: una predisposizione individuale dei nostri soldati a eventuali pa­tologie o allergie nei confronti dei metalli; il fatto che i ragazzi sottoposti a vaccinazione non ricevono adeguate valutazioni anamnestiche e che molti di loro sono stati vaccinati in zone di operazione (ciò è documentabile anche con indagine investigativa delle Forze Armate) e non in patria, né sono stati sottoposti alla sorveglianza pre e post vaccinale imposta.
Va considerato, inoltre, che i nostri soldati, come i dipendenti delle Forze dell'ordine, sono lavoratori e, in quanto tali, necessitano di un controllo periodico anche su possibili ed eventuali complicazioni o patologie; quindi, è necessario garantire un'azione di prevenzione delle patologie da lavoro e una sorveglianza nell'Esercito che ora, da quanto mi risulta, non viene eseguita.

In particolare, il militare deceduto per una forma di leucemia (le mie affermazioni si basano su documenti ufficiali che posso consegnare alla Commissione) lavorava in un ambiente molto ricco di onde a bassa frequenza; è importante valutare anche questo particolare che può specificare l'inserimento e l'accentuazione di patologie in ambienti in cui sono presenti onde a bassa frequenza - lascerò alla Commissione la letteratura che è interessante da questo punto di vista - che possono determinare l'insorgenza di forme leucemiche.
Il militare in questione, che prestava servizio in una certa struttura militare, non è stato mai sottoposto a sorveglianza medica, ha contratto e ha manifestato i primi segni di leucemia con epistassi violente che non sono state osservate dagli ufficiali medici di servizio, né è stato trasmesso al comando e agli ufficiali medici superiori il quadro clinico. Egli ha svolto regolare servizio.

Si è recato, per una consulenza, presso l'ospedale Celio di Roma per una forma di micosi (con il termine micosi si indica un quadro riferibile a uno stato di deficienza immunitaria) e gli è stata prescritta soltanto una pomata antimicotica. Questo ragazzo, mentre era in servizio, ha avuto una grave forma di emorragia cerebrale: durante il servizio ! Condotto in ospedale a Civitavecchia da commilitoni che non conoscevano neanche il suo nome e cognome (questo per inciso), è giunto cadavere.

Non esiste, a tutt'oggi, una reale forma di sorveglianza o di vigilanza sanitaria nelle Forze Armate.
Molti soldati sono vaccinati in zone belliche, in zone di operazione, senza che siano rispettati non i calendari, ma le osservazioni cautelative pre e posi vaccinali nei confronti dei ragazzi stessi.
Mi interrompo qui; lascerò la documentazione a vostra disposizione.

Ci sarebbe la possibilità, se la Commissione lo volesse, di formare un gruppo tecnico per indagare scientificamente su eventuali rivalutazioni epidemiologiche, cliniche e scientifiche; è possibile farlo seguendo ufficialmente i protocolli dell'esercito americano qui riportati, con l'esclusione di forme patologiche che potrebbero inquinare le nostre indagini affinché sia possibile, a questo punto, avere una certezza scientifica e dati scientifici inoppugnabili. In qualunque situazione, con qualunque disponibilità vogliate contattarmi, sono disposto a fornirvi ulteriore documentazione scientifica integrativa.

PRESIDENTE. Ringrazio il professor Montinari per il suo contributo. Dispongo l'acquisizione da parte della Commissione della documentazione che ci vorrà consegnare. Mi è sembrato si riferisse anche a documentazione non disponibile ora; se lei vorrà farcela pervenire, sarà ovviamente recepita dalla Commissione perché ritengo le sue informazioni molto interessanti.

BONATESTA (AN). Il dottor Montinari ha svolto una relazione abbastanza precisa, ponderata, attenta a quello che diceva ed al modo in cui lo diceva. Ha lasciato intendere che tutto è documentato; quindi, ogni parola pesata deve avere il suo significato.
Lei ha pronunciato una frase che mi ha colpito e sulla quale vorrei un chiarimento. "La commissione Mandelli non ha trovato o non ha evidenziato".
Perché ha pronunciato questa frase ? Cosa la Commissione Mandelli non ha trovato o non ha evidenziato ?

MONTINARI. Non sono al corrente di come abbia realmente operato la Commissione Mandelli voluta dal Ministero della Difesa.
Credo che se si vuole fare chiarezza su certe problematiche che riguardano il popolo, quindi i cittadini e i soldati, che fanno parte della nostra gente, le Commissioni che indagano dovrebbero essere aperte alle persone che possono oggettivamente condurre le valutazioni più attente.

La Commissione Mandelli, da quanto ho potuto leggere e constatare dalle modalità con cui ha svolto le proprie considerazioni, si è basata essenzialmente su un aspetto epidemiologico di certe forme di linfoma in rapporto alla popolazione non militare.
Si è certo riscontrato un incremento di questa patologia nel mondo giovanile ma forse tra i militari l'incremento è ancora maggiore. Ripeto, la Commissione Mandeili si è basata su un aspetto prettamente epidemiologico.
A mio avviso, nella metodica di indagine di quella Commissione non sono stati valutati tutti gli altri fattori che avrebbero potuto dimostrare qualcosa di differente. Ad esempio, i linfomi non sono leucemie acute, sono patologie diverse, presentano un diverso meccanismo e differenti sono i geni coinvolti; le malattie croniche, poi, non sono i linfomi e non sono le leucemie acute.
Le forme leucemiche sono quindi tante ma non sono state osservate attentamente dalla Commissione Mandelli; anzi, a mio avviso, non sono state per niente prese in considerazione. Ci si è basati soltanto su un aspetto del problema prettamente legato al linfoma e non si è considerata la multifattorialità dell'insorgenza di una certa patologia.

Studi statunitensi più attenti, che in questo caso ci sono maestri, in quanto la letteratura militare americana è altamente qualificata, e lo è molto di più di quella italiana, perché estranea a certe lobby farmaceutiche, precisano che per una qualunque valutazione bisogna considerare diversi fattori. Infatti, lo studio cui ho accennato non si basa su aspetti epidemiologici ma rappresenta un metodo di approccio all'indagine che potrebbe essere assunto da noi italiani quale modello di particolare interesse. In questo studio sono escluse determinate forme che potrebbero inquinare i campioni che accedono al tipo di valutazione osservazionale che intendiamo seguire. Ad esempio, se su 105 soggetti vaccinati con un certo tipo di vaccino si registra un caso reattivo anomalo l'incidenza non è minima bensì elevatissima; significa, cioè, che su 100 soggetti una persona ha contratto una encefalopatia.

Possiamo quindi affermare che i dati relativi all'incremento di neuro­patologie, tipo la sclerosi, di cui è in possesso il Ministero della Salute, sono sottostimati. Il mio lavoro si incentra sull'osservazione di bambini affetti da encefalopatie e, purtroppo, ne seguo tantissimi; si tratta di casi di encefalopatia subclinica definita sindrome autistica, la cui incidenza negli anni è aumentata. Mentre su questi casi all'estero si parla di epidemia, in Italia questo allarme non esiste.
Seguo molti bambini, figli di poliziotti, nelle strutture della polizia e l'incremento del numero dei casi è elevatissimo. Studiando questi soggetti dal punto di vista ematochimico, biochimico, virologico, immunogenetico (per ognuno esiste un fascicolo molto voluminoso e non sono il solo a lavorare in questo campo), stiamo dimostrando che tra le cause predominanti delle encefalopatie ci sono le vaccinazioni somministrate ai bambini in tenera età.
Tra le principali vaccinazioni incriminate cito quelle contro il morbillo, la parotite e la rosolia. Noi disponiamo dei dati e le commissioni ospedaliere e i tribunali ci stanno dando ragione.
In Italia la metodica di controllo sulle reazioni avverse ai farmaci è fasulla.  L'Italia, quindi, non effettua un controllo sui farmaci che sia epidemiologicamente valido. -
vedi: Lo ISS (Istituto Sup. di Sanita' ) NON effettua nessun controllo sui vaccini !

Pertanto, quando l'Istituto Superiore di Sanità emana circolari per informare e comunicare direttamente alla popolazione ed alle strutture militari che "non esistono reazioni avverse ai farmaci" afferma delle falsità perché in Italia non esiste una valutazione epidemiologica attendibile. L'epidemiologia è una cosa seria e deve essere fatta da persone serie e i parametri devono essere di indubbia valutazione, indiscutibili.
Una Commissione creata ad hoc per valutare una singola patologia non è attendibile nell'esame concreto di una fascia molto più ampia. Non bisogna indagare sul linfoma ma su tante patologie di cui sono affetti i nostri militari non solo dell'Esercito ma di tutte le Forze Armate.
I dati che sono stati forniti non sono attendibili. Metto in discussione i dati del Ministero della salute, così come è dimostrato dalla letteratura internazionale. Il Sud Africa applica una metodica di controllo superiore a quella italiana.
Mi fa piacere mettere a disposizione della Commissione le pubblicazioni perché l'archivio esistente, sotto questo profilo, è molto ampio ed interessante.
Io non sono uno scienziato ma un povero poliziotto; c'è gente più qualificata di me che ha già dimostrato quello che sto dicendo. Il problema però è che questi dati non sono riconosciuti e non giungono sui tavoli di discussione.

Inoltre, un buon osservatore, un ricercatore medico valuta che le pubblicazioni mediche indexate o quelle che si considerano avere un impac factor importante sono spesso gestite dall'industria farmaceutica.
Ritengo di essere un banale e povero osservatore investigativo ma quando in televisione vengono trasmesse le pubblicità dell'industria farmaceutica che gestisce il 95 per cento della ricerca, ho seri dubbi sulla validità di molte pubblicazioni sponsorizzate.
Credo più alle pubblicazioni di quei ricercatori, virologi, immunologi, genetisti che lavorano e pubblicano negli istituti di ricerca. Peraltro, bisogna anche sapere interpretare i lavori effettuati.
Un esempio banale: se intendo effettuare un'indagine circa le reazioni ai vaccini su "Medline", un database di informazione medica internazionale cui sia la polizia che i tribunali si rivolgono spesso, ed indago in base al binomio «leucemia-vaccini» non ottengo alcun risultato; se invece indago ricercando il binomio "leucemia-timerosal" il materiale è notevole.
Infatti, non vengono pubblicati quei lavori che comunicano che un vaccino ha arrecato danni, ma se lo stesso lavoro parla solo degli eccipienti la pub­blicazione è consentita.
Oggi è vietato parlare di danni da vaccini.

Sono un funzionario di polizia e sto parlando in una Commissione parlamentare di inchiesta del Senato della Repubblica.
Chiedo quindi che la Commissione indaghi su una circolare che ha spinto le commissioni ospedaliere italiane nelle Forze Armate a negare al cittadino il riconoscimento del danno post-vaccinico, ad esclusione del danno causato da vaccino antipolio. La mia è una richiesta ufficiale e spero di poter disporre della documentazione originale di detta circolare.
Questo è un atto grave e l'accoglimento della mia proposta risolverebbe molti problemi.

FINESSI Raffaele. Molti militari continuano ad ammalarsi. Da quando i nostri nomi, per fortuna o per disgrazia, sono stati pubblicati dai giornali continuiamo a ricevere telefonate di ragazzi che non sono partiti per il Kosovo, che non hanno mai sentito parlare di uranio ma che si ammalano di leucemia. Anche oggi, venendo qui in Senato, abbiamo incontrato sull'autobus un ragazzo al quale è stato diagnosticato un linfoma tre mesi fa. L'insorgenza del linfoma sembra quasi un evento automatico.
A mio avviso, tutto questo è la punta di un iceberg: 45 morti su 300 soldati malati candidati ad una vita tremenda. È una malattia bruttissima, mi creda, signor Presidente.

PRESIDENTE. Faremo tesoro anche di queste ultime osservazioni.
La nostra Commissione ha già svolto indagini in merito ad altre segnalazioni e valuteremo con i nostri consulenti come aderire alle proposte avanzate dal professor Montinari.

SILVESTRE. Vorrei puntualizzare alcuni aspetti importanti.
Si parla sempre di cifre ufficiali nelle quali Francesco Finessi non rientra; nel suo caso non è stata riconosciuta la causa di servizio, come a tantissimi altri militari italiani. Parliamo sempre di percentuali ammesse dal Ministero della difesa ma questa Commissione di inchiesta deve sempre tenere presente che i casi non riconosciuti per una miriade di motivi sono moltissimi. A Francesco la causa di servizio era stata riconosciuta da una commissione medica di Bologna ma un organo amministrativo, con sede a Roma, non l'ha fatto.

In secondo luogo, è necessario tenere sempre presente che si sono ammalati e sono morti sia militari vaccinati che hanno operato in zone di guerra e che sono stati a contatto con l'uranio sia militari vaccinati ma che non sono stati mai a contatto con l'uranio, né in Italia (ricordiamo il caso sorto in ordine al Poligono di Salto di Quirra) né all'estero; allo stesso tempo, si sono ammalati e sono morti anche civili che per scopi non militari, quali viaggi, sono stati vaccinati con gli stessi farmaci somministrati ai soldati. Mi sembra un dato molto importante.

Infine, le somministrazioni di questi medicinali non sono state effettuate, almeno nei casi che abbiamo avuto modo di analizzare, sulla base di prescrizioni mediche. Alcuni vaccini devono essere somministrali a distanza di quattro o sei mesi l'uno dall'altro, mentre sappiamo che sono stati somministrati sei vaccini contemporaneamente, nello stesso giorno o a distanza di pochi giorni. Questo può avere causato interazioni dannosissime per l'organismo di quei ragazzi. Si trattava anche di vaccini contro malattie, come il morbillo, nei confronti delle quali i militari erano già potenzialmente immuni.
Non sono un medico, mi occupo di diritto, ma medici molti più preparati di me sull'argomento mi hanno spiegato che un vaccino sovrapposto ad un altro vaccino ancora efficace è estremamente dannoso e può creare interazioni particolari.

Da ultimo, secondo i signori Finessi sarebbe opportuno che la Commissione prendesse in esame l'eventualità di effettuare perizie sul contenuto dei vaccini somministrati ai militari e perizie medico-legali sull'eventuale influenza che tale contenuto produce sull'organismo umano, soprattutto in considerazione della errata modalità di somministrazione massiccia e del contenuto delle sostanze.

MONTINARI.  Vorrei porre una domanda: la Commissione è al corrente che le vaccinazioni contro il vaiolo, somministrate a 500.000 soldati americani nella recente guerra in Iraq, sono state sospese e ritirate in quanto hanno creato reazioni avverse sui militari ? Stiamo parlando di dati attendibili e di valutazioni epidemiologiche che non possono passare inosservate.

PRESIDENTE. Intendo ringraziarvi per la partecipazione e per il contributo portato all'attività della Commissione.
Il dottor Domenico Leggiero, consulente della Commissione, che al pari di altri consulenti ha assistito, dietro mia autorizzazione, all'odierna seduta, in relazione ad alcune affermazioni della signora Passaniti che lo hanno oggi chiamato in causa, ha preannunciato l'invio per iscritto di alcune precisazioni, che avrò cura di portare a conoscenza della Commissione.

Dichiaro conclusa l'odierna audizione.
I lavori terminano alle ore 15,35. - Licenziato per la stampa dall'Ufficio dei Resoconti - versione originale in PDF
Tratto dalla versione integrale dell’Audizione al Senato del: 01/12/05
http://www.senato.it/documenti/repository/commissioni/uranio/Stenografici/uranio-019d.PDF


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Senato della Repubblica - XIV Legislatura
Commissione parlamentare d'inchiesta  -19° Resoconto Sten. (22 settembre 2005)

NOBILE Franco (prof. medico Oncologo) - per la successiva audizione del prof. F. Nobile
Stiamo proseguendo le indagini sotto questo profilo, chiedendoci In particolare quale possa essere stata la causa dell'abbassamento del potere immunitario dei reduci. Stiamo esaminando in primo luogo lo stress, perche’  indubbiamente andare in missione all'estero è stressante.

In secondo luogo, la nostra attenzione si è concentrata - copie peraltro ha fatto anche la vostra Commissione - su quelle vaccinazioni che, non vengono condotte secondo i protocolli della Sanità militare
Le vaccinazioni sono una conquista importantissima della medicina ! perché grazie ad esse, abbiamo debellato la piaga delle malattie infettive: oggi non si muore più di molte malattie infettive e noi oncologi speriamo di arrivare, in futuro, alla vaccinazione contro il cancro.
Quindi, la vaccinazione è preziosa, però va fatta in un certo modo.
Del resto, ad un ammalato che ha uno scompenso cardiaco si somministrano 10 gocce di digitale per curarlo, ma con una dose di 50 gocce lo si avvelena. Il dosaggio deve essere sempre adeguato, per le medicine come per le vaccinazioni.
Anche l'uomo della strada sa che, se ha fatto l'antitetanica, non può ripeterla il mese dopo, altrimenti gli viene uno shock anafilattico: si ha cioè l'effetto contrario, invece di potenziare la difesa immunitaria, la si deprime. 

Stiamo valutando se sono state fatte correttamente le vaccinazioni, esaminando tutti, i libretti vaccinali dei para.
Alcuni di essi, credetemi, non hanno più spazio nel libretto per le numerose vaccinazioni somministrate, perche’ ogni volta che vanno in missione, ne fanno molte. Ad alcuni ufficiali dei para è stata diagnosticata un'epatite C, perché avevano prove di funzionalità epatica compromesse da queste reiterate vaccinazioni,  come abbiamo accertato ricoverandoli nel reparto di medicina interna all'università di Siena.                                                                             
Oltre allo stress e alle vaccinazioni, possono esserci altre concause. Questi ragazzi fumano tutti moltissimo (alcuni usano sigarette molto forti, come le Marlboro, che provocano la maggiore dipendenza) e bevono, qualcuno anche un po' troppo. Ovviamente queste concause, se trovano un sistema immunitario depresso, possono provocare l'insorgenza di diverse patologie.                                                               
La magistratura aveva bloccato i provvedimenti di rimpatrio emessi dalle Prefetture nei confronti dei kosovari, perché gli avvocati difensori avevano affermato che i loro assistiti non potevano essere rimpatriati esistendo il rischio di ammalarsi di cancro da uranio impoverito.
Ho eseguito una perizia in qualità di CTU, che ho consegnato al Presidente, con cui  abbiamo smentito questa tesi, in base ad un'altra'serie di prelievi ambientali effettuati in Kosovo. I provvedimenti di rimpatrio sono stati perciò'  sbloccati.  

Come da documentazione consegnata al Presidente, dal 2002 collaboriamo sotto il profilo tecnico-scientifico con il procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Torino dottor Guariniello, il quale però mi ha autorizzato soltanto a dire che è in corso un'indagine sull'uranio impoverito, come ho riferito al Presidente, per le decisioni che riterrà opportuno prendere.
Tratto da: http://www.senato.it/documenti/repository/commissioni/uranio/Stenografici/uranio-011d.PDF
Se volete leggere tutte le audizioni avvenute al Senato sulla Commissione Uranio impoverito, esse sono disponibili sul sito : www.senato.it

Successive audizioni del Prof Franco Nobile ove parla dei DANNI dei VACCINI - Dic. 2010
Allegati e Glossario immunologico (della stessa audizione)

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SENATO DELLA REPUBBLICA  - Interrogazione parlamentare
al MINISTRO DEL CONSIGLIO, ai MINISTRI DELLA SANITA’ e della DIFESA
 

-    Premesso che tra tutti i contingenti militari che hanno preso parte alle operazioni nei Balcani, quello italiano appare il più colpito da gravissime malattie invalidanti;  
-    premesso che, ad esempio, il contingente tedesco — formato da 10.000 soldati che si sono alternati in Bosnia e Kosovo - presenta un solo caso di leucemia in linea con la statistica nella popolazione tedesca, e che in nessuno di questi militari sono state trovate tracce di uranio;

-    premesso che di contro in Italia sono stati accertati numerosissimi casi di bambini con gravissime patologie invalidanti e irreversibili causate dalle vaccinazioni obbligatorie;  
-    che detti casi ammontano a migliaia e 600 tra quelli accertati sono trattati dal solo dott. Massimo Montinari (Azienda Policlinico di Bari);  
-    che peraltro i militari italiani sono stati e sono tuttora sottoposti ad un cocktail di vaccini (tra obbligatori e cosiddetti facoltativi) che variano nel numero da 35 a 40;

-    che è stato scientificamente accertato che un solo vaccino riduce di molto le difese immunitarie e che 40 vaccini rappresentano una follia, specie se non sono rispettati i tempi di intervallo nella somministrazione tra l’uno e l’altro; tutto ciò premesso si chiede di sapere:  
1)  se è vero che i residenti civili nei Balcani e i contingenti militari di altri paesi europei non hanno subito la stessa incidenza di tumori, leucemia e malattie degenerative che invece presentano i nostri militari;  
2)  il numero, la qualità e i tempi di somministrazione dei vaccini inoculati ai militari italiani rispetto a quelli delle altre nazioni europee;  
3)  se è vero che nel luglio del 1993 fu presentata una denuncia alla Procura della Repubblica di Milano (indirizzata all’allora P.M. dott. Di Pietro) nella quale sì afferma che nel febbraio 1991 il Presidente della “Smith Kline Beecham” (casa produttrice del vaccino “Engerix B” contro l’epatite B) avrebbe versato L. 600.000.000 (320.000 Euri) al Ministro della Sanità dell’epoca e che nel maggio del 1991 la vaccinazione anti epatite B fu resa obbligatoria.  
In caso affermativo quale esito ebbe la denuncia e se e quali indagini furono svolte;  
4)  se è vero che l’obbligatorietà delle vaccinazioni sia stata revocata in molti Stati, essendone stata riscontrata la pericolosità specie in soggetti a rischio ma di tanto inconsapevoli;  
5)  se in considerazione dei fatti di cui in premessa il Governo, in luogo o insieme alla maratona dell’uso dell’uranio impoverito avanzata dai DS, ma in virtù dell’invocato medesimo principio di precauzione non ritenga dì adottare la moratoria sulla obbligatorietà delle vaccinazioni, ad evitare che si perpetui un eccidio già accertato.
Sen. Ettore Bucciero - Sen. Antonino Caruso (2001)

COMUNICATO STAMPA: URANIO   
BUCCIERO e CARUSO (AN): altro che moratoria sull’Uranio !  Occorre sospendere le vaccinazioni obbligatorie.
La richiesta di moratoria all’uso dell’uranio impoverito avanzata oggi dai DS non serve a nulla poiché l’eventuale danno all’ambiente è stato già provocato con la disseminazione dei proiettili.
E a nulla servirà - affermano i senatori Ettore Bucciero e Antonino Caniso di A.N. - se non si procederà contestualmente alla sospensione immediata delle vaccinazioni obbligatorie e facoltative dei nostri militari in missione come già richiesto in una interrogazione oggi depositata in Senato.
Nella quale interrogazione si chiede inoltre di sapere che fine ha fatto una denuncia del 1993 nella quale si afferma che alcune vaccinazioni sono state rese obbligatorie solo per favorire alcune case produttrici di vaccino.
Sen. Avv. Ettore Bucciero 
+  Vedi Uranio

ANSA - BARI, 8 GEN 2001
URANIO: AN, COMMISSIONE INDAGHI su DANNI CAUSATI da VACCINI
- Sono i vaccini che hanno prodotto numerosi casi di leucemia fra i soldati dei Balcani: lo sostengono in una nota i senatori di Alleanza Nazionale Ettore Bucciero e A. Caruso, annunciando che chiederanno “una commissione d’inchiesta “ che indaghi a tutto campo, e cioè sui danni e sulle cause che li  hanno originati”.
Mentre tutti si affannano ad imputare alla Nato, agli Usa, e al ministero della Difesa responsabilita" ed omissioni sulla cosiddetta "sindrome dei Balcani" - sottolineano sta invece emergendo una realta’ piu’ drammatica e vergognosa:
il ministero e l’istituto superiore di sanita’ omettono di rendere noto che la vera causa sono i vaccini
”.
Perché - prosegue la nota - l’istituto o il ministero sanno da tempo sia che migliaia sono i casi clinici in osservazione e sia che 600 sono i casi che hanno dimostrato la stretta relazione tra l’impiego dei vaccini e l'insorgenza di gravi danni alla salute”, sinora - si evidenzia - la maggioranza delle vittime da vaccino sono stati i bambini, molti dei quali ormai gravemente ed irreversibilmente handicappati”.
Quanto ai militari - sostengono Bucciero e A. Caruso - nessuno ha detto che essi sono stati sottoposti ad una micidiale raffica di vaccini che, tra obbligatori e facoltativi (NdR: ma caldamente consigliati), ammontano a 35 e a 40, senza peraltro in molti casi che tra l' una e l’altra inoculazione sia stato rispettato l’intervallo prescritto”.
Se a cio’ si aggiunge che i vaccini contengono stabilizzanti dannosissimi per la salute (mercurio, formaldeide, alluminio  ecc.) e che e’ dimostrato scientificamente il crollo delle difese immunitarie in chi subisce l’inoculazione, e’ facile conseguentemente argomentare - affermano i due senatori - che appare delittuoso il comportamento del ministero della sanita’ che oppone un rifiuto sospetto ad ogni tentativo di indagine sullo connessioni tra vaccini, handicap, mutazioni genetiche”.

"Morte improvvisa tra reclute finlandesi (a seguito di danni cardiaci da vaccini)", British Med Journal, 1976

Commissioni di Inchiesta sull’URANIO
(AGI) - Roma, 15 nov. 2005 - "Come rivela oggi il Secolo d'Italia, quello del presunto vaccino-killer è sempre più un giallo: quale ditta lo produceva ?". Lo dichiara il senatore Michele Bonatesta, vicepresidente della commissione d'inchiesta sull'uranio impoverito e membro della direzione nazionale di AN.
Il Sen. Michele Bonatesta (AN) vicepresidente di detta commissione presieduta da Paolo Franco (2005) ha commentato l’audizione dei vari consulenti e degli esperti della commissione, provenienti anche dall’estero, …”che NESSUNO di essi si e’ sentito di escludere a priori che i vaccini possano essere i responsabili di queste malattie e di queste morti (circa 300 malati e 80 morti) dei nostri militari, dunque abbiamo avuto ragione nel non voler scegliere a priori alcuna tesi e nel batterci perche’ sulle malattie e sulle morti dei militari italiani, si cercasse la Verita’ a 360°’, come ci aveva chiesto anche la signora Santa Passaniti, madre di Francesco Finessi, (Audizione del 01/12/2005) uno dei nostri ragazzi in divisa morto per Linfoma non Hodgkin senza essere MAI STATO nei Balcani ne’ a contatto con l’Uranio impoverito”...
...ma che e' stato vaccinato da molti vaccini... infatti non gli hanno trovato nell'organismo le nanoparticelle di UI...ma di altri metalli tossici, contenuti in certi vaccini  
Anche la dott.essa Gatti nelle sue indagini con apposite apparecchiature ha identificato nei reni dei militari nanoparticelle di Mercurio (eccipiente dei Vaccini) e NON di Uranio impoverito ! (vedi la relazione della sua audizione)
vedi anche intervista a Santa Passaniti:
URANIO impoverito ? NO sono i Vaccini  +  Contenuto dei Vaccini 

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Estratti dalle Audizioni  della Commissione del Senato: ULTERIORI DATI dallo Stenografico della Audizione del 22 Luglio 2007:

GATTI. Se mi e’ permesso, a quanto gia’ osservato dai colleghi vorrei aggiungere che i dati raccolti nel corso del sopralluogo suggeriscono un'altra visione del problema. Ad esempio, uno studio svolto in proposito dalla ASL 8 di Cagliari sulle patologie e sui decessi in questione fornisce dati diversi ed inoltre non da informazioni sull'attività svolta dalle persone decedute. Dai dati che noi abbiamo raccolto in quell'area risulta che un 30 per cento delle persone malate, nello specifico affette da forme di leuce­mia, sono pastori.

NOBILE. ….. Ci siamo chiesti perché tutti questi militari sono immunodepressi e che cosa è che li deprime, perché nei civili della stessa fascia di età non si rileva analoga immunodepressione.

Trattandosi di campo immunitario, siamo andati a controllare la prima causa che tocca il sistema immunitario di un soggetto, cioè i vaccini.
….. Ebbene, dai controlli compiuti abbiamo visto che i gradi maggiori di immunodepressione si riscontrano nei paracadutisti - ho con me la documentazione - vaccinati con vaccini che in seguito sono stati ritirati dal commercio, come il Neotif.
La stessa antitetanica viene eseguita senza un'anamnesi vaccinale; ciò significa che se il militare ha fatto un'antitetanica il giorno prima di arruolarsi, in seguito a una ferita da taglio gli potrà essere prescritta una nuova antitetanica. E stato quindi riscontrato uno shock immunologico da vaccini, comprovato dai nostri esami di laboratorio. Stiamo continuando gli esami, ma sarebbe molto utile disporre di un database di tutti i fogli matricolari per verificare se coloro che hanno subito le vaccinazioni peggiori hanno anche i peggiori sistemi immunitari.
…. Inoltre, le più grandi potenze finanziarie ed economiche esistenti sono le multinazionali del farmaco, che muovono interessi enormi. Mi riservo comunque di parlare in privato con la Presidente a proposito di alcuni particolari, altrimenti sarei costretto a chiedere la seduta segreta.

SCARSELLA ….. Nella tabella potete osservare i valori ematologici degli elementi della serie bianca, ossia quelli che successivamente possono andare incontro a patologie, come ad esempio il linfoma di Hodgkin, di cui si parlava precedentemente. La tabella dovrebbe essere bianca, ma così non è: i va­lori rossi rappresentano i fattori di allarme, ossia sistemi che vengono rilevati come alterati.
Fra tutti i casi esaminati non vi è un solo soggetto che presenti un livello normale del valore ematologico.
Nell'immagine successiva vi è un dato eclatante. Si tratta di linfociti neutrofili: nessuno della popolazione considerata ha una percentuale di rapporto nucleo-citoplasma, ossia della complessità della forma di quei globuli bianchi, che corrisponde a un valore normale. In pratica, nella po­polazione esaminata non vi era un solo soggetto che stava bene.
I
l professor Nobile aveva già parlato di soggetti immunodepressi; in questo caso non arriviamo a parlare di immunodepressione, ma di una situazione linfocitaria fortemente alterata, una patologia non ancora conclamata. Molto probabilmente è un segno premonitore di uno stato patologico successivo.

Abbiamo riscontrato una situazione di questo tipo: 2 casi che si avvicinano al quadro ematologico del linfoma di Hodgkin (2 su 18, quindi 1 su 9, con una frequenza che è circa 150 volte superiore a quella attesa) e alterazioni univoche dei parametri posizionali. Non sappiamo esattamente chi è e dove si trova il killer, ma sicuramente abbiamo capito dove ha sparato. Le immagini che vedete rappresentano i dati ottenuti ed essenzialmente mostrano che tali soggetti non stanno bene, anche se apparentemente sono sani e marciano. C'è qualcosa che non va nel loro sangue.
Ciò che chiediamo è l'appoggio della Commissione per cercare ulteriori dati in questa direzione.

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I PASTORI Sardi (di cui si parla nelle audizioni) hanno subito la vaccinazione per il tifo, obbligatoria fino agli anni (1997) oggi comunque fortemente consigliata e sollecitata dalle ASL, perche’ i pastori lavorano i prodotti caseari (sono quindi alimentaristi), con richiami triennali nel corso degli anni successivi !
http://www.levaccinazioni.it/Professionisti/Documenti/legislazione.htm

D.P.R. 26 marzo 1980, n° 327 “Regolamento di esecuzione della legge 283/1962 e successive modificazioni.......disciplina igienica delle sostanze alimentari e delle bevande..”
art. 38. Vaccinazioni del personale. Il personale di cui all’articolo precedente deve essere sottoposto alla vaccinazione antitifico-paratifica, nonché ad ogni altro trattamento di profilassi che sia ritenuto necessario dall’autorità sanitaria competente…”
In Italia, l’obbligo del libretto di idoneità sanitaria per alimentaristi è stato stabilito dalla Legge 283 del 30 aprile 1962 (pdf 35 kb) e dal relativo regolamento d’esecuzione per Decreto del Presidente della Repubblica 327 del 26 marzo 1980 (pdf 391 kb).

”La vaccinazione antitifica NON deve essere somministrata a soggetti con deficit immunitari
http://www.oikos.org/campi/vistivaccini.htm
Anche le pecore vengono vaccinate: muoiono TUTTE
vedi: pecore_lingua_blu.htm

Seduta martedì 2 maggio 2007 prof. Trenta: la causa delle malattie dei militari è da cercare da tutt’altra parte che non l’UI.
Seduta 12.10.1006 ing. Sgrilli e ing. Cesari: l’UI non e’ la causa di queste patologie nel dal punto di vista radioattivo né tossicologico.
Seduta 18 maggio 2005 dott. Tirelli (oncologo di Aviano):  militari con schegge di uranio in corpo non accusano alcuna patologia.
Seduta 26 maggio 2005 Gen. Donvito: pag. 8    220.000 minatori in miniere di uranio dopo 38 anni di lavoro, nessuna patologia.
Seduta n° 160 del 18/06/02 All B: Interrogazioni a risposta orale Del Mastro Delle Vedove al Ministero della Difesa, per sapere – premesso che: Venerdi 14 giu. 2002 l’apposita commissione  istituita dal Min. della Difesa e presieduta dall’ematologo prf. Mandelli, afferma “che NON e’ possibile stabilire nesso eziologico fra insorgenza dei tumori fra i ns soldati e la contaminazione derivanti dalle polveri dei Balcani”.
Seduta del 01/03/2006 Sen DeMasi (AN):….” Quindi il problema della somministrazione e della tipologia dei Vaccini, oltre a tutto quanto afferisce a questo argomento, dovrebbe essere al PRIMO PUNTO dell’ordine del giorno nell’agenda della nuova Commissione d’inchiesta della prossima legislatura, alla quale riteniamo si DOVREBBE dare l’Autorita’ di Commissione di Garanzia, considerata la Gravita’, l’importanza e la Nobilta’ delle finalita’ relative alla TUTELA  della Salute”.

Le malattie che anno colpito i giovani militari sono da attribuire a qualcosa che crea azioni  immediate, a qualcosa che gli è stato iniettato: i VACCINI, con le tossine ed i metalli pericolosi contenuti come stabilizzanti che le ditte farmaceutiche immettono nei vaccini e che affermano (sui Bugiardini)  anche di NON essere a conoscenza sui DANNI che possono scatenare nel tempo.
vedi:  Contenuto dei Vaccini  Come si producono i Vaccini

Questi metalli in particolare: alluminio, piombo, stronzio, bismuto, ferro, zirconio, mercurio, ecc., sono presenti nel sangue, nello sperma, nelle cellule, dei militari (vaccinati) esaminati dalla consulente della commissione dott.essa Gatti che non ha mai trovato URANIO.
Lei stessa conclude in un reperto che essendo questi metalli non compatibili con la vita, né bio-degradabili, non permettono neppure l’attecchimento del midollo in caso di trapianto.

Il tenente colonnello medico dott. Chinelli afferma: in uno studio condotto su militari è emerso che militari perfettamente sani, DOPO la somministrazione dei vaccini in 38 di essi è manifestata la presenza di gammopatie monoclonali, questo riferito in seduta plenaria del 19 gennaio 2006. 
Ora i casi sono divenuti 60; ragazzi che devono essere controllati con visite ed esami per 5 anni perché questa patologia può degenerare in tumori ematici e linfatici.

Commissione All. B seduta n. 160 del 18.6.2002 Del Mastro delle Vedove al Min. della Difesa – Per sapere – premesso che: Il quotidiano Libero di dom. 16 giu 2002 pag. 14, riporta la seguente testuale dichiarazione del maresciallo dei Cocer D. Leggiero: “La somministrazione dei vaccini in Bosnia non e’ affatto corretta.
Il regolamento medico impone che il trattamento debba essere diluito in piu’ soluzioni nell’arco di due, tre mesi ai quali debbono seguire altri trenta giorni prima del dispiegamento del soldato sul territorio di missione. Sa cosa abbiamo scoperto invece ? : che non solo le vaccinazioni avvenivano in una sola soluzione ma addirittura in Loco, cioe’ in Bosnia.
Questa e’ una chiara violazione
delle regole imposte dal regolamento militare delle procedure sanitarie. Quei vaccini oltre a rilasciare metalli pesanti che abbiamo rinvenuto nel midollo osseo, abbassano terribilmente- se mal eseguiti- le difese immunitarie del soggetto esponendolo piu’ facilmente a patologie gravi”.

Rileggendo le varie vissicitudini dei militari malati si evince che “le storie dei militari  si assomigliano” -  
vedi Seduta del 27 ottobre 2005 pag, 19-20-21-22 e pag 21 del 27 ottobre 2005, il caso Sepe, per far capire a chi legge che i ragazzi-militari quando arrivavano nei Balcani ERANO GIA’ AMMALATI, da pochi mesi a poco più di un anno, con la comparsa dei linfonodi ascellari,  inguinali,  al collo, preceduti sempre da severo dimagrimento, stanchezza e talvolta da sanguinamento alle gengive.

Maresciallo Leggiero- Osservatorio Militare- nella Conferenza stampa del 29 maggio 2005 svoltasi presso la Camera dei Deputati il 29 maggio, con grande presenza mediatica e televisiva, ha affermato: «Abbiamo chiesto ad un istituto di Modena, il più all'avanguardia in Europa per questo tipo di ricerche, di fotografare cellule bioptiche dei ragazzi deceduti e di quelli malati. Le abbiamo poi suddivise in base all'area di operatività dei soggetti: territorio d'impiego, durata del servizio e tipologia del servizio prestato. All'interno del loro midollo osseo abbiamo trovato presenza in quantità incredibili di metalli pesanti quali: alluminio, mercurio, zinco, zirconio e fibre d'acciaio. Se alcuni di essi possono essere conseguenza della guerra convenzionale, altri no».

Il professor Franco Nobile, oncologo di Siena, recentemente audito in Commissione d'inchiesta, puo’ dimostrare che l'immunodepressione riscontrata in uno studio svolto su 600 paracadutisti non sia riconducibile a ciò che i soldati hanno inalato durante le missioni di peacekeeping, piuttosto a un'errata somministrazione dei vaccini…..

Perché dunque Nobile ha lanciato questo allarme ? «Solo l'epidemiologia può darci una risposta, ma in Italia non c'è un registro dei danneggiati da vaccino. Le compagnie americane non assicura­no contro i danni da vaccino. Noi abbiamo cercato di valutare se siano state fatte correttamente le vaccinazioni, esaminando tutti i libretti vaccinali. In alcuni di essi non c'era più spazio per le numerose vaccinazioni somministrate: ogni volta che i militari vanno in missione ne fanno molte. Ad alcuni ufficiali dei para è stata diagnosticata un'epatite C, perché avevano prove di funzionalità epatica compromesse da queste reiterate vaccinazioni, come abbiamo accertato ricoverandoli nel reparto di medicina interna all'università di Siena».

Per brevita’ vi abbiamo inserito i i Links ove trovate la raccolta di testi utili e complementari:
uranio_comm_parlam 2

interrogazione parlamentare sui vaccini
interrogazione parlamentare sui vaccini 2
epatite_bustarella a de lorenzo
guerra_golfo_vaccini
guerra_golfo_vaccini 2
guerra_balcani_vaccini
guerra_balcani
contenuto dei vaccini  +  nanoparticelle nei vaccini
alluminio nei vaccini
neurotossicita_mercurio
immunodepressione_vaccino
immunodepressione_vaccino 2
immunogenetica
mutazioni_genetiche
mutazioni_dai_vaccini

QUESTE TREMENDE MALATTIE PROVOCATE con le VACCINAZIONI non riguardano solo i militari recatisi all’estero, ma anche quelli in territorio nazionale come il caso  di FINESSI- MONDELLO-RINARDELLI  e chissà quanti altri…  
DOVE VANNO COLLOCATI  ?  forse con i casi di MELONI -SEPE-STAGNI -MELIS-ROMANUCCI ANTONACCI-DE MARCO –  e via cosi’ …. per una lunghissima lista...troppo lunga anche per CHI ha PERMESSO di continuare con questo fantomatico “Uranio impoverito”  che  nessuno TROVA e che dopo tanti anni “salterebbe” ancora sui militari italiani e li aggredirebbe, mentre invero si continua ancora a Vaccinare con vaccini inutili, anzi PERICOLOSI, fatti anche su chi era od e’  già immunizzato, su chi aveva od ha gli anticorpi verso determinate malattie (immunizzazione attiva) o su chi era od e’ coperto con le Vaccinazioni obbligatorie, alcune della durata  decennale (immunizzazione passiva)

Si è  discusso molto anche sulle “multidosi”,  vedi relazione dott.essa. Gatti, 19 gennaio 2006, su come venivano conservati i vaccini, sulle date di scadenza, forse non controllate, su chi li somministrava, (per un profano 5 cc o 5 ml del Vaccino trivalente Morupar, sospeso dopo l’audizione del medico consulente dott. Massimo Montinari (audizione del 1.12.2005 - vedi sopra), se venivano mischiati  nella stessa siringa, se venivano somministrati immediatamente subito dopo la preparazione, come alcune case raccomandano  o venivano invece come nel caso delle multidosi, conservate per le successive vaccinazioni, (errore gravissimo che comunque veniva fatto).
Esempio: “Salvatore Vacca la prima vittima italiana della pace, venne vaccinato  7 volte in tredici giorni quando era gia’ in Albania, fra l’11 ed il 34 maggio 1997, come ci ha confermato la madre. Quando nel settembre ’99  uscirono i primi articoli sulla sua morte, venne eseguito uno screening sui vaccini della Brigata Sassari alla quale apparteneva il caporalmaggiore.” (Tratto da un’intervista del dott. Massimo Montinari)
 

CHIEDIAMO PERCHE’ NON SI sono ASCOLTATI a suo tempo i Senatori Bucciero  e A. Caruso che nel 2001 in Parlamento  CHIEDEVANO gia’ allora di sospendere queste VACCINAZIONIKILLER”  anche ai MILITARI.
Perché non si è indagato quando in Commissione è stata audita la mamma (1.12.205) del militare deceduto FINESSI FRANCESCO che affermava di aver fatto analizzare alcuni vaccini dalla dott.essa. Gatti  nei quali era altissima, in essi, la presenza di metalli tossici e che comunque sul  “Resto del Carlino”  di Lorenzo Sani del 3 Lug. 2007, il giornalista scrive e dichiarava che SONO STATI CAMBIATI i VACCINI dei MILITARI.
ADESSO  spetta a Voi componenti della Commissione d’Inchiesta scoprire e capire cosa TUTTO cio’ vuol dire….per poter RIMEDIARE per il futuro e RISARCIRE i militari malati e le famiglie di quelli deceduti !

Visionate qui: Ecco chi vuole IMPEDIRE che si indaghi sui DANNI dei VACCINI ai nostri Militari:
Naturalmente quel personaggio che si vede nel filmato e' legato a certe linee guida...ben gestite da BIG PHARMA, OMS, CDC; FDA, Ministeri della "salute", nelle varie nazioni del mondo, con il concorso di certi militari e dell'ordine dei medici... che tendono attraverso i "loro" uomini (ideologicamente legati) ad impedire che si faccia piena luce su questi CRIMINI sanitari !
http://www.agenziami.it/articolo/2337/Leggiero+Manovre+politiche+per+infangare+la+vicenda/

La prova ? sta nel fatto che quel personaggio e' stato da me contattato diversi anni fa, al quale avevo fornito tutte le informazioni sui gravi Danni dei Vaccini ben documentati anche dalla bibliografia mondiale e gli avevo anche presentato il dott. M. Montinari (esperto in danni dei vaccini) al quale, dopo aver capito la verita', si era rivolto per farsi fare delle perizie per le richieste di risarcimento presentate da certi militari ammalati dai vaccini, perizie preparate dal dott. Montinari e consegnate a quella persona.
Dopo qualche tempo egli rilascio' anche una intervista TV, nella quale affermava che ormai si avevano i dati che confermavano i danni dei vaccini propinati ai ns militari.
Passato circa un anno, sempre quel personaggio, "cambio' improvvisamente idea", divenendo paladino di una "certa corrente militare" che voleva imporre il fatto, FALSO, che gli ammalamenti erano e sono causati dall'Uranio Impoverito, fatto ormai totalmente sconfessato dalla Commissione per l'Uranio Impoverito la quale ha accertato che occorre istituire una nuova Commissione che indaghi anche e soprattutto sui gravi danni dei vaccini.....
vedi: Querela del Prof. F. Nobile al maresciallo D. Leggiero = Condannato il Maresciallo Leggiero

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